Parco e Consiglio sempre precari

ALGHERO – Tutto precario. Ma, come una barca che naviga a vista, va avanti per inerzia rischiando sempre di schiantarsi. Questo il percorso dell’amministrazione Bruno, partecipate comprese. Ed è cosi, come segnalato in questa occasione dal capogruppo del Partito Democratico Mimmo Pirisi, che anche per il Parco di Porto Conte, dopo essere stato travolto per le “spese pazze” della manifestazione di questi giorni [Leggi], si trova avulso dalla mancanza di numeri della maggioranza che governa Alghero. Tutto precario, come lo sono anche i lavoratori dell’area di riserva terrestre che, nonostante gli annunci, sono ancora in attesa della stabilizzazione.

“Anche per il Parco si utilizza lo stesso metodo della seconda convocazione pur trattando argomenti fondamentali per la vita dell’Ente, Bilancio e Opere triennali, anche per il parco la seconda convocazione sta diventando consuetudine segno che i numeri scarseggiano pure a Casa Gioiosa, arroganza e supponenza prendono il posto del dialogo e ragionamento, crediamo che questo metodo non possa portar bene al Parco e alla sua Amministrazione”. L’assemblea è stata convocata il Primo Maggio (appositamente per andare deserta, essendo un giorno festivo) e poi un seconda convocazione il 2 maggio alle 16.30. All’ordine del giorno diversi importanti temi che saranno decisi con il sufficiente voto di un terzo dei componenti dell’assemblea, dunque 8 persone, come per il Consiglio, decidono presente e futuro del Parco. Ancora per poco.

Nella foto una delle poche assemblee del Parco di Porto Conte

S.I.

Nuovo Psd’Az: Faedda segretario

ALGHERO – Ilaria Faedda è stata eletta Segretario Politico del PSd’Az di Porto Torres. Il direttivo scaturito dal Congresso cittadino, tenutosi sabato 8 aprile all’Hotel Balai, ha votato all’unanimità sia la massima carica della Sezione che il resto dei componenti l’esecutivo. Ilaria Faedda sarà affiancata da due Vicesegretarie: Sandra Fancello (con delega alla comunicazione) e Gian Franca Zanni, oltre che dal Segretario organizzativo Marco Atzori e dal Segretario amministrativo Roberto luiu. Del Direttivo eletto al Congresso fanno parte anche Bastianino Spanu, Antonio Scaramella, Claudio Ruggiu, Nicolò Pittalis, Tonino Grieco, Mauro Fancello e i Consiglieri comunali Tellini e Ligas ed i Consiglieri Nazionali Madeddu e Gaspa ne sono componenti di diritto.

“Sul piano prettamente politico assume maggiore importanza il fatto che le tre massime cariche sono tutte ricoperte da giovani e preparate donne Sardiste. Altro dato, non secondario, è che tra inuovi iscritti al Partito, tra cui due neo dirigenti, vi sono diversi Sardisti che erano candidati della lista “Porto Torres X Noi”, a dimostrazione che, chi rappresenta quel simbolo in Consiglio Comunale, lo fa esclusivamente a titolo personale, dimenticandosi totalmente di chi ha contribuito a fare la lista ed il quoziente per eleggerlo. Con il completamento degli organismi, il Partito Sardo d’Azionedi Porto Torres ha avviato una nuova stagione politica, incentratasu un reale e qualificato rinnovamento del gruppo dirigente e del proprio patrimonio di idee e progetti”.

“È dal dibattito congressuale, infatti, che sono arrivate le proposte per dotare il Partito di una moderna e corposa piattaforma programmatica. Dopo l’esperienza fallimentare dell’inadeguato governo Pentastellato, che ha prodotto solo: l’isolamento istituzionale della città, il vuoto amministrativo, l’aumento del disagio e della disperazione nei cittadini, l’aumento dell’imposizione fiscale, la fiera delle banalità, il Psd’Az si sentito in dovere di tracciare un percorso politico e programmato, intorno al quale costruire una coalizione che sappia progettare nuovo sviluppo e occupazione nel territorio. Le varie relazioni hanno dimostrato che in città è possibile la convivenza di due modelli di sviluppo complementari: quello turistico/culturale, con quello di una industria moderna ecocompatibile. Lo spartiacque naturale costituito dal porto e dalla foce del Mannu, determina il confine di due forme di economia che si possono integrare perfettamente”.

“Le aree dimesse dell’ex polo chimico, già abbondantemente infrastrutturate, con i fondali antistanti, sarebbero il sito ideale per la realizzazione di un importante bacino navale per la manutenzione e demolizione di navi di grandi dimensioni, comprese quelle della flotta della Marina Militare. Questo progetto, assieme a quello che prevede una radicale campagna di scavi archeologici, per mettere a “sistema” l’intero patrimonio culturale, possono essere i contenuti di un’intesa con il governo italiano e le multinazionali, finalizzata a determinare quelle “compensazioni” che spetterebbero a Porto Torres. La nostra città ha tutti i titoli per chiedere ciò, visto che ha sacrificato “per ragion di Stato”, per oltre un secolo l’isola dell’Asinara e messo a repentaglio le migliori aree agricole a fini industriali, per scelte calate dall’alto. Un accordo di programma che liberi risorse vere e non carta straccia come in passato, integrato nel Punto Franco, diventerebbe un attrazione formidabile per nuovi investimenti nella cantieristica navale e per il diporto tutto, fino a costituire un vero e proprio “distretto nautico”. In queste condizione non è utopia la creazione di almeno un migliaio di posti di lavoro”.

“Se si vuole acquisire una reale mentalità turistico/alberghiero, il piano di utilizzo dei litorali non può essere uno strumento sterile e scontato, piuttosto deve segnare la rivoluzione culturale in chiave turistica della città.
La costa Turritana ha una potenzialità inestimabile nell’attrarreinvestimenti di qualità nel rispetto del bene ambientale. Bisogna però creare le condizioni affinché ciò avvenga, redigendo una sorta di Master plan su zona costiera, porto e Asinara. Per favorire questo aspetto, è fondamentale la riperimetrazione del Parco Asinara e la conseguente cessione, con decreto di urgenza da parte della Regione Sardegna, di tutti gli immobili dell’Asinara al comune di Porto Torres”.

“La nostra comunità ha diversi punti di forza. Uno di questi è sicuramente l’immenso patrimonio associativo, con realtà che rasentano l’eccellenza in campo sociale, culturale e sportivo. È su questo che vanno investite risorse e sinergie. La valorizzazione delle intelligenze e delle conoscenze che hanno acquisito i nostri giovani, sono il miglior viatico per creare quella integrazione delle classi più deboli, che vanno aiutate ad uscire dalla condizione di indigenza in cui sono finite. Nelle politiche giovanili l’Amministrazione Comunale non può non ragionare assieme all’istituzione scolastica, assieme vanno redatti progetti che fermino il preoccupante e dannoso fenomeno dell’abbandono scolastico. Su ognuno di questi temi il Partito si soffermerà a ragionare, aprendosi alla società civile e professionisti del settore, con l’intento di trasformare le idee e gli studi di massima in progettazioni esecutive. Il nuovo percorso è iniziato; il rinnovato e motivato gruppo dirigente ce la metterà tutta per non deludere le aspettative di iscritti e simpatizzanti del Partito e nel provare a far sorridere la città tutta”.

Nella foto un momento del congresso del Psd’Az a Porto Torres

S.I.

Sanità: tempi biblici in Sardegna

CAGLIARI – Un anno e mezzo per una mammografia all’Ospedale Businco di Cagliari, un anno per una colonscopia al SS. Trinità, quasi nove mesi per una visita cardiologica al Sirai di Carbonia e per una ginecologica a Olbia, otto per un consulto oculistico a Bono. Sono i casi più eclatanti estratti dalle liste d’attesa delle Asl sarde e denunciati questa mattina dai Riformatori durante una conferenza stampa in Consiglio regionale. «In Sardegna i tempi di attesa per una visita specialistica sono di circa 4 mesi contro i 30 indicati dal Piano nazionale – ha detto il coordinatore regionale dei Riformatori Pietrino Fois – tutto questo accade nonostante la Regione destini il 60% del suo bilancio alla copertura delle spese del sistema sanitario».

«Una situazione che va contro il Codice del Consumo che impone alle amministrazione pubbliche di rispettare precisi standard di qualità nell’erogazione dei servizi sanitari – ha aggiunto il presidente del partito Roberto Frongia – i cittadini hanno diritto a ricevere prestazioni adeguate. In Sardegna purtroppo questo non accade, la disorganizzazione è palese». Diverse le cause che influiscono sull’allungamento delle liste d’attesa secondo il deputato Pierpaolo Vargiu, componente della Commissione sanità della Camera: «In Sardegna sono ancora pochi gli investimenti in nuove tecnologie, indispensabili per adeguare l’offerta e monitorare l’appropriatezza delle prestazioni – ha detto Vargiu – spesso i macchinari sono obsoleti e la classificazione delle prestazioni è fuori controllo. Altra questione riguarda le risorse umane: anche in questo caso servono investimenti per la formazione del personale medico». Una soluzione potrebbe essere rappresentata dal potenziamento dei servizi territoriali e della medicina 2.0 per la gestione dei pazienti da “remoto” – ha proseguito Vargiu – i malati cronici devono essere intercettati prima che vadano ad intasare le liste d’attesa, altri potrebbero essere gestiti in modo semplice e rapido con l’utilizzo delle nuove tecnologie».

Le informazioni sulle liste d’attesa – hanno spiegato gli esponenti dei Riformatori – sono stati estrapolate dai siti delle Asl sarde. «Si tratta di dati ufficiali – ha detto Attilio Dedoni, consigliere regionale e presidente della Commissione d’inchiesta sui costi della Sanità – il nuovo manager dell’Ats Fulvio Moirano sembra essere interessato ad altro. Preoccupa il fatto che le lungaggini riguardino anche gravi patologie, non c’è una Asl che si salvi. E’ una questione sulla quale si deve intervenire con urgenza, la politica ha il dovere di correggere se stessa senza aspettare che arrivi la magistratura».

Secondo i Riformatori, la Sardegna dovrebbe guardare con attenzione alle pratiche virtuose di altre regioni italiane come l’Emilia Romagna che ha adottato soluzioni molto positive per la riduzione delle liste d’attesa. «Oggi è in via di definizione il nuovo Piano nazionale per la gestione delle liste d’attesa, alcune regioni hanno già approvato i loro piani, la Sardegna è invece in ritardo. Eppure – ha concluso Vargiu – la nostra spesa sanitaria continua a crescere: secondo un recente studio dell’Università Cattolica Sacro Cuore di Roma la spesa media pro capite della nostra Regione è di 2062 euro contro i 1838 della media nazionale».

Nella foto la conferenza stampa dei Riformatori

S.I.

Nomina Cau: plauso di Pais

ALGHERO – “È con grande piacere che apprendo della nomina del Dott. Roberto Cau ad amministratore unico della Secal. Non solo per le comunanze ideologiche ma per le sue indiscusse capacità professionali”. Cosi Michele Pais, consigliere comunale di Forza Italia Alghero, sulla nomina odierna in seno alla partecipata che si occupa di tributi. [Leggi].

“Siam certi, come gruppo di Forza Italia, che da tecnico, seppure da oggi prestato alla politica nel senso più nobile del termine, sarà finalmente in grado di riesumare la Secal, togliendola dalla fase di agonia nella quale il Sindaco e maggioranza l’hanno fatta sprofondare. Siamo sicuri che ne chiederà il potenziamento per farla diventare una struttura efficiente ed efficace, chiedendo in primis all’Amministrazione l’annullamento del bando di esternalizzazione della riscossione ed una profonda rivisitazione del piano di razionalizzazione delle partecipate attualmente in essere (seppure, per fortuna, disatteso dal comune), evitando la liquidazione della società di riscossione. Buon lavoro dott. Cau, confidiamo nelle sue capacità e nella sua indipendenza”.

Nella foto Andrea Delogu e Michele Pais di Forza Italia

S.I.

Cau alla Secal. Società sdoppiata

ALGHERO – Il sindaco di Alghero nel corso dell’assemblea dei soci Secal – la società che ad Alghero gestisce la riscossione dei tributi locali – ha nominato il nuovo Amministratore unico. Si tratta del dottore commercialista algherese Roberto Cau titolare di un studio ad Alghero insieme al socio Andrea Delogu, coordinatore cittadino di Forza Italia e già presidente della Meta. Succede a Salvatore Marino, per decorrenza dei termini contrattuali. “Al nuovo amministratore è stato affidato il compito di razionalizzare e rilanciare la società a totale partecipazione pubblica, con l’unico obbiettivo di garantire piena equità fiscale tra i contribuenti migliorando la gestione complessiva degli accertamenti e della riscossione” ha sottolineato Mario Bruno, che ringrazia il dr. Marino per il lavoro fin qui realizzato”.

“La revisione organizzativa condivisa con l’Amministrazione prevede la dotazione di tutte le risorse utili alla gestione e funzionamento della società, la prossima individuazione del direttore generale e la salvaguardia completa dei livelli occupazionali”. Queste dichiarazioni, com’è evidente, vanno nella direzione opposta delle recenti scelte di esternalizzare il servizio di raccolta dei tributi. Scelta supportata dalla volontà di assegnare questo compito tramite bando. Dunque, si potrebbe dire, che per accontentare due distinte aree della maggioranza si è proceduto a “sdoppiare” la Secal.

Nella foto Roberto Cau e Mario Bruno questa mattina dopo la firma

S.I.

Primavera in Riviera e malapolitica

ALGHERO – “Un contenitore di eventi che riempiva il vuoto della bassa stagione, con un marchio e un format ormai consolidato, da poter utilizzare come prodotto turistico, di sicuro per il turismo interno; ma che faceva trovare vivace la città anche ai primi turisti che arrivano, o meglio arrivavano, con Ryanair”. E’ Emiliano Piras, Consigliere comunale e, in questo caso, soprattutto, ex-Presidente Centro Commerciale Naturale “Alghero in Centro”, a ritornare su uno dei tanti esempi di malgoverno degli attuali amministratori. Hanno cancellato una manifestazione, giunta alla quinta edizione, che con pochi fondi riusciva ad offrire appuntamenti di valore e richiamo soprattutto per gli importanti (e oggi praticamente inesistenti) flussi di villeggianti regionali. Senza dimenticare la lungimirante ideazione del concerto di Pasquetta che ha ottenuto da subito ottimo riscontri. Anche questo prima è stato cancellato e poi riproposto giusto come “contenino” ma, ancora una volta, senza una chiara volontà e capacità di creare solidi flussi turistici.

Ma è Piras a spiegare al meglio cos’era Primavera in Riviera. “Diversi week end tematici, che spaziavano dallo sport alla enogastronomia; passando ai bambini e alla musica. Non si può dimenticare che la prima volta che è stato utilizzato il mercato per un evento enogastronomico è successo con “Primavera in Riviera”. È un vero peccato che questa amministrazione, nonostante il buon riscontro delle edizioni del passato non abbia saputo coglierne le positività, e non calendarizzi un evento che era diventato un appuntamento atteso in città, con un budget complessivo addirittura inferiore a quello utilizzato solo per lo studio della comunicazione di “Emozioni di Primavera” (circa 20.000 euro), che faceva lavorare associazioni culturali e aziende del territorio”.

Nella foto Emiliano Piras

S.I.

Bruno snobba le “quota rosa”

ALGHERO – “Dopo le dimissioni a ciel sereno da parte dell’assessore Gabriella Esposito, la Giunta di centrosinistra guidata da Mario Bruno si trova in una situazione di illegittimità. Infatti non sta rispettando la “quota rosa”, sancita dalla legge 56/2014, nota come legge Delrio, che obbliga gli Enti ad avere nei ruoli decisionali una quota minima del 40% di donne”. E’ Giorgia Vaccaro, neo-coordinatrice di Noi con Salvini Alghero, ad intervenire su una delle tante polemiche connesse all’attività e scelte dell’amministrazione Bruno “nello specifico dell’esecutivo comunale oggi le donne sono solo due, contro quattro uomini, dunque sotto la soglia”.

“Questa situazione sta pregiudicando il principio di continuato, ordinato e corretto svolgimento delle stesse funzioni politico-amministrative e la delibera con cui oggi si affidano alcune delle deleghe ad un altro assessore e le altre al sindaco non fanno sperare in una rapida soluzione della questione. Proprio l’attuale amministrazione ha più volte rimpito le pagine dei giornali e dei media con slogan legati alla difesa delle donne e delle cosi dette “quote rosa” andando a creare anche la Commissione Parti Opportunità, ma nella realtà il caso della Giunta Comunale e gli attacchi alle consigliere Monica Pulina e Maria Grazia Salaris da parte del sindaco denotano una scarsa considerazione delle donne. Noi con Salvini Alghero chiede che la situazione delle “quote rosa” venga sanata al più presto, visto che ora come ora la giunta si trova nell’impossibilità di deliberare paralizzando di fatto la già scarsa attività del comune”.

Nella foto il Consiglio Comunale coi banchi del centrosinistra

S.I.

Bruniani senza pace, ma niente Pd

ALGHERO – A chi segue da vicino la politica cittadina non sarà sfuggito che il tema dei temi legato all’attuale amministrazione comunale è il rapporto col Partito Democratico. La candidatura, alle elezioni del 2014, contro il Pd da parte dei bruniani ha fatto decadere la loro appartenenza al partito di Renzi. Ma tale responso non è stato mai accettato. Soprattutto dal sindaco che sicuramente aveva scommesso sul suo rientro e anche dei suoi. Ma invece la porta è rimasta (e resterà) chiusa. Nonostante questo in questi mesi si sono succeduti i tentativi per rientrare. Dal pacco di tessere portato in via Mazzini, rifiutato per essere arrivato tramite le mani di una sola persona, al ricorso inoltrato nelle sedi regionali e addirittura nazionali. In tutti i casi è stata data ragione alla segreteria di Mario Salis. Del resto, come certificato, ha operato dentro le regole stabilite dallo statuto.

Tutto ciò, però, non sembra essere bastato ai bruniani. Non vogliono arrendersi. A certificare quanto sia importante per essi, e soprattutto per la loro guida, l’eventuale rientro nel Pd. Del resto in questi mesi il legame in termini di indicazioni giunte da Sant’Anna non è mancato. Voci di corridoio riverberano che diverse nomine e consulenze sono correlabili a leader nazionali e regionali del Pd (da quelle toscane all’ultima di Andrea Interlandi vicino a Gianfranco Ganau, come amministratore unico di Alghero Ambiente, cooperativa dentro i sub-appalti della Ciclat). Nonostante questo, il rispetto delle regole della segreteria di via Mazzini sta arginando questa spinta centrifuga.

Talmente prorompente da far ritornare il tema sul tavolo della segreteria regionale. Solo pochi giorni fa nel capoluogo sardo si è riparlato di Alghero. Ma, vista anche la netta presa di posizione della segreteria locale e provinciale, l’ennesimo tentativo, pare supportato da alcuni “delegati” dell’area soriana (quella da sempre del sindaco Bruno), è stato respinto. Domani ci sarà a Tramatza la presentazione delle liste a supporto dei candidati alla segreteria regionale: Giusppe Cucca e Francesco Sanna. E’ sicuro che vincerà il primo dell’area Cabras-Fadda-Spissu-Lai. Così come appare scontata la vittoria nazionale di Renzi (il congresso è a fine aprile), in linea dunque con quella isolana. Nell’assemblea regionale che guida il Pd, e che eleggerà direttivo e segreteria, troverà sicuramente spazio Enrico Daga. Tutto questo con buona pace dei Bruniani che, come alcuni stanno già facendo, si dovranno trovare un’altra casa in vista delle prossime (probabilmente anticipate al 2018) elezioni comunali.

Nella foto un incontro nella sede del Partito Democratico

S.I.

Rete Metropolitana, un grande bluff

SARDEGNA – “Il Movimento Cinque Stelle, in particolare i gruppi consiliari M5S dei comuni appartenenti alla Rete Metropolitana del Nord Sardegna, constatano l’inutilità della costituzione della stessa, a conferma delle intuizioni avute al momento dell’approvazione della sgangherata, confusionaria e fortemente sbilanciata riforma Eriu sugli Enti Locali. In questo momento la Rete Metropolitana è praticamente inesistente e ininfluente a qualsiasi livello e anzi, la sua attività è addirittura ingessata dalla crisi politica di un solo Comune. Un anno fa, con la solita promessa di grossi e imminenti finanziamenti pronti per essere erogati ma a rischio d’essere persi per sempre, ci avevano propinato l’urgenza di approvare in fretta e furia lo statuto della Rete, peraltro non proprio perfetto e condiviso da tutti”. Cosi dal Movimento 5 Stelle Sardegna.

“Ora il patto per il Sud sta erogando ovviamente finanziamenti alla Città Metropolitana di Cagliari per addirittura 313 milioni di euro. Ma al Nord Sardegna e alla sua Rete Metropolitana fantasma, peraltro presieduta dal sindaco di Sassari e alla quale spetterebbero pari importi, non andrà nemmeno un centesimo. Di quei finanziamenti non si sa più nulla e, soprattutto, nessuno ne chiede conto. I sindaci delle città facenti parte della Rete si erano impegnati – come testimonia il comunicato che il sindaco di Porto Torres Sean Wheeler aveva letto durante il Consiglio comunale – a rivedere alcuni importanti articoli statutari ma, nonostante sia ormai passato quasi un anno, ancora nessuna modifica è stata apportata allo statuto”.

“Il Consiglio Comunale di Porto Torres aveva quindi deliberato di dare mandato al proprio sindaco di portare in sede di Rete Metropolitana una linea di indirizzo per richiedere di istituire la linea marittima Porto Torres /Livorno e modificare quindi la convenzione con Tirrenia presso il Ministero dei Trasporti. Ma la Rete non si è più riunita, anche a causa della situazione politica del Comune di Sassari, e la finestra temporale utile alla modifica della convenzione si sta ormai esaurendo facendo perdere al Porto del Nord Sardegna un’altra grande opportunità di sviluppo”.

“Appare evidente che riformare gli enti locali secondo logiche di spartizione di poteri tipiche dei partiti che ci governano, del “meglio poco che niente” rispetto alle politiche vergognosamente cagliaricentriche e non in base alle reali e importanti necessità del nostro territorio, ha portato come risultato soltanto un aumento del numero delle poltrone, in questo caso anche assolutamente inutili. Senza dimenticare poi che la mancata abolizione delle Province ha ulteriormente aumentato il numero degli enti intermedi e creato una totale confusione di competenze tra gli stessi”.

“Nell’assoluta e irresponsabile indifferenza dei soliti governanti, Sassari e la tanto decantata quanto ininfluente Rete Metropolitana con le sue importanti strutture industriali, portuali e aeroportuali, stanno perdendo purtroppo qualsiasi peso nelle politiche e nei finanziamenti compensativi promessi dalla Regione, con la totale assenza di qualsivoglia progettualità strategica in tutti i settori. È necessario a questo punto un forte scatto di orgoglio e una grande mobilitazione di tutti i territori contro questo enorme squilibrio, prima che sia troppo tardi. Questo per restituire al Nord Sardegna il ruolo guida, la funzione e le somme indispensabili per far crescere la sua economia e ridare fiducia e lavoro ai suoi cittadini”.

Nella foto un banchetto del Movimento 5 Stelle

S.I.

Chessa astro nascente della politica

ALGHERO – Negli scorsi giorni, come accade ciclicamente per incontrare simpatizzanti e iscritti del territorio, Giovanni Maria Chessa coordinatore provinciale di Gioventù Nazionale, ovvero i giovani di Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale, ha fatto tappa ad Alghero. Nonostante l’età è già considerato un astro nascente della politica sarda. Un passione presente dalla nascita che si trasforma in impegno reale e tangibile nella realizzazione di vari progetti tra cui una scuola di formazione politica che sta mettendo a punto già da diversi mesi col rappresentante del coordinamento cittadino di Fratelli d’Italia Gianfranco Langella. Sentiamo, in esclusiva, le parole del giovane Chessa rispetto a tale iniziativa e in generale al necessario rinnovamento della politica locale e nazionale.

Nella foto e video Giovanni Maria Chessa

S.I.