Economia: Sardegna in ginocchio

CAGLIARI – «La Sardegna è allo sbando e le imprese continuano a chiudere: non solo perché la situazione economica è pessima ma anche perché Regione ed enti pubblici non pagano i fornitori. Tantissime aziende sono costrette ad sbarrare la serranda nonostante i crediti che vantano con il pubblico». Lo dice il coordinatore regionale dei Riformatori sardi, Pietrino Fois.

«Anche gli ultimi dati Istat confermano che in Sardegna sono stati battuti tutti i record negativi – dice ancora Fois – abbiamo il più alto tasso di disoccupazione giovanile, il maggior numero di senza lavoro mai registrato, il più alto indice di abbandono scolastico. Per non parlare della sanità. In tutto questo il centrosinistra abbandona la nave e non approva neppure l’esercizio provvisorio per mancanza del numero legale. Bisogna tornare al voto subito, prima che sia troppo tardi per la Sardegna».

Nella foto i Riformatori

S.I.

Doppia preferenza: tutto tace

CAGLIARI – È trascorso un mese dall’incontro con il presidente del Consiglio Regionale Gianfranco Ganau e ad oggi ancora nulla è stato fatto. Le coordinatrici dell’associazione Meglio in due, Carla Poddana, Elena Secci e Lucia Tidu vanno all’attacco e avvisano il Consiglio regionale: la proposta di introduzione della doppia preferenza di genere nella legge elettorale sarda deve essere discussa e approvata dall’Aula subito e prima che inizi la sessione di bilancio, che per regolamento terrà inchiodati Assemblea e commissioni sino a fine febbraio.

«Il 13 dicembre – ricordano Carla Poddana, Elena Secci e Lucia Tidu – siamo state convocate dal Presidente del Consiglio regionale per discutere dell’introduzione della doppia preferenza nella legge elettorale; questo in seguito alle numerose iniziative intraprese dall’associazione e dal travolgente successo riscontrato sul tutto il territorio della Sardegna e che ha visto centinaia di comuni, sindaci, amministratori e amministratrici approvare una mozione per la doppia preferenza e mobilitarsi perché questa istanza fondamentale arrivi alle orecchie fino a ora sorde del Palazzo. Nonostante ciò e le numerose rassicurazioni, a distanza di un mese ancora nulla è stato fatto. La Sardegna non si merita questo silenzio e tutte le persone che credono in una reale democrazia stanno perdendo la pazienza.

«Sappiamo che hanno la scusa già pronta: siccome c’è la Finanziaria tutto si blocca in attesa dell’approvazione della manovra – dicono ancora le tre coordinatrici di Meglio in Due – proprio per questo pretendiamo che la riforma della legge elettorale sia discussa subito. La battaglia va avanti, non siamo disposte e con noi tutti quelli che in questi mesi ci stanno sostenendo all’ennesima presa in giro! Le promesse si mantengono. Dobbiamo permettere al prossimo Consiglio Regionale di avere una rappresentanza democratica di uomini e donne. Cambiamo il modo di fare la politica non solo con una legge ma anche e soprattutto rispettando la volontà e le istanze di cui ci siamo fatte portatrici in questi mesi con la nostra battaglia per la doppia preferenza. Il palazzo ancora una volta non mantiene le promesse ma noi non ci fermeremo».

Nella foto il Consiglio Regionale

S.I.

Forza Italia in cento piazze sarde

CAGLIARI – “Giovedì abbiamo presentato la nuova mobilitazione nei territori della Sardegna, che abbiamo chiamato “#Zainoinspalla, cento piazze di Sardegna”. Abbiamo voluto caratterizzare la conferenza stampa con la presenza attiva di alcuni rappresentanti di quella nuova generazione, che sta crescendo nei club, negli enti locali, nella società civile e che in occasione dell’ultima campagna referendaria ha dato prova della propria capacità di mobilitarsi, con idee, passione e con quel coraggio di cui la nostra terra ha molto bisogno”. Cosi il coordinatore regionale di Forza Italia Sardegna Ugo Cappellacci riguardo l’iniziativa che vedrà il partito degli azzurri riprende il contatto con la base e in generale coi sardi in vista del voto delle politiche ma più in generale per rivitalizzare la forza politica di centrodestra. Un percorso che porterà il partito in cento piazze di altrettanti comuni della Sardegna. Si parte il 20 gennaio a Pimentel.

“Proprio dalla campagna referendaria è nata l’idea di una nuova missione nel territorio. Muovendoci con i mezzi pubblici (bus, treni, traghetti) raggiungeremo 100 località della nostra isola per dare voce a quella Sardegna che sembra essere scomparsa dalla cosiddetta agenda politica. Ascolteremo e daremo voce ai sindaci, a rappresentanti delle attività produttive a singoli e gruppi di cittadini. Raccoglieremo il dissenso verso la politica del disfare praticata dal centro-sinistra, ma soprattutto le proposte, che diventeranno il nostro contributo ad un piano di idee, valori e progetti per la Sardegna. Le segnalazioni “di stretta attualità” saranno materia per interrogazioni, mozioni e interpellanze, che proporremo in Consiglio “in tempo reale”. Ci saranno anche delle tappe “tematiche”, dedicate ai casi in cui più forte è il malessere sociale o alle aree in cui invece esistono realtà che rappresentano un esempio positivo. Zaino in spalla sarà accompagnata da un costante aggiornamento sui social-network, da una sorta di diario di bordo, che diventerà anche il nostro documenti finale.

Nella foto la conferenza stampa di Zaino in spalla col coordinatore Ugo Cappellacci

S.I.

Per Villanova: Meloni si dimetta

VILLANOVA MONTELEONE – “Per giovedì 12 gennaio 2017 alle ore 19.00 è stato convocato il Consiglio Comunale di Villanova Monteleone con all’ordine del giorno: Richiesta da parte della minoranza di dimissioni da Sindaco del Comune di Villanova Monteleone del Dot. Quirico Meloni”. I Consiglieri Comunali: Cosetta Sanna, Vincenzo Ligios, Salvatore Niolu e Bastianino Monti. chiedono le dimissioni del Primo Cittadino di Villanova.

“I Consiglieri Comunali del Gruppo “Per Villanova” Cosetta Sanna, Salvatore Niolu, Vincenzo Logios e Bastianino Monti, alcuni giorni fa, avevano richiesto la convocazione dell’Assemblea Civica a seguito della sentenza della Corte dei Conti Giurisdizionale della Sardegna che condannava il Sindaco e il Responsabile del Procedimento al pagamento di 20.614,66 euro per danno erariale nei Confronti del Comune. La vicenda riguarda l’aggiudicazione del Servizio di Gestione del Parco Archeologico di Nuraghe Appiu alla Società Calarinas che a seguito delle sentenze del Tar Sardegna e del Consiglio di Stato il Comune era stato condannato al pagamento delle spese di giudizio in favore della Società Laborintus”.

Nella foto Bastianino Monti

S.I.

Zedda bocciato: arriva il carbone

CAGLIARI – “E’ una bocciatura senza appello, quella della Befana dei Riformatori che oggi ha portato al Sindaco Zedda una calza piena di carbone e un alberello di Natale i cui addobbi recano inciso il nome dei “gioielli dimenticati della città”. Cosi i Riformatori Sardi che realizzato un’azione goliardica che ha visto la consegna del carbone, e dunque l’espressione di un voto totalmente negativo, all’amministrazione Zedda.

Il parlamentare Pierpaolo Vargiu, il coordinatore cittadino Alessandro Palomba, il capogruppo consiliare Giorgio Angius, insieme ad una delegazione dei Riformatori cagliaritani hanno recapitato al Sindaco Zedda l’alberello e la calza della Befana insieme ad una letterina che riassume i motivi della profonda delusione dei Riformatori per il disastro dei primi sei mesi di nuovo governo comunale.

“I Riformatori non contestano certo il rifacimento dei pavimenti nelle strade commerciali: per l’ennesima volta ribadiscono invece che in quelle strade appena rifatte rischia di non camminare più nessuno se non si riesce a dare una nuova prospettiva di sviluppo economico alla città di Cagliari, che oggi sembra condannata ad essere abitata soltanto dagli anziani e dai disoccupati! Al Sindaco Zedda e alla sua Giunta manca oggi un vero e proprio Piano Strategico della Città’, capace di dare senso alla crescita economica di cui abbiamo bisogno per non perdere abitanti e giovani e per non morire senza lavoro e senza futuro”

I GIOELLI DIMENTICATI DI CAGLIARI

Ex OSPEDALE MARINO.
5500 metri quadri sulla spiaggia che “Cagliari città turistica” e gli errori della burocrazia hanno destinato ad una casa di cura privata! Accertato il disastro, la Regione ha annunciato la revoca del bando. Da quel momento sono trascorsi 748 giorni! Il Comune che fa?

CASERMA EDERLE di CALAMOSCA.
22.500 metri quadri su una delle più suggestive cale della città. Semivuota e abbandonata in attesa di passare al demanio regionale. Il Comune che fa?

CARCERE di BUONCAMMINO.
Un pezzo di storia identitaria della città, in uno dei colli più suggestivi e panoramici di Cagliari. Mille idee per il suo riutilizzo. Sembra che oggi sia occupato da qualche ufficio periferico del Ministero. Il Comune che fa?

PARCO di TUVIXEDDU.
La necropoli fenicio-punica più grande e importante del mondo abbandonata a se stessa. SDino al tragicomico di vederla superata dal bar Emerson del Poetto nei “siti di Cagliari consigliati ai turisti” di Tripadvisor. Per intanto è costata quasi cento milioni di risarcimento danni ai proprietari delle aree edificabili. Il Comune che fa?

PASSEGGIATA COPERTA del BASTIONE.
Chiusa la Passeggiata Coperta dal 2012. Chiuso il Bastione dal 2013. Perennemente singhiozzanti gli ascensori per il Castello. La storia di un monumento e di un “quartiere-gioiello”, condannato a morte. Il Comune che fa?

FIERA CAMPIONARIA.
12 ettari nel pieno centro di Cagliari, a cinquanta metri in linea d’aria dal mare. 47.000 metri quadri coperti. Una ricchezza potenziale immensa per lo sviluppo turistico e nautico della città. Nessuno ne parla, la Fiera Campionaria occupa dieci giorni all’anno ed è un fallimento. Il Comune che fa?

PADIGLIONE NERVI.
Archeologia industriale nei possibili percorsi turistici di maggior fascino. 6000 metri cubi, 20.000 metri quadrati di cui nessuno si occupa. Il Comune che fa?

PARCO di MOLENTARGIUS.
Ovvero il “cantiere dei grandi annunci” per una immensa opportunità che non diventa mai realtà. Dove sono i percorsi turistici fluviali, la riattivazione del ciclo del sale, le attrattività turistiche? IL Comune che fa?

EX CARCERE MINORILE di GIORGINO.
4000 mila metri quadrati abbandonati e addirittura in dismissione dal demanio regionale. Il grande abbandono della spiaggia occidentale della città, una patrimonio straordinario collegato al compendio di Santa Gilla di cui nessuno parla. Il Comune che fa?

ANFITEATRO ROMANO.
Il grande deserto, tornato in mano a suoi veri proprietari: i topi, l’abbandono, l’immondezza. Chiuso da cinque anni, un fallimento che si somma al fallimento del suo sostituto l’Arena “fantasma” Grandi Eventi di sant’Elia! Il Comune che fa?

IPPODROMO.
24 ettari di spettacolo tra la spiaggia del Poetto e il Parco di Molentargius. Il Comune, che è il maggior azionista della società che gestisce il niente, che fa?

EX MANIFATTURA TABACCHI.
Riconsegnata al demanio regionale da oltre dieci anni, è ora assegnata dalla regione al CRS4 che tra sei mesi inizierà a fare bandi per associazioni e imprese. Un gioiello della città, panoramico sulla Darsena, a pochi metri dal terminal crociere, ad oggi inutilizzato. Il Comune che fa?

Sulle “AMNESIE” del Sindaco Zedda e della sua Giunta si potrebbe continuare per molto tempo ancora: dall’ex Ospedale Militare, all’ex Panificio Militare, alle aree dell’aeronautica di Monte Urpinu, agli ex Istituti medici di Via Porcell, al Palazzo del Scienze, all’Ospedale Civile, in dismissione così come il “nuovo” Ospedale Marino (ex Albergo Esit).

Nella foto i Riformatori a Palazzo Bacaredda

S.I.

Voti anticipati: politica in fermento

ALGHERO – Il voto si avvicina. Prima dell’estate, per adesso parrebbe individuata la data del 24 maggio, gli italiani dovrebbero essere richiamati alle urne per rinnovare il Parlamento. Così sarà, salvo sorprese. Ma, anche dal recente atteggiamento del Premier Gentiloni e come emerge dalle dichiarazioni dei leader del Partito Democratico, sembra scontato che si vada a votare prima della scadenza naturale. Non solo politiche, però, infatti cresce sempre di più in queste ore il vociare sull’eventualità che si voti anche per le regionali.

Maggioranza in bilico, mancate risposte alle grandi problematiche e soprattutto l’acuirsi del problema di salute del presidente Pigliaru, potrebbero portare al voto prima dell’arrivo della stagione estiva. A palesare questo trend l’uscita dalla maggioranza dei Rossomori, il mal di pancia del Centro Democratico, le astensioni di parte dei dem e il voto contrario del Partito Dei Sardi, anche nella recente commissione della pubblica istruzione, in cui si votava il piano di dimensionamento scolastico. Nello specifico è stato Roberto Desini a mandare sotto la maggioranza di centrosinistra.

Ma non è la prima volta. Questo è l’ennesimo segnale che Paolo Maninchedda lancia agli alleati e ciò, secondo i bene informati, nell’ottica di una sua eventuale volontà di candidarsi a presidente della Regione. Un’idea che scompaginerebbe i “giochi” di parte del centrosinistra che invece starebbe puntando su Massimo Zedda, attuale sindaco di Cagliari. Un piano che nasce dalla volontà di spostare nuovamente verso sinistra, col nascente fronte dei sindaci capitanato da Pisapia (già Primo Cittadino di Milano), l’asse del Partito Democratico e creare così un’alleanza opposta a Centrodestra e 5 Stelle atta a conquistare Villa Devoto.

C’è qualcosa di nuovo nell’aria. Sta sempre più montando la voglia di autonomismo e distanza dai partiti romani o meglio dalle segreterie nazionali. Nono solo un’operazione di facciata, ma un progetto politico (Pili di Unidos lo dice da tempo) che potrebbe vedere porzioni provenienti dai vari schieramenti fare sintesi e proporre un nome (per adesso in pole position c’è Maninchedda) che racchiuda un programma finalizzato a dare vigore, in maniera decisa e non tentennante, alle tante questioni ancora aperte e irrisolte che vedono l’Isola sprofondare in una crisi di tutti i settori produttivi. Del resto il forte malumore dei sardi si è manifestato anche nell’ultimo voto referendario con punte record (ad Alghero è un esempio) di voto contrario alla riforma ma in generale allo status quo, locale, regionale e nazionale, che non sta dando le risposte attese.

Cogliere questo malcontento è un atto dovuto dalla classe politica che voglia governare la Sardegna. Il voto populista e di protesta è dietro l’angolo. Molto dipende dalla legge elettorale che uscirà dal pronunciamento della Corte Costituzionale fissata per il 24 gennaio. Da quel momento si comprenderà meglio lo scenario politico nazionale che si andrà a definire e a cascata quelli regionali e locali. Una cosa è certa: a breve si vota, forse anche a livello locale per le note vicende giudiziarie, eppure la politica pare distratta, avulsa da questioni marginali e in generale ferma e troppo vittima di tatticismi poco inclini alle reali esigenze. Ma i problemi della gente, così come i sogni, non si fermano. E chi per primo saprà interpretare il vero e reale sentimento delle persone, ritornando a fare politica attiva e coinvolgere la popolazione, avrà già fatto metà del lavoro utile a ridare dignità alla Politica e dunque anche al nostro Paese.

Nella foto la Camera dei Deputati

S.I.

Pantano Anci: tempo scaduto

ALGHERO – “Pronto a riconvocare l’assemblea congressuale entro dieci giorni, come da statuto, nella prima data utile, nel tentativo di sbloccare la situazione. Abbiamo fatto tanti tentativi fini ad oggi, ma per un motivo o per l’altro non siamo ancora riusciti a dare un organismo stabile all’Ancu”. Lo ha dichiarato il sindaco di Alghero Mario Bruno, presidente dell’assemblea congressuale Anci Sardegna oggi ad Abbasanta.

“Non credo si possa aspettare ancora. C’è estremamente necessità di un governo dell’ANCI, perché i sindaci non possono sentirsi neanche per un momento abbandonati. Bisogna confrontarsi con la Regione nella pienezza dei poteri su temi fondamentali come l’urbanistica, la sanità, l’immigrazione. Oggi c’è un disegno chiarissimo di accentramento che invece ha bisogno di una vasta democrazia e della più ampia discussione sui territori. C’è bisogno di un’Anci forte insomma, se non ci sarà un orientamento diverso l’assemblea sarà richiamata al voto.”

Nella foto Mario Bruno

S.I.

“Province sono sprechi e clientele”

CAGLIARI – “La storia delle province, in Sardegna come in Italia, è una storia di sprechi e di clientelismo, di una istituzione inutile e dannosa per i contribuenti. Da tre anni giace in Parlamento la proposta di legge costituzionale di riforma dell’art. 43 dello Statuto sardo, proposta dai Riformatori e approvata all’unanimità dal consiglio regionale. Una norma semplice, che metterebbe la parola fine a una discussione oziosa e offensiva dell’intelligenza del Popolo sardo, che sull’adozione delle province ha fatto da battistrada a livello nazionale. Il fatto che essa sia stata fermata in Parlamento è uno scandalo, la cui responsabilità ricade su quelli tra i nostri parlamentari che hanno deliberatamente osteggiato la riforma voluta dal 97% dei sardi. Non si perda un solo giorno e si chieda al parlamento di fare il proprio dovere”, Lo afferma il consigliere regionale dei riformatori Michele Cossa.

“I sardi hanno deciso a stragrande maggioranza di abolire le province: non permetteremo passi indietro. La riforma degli enti locali avrebbe dovuto fare una scelta precisa, quella di svuotarle completamente delle funzioni. Adesso c’è addirittura chi parla di crearne di nuove e di elezione diretta degli organi. Una follia”, continua Cossa. “La riforma degli Enti locali in Sardegna non è mai decollata perché è frutto di troppi compromessi. Ha anche permesso al commissario della ex provincia del Sulcis Iglesiente, che avrebbe dovuto gestire la sola ordinaria amministrazione, di aumentare in modo spropositato l’addizionale sulla RC per le auto, u caso unico a livello nazionale. È questo il regalo che la politica regionale vuol fare ai sardi?”, conclude Cossa.

Nella foto Michele Cossa

S.I.

Finanziaria bloccata, sardi in crisi

CAGLIARI – «La Finanziaria è al palo, la Sardegna è bloccata, la disoccupazione corre: è arrivato il momento di dire basta. Il Consiglio discuta rapidamente la manovra per dare almeno qualche risposta ai sardi. L’esperienza di questa Giunta fallimentare per la Sardegna deve concludersi al più presto». Lo dice il coordinatore regionale dei Riformatori sardi, Pietrino Fois. «Auguriamo al presidente di riprendersi presto – dice Fois – ma crediamo che il Consiglio regionale debba immediatamente mettere mano ai documenti di bilancio: la Sardegna non può attendere ulteriormente risposte che il centrosinistra in questi due anni e mezzo di governo non è stato in grado di dare per incapacità a governare e per scelte suicide».

Nella foto Pietrino Fois

S.I.

Algheronews intervista: Andrea Delogu

ALGHERO – Intervista con Andrea Delogu, attuale portavoce di Forza Italia Alghero e già presidente della Meta, nonchè imprenditore e libero professionista. A lui abbiamo posto alcune domande su diverse tematiche e questioni legate alle città di Alghero, politica e amministrazione. Questa è la prima di una serie di interviste che faremo come Algheronews al fine di approfondire l’attuale critico momento storico e capire dove va il centro catalano.

Andrea Delogu, già presidente della Meta e attuale portavoce cittadino di Forza Italia, si chiude un 2016 molto difficile, se non il più critico, per Alghero. Iniziamo proprio dall’organismo che ha guidato solo pochi anni fa: la Meta. Come vede il percorso degli ultimi anni di tale partecipata?
La Fondazione Meta potrebbe essere uno straordinario strumento per far crescere il sistema turistico e culturale algherese. Cio’ può essere fatto solamente con un progetto serio, coraggioso e credendo veramente nelle potenzialità della fondazione. Purtroppo per 5 anni si è dormito, affossando la fondazione. Ancora oggi non si capisce quale debba essere la nuova mission ed una dimostrazione è data dall’ultimo aborto giuridico ed amministrativo del trasferimento dell’URP a Meta!

Si è dotato Meta di un direttore e di un comitato scientifico di 12 componenti, ma ancora non si parla di pianta organica, di organigramma. Meta non ha ancora dipendenti diretti e non si comprende come potrà gestire il polo museale, come potra’ davvero diventate il volano del settore turistico e culturale. Ci si è dimenticati che è una fondazione di partecipazione e che l’apporto dei privati è indispensabile.
Ma fa tutto parte dell’ incapacità di bruno di avere una visione d’assieme e prospettica, purtroppo stesso discorso vale per le altre partecipate del comune, Alghero in House e Secal, per le quali non solo non vi è un progetto ma per le quali questa amministrazione cambia idea ogni tre mesi, in barba anche alla legge e alla volontà del consiglio comunale

Il turismo viene sempre definito come la prima industria, però Alghero, nonostante sia stata la Porta d’Oro, continua ad arrancare e non riesce a consolidare flussi e economie legate a tale comparto. Per quale motivo?
Perché non si crea un vero sistema turistico integrato. Perché occorrono nuovi posto letto per venire incontro alle esigenze dei tour operator, occorrono servizi, strutture sportive, occorre dare un veto ruolo e responsabilizzare e aiutare gli imprenditori turistici e occorre mettere in rete aeroporto, porto, strutture ricettive, parco, area marina, Fondazione Meta. Invece si lavora alla giornata, senza una visione d’assieme ed i risultati purtroppo son sotto gli occhi di tutti

L’aeroporto è stata privatizzato. Come Forza Italia siete stati sempre d’accordo con tale tipo di scelta, però negli ultimi tempi l’avete criticata. Come mai? E in aggiunta: adesso come vede lo scalo e il suo sviluppo?
Siamo stati molto critici sulle modalità di privatizzazione, al buio, senza tener conto del progetto industriale e di rilancio dell’aeroporto. Ancora oggi non si conosce il progetto della nuova proprietà, c’è solo da sperare. Abbiamo assistito questo anno ad un calo di traffico di 400.000 passeggeri. Un disastro!!! Ci vorrà tempo e possiamo solo sperare nelle capacità e nella voglia di investire del nuovo management. Alghero non può permettersi di perdere ulteriore tempo

Restando in tema di infrastrutture, il porto, nonostante vi siano dei progetti già pronti e a disposizione della Regione già da anni, ancora resta fermo e soprattutto non produce quello sviluppo atteso.
Un altro disastro! Passano gli anni e prosegue l’inerzia della regione e il colpevole silenzio del nostro sindaco che non prende posizione. Il porto rappresenta un enorme possibilità di sviluppo per la nostra città… strumento indispensabile quanto l’aeroporto per creare un vero sistema turistico integrato, non può essere abbandonato a se stesso, è ora di darsi una sveglia

Maria Pia. Con le amministrazione di centrodestra a guida di Tedde si era vicini per dare gambe ad un intervento imprenditoriale che ad oggi, grazie anche alle sinergie tra privati locali e grossi gruppi nazionali, avrebbe prodotto posti di lavoro e soprattutto decoro e servizi.
Si sta perdendo una grande occasione. Alghero ha bisogno di nuovi posti letto di qualità e l’intervento su Maria Pia lo consentirebbe. Sarebbe un’occasione di crescita economica enorme, capace di attrarre investitori e flussi turistici importanti, senza per questo provocare danni ambientali o quant’altro. Si possono costruire alberghi senza deturpare l’ambiente, così come si possono costruire campi da golf nel massimo rispetto dell’ambiente, anzi valorizzandolo

In questi giorni sono messi in salvo i lavoratori del Parco. Forza Italia si è astenuta sul voto della delibera. Ciò è collegato con la condizione di assenza di guida politica dell’ente e soprattutto del mancato sviluppo dello stesso? Discorso simile per l’Area Marina Protetta.
È veramente assurdo che a distanza di tre mesi, per mere beghe politiche non si sia provveduto a nominare il nuovo presidente. Una mancanza di rispetto innanzitutto per chi ha rassegnato le dimissioni ed una ulteriore dimostrazione di disinteresse per la realtà Parco.
Non parliamo poi dell’Amp… la gestione Bruno ha affossato uno dei fiori all’occhiello di Alghero. Ancora adesso vengono utilizzati progetti di 5 anni fa dell’AMP, spacciandoli come nuovi e fatti dal comune e nel frattempo si fa vegetare parco e area marina

Restando sul tema ambiente, l’appalto di igiene urbana è nell’occhio del ciclone. Proroga record, inchieste della Finanza e soprattutto la città sporca come non mai.
Che dire? Una delle maggiori dimostrazioni del l’incapacità di Bruno, in 5 anni, direttamente ed indirettamente non è riuscito a far partire il nuovo bando. La situazione della pulizia urbana è sotto gli occhi di tutti… drammatica. Si sono infilati in un tunnel senza uscita. Sarebbe meglio ripartire da capo e fare una municipalizzata che gestisca il servizio in maniera imprenditoriale, ma non è nelle corde del nostro sindaco

Passando alla gestione economica, come mai Alghero sembra diventata un comune povero, poverissimo? Questo nonostante gli introiti delle Grotte, tasse di soggiorno e soprattutto i tributi sempre più esosi, ma non sembrano esserci denari per promozione, manutenzioni e tanto altro
La risposta sta nel l’incapacità della Giunta Bruno. Non hanno nessuna cognizione tecnica ne economica. Purtroppo le risorse finanziarie sono gestite malissimo. Il bilancio del comune deve essere attentamente analizzato, si devono eliminare gli sprechi e le sacche di inefficienza e si deve fare una seria e non vessatoria politica di emersione del sommerso e dell’evasione dei tributi, abbassando sensibilmente e contemporaneamente le imposte.

Uno degli atti più attesi dalla città, in particolare dalla parte produttiva, è il Puc: Qual è la posizione di Forza Italia su tale tema?
La giunta Tedde aveva predisposto il Puc, doveva solo essere approvato! Senza uno strumento di programmazione urbanistica e di sviluppo economico come il Puc Alghero non uscirà mai dalla crisi. Purtroppo son passati 5 anni e di Puc quasi non si parla più, nonostante le promesse elettorali di Bruno. Noi riteniamo che si debba riprendere in mano il nostro piano, adattarlo alle mutate condizioni economiche e adottarlo subito… ma purtroppo Bruno e company non riusciranno a fare niente

Altro comparto in forte sofferenza è quello mercantile. Dimissionata la Lampis, resta però un regolamento dei suoli e un indirizzo restrittivo sui locali e bar che sta facendo arretrare Alghero di diversi anni.
Il 2016 è stato un anno horribilis per il settore. Occorreva un sostegno forte da parte dell’amministrazione comunale, sotto forma di incentivi, sostegno alle imprese ed invece abbiamo assistito solamente a misure vessative nei confronti degli operatori. E purtroppo non si vede luce all’orizzonte. Occorre un cambio di passo ma che non può sicuramente essere garantito con un cambio di assessore…

A maggio, è quasi certo, si vota per il parlamento. La situazione politica generale è piuttosto confusa. Qual è lo stato di salute di Fi e del centrodestra?
Ha ragione, la situazione è estremamente confusa. Occorre una legge elettorale nuova, condivisa da tutti e che garantisca la governabilità. Il centro destra ha bisogno di riorganizzarsi e di trovare unità per presentare al popolo italiano un progetto di rilancio del sistema Italia.

La Giunta Pigliaru è traballante. Le mancate risposte riguardo le istanze dei sardi stanno pesando molto. Un suo giudizio sull’azione del governo regionale.
Completamente negativo. La giunta dei professori ha in quasi tre anni fatto solamente danni, avulsa dalla realtà sociale ed incurante della crisi economica, incapace di trovare soluzioni. Per fortuna sta implodendo e son convinto che fra non molto si andrà nuovamente alle urne. I sardi non ne possono più di Pigliaru & C e il votò referendario ne è stata una conferma

A Cagliari c’è il solo Marco Tedde. Avete un contatto diretto con lui e raccoglie le istanze del territorio?
Marco Tedde sta svolgendo alla grande il suo compito in rappresentanza non solo di Alghero ma dell’intero territorio. Una enorme risorsa, purtroppo una voce isolata in mezzo a tanti silenti pseudo rappresentanti del nostro territorio

Ad Alghero, per diversi motivi, ma principalmente per i noti problemi politici e amministrativi, si potrebbe votare prima della scadenza naturale. Ma, a prescindere da ciò, siete pronti per governare nuovamente Alghero?
Siamo prontissimi! Sia come progetto politico che come squadra e con un programma che permetta di risollevare Alghero da questa crisi.

Si aspettava che Mario Bruno incontrasse così tante difficoltà?
Sinceramente si, una coalizione nata solo per vincere le elezioni e non per amministrare non poteva che far esplodere le contraddizioni e far emergere l’incapacità amministrativa del sindaco e della maggior parte dei suoi assessori

E ultima domanda: un giudizio generale sul Consiglio Comunale, consiglieri forzisti compresi.
Una maggioranza variegata ma silente, di dopo lavoristi, utili solo per alzare la mano, senza alcuna proposta concreta. Se non ci fossero i consiglieri di Forza Italia e delle altre forze di opposizione sarebbe davvero un pianto. La quasi totalità degli atti del consiglio proviene dell’opposizione o è una semplice ratifica di decisioni prese dalla giunta spesso all’insaputa della stessa maggioranza.

Nella foto Andrea Delogu

S.I.