Bruno ha gettato due anni e mezzo

ALGHERO – “Il Movimento Cinque Stelle, per voce dei suoi rappresentanti in Consiglio comunale ad Alghero, interviene riguardo le dichiarazioni a mezzo stampa del dirigente del Partito Democratico algherese Franco Santoro (“..così facendo mettono la città in ginocchio, rischiando di trascinarla in un salto nel buio totale, come a Porto Torres”). Il riferimento al Movimento è chiaro, esplicito”. Cosi dai pentastellati per bocca dei rappresentanti consigliari Roberto Ferrara e Graziano Porcu.

“Non ci curiamo delle liti interne al PD, né del risultato che produrrà lo scontro fra le sue correnti interne. Intendiamo però sottolineare che la nostra politica, attiva, partecipata e propositiva, è ben lontana da quella risposa e scostante idealizzata dalla politica che ha governato e governa la città di Alghero. Noi facciamo opposizione, la facciamo proponendo soluzioni, provando a dare suggerimenti che restano inascoltati ma che il tempo dimostra essere giusti: vedi suoli pubblici e richiesta dimissioni assessore regionale ai Trasporti Deiana su tutti. In questi due anni e mezzo in Consiglio abbiamo ampiamente dimostrato di essere in grado di fare e, conseguentemente, di governare”.

“Vero è che in questi due anni e mezzo, con il sindaco Mario Bruno e la sua Giunta al governo della città, Alghero ha perso un’occasione, è rimasta al palo. Affermiamo con piena cognizione di causa che, con il Movimento Cinque Stelle al governo della città, Alghero non avrebbe gettato al vento gli ultimi due anni e mezzo di esperienza amministrativa. Noi non aspettiamo in riva al fiume, lavoriamo per creare valide alternative: non rappresentiamo certo un salto nel buio, piuttosto un paracadute funzionale al migliore atterraggio possibile”.

Nella foto i due consiglieri comunali di 5 Stelle

S.I.

“Città alla fame, altro che giornalino”

ALGHERO – La proposta dell’amministrazione Bruno di creare un giornalino del Comune ha scatenato un putiferio. Non tanto per la scelta in se che, potrebbe anche essere utile per informare la popolazione, ma per la totale inopportunità del momento. Ciò in particolare per due motivi: la compagine governativa esce senza alcuna censura in tutti i media locali e regionali (ogni comunicazione viene pubblicata da almeno 5/6 siti di informazione e anche sui quotidiani cartacei e tv) e, vista la crisi che si taglia a fette, le priorità sono ovviamente altre. Questi i punti principali che hanno fatto sobbalzare sulla sedia cittadini, rappresentati politici e anche giornalisti, in questi giorni, dopo che Algheronews in anteprima ha pubblicato un articolo con allegata la delibera che arriverà (o meglio dovrebbe arrivare) martedi prossimo nella commissione competente [Leggi.] Del resto proprio questa amministrazione ripete ad ogni piè sospinto che le casse comunali sono vuote e che “bisogna allargare la base imponibile” ed anche il sostegno di privati a notizie pubbliche e dell’amministrazione (dunque di una parte politica) fa, a dir poco, rabbrividire.

“Non sazia del bombardamento mediatico a cui la cittadinanza è sottoposta quotidianamente, l’amministrazione vuole spingersi oltre con il Comunale, la rivista bimestrale che narrerà le gesta dei nostri eroi. Pensassero a ben governare e a fare meno propaganda”, così il consigliere comunale dei 5 Stelle Roberto Ferrara. “Non credo a quello a cui sto assistendo, nemmeno Mastella a Cepaloni, De Mita a Nusco, Cuffaro, avrebbero osato tanto, no, non avrei mai potuto immaginare questo “colpo di reni” utile solo a produrre altra vuota e becera propaganda”, commenta l’esponente del Partito Democratico Enrico Daga.

Per chiudere, questo giro di commenti tra i consiglieri che hanno subito commentato pubblicamente la notizia anche Monica Pulina, consigliere d’opposizione. “Queste sono le priorità dell’amministrazione, il “giornalino comunale”, non ci sono danari per gli asfalti, non ci sono danari per il verde, non ci sono danari per l’illuminazione, non ci sono danari per il Cra non ci sono danari per il decoro urbano, una città alla fame, però ci sono danari per farsi campagna elettorale a spese dei cittadini. I cittadini vogliono risposte tangibili, della carta straccia ne hanno piene le tasche”.

Nella foto il Consiglio Comunale

S.I.

“Addio Farris, fatto molto grave”

ALGHERO – “Il gruppo consiliare del Pd di Alghero ritiene le dimissioni del Dott. Farris un fatto di estrema gravità per la città di Alghero e per la gestione del Parco stesso, la grande professionalità e serietà della figura scelta a suo tempo da questa amministrazione ci aveva convinto a sostenerla fin dall’inizio esprimendo a suo tempo il voto del Partito Democratico”. E’ il capogruppo del Pd catalano a ribadire quella che è la pessima condizione in cui si trova il Comune di Alghero dove quasi ogni aspetto della vita amministrativa soffre di problemi spesso oramai non sanabili.

“Nella sua nomina a Presidente e spesso a garantire con la nostra presenza nell’assemblea del parco il numero legale, oggi assistiamo a questa sua decisione non revocabile figlia di un abbandono da parte di chi prima lo aveva indicato e poi mano a mano abbandonato, le stesse persone che per scelta accentratrice hanno preferito piano piano ragionare e decidere le sorti del Parco e del territorio dentro le stanze chiuse di Sant. Anna, in pochi e poco rappresentativi con risultati evidenti a tutti, crediamo che questa decisione del Dott. Farris sia solo la punta dell’iceberg di un problema che il Parco e l’intero territorio dell’agro sta vivendo da un po di tempo a questa parte”.

Nella foto i due consiglieri comunali del Pd Mimmo Pirisi ed Enrico Daga

S.I.

“No Area di Crisi, Bruno sapeva”

ALGHERO – “Bruno lo sapeva benissimo che Alghero non poteva rientrare nell’Area di Crisi, ma ha scelto, ancora una volta, di alzare una cortina fumogena per nascondere i suoi fallimenti e questo allineandosi al Centrodestra andando contro la Giunta Pigliaru e quel Partito Democratico che lui reputa suo luogo politico di riferimento”. E’ il capogruppo del Pd Mimmo Pirisi a riportare in politica quello che l’assessore regionale Maria Grazia Piras indica in ambito tecnico. “Il territorio di Alghero non è discriminato. L’identificazione delle aree di crisi in Sardegna è il risultato della corretta interpretazione delle norme, a tutela di tutte le aree”. È quanto afferma l’assessore dell’Industria Piras. “Nella delibera numero 49/1 del 13 settembre 2016 – ricorda l’assessore – la Giunta Regionale aveva individuato quale territorio per il riconoscimento dell’area di crisi industriale complessa legato alla deindustrializzazione del petrolchimico di Porto Torres i Sistemi Locali del Lavoro di Sassari e Alghero. A seguito di istruttoria tecnica, il MISE ha raccomandato di ridurre la perimetrazione della suddetta area complessa per renderla più coerente con le previsioni normative, a pena di estromissione dell’intero territorio dal riconoscimento di crisi industriale complessa”.

Dalla Regione continuano a spiegare quello che, come detto, ha avanzato attraverso un commento, l’esponente algherese del Pd. “Per scongiurare questa prospettiva, che avrebbe impedito all’intero territorio di beneficiare della legge 181 del 1989, anche in termini di attrazione degli investimenti, la Giunta conformemente all’istruttoria tecnica del Mise ha identificato quale area di crisi industriale complessa il Sistema Locale del Lavoro di Sassari, comprendendo nella proposta i Comuni di Sassari e Porto Torres. Riconosciuta tuttavia la gravità della situazione socio-economica dell’intero territorio, l’esecutivo esaminerà a breve una proposta di identificazione di aree di crisi non complesse ai sensi del decreto del Mise 4 agosto 2016 che, dopo una consultazione con le Regioni, è stato emanato il 4 ottobre scorso. Al momento le analisi tecniche svolte dall’assessorato dell’Industria suggeriscono che il SLL di Alghero abbia i requisiti per la candidabilità, come peraltro chiaramente indicato nella delibera numero 53/1 del 30 settembre 2016 con la quale la Giunta ha provveduto a riperimetrare l’Area di Crisi Industriale Complessa di Porto Torres”.

“L’assessorato dell’Industria ricorda inoltra che il Decreto del Ministro dello Sviluppo Economico del 31 gennaio 2013 ha disciplinato le modalità di individuazione delle situazioni di crisi industriale complessa e ha determinato i criteri per la definizione e l’attuazione dei Progetti di riconversione e riqualificazione industriale. In particolare, sono definite “crisi industriali complesse” quelle che riguardano specifici territori soggetti a recessione economica e perdita occupazionale di rilevanza nazionale derivante da una crisi di una o più imprese di grande o media dimensione con effetti sull’indotto, e da una grave crisi di uno specifico settore industriale con elevata specializzazione nel territorio”.

Nella foto l’assessore Maria Grazia Piras

S.I.

Referendum: Signorsì di Pigliaru

CAGLIARI – “Leggo che il presidente della Regione ha dichiarato il suo “Sì” al referendum del 4 Dicembre. La cosa non mi stupisce per niente e credo che non sorprenda nessuno nella nostra isola. La posizione del presidente della Regione su determinate, delicate materie è nota da tempo. E’ sufficiente scorrere alcuni suoi scritti per comprendere la linea politica di chi oggi guida la Sardegna”. Cosi Ugo Cappellacci, coordinatore regionale di Forza Italia che riporta “ecco alcuni brani tratti da un articolo scritto non molto tempo fa dall’allora professor Pigliaru e intitolato “Indipendenza o cessione di sovranità?”

“Il centro di questa tempesta è infatti la questione della sovranità dei singoli stati che formano l’unione. Per dirla un po’ brutalmente, il caos nasce dal fatto che la rinuncia alle monete nazionali (una perdita di sovranità nella politica monetaria da parte dei singoli Paesi) non è stata accompagnata da una parallela perdita di sovranità in altri ambiti come quelli della politica fiscale o della vigilanza sul sistema del credito”.
“Questa insufficiente “cessione di sovranità” nazionale a favore di un livello sovranazionale di governo impedisce oggi all’Europa di affrontare e di risolvere problemi tutto sommato limitati come quelli della Grecia e dei debiti sovrani accumulati dai singoli stati membri”.

“E soprattutto con un governo europeo a cui delegare la politica fiscale e il potere di decidere quando e come intervenire per affrontare le situazioni di crisi. Il tutto ottenuto attraverso uno scambio tra riduzione di sovranità “locale” e aumento della “copertura assicurativa” per tutti contro il rischio di crisi”
“E se la California non sogna l’indipendenza, perché dovrebbero sognarla la Sardegna o la Scozia?”.
Se questo è il punto di partenza del pensiero del presidente della Regione, la conclusione non poteva essere lontana da quella che lo vede schierato accanto ai sostenitori della riforma Renzi. Altro che norme transitorie, clausole di salvaguardia, intese, revisione dello Statuto! Il presidente della Regione vede nella perdita di sovranità e di autonomia non un pericolo, ma un auspicio sia per l’Italia verso l’Europa che per la Sardegna verso l’Italia. Ecco perché voterà Sì al referendum: perché è pienamente favorevole al progetto renziano di realizzare un centralismo irresponsabile, che porta a Roma e le funzioni e le risorse, ma non assume corrispondenti doveri nei confronti dei territori. Ed è altresì favorevole ad un’ulteriore cessione della sovranità nazionale”.

“Ecco perché il suo non è un Sì, ma un Signorsì. Se dovesse vincere il sì, la nostra Autonomia sarebbe sotto assedio: sia perché isolata in un contesto in cui si scatenerebbe l’offensiva del “perché a loro sì e a noi no” delle altre Regioni sia perché con la clausola di supremazia, una volta rivisto lo Statuto, lo Stato centrale potrebbe invadere le competenze regionali quando e come vuole, soprattutto per calare dall’alto ciò che viene rifiutato dalle nostre comunità. Peraltro, Renzi e Pigliaru non hanno certo aspettato le modifiche costituzionali per attuare questo modello: lo abbiamo visto sulla vertenza entrate, con la rinuncia da parte della giunta a tutti i ricorsi promossi da noi e perfino ai benefici di quelli già vinti. Se quindi la scelta di Pigliaru non sorprende, è invece sempre più sorprendente che coloro i quali parlano di autonomia, indipendenza, sovranità, quelli che predicano il motto “io sono più sardo di te” continuino a sostenerlo”.

Nella foto Ugo Cappellacci

S.I.

La maggioranza risponde a Farris

ALGHERO – “Nel ringraziare il professor Antonio Farris per aver svolto con capacità e gratuità il gravoso impegno di Presidente del Parco Regionale di Porto Conte, interpretiamo le motivazioni che sono alla base della sua scelta comprendendo l’amarezza di chi, armato di buona volontà, avrebbe voluto risolvere tutte le problematiche in tempi brevi e non considerando come spesso processi amministrativi e burocratici richiedano inevitabilmente tempi più lunghi”. Cosi la maggioranza consigliare composta da bruniani, Udc e sinistra riguardo l’ultimo grave problema in seno all’amministrazione con le dimissioni polemiche e le critiche alla stessa maggioranza da parte del presidente uscente del Parco di Porto Conte Antonio Farris [Leggi]

“Non vi è stato però alcun disinteresse da parte dell’amministrazione comunale nelle azioni di supporto alla gestione del Parco come dimostra il lavoro portato avanti in questi mesi dagli uffici Programmazione e Ambiente, che hanno inserito e coinvolto la riserva naturale nella nuova fase di programmazione europea, candidandola in distinti progetti, affiancandola nella partecipazione alle fiere del Turismo, fino alla presentazione odierna in occasione dell’incontro internazionale per la filiera beni culturali – tecnologia – turismo che si svolge a Lucca. Per tutte le iniziative d’importanza strategica in capo al Cda, l’amministrazione comunale e la maggioranza hanno ritenuto di dover affrontare le questioni più delicate con responsabilità e nella totale trasparenza. Ne consegue che non è intendimento di questa amministrazione svincolare il Piano del Parco dallo studio del Piano Urbanistico Comunale, ritenendo necessario approfondire le tematiche e le scelte operate da precedenti amministrazioni. E ancor più ritenendo essenziale programmare lo sviluppo urbanistico del territorio Parco di pari passo con la progettazione del Puc”.

“Consci dell’importanza della pianificazione soprattutto in ambiti di particolare valore ambientale, naturalistico e paesaggistico è così – da subito – sorta l’esigenza di allineare gli strumenti anche per quanto riguarda gli accessi a mare e la gestione delle aree costiere. Così come dimostrano impegno gli interventi programmati con 120mila euro di fondi dal bilancio comunale per Sant’Igori e per la messa in sicurezza delle aree percorse dal fuoco, oltre alle pressioni continue rivolte all’Agenzia regionale Laore e alla stessa regione Sardegna per la bonifica delle aree inquinate all’Arenosu. La gestione del patrimonio carsico esistente invece, in particolar modo la Grotta di Nettuno, è stata affidata dalla Regione al Comune di Alghero che la esercita attraverso la Fondazione Meta, mentre sulle aree archeologiche è in corso una più ampia riorganizzazione gestionale in capo alla stessa Fondazione. Infine, pur comprendendo e per certi versi condividendo una impostazione di modifica dell’assemblea del Parco secondo quanto esplicitato dal professor Farris, non possiamo che prendere atto della decisione del Consiglio Comunale che ha inteso non modificarne né i contenuti né la composizione, facendola coincidere con lo stesso Consiglio”.

“Amministrazione e maggioranza che mai hanno inteso porre alcuna fiducia o sfiducia sull’iter concorsuale per la scelta del direttore, che passa tramite il concorso e le sue fasi di esplicita pertinenza dell’organo amministrativo dell’ente e nulla hanno a che vedere con quello politico. Al professor Farris vanno i ringraziamenti per il suo generoso lavoro, insieme a quello dell’intero consiglio di amministrazione. L’assemblea sarà chiamata a breve alla sua sostituzione, rafforzando il ruolo strategico del Parco in sintonia con quello delle altre partecipate, Fondazione Meta in particolare, e sanando situazioni irrisolte come quelle della pianta organica e dello stretto rapporto tra Parco e Città, tra Parco e Regione.

Nella foto la maggioranza di centrosinistra alla guida di Alghero

S.I.

Farris, lettera shock: lasciato solo

ALGHERO – Come anticipato ieri da Algheronews [Leggi], ieri è stato l’ultimo giorno di Antonio Farris come presidente del Parco di Porto Conte. Un percorso tribolato raccontato nella lettera che lo stesso professore ha inviato quest’oggi a tutti i consigliere comunali e che mette a nudo tutta una serie di criticità, fondamentali per il settore ambiente e in generale rientranti nelle tematiche turistiche, che farebbe riflettere se non addirittura decidere di rassegnare le dimissioni a qualsiasi amministratore.

Igiene urbana pessima, Grotta Verde al palo, punto informazioni delle Grotte ancora chiuso e in abbandono, Area Marina Protetta al palo e Parco di Porto Conte, come riferito, punto su punto, da Farris, in stato comatoso. Tutta una serie di problemi che si riverberano in maniera devastante sul tessuto sociale cittadino già in agonia per la disoccupazione record come emerso in questi giorni. Di seguito pubblichiamo integralmente la missiva a firma di Farris con cui si congeda dall’ente di riserva terrestre non dimenticando di ricordare che è stato di fatto abbandonato da chi l’aveva indicato e nominato.

Nella foto l’assemblea del Parco (semi deserta) di ieri pomeriggio dove Farris ha annunciato le dimissioni

S.I.

LA LETTERA DEL PROFESSORE ANTONIO FARRIS:
nota-allegata

“Farris sedotto e abbandonato”

ALGHERO – “Oggi è stata scritta l’ennesima triste pagina della maggioranza e del suo Sindaco Mario Bruno, il quale dopo aver sedotto, con la nomina alla presidenza del Parco di Porto Conte, il Professor Farris, l’ha freddamente abbandonato durante il suo percorso, fino a farlo desistere con le dimissioni, ufficializzate oggi a margine dell’Assemblea, nella quale è stato approvato il consuntivo 2015”. Così Emiliano Pirase e Maria Grazia Salaris consiglieri di opposizione riguardo l’ennesimo problema legato all’attuale amministrazione.

“La dimostrazione del poco interesse delle sorti del Parco da parte della maggioranza (presenti solo 10 consiglieri), oltre che con l’inerzia dimostrata nei confronti di questo ente in questi due anni abbondanti di mal governo della città, è stata data oggi con l’approvazione del bilancio con il vecchio “escamotage” della “seconda convocazione”, tipico di chi si rende conto di essere in oggettiva difficoltà di amministrare, in questo caso un ente, figuriamoci una città”.

“Dopo la “fuga” del Segretario generale, di diversi dirigenti, di assessori e consiglieri comunali, dell’amministratore della società in House, oggi tocca quindi al Presidente del Parco, e domani di chi sarà il turno? Il consiglio è un esame di coscienza, e la presa d’atto del fallimento del progetto politico, accompagnato da una pessima azione amministrativa, alla base della quale hanno un ruolo fondamentale i buoni rapporti interpersonali con la struttura, concetto che, visti i risultati, non sembra faccia parte del “bagaglio” del Sindaco e dei suoi sempre più “risicati” fidi scudieri.

Nella foto Piras e Salaris

S.I.

“Rete Metropolitana resti unita”

SASSARI – «In qualità di presidente della Rete metropolitana del Nord Sardegna e di sindaco di Sassari condivido la sorpresa del mio collega Mario Bruno e della sua amministrazione per il contenuto della recente delibera adottata dalla giunta regionale». Parole di Nicola Sanna che interviene sulla questione che vedrebbe Alghero e l’intero sistema locale fuori dall’area di crisi complessa. «La sorpresa e lo sconcerto sono identici alle nostre – prosegue Nicola Sanna – in quanto la mia amministrazione e la Rete metropolitana non sono state coinvolte e rese edotte preventivamente sui parametri adottati nella deliberazione, e nella quale si argomenta che la perdita di 263 unità nel sistema locale del lavoro non sia direttamente collegata alla crisi dell’impianto petrolchimico di Porto Torres».

«Ritengo indispensabile – afferma ancora il primo cittadino di Sassari – una rivisitazione della delibera regionale numero 53 del 30 settembre scorso da discutere assieme alla Rete metropolitana. Allo stesso tempo rilevo come incomprensibile, per l’unità del nostro territorio, subordinare un’azione comune e necessaria per tutto il territorio alla minaccia di una fuoriuscita dalla Rete metropolitana. In realtà anche quest’ultima, come Alghero, è vittima di scelte calate dall’alto e non condivise con il territorio». «Mi auguro – conclude Nicola Sanna – che l’unità del territorio, per le tante battaglie che ci hanno unito e ci uniranno, non debba essere mai barattata su altari campanilistici».

Nella foto Nicola Sanna

S.I.

“Colpe ai dirigenti, Bruno infantile”

ALGHERO – “….se non c’è una macchina amministrativa che funziona è difficile, è impossibile, perchè l’appalto per l’igiene urbana non l’ho fatto io, la commissione non l’ho fatta io, la perdita di tempo per trovare la commissione non è mia, e gli appalti per le strutture sportive, rifatti per ben tre volte, non li ho fatti io, bisogna dare a ciascuno i meriti e responsabilità”. Con queste parole, pronunciate in Consiglio comunale giovedi scorso, il sindaco Mario Bruno certifica pubblicamente la propria incapacità ad amministrare la città. Con un attacco senza precedenti nella storia del Comune di Alghero, il sindaco Bruno scarica sui dirigenti del Comune le proprie incapacità a gestire la macchina amministrativa comunale, non rendendosi conto che quanto addebita agli altri è in realtà una dichiarazione del suo fallimento politico ed amministativo. Sono i rappresentanti di Ncd, Patto Civico e Psd’Az a ritornare sul gravissimo tema fatto emergere da Algheronews [Leggi].

“Dalle parole del sindaco emerge la non consapevolezza del proprio ruolo e quello dei dirigenti. La parte politica, quella che è stata eletta dai cittadini ha il dovere di guidare la macchina amministrativa per raggiungere gli obiettivi che si è data con il proprio programma che coincide con le dichiarazioni che vegono rese all’atto dell’insediamento del Consiglio Comunale; spetta ai dirigenti indicare il migliore percorso, comunque all’interno della norma, per raggiungere gli obiettivi politici dell’amministrazione in carica”.

“Facciamo un esempio banale: il sindaco è il pilota della macchina, il dirigente è il navigatore. Se il pilota vuole raggiungere una meta si avvale del navigatore che gli indica il percorso per raggiungerla. Se però il pilota non ascolta le indicazioni del navigatore e prende una strada diversa e va a sbattere contro un albero non può dire che è colpa del navigatore che magari lo aveva sconsigliato di scegliere quel percorso. Così accade nel Comune di Alghero per il bando della nettezza urbana, o per il bando degli scuolabus. Se la volontà del Comune non è contemplata dalla norma, e la politica vuole comunque indicarla non può poi rivalersi sui dirigenti se le cose non vanno come voluto.

“Contestualmente leggiamo il roboante comunicato stampa con cui la stessa amministrazione comunale si vanta del, supposto, “nuovo corso” per l’affidamento degli impianti sportivi, effettuati, come da norma attraverso bandi di evidenza pubblica. Se tutto va bene è merito della politica, se non va bene è colpa dei dirigenti. Crediamo che questo atteggiamento infantile e poco responsabile della amministrazione manifesti l’assoluta incapacità di chi oggi governa la nostra città”.

Nella foto Lubrano, Conoci e Piras

S.I.