Forza Italia: incontro su disastro-Bruno

ALGHERO – Oggi, lunedi’ 14 novembre alle ore 19, presso la sede di viale Giovanni XXIII, si terrà un’assemblea degli iscritti e dei simpatizzanti di Forza Italia Alghero per programmare le iniziative del comitato del NO alla riforma costituzionale in vista della consultazione referendaria del 4 dicembre. Il portavoce del partito dei centrodestra, Andrea Delogu, fa sapere che “l’assemblea sara’ l’occasione per fare il punto sulla disastrosa situazione politica algherese alla luce anche degli ultimi gravi accadimenti legati principalmente al Parco di Porto Conte, disoccupazione alle stelle, stagione turistica da record negativo e anche gli ultimi casi riguardanti Capodanno e l’esborso per lo psicologo in Comune con l’esborso a favore di una realtà di Livorno”.

Nella foto un incontro di Forza Italia

S.I.

Turismo-ambiente: de profundis bruniano

ALGHERO – “Turismo e Ambiente un binario su cui il Comune di Alghero dovrebbe viaggiare per produrre sviluppo, economia e lavoro. Ogni alleanza in campagna elettorale indica questi due settori come quelli principali su cui basare il proprio percorso amministrativo al fine garantire benessere ai cittadini. E, naturalmente, l’attuale compagine governativa ne aveva fatto il proprio manifesto politico, professando la volontà di rompere col passato per fare meglio”. E’ Michele Pais, a nome di Forza Italia Alghero, a decretare il “de profundis” per la Giunta Bruno descrivendo in maniera puntuale il completo fallimento dell’attuale amministrazione di sinistra più Udc riguardo i settori fondamentali quali sono il Turismo e Ambiente.

“Per contro, dopo la terza estate targata Giunta Bruno, ci troviamo a dover attestare il completo tracollo di tutti i settori amministrativi ma, soprattutto, di questi due comparti. Niente sta producendo i risultati promessi. E’ cronaca recente quella afferente all’indicazione della protagonista del concerto di capodanno. Non so in quanti conoscano l’’avvenente cantante (che personalmente non conosco e ho visto per la prima volta ritratta in fotografie di dubbio gusto) e ne apprezzino le relative produzioni musicali ma, al di là delle sue qualità che sicuramente ci saranno pure, tanto da meritarsi una retribuzione di circa 20.000 euro l’’ora (in totale 40mila euro di cachet), ciò che mi interessa capire di più è a quale target di ospiti e turismo, Alghero, con tale scelta, vuole rivolgersi. Chi vogliamo richiamare? A chi ci rivolgiamo?”

“Perché a fronte di una programmazione di iniziative ed eventi di una certa qualità che si sviluppano per circa un mese, e che parrebbero rivolgersi e richiamare un certo tipo di turismo, il concerto di capodanno sembrerebbe voler trasformare il porto in una discoteca all’aperto, brutta copia di quello che avviene a Ibiza, rivolgendosi così a un pubblico totalmente diverso, di giovanissimi, che finita la festa e adagiate le bottiglie di birra per terra, torneranno gioiosi nelle proprie abitazioni per guadagnare il necessario riposo post bagordi. Ma allora, se questo era l’’obiettivo, se a questo target volevamo rivolgerci, probabilmente avremmo ottenuto lo stesso risultato dando spazio a dj e band locali, spendendo però molto meno e utilizzando quanto risparmiato, in parte per la successiva pulizia della zona portuale dall’’immondizia prodotta e dai naturali esiti fisiologici causati dall’’alcol, in altra parte per ulteriori iniziative tese ad ampliare l’offerta del capodanno e, altra parte, risparmiata e basta. Ma evidentemente, a differenza di quanto si sente lamentare dall’’amministrazione, di soldi il comune ne ha tanti e possiamo permetterci di spenderli in questo modo, senza cioè che da ciò ne derivino particolari benefici economici per la città e per il comparto produttivo, ma solo divertimento fine a se stesso”.

“Al turismo fa il paio l’Ambiente. Oltre la catastrofica gestione del servizio di raccolta dei rifiuti che ha candidato la stagione estiva appena trascorsa al titolo di “estate più zozza di sempre”, assistiamo alla progressiva decozione dell’Area Marina Protetta e del Parco di Porto Conte. In entrambi i casi, pesa la malsana idea di creare un’unica regia che, dopo essere stata sonoramente bocciata dal Ministero dell’’Ambiente, ha relegato entrambe le realtà ad un angolino buio della gia’ brunea amministrazione comunale, più attenta ed interessata alla creazione del “Giornalino dell’’amministrazione” con l’’intento di sviare l’’attenzione dei cittadini dai disastri arrecati alla città, raccontando una realtà inesistente”.

“Tuttavia, invece di riporre tutte le attenzioni a questa amenità, compreso l’estivo e puerile “rogna watching” dell’assessore incaricato, l’amministrazione dovrebbe impegnarsi a ridare impulso all’’attività di entrambi i parchi, marino e terrestre, eccezionali viatici di sviluppo economico, azzerati nell’’attività da conclamata incapacità gestionale, che da ultimo ha portato al licenziamento di tutto il personale altamente qualificato del Parco di Porto Conte. Un fatto gravissimo e assurdo solo a pensarci. Eppure ci sono riusciti. Ma per il Sindaco e maggioranza va tutto bene. E presto ce lo racconteranno nel tanto atteso Giornalino”.

Nella foto Michele Pais

S.I.

Grillini algheresi: scontro tra Meetup

ALGHERO – “Il Meetup Alghero (area m5s) desidera dare dei chiarimenti a chi avrà voglia e desiderio di capire il perché in una realtà cittadina ad Alghero sia nato un secondo Meetup. Anzitutto è bene sapere che questo Meetup è il gruppo originale creatosi durante la campagna elettorale del 2014 e ancora esiste nonostante si voglia far credere il contrario. E’ l’unico gruppo che in qualche modo non ha mai avuto paura di denunciare ” la mala politica” dell’attuale amministrazione”. Cosi si apre la nota stampa del Meetup Alghero riguardo i problemi interni ai pentastellati algheresi.

“Detto questo ora veniamo alle ragioni della scissione: Durante una riunione settimanale, il giorno 01.08.2016, con degli ordini del giorno da discutere e precedentemente calendarizzati, un noto attivista P.P. ha esordito chiedendo che tale riunione non si svolgesse più e che necessitava da quel momento in poi una scissione del Meetup per incompatibilità caratteriali di alcuni attivisti. Alcuni attivisti erano concordi con le affermazioni del suddetto, mentre altri erano in totale disaccordo. Gli attivisti concordi pareva avessero già preventivato il tutto e ciò fa presupporre che si fosse tenuta una riunione precedente, sconosciuta ai più.
Il perché è ben presto spiegato.

L’odg da discutere è stata del tutto disatteso, oltretutto violando il regolamento interno e facendo votare anche persone che in quel momento non avevano diritto di voto e non conoscevano il pregresso. La partecipazione di persone non è apparsa quella consueta: un notevole numero di persone si affacciava al Meetup per la prima volta ed alcuni vecchi volti che non partecipavano da un anni venivano “riesumati” all’improvviso. Si è cosi passati ad una votazione dove la maggioranza (senza diritto di voto) ,ha deciso la scissione del gruppo ,i portavoce in consiglio Graziano Porcu e Roberto Ferrara hanno avvallato detta decisione e insieme ad altri attivisti e non attivisti, hanno creato il nuovo gruppo denominato meetup 2.0 ,lasciando il gruppo originale, perché non in accordo con il loro modo di operare in consiglio comunale.

“Il tutto potrebbe far intuire che il nuovo gruppo andatosi a creare, sia stato già frutto di un disegno dei due PV, che stanchi delle contestazioni lo hanno volutamente creato. Alla luce di tutto ciò affermiamo che ad essere andati via dal Meetup sono stati i PV insieme ad altri membri vecchi e nuovi, mentre gli scriventi sono e rimangono il gruppo originale esistente dal 2014. Siamo al servizio dei cittadini, siamo qui per ascoltare e dare voce a chi avrà voglia di denunciare le nefandezze e proporre soluzioni ai problemi. Abbiamo le mani libere, perciò forza e coraggio , col cuore in mano vi ringraziamo della cortese attenzione”.

Nella foto i 5 Stelle di Alghero

P.S.

Inclusione sociale: 33milioni fermi

CAGLIARI – Sono ampiamente scaduti i termini entro i quali la Giunta Regionale avrebbe dovuto dare il via all’assegnazione del cosiddetto reddito d’inclusione sociale. A ritornare sull’importante questione è il Vice Capogruppo di Forza Italia in Consiglio Regionale Marco Tedde. “33 milioni di euro pronti per essere distribuiti ai sardi senza lavoro che versano in una condizione di grave difficoltà economica sono fermi da agosto nelle casse delle Regione Sardegna solo perché la Giunta Regionale non si decide ad approvare una deliberazione che sblocchi le risorse. La legge esiste ed è stata approvata mesi fa dal Consiglio Regionale con grandi “rulli di tamburi” del centro-sinistra. Prevede l’erogazione di un assegno sociale mensile al ricorrere di determinate condizioni a favore di chi oggi riesce a malapena a sopravvivere. Si chiama reddito d’inclusione sociale ed è una misura – precisa l’ex Sindaco di Alghero – che consentirebbe a tantissimi sardi di avere una boccata di ossigeno per far fronte alle negative conseguenze di una crisi economica infinita che sembra non volerci più lasciare”.

“Ancora una volta però la Giunta “sociale” di Pigliaru, quella che al suo interno annovera forze politiche che si professano vicine ai bisogni dei più deboli, dei senza lavoro, attende, anche se non si sa bene cosa. Un attesa infinita – attacca ancora il consigliere regionale algherese – che viola i termini perentoriamente fissati dalla legge regionale. Gli uffici regionali avrebbero già dovuto avere da circa un mese il via libera dalla Giunta dei professori per avviare le procedure per pagare i sardi bisognosi. Invece, ancora attendiamo. 400 mila sardi che continuano a provare a “galleggiare” mentre chi oggi è alla guida della Sardegna continua a rinviare. Credo che questo atteggiamento negligente che ritroviamo spesso negli atti della Giunta Pigliaru debba davvero finire”.

“Non c’è niente in questi professori che ricordi neanche lontanamente i valori e i nobili principi della sinistra e dei partiti democratici popolari e socialisti. Solo accademia che con ancora più forza e determinazione – conclude l’esponente forzista – io ed il gruppo di Forza Italia contrasteremo con ogni mezzo democratico chiedendo per l’ennesima volta il pagamento entro il 2016 di 33 milione a favore dei sardi senza lavoro che versano in condizioni di povertà.”.

Nella foto Tedde in Aula

S.I.

Bruno, Soru e Sanna per il Si

ALGHERO – Visto l’approsimarsi si del referendum costituzionale del 4 dicembre e stante la necessità di creare dei momenti di dibattito corretto e costruttivo che permettano di entrare nel merito della proposta di Riforma, il Comitato Alghero che dice Sì e l’Associazione SaredegnaEuropa organizzano per il giorno Sabato 12 novembre alle ore 17 presso la sala conferenze del Lo Quarter l’incontro di approfondimento: ‘Aggiornare la Costituzione: una Sardegna nuova – Insularità, Trasporti, Europa’.

Dopo un saluto del Sindaco di Alghero Mario Bruno, seguiranno gli interventi dell’On. Irene Tinagli e dell’On. Francesco Sanna, deputati del Partito democratico e dell’On. Renato Soru, europarlamentare e già Presidente della Regione Sardegna. Con Irene Tinagli, autrice (insieme ad altri suoi colleghi ) di un importante lavoro denominato l’Economia del Sì, dove si analizzano le implicazioni che deriveranno dal nuovo Titolo V, si parlerà di quello che sarà l’impatto della Riforma sulle politiche sociali ed economiche.

Francesco Sanna, anche lui deputato del PD e membro della commissione affari istituzionali, affronterà quelli che sono gli aspetti più tecnici della Riforma e spiegherà come essa si inserisca in modo pieno nel quadro delle precedenti proposte di riforma presentate dal centrosinistra. Renato Soru, invece, nella sua doppia veste di Europarlamentare e di ex Presidente della Regione Sardegna descriverà in modo preciso cosa potrà cambiare nel rapporto tra Sardegna e Europa con la Riforma e, affrontando il tema dei Trasporti, sì potrà cogliere anche l’occasione per parlare di aeroporto e low-cost. Il dibattito sarà coordinato da Pietro Sartore del Comitato Alghero che dice Si.

Nella foto Renato Soru

S.I.

Psicologo a Sant’Anna, soldi a Livorno

ALGHERO – Mai e poi mai, come questi ultimi due anni, si era vista una sequela di casi esplosi in seno al Comune di Alghero. Ultimissimo in ordine di tempo quello relativo al “Psicologo in Comune”. Un progetto che aveva già fatto sobbalzare sulla sedia tutti compreso anche il consigliere di maggioranza Mario Nonne che aveva commentato “più che un psicologo, ci vorrebbe un psichiatra. Al proponente naturalmente”. Una frase lapidaria che la dice tutto sul giudizio e sui rapporti interni alla compagine a sostengo di Mario Bruno che oramai manifesta le prime crepe viste le mancate risposte nei vari campi in cui opera il Comune.

Proprio come quello dei professionisti. Ed è Michele Pais, consigliere comunale di Forza Italia, a puntare i riflettori, come detto, su un nuovo caso. “Non si è trattato di una semplice somministrazione di quiz tra il personale; si è trattato di un primo modulo di interventi in materia di “Benessere Organizzativo” del personale che prevedono anche azioni mirate al “rafforzamento della leadership con l’intento di creare una Comunità di Leaders”. E continua Pais. “Il primo modulo è costato 6.000,00 euro e verrà ripetuto con cadenza trimestrale e o semestrale; l’incarico è stato dato ad un istituto di Livorno, Cipa” e commenta l’esponente di centrodestra “forse perché in Sardegna mancano psicologi forniti delle medesime competenze o perché sono più esosi rispetto ai colleghi continentali, giusto per fare un pochino di chiarezza dentro questa nuova oscura nube”.

Nella foto Michele Pais

S.I.

Sogeaal in Aula: tutti gli interventi

CAGLIARI – La seduta si è aperta sotto la presidenza del presidente Gianfranco Ganau. Dopo le formalità di rito il Consiglio ha iniziato l’esame dell’ordine del giorno con il Dl n. 379 – Giunta regionale – “Aiuto al salvataggio ed alla ristrutturazione della società di gestione dell’aeroporto di Alghero Sogeaal Spa”. Aprendo la discussione generale, il vice capogruppo di Forza Italia Marco Tedde ha messo in luce che «si tratta del secondo intervento legislativo in due mesi ed è profondamente sbagliato come il primo, che prevedeva una privatizzazione accompagnata pari passu dalla ricapitalizzazione». Oggi, ha lamentato Tedde, «siamo di fronte ad un intervento esattamente contrario a quello di settembre con una ricapitalizzazione condizionata alla mancata privatizzazione, ma si sta sbagliando ancora perché oggi si pone la condizione della mancata ricapitalizzazione e non si capisce perché; inoltre, la cosa più grave è che si vuole una specie di privatizzazione al buio contraria al decreto Madia ed in contrasto con numerose sentenze emesse dai tribunali di diverse Regioni d’Italia». Ciò che manca, ha sostenuto Tedde in conclusione, «è un vero piano di gestione che il procedimento richiede peraltro solo in caso di parità di offerta economica, ipotesi del tutto scolastica».

Il consigliere Salvatore Demontis (Pd) ha ricordato che la «Sogeaal ha un capitale di rischio al di sotto della soglia prevista dalla convenzione con Enac e, di conseguenza, prima non era possibile la ricapitalizzazione con fondi pubblici per cui l’unica possibilità era quella della privatizzazione, individuata dalla legge dello scorso settembre». Demontis ha poi riconosciuto che «sarebbe stato meglio inserire nel bando di gara una offerta focalizzata sulla qualità progettuale ma per questo non c’erano i tempi». La gara finora andata deserta ed ancora aperta, ha aggiunto il consigliere del Pd, «scade il 28 novembre e per quella data dovrebbe essere approvato anche il bilancio sul quale però gravano importanti pendenze fiscali che potrebbero portare ad un nuovo esito negativo». Adesso la riforma Madia, ha detto ancora Demontis, «apre la strada ad una ricapitalizzazione interamente pubblica abbinata ad un progetto di risanamento che però richiede tempo per le notifiche obbligatorie alla commissione europea di circa un mese; ecco il perché della scelta del salvataggio, fermo restando che la gara in corso lascia comunque una possibilità». In conclusione, Demontis ha annunciato che sul problema degli incentivi al low cost «si procederà con una legge apposita che utilizzando lo strumento del Piem (piano di investimento in economia di mercato) garantisce tempi brevi anche perché non prevede notifica alla Ue».

Il consigliere del Pds Roberto Desini ha affermato che «ancora una volta ci si trova impantanati nella vicenda dell’aeroporto di Alghero definita sempre come ultima spiaggia, mentre siamo in presenza di una operazione con cui si buttano danari pubblici in una società decotta limitata nella sua azione dal ruolo monopolista di Ryanair, ricapitalizzata dalla Regione per sette volte e, negli anni, esempio di mala politica, di una condizione manageriale inadeguata ed anche del peggiore sindacalismo». Sostengo da sempre la necessità della privatizzazione, ha aggiunto Desini, «e da comune cittadino ricordo anche che il numero di addetti per i servizi a terra collegati al low cost non ha precedenti in Italia, che ad Olbia si producono utili e ad Alghero solo perdite; insomma siamo arrivati al capolinea e non ce ne siamo resi conto, quindi dico sì a questa ricapitalizzazione ma a condizione che si volti pagina e non si ripetano gli errori del passato».

A nome della Giunta l’assessore dei Trasporti Massimo Deiana ha detto che l’intervento legislativo ha un significato chiaro, «condizionando l’eventuale intervento pubblico alla mancata partecipazione del privato nella gara in corso che farebbe scattare un articolato programma di salvataggio e ristrutturazione, con un processo lungo diviso in due fasi, salvataggio e ristrutturazione, ma molto dettagliato ed analitico comunicato all’Enac, alla Corte dei conti alla Commissione europea». Sarebbe l’ultimo tentativo di salvare la società, ha precisato Deiana, «che comunque dovrebbe risolvere le sue difficoltà strutturali; quanto ai tempi rapidi, sono stati giustamente imposti anche dal territorio e rispettati grazie al grande lavoro della struttura tecnica della regione, nella quale sono impegnate quattro direzioni generali, Sfirs come socio ed advisor ed pool legale di esperti di diritto interno ed internazionale». Si può non essere d’accordo, ha concluso l’assessore, «ma c’è stato il massimo impegno, testimoniato anche dalla scelta del Consiglio regionale di assegnare al provvedimento la procedura d’urgenza». Per dichiarazione di voto il vice capogruppo di Forza Italia Marco Tedde ha ribadito la sua convinzione: «la legge è sbagliata nonostante il pool di esperti messo in campo, mentre sul piano di sostegno al low cost non è necessaria una legge come dice la maggioranza e come riconosce anche Soru, ci sono troppo forzature evidentemente funzionali ad obiettivi nascosti: la realtà è che il blocco della cosiddetta ct2 ha saturato la ct1 e, col blocco del low cost, ha fatto saltare il sistema».

Il consigliere dei Riformatori Luigi Crisponi ha dichiarato che, in concreto, «lea rassicurazioni dell’assessore Deiana non rassicurano nessuno e soprattutto il territorio ed il sistema economico; si dice poi che si vogliono gettare le basi per il futuro, ma ciò che emerge è la mancanza di un progetto concreto e forte per rimettere in modo una grande infrastruttura della Sardegna, dove si è registrata una flessione di oltre 200.000 passeggeri (con 650 euro pro capite di mancato reddito) rispetto all’anno precedente, è la prima volta che accade nella storia, mentre altri aeroporti del Sud hanno fatto un formidabile balzo in avanti». Il capogruppo di Forza Italia Pietro Pittalis ha messo l’accento sul fatto che «la politica sui trasporti seguita dalla maggioranza è connotata da una mancanza di prospettiva e di disegno strategico ed infatti, dopo appena due mesi, si sta tornando sulla possibilità di far ripartire la società con modalità in parte diverse ma ugualmente sbagliate, un modo dilettantesco di affrontare il problema». Noi comunque, ha concluso, «con senso di responsabilità abbiamo rinunciato a portare in aula il nostro provvedimento ma ribadiamo con forza la necessità di sostenere il low cost».
Non essendoci altri iscritti a parlare il presidente ha messo in votazione il passaggio della legge agli articoli, che il Consiglio ha approvato con 32 voti favorevoli ed 1 contrario.

Il presidente Ganau ha quindi messo in discussione l’articolo 1 “Interventi finanziari in favore della SOGEAAL” che autorizza, in caso di mancato perfezionamento della procedura di privatizzazione della società di gestione dell’aeroporto di Alghero, l’intervento pubblico di Regione e Sfirs per assicurare, nel breve periodo, la prosecuzione delle attività aziendali in condizioni di equilibrio economico e finanziario. Le risorse destinate a tale scopo sono quantificate in 15 milioni e 290mila euro. Prima di entrare nel merito dell’articolo 1, l’Aula ha preso in esame l’emendamento modificativo presentato dalla minoranza, primo firmatario Marco Tedde (Forza Italia). Il presentatore ha spiegato che la proposta emendativa punta a rompere il nesso tra privatizzazione ristrutturazione. «Questo è un bando inutile e illegittimo. Con l’emendamento si elimina l’ipotesi della privatizzazione cui è subordinato il salvataggio in modo da slegare le due fasi. La privatizzazione della Sogeaal è sbagliata e dannosissima – ha proseguito Tedde – non è pensabile di vendere una società su cui si sono investiti circa 80 milioni di euro per l’infrastrutturazione e 20 milioni per le ricapitalizzazioni. Non sappiamo che cosa farà l’impresa che si aggiudicherà la maggioranza azionaria, compreso il destino dei lavoratori che potrebbero essere licenziati». Messo in votazione, l’emendamento è stato respinto con 29 voti contrarie 14 a favore.
Successivamente l’Aula ha approvato l’articolo 1 e, in rapida successione anche gli articoli 2 “Norma finanziaria” e 3 “Entrata in vigore”. Il testo finale del disegno di ha quindi ottenuto il via libera con 32 voti a favore e due contrari.

Nella foto il Consiglio Regionale

S.I.

Tedde su Trump: il vento è cambiato

ALGHERO – Donald Trump è il nuovo presidente degli Stati Uniti. In pochi credevano che il tycoon potesse battere la strutturata Hillary Clinton. Eppure ci è riuscito. Nonostante le tante previsioni (più una speranza) di gran parte degli opinionisti, giornalisti e comunicatori europei e in particolare italiani che dalla mattina alla sera facevano apparire in tutti i programmi, giornali, trasmissioni, interviste ed editoriali la pericolosità di una vittoria del miliardario statunitense, ma invece, ancora una volta, sondaggisti in primis, non hanno azzeccato niente, non comprendendo la forza del cambiamento della popolazione che ha voluto tagliare con la continuità democratica rappresentata da Clinton (marito) e poi Obama. Quest’ultimo ha sicuramente deluso nei suoi due mandati che, almeno come erano stati presentati, avrebbero dovuto rappresentare una rivoluzione sociale, invece hanno portato giovamento all’economia (fatto molto rilevante anche a livello globale), ma ha inciso poco sulle gravi problematiche interne degli Usa che invece vedono crescere (come racconta la cronaca) gli scontri razziali.

Sulla vittoria di Trump abbiamo chiesto un commento all’ex-sindaco di Alghero e consigliere regionale di Forza Italia Sardegna Marco Tedde. “Lo tsunami della Brexit ha raggiunto le coste degli Usa e ha travolto i democratici. Non ha vinto solo Trump. Ha vinto la “gente” che s’è scocciata – a torto o a ragione – dello strapotere delle lobby finanziarie. Ha vinto il sogno di riscossa della classe media che si arrabatta per uscire dalla crisi economica. Il tutto condito da “populismo globale” che sguazza nell’humus prodotto dall’incapacità di chi ci governa di trovare l’antidoto per uscire da questa crisi che è economica ma anche di prospettive. Ecco, crisi di prospettive. Incertezza sul futuro. Orizzonte pieno di nebbia grigia”.

E chiude l’onorevole azzurro. “Ora il pallino è nelle mani di Trump che dovrà abbandonare i toni da campagna elettorale e dimostrare di esser capace di traghettare gli Usa fuori dalle secche della crisi. Ha già dimostrato di saper fare l’imprenditore a livelli planetari. Lo aspetta un compito difficile. Ma ha grandissime doti da spendere, una cosa certa è che il vento è cambiato”.

Nella foto il presidente Trump

S.I.

Parco allo sbando: algheresi traditi

ALGHERO – In queste ore ad Alghero, la discussione si è incentrata essenzialmente sul Programma della Fondazione Meta per Capodanno; per quanto mi riguarda, nonostante il programma degli eventi di Fine anno abbia la sua giusta importanza, il tema più importante sono le lettere di licenziamento che nelle prossime ore sembrano debbano arrivare ai Lavoratori dell’ Ati Ifras. Questa società raccoglie i lavoratori del Parco Geominerario della Sardegna , fra cui 30 , fra operai e impiegati , del Parco di Porto Conte. La notizia sembra ricevere anche la conferma del Direttore del Parco Mariani, che a breve sarà l’unico dipendente della Riserva naturalistica, decretando di fatto la morte del nostro parco”. E’ Alessandro Nasone, consigliere comunale di opposizione, ritorna sul grave problema in seno all’ente di riserva terrestre.

“La cosa più assurda è il silenzio con cui è arrivata questa notizia, senza che in città nessuno ne sapesse nulla, o almeno così sembra, di certo le opposizioni nulla sapevano. Se la notizia invece era conosciuta all’Amministrazione comunale questo atto lo reputerei gravissimo, un tradimento nei confronti di una città intera che, certamente, dopo la vicenda scuolabus, non può e non deve sopportare passivamente ulteriori perdite di posti di lavoro. C’è da dire anche che sulla Situazione del Parco di Porto Conte tutta la Politica Algherese deve interrogarsi sulla sua funzione. Attualmente è una riserva che non si regge sulle sue gambe e gli unici introiti sono i progetti europei per la salvaguardia della flora e della Fauna, senza un reale progetto di sviluppo e integrazione con la città e il suo tessuto economico”.

“Il Parco di Porto Conte ha tutte le carte in regole per creare reddito e assumere i lavoratori in proprio senza cercare appoggi a società assistenziali della Regione. Un parco che può essere il motore dello sviluppo turistico della nostra città non solo attraverso le sue ricchezze naturalistiche e i percorsi naturali ma anche attraverso i musei di Casa Gioiosa e il Patrimonio Archeologico che non ha pari in nessuna parte della Sardegna. Chiedo perciò al Presidente del Consiglio Comunale, Matteo Tedde, alla luce di questi recenti fatti , di convocare un Consiglio Comunale Urgente alla Presenza del Direttore del Parco di Porto Conte per capire quale dovrà essere il Futuro della Riserva e la strada che dobbiamo percorrere urgentemente per salvare il posto di lavoro dei dipendenti”.

“Ad Alghero, ogni giorno si sente sempre di più la mancanza di programmazione e progettualità nello sviluppo economico. C’è necessità di un repentino cambio di rotta. Se non interveniamo subito e in maniera risoluta, possiamo programmare qualsiasi evento gioioso per il fine anno, ma la continua emorragia di posti di lavoro nella nostra città produrrà solo deserto e mestizia”.

Nella foto Alessandro Nasone

S.I.

Caos al Parco: urge commissione

ALGHERO – “Il gruppo consiliare del Pd di Alghero ritiene gravissima la notizia che è apparsa sulla stampa, e in particolare su Algheronews.it, circa l’arrivo di una lettera di fine rapporto per tutti i lavoratori del Parco di Porto Conte, un’altra tegola nel mondo del lavoro locale che coinvolge piu di trenta dipendenti a tempo e senza che l’assemblea del Parco (che corrisponde al consiglio comunale) ne fosse informata”. Cosi il capogruppo del Partito Democratico Mimmo Pirisi rispetto il nuovo e preoccupante problema esploso ad Alghero in questo caso riguardante il Parco di Porto Conte con tutti i lavoratori lasciati a casa dalla fine del rapporto con il fornitore dei servizi per gli enti di riserva l’Ati Ifras. [Leggi]

“Ancora una volta l’amministrazione Bruno che da tempo latita anche a casa gioiosa (latitanza che ha causato le dimissioni dell’intero Consiglio di amministrazione e del Presidente Farris) ritarda tutte le fasi per il ripristino delle normali funzioni dell’Ente Parco oramai senza guida politica da quasi due mesi e che certamente in questo momento e in questa particolare situazione avrebbe bisogno di un Presidente e di un consiglio di amministrazione in carica”.

“Ragion per cui chiediamo come Gruppo Consiliare del Partito Democratico al Presidente del Consiglio Matteo Tedde (solo a lui visto che la presidenza della commissione Ambiente e vacante e siamo ancora in attesa di convocazione per la nomina), una convocazione urgente della Commissione Ambiente per una audizione del Direttore del Parco Dott. Mariani per illustrarci il problema sorto e capire come e dove si sta intervenendo per la sua risoluzione”.

Nella foto Mimmo Pirisi

S.I.