Parte un grande progetto politico

CAGLIARI – Un grande progetto politico alternativo al PD e a questa Giunta regionale, per smantellare la cappa asfissiante fatta di clientele e assistenzialismo che impedisce alla Sardegna di decollare: questo l’obiettivo degli Stati generali dei Riformatori sardi riuniti oggi a Sardara. Un risultato da raggiungere anche rafforzando il radicamento sul territorio del partito fondato da Massimo Fantola. “L’ottimo risultato ottenuto dai Riformatori nelle ultime elezioni amministrative è stato conseguito grazie alla forza della nostra base e alla nostra classe dirigente, con una storia che dura da 20 anni e che fa dei Riformatori l’unico partito autenticamente sardo non di sinistra”. Lo ha detto il coordinatore regionale dei Riformatori sardi, Pietrino Fois aprendo questo pomeriggio alle Terme di Sardara gli stati generali del partito.

“I Riformatori hanno vinto le elezioni amministrative, conquistato comuni importanti e confermato la presenza alla guida di città grandi. Siamo stati fondamentali in questa straordinaria vittoria: le nostre liste hanno lavorato con una passione e un entusiasmo mai viste prima, mettendo una seria ipoteca sulle prossime elezioni regionali. Adesso andiamo avanti con le primarie per la scelta del candidato alla presidenza della Regione. Ma soprattutto vogliamo far ripartire la nostra Isola, restituire ai sardi speranza e prospettive». «In un mondo che cambia a un ritmo sempre più accelerato, nel quale cadendo le ideologie cade anche il significato degli schieramenti storici, noi vogliamo dialogare con tutti i soggetti disposti e decisi a scommettere sulla modernizzazione e sull’innovazione della nostra isola. Ci poniamo però anche un obbligo morale: vogliamo invertire la rotta ad un processo economico e sociale che ha portato la Sardegna al collasso e che rischia di diventare non più recuperabile. C’è bisogno di discontinuità e questa va affermata subito anche nel modo in cui la stessa proposta di alternativa è presentata ai sardi, che chiedono a loro volta di essere protagonisti nella messa a punto dei programmi e nella scelta del candidato-presidente”.

“Dunque per noi le primarie non sono più solo un modo giusto e democratico per scegliere un leader, ma una straordinaria opportunità per ristabilire un patto di alleanza tra la politica e i sardi. Lo ribadiamo: siamo orgogliosamente sardi e italiani. Proprio questo duplice senso di appartenenza ci permette di affermare che non tollereremo più gli atteggiamenti di subalternità dell’attuale maggioranza di centrosinistra pronta a negare a Roma i nostri diritti. Non una voce si è alzata dai banchi del Consiglio e della giunta, nemmeno dai partiti che si autodefiniscono sovranisti in tema di accise: era ed è ancora questa la più importante delle partite finanziarie con lo Stato, ed è l’unica che darebbe davvero alla Sardegna la forza di autodeterminarsi. Abbiamo fatto una battaglia politica e, a suo tempo, eravamo riusciti a inserire anche una norma precisa nella legge Finanziaria regionale. Poi abbiamo fatto persino l’estremo tentativo di resistere davanti alla Corte costituzionale una volta che la giunta Pigliaru invece si è arresa allo Stato, decidendo di rinunciare a tutti i ricorsi. Poi c’è la continuità territoriale con una vergognosa situazione che affligge la nostra terra, con il centrosinistra che, a causa di mille connivenze, non riesce a opporsi allo strapotere di compagnie aeree, cartelli tra armatori e potentati economici che vogliono mettere le mani sugli aeroporti sardi”.

“E ancora la sanità, con una riforma della Asl unica interpretata male e applicata peggio, che sta stravolgendo in negativo l’assistenza sanitaria in Sardegna. O l’Anas sarda, tema su cui molti sardi sono scesi con noi in strada, di cui ogni tanto qualcuno della maggioranza si ricorda, mentre la vergognosa situazione di ritardo e inefficienza continua. E cosa dire dell’energia? Produciamo tanta energia rinnovabile, ma teniamo in piedi super inquinanti centrali alimentate da decenni da un pessimo carbone. Tutto questo può essere sintetizzato così: è la prova provata del fallimento del centrosinistra e della giunta Pigliaru e per noi questo fallimento non è più sopportabile. Dobbiamo diventare noi protagonisti della svolta. Ma per esserlo, come nel passato, dobbiamo dare voce e forza a un soggetto fortemente coeso e partecipato intorno a valori forti e a un progetto chiaro e innovatore. I Riformatori non sono uno dei tanti partiti e partitini che vivono in virtù della loro presenza in Consiglio regionale e che non si sa perché esistono e cosa rappresentino. Mai le nostre battaglie saranno solo battaglie di palazzo, perché da sempre interpretiamo e continueremo a farlo, con sempre maggiore entusiasmo, le aspettative dei sardi».

Nella foto l’assemblea dei Riformatori Sardi

S.I.

Esito voto, tutto come previsto

ALGHERO – “Mi riferisco a i risultati, dai più visti come una grande novità, delle ultime elezioni amministrative che hanno visto la affermazione del centro destra, la sconfitta del centro sinistra e il nulla di fatto dei cinque stelle. Niente di nuovo nemmeno sulle reazioni dei protagonisti, chi ha vinto esulta ed esalta la vittoria come il frutto della propria “nuova” proposta politica, chi ha perso fa finta di niente e attribuisce il risultato a fattori esterni e tutti annunciano vittorie e affermazioni future. Tutto ciò avviene soprattutto dal punto di vista dei leader nazionali o regionali che hanno l’obiettivo, se hanno vinto, di proiettare i risultati locali sulla politica nazionale o regionale o viceversa, se hanno perso, di allontanarli il più possibile. Questo schema, a parti invertite, si ripete periodicamente ad ogni fase politica nella quale c’è una alternanza fisiologica fra le parti in campo. Tuttavia un tornata elettorale locale, seppure possa indicare una tendenza di fondo anche per il livello nazionale o regionale, va vista in riferimento alle singole realtà cui si riferisce. Ed è in questo ambito che le elezioni danno un riscontro pressoché sempre uguale e la politica riceve dai cittadini una lezione che però nella maggiore parte dei casi viene ignorata. Le lezione è semplicissima. Chi amministra male perde, chi amministra bene mantiene la fiducia dei cittadini e viene confermato.
Questo significa che i cittadini esercitano il loro diritto di voto con grande maturità e consapevolezza e sanno distinguere la buona amministrazione da quella cattiva fatta solo di annunci che non si concretizzano mai. Gli elettori non cambiano un sindaco e una amministrazione che funziona e produce risultati per la città, tantomeno lo fanno sulla semplice promessa di un governo migliore da parte di una opposizione. Il cambio avviene, invece, quando la buona amministrazione, l’attenzione verso i bisogni della gente e gli interessi della città cedono il passo agli interessi di partito o di maggioranza, alla mera sopravvivenza di un sindaco o di un gruppo di potere.
Nella gran parte dei casi quindi non è l’opposizione che vince ma la maggioranza e il sindaco in carica che perdono. L’opposizione, o meglio le opposizioni, hanno certamente il dovere di sottolineare gli errori e le inadempienze di chi amministra e di proporre le proprie soluzioni ed il proprio modello di amministrazione. Ma se le opposizioni, non vogliono perdere nonostante la cattiva amministrazione di chi è al governo e vogliono avere una concreta e credibile possibilità di successo, devono fare un salto ulteriore. Devono costruire e rendere visibile ai cittadini una alternativa di governo. È necessario passare dalla fase della denuncia e della proposta solitaria alla costruzione di una coalizione omogenea, che abbia gli stessi valori e una visione comune della crescita e del benessere della comunità che si propongono di amministrare. A questo cammino non può essere dedicato un tempo marginale, ne tutto questo può essere derubricato ad un semplice adempimento che serve a sommare una forza di opposizione dietro l’altra al solo scopo di raggiungere un numero sufficiente per vincere. Naturalmente se ci fossero forze politiche autosufficienti, in grado da sole di sostenere e concretizzare il cambiamento ed una nuova amministrazione, queste potranno fare da sole, come fanno ad esempio i cinque stelle che a volte riescono persino a vincere da soli.
Le ultime elezioni hanno dunque confermato ciò che sapevano: 1)che la politica è ciclica, 2)che chi amministra male perde e viene mandato a casa, 3)che per vincere bisogna saper proporre una alternativa credibile.
Purtroppo hanno anche confermato che gli elettori, sempre in numero maggiore, non credono più nella capacità della politica e delle istituzioni di risolvere i loro problemi e di garantirgli un futuro migliore. La vera sfida ormai non è solo quella di battere l’avversario politico ma di anche quella di vincere lo scetticismo e la disaffezione della gente verso la politica riportandola ad occuparsene almeno esercitando il diritto di voto, questo è possibile solo ponendo davvero e senza inganni al centro di ogni azione politica i sentimenti e i bisogni veri della gente comune”.

Mario Conoci
Psd’Az

“Sindaco e uomo, Bruno inadeguato”

ALGHERO – “Leggere sui media la replica al Consigliere di Foza Italia Marco Tedde da parte dei consiglieri di maggioranza, che sarebbe meglio definire di minoranza, lascia sgomenti”. E’ questo il commento dei consiglieri comunali di Forza Italia-Alghero in Consiglio Comunale Maurizio Pirisi, Nunzio Camerada e Michele Pais. “Un elenco di presunti obbiettivi raggiunti dai bruniani di cui però in città non vi è traccia. Assente qualsiasi atto di pianificazione e programmazione. Uffici comunali allo sbando e dipendenti terrorizzati in un clima che si è fatto ancor più pesante dopo le recenti vicende giudiziarie. Una gara per il servizio di nettezza urbana chiusa dopo più di cinque anni di cui parlano come il più straordinario dei traguardi e per il quale i problemi non pare siano affatto conclusi. Così come straordinari fanno apparire gli interventi di manutenzione delle infrastrutture urbane. Non vi è niente di più ordinario, invece. Spiace dover ricordare – proseguono i consiglieri comunali azzurri – che anche a Putifigari, a Ittiri, a Sassari, a Cagliari, le amministrazioni comunali lavorano per riparare le strade e tenere pulita la città”.

“Ma questo fa parte del pantomimico modo di agire del Sindaco Bruno e dei suoi “consiglieri di minoranza” che mistificando la realtà spacciano ciò che è normale per atti straordinari. Senza voler ripeterci nell’esercizio di mettere a confronto ciò che è stato fatto negli anni in cui la Città è stata ben governata dall’amministrazione Tedde e ciò che, invece, continua a non essere realizzato dalla sinistra, gli algheresi dovrebbero domandarsi se a loro giudizio gli ultimi “cinque anni” di amministrazione Bruno ha migliorato la loro vita o l’ha peggiorata. Il resto preferiamo lasciarlo ai “consiglieri di minoranza” autori della replica, alcuni dei quali hanno segretamente confessato di aver firmato senza aver visto il documento redatto da chi evidentemente ha la memoria molto corta. Ricordiamo, infatti, che il Piano del Traffico era stato approvato dall’Amministrazione di Centro-Destra mentre il PUC, il PUL, il Piano degli accessi a mare erano pronti per essere approvati già dal 2011, anno nel quale alcuni consiglieri di maggioranza decisero che quelle virtuosa esperienza amministrativa doveva andare a casa impedendo l’adozione degli importanti strumenti urbanistici che oggi Alghero avrebbe avuto”.

“Deprecabile – attaccano gli esponenti di Forza Italia – è poi il comportamento del Sindaco e della sua “minoranza” con riguardo proprio alle dolorose vicende giudiziarie che hanno coinvolto il leader centrista dell’Udc, rispetto alle quali ci risulta che l’unica preoccupazione sia stata di sostituirlo senza troppi complimenti. Senza quel tatto e quella sensibilità che è doveroso esprimere nei confronti di un uomo che ha contribuito a conferire un minimo di dignità e autorevolezza all’azione amministrativa ed ha consentito al Sindaco di tenere in piedi la sua sgangherata maggioranza. Un Amministratore che dimostrò di essere tale anche alla guida del Parco di Porto Conte i cui risultati vengono oggi pesantemente censurati dai consiglieri di Bruno. Un comportamento che dimostra l’inadeguatezza sotto il profilo umano oltreché sotto quello amministrativo che già conoscevamo del Sindaco Bruno e dei suoi “consiglieri di minoranza”.

“Per quanto riguarda, infine, le critiche sul depuratore le rispediamo al mittente, sottolineando che dopo 6 anni il centrosinistra s’è accorto che il progetto prevedeva che i reflui depurati venissero utilizzati per l’irrigazione della Nurra. Gli algheresi – concludono i consiglieri comunali algheresi – presto diranno se la loro vita dopo 3 anni e 6 mesi di Amministrazione Bruno è migliorata o peggiorata.”.

Nella foto i consiglieri comunali di Forza Italia-Alghero

S.I.

Sondaggio sul sindaco di Alghero

ALGHERO – Il clima politico è sempre più bollente. Il diffuso caldo afoso fa il paio con quelle delle rappresentanze dei cittadini. Gli ultimi accadimenti hanno ovviamente esacerbato ancora di più gli animi e riportato alla ribalta quello che è il reale valore o meglio giudizio degli algheresi, e non solo, sull’attuale esperienza amministrativa, a guida centrosinistra più Udc, nella persona del sindaco Mario Bruno. Viste le crescenti e roventi polemiche rispetto al suo operato è giunto il momento di testare l’opinione delle persone con un sondaggio con cui chiediamo se “Mario Bruno deve continuare a fare il sindaco”. Doppia risposta (si o no) e durata del sondaggio abbreviata per riuscire a registrare il sentimento reale della maggioranza degli utenti.

Già nella prima mezza giornata di diffusione, il sondaggio ha avuto un ottimo riscontro con quasi 500 persone che hanno risposto al quesito posto dalla testata giornalistica on-line. Ci sarà tempo tutto oggi (venerdi per vota) e poi le prima ore di domani, poi chiusura del test e commento dei risultato con anche interviste di alcuni protagonisti della politica locale. Per adesso è in vantaggio, anche se non di molto, il “No” ovvero che Bruno debba terminare di fare il sindaco. Ma c’è tempo fino a domani per votare.

Il SONDAGGIO si trova nella colonna destra del sito (versione Pc), mentre in fondo alle notizie sugli Smarphone.

Nella foto il sindaco Mario Bruno

S.I.

“Tedde non ha lasciato niente, taccia”

ALGHERO – “Marco Tedde se proprio non può riconoscere il lavoro fin qui realizzato nei pochi anni di Amministrazione a guida Mario Bruno, dovrebbe almeno avere il buon senso di tacere. Proprio lui che conoscendo bene le difficoltà, non ha lasciato in eredità un solo atto pianificatorio, non dovrebbe fare la morale a nessuno. Non il Puc, ma nemmeno il Pul, il Piano degli Accessi a mare, il Piano di Assetto Idrogeologico, il Pianto Urbano del Traffico e perfino il Piano Acustico. Niente”. Cosi si apre la nota a firma di Nonne Mario, Piccone Giusy, Sartore Pietro, Tedde Matteo, Fadda Giuseppe, Carta Franca, Curedda Vittorio, Boglioli Elisabetta, Millanta Marina, Loi Alessandro, Marino Donatella, Moro Giampietro, Oggiano Linda in difesa dell’operato del sindaco Bruno e in replica alle critiche dell’onorevole Marco Tedde [Leggi

“Oggi che si sono avviati tutti gli studi di pianificazione urbanistica e il Consiglio ha adottato il primo Piano sull’Area di Bonifica, dando la possibilità agli imprenditori agricoli di partecipare ai bandi Psr e aprendo, di fatto, la fase di approvazione definitiva, si mistifica la realtà. È un lavoro importante quello portato avanti in questi anni dall’assessore all’Urbanistica Usai, che inizia a dare tangibili risultati. Su temi di grande rilevanza economico-sociale quale è la pianificazione urbanistica del territorio, considerato il ritardo storico che la città sconta, sarebbe più utile abbandonare vecchie logiche di strumentale contrapposizione e dare le risposte che da troppo tempo i cittadini e gli imprenditori, anche quelli agricoli, attendono”.

“Col nuovo appalto della nettezza urbana si chiude definitivamente l’era-Tedde in campo ambientale: forse anche questo non piace, ma certamente i cittadini non sentiranno la mancanza di un servizio di gestione dei rifiuti che ha penalizzato oltremodo Alghero e gli algheresi. Stesso discorso in campo amministrativo dove è in corso una difficile riorganizzazione complessiva dell’Ente che, tra le altre cose, prevede la riapertura delle assunzioni a concorso, dando l’opportunità a molti giovani preparati di parteciparvi. Questa amministrazione ha riconosciuto ai dipendenti le meritate posizioni organizzative interne e adottato il contratto decentrato. Per la prima volta Alghero ha un vero Ufficio Relazioni col Pubblico e un ufficio Gare e Contratti, ai quali presto si affiancherà un’avvocatura interna con notevoli risparmi pubblici ed economie. Per la prima volta dalla sua costituzione l’ente Parco può vantare un organico interno che garantisce competenza e permette all’azienda speciale di guardare al futuro con rinnovato ottimismo. Nonostante i problemi incontrati, il percorso per dotare – sempre per la prima volta – la Fondazione Alghero di professionalità riconosciute in campo turistico e culturale è avviato e presto saranno banditi nuovi concorsi. Si è posto rimedio alle gravi carenze riscontrate sulla sicurezza in numerosi luoghi pubblici, ad iniziare dai Bastioni, dove oggi si può passeggiare senza pericoli. Un lavoro lungo e importante che sta interessando anche le scuole, le palestre e gli edifici pubblici”.

“Così come si sta tentando di pressare gli enti preposti affinchè rivedano le deleterie scelte del passato in campo depurativo. I danni ambientali e d’immagine causati col reiterato sversamento dei reflui in zona sensibile, senza un preventivo studio sull’impatto nell’ecosistema, infatti, obbligano a poderosi investimenti pubblici non facilmente reperibili. Insomma, non tutto può andar bene, c’è tanta strada da fare e numerose migliorie da compiere ma i frutti dell’impegno non mancano. Ad Aleppo poi, muoiono le persone e c’è una tragedia umana e sociale in corso, il fatto stesso che un politico scherzi e scada in similitudini tanto lontane quanto irreali dà l’idea della distanza di certa politica dalla quotidianità. Noi preferiamo utilizzare il tempo e le energie al servizio della città”.

Nella foto i banchi della maggioranza

S.I.

L’opposizione è maggioranza

ALGHERO – “Questa è la situazione attuale, il peso dei numeri è cambiato, sembra quasi che la maggioranza sia divenuta minoranza e viceversa. La strada è lastricata di vittime illustri che hanno portato consensi utili alla vittoria ma oggi è tutt’altra storia in Consiglio Comunale al governo della città, nella maggior parte dei casi, rimangono non le riserve ma i provenienti dalle tribune”. Parole chiare e cristalline che fotografano quella che è la realtà di Alghero resa già nota dagli articoli dei pochi media che ancora possono raccontare la realtà dei fatti rispetto al panorama politico, e dunque sociale, cittadino.

In questo caso è Tonina Desogos, presidente del Comitato di Maristella, ad aver sintetizzato con uno schema il bottino di voti in capo, oggi, ad ogni consiglieri che siede nella massima assise cittadina. E il quadro che emerge è sorprendente. Mai nella storia è infatti accaduto che coloro che siedono tra i banchi della maggioranza hanno meno voti degli oppositori che sono anche meno (14 a 11). Un dato numerico che qualifica al meglio la condizione politica cittadina dove è evidente che i governanti sono oggettivamente minoranza. Situazione che fotograferemo al meglio coi prossimi sondaggi su Algheronews.

Per adesso resta il fatto che la maggioranza a sostegno di Mario Bruno si ferma a 12.571 voti, mentre l’opposizione raggiunge le 17.297 preferenze. Il più votato tra i bruniani è Matteo Tedde con 401 voti, mentre per la minoranza è il consigliere di Forza Italia Michele Pais con 550 voti. Un gioco numerico che però mette a nudo l’attuale situazione e inquadra al meglio la distanza dei governanti dalla città e focalizza negli oppositori i maggiori rappresentanti degli algheresi. Assurdità di questo torbido periodo totalmente fuori dal comune.

Nella foto il Consiglio Comunale di Alghero

S.I.

Bruno galleggia. Stand-by Udc

ALGHERO – I contorni della telenovela ci sono tutti. E anche di più, forse quelli di un romanzo. Il finale è tutto da scrivere ma, per adesso, il plot, fino ad oggi, è risultato molto avvincente. Peccato per coloro che hanno subìto tali accadimenti, ovvero gli algheresi, ma questa è un’altra storia e vedrà il suo esito alla prima chiamata elettorale. Lunedi (avant’ieri) sarebbe scaduto l’ennesimo ultimatum di Bruno che ha visto, negli anni, diversi destinatari: dalla sinistra all’Udc ad altre forza della maggioranza. In questo caso, come noto dalle diffuse vicende politiche e giudiziarie, nel mirino c’è lo Scudo Crociato.

Un termine c’è stato, anche se il sindaco tende a minimizzare. Nonostante questo nessun nome è stato fatto ed è stato preso altro tempo. Certamente anche in casa Udc non tutto è chiaro e c’è un po’ di confusione, causata anche, probabilmente, da vedute non proprio coincidenti. Indecisioni comprensibili visto anche il terremoto di queste settimane. Ma, c’è sempre da considerare che stiamo parlando dei nostri amministratori, delle Istituzioni locali. Dunque, al netto dei giochi di potere per definire assetti odierni e futuri e cercare di “portare a casa la pagnotta” (questo riferibile a tutti e 13 più assessori e nominati nelle partecipate) sarebbe, sempre, opportuno valutare il bilancio di questi tre anni più altri due sempre di ispirazione bruniana.

Un raffronto che fa emergere un giudizio molto negativo e non pregiudiziale ma legato, bisogna ricordarlo, alle tante attese, promesse e annunci, soprattutto riguardo i grandi temi del territorio, fatti dall’attuale compagine governativa. Per adesso, però, si continua a navigare, a vista. Bruno, nonostante abbia una giunta zoppa, senza quota rosa e soprattutto con fondamentali deleghe scoperte, non si ferma, vuole andare avanti. Come ripete qualcuno oramai è solo un evidente galleggiamento in attesa di un qualche approdo rappresentato da un qualsiasi voto.

Nella foto la Giunta in Consiglio con ancora le presenza degli ex-assessori Usai ed Esposito

S.I.

Voto: grande risultato, ora Alghero

ALGHERO – “L’analisi del voto vede spesso tutti i suoi interpreti apporsi la medaglia di vincitore. Questa volta la musica è cambiata, in tutti i sensi. Media schierati e meno hanno tutti riportato in prima pagina quello che è il vero risultato di queste elezioni: il Centrodestra ha stravinto. Ciò in considerazione dei comuni conquistati e soprattutto di quelli strappati alla sinistra, l’esempio di Genova su tutti”. Commento sull’esito del voto e poi del ballottaggio da parte dei consiglieri comunali di Forza Italia-Alghero, Michele Pais, Nunzio Camerada e Maurizio Pirisi che si soffermano anche sul disastro amministrativo di Mario Bruno.

“Grande risultato anche a livello regionale. In Sardegna, la coalizione storica di centrodestra, a trazione Forza Italia, ma con il determinante supporto di Fratelli d’Italia, Riformatori Sardi, Centristi, Autonomisti e anche diverse forze civiche, ha garantito la vittoria in comuni di grande rilevanza come Oristano e Selargius, e in generale un ottimo risultato in tutti gli altri centri. Questo successo conferma che l’elettorato ha rimesso a fuoco la proposta politica: 5 Stelle inaffidabili e Sinistra incapace. Adesso bisogna rimboccarsi le maniche e lavorare per la Sardegna e per comuni come Sassari, Porto Torres e sopratutto Alghero che meritano dei governi all’altezza e adeguati per far uscire il territorio dalla crisi più nera dal dopoguerra ad oggi”.

“In particolare, ovviamente, nel nostro Comune dove non comprendiamo più cosa debba accadere affinché i nostri 13 colleghi abbiano un sussulto di dignità e mettano fine alla peggiore esperienza amministrativa di Alghero le cui responsabilità, si chiaro, sono quasi tutte in capo a Mario Bruno e al suo entourage che nonostante l’eterna crisi amministrativa e soprattutto di identità politica e mancata soluzione delle grandi problematiche, continua irresponsabilmente ad andare avanti tenendo sotto scacco un’intera città. E poi inutile che Bruno faccia provocatoriamente la vittima, perchè le uniche vere vittime sono gli algheresi che stanno subendo da troppi anni il suo nefasto malgoverno”.

Nella foto consiglieri comunali di Forza Italia

S.I.

Sardegna e Alghero: stop malgoverno

CAGLIARI – “La vittoria delle forze di opposizione alla giunta regionale e la grande affermazione dei Riformatori sardi ci dà la carica per un nuovo obiettivo: la liberazione della Sardegna da questo malgoverno di centrosinistra. Noi siamo pronti a governare la Regione e a mettere rimedio a tutti i danni fatti dalla Giunta Pigliaru”. Lo dichiara il coordinatore regionale dei Riformatori sardi, Pietrino Fois che continua “un malgoverno che si riflette anche in importanti comuni come Sassari e Alghero dove il centrosinistra ha dimostrato tutta la sua incapacità nell’affrontare e risolvere le maggiori problematiche legate al territorio, mentre – continua Fois – brillano per il loro attaccamento alla poltrona e per l’interessamento alle carriere personali rispetto alle reali necessità dei cittadini”. Per questo, ribadisce e chiude, “sarebbe ora che i sindaci di questi centri, Porto Torres compreso, visto il generale fallimento, comprendano che è arrivato il momento di restituire la parola agli elettori”.

Nella foto l’onorevole Pietrino Fois

S.I.

“Bruno-struzzo” liberi Alghero

CAGLIARI – “Siamo scarsamente o per nulla interessati alle “baruffe chiozzotte” che oggi occupano la scena politica algherese. Siamo però molto preoccupati per la gravissima crisi politica e non solo che da qualche anno ha trasformato Alghero in una macchina prestigiosa priva di carburante e, a volte, anche di motore.” E’ l’ex sindaco e consigliere regionale di Forza Italia Marco Tedde che così commenta le delicate vicende che oggi coinvolgono l’amministrazione di Alghero. “Auguriamo agli amministratori e ai dipendenti comunali indagati di poter dimostrare la loro totale estraneità ai fatti contestati e di uscire a testa alta da questa fase dolorosa della loro vita. Riteniamo che nella fattispecie non ci fossero esigenze cautelari e siamo consapevoli –e lo diciamo sinceramente- che a volte chi amministra si trova ad operare in situazioni emergenziali che non consentono riflessioni giuridiche profonde. E che gli errori amministrativi non necessariamente costituiscono illeciti penali”.

“Detto questo, avevamo ed abbiamo una nitida visione della nebbia in cui arrancano tutti o quasi i procedimenti amministrativi –anche i più elementari- del Comune di Alghero. Una vera e propria “Torre di Babele” amministrativa, priva peraltro dei necessari controlli di legalità che costituirebbero freno e deterrente ad azioni errate a volte scientemente ed altre volte inconsapevolmente. Controlli di legalità che sollecitiamo molto, troppo spesso, con puntuali segnalazioni, ma vanamente. Assistiamo alla consumazione di abnormità amministrative sollecitate dai massimi vertici istituzionali a volte dolosamente –ne abbiamo l’evidenza- e a volte per dabbenaggine e sciatteria. Non sempre abbiamo la certezza che queste difficoltà dipendano da negligenza, imprudenza o imperizia. Bandi letteralmente “bucati”, perdita di milioni di euro e della possibilità di offrire posti di lavoro, concorsi sbrindellati a rischio Tar e non solo, gestione clientelare e a volte punitiva dei suoli pubblici. Un florilegio di voragini amministrative che stanno causando gravissimi danni alle famiglie e alle imprese algheresi.

“E male fa l’amministrazione a tentare di scaricare la responsabilità su una macchina amministrativa maltrattata e sfiduciata. Abbia, invece, il coraggio di ammettere di avere sbagliato nei rapporti con una struttura burocratica di valore, oggi mortificata e avvilita in tutte le sue articolazioni, che quando ha potuto operare serenamente e con il sostegno e la collaborazione anche umana della parte politica ha prodotto risultati straordinari per l’amministrazione e per Alghero. Oggi –denuncia Tedde- queste difficoltà sono purtroppo ampliate dall’assenza di due assessori che gestivano deleghe strategiche: turismo, cultura, urbanistica, edilizia sport. E con i servizi sociali che privi di Dirigente -speriamo ancora per poco- debbono pagare contributi a famiglie in difficoltà. Con Meta priva di indirizzo politico che bandisce concorsi a rischio di sanzioni giurisdizionali pesanti, anche penali, e poi li annulla. E che viene da ultimo bocciata sonoramente per avere presentato documenti in ritardo ad un bando regionale per ottenere un contributo importante per organizzare un festival letterario. Mentre Castelsardo, Florinas, Neoneli e tante associazioni in questa occasione fanno letteralmente il “pieno” di contributi”.

“Con gli strumenti urbanistici in genere che non fanno passi avanti. Col Piano di utilizzo dei litorali in particolare al palo e con la variante della bonifica che rischia una sorte infausta per i gravissimi errori urbanistici e amministrativi e per il voto di consiglieri che versano in conflitto di interesse. Una confusione politica e amministrativa che ricorda il Suk di Aleppo, aggravata dalla circostanza che il Consiglio comunale e le Commissioni non si riuniscono per mancanza di numeri sufficienti. In questa difficile situazione sbaglia il sindaco a fingere che tutto va bene. Non è utile e aggrava i problemi. Prenda atto delle gravissime difficoltà e dica agli algheresi come vuole risolverle. E se non trova soluzioni immediate abbandoni il campo. Ma eviti –chiude Tedde- di continuare a praticare la “politica dello struzzo”.”

Nella foto l’onorevole Marco Tedde

S.I.