Feste finite e Sassari resta in crisi

SASSARI – “Tanto tuonò che piovve! Ma questa volta non per colpa della minoranza di centrodestra in Comune, ma bensì a causa di tre anni di niente, in una città che ormai è delusa e stanca delle prese in giro. Ora, “faraddi li Candareri”, rimangono i problemi”. Cosi il Coordinamento Cittadino Forza Italia di Sassari. “È quello che i cittadini sassaresi devono sapere dopo i festeggiamenti del ferragosto, che per qualche giorno hanno oscurato crisi, problemi, povertà, insicurezza, degrado, liti nel PD, opere mai iniziate, altre mal programmate e mal realizzate, barriere architettoniche ovunque e tutto ciò che non è stato fatto in tre anni di mandato. Ora che le polveri della festa saranno posate, il fumo delle arrostite sarà diradato e i rappresentanti della maggioranza torneranno forse, con i piedi per terra, si ritornerà alla dura realtà, quella denunciata a più riprese dal Coordinamento Cittadino di Forza Italia”.

“Suonano altresì bizzarre e farneticanti, alcune dichiarazioni che vedono il nostro partito, che rappresenta il centrodestra in città, “alimentare il clima d’odio e aggressività e fare da sponda alla cultura della violenza politica”, anche in considerazione del fatto che Forza Italia Sassari, si è sempre distinta per una opposizione dura, intransigente ma soprattutto corretta e leale, improntata non solo sulla protesta fine a se stessa, ma sulla contestuale proposta di alternative alle innumerevoli scelte errate portate avanti da questa giunta. Una giunta che si è invece contraddistinta per decisioni calate dall’alto, o forse dovremmo meglio dire dal “basso”, considerando che ad ogni leggero intoppo a Palazzo Ducale, si sono automaticamente aperte le porte della sede PD, con i “capi sassaresi delle diverse anime del partito” arrivare di gran carriera da Cagliari a decidere del futuro della città, con buona pace della tanto decantata “rinnovata, matura e responsabile classe dirigente del Partito Democratico”.

“Ci auguriamo che chi ha il dovere di rappresentare le istituzioni, nelle prossime occasioni, possa evitare ulteriori scivoloni che nulla hanno a che fare con il dibattito politico, il quale deve rimanere sempre all’interno del perimetro della correttezza e della democrazia. E su questo noi di Forza Italia di Sassari, non prendiamo lezioni da nessuno”.

Nella foto Palazzo Ducale

S.I.

Bruno naufrago alla deriva |video

ALGHERO – “Bruno senza maggioranza, con Giunta dimezzata, senza assessore al Turismo da 5 mesi”. Basterebbe questo per decidere di mettere fine ad un esperienza amministrativa che, dopo tre anni e quattro estati, non ha portato a compimento nessuno degli obiettivi primari prefissati. Solo ordinaria amministrazione e, laddove c’è stato un tentativo di andare oltre, sono nati gravi problemi anche giudiziari. Senza considerare il nuovo appalto di igiene urbana decollato dopo il quinto anno di proroga.

E’ Marco Di Gangi, presidente del movimento civico Azione Alghero, a riprende la metafora del “naufrago alla deriva che cerca disperatamente di stare a galla pure si salvarsi la propria vita senza però pensare al ruolo affidatogli, in questo caso, dagli algheresi”. Infatti, pur di andare avanti, il “naufrago s’inventa artifizi di ogni tipo e dove non trova sponda a livello locale, la cerca a livello regionale”. Tutto questo mentre sono del tutto assenti, e non potrebbero certo arrivare nell’eventuale ultimo anno di amministrazione, le risposte alle grandi questioni per cui Mario Bruno è stato candidato ed eletto. Di sicuro non è stato votato per fare qualche asfalto e potatura, ma per bene altro che non è stato in grado di realizzare.

Non solo questo, ma anche altre riflessioni nell’intervista col presidente Di Gangi riguardo anche l’assenza di un assessore al Turismo e di una guida capace e forte che possa essere utile ad Alghero in questo difficile periodo di forte competizione tra località turistiche e che ha visto, anche quest’anno, a parte i numeri farlocchi sparati da taluni, la Riviera del Corallo in netta difficoltà e con minori presenze e arrivi rispetto agli altri anni.

Nella foto e video Marco Di Gangi

S.I.

Non tutti sono in vendita

ALGHERO – Il 18 agosto 2017. Una data da segnare al calendario. Almeno in quello della politica. Per quella data è fissato il Consiglio Comunale. La maggioranza di Mario Bruno non c’è più. Il sindaco ha annunciato in tv le sue dimissioni. Viste le condizioni precarie, che si protraggono già da mesi, sarebbe stato meglio se gli stessi consiglieri bruniani avessero, già da tempo, compreso di fermare questa esperienza amministrativa. Ma, per diversi motivi, tra cui la paura di non essere rieletti e soprattutto la presa d’atto (anche se non esplicitata) di aver fallito, si è arrivati fino a questo punto.

Ad agosto 2017, appunto. Oltre tre anni di amministrazione e quattro estati. Per alcuni di nulla, per altri di alcune cose, per essere obiettivi di molto poco. Soprattutto rispetto a quelle che erano le attese, speranze e soprattutto gli annunci e anche promesse della campagna elettorale. Bruno è sceso in campo, rompendo col PD e “rubando” l’Udc al centrodestra, proprio per risolvere alcune questioni primarie. Invece, com’è palese, sono stati anni di pura ordinarietà. Nessuno scatto in avanti e una generale e totale assenza di visione del territorio soprattutto nei binari dello sviluppo, crescita e dunque posti di lavoro.

Troppe distanze tra i protagonisti di un’alleanza nata per vincere, ma non per governare. E, com’era lecito attendersi, tutti i nodi sono venuti al pettine. Non ultimo, ad esempio, l’utilizzo dell’ex-caserma di via Simon. Per una parte della maggioranza era giusto darlo ad associazioni e altre realtà no-profit, mentre per altre porzioni, Udc in primis, avrebbe dovuto avere un altro utilizzo, da esempio come uffici comunali, mentre per altri ancora sarebbe il minimo fare un city hotel con spazi destinati all’Area Marina, Parco e altre eccellenze locali. Non una cosa di poco conto, ma visioni distanti e opposte che, era prevedibile, si sarebbero, prima o poi, scontrate.

Previsioni non prese in considerazione da chi, sindaco in testa, ha intrapreso un percorso tutto atto a cercare di rientrare nel Partito Democratico. Quasi ogni sua azione, atto e scelta è stata verso quella direzione. Ed oggi si comprende bene tutto. Dopo tre anni di “ricreazione” oggi si vorrebbe fare sul serio. Come se nulla fosse e niente fosse accaduto. Ed è cosi che nel tritacarne della politica, specchio della società, ma distante da essa, entra tutto e il contrario di tutto. Così come gli stessi racconti che ne vengono, a volte, fatti. Dai bar alle assisi istituzionali ai social passando per i media tutto vale tutto nelle varie discussioni. Ma, a volte, ci si dimentica di una cosa che ognuna delle considerazione poste in atto si parla di uomini e donne. Persone con una propria storia, passata, e magari anche un futuro importante ancora da scrivere. Pubblico o privato che sia. Non tutti, tradotto, sono in vendita. Non tutti sono delle macchiette. Non tutti sono degli accattoni e, soprattutto, non tutti vivono di pane e ipocrisia intrisa di ostie e uncinetto.

Nella foto il Municipio di Alghero sede del Consiglio Comunale

S.I.

“Tanchis su Bilancio, siamo alle comiche”

ALGHERO – “Il Partito dei Sardi voterà favorevolmente il Bilancio Consuntivo il 18 agosto. Ad annunciarlo non è un segretario regionale, un onorevole e neanche il gruppo consigliare del medesimo partito (composto da Elisabetta Boglioli e Marina Millanta), ma il medesimo assessore il Bilancio. Siamo oramai alle comiche (finali). L’assessore che vota a se stesso”. Critica da parte del gruppo consigliare di Forza Italia-Alghero, composto da Nunzio Camerada, Michele Pais e Maurizio Pirisi, rispetto all’atteggiamento e dichiarazioni dell’assessore Tanchis riguardo la prossima discussione, e votazione, del Bilancio Consuntivo nella decisiva seduta del 18 agosto.

“Un ulteriore segnale della fine della Politica per mano di un’armata brancaleone che ha portato Alghero a sbattere contro ogni ostacolo presente nel proprio percorso. Tanchis mentendo e sapendo di mentire annuncia che grazie all’approvazione di tale delibera arriveranno giovamenti per diverse categorie tra cui il personale comunale, i vigili urbani stagionali e per le emergenze abitative”.

“All’inizio non credevamo che si potesse arrivare a tanto, ma invece lo spregiudicato avvocato Tanchis sposta l’asticella dell’arroganza e protervia politica ancora più in alto. Un atteggiamento deplorevole che addirittura vede mettere sul tavolo delle trattative, per restare ancora a galla, le persone bisognose e quelle più sfortunate. Senza considerare che dovrebbe vergognarsi di strombazzare l’assunzione dei vigili urbani stagionali a fine agosto! Forse, il giovane rampante riscopertosi “indipendentista” crede di essere su Scherzi a Parte. Ripetiamo: lui sottolinea la necessità di votare il Consuntivo per far assumere gli stagionali dei Vigili Urbani a fine agosto! Del resto se a Bruno e compagni avessero interessato veramente queste categorie, avrebbero portato in Aula prima il Bilancio e non solo dopo la diffida della Regione e fuori tempo massimo.

“Lo diciamo ancora una volta, ma sempre di più: siamo veramente preoccupati per Alghero e gli algheresi. Questo modo di “non governare” sta veramente riducendo il nostro Comune ai minimi termini. I colleghi di maggioranza abbiano un sussulto di orgoglio e fermino questa deriva mai vista prima. Non è possibile che Alghero sia messa così in ginocchio per le mire elettorali di qualche parvenue che ha paura di mollare la poltrona, neanche troppo comoda, ma utile per fare il “galletto” davanti ad una popolazione stremata”.

Nella foto il gruppo consigliare di Forza Italia-Alghero

S.I.

Polo civico-sardista-popolare

CAGLIARI – Importante novità nel panorama politico regionale. Nasce la coalizione sardista-civica-popolare. A darne notizia sono gli onorevoli Giorgio Oppi (Udc), Christian Solinas (Psd’Az) ed Efisio Arbau (La Base) che il primo agosto si sono incontrati in Consiglio Regionale, quali rappresentanti dei gruppi consiliari del Partito Sardo D’Azione -La Base e dell’Udc Sardegna con i rispettivi segretari politici. All’ordine del giorno il progetto politico di costituire un gruppo consiliare unitario ed una coalizione civica-sardista-popolare che si candida a governare la regione.

“Un polo dell’autodeterminazione con lo storico Partito sardo, un movimento civico ed il partito erede del popolarismo che intende evolversi in movimento identitario. La riunione ha avuto esito positivo mettendo in cantiere un prossimo incontro a fine agosto con l’intento di programmare iniziative pubbliche comuni già dal prossimo autunno”. Una notizia che vede, di fatto, l’inizio della definizione degli assetti del dopo Pigliaru che, salvo fine anticipata (che viene mormorata da tempo e non esclusa entro l’anno), vedrà il voto dei sardi a febbraio del 2019.

Nella foto l’onorevole, già assessore, parlamentare e leader storico centrista Giorgio Oppi

S.I.

Principio insularità: referendum

CAGLIARI – “In Sardegna pochi se ne sono accorti, ma il 22 ottobre accadrà un fatto senza precedenti che ci toccherà molto da vicino: i cittadini delle due regioni più ricche d’Italia, la Lombardia e il Veneto, si esprimeranno su due referendum consultivi che nella sostanza chiedono loro se sono d’accordo sul fatto che una parte maggiore delle tasse e dei contributi previdenziali di quella attuale resti nei loro territori”. Cosi il coordinamento regionale dei Riformatori Sardi, partito che avvia una nuova battaglia per il bene del popolo sardo.

“È molto facile prevedere che sarà un plebiscito per il Si: non solo si tratta di una rivendicazione radicata negli anni ma è appoggiata da tutti i maggiori partiti, inclusi Pd e M5S. Le ricadute per una regione come la Sardegna saranno devastanti: la Sardegna produce circa sedici miliardi di entrate fiscali e previdenziali mentre lo Stato ne spende per i sardi ben ventuno, con una differenza di cinque miliardi di euro. In altre parole, la Sardegna campa per un buon quarto delle sue risorse grazie alla solidarietà delle Regioni più ricche. E per quanto il referendum lombardo-veneto sia solo consultivo, è evidente che avrà una portata tale da imporre al governo nazionale la revisione di uno dei principi cardine su cui si regge la coesione nazionale, quello in base al quale chi ha di più deve aiutare chi ha di meno”.

“Come affrontare allora la situazione? Come evitare che la demagogia faccia scattare una vera e propria ghigliottina per la Sardegna, anzi una pietra tombale? Non certo presentandoci allo Stato col solito piagnisteo o con i ben noti atteggiamenti di tardivo quanto inefficace rivendicazionismo, fatto per lo più di parole. La nostra idea è sempre stata che dobbiamo mettere in campo tutte le azioni possibili per essere economicamente forti, perché solo questo ci permetterà davvero di autodeterminarci. È evidente tuttavia che la Sardegna per il fatto di essere un’isola sconta un gap geografico pesantissimo, che ha un costo economico quantificabile in modo preciso e oggettivo. Al quale bisogna aggiungere anche il doppio danno derivante dai modesti investimenti infrastrutturali realizzati dallo Stato (basti pensare al disastro Anas o Trenitalia) e dal fatto di essere esclusi ipso facto dalle grandi reti sovraregionali e sovranazionali energetiche e di trasporto”.

“Da qui nasce la nostra proposta di svolgere, lo stesso giorno dei referendum lombardo-veneto, anche un referendum sardo. Oggetto: inserire nella Costituzione l’obbligo per lo Stato di tenere conto nelle proprie leggi del criterio dell’insularità. In Italia non si rendono conto di quanto pesante sia questo fardello: oggi, grazie ai referendum lombardo-veneti abbiamo l’occasione di portare con clamore questo tema all’attenzione dell’opinione pubblica nazionale, che vede la Sardegna come un paradiso delle vacanze ma non ha reale contezza della sua sofferenza. Non abbiamo mai creduto nell’indipendentismo. Lo consideriamo velleitario e perfino suicida. Ma vogliamo far parte realmente e con onore della comunità nazionale, non sentirci sempre figli di un dio minore”.

“I lombardi e i veneti rivendicano le loro risorse? Bene. Anche noi sardi dobbiamo rivendicare i nostri diritti e la nostra dignità. Nè più nè meno. Per questo motivo abbiamo chiesto al presidente della Regione Pigliaru di essere alla guida di questa grande battaglia vitale per la Sardegna, di utilizzare uno strumento efficace per portare il “caso Sardegna” all’attenzione dell’opinione pubblica nazionale e mandare a Roma un segnale forte della nostra volontà di reagire. Pigliaru ha l’occasione di mettersi alla testa e di essere davvero il presidente di tutti i sardi. Noi saremo al suo fianco, perché questa è la grande battaglia dei sardi per la Sardegna”.

Nella foto l’onorevole Pietrino Fois coordinatore regionale dei Riformatori Sardi

S.I.

“Selva indegno, parole squallide”

ALGHERO – “Ho letto con incredulo disgusto la risposta dell’Assessore Selva all’intervento del Gruppo di Forza Italia in merito alla attuale gestione del Parco di Porto Conte e dell’Area Marina Protetta”. Anche Forza Italia-Alghero, tramite l’intervento del consigliere comunale Michele Pais, interviene sulle gravi accuse e parole cariche di odio e acredine usate nella nota stampa a firma di Selva contro Camerada rispetto alle condizioni del Parco e Area Marina Protetta.

“Disgusto provocato dalle spregevoli argomentazioni che l’Assessore usa per attaccare, sul piano personale e degli affetti familiari, un Consigliere comunale, Nunzio Camerada il cui fratello Antonio, negli anni passati, assunse la carica di Presidente del Parco di Porto Conte. Una risposta meschina che offre la medesima cifra di chi l’ha svolta, il quale non avendo argomenti per contrastare il ragionamento politico su cui era informata la nota critica di Forza Italia, attacca e colpisce “il ragionatore”. E lo fa con la tecnica “mafiosa” delle minacce rivolte ai familiari, prospettando un possibile male a loro danno per l’asserito compimento di gravissimi reati contro la Pubblica amministrazione. Se ha ragioni di ritenerlo, si rechi in Procura e denunci i reati, evitando di sollevare il venticello della calunnia e della diffamazione”.

“Uno squallore unico che poco ha a che fare con la politica e con sani principi etici a cui dovrebbe essere informata la nostra azione e condotta. Che deve essere dura ma corretta e leale. Conosco Antonio Camerada e posso spendere parole di assoluta stima nei suoi confronti, sia sul piano personale che come amministratore pubblico per averci collaborato per 10 lunghi anni. Per questa ragione mi sento di esprimergli tutta la mia solidarietà unitamente al fratello, amico e collega di partito, Nunzio, quest’ultimo vero destinatario dell’atto intimidatorio. Ma stiamo tutti pur certi, non ci faremo ne intimidire e la nostra azione di opposizione, non solo non deflettera’ ma sarà ancora più vigorosa”.

“Nonostante ciò, pur avendo più di un’argomento, mai scadremo sul piano personale e professionale. Questione, non solo di stile e di etica, quanto sopratutto di educazione generale, quella che si impara in famiglia, non tra i banchi del Consiglio comunale. Spero che il Sindaco prenda le distanze da questo modo di fare, da questa immondizia verbale, e censuri in maniera pesante le squallide parole del suo delegato, a questo punto indegno di ricoprire una carica pubblica”.

Nella foto Michele Pais di Forza Italia-Alghero

S.I.

“Selva e compagni massa di incapaci”

ALGHERO – “E’ da un pò di tempo che evito in tutti i modi di parlare di politica, per motivi esclusivamente personali. Non partecipo a dibattiti ne pubblici ne all’interno di sedi di partiti. Ciò non vuol dire che non abbia le mie idee e i miei giudizi. Giudizi appunto: che mi sono sempre tenuto per me, perchè ritengo no siano importanti per gli altri. Tutto questo però, l’ho fatto con la libertà e dignità che ho sempre rivendicato ed inseguito sin da quando ho deciso, molto tempo fa, di impiegare gran parte del mio tempo al servizio della città, coltivando una vera e propria passione per la politica”. E’lo stesso Antonio Camerada, già consigliere comunale e presidente del Parco di Porto Conte, a replicare alle parole intrise di acredine, arroganza e, anche queste, oltre le regole come quasi tutto quello che accade negli ultimi tre anni, a firma dell’assessore Raniero Selva. Esponente che entrò in Giunta dopo essere stato accusato di “tradimento” proprio dal Pd locale e in particolare da quelli che fino al giorno prima era considerati suoi amici da una vita, ma questa è un’altra storia e se ne parlerà più avanti. Per adesso restano le parole, pesanti come macigni, da parte dell’amministrazione Bruno contro un-ex amministratore scritte per attaccare un’attuale oppositore ovvero il fratello (attuale consigliere comunale di Forza Italia). Oramai, come scriviamo da tempo, da parte della compagine bruniana non c’è più politica, ma “sopravvivenza sociale”, e i catastrofici effetti sono sempre più evidenti.

“Ora leggo il quotidiano on line [Leggi], e apprendo che, secondo qualcuno, tutto il tempo che ho passato coltivando una passione, impegnandomi nella gestione della cosa pubblica, lo avrei fatto in maniera maldestra, incapace e per giunta inseguendo uno stipendio!!! A questi pseudo amministratori, potrei far sapere quale è il mio giudizio sul loro operato, ma non lo faccio, perche data la loro improvvisazione ed ignoranza ne potrebbero approffitare per cogliere i suggerimenti ed addrizzare la rotta verso una buona amministrazione. Mi preme però precisare alcune cose: l’Ente Parco ha dei bilanci con date nomi e numeri ben chiari, che purtoppo per questi loschi figuri, pseudo politici, non possono essere modificati oggi per allora, e tutte le cretinate che hanno dichiarato, possono essere smentite in qualsiasi momento, da chiunque voglia farsi un’idea reale di ciò che è accaduto”.

“Così come potrebbe essere interessante per la Corte dei Conti, prendere visione del programma di spesa adottato dai lor signori, per la realizzazione del progetto “Emozioni nel parco”; Detto questo vorrei anche precisare che per creare uno stipendificio, bisogna che ci siano almeno due condizioni: la prima è che ci siano gli stipendi; la seconda è che ci sia qualcuno che ha bisogno di uno stipendio dalla politica. Per la prima condizione considero un buon amministratore colui che riesce, con il suo operato, a creare economia e quindi anche stipendi, quindi lo considero un fatto positivo”.

“Per la seconda condizione, non sono mai stato nella condizione soggettiva nella mia pur breve vita, di dover avere uno stipendio da alcuno e tanto meno dalla politica. Ho svolto il ruolo di presidente dell’Ente Parco – spiega ancora Antonio Camerada – ed ho percepito, per mia scelta, il cinquanta per cento dell’indennità che mi sarebbe spettata. Posso garantire ai loschi figuri di cui sopra, che avrei potuto rinunciare anche al restante cinquanta per cento, se non fosse stato un fatto di principio, perché ribadisco che non ho ma avuto bisogno di mangiare dalla politica, in quanto l‘ho sempre vissuta esclusivamente come passione e cioè: candidandomi, prendendo le preferenze e di conseguenza amministrando, evitando sempre qualsiasi tipo di tradimento!!! Non credo, che almeno per quanto riguarda uno dei due pseudo politici, possa dire lo stesso”.

“Ora chiudo con una frase che mi disse tanto tempo fa, un amico Politico: “Antonio, ricordati che la buona politica si fa sempre quando si ha un mestiere e la pancia piena per essere indipendente, altrimenti potresti incorrere in ricatti e tradimenti che non ti renderebbero un buon Politico e ti porterebbero a perdere anche gli affetti più personali, compresi gli amici con cui fai i selfie e vai in pizzeria tutti i giorni”. Purtroppo per il pseudo assessore selva, questo mio amico è morto, altrimenti glielo avrei fatto dire di persona, almeno a posteriori avrebbe imparato qualcosa massa di incapaci”

Nella foto Antonio Camerada

S.I.

“Bruno tiene prigioniera Alghero”

ALGHERO – “Mario Bruno ha fallito ad Alghero. Chieda scusa, questa volta ha più di una ragione per farlo. Ha tenuto e continua a tenere Alghero prigioniera delle proprie strategie politiche per galleggiare ancora, ed approdare magari da qui al 2018 ad una candidatura per andarsene a Roma, a fare il deputato dove la vita è decisamente diversa da quella di un sindaco che deve lavorare, confrontarsi, studiare, e poi assumersi la responsabilità di decisioni per il bene comune”. Intervento sulla grave crisi politica che attraversa da mesi l’amministrazione Bruno da parte delle forze politiche Ncd, Patto Civico e Psd’Az.

“Da mesi Mario Bruno non riesce a nominare assessori di settori determinanti come quello al turismo ed all’urbanistica; da mesi non vengono prese decisioni minime da una Giunta dimezzata, ma che continua ad essere pagata dai cittadini. Da mesi Mario Bruno non è riuscito a portare il rendiconto per evidenti e gravi errori sulle procedure dei concorsi, che hanno generato una sequela di ricorsi, sospensioni, riavvii. Addirittura costringe la città a passare una intera estate senza governo, aspettando che rientri dalle ferie il segretario regionale del Partito Democratico per cercare di costringere il Partito Democratico di Alghero a cedere ai suoi voleri per continuare ancora per qualche mese e poi trovare ancora una scusa per presentarsi da martire alle elezioni politiche nel 2018 per andare a Roma”.

“C’è di che restare allibiti ed indignati. Mario Bruno avrebbe dovuto cercare e trovare un dialogo costruttivo con il PD fin dal primo giorno di amministrazione, un partito che gli ha dato tanto e non viceversa come egli sostiene. Invece lo vorrebbe usare sempre e solo come ruota di scorta quando gli serve per sopravvivere. Se il sindaco avesse avuto doti di buon amministratore e doti di buon politico oggi avremmo dovuto vedere un consiglio comunale con una maggioranza ancora più ampia di quella dei giorni del proprio insediamento”.

“Non si può fallire e dare la colpa agli altri, dire che se non trovano una accordo sia colpa delle forze di opposizione se dovesse arrivare un commissario. Agire in questa maniera denota una assoluta volontà a creare problemi alla città e a scaricare impunemente su chi, in questi tre anni, si è assunto l’onere di sviluppare critiche decise ma costruttive a cui la risposta più garbata è stato il dileggio”.

“Siamo convinti che una buona politica ed una buona amministrazione si basi su pochi ma determinanti punti per la città su cui lavorare e su cui far convergere quelle forze politiche che desiderano dare una prospettiva di governo ad Alghero e non solo di vittoria elettorale. Ed è in quest’ottica che riteniamo sia opportuno che già oggi le forze politiche si confrontino per condividere un percorso che consenta di far recuperare ad Alghero il valore disperso da Mario Bruno”.

Nella foto Stefano Lubrano, Mario Conoci ed Emiliano Piras

S.I.

“Bruno sotto tutela o dimissioni”

ALGHERO – “Con gli ultimi avvenimenti si è finalmente fatta chiarezza: quella allegra brigata/coalizione creata da Mario Bruno al solo scopo di vincere le elezioni e che noi Riformatori di Alghero da tempo andiamo definendo come un’autentica arlecchinata, è giunta al capolinea. In un futuro prossimo gli elettori ben potranno esprimere, nelle urne, il proprio giudizio in merito”. Cosi Andrea Montis in rappresentanza della segretaria dei Riformatori Sardi.

“Come Partito dei Riformatori, però, pur bocciando in toto l’azione amministrativa di Bruno, non possiamo non esprimere la nostra contrarietà all’ulteriore arrivo di un commissario alla guida dell’amministrazione, non tanto ( anzi per nulla) per l’interruzione di quei “maestosi” progetti e processi virtuosi in corso che la macchina comunicativa di Bruno cerca di accreditare e propinare (per noi inesistenti ) ma esclusivamente per il profondo rispetto e l’amore che i cittadini e la città si meritano. Si colga pertanto il momento di difficoltà quale opportunità di richiamo al buon senso che va oltre le posizioni di appartenenza politica. Una seria presa di responsabilità nei riguardi della nostra comunità e del nostro territorio”.

Tanto premesso riteniamo che Alghero e gli Algheresi debbano, oggi, esser accompagnati alle prossime elezioni da un “amministrazione controllata” di tipo transitorio che, composta da tutte le forze presenti in aula, con ampio spettro di rappresentanza (sulla carta oggi Bruno, a seguito delle defezioni, rappresenta pochissimi elettori) restituisca dignità all’aula di via Columbano attraverso la realizzazione di 4 o 5 punti di interesse generale (concordati tra tutte le forze e garantiti da un “patto di fine legislatura), urgenti e utili per la città ed i cittadini.

“Invitiamo quindi il Sindaco e tutti i consiglieri, siano essi a sostegno dell’amministrazione che di opposizione, ad individuare il percorso condiviso da noi indicato. Chi, per motivi meramente ideologici o personali che oggi niente hanno a che fare con il bene della città, ritenesse una simile strada non percorribile, dovrebbe, se sostenitore del Sindaco dimettersi e se in opposizione recarsi dal notaio e chiudere definitivamente questa storia. Tutto il resto è fuffa e tatticismo politico; gli algheresi sono stanchi”.

Nella foto un incontro dei Riformatori Sardi

S.I.