“Bruno annuncia e Alghero sprofonda”

ALGHERO – “Le parole e i fatti. La mobilitazione per l’aeroporto di Alghero ha confermato l’amore del sindaco per i toni forti, per le frasi ad effetto, per le parole roboanti”. Cosi Mario Salis, segretario cittadino del Partito Democratico che interviene sulla situazione dell’aeroporto.

“Ma alla comunicazione non seguono fatti, atti concreti, provvedimenti in grado di migliorare le condizioni di Alghero che il sindaco amministra oramai da quasi tre anni. La città è provata da un’estate mediocre e da un inverno che fa paura proprio a quei commercianti e operatori economici arringati dal sindaco venerdì scorso.
Gli ultimi dati segnalano un aumento dei disoccupati con oltre 14000 iscritti nelle liste con una popolazione di 44 000 abitanti, un dato spaventoso. In una situazione del genere l’amministrazione comunale ha fatto molto poco”.

“Il regolamento per l’occupazione del suolo pubblico è arrivata a stagione inoltrata. La città sporca, le strade piene di buche, la segnaletica stradale invisibile. Forse sarebbe preferibile che alle tante parole il sindaco di una città in sofferenza come Alghero facesse seguire qualche fatto concreto”.

Nella foto i vertici provinciali e algheresi del Pd

S.I.

Sportello Abbanoa? Solo slogan

PORTO TORRES – “A Sassari il Sindaco Sanna trascina in tribunale Abbanoa per non garantire il minimo vitale previsto dalla legge e dalla Convenzione Onu [Leggi], a quei cittadini morosi ed indigenti che purtroppo non possono pagare le utenze”. E’ il consigliere comunale di Porto Torres Davide Tellini a puntare ancora una volta i riflettori su un problema che sta creando gravi disagi alla popolazione. Non solo nel centro turritano, ma in tutta l’Isola e anche su tale questione pare regnare l’inerzia della Regione. Il Primo Cittadino di Sassari ha detto basta, adesso anche Tellini, pur sedendo tra i banchi dell’opposizione rispetto al sindaco grillino Wheelern e alla sua maggioranza, chiede che vengano almeno mantenuti gli impegni presi coi portotorresi.

“Lo scorso anno presentai una mozione che andava in tal senso ma fu bocciata dai pentastellati, con un intervento del Consigliere Muceli che scaricava la responsabilità alla Regione e poi udite, udite comunicava che Abbanoa aveva aperto uno sportello in città per queste problematiche”, Ma Tellini incalza l’esponente dei Stelle: “Consigliere Muceli può indicarci dove si trova lo sportello, magari è lo stesso che è stato aperto per la camera del lavoro? I tantissimi cittadini morosi la ringrazieranno per l’ennesimo vuoto slogan e vi ringrazieranno ancora per tale grande sforzo”.

Nella foto l’opposizione consigliare a Porto Torres

S.I.

Bruno nervoso attacca i dirigenti

ALGHERO – Tutto è nato nell’ultima seduta del Consiglio Comunale. Ma per chi segue la politica da vicino non è una novità: nonostante cambi e ricambi c’è una spaccatura tra amministrazione Bruno e struttura. Per alcuni è addirittura insanabile. Del resto, anche se si dovesse giungere alla naturale fine del mandato, oramai oggettivamente non c’è più tempo per stare ancora ad intervenire sull’organigramma comunale quando invece c’è un elenco infinito di emergenze che bussano alla porta di Sant’Anna. Tale grave condizione, che pesa molto negativamente su quelle che sono le istanze dei cittadini, è emersa nella massima assemblea cittadina mentre si discuteva del regolamento degli scuolabus che soffre di numerosi disagi e soprattutto ha visto lasciare a casa tre dipendenti senza che apparentemente ci siano spiegazioni, senza considerare i contratti ridotti all’osso delle persone confermate, come hanno ribadito i sindacati. Ma, come detto, a tenere banco nell’ultima adunanza è stato l’ufficializzazione dello strappo tra il sindaco e la struttura.

“Io, – ha detto Mario Bruno prendendo la parola a fine dibattito e rivolgendosi a Canessa – segretario generale sono molto amareggiato, perché la dirigente dottoressa Caria è andata via e credo che dovesse rimanere fino alla fine del dibattito, quindi la prego di prendere formali provvedimenti”. E ancora sui dirigenti: “credo che la struttura (dirigente e funzionari ndr) debba fare la propria parte fino in fondo, gli abbiamo chiesto di porre un quesito formale all’impresa (che ha vinto, in attesa del ricorso, l’appalto per lo scuolabus) sulle motivazioni che hanno portato alla non conferma di alcune persone, ho chiesto al dirigente oggi di intervenire per dimostrare all’aula che c’è una separazioni dei poteri netta, quella parte io non la posso fare, la deve fare un dirigente e lei (la dottoressa Caria) mi deve dire perché ha accettato quella risposta e non l’ha contestata oggi, se lei ha ragione è un altro discorso, ma da quanto è emerso non mi pare”.

Ancora nel mirino la Caria e in generale la struttura. “Io voglio capire i motivi perchè queste persone non sono state confermate, se ci sono delle motivazioni, però lo dica la dirigente, io non ho questi elementi”, ed entrano nello specifico Bruno sembra alzare bandiera bianca, “io lo chiedo alla struttura perchè qualche volta mi dia una mano, lo dico al segretario, che invece me la dà e con grandi risultati, ma tutta la struttura deve essere così, io altro non posso fare, se non provare ad indirizzare, cambiare i dirigenti, i vari settori, sulla base della normativa che ho a disposizione, questo sto chiedendo”.

E poi il passaggio più forte nella forma e nella sostanza che, come detto, palesa i contrasti interni al Comune tra parte politica e tecnica. “Chiedo formalmente che tutti i dirigenti siano presenti, visto che comunque prendono un sacco di soldi e devono meritarsi lo stipendio, in tutte le sedute del consiglio comunale, dall’inizio alla fine, tutti, perchè forniscano il supporto tecnico necessario, se non c’è una macchina amministrativa che funziona è difficile, è impossibile, perchè guardi (sempre rivolgendosi al segretario) l’appalto per l’igiene urbana non l’ho fatto io, la commissione non l’ho fatta io, la perdita di tempo per trovare la commissione non è mia, e gli appalti per le strutture sportive, rifatti per ben tre volte, non li ho fatti io, bisogna dare a ciascuno i meriti e responsabilità”.

Molti sentendo queste parole sono sobbalzati sulle sedie. Sentimento raccolto dai consiglieri d’opposizione Pais e Pulina che a margine del dibattito hanno ricordato che “ogni volta che ci sino meriti da prendere ed eventuali medaglie da apporsi il sindaco è sempre in prima fila, mentre le mancate soluzioni ai problemi, anche gravi come la mancata definizione dell’appalto di igiene urbana e la città sporca come non mai, sono da attribuire al passato oppure alla struttura, una cosa assurda, come se gli algheresi, avessero votato dirigenti e funzionari e non sindaco, assessori e consiglieri”.

Nella foto Mario Bruno in Consiglio

S.I.

Soru-Pigliaru: Ppr e Tassa sul lusso

ALGHERO – Oggi Renato Soru schiaffeggia Pigliaru [Leggi]. Quest’ultimo, bisogna ricordarlo, fu assessore regionale al Bilancio proprio della Giunta dell’ex-editore dell’Unità. Ma per rinverdire meglio la memoria, dopo il “regalo” del Piano Paesaggistico Regionale quella stessa compagine, nata come Progetto Sardegna, che guidò la regione a metà degli anni 2000, fece un altro memorabile provvedimento “la tassa sul lusso”. Così fu chiamato il balzello che introdussero Soru e compagni proprio in un momento in cui la nautica, anche in Sardegna, stava decollando. [Leggi]

Mentre tale scelta, lo raccontano i fatti, fu una mazzata per l’intero comparto marittimo che vide la maggior parte dei flussi legati all’ambito turistico della fascia alta spostarsi verso altre mete come Corsica e Croazia e per la Sardegna, luogo a vocazione naturale per questo tipo di specificità e dunque sviluppo ovvero posti di lavoro (e vero argine allo spopolamento), questo rappresentò una brusca frenata tradotto in un’implementazione della crisi già diffusa anche negli altri comparti, oltre che di fatto un’occasione mancata.

Ancora oggi, anche se certe località virtuose dell’Isola, vista l’avveduta e lungimirante gestione dei porti e dei comuni di riferimento, come Portisco, Villasimius, Golfo Aranci fanno eccezione, quella scelta pesa come un macigno. Dunque oggi non può che far sorridere la diatriba interna tra Soru e Pigliaru che si sposta su tematiche e problematiche legate allo sviluppo, turismo e trasporti, rimpallandosi responsabilità e colpe riguardo la drammatica condizione in cui si trova la Sardegna, mai isolata come in questo ultimo periodo, ciò quando loro, quella Giunta, coalizione, aggregazione politica, partito sono gli artefici e ideatori, appunto, di provvedimenti come Ppr, tassa sul lusso e “salva coste”. Scelte, giudicate da tutti, anche da larga parte dello stesso centrosinistra, nefaste che oltre tutto hanno trovato, come nel caso della così detta “tassa sul lusso” pure la bocciatura degli organismi terzi come la Corte Costituzionale. [Leggi]. Tutto questo mentre, l’allora assessore della Giunta Soru, il professore Pigliau, oggi Governatore della Sardegna, dichiarava: “Se queste imposte genereranno un conflitto con lo Stato – ha dichiarato l’assessore regionale al Bilancio Francesco Pigliaru – sarà questa l’occasione per ottenere il riconoscimento dei nostri diritti”.

Nella foto l’attuale presidente della Regione Francesco Pigliaru e e l’ex-Renato Soru

S.I.

Daga smaschera il bruniano Selva

ALGHERO – “Daga è un mio amico, Alghero è pulita più di prima e io sono del Partito Democratico”. Questo in estrema sintesi quanto detto dell’intervista ad un quotidiano regionale dall’assessore Raniero Selva. Se non fosse vera, qualcuno a cui venisse raccontata, stenterebbe a crederci. E così ieri è stato, quando ha iniziato a circolare la voce di queste dichiarazioni, che per molti non possono non rientrare nell’affresco marziano (anzi marxiano) costruito in questi ultimi anni da chi guida il Comune di Alghero. Oltre a sobbalzare sulla sedia, era prevedibile che le persone tirate in ballo non avrebbero non potuto rispondere. E così è stato. Ancora una volta su facebook, piattaforma preferita dalla società algherese che oramai ha preso il posto (oggettivamente) degli scambi reali per riposizionarli perennemente sul famoso social. Tra i tanti, il commento più dettagliato è quello di Enrico Daga che d’altra parte, ancora una volta, dopo le mani tese e la proposta del ruolo di vice-sindaco provenute da Mario Bruno, rispedite senza indugio al mittente, pare dominare i sogni o perfino gli incubi di chi siede a Sant’Anna.

“In pieno stile bruniano l’assessore alla mondezza, in questa delirante autocelebrazione a mezzo stampa, è convinto che farà cambiare idea agli algheresi che hanno vissuto una delle peggiori estati sotto il profilo del decoro urbano. Senza pudore. Egli non si rende neanche conto che, con queste dichiarazioni, accusa il suo predecessore Cacciotto di essere stato una nullità”, e poi ancora “il delegato alla mondezza asserisce di aver informato il sottoscritto del fatto che si stava tuffando, mani e piedi, a spartirsi la torta (di plastica): niente di più falso, anche perché gli avrei suggerito un percorso – fatto ad amico quale mi reputavo – che gli evitasse di fare la pessima figuraccia a cui nessun principiante senziente si sarebbe mai sottoposto al cospetto di una città, di un territorio, di un’ isola intera”.

“Gli avrei suggerito in primis di dimettersi da una segreteria cittadina e da una direzione provinciale nella quale è stato accolto non certo per meriti propri. Questo per non essere considerato, dalla comunità politica in cui aveva deciso di impegnarsi, quale “alto traditore”. E qui mi fermo. Non solo non mi ha informato della scelta (non era a me che doveva dirlo, ma al segretario del partito), ma ha confidato ad alcuni amici comuni, di aver tramato di nascosto, perché era certo che avrei reagito in malo modo. Era vero, e aggiungo che mi sarei incazzato principalmente nel suo interesse”, continua Daga “leggere che urlare non porta a nessun risultato, di aver assunto nel suo gesto una responsabilità – aggiungo io – sentendosi il salvatore della patria (casa sua?), contraddicendo tutto il proprio percorso di anni in cui, all’uscio dalla sua bottega, ha fatto spezzatino del gruppo dirigente con cui ora siede nella spartizione del nulla. È abominio politico vero. Disgusto assoluto. È quasi visibile fisicamente il suo sputo nel piatto dove ha mangiato” e infine “evito di commentare questa scelta sotto il profilo umano, fatelo voi, io dovrei rivedere gli ultimi quindici anni della mia vita, non è questo il luogo”.

Nella foto Selva mentre firma le deleghe ad assessore all’Ecologia e Ambiente

S.I.

Aerei: Soru bastona il suo Pigliaru

CAGLIARI – Doveva essere un confronto sul trasporto aereo e le difficoltà degli scali regionali, si è trasformato in un duello tra l’ex segretario del Pd Renato Soru, e il governatore Francesco Pigliaru. Entrambi, come riferisce l’agenzia Dire, erano ospiti del dibattito organizzato ieri sera nell’ex sede storica del Pd cagliaritano di via Emilia, dal titolo “Quali prospettive per l’aeroporto di Cagliari e la continuità territoriale?”. Non che i contenuti e gli spunti di riflessione siano mancati, ma la scena alla fine è stata rubata dal botta e risposta tra i due, con Soru duro nei suoi attacchi contro le politiche regionali dei trasporti, e non solo, e Pigliaru pronto a ribattere colpo su colpo. Che l’eurodeputato non fosse giunto in via Emilia per, parole sue, “fare pubbliche relazioni e salotto”, si era intuito dalle battute iniziali: “Mercoledì non sono riuscito a prenotare un volo per il lunedì successivo, né per Roma né per Milano- ha esordito- ho pensato inizialmente di fare un tweet da quanto ero seccato, mi sono trattenuto, ma oggi siamo in un luogo politico dove siamo chiamati a dire quello che pensiamo”.

Via dunque alla prima stoccata contro Pigliaru: “Sono state cancellate 18 tratte in Sardegna, il dato è questo: poi possiamo anche dire che il turismo è cresciuto” (in precedenza Pigliaru aveva esordito dicendo che la stagione turistica era stata positiva), ma sarebbe come “accontentarci perché c’è stato bel tempo quest’anno e un bellissimo settembre con il Poetto affollato… Ma non ha niente a che fare con le politiche di trasporto, così come con la crescita del turismo. Anzi, abbiamo perso una opportunità per crescere di più”. Si è giunti “al secondo tempo di questa legislatura, il primo è finito- ha continuato Soru- magari io mi sono distratto, ma non ho ancora capito fino ad ora quali sono le nostre politiche di trasporto aereo, e non l’ho capito neanche stasera…”.

Sull’aeroporto di Alghero, “non ho ancora capito cosa si intenda fare: comprendo che si debba aspettare, ma vorrei sapere cosa stiamo facendo in questi giorni e in queste ore, per recuperare queste 18 tratte”. Poi lo scontro sulla continuità territoriale: “Dal giorno in cui è arrivato il prezzo unico, è esploso il traffico? No, da economista, avendo anch’io speso qualche ora sui libri, si tratta di domanda inelastica al prezzo”. Poi rivolgendosi direttamente a Pigliaru: “Ho già fatto i miei esami e non me li fai di certo tu oggi. Anzi, sono io che interrogo te, e ti dico che non si riesce a partire“. Ma non solo sui trasporti aerei si sono indirizzati gli strali di Soru: “Quando ero governatore, ho sempre preferito, piuttosto che avere pacche sulle spalle e accordi estemporanei, valorizzare le regole con i governi, a prescindere da chi ci fosse. Noi ci siamo presi l’onore della continuità territoriale aerea, a seguito di un accordo sulle entrate, che però non è stato rispettato, fintanto che ci vengono trattenuti circa 650 milioni di euro all’anno. Una cifra ingente, per la quale non abbiamo fatto un minuto di discussione: il problema degli accantonamenti andava affrontato da subito e non nella seconda parte della legislatura”. Infine sul Fondo per lo sviluppo e coesione. “Quei soldi non è che sono dovuti a una discussione più o meno brillante con il presidente del Consiglio, ma fanno parte dei fondi che il Governo spende dentro il suo obiettivo di solidarietà nazionale verso le zone in ritardo di sviluppo. Alla Sardegna spetta il 12,71%, ed è dentro i nostri diritti, non si tratta di favori o simpatie”.

Dopo il fuoco di fila di Soru, Pigliaru è partito così: “Va bene parlarci sinceramente, ma credo che questo debba servire per aiutare chi governa a fare meglio. Senza la pretesa di verità assolute che sono piuttosto fragili, da quel che vedo, e senza toni con cui poi diventa poi difficile mantenere la lucidità. Le decisioni che la Giunta prenderà verranno prese dopo dibattiti come questi: la mobilità e il turismo sono temi troppo importanti per pensare che la Giunta possa avere ragione a prescindere senza approfondimenti”. Ma, ha sottolineato Pigliaru, “qualche cosa seria la Giunta l’ha fatta. Oggi mi sarei aspettato per esempio qualche pacca sulla spalla per le nomine che abbiamo fatto per mettere in sicurezza la sanità della Sardegna, portando tra le persone migliori d’Italia”.

Poi le risposte punto su punto agli attacchi di Soru. Sull’aeroporto di Alghero, “tutti sono bravi quando non governano. Mi è stato chiesto cosa stiamo facendo in questi giorni e in queste ore? Stiamo dormendo male, perché stiamo cercando di guadagnare tempo per trovare soluzioni, parlando con il Governo, con Bruxelles e continuando a confrontarci con i sindaci del nord ovest. E siamo i primi a voler fare la ricapitalizzazione pubblica, se la strada è possibile”. Sulle tariffe dei trasporti, “abbiamo avuto una prima fase in cui lo sconto era solo per i residenti, e una seconda in cui tutto era uguale per tutti. Ci sono anche le zone ‘grigie’, e dobbiamo ragionaci, numeri alla mano. Se anche mai si dovesse decidere di fare differenziazioni di prezzo, questo non dovrà andare a discapito della competitività turistica di questa Regione”.

Nella foto l’incontro del Pd con Soru e Pigliaru teatro dello scontro

S.I.

Disastro lavoro: FI interroga Bruno

ALGHERO – E sul tema dei temi ovvero il lavoro arriva puntuale l’interrogazione a firma dei consiglieri di Forza Italia. Michele Pais, Nunzio Camerada e Maurizio Pirisi, alla luce dei drammatici dati sulla disoccupazione in città che vedono la Riviera del Corallo registrare dei numeri record di senza lavoro rispetto a quello che è stato l’andamento del recente passato, chiedono che “il Sindaco perchè riferisca al Consiglio, nella prima adunanza utile, in ordine al problema in oggetto, spieghi i dati in esame, illustrando quali azioni concrete sia state poste in essere e per fermare l’emorragia occupazionale e rilanciare l’economia cittadina e se intende, come i firmatari ritengono opportuno, tener fede all’impegno assunto e rassegnare le proprie dimissioni, prendendo atto del fallimento delle propria azione di governo e consentendo alla Città di sceglersi, nel più breve tempo possibile, una nuova amministrazione”.

Quelli che evidenziano i consiglieri comunali, a seguito dell’analisi dei numeri forniti dall’Agenzia Regionale del Lavoro a seguito di una ricerca realizzata dall’ente e dunque con cifre aggiornate, sono dati impietosi che non possono che far preoccupare e che inquadrano anche un molto preoccupante dato anagrafico con Alghero che si attesta sui 44.000 abitanti, mentre, ad esempio Olbia, comune che fino poco tempo fa era dietro il centro catalano, sta per superare i 60.000. Solo questo basterebbe fermare tutto, mettere palla al centro e ripartire. Alghero non merita di diventare un paesotto desertificato.

Nella foto i consiglieri di Forza Italia

S.I.

Interrogazione Urgente

Con preghiera di inserimento all’OdG del primo Consiglio Comunale utile

Ogg.: Aumento disoccupazione nella Città di Alghero.

Premesso

che nei giorni scorsi sono stati resi pubblici, mediante articoli su media locali, i dati sulla disoccupazione ad Alghero registrati dall’Agenzia Regionale del Lavoro, aggiornati al 31 dicembre 2015
che la situazione registrata desta molta preoccupazione e allarme visto che certifica la grave condizione in cui si trova Alghero, in cui la percentuale degli iscritti al cd in cerca di lavoro è pari al 45% e, secondo i vari indicatori, il 2016 vedrà dei numeri ancora peggiori
che tale dato è da riferire alla popolazione attiva di 29.000 unità circa, e che il numero di senza lavoro pertanto è di 13.016, ma che nella realtà è sicuramente anche più alto
che dalla ricerca dell’Agenzia Regionale del Lavoro emerge che la popolazione di Alghero è scesa a 44.000 unità, mentre ad esempio Olbia è in costante crescita con oltre 60.000 abitanti
Che la maggior parte dei senza lavoro ad Alghero, quasi il 50%, è nella fascia di età tra i 30 e i 45 anni ovvero quella porzione anagrafica in cui uomini e donne sono più produttivi e dovrebbero fare famiglia e garantire un futuro alla comunità;
che la maggior parte degli occupati, quasi il 40% del totale, deriva dai settori della ristorazione e ricettivo, dunque commercio e turismo, e che tali comparti sono quelli maggiormente penalizzati dalle mancate azioni dell’amministrazione in carica;
Che altre aree e località della Sardegna stanno implementando la propria economia e posti di lavoro a discapito proprio del Nord-Ovest dell’Isola e in particolare di Alghero, che fu porta d’oro del turismo isolano
Che l’amministrazione non sta attuando alcuna politica virtuoso per creare sviluppo, economie e dunque nuovi posti di lavoro, ma per contro, ogni azione ha contribuito all’ulteriore impoverimento del tessuto economico cittadino.
Che non vengono neanche attivati sistemi di equità e riduzione fiscale per cittadini ed aziende per superare il grave momento di difficoltà
Che tale momento sta creando delle oggettive tensioni sociali legate alla mancanza di reddito, casa e in generale prospettive di lavoro per la popolazione algherese
Che il Sindaco, all’atto del discorso di insediamento, si impegnò solennemente a non far crescere in nessun modo il numero dei disoccupati, già altissimo, e che se ciò fosse accaduto ne avrebbe tratto le naturali conseguenze in termini di prosecuzione del suo mandato (numero dei disoccupati iscritti all’Ufficio del Lavoro passato da 12.600 nel 2014 a 13.016 nel 2015 in un solo anno!)
Tutto ciò premesso
i sottoscritti Consiglieri comunali, considerando la gravità della situazione e l’importanza del tema che incide in maniera sostanziale sul presente e futuro dei cittadini algheresi,
interrrogano
il Sindaco perchè riferisca al Consiglio, nella prima adunanza utile, in ordine al problema in oggetto, spieghi i dati in esame, illustrando quali azioni concrete sia state poste in essere e per fermare l’emorragia occupazionale e rilanciare l’economia cittadina e se intende, come i firmatari ritengono opportuno, tener fede all’impegno assunto e rassegnare le proprie dimissioni, prendendo atto del fallimento delle propria azione di governo e consentendo alla Città di sceglersi, nel più breve tempo possibile, una nuova amministrazione.
Alghero, 6.10.2016

Michele Pais
Maurizio Pirisi
Nunzio Camerada

Pirisi e Cordedda: Bruno non è Pd

ALGHERO – “E’ inutile che il sindaco a scadenza fissa, utilizzando anche emissari espliciti, consci ed altri, purtroppo per loro, inconsci o incoscienti, continui cercare ogni modo per rientrare nel Partito Democratico”. E’ il capogruppo del Pd algherese Mimmo Pirisi a fare (ancora una volta) chiarezza sulla questione ancora irrisolta riguardante i rapporti tra democratici e Mario Bruno. “E’ giusto anzi doveroso per il bene della città che lui si debba rapportare con le altre Istituzioni e dunque anche con importanti leader del Pd, ma utilizzare questo e anche altre bieche manovre per continuare a ricordare che questo pseudo legame è qualcosa che diventando veramente stucchevole”.

Pirisi fa anche riferimento anche alle recenti interviste di sindaco e alcuni assessori che continuamente, nonostante siano fuori dal partito per le loro scelte, continuano a dirsi componenti del Pd e a lanciare messaggi di apertura. “Questi segnali però non sono seguiti dai fatti sia nel percorso amministrativo che in quello degli atti approvati dove non è mai stato preso un suggerimento del Pd, dunque di cosa stiamo parlando? Di solita tattica e strategia atta a creare malumore e intorbidire le acque”.

Sulla stessa lunghezza d’onda anche il coordinare provinciale del Partito Democratico Gianpiero Cordedda. “Noi rispettiamo in toto quelle che sono le scelte del Partito Democratico di Alghero guidato da Mario Salis e per questo ribadiamo che il Sindaco Bruno e coloro che hanno fatto altre scelte, come quella di candidarsi in altre liste, non fanno più parte del Pd, del resto – continua Cordedda – Bruno ha scelto di proseguire con l’Udc e portare avanti l’alleanza delle elezioni, per cui non c’è più niente da dire, il Pd ad Alghero è quello della segreteria di via Mazzini, il resto sono chiacchiere”.

Nella foto un incontro del Pd ad Alghero con Silvio Lai e Gianpiero Cordedda

S.I.

5 Stelle: incontro ad Alghero

ALGHERO – “Visto il grande interesse e partecipazione dello scorso Sabato da parte della popolazione algherese per l’evento #iodicono con Alessandro Di Battista e per il Movimento Cinque Stelle in genere, i portavoce algheresi in Consiglio comunale (Roberto Ferrara e Graziano Porcu) hanno deciso di organizzare un incontro pubblico Sabato dalle ore 10 nella Sala del Polisoccorso in Via Liguria 14. L’occasione servirà per relazionare tutti i cittadini sul lavoro svolto fino ad oggi all’interno delle istituzioni e sugli obiettivi futuri.”

Nella foto i due consiglieri pentastellati

S.I,

Pulina punta Bruno: non c’è lavoro

ALGHERO – E anche il Consiglio Comunale di ieri, a fronte della miriade i problemi e urgenze in città, non ha dato le risposte attese. C’era grande attesa, certificata anche da una vasta partecipazione tra il pubblico, per la discussione ed eventuale approvazione della risoluzione delle opposizioni volta a garantire il reintegro dei tre dipendenti lasciati a casa dalla ditta che ha preso in carico il servizio scuolabus. Il documento delle opposizioni è stato bocciato. Mentre poi ne è stato prodotto un altro, con un emendamento dell’amministrazione, che è stato approvato anche coi voti di Mimmo Pirisi e Alessandro Nasone, che di fatto ha palesato una divisione in seno alla minoranza, evidenziata anche dal capogruppo Bruniano Sartore che ha ricordato tale spaccatura. Infatti una parte puntava i riflettori sull’articolo 13 al fine di mettere nero su bianco la possibilità di interrompere il contratto con l’azienda, ma invece è passata la linea della verifica del rispetto del capitolato. Passaggio già ripetuto alla nausea e che per adesso ha prodotto il caos nel servizio con anche alcune denunce e soprattutto gravi disagi per le famiglie dell’agro.

Ma, durante il dibattito del documento, è stata la consigliera d’opposizione Monica Pulina a richiamare il sindaco alle sue responsabilità ricordando il dramma sociale in città riguardo l’assenza di lavoro. L’esponente politica “ha chiesto a Bruno e all’amministrazione di assumersi la responsabilità sella perdita di tre posti di lavoro, con un appalto inefficiente”, ma non solo la consigliera Pulina ha letto in aula le dichiarazioni programmatiche del Sindaco che lesse il primo giorno di insediamento in consiglio comunale e al primo posto c’era il lavoro e la diminuzione dei disoccupati.

“I dati (come anticipato da Algheronews parlano chiaro – afferma la Pulina – i disoccupati sono aumentati a dismisura, è questo non è altro che la cartina di tornasole della totale incapacità di questa amministrazione e di una maggioranza che continua a garantirne la prosecuzione, non solo in termini di incentivare e agevolare nuova occupazione, ma in generale la completa incapacità a gestire le varie problematiche della città”.

Nella foto Monica Pulina in commissione

S.I.