Tasse comunali: Bruniani vampiri

ALGHERO – “Si: ora non c’è più alcun dubbio, ma noi Riformatori lo avevamo già detto e denunciato all’opinione pubblica un anno fa, a commento della delibera di Giunta n 116/2016, che approvava il piano di razionalizzazione delle società partecipate: la recente delibera di Giunta n 57 del 2017, che dispone l’esternalizzazione dell’accertamento e riscossione coattiva dei tributi, è, di fatto, più un forte depotenziamento dell’attuale società di gestione Secal spa, che una concreta iniziativa finalizzata al recupero di crediti legittimamente vantati dall’amministrazione”. Cosi Antonella Baldino dei Riformatori Sardi sul tema dei tributi comunali in relazione alle scelte dell’amministrazione Bruno.

“Analizzando, infatti, il capitolato speciale allegato alla delibera, appare di tutta evidenza che c’è una netta sovrapposizione tra i ruoli e le funzioni attualmente esercitati dalla Secal e quelli individuati per il nuovo organismo che vincerà la gara d’appalto. La normativa vigente in fatto di riscossione regolamenta nel dettaglio le modalità di predisposizione dell’ “ avviso d’accertamento “, il quale viene emesso previa apposita istruttoria, da parte degli ispettori o della Guardia di Finanza, denominata Pvc ( processo verbale di constatazione ). E’ ovvio che detta istruttoria è già seguita, ad oggi, dalla Secal, in quanto in possesso di tutte le informazioni necessarie a carico di ogni contribuente, e che giustifica l’emissione degli avvisi d’accertamento. Avvisi che in effetti la Secal sta predisponendo, magari con qualche ritardo che, però , normalmente, non ha penalizzato il Comune facendo scattare la prescrizione del debito. Ebbene, il capitolato speciale allegato alla delibera di giunta più sopra richiamata prevede che l’avviso d’accertamento sia emesso dalla nuova società vincitrice del bando, la quale dovrà nuovamente istruire il lavoro degli impiegati Secal, sovrapponendosi su dati e procedure già definiti”.

“Per evitare duplicazioni di costI e ripetizioni d’istruttoria, non appena qualcuno se ne renderà conto, il servizio e le funzioni verranno totalmente trasferite da una società all’altra, modo sotterraneo per dare il benservito alla Secal. Ma se lo scopo era questo e cioè la progressiva soppressione della Secal forse bisognava dirlo chiaramente perché in questo modo si sarebbero finalmente chiarite le vere ragioni di tale soppressione che afferisce senza dubbio alcuno alla volontà politica di sostituire un gruppo di lavoratori e di dirigenti non graditi e di non appartenenza con altri soggetti, più graditi e di sicura fede, da far poi surrettiziamente assumere dal soggetto che vincerà l’appalto. Sì, perché la giustificazione secondo la quale la Secal “ non è in grado di svolgere parte dei servizi e funzioni che saranno affidati tramite bando” non regge. La strumentalità di tale interpretazione dei fatti è evidente. È noto a tutti, infatti, che l’aggio attualmente riconosciuto dall’amministrazione alla Secal non è, oggettivamente, in grado di poter coprire i costi necessari a porre in essere le numerose e complesse nuove ed ulteriori funzioni previste dalla legge in fatto di riscossione coattiva ( D. Lgs 158/2015). Tant’è che Il capitolato speciale testé approvato dalla Giunta municipale prevede per la società aggiudicataria un aggio otto volte superiore a quello riconosciuto alla Secal, che, anche se in parte giustificato, certifica, in modo inequivocabile, che con le risorse così ridotte, poste a disposizione della Secal, i servizi e le funzioni obbligatorie per legge non potevano da essa essere attivati.

“I motivi per cui l’Amministrazione, preso atto dei costi reali, abbia consentito un aggio notevolmente superiore a favore della società prossima aggiudicataria, quando invece le stesse risorse di funzionamento sono state ripetutamente negate alla Secal non consentendole di fatto di espletare al meglio il suo mandato, si possono spiegare soltanto riconducendoli a ragioni di puro marketing politico, a spese dei lavoratori della Secal in particolare e dei cittadini algheresi in generale. Noi Riformatori, infatti, non abbiamo nessun dubbio e denunciamo con forza ancora una volta che l’iniziativa posta in essere dall’Amministrazione farà aumentare in modo significativo il costo della riscossione dei tributi, e creerà le condizioni per il progressivo smantellamento della Secal, a cui non si possono imputare tutte le responsabilità di inefficienza che sono, in buona parte, della maggioranza di governo della città e di chi la guida”.

Nella foto un incontro dei Riformatori sul tema delle tasse col presidente Secal Salvatore Marino

S.I.

Tajani a Cagliari: insularità centrale

CAGLIARI – “Con un ritardo di tre anni il presidente Pigliaru capisce che la Sardegna soffre oltremodo la sua condizione di isola.” Così il vice capogruppo di Forza Italia Marco Tedde commenta i contenuti dell’incontro di Pigliaru col Presidente del Parlamento Europeo Tajani e l’eurodeputato Cicu. “Solo adesso il presidente della Regione Sardegna si accorge compiutamente del nostro isolamento economico dovuto alla limitazione dei trasporti, all’assenza di infrastrutture, ai costi dell’energia e alle minori opportunità commerciali.

“Un “gap” che ci costa dai 600 ai 1000 milioni di euro all’anno. Siamo ragionevolmente certi -sottolinea Tedde- che l’europarlamentare del PD Renato Soru lo abbia tenuto informato, ma con scarsi risultati, del fatto che lo scorso anno l’on. Cicu del Gruppo del Ppe ha ottenuto il voto favorevole del Parlamento europeo su una risoluzione sul riconoscimento della condizione di insularità che garantisca finanziamenti specifici alla Sardegna e alla Sicilia. Ma occorre che anche la Sardegna metta in campo azioni politiche affinché la Commissione Europea dia attuazione alla risoluzione. Dal 2013 la Sardegna è passata da regione in via di sviluppo a regione in via di transizione, subendo una drastica riduzione della sua quota di Fondi Strutturali. Nella programmazione 2014 – 20120 -ricorda Tedde- Campania, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia ottengono maggiori aiuti rispetto alla Sardegna perché hanno un PIL inferiore”.

“Questo è il motivo per cui Cicu e il PPE combattono affinché l’Europa utilizzi altri indicatori e valuti con criteri obbiettivi la reale situazione economica della Sardegna che soffre di un tasso di disoccupazione del 19% circa. E che in tema di competitività su 263 regioni europeo ricopre il 228° posto. Ma è arrivata anche l’ora che Pigliaru inizi ad affrontare personalmente il grande tema dei trasporti, in cui il suo assessore Deiana ha irrimediabilmente fallito e non accenna a svoltare. Un fallimento che solo per l’aeroporto di Alghero nel 2016 ha provocato una perdita di circa 350 mila passeggeri, -chiude l’ex sindaco di Alghero- con danni difficilmente quantificabili per il territorio del nord ovest della Sardegna”.

Nella foto l’onorevole Tedde col presidente della Commissione Europea Tajani e il deputato europeo Cicu

S.I.

Nuovo Psd’Az faro della rinascita

PORTO TORRES – “Sardismo e sviluppo”. Il titolo del congresso mai come oggi è il più azzeccato. “Questo perché oggi più che mai – spiega il dirigente turritano, già consigliere nazionale dei Quattro Mori, Bastianino Spanu – il partito Sardo d’Azione può essere lo strumento per creare le politiche di sviluppo nel nostro territorio” e questo per diverse motivazioni che sono state illustrate durante il 25esimo congresso cittadino che si è svolto sabato a Porto Torres e ha visto la rinascita del partito. “Noi Sardisti, per Porto Torres abbiamo i programmi, le idee, ma soprattutto abbiamo i progetti da mettere in campo per la rinascita e lo sviluppo della nostra città. Porto Torres oggi è una città nella disperazione. Le aziende e le attività commerciali crollano come birilli, la disoccupazione ha raggiunto livelli di guardia e il disaggio sociale è sotto gli occhi di tutti. Ci sono famiglie che non riescono a mettere insieme il pranzo con la cena”.

“Solo chi non vuole vedere, e che oggi siede a palazzo non si è accorto di tutto questo. La gente non ha più voglia di reagire perché non vede il futuro, ma soprattutto i cittadini non credono che ci possa essere una via , uno strumento per uscire dal guado. Quindi amici, per noi che siamo un Partito d’azione , è arrivato il momento di passare veramente all’azione, l’azione politica Sardista, ma soprattutto per i Porto Torresi è arrivato il momento di passare al l’incasso. Porto Torres dagli anni 60 fino agli anni 80 è stata il faro economico del nord Sardegna, condividendo (non volutamente) purtroppo scelte e strategie economiche industriali italiane che altri territori avevano rifiutato, optando per altre economie che oggi buon per loro risultano vincenti. Porto Torres per 30 anni è stata la mamma economica di decine e decine di paesi del nord Sardegna. Porto Torres mettendo a disposizione dell’industria chimica un terzo del proprio territorio di pregio, ha compromesso km e km di riviera dal punto di vista ambientale”.

“Ed ecco perché è giunto il momento di passare all’incasso. Ed ecco perché governo , regione ed Eni , hanno il dovere politico e morale di continuare ad investire nel nostro territorio con nuove realtà produttive. Ce lo devono, ma soprattutto devono metterci nelle condizioni di valorizzare una volta per tutte le nostre risorse naturali con finanziamenti reali e non con i soliti protocolli d’intesa firmati e riformati per non agitare le masse o solo ed esclusivamente per scopi elettorali. Il nostro territorio ha bisogno di soldi veri e non di carta straccia. Noi Sardisti abbiamo le nostre idee di sviluppo per far ripartire la nostra città. Guardate amici che Non è utopia creare mille posti di lavoro nel nostro territorio se si crede veramente nella riconversione industriale”.

“Basti pensare solo per un istante quali sarebbero le ricadute occupazionali se si realizzassero nelle aree Eni fronte mare in parte già infrastrutturate , nuovi progetti, come la realizzazione di un grande bacino navale per la Manutenzione e/o la demolizioni di grandi navi. Un sito strategico al centro del mediterraneo che attirerebbe una grande fetta di mercato navale. In città abbiamo maestranze e professionalità per affrontare questo tipo di progetti , e se ne potrebbero formare tante altre. Questa sarebbe la prima vera compensazione economica per Porto Torres se Eni e governo finanziassero il progetto…non per altro , per aver macinato utili sfruttando il territorio e per averlo compromesso per sempre. Come non è utopia chiedere con forza al governo di finanziare attraverso il ministero dei beni culturali una grande campagna di scavi archeologici nelle nostre immense aree archeologiche , in modo tale da formare e avviare in uno dei lavori più belli del mondo decine e decine di giovani Portotorresi. Questo tipo di progetto non solo creerebbe occupazione , ma si sposerebbe alla perfezione con il turismo didattico e attirerebbe in città scuole di ogni ordine e grado per studiare ed ammirare le nostre storia. Ed infine la nostra regione, alla nostra regione non chiediamo niente di particolare … chiediamo solo ed esclusivamente parità di diritti e di poter governare il nostro territorio senza ingerenze e senza paletti , quei paletti che fino ad oggi hanno frenato lo sviluppo e la riconversione della nostra economia. Guardate , non abbiamo bisogno di guide spirituali imposte dalla politica per governare le nostre risorse, persone che non governano Il nostro territorio, persone che se non accompagnate non sanno nemmeno dove si trova la nostra città.”

“In città Abbiamo uomini e donne serie e capaci, che conoscono le problematiche della nostra città , che sono in grado di valorizzare le nostre risorse. Alla regione chiediamo a gran voce che intervenga presso il ministero dell’ambiente affinché si proceda alla riperimetrazione del Parco dell Asinara istituito 20 fa e non ancora partito. Il parco deve creare occupazione ed economia reale. Non deve essere un vaso di cristallo che pochi possono ammirare. Alla regione chiediamo con forza che tutti gli immobili presenti nell’isola, che stanno cadendo a pezzi vengano ceduti con un decreto d’urgenza al comune di Porto Torres per essere utilizzati per fini turistici, in modo tale da poter programmare quel cambio di passo economico del quale abbiamo bisogno. Vorrei tanto entrare nei dettagli in questi tre importanti temi. Ma oggi purtroppo non c’è tanto tempo. Però vi posso garantire che questi temi, fondamentali per la rinascita del nostro territorio, saranno i punti fondamentali che il nostro partito porterà avanti da subito per il rilancio di Porto Torres. Per realizzare tutto ciò che io ho esposto la città ha bisogno di un interlocutore politico forte e autorevole- Quel l’interlocutore siamo Noi. Il Partito Sardo d’Azione”.

“C’è bisogno dell’azione, ma soprattutto c’è bisogno del consenso. Per avere il consenso bisogna dialogare con la gente , bisogna bussare casa per casa e spiegare ai nostri cittadini che Sardismo e Sviluppo sono la carta vincente per far rinascere il nostro territorio. Penso che da oggi per il nostro partito e i suoi dirigenti tutti, inizia il grande viaggio tra la gente per presentarci come il vero interlocutore politico per la rinascita e lo sviluppo del nostro territorio. Ai nostri cittadini dico, che stiamo pagando un prezzo salatissimo per aver utilizzato il voto come vendetta politica. Altrettanto però mi sento di dire: alziamo la testa dalle ginocchia e guardiamo avanti. Tutti insieme se ci crediamo possiamo realizzare un sogno. Non siamo soli , abbiamo una bandiera che ci accompagnerà in questo splendido viaggio…la bandiera del Partito Sardo d’Azione”.

Nella foto Bastianino Spanu durante il congresso di sabato

S.I.

Alghero con poco Consiglio

ALGHERO – A metà settimana si è riunita la conferenza dei capigruppo per decidere le date del Consiglio Comunale. Ancora una volta, a fronte di oltre 40 punti ancora affrontare e votare, la massima assemblea cittadina è stata convocata solo per una data (mercoledi 19 aprile). Questo perchè, visti i risicati numeri della maggioranza, non è facile per i bruniani trovare una data utile per portare avanti i lavori. Ma non solo. Ancora l’orario indicato, sempre per attendere chi ha impegni di altro tipo, è le 18. Ciò vuole dire che, tra brevi segnalazioni e risposte, ci sarà spazio per un solo punto o poco più. Un chiaro segnale della poca considerazione verso il ruolo della massima assemblea cittadina.

E tutto questo si ripercuote sulle dinamiche amministrative e sulle emergenze della città che, come’è evidente, oramai fanno capo direttamente dalla Giunta, o ancora di più, al sindaco producendo risultati minimi o comunque legati alle questioni ordinarie e poco altro. Del resto nel momento in cui in via Columbano sono approdati alcuni atti importanti (varianti Calabona, Bonifica e Bilancio) la maggioranza ha traballato salvandosi addirittura grazie alla seconda convocazione. Senza considerare che sull’agro avrebbero votato anche tre consiglieri incompatibili. Per questo risulta piuttosto particolare e poco attinente con la realtà parlare di Puc visto che per quell’atto occorrono i due terzi del Consiglio Comunale. In questa quadro diventa impossibile, e forse per molti questo non è cosi male, perchè altrimenti comporterebbe un maggiore impegno e lettura degli atti, dare un contributo fattivo agli atti utili per migliorare la condizione degli algheresi.

Nella foto il Consiglio Comunale

S.I.

Spese pazze e zero bandi: è caso

ALGHERO – Le spese pazze non riguardano solo il Parco di Porto Conte, ma anche un’altra ramificazione del Comune di Alghero ovvero la Fondazione Meta. Tutto sempre in capo all’amministrazione in carica e dunque alla suo massimo responsabile il sindaco Mario Bruno. Dopo la denuncia di Forza Italia Alghero sui fondi erogati per la manifestazione dell’area di riserva terrestre presieduta da Gigi Cella e diretta Mariano Mariani [Leggi], arriva l’interrogazione dei consiglieri del Gruppo Misto Alessandro Nasone, Monica Pulina e del Partito Democratico Mimmo Pirisi ed Enrico Daga rispetto una parte delle “spese pazze” legate, in questo caso, al Capodanno.

“I Consiglieri Comunali del Gruppo Misto Alessandro Nasone, Monica Pulina e del Partito Democratico Mimmo Pirisi ed Enrico Daga, Vista la pubblicazione delle delibere nel sito internet della Fondazione Meta, viste le Determine della Fondazione Meta n° 196 del 2 dicembre 2016 e n° 209 del 21 dicembre 2016 (queste riguardano tre consulenze a tre persone diverse pagate 2300 euro e l’acquisto di banner pubblicitari per altri 2300 euro ad un sito d’informazione di Alghero) e considerato che l’Amministrazione Comunale attraverso la Fondazione Meta ha impegnato importanti somme per la Promozione del Cap D’any 2017, attraverso l’acquisto di banner e spazi pubblicitari oltre che usufruire dell’attività di alcuni collaboratori attivi nel social network”. E ancora scrivono i consiglieri di opposizione “appurato che il d.lgs. 50/2016 nei suoi articoli, impone che in tutti gli affidamenti e appalti degli enti pubblici, venga dato ampio risalto agli intendimenti di spesa di un ente e che tutte le aziende e collaboratori interessati siano messi sullo stesso piano per beneficiare di eventuali lavori, consegnati loro attraverso curriculum, progetti ed offerte economiche più o meno vantaggiose.

“I Sottoscrittori della presente Interrogazione – Nasone, Pulina, Pirisi e Daga – chiedono al Sindaco anche in qualità di Assessore ad Interim al Turismo e Relazioni con la fondazione Meta ora Fondazione Alghero. Se la Fondazione Meta abbia proceduto, nell’affidamento dei servizi sopracitati, ad un bando esplorativo presso tutte le testate giornalistiche cartacee ed online e verso tutti i professionisti di comunicazione. Considerato gli affidamenti diretti, si chiedono inoltre le motivazioni che hanno portato la fondazione Meta ad affidare direttamente la Promozione del Cap d’Any a tre collaboratori; quali siano le ragioni che hanno portato alla scelta delle Testate giornalistiche tra cui Alguer.it e L’Isolano per l’acquisto di spazi pubblicitari e banner”.

Nella foto un incontro coi consiglieri del Pd e Gruppo Misto

S.I.

Salvini: Vaccaro coordinatrice

ALGHERO – Il coordinatore provinciale nord Sardegna di Noi con Salvini Dario Giagoni ha affidato l’incarico di referente per la città di Alghero a Giorgia Vaccaro. “Grazie a tutto il movimento e in particolare a Dario Giagoni per l’incarico. Noi con Salvini Alghero sta crescendo e stiamo lavorando da tempo per la città. Chi vuol partecipare al futuro di Alghero può contattarmi su Facebook e/o iscriversi sul sito di Noi con Salvini”, queste le prime parole del neo-coordinatrice di Noi con Salvini Alghero, la giovane, mamma, già da tempo impegnata in politica, nell’ambito di centrodestra, Giorgia Vaccaro.

Nella foto Giorgia Vaccaro

S.I.

Parisi a Roma: Energie da Alghero

ALGHERO – Lo scorso Sabato 1 aprile a Roma Stefano Parisi ha presentato il Movimento “Energie per l’Italia” in quella che è stata la prima manifestazione nazionale. La sala convegni dell’hotel Ergife ha visto affluire da tutta Italia qualche migliaio di persone di ogni età, giovani e meno giovani, espressione, prevalentemente, di quel ceto medio oggi sempre più alle prese con le difficoltà generate da uno Stato sempre più assente, ma che costringe al giogo della burocrazia e delle tasse i propri cittadini.

Una sala nella quale i posti a sedere non sono bastati ad ospitare i referenti di circa 200 circoli di Energie per l’Italia costituitisi un tutto il paese, da Nord a Sud, isole comprese. Tra i presenti anche numerosi esponenti nazionali del centrodestra. Tra questi, oltre a tante facce di FI, Gabriele Albertini, sostenitore della prima ora di Parisi che in lui vede il leader del nuovo centro. La Sardegna era presente in prima fila con il referente territoriale di Sassari Marco Di Gangi, affiancato da una delegazione di aderenti al circolo sardo, uno tra i primi ad essere costituito. Di Gangi, a suo tempo, in qualità di presidente di Azione Alghero e con il concorso di altre associazioni territoriali, coordinò la conferenza programmatica regionale svoltasi a Sassari e promossa dallo stesso Stefano Parisi nell’ambito di Megawatt “ Energie per l’Italia”.

L’obiettivo dichiarato dell’assemblea è stato quello di porre le basi per la costruzione di un centrodestra rinnovato, d’ispirazione popolare e liberale. La necessità di rigenerare la politica è, infatti, una precondizione irrinunciabile per ridarle credibilità e ricostruire il rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni, oggi decisamente venuto meno.

Parisi nel suo intervento ha sancito la nascita di una nuova comunità politica , per la quale la politica deve tornare ad essere un luogo di qualità, un luogo di pensiero, dove le persone possano contribuire con le proprie idee. Non ci si può più permettere che a rappresentarci siano persone inadeguate a svolgere la funzione che oggi è richiesta alla politica. Per Parisi la politica deve infatti riacquisire la propria sobrietà e dignità e deve mettere al centro la cultura del servizio a vantaggio della collettività: finalmente una politica che si occupi del proprio paese. Nel frattempo le dinamiche interne al centro – centro destra si evolvono e in questo contesto Parisi va avanti e prova a consolidare le posizioni di Energie per l’Italia, con l’imprescindibile dialogo con le varie forze politiche di centro-centrodestra e nel suo intervento ha proposto una costituente di centrodestra e anche indicato la data dell’8 ottobre per le primarie. Vedremo chi accoglierà la proposta.

Nella foto Stefano Parisi e Marco Di Gangi durante la convention a Roma

S.I.

Accise, un diritto dei sardi

ALGHERO – “L’iniziativa dei Riformatori Sardi sul riconoscimento dello Stato a favore della Regione Autonoma della Sardegna della compartecipazione sulle accise gravanti su tutti i prodotti petroliferi fabbricati in Sardegna , nasce nella XIII legislatura regionale, nel lontano mese di agosto del 2008, con la presentazione della proposta di legge nazionale n.9 , poi reiterata nella successiva XIV legislatura in data 01.09.2009”. Cosi il coordinatore regionale dei Riformatori Sardi Pietrino Fois che continua “una iniziativa storica con la quale si mette in mora lo Stato Italiano per rivendicare un credito che la Sardegna vanta nei suoi confronti e la cui entità è di oltre tre miliardi/annui di euro, originato dall’attuazione di quanto disposto dalla lettera d) del comma 1 e del comma 2 dell’articolo 8 dello Statuto della Sardegna ( così come modificato e integrato dal comma 834 articolo1 della Legge 296/2006).

“Con l’articolo 1 della Finanziaria Regionale 2014, grazie anche alla spinta derivante dalla mobilitazione popolare, che ha permesso di raccogliere oltre 102 mila firme di sostegno, il Consiglio Regionale approva all’unanimità l’iscrizione in Bilancio di una entrata straordinaria annua di 1 miliardo di euro, riferita proprio alla compartecipazione sulle accise maturate nell’ambito regionale e che affluiscono in attuazione di disposizioni legislative ad Uffici Finanziari una misura forfettaria. Il 28 gennaio 2014 i Riformatori Sardi manifestano a Roma di fronte alla sede del Governo e una delegazione guidata dal deputato dei Riformatori Sardi Pierpaolo Vargiu, viene ricevuta dal Governo presso il Ministero dell’Economia”.

“Il Presidente del Consiglio dei Ministri in data 27 marzo 2014 ha proposto ricorso alla Corte Costituzionale contro la Regione Sardegna per la dichiarazione di illegittimità costituzionale dell’articolo 1 comma 1 della LR n7 del 21.01.2014 (Finanziaria Regionale 2014), ma La Regione Sardegna, incomprensibilmente , decide di non stare in giudizio a tutela dei diritti di tutti i sardi e in difesa di una iniziativa politica unanime espressa da tutto il Consiglio Regionale”.

“I Consiglieri Regionali On.Michele Cossa e On.le Attilio Dedoni del Gruppo dei Riformatori Sardi in data 30 maggio 2014 hanno tentato di sopperire a questo tradimento della Giunta Regionale assumendo l’iniziativa di costituirsi in giudizio presso la Corte Costituzionale richiedendo l’inammissibilità della questione di legittimità costituzionale sollevata dal Presidente del Consiglio dei Ministri contro la Regione Sardegna. La Corte Costituzionale ha ritenuto invece inammissibile il ricorso presentato dai due consiglieri regionali dei Riformatori Sardi”.

“Ma la vicenda più vergognosa, che suona come una beffa e che fotografa la totale inefficienza della Giunta Regionale, la si registra con la entrata in vigore del DLvo 9 giugno 2016 n.114, relativo alle norme di attuazione dell’articolo 8 del nostro Statuto Speciale in materia di entrate erariali regionali, nel quale, col comma 1 dell’articolo 8 , contraddicendo quanto previsto dal nuovo articolo 8 dello Statuto della Sardegna e con un vero giogo di prestigio viene sancito che “le accise spettanti alla Regione sono determinate sulla base dei prodotti immessi in consumo nel territorio regionale”.

“Infine in data 5 marzo 2017 i Consiglieri Regionali dei Riformatori Sardi On.Michele Cossa e On. Attilio Dedoni hanno assunto due ulteriori iniziative proponendo un ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ed una petizione al Parlamento Europeo, richiedendo la condanna dello Stato Italiano perché risarcisca la Regione Sardegna di tutti i danni morali e patrimoniali per aver palesemente violato l’articolo 6, comma 1, della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo, nel momento in cui il loro ricorso avanzato alla Corte Costituzionale il 30 maggio 2014 è stato dichiarato inammissibile”.

Nella foto Pietrino Fois

S.I.

“Gli algheresi sono stati traditi”

ALGHERO – “L’amore per la propria città lo si può esercitare in modi diversi. Chi ha in mano il timone del Comune – come nel caso che andrò a descrivere – può incidere direttamente sul tessuto socio-economico, mettendo in pratica i propri progetti senza alcun vaglio, mentre chi non si trova ad amministrare direttamente una città, non potendo governare i processi, in particolare quelli legati alla cosa pubblica, non può far altro che suggerire e proporre idee e iniziative, come spesso mi è capitato negli anni”. Cosi il consigliere comunale e dirigente del Pd, ma in questo caso Presidente Fipe – Confcommercio, Federazione italiana pubblici esercizi, Enrico Daga che commenta le manifestazioni realizzate dall’amministrazione Bruno e Parco di Porto Conte nel periodo della Primavera.

“Fatte queste premesse, e per i motivi arcinoti emersi anche recentemente, sottolineando il mio percorso distinto e distante dall’attuale amministrazione, in veste di Presidente provinciale di Fipe Confcommercio, insieme alle rappresentanze delle borgate, agli operatori culturali e titolari di diverse attività, abbiamo sottoposto al Parco di Porto Conte l’idea di concepire una manifestazione che potesse racchiudere in un unico cartellone le peculiarità dell’ agro di Alghero, mettendo a sistema le sagre, gli eventi, la ristorazione, e i numerosi appuntamenti già realizzati negli anni passati, con l’ aggiunta di piccoli ma significanti eventi artistici di inequivocabile valenza culturale e richiamo turistico, con l’obiettivo di esaltarne le eccellenze, in raccordo col centro urbano. Nonostante in una prima fase le relazioni col Parco e amministrazione, in particolare con il direttore ed alcuni assessori fossero ben avviate, nel momento in cui dalle enunciazioni ci si è spinti ad affrontare il tema con il dovuto pragmatismo, tutto si è arenato, con lo sgomento di tutti”.

“In questi giorni, come un fiume carsico, l’argomento è riapparso, fuori tempo massimo e in tutto il suo squallore. E’ cosi che abbiamo scoperto, con grande rammarico e dolore, che per le borgate e le iniziative sono destinati pochi spiccioli, mentre per la così detta “comunicazione” pare siano state assegnate, con affidamento diretto ad una società di Milano, svariate migliaia di euro con annesso “spacchettamento”. Il tutto estromettendo l’originario gruppo di lavoro. Questo, per me, e non solo, se fosse confermato, sarebbe il chiaro, ennesimo, segnale di tradimento verso la nostra città. Mi riferisco ad un tradimento politico, sociale e anche sentimentale di un sindaco verso la propria comunità – e chi si spende per essa – che oggi attraversa uno dei periodi più difficili di sempre. Dico questo anche perchè ogni euro dovrebbe essere lasciato nel territorio: che c’entrano le società di Milano in affidamento diretto per un banale incarico?”

“Spero di essere smentito pubblicamente su questa assurda scelta, altrimenti ci dicano quello che a tutti è evidente, che quest’altra pagina vergognosa della peggiore amministrazione di sempre ha un nome ed un cognome. Uno sgarbo insopportabile per un’altra medaglietta di cioccolato? Per concludere: Alghero ce la farà. Sono altri anni anni persi e ci vorrà tempo per recuperare, ma con le migliori forze sociali, politiche e culturali siamo già in moto per dare una speranza a tutti noi e ritornare a provare a far uscire Alghero da questo oscurantismo che sta affamando tutti. Tranne, forse, i pochi che si accontentano di una pacca sulla spalla”.

Nella foto Enrico Daga

S.I.

Spese pazze: Camerada denuncia

ALGHERO – E’ sempre difficile giudicare l’espressioni artistiche. Stesso discorso per i lavori grafici e rientranti nell’ambito comunicativo. Ma nel caso del Parco di Porto Conte, rispetto alla manifestazioni “Emozioni al Parco”, sembra che tutti convengano sul fatto che si tratti di un’immagine e campagna promozionale non all’altezza e soprattutto tardiva, almeno rispetto alle aspettative. Ovviamente tutto questo in considerazione della cifra che sarebbe stata stanziata da Villa Gioiosa, circa 20mila euro. Somma che avrebbe fatto molto comodo ad una qualsiasi azienda locale, cosi come le migliaia di euro acquistate in spazi di media regionali. Ma, si sa, chi governa, in questo caso l’amministrazione di bruniani, sinistra e Udc, decide e, sul Parco, ha deciso nel modo denunciato da Forza Italia.

Nella foto e video Nunzio Camerada consigliere comunale di Forza Italia Alghero