Caso Calabona: un colle di polemiche

ALGHERO – Una montagna, anzi visto il caso in esame, un colle di polemiche. Nello specifico quello di Calabona. Un tratto di litorale di estremo pregio proprio sul mare. Porzione di costa che solo pochi anni fa le associazioni ambientaliste legate alla sinistra locale avevano proposto come patrimonio dell’Unesco. Ma, come emerso in questi giorni, su un lotto specifico esisteva da anni una “pendenza”. Mancate scelte (legate alle necessità di approvare il Puc), già da metà anni ’90, che hanno visto adesso un voto del Consiglio (la sola maggioranza) su un’interpretazione del Piano Regolatore risalente al 1984. Per alcuni è stata fatta finalmente chiarezza, per altri, quelli contrari, era giusto, visti gli annunci dell’attuale amministrazione e la contrarietà di agire su temi urbanistici in assenza di una programmazione generale, attendere l’approvazione del Puc. [Leggi].

Tralasciando gli aspetti puramente tecnici, che adesso dovrebbero vedere la predisposizione di una variante urbanistica che deve essere votata dal Consiglio, anche su questo tema si crea una trasversalità nelle critiche che evidenzia l’assenza di una visione da parte dell’attuale compagine governativa che, oramai, pare andare avanti per risposte legate alle contingenze. Quasi fosse, come detto già dal principio del mandato, “una gestione commissariale salvo però, secondo alcuni, definire solo questioni “vicine” che la legano a doppio filo alle amministrazioni di diversi decenni fa. Un pericoloso ritorno al passato”, commentano dalle opposizioni. Da ricordare che Scognamillo, l’imprenditore che ha chiesto e ottenuto il passaggio in consiglio della delibera, è stato candidato a sostegno del sindaco Mario Bruno nella lista Upc/Cd che ha fatto eleggere proprio la Oggiano (oltre che Nasone passato all’opposizione e Cherchi assessore dimissionato) che giovedi è giunta da Roma per mantenere il numero legale (vista l’assenza di Curedda).

E visto il tema importante abbiamo raccolto le testimonianza di alcuni esponenti politici e anche tecnici. “Parafrasando il grande scrittore horror Stephen King “A volte ritornano”. Ritornano i fantasmi del passato. E nel modo peggiore e più sbrigativo. Una vicenda torbida, quella della lottizzazione Calabona, che ha contribuito a scrivere le pagine peggiori della politica algherese”, cosi il consigliere regionale Marco Tedde che continua “con consiglieri comunali che sono passati dal centrodestra al centrosinistra con la promessa di ottenere sostegno per la realizzazione del progetto (il riferimento è a metà anni ’90 ndr). Con famiglie che hanno perso la casa. Una vicenda infarcita di cinismo e opportunismo che oggi si inserisce in accordi politici e clientelari oscuri ma non troppo. Meglio sarebbe stato inserire l’intervento all’interno del Puc, in modo cristallino e ineccepibile sotto il profilo della tutela del pubblico interesse. Oggi il principio costituzionale di buon andamento, che impone alla P.A. di operare in modo chiaro e lineare, tale da fornire ai cittadini regole di condotte certe e sicure, soprattutto quando da esse possano derivare conseguenze negative, appare del tutto frustrato. Credo che ne sentiremo parlare ancora”.

“Quello che è accaduto giovedi in consiglio ha dell’incredibile”, commenta Enrico Daga, consigliere e dirigente del Partito Democartico “mentre il presidente della commissione urbanistica, sulla pratica più importante da quando svolge la sua funzione in questa legislatura si è trovato di “meglio da fare” che presentarsi in aula, rappresentando plasticamente il suo disaccordo, e hanno dovuto aspettare l’avvento della consigliera Oggiano da oltre mare, si lei, quella dell’Upc che è all’opposizione (con relativo marameo al suo leader Cherchi), hanno aperto una nuova fase di cementificazione della nostra costa che, ahimè, da vecchio Prg, ricade in zona urbana. Nel merito si sta spacciando la predisposizione di una mega variante urbanistica che vale migliaia di metri cubi di edilizia residenziale a sud della città, a Calabona, come se fosse un atto dovuto, in assenza del Puc. Dunque, ricapitolando, per Maria Pia si aspetta il Puc, mentre a Calabona, fronte mare, si procede con varianti urbanistiche”.

“Vi ricordate le battaglie del centro sinistra contro le giunte che si sono succedute perché anziché predisporre il Puc, procedevano a colpi di varianti? Dov’è finito quello spirito? Cosa ne è di quel bravo ragazzo che tutti noi avevamo sostenuto quando timidamente si ri-affacciava alla politica e che ci aveva garantito di rompere col passato, coi vecchi vizi, di colui che doveva aprire allo sviluppo democratico, al bello, all’ambiente, alla partecipazione, alle regole uguali per tutti, alla partecipazione? Dove sono finiti i “duri e puri” della sinistra, gli intellettuali di architettura, gli ambientalisti? Sono senza parole”, chiude Daga.

Sulla stessa lunghezza d’onda l’agronomo, urbanista e rappresentante del Circolo Terrestri Ferdinando Manconi. “Una scelta anacronistica quella compiuta giovedi dalla maggioranza che sostiene Bruno in Consiglio Comunale di Alghero, che ha visto protagonista, ancora una volta, il vetusto ed obsoleto Piano Regolatore cittadino in luogo di una discussione strutturale e programmatica circa il nuovo, tanto atteso e tanto sbandierato prossimo (?) Piano Urbanistico Comunale”. Per Manconi infatti “non si capisce, infatti, come e perché, nell’emergenza generale riguardante molteplici settori produttivi della città, l’Amministrazione cittadina abbia prediletto rimestare vecchie, e poco urgenti, vertenze piuttosto che dedicarsi alla risoluzione di tutti quei problemi, anche di carattere urbanistico, che da tempo, oramai, attanagliano, prevalentemente, i comparti agricoli e turistici della nostra città. E’ stato un po’ come se, a voler parafrasare la vicenda, il comandante del Titanic si fosse preoccupato di lucidare i mancorrenti in luogo di evitare l’impatto con l’iceberg”.

Nella foto il terreno oggetto della delibera e polemiche sul colle di Calabona

S.I.

Calabona: le opposizioni fuggono

ALGHERO – “Trasparenza e interesse pubblico nelle scelte politico-amministrative. Dopo un lungo periodo di colpevole silenzio, finalmente il Consiglio adempie ai suoi doveri”. Cosi i capigruppo di maggioranza (Moro, Sartore, Loi e Oggiano) riguardo la delibera sulla Lottizzazione di Calabona che aprirebbe la strada per un intervento immobiliare milionario fuori dal Puc ma previa approvazione dell’apposita variante e soprattutto del parere della Regione. Insomma, stessa, o comunque, questione simile a Maria Pia e altre aree della città su cui i privati attendono risposte da anni.

“Soddisfazione per l’approvazione in aula dell’interpretazione autentica del Piano Regolatore Generale vigente, che dopo più di un decennio d’immobilismo finalmente recepisce il parere del direttore del servizio provinciale urbanistica e vigilanza della Regione autonoma della Sardegna, secondo il quale non sussiste un dovere di pianificazione congiunta delle zone C1 a monte e a valle della Provinciale Alghero-Bosa in località Calabona. Tale parere rilasciato il 18.06.2001 contraddiceva la scelta dell’allora Consiglio comunale che con la delibera nr.69 del 2000 decise, invece, di non approvare il piano di lottizzazione, proprio con la motivazione che vi dovesse essere una pianificazione congiunta delle due sottozone C1. Oggi finalmente si dà certezza di diritto e il Consiglio Comunale ritorna ad essere protagonista delle scelte urbanistiche del proprio territorio. L’odierna decisione del Consiglio dovrà ora passare al vaglio degli organi regionali competenti che potranno o meno concordare con la scelta dell’aula. Successivamente il Consiglio, se lo riterrà, potrà valutare l’interesse pubblico su una eventuale nuova proposta di lottizzazione convenzionata.

“Dispiace l’assenza dei colleghi di Opposizione che, nonostante la delibera fosse stata ampiamente sviscerata in modo approfondito in Commissione urbanistica, dove sono stati analizzati i numerosi documenti agli atti e il parere pro-veritate rilasciato dal professor D’Orsogna, hanno scelto di non partecipare ai lavori dell’aula, sfuggendo ai principali doveri in capo ai singoli consiglieri. Troppe volte in questa città la politica non è stata capace di assumersi le proprie responsabilità, non sappiamo se semplicemente per incapacità, paura di compiere delle scelte o per difesa di interessi particolari. Oggi finalmente si apre una nuova pagina in cui si ristabilisce certezza del diritto con decisioni chiare e trasparenti.”

Nella foto i banchi della maggioranza consigliare

S.I.

Voto Calabona: scelta preoccupante

ALGHERO – Ancora commenti e polemiche sull’approvazione della delibera di ieri sulla lottizzazione di Calabona. “Prendiamo atto che la maggioranza di sinistra che governa Alghero ancora una volta, di fronte ai controversi temi riguardanti la Città, dimostra tutta la superficialità ed incoscienza che hanno caratterizZato l’operato dell’Amministrazione in carica sin dall’inizio del suo mandato”. Così i consiglieri Michele Pais, Nunzio Camerada e Maurizio Pirisi sul tema che da ieri sta tenendo banco nella politica cittadina [Leggi]

“Sbigottisce e preoccupa come una vicenda così rilevante che ha caratterizZato un contesto dell’attività urbanistica degli ultimi 30 anni, sia stato affrontato senza un vero approfondimento che potesse chiarire le oscure ragioni che l’hanno generata e che ne hanno determinato un continuo rinvio. Apparentemente risolvono un problema ma concretamente ne generano degli altri, sia di metodo che di merito amministrativo”.

“Ci auguriamo che i colleghi della maggioranza abbiano assunto questa decisione con la giusta consapevolezza giuridica delle implicazioni che deriveranno dalla loro decisione. Ma dubitiamo fortemente, e siamo profondamente preoccupati, che possa essere così”.

Nella foto i consiglieri Camerada, Pirisi e Pais

S.I.

Tutto fermo: Bruno è solo réclame

ALGHERO – “L’orologio del 2017 gira inesorabile e segnala quanto tempo ha a disposizione la giunta di centro sinistra destra per realizzare i progetti più volte annunciati. L’arcinota comunicazione straboccante di promesse, rinforzata in questo anno appena iniziato da giornale e trasmissione radiofonica, si distingue al momento per un semplice aumento di volume”. Cosi Mario Salis, segretario del Partito Democratico, all’indomani della scelta dell’amministrazione Bruno e maggioranza targata Udc, Lista Bruno e sinistra di votare positivamente la delibera che aprirebbe la strada all’intervento immobiliare a Calabona ma allo stesso tempo, sempre secondo i dem, potrebbe vedere il ricorso a organismi terzi da parte di cittadini o altri realtà imprenditoriali.

“Tale condizione di mera reclame scoraggia e suscita nei cittadini un senso di preoccupazione ed ansia per il futuro. Restano irrisolti i nodi politici la cui soluzione traghetterebbe fuori dalle sabbie mobili e dalla stagnazione il nostro territorio. Basterebbe, tanto per citare alcuni punti del programma amministrativo, approvare il Puc, senza il quale risulta difficile immaginare un orizzonte di sviluppo”.

“La patologia cronica di questa città è risaputo è l’ansia da metro cubo, responsabile negli anni della caduta di alcune amministrazioni comunali, i cui echi risuonano ancora e impegnano la maggioranza in un consiglio comunale con tredici consiglieri ad un preoccupante ritorno al passato. La domanda è: sarà in grado questa maggioranza composta da politici che hanno già navigato nelle acque agitate del Puc fare un passo avanti?”

“La realizzazione di importanti infrastrutture quali il Primo lotto della strada a quattro corsie per Sassari, che aveva superato tutti gli adempimenti per i quali sono stati necessari anni, ed era pronta per l’accantieramento, è stata rimandata a tempo indeterminato per la improvvida richiesta da parte del sindaco di modifica del progetto. La circonvallazione, i cui lavori avrebbero potuto iniziare subito, è ferma al palo. Non pare che la musica sia cambiata, solamente i decibel”.

Nella foto i consiglieri Pirisi, Daga e il segretario Salis

S.I.

Passa Calabona. Ritorno al passato

ALGHERO – “Alghero fa un salto indietro di 30 anni e ritorna agli anni ’80”. Una constatazione che, se ben considerata, si lega a doppio filo alla politica di questi ultimi anni ad Alghero e che ha trovato oggi compimento nell’approvazione della sola maggioranza della delibera che prevedeva “l’interpretazione autentica del Prg”. A commentare, evidenziando il pericoloso e infausto ritorno al passato, è il capogruppo di Forza Italia Maurizio Pirisi. “Invece di andare avanti, come promesso e annunciato dallo stesso sindaco, e di approvare il Puc si ritorna al Piano Regolatore con una scelta inspiegabile, se non con motivazioni che ad oggi non paiono evidenti, facendo anche di corsa e approvando un atto che ferma la città al passato”.

La delibera è quella della lottizzazione di Calabona. E’ stata votata dai soli consiglieri di Udc, bruniani e sinistra, in totale il numero minimo per ottenere il risultato: 13 (le opposizioni erano assenti). Come richiesto dal costruttore Scognamillo, vista anche la sentenza del giugno scorso, è stata presa una decisione sull’intervento immobiliare previsto nel pregiato colle a seguito della presunta “invasione” delle costruzioni “a pagoda” del collega Mariani. Adesso quanto approvato non dà direttamente il via libera a nessuno intervento “però crea un precedente che potrebbe vedere la richiesta di altri interventi edilizi in zone C senza che però vi sia il Puc ma con delle varianti come quella che adesso necessita il Piano di zona di Calabona per poter essere operativo”. Insomma, come commentano sempre dal partito dei Forza Italia, “per anni, la sinistra e in particolare alcuni esponenti oggi in aula e anche in giunta, hanno detto di tutto contro le scelte urbanistiche in assenza di un Piano adeguato, salvo poi oggi che siedono al governo della città agire in maniera opposta, viva la coerenza”. Per la cronaca, il consiglio si è chiuso con la sola votazione di questo punto a fronte di oltre 30 argomenti ancora da evadere che però fanno capo tutti alle opposizioni. Anche questo fotografa l’assoluta assurdità dell’attuale momento politico-amministrativo.

Nella foto Maurizio Pirisi

S.I.

Politiche: voto 11 giugno? Accordi

ALGHERO – La deadline è fine marzo. Mentre la data cruciale è fra pochi giorni: il 24 gennaio. La prima scadenza mette in paletti oltre cui non si può andare per indire elezioni anticipate entro l’estate, la seconda vedrà la Consulta decidere sulla legge elettorale. Nelle ultime ore, come anche anticipato da Algheronews [Leggi], prende sempre più sostanza la possibilità di andare al voto a giugno. Si parla già di una data: 11 giugno.

L’accelerata deriva dal fatto che Renzi, già da tempo contrario ad arrivare alla scadenza naturale del mandato, per capitalizzare l’assenza di una concorrenza interna al Pd, dove fra poco di sarà il congresso, e forse anche quella esterna, ha, pare, convinto Berlusconi. Quest’ultimo, in attesa anche della sentenza di Strasburgo che gli potrebbe permettere di ritornare a fare politica in primo piano e dunque anche ricandidarsi, pareva intenzionato a “fare melina”. Ma il profumo di proporzionale emerso nelle ultime settimane e ancora di più in queste ore dal conciliabolo dei vertici dei dem vicini all’ex-sindaco di Firenze avrebbe convinto il Cavaliere ad andare alle urne in primavera.

C’è, però, come detto, il passaggio della Consulta. I ragionamenti di Renzi e dei suoi, e dunque delle interlocuzioni con gli azzurri Brunetta e Romani, è legato al fatto che i giudici andranno a bocciare il ballottaggio e cancellare (o diminuire) il premio di maggioranza così da palesare due sistemi simili tra Camera e Senato. A quel punto occorrerebbe una leggina per definire candidati e sbarramenti e poi la palla passerebbe a Mattarella che, a quel punto, non avrebbe più scuse. Infatti anche i 5 Stelle, cosi come Salvini e Fratelli d’Italia, apprezzerebbero il fatto che si vada a votare subito. Unica variabile, come sempre in questi ultimi mesi, quella interna proprio al Partito Democratico. Renzi potrebbe trovare maggiori resistenze proprio all’interno del suo stesso partito. L’elezione del nuovo segretario dovrebbe fare chiarezza e, ancora una volta, le sorti dell’Italia saranno legate al “congresso permanente” del Pd. Ma almeno, dopo troppi anni, il popolo sarà chiamato a scegliere il proprio governo nazionale.

Nella foto Berlusconi e Renzi

S.I.

Variante Calabona: Consiglio thrilling

ALGHERO – La mancanza del Puc si fa sempre più sentire. Se qualche anno fa le opposizioni consigliari (oggi alcuni di quegli esponenti in maggioranza) lanciavano strali nel momento in cui approdavano in aula tematiche urbanistiche in particolare le famigerate varianti, adesso, quando al governo della città c’è un’aggregazione che aveva promesso il piano nei primi 100 giorni, vediamo il ritorno, per la seconda volta in pochi giorni, di una delibera indicata come “interpretazione del Prg”. Di fatto, una variante che decide sugli strumenti vigenti creando un precedente rispetto ad altri che, ad Alghero, attendono risposte simili.

Com’è noto, dalle cronache di questi giorni, si tratta della cosi detta “lottizzazione della paura”. Tutto nasce diversi lustri fa. Quando le costruzioni “a pagoda” dell’impresario Mariani sono state giudicate troppo vicine dall’altro imprenditore confinante Scognamillo, il quale, con altri lottizzanti, avrebbe dovuto realizzare un intervento immobiliare di diversi milioni di euro. Lo scorso giugno è arrivata la sentenza che confermerebbe tale “invasione”. Un problema non di poco conto (su cui penderebbe anche un’eventuale richiesta di risarcimento) che però, come evidenziato dalle opposizioni, sarebbe opportuno affrontare all’interno del Puc e non facendo un balzo in avanti proprio in un momento così delicato in cui da Sant’Anna annunciano che il piano è vicino alla sua definizione e approdo in aula.

Oggi, il consiglio è fissato per le 18, pare che Bruno non sia riuscito a blindare la maggioranza anche se dovrebbe esserci il soccorso oltre Tirreno della Oggiano. Curedda, che secondo i bene informati non avrebbe condiviso l’approdo in aula di tale delibera, si trova in vacanza in montagna. Ma ci potrebbero essere altre defezioni tali da non raggiungere il fatidico numero di 13. Le opposizioni dovrebbero disertare il voto del documento, anche perch, come ampiamente detto, non sono esclusi esposti e denunce. Per questo, non è eslcuso, che la delibera venga ritirata per la seconda volta. C’è anche un altro problema: anche il segretario generale Canessa non sarebbe “in sede” e trovare un suo sostituto pare non sia facile. Insomma, nonostante le tantissime problematiche, tra cui un Puc atteso da svariati anni e promesso tra i primi 100 giorni dell’attuale maggioranza, l’aula si trova ad avere davanti un unico punto dell’amministrazione su oltre 30 argomenti. E’ un punto molto delicato su cui sono pronti ricorsi ad organismi terzi viste anche le attese, ad esempio, di chi aspetta risposte dalla revisione del piano delle zone B o chi attende di dare nuovo vigore al comparto ricettivo e dunque economico della città con l’intervento turistico di Maria Pia.

Nella foto il Consiglio Comunale qualche mese addietro

S.I.

Basta bufale: Paci vada a casa

CAGLIARI – “Dal primo assessore che riesce a parlare di Finanziaria 2016 legittima mentre legge una sentenza che dichiara il contrario c’è da aspettarsi di tutto, ma le bufale dell’assessore Paci sono un insulto all’intelligenza e al buon senso dei sardi”. Così Ugo Cappellacci, coordinatore regionale di Forza Italia, commenta le affermazioni dell’assessore alla Programmazione durante la presentazione della Finanziaria 2017. “Paci afferma che la trattativa con lo Stato sugli accantonamenti è costante e ferma e resterà in piedi fino al risultato. In realtà non è stata né costante né ferma, ma una delle più vergognose pagine della storia dell’Autonomia. La giunta da me guidata -ricorda l’esponente azzurro- si è opposta subito agli accantonamenti con un ricorso alla Corte Costituzionale, il n. 160 del 2012. Cosa hanno fatto Paci e i suoi esimi colleghi? Nel 2014 hanno firmato un accordo con cui hanno ritirato tutti i ricorsi e rinunciato perfino agli effetti di quelli già vinti. Ritirato anche quello sugli accantonamenti”.

“La Valle d’Aosta ha fatto un ricorso uguale, ma non lo ha ritirato:
così nel 2015 ha ottenuto una sentenza favorevole dalla Corte Costituzionale e nella legge di stabilità c’è scritto che si riprenderà il maltolto. Invece, tanto viene preso in considerazione il ‘carisma’ di Paci che nella stessa legge, approvata a Dicembre, lo scippo viene addirittura prolungato fino al 2020. Se oggi l’isola perde 700 milioni l’anno, che prendono il volo per Roma, sappiamo di chi è la responsabilità. Ed è sufficiente una semplice moltiplicazione per gli anni in cui si ripeterà questo scippo per comprendere quanto costi alla nostra isola l’incapacità e l’arrendevolezza della giunta dei pasticci”.

“L’assessore mente anche quando rivendica presunti risultati sulle tasse: se l’IRAP è la più bassa d’Italia- sottolinea il forzista- è grazie alla nostra riduzione del 70%. Loro invece l’hanno nuovamente aumentata con l’articolo 3 della legge regionale n. 5 del 2015. A conferma che con le arrendevoli trattative non è arrivato neppure un centesimo in più alla Sardegna, ma centinaia di milioni in meno, c’è l’indebitamento dei sardi con due mutui da 1 miliardo e 200 milioni: insomma, pur di non disturbare Renzi, hanno preferito prendere un prestito sulle spalle dei sardi. Almeno abbia il buon senso di non offendere un’intera isola, parlando di una Finanziaria “di tutti i sardi”, visto che è un documento che è tutto suo, forse della Giunta, e che già diversi esponenti della maggioranza hanno preso le distanze. Perché – ha concluso Cappellacci- non prende in considerazione le dimissioni? Sarebbero solo un fatto tecnico, perché sul piano politico la sua esperienza è stata irrilevante e dannosa”.

Nella foto un recente incontro di Forza Italia con Cappellacci

S.I.

Doppia preferenza fuori da beghe

CAGLIARI – L’introduzione della doppia preferenza di genere deve essere messa al riparo dallo scontro politico e dalla discussione sulla riforma della legge elettorale: sui diritti e le regole del gioco il confronto non deve guardare al colore politico. Lo dicono le coordinatrici dell’Associazione Meglio in Due, Lucia Tidu, Carla Poddana ed Elena Secci in una lettera-appello ai capigruppo del Consiglio regionale.

“Ci sono argomenti – dicono Tidu, Poddana e Secci – che per quello che rappresentano e per valori che esprimono, godono di ampia condivisione e diffuso consenso. È quindi ragionevole pensare che trovino sensibilità e pronta accoglienza con la rapida approvazione degli atti necessari a renderli attuativi. Uno di questi è la doppia preferenza di genere. Voluta a gran voce da tutti i territori della Sardegna, sostenuta da centinaia di sindaci e da numerosissimi pronunciamenti dei consigli comunali che doveva avere, anche sentendo le dichiarazioni che hanno accompagnato questa mobilitazione, una corsia preferenziale. Purtroppo temiamo che non sia così, il tempo passa, gli argomenti si accavallano e le cose si complicano”.

“Oggi leggiamo che questo tema, che avrebbe semplicemente bisogno di una votazione che accogliesse l’emendamento sulla doppia preferenza a suo tempo presentato, pare sarà inglobato nella discussione complessiva di modifica della legge elettorale. Se così fosse sarebbe scandaloso e darebbe la vera dimostrazione di come contrarietà striscianti e mai dichiarate apertamente, cerchino, come in passato, ogni genere di appiglio e di giustificazione per impedire l’attivazione di uno strumento che contribuirebbe ad affermare una maggiore presenza delle donne nell’istituzione regionale dando anche un contributo al rinnovamento”.

Nella foto il consiglio regionale

S.I.

Flop Finanziaria: Paci si dimetta

CAGLIARI – “Dopo l’impugnativa davanti alla Corte Costituzionale, l’assessore alla Programmazione aveva seraficamente sminuito l’episodio, parlando di tecnicismo che non cambia nulla”. Così Ugo Cappellacci, coordinatore regionale di Forza Italia, commenta la sentenza della Corte Costituzionale sulla Finanziaria 2016. “Ora non solo la Sardegna non ha la Finanziaria per il 2017, a causa dei ritardi della Giunta regionale, ma vede travolta da una sentenza dei giudici costituzionali anche quella per il 2016. C’è il tanto per un bel cappello da asino per una giunta che impartisce lezioni agli altri, ma colleziona figuracce: dall’accordo patacca al ritiro dei ricorsi promossi da noi, passando per la vicenda dei 700 milioni l’anno scippati da Renzi, fino ai due maxi mutui con cui hanno indebitato i sardi pur di non pretendere da Renzi il maltolto. Con quale faccia l’assessore oggi verrà in Aula a chiedere l’autorizzazione all’esercizio provvisorio? Basta con i pasticci: si dimetta – ha concluso Cappellacci- e chieda scusa ai sardi per le sue azioni da dilettante allo sbaraglio”.