Fine Bruno, 11/09: Consiglio verità

ALGHERO – “Non ci fermiamo, continuiamo a lavorare, fino all’ultimo secondo. L’alternativa, lo sapete, sarebbe il notaio: tredici consiglieri comunali che dovessero decidere di mettere fine alla consiliatura. Oppure, di pronunciare il no al consuntivo per far arrivare il commissario”. Come scritto anche in queste ore, da altre forze politiche, per far finire l’esperienza amministrativa di Bruno ci sarebbero due strade: il notaio e la bocciatura del Bilancio. Ciò non corrisponde totalmente alla realtà. Infatti non sono le opposizioni, variegate e molto differenti tra loro, ma unite dal senso di responsabilità rispetto all’evidenziare il malgoverno cittadino, che hanno vinto le elezioni, devono amministrare e garantire il benessere dei cittadini.

Per questo motivo, non da oggi, ma già da tempo, Mario Bruno avrebbe dovuto prendere coscienza di non avere più a disposizione una maggioranza solida e, come anticipato in un’intervista, dimettersi. Questo anche per provare a definire, come detto da lui stesso, un nuovo quadro politico con il vociferato accordo col Partito Democratico. Invece niente di tutto questo. Si è deciso, tipico proprio della nuova guida con sede a Porta Terra, di andare avanti con protervia e per alcuni perfino arroganza. Rompere con l’Udc e soprattutto rinviare l’approvazione del Bilancio Consuntivo all’11 settembre. Trasformare il voto del documento contabile in un’espressione sulla fiducia del sindaco è un chiaro segnale di quello che è stato definito “delirio di onnipotenza”. Dove gli algheresi, e le loro istanze, sono ben oltre l’ultimo posto. Infatti, se veramente fosse stato a cuore il fatto di liberare le risorse per i meno fortunati, per gli sfollati dell’incendio a Risparmio Casa e l’assunzione dei vigili urbani stagionali (a settembre!), il Bilancio Consuntivo sarebbe stato già approvato. Passaggio che col Commissario sarebbe già avvenuto. E soprattutto, anche se il documento contabile venisse approvato, cosa accadrebbe il giorno dopo? Ancora caos e nessuna possibilità di governare. Con mezza giunta, senza assessori al Turismo, Urbanistica e Servizi Sociali e maggioranza svanita.

Dunque, siamo veramente alla follia politico-amministrativa: il sindaco non ha più maggioranza (14 a 11 e anche se la Oggiano dovesse partecipare e perfino posizionarsi in maggioranza, cosa improbabile, sarebbero 13 a 12), ma la responsabilità di staccare la spina, secondo radio Porta Terra, spetterebbe alle opposizioni. Non funziona così. Venendo meno la sua maggioranza, un Primo Cittadino serio, responsabile e perfino capace dovrebbe trarne le conseguenze e almeno dimettersi. Tanto avrebbe avuto un mese di tempo per ritirarle, oggi non più vista la diffida della Regione sul Bilancio. Ma, come detto, Bruno vuole prima delle garanzie (in particolare dal Pd se non da altri esponenti spaventati dal voto anticipato). Cosa che, quasi certamente non avverrà, e dunque l’11 settembre (omen nomen) chiunque mantenga il numero legale al fine far iniziare i lavori del Consiglio, vorrà dire che è entrato di diritto in maggioranza. E’ ora di fare chiarezza davanti alla città che chiede solo una cosa di ottenere risposte grandi e piccole, ma che possano far rialzare la testa alla Riviera del Corallo oramai da troppi anni nascosta sotto il tavolo. Con le briciole, però, non si campa.

Nella foto il sindaco Bruno

S.I.

L’opposizione mandi a casa Bruno

ALGHERO – “I Riformatori di Alghero, preso atto della crisi irreversibile della giunta Bruno, al solo scopo di scongiurare un commissariamento tout court del Comune, avevano proposto a tutti i co­nsiglieri comunali una sorta di “amministrazione controlata”. In altre parole la proposta, al di là di qualche fantasiosa e strumentale interpretazione, era quella di mettere il Sindaco sotto tutela per il tempo strettamente necessario a compiere quattro/cinque operazioni condivise ed individuate da tutti come prioritarie ed indifferibili per l’interesse generale della comunità, e poi andare senz’altro a votare”. I Riformatori Sardi, anche alla luce di alcune indiscrezioni emerse nelle ultime ore, fanno ulteriormente chiarezza e ribadiscono la necessità che i consiglieri comunali di opposizione (oggi maggioranza) siano conseguenti rispetto a quanto detto e scritto in questi mesi e ovvero “mandino a casa Bruno”.

La proposta, come appare evidente dai fatti, non é stata recepita, innanzitutto per l’incapacità del Sindaco di creare nei partiti, sia quelli di maggioranza che quelli di minoranza, il clima necessario. Bruno, infatti, ha continuato e continua ad esercitare il proprio mandato unicamente proteso, sotto la mascheratura del supremo bene collettivo, a ricercare con ogni mezzo e con chiunque si renda disponibile, i numeri necessari a resistere, resistere, resistere sullo scranno piú alto di via Columbano, non importa con chi, non importa con quale maggioranza, non importa con quale programma”.

“A questo punto, soprattutto alla luce della presa di posizione della Consigliera Linda Oggiano, la quale va a collocarsi tra i banchi delle opposizioni, portando a 14 i Consiglieri di minoranza promuovendoli di fatto a maggioranza in aula, si apre proprio per questi Consiglieri, minoranza diventata maggioranza, uno scenario che li chiama direttamente in causa come persone prima ancora che come membri di partito. Perché é chiaro a tutti, a questo punto, che per essi sono praticabili soltanto due vie, perché una soluzione terza li farebbe individuare come complici o fiancheggiatori della sitazione di stallo amministrativo in atto: o vanno dal notaio a rimettere nelle sue mani le proprie dimissioni, oppure, senza tatticismi o assenze e/o astensioni strategiche, l’11 settembre vadano a votare NO al bilancio”.

“Stiano sereni: non crolleranno altre torri gemelle. Andrà semplicemente a casa un parricida politico seriale, come ben sa Stefano Lubrano; come ben sanno in casa PD (i quali si spera ci penseranno mille volte prima di ricascarci); come ben sanno in casa propria gli algheresi che come al proprio figlio migliore avevano affidato illusoriamente i propri destini amministrativi traditi sull’altare del prioritario interesse politico personale”.

Nella foto un incontro dei Riformatori Sardi di Alghero

S.I.

Bruniani peggio del Commissario

ALGHERO – “In barba ad ogni regola Istituzionale e anche Politica, Mario Bruno e la sua ex-maggioranza, oramai sono in preda al più classico “delirio di onnipotenza”. Credono di poter fare tutto: convocano e sconvocano i Consigli Comunali, proseguono con una Giunta dimezzata, tengono in ostaggio una città e soprattutto non approvano provvedimenti importanti come il Bilancio”. Forza Italia-Alghero ritorna alla carica e, tramite i consiglieri Nunzio Camerada, Maurizio Pirisi e Michele Pais, denuncia l’attuale indecente momento politico e amministrativo.

“Si proprio quell’atto che aveva visto l’assessore Tanchis annunciare tramite social le indispensabili ricadute positive che avrebbe avuto a fronte di una decisione di votarlo a favore magari con anche qualche sponda tra alcuni “oppositori”. Invece niente, il paventato dramma della mancata adozione del Consuntivo è divenuto realtà. Questo per colpe totalmente ascrivibili all’indecente teatrino che Bruno e compagni ci stanno propinando da mesi. E dunque, riprendendo proprio il monito di Tanchis: “impossibilità di assumere personale, impossibilità di dare seguito alla variazione di assestamento( ergo mancato contributo per co-finanziare i diversi progetti di iscola asse II, impossibilta’ a destinare le risorse fornite dall’amministrazione pari a € 38.000 a favore del centro d’ ascolto per l’emergenza abitativa oltreche’ le ingenti risorse confluite in avanzo che si libererebbero a favore dei servizi sociali.” Tutto vero caro assessore Tanchis e la colpa è solo sua e della sua sghangherata ex-maggioranza. Gli algheresi, compresi quelli che subiranno dei danni diretti dal ritardo o perfino mancata approvazione del Consuntivo, sanno bene chi sono i responsabili. Sono stati superati addirittura tre limiti temporali imposti dalla legge, non uno, ma ben tre (30 aprile, 31 luglio e 31 agosto), fino ad arrivare alla quasi certa mancata approvazione”.

“E non è bastata la diffida della Regione, ma anzi questa è stata usata per rinviare ulteriormente il Consiglio. Tutto ciò col bene placito del Presidente Matteo Tedde che, vista la sua posizione, avrebbe dovuto garantire tutta l’aula invece si sta comportando in maniera pilatesca e fin’anche da complice dei malsani disegni politici del suo mentore. Una pagina vergognosa della politica o meglio della città di Alghero. La sfacciataggine con cui si cercano di tenere a galla i peggiori amministratori di sempre è qualcosa di inverecondo”.

“Ripetiamo che siamo veramente preoccupati per Alghero.
Una città ferita ed esanime da 5 anni di dure batoste e che attende risposte, oramai anche quelle più basilari e primarie, da troppo tempo. E a chi agita lo spauracchio del commissario, ricordiamo che, se ci fosse stato il commissario, il Bilancio Consuntivo, cosi come altri atti, sarebbero stati già approvati. Oramai è più che evidente, e comprovato dai mancati atti indispensabili per il tessuto sociale ed economico, che Bruno, la sua Giunta e maggioranza sono peggio di un qualsiasi commissario che per pochi mesi traghetterà Alghero nuovamente al voto”.

Nella foto i consiglieri di Forza Italia davanti la porta del Municipio chiusa per la mancata convocazione del Consiglio Comunale da parte dell’ex-maggioranza del sindaco Bruno

S.I.

“Bruno finisca la sceneggiata”

ALGHERO – “Ci risiamo! È stato risconvocato lo stesso consiglio comunale che era già stato annullato poche settimane fa….. Mario Bruno sta cercando in tutti i modi di rimanere seduto nella sua bella poltrona a discapito di tutto e di tutti!” Intervento sulla situazione politica anche da parte di Noi con Salvini, rappresentato a livello locale da Giorgia Vaccaro.

“È in evidente difficoltà, l’abbandono dell’Udc non gli consente più di avere la maggioranza, ufficialmente nessun consigliere di opposizione vuole appoggiarlo e conscio del fatto che dovrebbe abbandonare lo scranno, mette in atto tutti gli artifizi che da politico navigato conosce benissimo, rimandando il tutto all’ultima data utile sperando in qualche folgorazione sulla via Columbano pur di non dare le tanto odiate dimissioni! Ma non si rende conto che a rimetterci non è lui, ma tutte quelle persone che stanno aspettando l’approvazione del bilancio consuntivo per vedere sbloccati finalmente i fondi per i servizi sociali e i vari progetti di aiuto! Sta mettendo sullo stesso piano la sua fascia da sindaco, il suo orgoglio, con i bisogni reali degli algheresi, di quelli che se si rivolgono ai servizi sociali vuol dire che non se la passano proprio bene!”

“Oltre al danno la beffa, siamo ormai ben oltre il ridicolo e l’oltraggio ripetuto verso gli algheresi! Se al sindaco piace così tanto la poltrona del suo ufficio, i cittadini sono assolutamente d’accordo a regalargliela, così che possa continuare la sceneggiata tra le mura di casa sua e lasci finalmente libero il comune di funzionare al meglio”.

Nella foto Giorgia Vaccaro

S.I.

5 Stelle: arroganza per sopravvivere

ALGHERO – “La situazione politico istituzionale algherese ha superato le soglie della decenza. Abbiamo un Sindaco che da due anni, dall’alto della sua supponenza, continua incessantemente a perdere pezzi a causa della totale incapacità nel gestire anche i più basilari rapporti umani a meno che, questi, non servano a garantirgli la sopravvivenza politica”. Cosi i consiglieri di di 5 Stelle Graziano Porcu e Roberto Ferrara sull’attuale situazione politica.

“Questo è il motivo per cui oggi, come ieri d’altronde, siamo costretti ad assistere all’ennesima ricerca di riappacificazioni con quelle forze politiche che ha pubblicamente rinnegato e vituperato. UDC prima, PD poi, e poi ancora UDC e, per finire, in questi giorni un’estenuante trattativa con il PD con cui dovrebbe chiudere. Nel bel mezzo di tutto questo c’è una città che è in ginocchio oramai da anni e che l’attuale Sindaco ha aiutato a ridurre in queste condizioni grazie alla sua ampia interpretazione del Vangelo. Oggi, infatti, senza attendere che nessun galli canti, continua a rinnegare l’uno o l’altro, ieri invece, come il peggior Giuda, tradiva il suo uomo consegnando la città in mano a quello che proprio lui oggi definisce il peggior male per questa città: “il commissario”.

“A questo punto però non ci stupisce più l’atteggiamento di chi in questi anni ha dimostrato di pensare solo a se stesso, ci stupisce invece che ci sia ancora chi gli da credito. Il Presidente del Consiglio, per esempio, che, nonostante il suo ruolo istituzionale che lo vorrebbe garante dei consiglieri tutti, continua a farsi comandare a bacchetta come il peggiore degli scolaretti. I consiglieri comunali di maggioranza che continuano a giustificare pubblicamente l’atteggiamento di chi, se non oggi domani, così come fatto con altri in precedenza, potrebbe tranquillamente usarli per i propri interessi politici. E per finire quelli continuamente sbeffeggiati, quei consiglieri del Pd che, nonostante siano distanti da noi anni luce, anche quando hanno proposto qualcosa di positivo hanno sempre ricevuto in cambio il peggiore dei trattamenti”.

“Ecco, oggi come Movimento Cinque Stelle, visto che siamo consapevoli che l’Unto dal Signore, nel proseguimento del suo percorso continuerà a dare la colpa dei suoi fallimenti a tutti pur di non assumersi la benché minima responsabilità, e che i suoi apostoli continueranno, in ginocchio, giorno dopo giorno, a pregare ai piedi del capezzale del loro Messia. Ma non possiamo che rivolgerci proprio ai consiglieri del PD che, dopo essere stati maltrattati più volte, oggi non possono permettersi di svendere la loro dignità pur di salvare, ancora una volta, la pelle”.

Nella foto i consiglieri di 5 Stelle

S.I.

Upc pronto a denunciare Bruno

ALGHERO – Non tutti sono più disposti a subire l’arroganza amministrativa e politica perpetrata dalla compagine bruniana che dovrebbe ancora governare Alghero. Oramai, è evidente, che non sono più sufficienti comunicati, interviste e post sui social, per questo Gianni Cherchi, segretario cittadino dell’Upc dice basta e annuncia che “ha dato mandato agli avvocati del partito per denunciare l’amministrazione Bruno per l’uso reiterato del simbolo e della sigla del partito senza alcun permesso e per scopi opposti a quelli delineati dallo stesso partito”.

La classica goccia che ha fatto traboccare il vaso è l’utilizzo della sigla Upc nel comunicato diffuso ieri dal capogruppo dei bruniani Pietro Sartore. L’Unione Popolare Cristiana si è trovata ancora a far parte di quel che resta della maggioranza insieme alle altre forze (Partito dei Sardi, Sinistra Civica, Per Alghero e Democratici per Alghero) [Leggi].

“L’Upc non fa più parte della maggioranza che sostiene Mario Bruno e anzi è molto critica rispetto a quello che sta avvenendo negli ultimi giorni e ritiene che il sindaco debba dimettersi e far terminare questo terribile periodo di mal governo per Alghero”, commentano dall’Upc. Ma non solo. L’altra, rilevante notizia, è che Linda Oggiano (eletta proprio nell’Upc), nonostante la sua difficoltà a partecipare ai lavori dall’aula, ha deciso di non sostenere più Bruno e dunque il suo voto è da considerare contrario. Per farla breve, la Oggiano è ufficialmente all’opposizione. E con lei i consiglieri di minoranza diventano maggioranza: 14 (opposizioni) e 11 (bruniani, sindaco compreso).

Nella foto il segretario cittadino dell’Upc Gianni Cherchi

S.I.

Bruniani: salta il Consiglio, è delirio

ALGHERO – Neanche detto, che ad un giorno di distanza da una data ritenuta fondamentale per Alghero, ovvero quella indicata da tempo per svolgere l’atteso Consiglio Comunale della “verifica” e della discussione della situazione della maggioranza con annuncio delle dimissioni del sindaco, che arriva il nuovo exploit da parte delle forze politiche che in Aula sostengono ancora Bruno: Consiglio annullato e nuovo rinvio del dibattito. Siamo alla pazzia, per non dire al completo delirio di onnipotenza. Tutto a spese dei cittadini che, come nel caso del Consuntivo e suoi effetti benefici (compresa l’assunzione dei Vigili Urbani stagionali), vedono un nuovo assurdo rinvio oltre l’alta stagione estiva. Oramai, quasi, non ci sono più parole per descrivere quanto sta accadendo ad Alghero a fronte di alcuni che, ancora, ritengono utile continuare e perpetrare questa situazione rispetto ad un commissario e poi subito il voto.

X Alghero, Democratici per Alghero, Partito dei Sardi, Alghero in comune-Sinistra Civica e UPC scirono che “l’approfondimento tecnico svoltosi anche in questi giorni con la Regione, nell’interpretazione della norma in caso di eventuale prima mancata approvazione del rendiconto in Consiglio Comunale, pur all’interno dei termini temporali fissati dalla stessa Regione con diffida, soprattutto se accompagnata da conseguenti dimissioni del Sindaco, porta a ritenere inevitabile l’avvio della procedura di scioglimento del Consiglio Comunale con nomina del Commissario ad Acta”.

“Eventualità che vogliamo provare a scongiurare per il solo bene della città di Alghero, anche perché sarebbe seguita dalla nomina di un commissario regionale fino alla prossima scadenza elettorale di maggio/giugno 2018. Al fine di impiegare fruttuosamente e in pienezza dei poteri l’arco temporale messo a disposizione dalla Regione, entro il 12 settembre 2017 per l’approvazione del rendiconto, abbiamo chiesto al Presidente del Consiglio Comunale di voler annullare anche la seduta di Consiglio prevista per domani e di riconvocarla per l’11 settembre prossimo. Data ultima per approvare il consuntivo 2016, pena la decadenza del Consiglio. Abbiamo, inoltre, richiesto al Presidente di convocare una nuova seduta di consiglio comunale nel mese di agosto per discutere i punti in scadenza entro il 31-08″.

Nella foto i banchi della maggioranza che sostiene Mario Bruno e che ha deciso di annullare ancora il Consiglio

S.I.

Alghero appesa al filo della politica

ALGHERO – Agosto 2017 è uno dei tanti punti di svolta della politica. Periodo che resterà impressa nella storia recente di Alghero. Salvo sorprese, infatti, Mario Bruno annuncerà le sue dimissioni da sindaco. Un ennesimo annuncio, si potrebbe dire. E così sarà. Del resto, come anticipato da Algheronews [Leggi], le “dimissioni” del sindaco dovrebbero rientrare giusto in tempo per approvare il Bilancio Consuntivo. Il limite temporale imposto dalla Giunta Pigiaru, che ha diffidato l’amministrazione [Leggi], scade il 12 settembre.

Al fine di poter avere i numeri, dopo la definitiva uscita dell’Udc [Leggi], per approvare il documento finanziario, Bruno dovrà incassare il sostegno e voto in Aula di qualche altro gruppo. Come noto, si vocifera, e pare sempre più probabile, l’ingresso del Pd. Una ridefinizione del quadro di centrosinistra (previo totale azzeramento di Giunta, partecipate e incarichi vari) che sarebbe basato su alcuni punti da attuare entro la fine della consiliatura. Un accordo che sarebbe sancito alla presenza dei massimi leader regionali del Partito Democratico allo scopo di avere la garanzia sulle questioni da affrontare e soprattutto da risolvere.

Ed è proprio su questo ultima parte che ruota tutto: se in tre anni, più due prima, non si è riusciti a fornire le giuste risposte, com’è possibile produrle in pochi mesi? Medesima domanda varrebbe per la proposta dei Riformatori. D’altra parte quello che attendono gli algheresi, nonostante alcuni facciano orecchie da mercante, non sono asfalti, potature, gerani e qualche appuntamento di facciata, ma è la realizzazione di quei progetti che hanno fatto da colonne anche nelle campagne elettorali dei Riformatori. Porti riqualificati, nuovi hotel, campi da golf, circonvallazione, quattro corsie, Puc, grandi eventi artistici e sportivi, Pul e via dicendo. E’ palese che continuare ad accontentarsi del poco o nulla potrà fare raccogliere qualche consenso a breve, ma senza degli interventi strutturali questo territorio, anche per le malsane scelte degli enti sovraordinati, è destinato alla completa e totale marginalizzazione politica, sociale ed economica.

Ma ritornando al mese in corso, come detto, Bruno confermerà quanto annunciato su Catalan Tv ovvero che, appresa la fine della maggioranza che gli ha permesso di vincere le elezioni, si dimetterà da sindaco. Poi ci saranno 20 giorni per poter revocare tale scelta. Giusto in tempo per (provare a) definire il nuovo quadro e fissare il consiglio per votare il Consuntivo. Delibera che sarebbe già potuta essere approvata da circa un mese. Invece, ad esempio, non sono stati attivati il servizio dei vigili stagionali o i fondi per gli affitti proprio per questi ritardi facenti capo all’infinita crisi della compagine bruniana. Domani si scriverà una nuova pagina della politica locale e dunque della città, intanto è piuttosto singolare che, nonostante, tutti (o quasi) definiscano fallimentare l’attuale esperienza governativa, molti pare abbiano timore di quella che viene definita la massima espressione della democrazia: le elezioni. Ma, anche questo, fa parte del periodo inedito e marziano che vive Alghero.

Nella foto il Consiglio Comunale di Alghero

S.I.

Niente alleanza, Bruno vada a casa

ALGHERO – “Apprendiamo, anche con stupore, la riproposizione sulla stampa dell’idea dei Riformatori Sardi rispetto ad un’alleanza di fine consiliatura utile a portare a compimento alcuni punti programmatici fondamentali per la città”. Immediata precisazione da parte di Forza Italia-Alghero, tramite il gruppo consigliare composta da Michele Pais, Nunzio Camerada e Maurizio Pirisi, rispetto alla proposta avanzata negli scorsi giorni dai Riformatori Sardi e ribadita oggi ancora su un quotidiano regionale [Leggi]. Una proposta piuttosto particolare che pare volta più a dare coraggio a taluni a supportare in Consiglio la maggioranza di Bruno. Del resto i Riformatori non hanno alcun rappresentante e, rispetto quanto emerso, Linda Oggiano non avrebbe alcuna intenzione di dimettersi per dare spazio al primo dei non eletti della lista Upc/Cd ovvero Giuseppe Foddai da qualche tempo in forze proprio dei Riformatori.

“Lungi da noi criticare a priori la buona volontà degli amici che guidano i Riformatori Sardi e soprattutto la proposta di provare a dare quelle risposte che Alghero attende oramai da oltre un lustro, ma, da parte nostra, non c’è alcuna disponibilità nel “mischiare le carte” a pochi mesi dalla fine della peggiore amministrazione di sempre. Noi, come Forza Italia-Alghero, siamo per la chiarezza e il rispetto delle regole: chi ha vinto le elezioni deve governare, gli altri fare opposizione. Questo salvo la possibilità di convergenze sulle singole questioni che vengono portate in Aula, ma non certamente con un “patto di fine consiliatura”. Del resto quello che non si è fatto in tre anni (più due) perché potrebbe essere fatto, dagli stessi protagonisti, in pochi mesi? Gli algheresi sono stufi di questo teatrino e da tempo chiedono un cambiamento tramite il voto, visti i diffusi fallimenti e anche le feroci critiche messe in atto da tutti i partiti di opposizione (Pd compreso)”.

“Oggi, però, ci troviamo davanti a proposte che, seppure nobili, avrebbero l’effetto di perpetrare ancora un’agonia politica e amministrativa e permettere l’ulteriore galleggiamento del Sindaco Bruno che, come detto da tutti, ha l’unico scopo di salvare la sua poltrona in vista delle scadenze elettorali nazionali e regionali. Questo per fare un favore ai suoi capi corrente del PD e centrosinistra più in generale. Anche per questo motivo, riteniamo che si debba mantenere fede al mandato elettorale che non può essere tradito da esperimenti che se pur mossi dal cosi detto “senso di responsabilità” sarebbero avvertiti dai cittadini come odiose “manovre di palazzo” fuori dal tempo che viviamo e prassi negativa di un passato che non vogliamo riesumare.

“Chiarezza, linearità e rispetto del mandato elettorale sono i nostri fari. In alternativa è doveroso ridare la parola ai cittadini senza nascondersi dietro la scusa nobile, lo spauracchio, del commissario. Oggi la città chiede un cambiamento che però, attenzione, non è basato su presunte rivoluzioni anagrafiche (del resto abbiamo visto cosa ha prodotto una maggioranza di pseudo-giovani: il peggiore governo cittadino di sempre), ma su un mix di esperienza, rinnovamento e soprattutto conoscenza (dunque approfondita preparazione sui vari temi e macchina amministrativa) finalizzato unicamente alla risoluzione delle grandi tematiche che possono veramente riportare Alghero nei giusto binario della crescita, sviluppo e creazione di posti di lavoro e benessere”.

Nella foto l’onorevole Tedde, il portavoce Delogu e il gruppo consigliare di Forza Italia-Alghero

S.I.

Svelato il raggiro di Bruno all’Udc

ALGHERO – “Il raggiro ai danni dell’Udc viene svelato completamente in questi giorni dalle dichiarazioni del Sindaco Mario Bruno che ufficializza il percorso intrapreso nel 2014, non appena l’Udc gli ha fatto vincere le elezioni comunali. Un percorso che lo vede impegnato con il Partito Democratico nell’ennesima estenuante trattativa per salvare la sua poltrona”. Cosi il gruppo consigliare dell’Udc (Alessandro Loi e Donatella Marino) e il coordinamento (Lelle Salvatore e Nina Ansini) rispetto al pessimo comportamento di Bruno in questi mesi.

“A nulla sono valse le proposte fatte in fase di interlocuzione prima della data del 31 Luglio, data stabilita per l’approvazione in Consiglio comunale del conto consuntivo, appuntamento al quale avremmo garantito la nostra presenza in aula nonostante il trattamento da “utili idioti” da parte del Sindaco che ha continuato trattare con responsabili regionali del Partito Democratico la propria sopravvivenza politica a danno degli interessi della città, vedi porto, aeroporto, sanità. Va da sé che oggi Bruno governa, si fa per dire, con dieci consiglieri. Si ritrova costretto a rincorrere i numeri, anche oltre il Pd, per garantirsi una maggioranza. Non importa come la si raggiunge, e nemmeno con chi la si raggiunge. Basta che respiri. Tutto questo nel nome di un dogma, “il bene di Alghero”.

“Ritiene perseguibile il bene di Alghero anche senza l’Udc, che chiedeva apertamente l’ammissione del fallimento del progetto Res Publica, all’anagrafe Distretto della Creatività. Il partito ha posto con forza la presa d’atto che il progetto originale non ha funzionato: si è rivelato un disegno che ha escluso quasi tutti e non ha aperto alcuno spazio, alcuna idea, alcuna condivisione con la città. Un mondo a parte, anche costoso. Res Publica ha costretto l’Amministrazione a spendere danari pubblici per reperire in affitto un locale da assegnare alle associazioni di ex appartenenti alle forze dell’ordine, culturalmente non gradite. Per l’Udc sarebbe stato invece conveniente riconsegnare immediatamente alla cittadinanza quel luogo strategico per la riorganizzazione della macchina amministrativa, destinandola in maniera più utile per tutta la collettività al trasferimento in tale sede di alcuni nevralgici uffici. Per il bene di Alghero il sindaco ha ritenuto di non procedere”.

“L’Udc ritiene precipuo, e lo chiese, definire la grave situazione dei lavoratori precari dell’Amministrazione comunale, delle società partecipate e di Fondazione Meta, facendo ricorso a tutti i provvedimenti legislativi vigenti, il potenziamento della Secal attraverso la nomina prioritaria del direttore e la rinegoziazione della convenzione con il Comune di Alghero con aggio a favore della società, esternalizzando la riscossione coattiva per il tempo utile per la riorganizzazione della società, con l’impegno a riesaminare gli atti amministrativi entro il 10 settembre. Nulla di tutto questo è stato accolto. Nuove forze politiche di maggioranza, estranee al quadro politico che ha vinto le elezioni, adoperano gli archibugi contro l’Udc, dimenticando che ben altra sorte è stata riservata a chi ha cambiato casacca nel corso della legislatura. Nel frattempo il Sindaco galleggia. Per molto meno, mettendo al primo posto il bene di Alghero, egli stesso invocava l’arrivo del Commissario in sostituzione del Sindaco Lubrano”.

Nella foto Nina Ansini e Alessandro Loi

S.I.