Sfascio partecipate: denuncia di FI

ALGHERO – Questa mattina conferenza stampa di Forza Italia riguardo il nuovo caso scoppiato in seno all’amministrazione che sta facendo allarmare vasta porzioni della città. Per questo il coordinatore cittadino degli azzurri, Andrea Delogu, ha convocato una conferenza stampa insieme al consigliere comunale Michele Pais a cui ha partecipato anche il consigliere regionale Marco Tedde e soprattutto diversi lavoratori delle stesse partecipate.

“Il piano di razionalizzazione delle società partecipate approvato dalla Giunta Bruno con delibera 116 del 19 aprile 2016 rappresenta plasticamente l’ennesima dimostrazione di incapacità di questa amministrazione di risolvere i problemi e amministrare la città. Il documento altro non è che un’esercitazione scolastica priva di qualsiasi sostenibilità economica (non c’è un numero a supporto) che altro non fa se non decretare la fine delle società Alghero in House e Secal, mettendo a repentaglio non solo servizi indispensabili per la collettività e per le casse comunali ma ben 73 posti di lavoro (54 di Alghero in House e 19 di Secal). E questo “non solo, dimostra come anche sulla Fondazione Meta non si abbia ancora una visione organica e costruttiva della “mission” che questo ente dovrebbe svolgere a sostegno della città e degli operatori economici e culturali”.

“Di fatto la delibera prevede quanto segue. Alghero in House Secondo gli intendimenti dell’amministrazione il ramo d’azienda che si occupa di servizi strumentali (manutenzioni, guardinia, pulizia litorali, cimitero edifici scolasticvi ect) dovrebbe essere scisso dalla Alghero in House e conferito nella Multiss che dovrebbe svolgere per conto del Comune questi servizi con il trasferimento di 35 addetti. I rimanenti 19 dipendenti della società dovrebbero invece occuparsi della gestione dei parcheggi e di altri servizi a rilevanza economica afferenti la mobilità ( bike sharing ect)
Alla base di questo castello di sabbia nessun numero, nessuna garanzia per i dipendenti, nessun accenno al costo del servizio trasferito a Multiss e dell’onere del servizio. In realtà a causa del mancato trasferimento di fondi regionali alla rete metropolitana di cui Multiss dovrebbe essere braccio operativo, Multiss non avrebbe risorse ne respiro temporale ed il Comune dovrebbe di fatto pagare integralmente il costo del personale e del servizio (con un onere di circa 1.600.000 euro) che in bilancio il Comune non ha e che non garantisce in ogni caso nessun risparmio alle casse comunali”.

“E il risultato è nessun vantaggio per Alghero, ulteriore incertezza per il personale, minore tutela per i lavoratori che non andrebbero più ad avere come interlocutore diretto il Comune ma una società terza
Nel frattempo per tutti i dipendenti, si per tutti i 54, dalla scorsa settimana è iniziato il part time con una riduzione dell’orario di lavoro (e della retribuzione) del 30%, proprio nel momento in cui la stagionalità (ed il buon senso) avrebbe consigliato di mantenere gli orari previsti. In che modo potrà essere raggiunta l’efficienza negli interventi manutentivi? in che modo potrà essere garantito il raggiungimento dell’obiettivo degli incassi dagli stalli a pagamento se si sono perse il 30% delle ore lavoro ( ossia aldilà dell’arrampicamento sugli specchi del sindaco e alle sue mendaci rassicurazioni, ben 16 posti di lavoro!!) Ed ancora con quale logica, in un contesto particolare dell’azienda, si riducono le ore di lavoro anche del personale apicale, del tutto a discapito della ricerca del mantenimento dei livelli di intervento e di efficienza? Non accadrebbe in nessuna azienda normale! Quale futuro se si continua a perseguire questa strada? La fine di Alghero in House, e di conseguenza del posto di lavoro per 54 lavoratori, nella maggior parte dei casi provenienti da nuclei familiari monoreddito”.

Per la Secal “il piano prevede la liquidazione della società Secal, con internalizzazione della riscossione negli uffici comunali ed esternalizzazione della riscossione coattiva mediante affidamento a società esterna e non controllata dal Comune, naturalmente con costi superiori a quelli derivanti da una gestione interna del servizio. I dipendenti? di 8 di loro non si fa menzione (sono a tempo determinato che cosa gli importa a Bruno?) gli altri 11 dovrebbero andare, 3 ad Alghero in House (come se questa non avesse il problema inverso) e 8 alla Fondazione Meta, dimenticandosi un particolare non da poco, che anche in questo caso occorre fare i conti con i numeri, come se Meta avesse le risorse finanziarie per assorbirli (Vi assicuriamo che non le ha) e come se esperti di tributi potessero essere facilmente riconvertiti in operatori culturali ed esperti di promozione turstiica ed organizzazione di eventi”.

“Per non parlare del danno che ne deriverebbe sotto il profilo economico per il Comune, che avrebbe una minore efficienza per la riscossione ordinaria oltre a perdere tutto il patrimonio di professionalità, di conoscenze di dati sinora creato. Viene imputato alla Secal di non fare riscossione coattiva, ma se non si danno a questa società gli strumenti (l’accesso a Siatel, ossia l’anagrafe trinutaria, a Sister , la banca dati catastale) e le risorse, umane e finanziarie per mettere in atto la riscossione coattiva come si possono ottenere risultati?. La regola elementare di ogni azienda efficiente dovrebbe essere investire per avere un ritorno economico, qui invece si disfa, per ottenre un risultato peggiore e perdere 19 posti di lavoro.”

“Riguardo la Fondazione Meta, Anche se aspettiamo di conoscere ancora la “mission” rivisitata della Fondazione viene utilizzata nel piano come salvagente per preservare i posti di lavoro, ma dimenticandosi che il bilancio di Meta non è in grado di sostenere nemmeno il nuovo onerosìssimo direttore, figurarsi 8 o forse più posti di lavoro, se non mandando a casa gli attuali dipendenti a tempo determinato, riteniamo che come ogni piano industriale che si rispetti esso debba essere preceduto da un’analisi di costi e ricavi, attuali e prospettici, migliorando l’efficienza delle società e il reale mantenimento dei posti di lavoro. Oggi avere due società partecipate che non interagiscono fra di loro non ha alcun senso, se non quello di una minor efficienza ed uno spreco di risorse”.

Soluzioni. Con il superamento dei vincoli derivanti dalla contribuzione regionale e il deciso cambio di passo della normativa previsto dal “Decreto Madia” che addirittura facilita gli accorpamenti di società partecipate, sia strumentali che a rilevanza economica la via da seguire è quella di creare, previa fusione fra Secal e Alghero in House, un’unica società partecipata che, con un piano industriale almeno quinquennale, sia destinata ad offrire tutti i servizi strumentali e a rilevanza economica utili per il Comune di Alghero Ciò consentirebbe: 1) un risparmio derivante dal fatto di avere un unico amministratore, un unico organo di revisione, un unico direttore, spese generali dimezzate, di avere un risparmio di 100.000 euro annue 2) la sinergia fra settore “incassi dagli stalli della sosta a pagamento” e la possibilità di riscossione coattiva” delle somme oggi inspiegabilmente perse avrebbe un effetto sui conti della società quantificabile almeno in 250.000 euro3) la società derivante dalla fusione o super holding come la si voglia chiamare dovrebbe essere subito messa in grado di iniziare la riscossione coattiva, dotandola di personale specializzato (almeno 4 unità) coordinato da un unico direttore amministrativo, di moderni sistemi per incrociare i dati fiscali, contributivi e reddituali dei contribuenti (Siatel e Sister prima di tutto) 4) Dovrebbe essere attivata una convenzione con studi legali, previa gara ad evidenza pubblica, bastata su una percentuale del riscosso, per porre in essere gli atti per la riscossione coattiva, 5) Dovrebbe essere efficientato e rafforzato il settore addetti alla sosta, nominandoli da subito ausiliari del traffico al fine di incrementare gli incassi”.

“Riassumiamo i numeri maggiori ricavi e minori costi: Il ricavo da “proventi da parcheggi” con queste semplici operazioni potrebbe essere aumentato di € 400.000 (stima prudenziale). Il risparmio dall’abbattimento dei costi generali per effetto della fusione è stimabile in € 100.000 I proventi dalla riscossione coattiva, cosiderando la massa dei crediti tributari in essere, con un aggio del 6% (la metà di quanto costerebbe sul mercato) consentirebbe non solo l’incasso di tributi a rischio prescrizione per il Comune ma maggiori risorse finanziarie per la partecipata di € 450.000 annui. La somma algebrica fra maggiori entrate e minori costi della partecipata sarebbe pari ad € 950.000 annui a regime. Maggior costi, Il costo dei legali sarebbe a costo zero per la partecipata, i costi per dotarla degli strumenti per l’accertamento sarebbe di € 30.000 annui Il maggior costo del personale per l’attività di riscossione (4 unità) sarebbe di € 120.000 annui. La differenza fra maggiori ricavi minori/maggiori costi sarebbe di € 800.000 annui che consentirebbe un forte minor onere per l’Amministrazione, il mantenimento in organico di tutto il personale dipendente ed il miglioramento in termini di efficacia ed efficienza dei servizi ai cittadini, il tutto nell’ottica di un maggior controllo dei servizi stessi”.

Nella foto Andrea Delogu e Michele Pais questa mattina

S.I.

“Tavolini: norme nefaste, da mutare”

ALGHERO – Ancora prima del consigliere Camerada, come riportato ieri [Leggi], era stato il capogruppo del Partito Democratico Mimmi Pirisi a ribadire la medesima fotografia già fatta da Algheronews riguardo la commissione commercio di martedì pomeriggio [Leggi] dove alcuni consiglieri di maggioranza hanno lasciato anzi tempo l’organismo senza giungere ad alcuna sintesi riguardo ai cambiamenti al regolamento dei suoli pubblici realizzato dall’assessore Natacha Lampis.

“Abbiamo partecipato alla commissione commercio di martedi sera e abbiamo assistito ad uno sforzo e ad un impegno enorme della presidente Pulina e dell’assessore Tanchis che in tutti i modi hanno tentato di apportare modifiche a quella nefasta delibera del Dicembre 2014, ma l’aria nonostante il clima bonario dei partecipanti non era quello di voler condividere le modifiche che per la cronaca andrebbero a cambiare sostanzialmente quel regolamento”.

“Durante la seduta quindi si è assistito mano a mano che passavano i minuti ad un dileguarsi di molti consiglieri della maggioranza tutto legittimo sia chiaro ma questo la dice lunga sulla volontà di voler cambiare le cose e questo e uno dei motivi (tra i tanti) che hanno convinto il Pd a non condividere il percorso con l’amministrazione Bruno che a parole vuole cambiare ma nei fatti non tocca nulla”. Dunque, anche il capogruppo del Pd, al netto del nervosismo della porzione della sinistra della maggioranza e del suo mal sopportare la verità come raccontata su Algheronews, conferma che il regolamento che pare trova radici in quella che era l’Alghero Migliore non ha ancora trovato una chiara volontà di essere cambiato.

Nella foto il capogruppo del Pd Mimmo Pirisi

S:I.

7 comuni nella Rete Metropoliana

SASSARI – La prima commissione permanente Affari generali approva a maggioranza l’atto costitutivo e lo statuto della Rete metropolitana. Adesso, la discussione sulla costituzione della nuova realtà amministrativa passa in consiglio comunale che già per venerdì ha calendarizzato il dibattito. Questa mattina la commissione presieduta dalla consigliera Lalla Careddu ha ascoltato l’intervento del sindaco di Sassari Nicola Sanna che ha illustrato lo statuto costitutivo. Un documento che, ha detto il primo cittadino, «è stato elaborato dall’assemblea dei sindaci dei Comuni chiamati a formare la Rete metropolitana. Un atto che è frutto del lavoro di consultazioni tra gli stessi sindaci, i direttori generali e i segretari generali degli otto Comuni che hanno lavorato alacremente per ottenere il miglior risultato».

Il testo prima di arrivare in commissione ha subito diverse correzioni negoziate tra i primi cittadini, questo perché «si voleva rappresentare una rete unita dove nessuno si senta escluso. Non solo – ha detto ancora il sindaco –, volevamo anche garantire la giusta rappresentatività delle altre amministrazione. Per questo motivo non abbiamo applicato la rappresentatività basata solo sulla popolazione residente. Sassari, così, avrà un peso non superiore al 45 per cento nonostante rappresenti il 57 per cento della popolazione totale». Un concetto che il primo cittadino ha spiegato facendo presente il fatto che «la città rinuncia a una percentuale maggiore di peso a dimostrazione che non si può decidere da soli, altrimenti non avrebbe più senso il concetto di Rete». Una maggiore garanzia, poi, arriverebbe dalla previsione di una presenza di una maggioranza ampia (75 per cento) dei componenti per la votazione dei regolamenti. «Questo perché – ha detto ancora Nicola Sanna – parliamo di una nuova realtà amministrativa e gli atti costitutivi devono essere presi con la presenza di una grande maggioranza».

È stato ricordato che a far parte della rete sono i sette comuni dell’area vasta, Sassari, Sennori, Sorso, Stintino, Alghero, Castelsardo e Porto Torres, accomunati tutti dall’aver già predisposto il piano strategico intercomunale. A questi si è aggiunto, quasi subito, il Comune di Valledoria che ha portato così a otto il numero dei Comuni della Rete metropolitana.
«Non saranno improbabili modifiche a questo statuto – ha detto in chiusura il primo cittadino – ma se vogliamo essere rapidi e non stare indietro, dobbiamo mettere subito in pista il nuovo ente, approvando il testo così come concordato dai sindaci».

E allora, l’appello del sindaco Nicola Sanna a non modificare in commissione il testo elaborato e licenziato dagli otto sindaci della Rete, e già approvato dal Consiglio comunale di Sennori, è stato accolto dalla maggioranza dei consiglieri della commissione, compreso il consigliere di minoranza di “Sassari è” Enrico Sini. Si sono astenuti, invece, due consiglieri della minoranza, per M5S Maurilio Murru e per Forza Italia Giancarlo Carta. Bocciato l’emendamento presentato da M5S che avrebbe voluto modificare il punto 3 dell’articolo 15, relativo alla presenza nella giunta di un numero di sindaci che non devono superare ¼ dei componenti dell’assemblea. Per i pentastellati, invece, la presenza sarebbe dovuta essere non superiore a 1/3 dei componenti dell’assemblea. La commissione, però, a maggioranza lo ha respinto.

Nella foto la presidente Careddu e il sindaco Sanna

S.I.

Sanità Nord-Ovest: vertice a Cagliari

ALGHERO- Appuntamento cruciale per la vertenza in atto sulla sanità del territorio, con le Commissioni Sanità delle amministrazioni di Alghero, Sassari, Ittiri, Thiesi e Ozieri che si ritrovano domani, giovedì 28 aprile a Cagliari dove sul tavolo della commissione sanità del Consiglio regionale è in discussione la riorganizzazione della rete ospedaliera.

All’audizione partecipano Alessando Nasone e Mimmo Pirisi, presidente e vicepresidente della V commissione del Comune di Alghero. Riclassificazione dell’ospedale di Alghero con Ozieri in Primo Livello, reinserimento in delibera del rifinanziamento del nuovo ospedale e trasformazione del pronto Soccorso di Alghero in centro Traumi di zona. Sono tre punti tra i più importanti degli undici che fanno parte del pacchetto di emendamenti formulati collegialmente e che saranno promossi con forza davanti alla commissione e quindi da sottoporre al Consiglio regionale in vista dell’approvazione definitiva della delibera della Rete Ospedaliera della Sardegna.

“La protesta non cala di intensità – conferma il Presidente della Commissione Alessandro Nasone – il territorio deve poter disporre di una sanità di qualità, non solo con la riorganizzazione della rete ospedaliera che veda Sassari come un reale Hub di secondo livello con accanto gli stabilimenti di Alghero/Ozieri, presidi di primo livello, ma anche attraverso un investimento forte e reale sul fronte del personale sanitario, sulle strutture e sulle tecnologie a cui deve seguire una migliore organizzazione dei servizi interni ospedalieri e territoriali, con una integrazione che sia reale e non solo sulla carta”. La preoccupazione è alta per la situazione sanitaria del nord ovest, “anche se – aggiunge – con la consapevolezza di una riforma della rete ospedaliera necessaria e non più prorogabile, ma il tutto deve avvenire con il giusto equilibrio fra le varie zone della Sardegna, per evitare di depotenziare e dequalificare una zona a vantaggio di altre”.

Nella foto Alessandro Nasone

S.I.

Tavolini: norme flop, due anni persi

ALGHERO – Quando la politica mal sopporta l’informazione, siamo veramente alla frutta. Anzi al caffè. E questo accade da tempo con una certa porzione, vecchia e nuova, che si trova saltuariamente perfino ad amministrare ovvero a rappresentare tutti. Ma codesti “politici” soffrono di nanismo e gli effetti nefasti li vediamo, anzi, subiamo tutti. Ed è così che raccontare quanto accaduto ieri in commissione dà fastidio. Eppure si tratta di normali accadimenti legati ai processi amministrativi, ma riferirli e renderli pubblici, anche con una descrizione delle varie dinamiche, può far saltare i nervi soprattutto a chi è abituato al pensiero unico e, afflitto da bulimia da propaganda, non accetta critiche o peggio “visioni” diverse, e forse più realistiche, visto che paiono più legate alla maggioranza del sentire degli algheresi, rispetto alle sue. Ma tant’è, il periodo inedito, prima o poi, sarà solo un brutto ricordo del passato.

Andando oltre e ritornando alla cronaca di ieri, anche il consigliere comunale Nunzio Camerada, sempre pacato e non amante della polemica, non può non confermare che alcuni consiglieri di maggioranza che rivestono il ruolo di commissari dell’organismo che si occupa di commercio, e dunque della questione dei suoli pubblici, “hanno stranamente, piano piano abbandonato i lavori” E commenta Camerada “spero non per mettere in atto una velata forma di ostruzionismo che palesa un certo nervosismo a sinistra della maggioranza“. Eppure le commissioni vengono convocate dalla stessa amministrazione proprio per tracciare il percorso e anche votare sulle delibere che poi arriveranno in Consiglio.

In questo caso e se ne parla da mesi, almeno da quando questo regolamento è stato adottato ed ha visto quasi una sollevazione popolare della categoria, presto dovrebbe arrivare in Aula la delibera con le proposte di cambiamento. “A questo punto tutto sarà deciso in Consiglio, questo è l’impegno preso dall’Assessore, ma credetemi, – commenta ancora Camerada – nonostante sia ancora migliorabile, del primo impianto del regolamento è rimasto proprio poco”. E ancora l’esponente di Forza Italia “tengo a sottolineare la professionalità e la disponibilità degli uffici che si son trovati ad applicare uno strumento concepito male, già abbondantemente modificato in sede di approvazione con ben 21 emendamenti della maggioranza, ora ulteriori modifiche arrivano grazie alle associazioni di categoria” E in chiusura si domanda Camerada “ma c’era bisogno di tutto ciò? Se ci avessero ascoltato avremmo potuto serenamente studiare, tutti insieme, un regolamento più consono e adeguato a questa città piuttosto che approvare a fine dicembre 2014 questo lacunoso strumento ancora oggi non soddisfacente e palesa un chiaro flop amministrativo”.

Nella foto Nunzio Camerada

S.I.

Caos tavolini: deciderà il Consiglio

ALGHERO – “Non ci fermiamo, noi andiamo avanti lo stesso”. Monica Pulina, più agguerrita che mai, anche se da consigliera di opposizione, non ci sta: il regolamento dei suoli pubblici va cambiato. Anzi, migliorato. La presidente della commissione commercio, o meglio l’intero organismo, ieri ha incassato un brutto colpo con l’ennesima riunione infruttuosa almeno nei termini tecnici per cui lo stesso esiste nella sua funzione consultiva e non vincolante. Di fatto, come già riferito quest’oggi [http://www.algheronews.it/tavolini-by-lampis-norme-intoccabili-8939-2/] continua il braccio di ferro tutto interno a maggioranza e giunta con una parte chi vuole lasciare le norme by Lampis (l’area più radicale ) e altre più ragionevoli che sono disposte ad accogliere tali istanze chieste a gran voce da tutti gli operatori, ovvero titolari di bar, locali e ristoranti, della città.

E nonostante alcuni consiglieri di maggioranza ieri abbiamo lasciato anzi tempo la commissione, “io e l’assessore Tanchis – continua la Pulina che l’altro non ha alcuna intenzione di dimettersi – vogliamo portare in aula le modifiche all’impianto oggi ancora in vigore e questo grazie anche alla disponibilità del dirigente Calzia nell’accogliere tali indirizzi”. Mutamenti, non lievi, ma sostanziali che però, ovviamente, tengono in vita il dispositivo originario che come obiettivo voleva mettere ordine, ma ha fallito in toto.

“Abbiamo definito dei passaggi che prevedono il doppio poligono, ma non oltre, e poi la possibilità di posizionare i tavolini anche in vie del centro storico dove i mezzi di soccorso e pulizia non possono già transitare, come vicolo Adami e via Minerva, ad esempio”, e poi ancora per essere ancora più chiari “io metterei i tavolini dappertutto, invece di occupare le piazze del centro storico con le macchine, penso sia meglio dare possibilità alle attività di dare lavoro e servizi e non mettere sempre divieti in una città già al collasso”. A questo punto la delibera potrebbe approdare nelle prossime settimane in aula e sarà il Consiglio Comunale a fare le sue scelte votando o meno tali modifiche ritenute essenziali e chieste da, già da diversi mesi, da tutto il comparto.

Nella foto una recente riunione della commissione commercio con la presidente Pulina

S.I.

Partecipate: incontro di Forza Italia

ALGHERO – Giovedì 28 aprile, alle ore 10, presso la sede cittadina al Centro Commerciale Ferroni, Forza Italia Alghero terrà una conferenza stampa nella quale verranno illustrate le criticità derivanti dalla adozione della Delibera di Giunta n° 116 sul riassetto delle partecipate. Atto che è stato già inserito nell’ordine del giorno del prossimo Consiglio Comunale fissato proprio per domani.

Delibera che “qualora attuata metterebbe a serio rischio oltre 70 posti di lavoro, e verrà presentata una proposta di Forza Italia Alghero tesa a salvaguardare il futuro delle società partecipate con il mantenimento della forza di lavoro in essere e il miglioramento dell’economicità ed efficienza delle società stesse, oggi abbandonate a se stesse”.

Nella foto il coordinatore cittadino Andrea Delogu

S.I.

Treni flop: interrogazione di Lai

CAGLIARI – “L’ennesimo disservizio causato dalle pessime condizioni in cui versa la rete ferroviaria sarda rende oramai non più rinviabile un intervento del gestore della rete. RFI deve porre fine ad una situazione insostenibile.” Lo afferma il senatore del PD Silvio Lai che insieme ai colleghi Angioni e Cucca preannuncia sull’argomento un’interrogazione urgente al Ministro dei Trasporti.

“È necessario un intervento strutturale che affronti nel complesso i problemi della nostra rete. Fino ad oggi si è andati avanti a forza di rattoppi ora siamo arrivati al punto di non ritorno. RFI nel suo piano industriale ha previsto investimenti per circa 100 milioni di euro. È arrivato il momento sbloccare questa somma e di partire immediatamente con i avori di adeguamento della rete.” Il parlamentare del PD fa riferimento anche ai problemi di compatibilità tra i nuovi pendolini e la rete che non consentono di poter accorciare sensibilmente i tempi di percorrenza delle tratte. Ma in questi giorni si sono verificati ulteriori stop ai mezzi, con conseguenti disagi per i passeggeri.

“L’assessorato regionale ai trasporti ha bloccato i pagamenti alla società fornitrice dei pendolini ed ha avviato un’indagine affidata ad una commissione d’inchiesta che dovrà chiarire i motivi dei disservizi e se questi siano legati anche a problemi di software dei treni. Quel che comunque appare già da ora certo è che la rete ferroviaria dell’isola è completamente inadeguata. RFI deve avere bene a mente che la Sardegna non può essere trattata come una regione di serie b e deve poter contare su collegamenti sicuri e con tempi di percorrenza in linea con quelli del resto della penisola. Questo tra le altre cose consentirebbe di poter vedere i frutti di un investimento ingente, come quello effettuato per l’acquisto dei pendolini.”

Nella foto uno dei nuovi treni flop per la Sardegna

S.I.

“Alghero affonda e alzano le tasse”

ALGHERO – Fissate due nuove sedute del Consiglio Comunale. Messa da parte, almeno questa volta, anche se siamo sempre davanti un iter piuttosto inedito, tutte le mozioni, interrogazioni e ordini del giorno ancora da discutere da mesi. Ma il fine è lodevole: discutere dopo mesi una decina di punti attribuili ad atti amministrativi. Certo, niente di trascendentale e piuttosto ordinario, ma almeno sono evidenti delle scelte correlabili a Sant’Anna.

Dunque oltre l’infornata di tasse (Tasi, Tari e Imu), c’è spazio per “il piano di sviluppo e razionalizzazione delle partecipate”. Atto che sta facendo molto discutere e allarmare anche il personale che lavora presso gli enti che si occupano di settori molto importanti per la vita della città. Turismo e cultura (Meta), manutenzioni e verde (In-House) e tributi (Secal). Tutti e tre le partecipate del Comune subiranno, se passerà il documento predisposto dall’amministrazione Bruno, un notevole cambiamento ciò nell’ottica ancora del risparmio e tagli. Ma forse, come ripetiamo da tempo, ciò che deve fare chi amministra ad Alghero è trovare modo di creare sviluppo e attrarre flussi economici, oltre che “allargare la base imponibile”. Scelta legittima e giusta della compagine oggi al governo cittadino, ma che deve fare i conti con una devastante crisi che ha colpito famiglie e imprese.

E’ Michele Pais, consigliere comunale di opposizione, a sottolineare in maniera critica le scelte dell’amministrazione “I punti qualificanti del governo cittadino di sinistra sono l’ennesimo aumento dei tributi comunali, ormai arrivati alle stelle. Peraltro, senza che a ciò corrisponda un miglioramento dei servizi pubblici erogati. Anzi, tutti indiscriminatamente peggiorati”, denuncia l’esponente di Forza Italia che continua “ma si sa e’ molto più facile aumentare le entrate, piuttosto che ridurre la spesa che nel frattempo aumenta incontrollata, con inutili assunzioni di nuovi dirigenti, promozioni a pioggia dell’intero apparato amministrativo, esternalizzazioni, etc”

Nel frattempo in Città non funziona nulla e anche fare un certificato di residenza e’ un’impresa titanica. Questa Amministrazione, incapace a tutto, quando si tratta di aumentare le tasse si scopre talentuosa e’ l’unica cosa sulla quale hanno le idee chiarissime e che sanno fare meglio di chiunque altro! Di certo la nostra opposizione all’ennesimo furto tributario sarà totale”

Nella foto Michele Pais

S.I.

Bruno schiaffeggia il Pd: arroganti

ALGHERO – “No. Non sono state le divergenze programmatiche ad impedire al circolo Pd di Alghero di trovare un accordo con la maggioranza. Tutt’altro. Come aveva già comunicato alla stampa perfino il segretario provinciale che ha seguito passo passo le trattative, la convergenza programmatica era stata raggiunta”. Cosi il sindaco Mario Bruno che risponde con una nota ufficiale dal Comune di Alghero riguardo una questione politica. Ovviamente il caso in esame è l’addio definitivo del Partito Democratico [Leggi].

“Avevamo perfino condiviso il numero di assessorati e la presidenza di una importante partecipata, ma la richiesta del PD locale di una tale quantità di deleghe da assorbire quelle di quattro attuali assessorati, la difficoltà da parte loro di garantire nelle indicazioni la parità di genere, la difficile composizione fra le due anime, la cristallizzazione nelle posizioni iniziali, il non aver accettato che il presidente di Meta non coincidesse più col direttore (figura autonoma, garanzia di professionalità e supporto tecnico e giudico) hanno impedito di fare passi decisivi. Tutto legittimo, lo capisco, ma non ci vengano a raccontare che abbiamo rotto sul programma”.

“Hanno una posizione di supponenza e arroganza senza pari, ci hanno formulato proposte inaccettabili, irricevibili, esagerate. Quasi a voler sconfessare gli altri livelli del partito che realmente volevano arrivare a un’intesa. C’era tutta la volontà per condividere un percorso politico con dignità e con umiltà, al servizio dei cittadini. Quel che resta del Pd algherese ha voluto chiudersi al fianco dell’opposizione di destra. Sbagliando ancora una volta e limitandosi a dare pagelle, come dei maestrini senza titolo, invece di far ciò che il Pd deve fare: il partito di governo. Peccato. Soprattutto per il Partito Democratico e per ciò che ha rappresentato e rappresenta in Italia, in Sardegna, nel sassarese. Mi auguro che chi di dovere ne prenda atto”.

Nella foto un incontro nella sede del Pd di qualche mese addietro

S.I.