Alghero: matrimoni in bellezza

ALGHERO – La Riviera del Corallo apre ai matrimoni civili fuori dalla storica sede del Municipio, e lo fa offrendo ai futuri sposi sedi e luoghi tra i più caratteristici del territorio. Dalle Grotte di Capo Caccia alle antiche mura sui Bastioni, le torri storiche, dimore di pregio e hotel. Si tratta di un ulteriore motivo di promozione del patrimonio ambientale, paesaggistico, storico e architettonico della città di Alghero, con ricadute positive sulle attività del settore ricettivo, della ristorazione, dell’intrattenimento e del supporto organizzativo tradizionalmente connesse agli eventi nuziali.

Sabato il primo “si” al Corte Rosada, nella Baia di Porto Conte, una delle strutture private recentemente individuate dalla giunta comunale in seguito all’avviso pubblico indirizzato ai soggetti titolari di concessione demaniale su spiagge e altri spazi sul litorale comunale o di diritti di proprietà su strutture private di particolare valore paesaggistico, per la concessione in comodato gratuito all’amministrazione comunale degli spazi da destinare a sede di separati uffici di stato civile. Tutte le informazioni sulle norme che disciplinano le celebrazioni civili, le tariffe e il regolamento sono disponibili nell’apposita sezione “servizi al cittadino” del sito istituzionale dell’ente.

“E’ l’occasione per venire incontro alle numerose richieste che ogni anno giungono da svariate parti d’Europa – sottolinea l’assessore al Turismo, Gabriella Esposito – e allo stesso tempo candidare la città di Alghero quale prestigiosa meta internazionale, contribuendo a promuovere la destinazione anche al di fuori dei mesi estivi e accompagnando così gli operatori turistici e dell’ospitalità ad ampliare l’offerta”. Per la città di Alghero si tratta di una novità che sarà promossa in fiere e con appositi progetti di promozione di destinazione e prodotto, in sinergia con la Fondazione Meta e il Parco di Porto Conte.

S.I.

4 corsie a Roma: modifiche ok

ALGHERO – Nuovo incontro nella giornata di martedì a Roma interamente dedicato allo studio, verifica e approfondimento alla progettazione del primo lotto dell’Alghero-Sassari e del tratto di circonvallazione annessa. Riunione che segue i sopralluoghi effettuati nei giorni scorsi sul tracciato di Alghero, col Ministero dell’Ambiente e dei Beni Culturali. Il sindaco Mario Bruno ha incontrato il direttore generale del Ministero delle Infrastrutture e i suoi principali collaboratori, confermando le criticità già espresse sullo svincolo a piani sfalsati a “racchetta” per i problemi che creerebbe sul tessuto urbano di Alghero e sul paesaggio agricolo circostante.

Problematiche già emerse nella conferenza di servizi di Alghero e fatte proprie dall’assessorato regionale. Sostanzialmente, su richiesta del Ministero dell’Ambiente, si procederà alla revisione del progetto prevedendo l’inserimento di una rotatoria a qualche metro da terra, in sostituzione allo svincolo rialzato di undici metri dal piano di campagna precedentemente previsto nell’intersezione a racchetta tra l’asse principale e la circonvallazione nord. Rassicurazioni giunte al Primo cittadino anche sui tempi a la certezza dei finanziamenti, in considerazione alle prescrizioni previste dallo sblocca-Italia per l’approvazione dei progetti e l’avvio delle opere. “E’ una corsa contro il tempo – precisa il sindaco – con Anas che rivedrà il tracciato, che comunque dovrà ottenere l’approvazione Cipe per l’avvio dell’istruttoria entro il 31 ottobre, eventualmente prevedendo una proroga di novanta giorni per la variante progettuale sullo svincolo”.

“Siamo riusciti a far cambiare idea ai progettisti Anas e agli altri enti, che hanno dimostrato grande attenzione accogliendo le nostre richieste – sottolinea il sindaco di Alghero che ringrazia il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Luca Lotti, i vertici dei Ministeri e l’assessore regionale ai Lavori Pubblici, Paolo Maninchedda – col nuovo tracciato che avrà certamente un minore impatto sul territorio”. Si valuta anche di utilizzare i risparmi per realizzare la bretella di collegamento all’aeroporto e per collegare con una strada più agevole l’asse viario principale alla zona della Taulera e all’ospedale.

Porto a pezzi: Comune e Regione?

ALGHERO – Continua a tenere banco la pessima condizione del porto di Alghero. Da poco la Regione ha indicato la strada per avviare la riqualificazione. Un grave ritardo che sta penalizzando Alghero e tutto il territorio. Non è chiaro perchè si siano persi quasi due anni per dare far partire il percorso utile a dare una nuova gestione e rinascita della scalo, per adesso il porto continua ad essere in stato di abbandono e con gravi problematiche legati all’assenza di servizi e alla mancanza di manuntenzione.

Intanto, poteva concludersi con l’ennesima tragedia l’incidente che ha coinvolto qualche giorno fa una turista algherese inciampata in una buca mentre passeggiava nel porto di Alghero. La vicenda, per fortuna, si è risolta con un ricovero in rianimazione e coma farmacologico. Sul comportamento della Regione Sardegna e sul ruolo del Comune di Alghero chiede lumi il Vice Capogruppo di Forza Italia in Consiglio Regionale Marco Tedde con un’interrogazione al Presidente Pigliaru. Questo anche in riferimento ad un sovralluogo del 24 luglio 2015 in cui la Regione avrebbe “passato la palla” all’amministrazione algherese riguardo la sistemazione della pavimentazione. Questo si evince da un documento del Demanio Regionale che, nuovamente, ma in data 18 settembre, ribadisce le responsabilità del Comune riguardo la necessità di agire immediatamente per sistemare il tratto del molo oggetto della caduta dell’anziana turista.

“L’Autorità Portuale di Alghero segnala costantemente le pericolose ed indecorose condizioni in cui versa il manto stradale del Porto di Alghero ma Comune di  Alghero e Regione Sardegna provvedono. Dai primi giorni di luglio – precisa l’ex Sindaco di Alghero – la RAS è a conoscenza dello sprofondamento di una porzione del manto stradale in prossimità del Molo Lo Frasso del Porto di Alghero e ha concordato con il Comune di Alghero a luglio i termini per l’avvio dei lavori di manutenzione. Nonostante numerosi solleciti per il pericolo che il danno può cagionare all’incolumità delle persone, ad oggi nessun intervento di riparazione è stato effettuato dal Comune e dalla Regione Sardegna competente in area portuale”.

“Un area altamente frequentata specie nel periodo estivo, dove si stava per consumare l’ennesima tragedia scongiurata solo dal coraggio di un cittadino algherese e dalla buona sorte. Un episodio – conclude Marco Tedde – che non può non far pensare allo stato di abbandono in cui versa il porto di Alghero, uno dei più suggestivi e meravigliosi del Mediterraneo, e che mi ha indotto a chiedere spiegazioni al Presidente Pigliaru circa l’inerzia della Regione Sardegna e del Comune di Alghero rispetto alle urgenti e ripetute richieste dell’Autorità Portuale di Alghero d’intervenire sul manto stradale del porto.

Nella foto il punto del porto di Alghero in cui è caduta la turista rischiando di morire

S.I.

Scuola, nasce commissione mensa

ALGHERO – Cambia il servizio mensa scolastica. Più attenzione alle produzioni locali e alle esigenze delle famiglie. I menu serviti nelle scuole dell’infanzia e primarie avranno una percentuale reale di cibi biologici, la qualità del servizio offerto sarà monitorata da una commissione. Il nuovo regolamento del servizio di ristorazione scolastica arriva in Consiglio Comunale con diverse novità introdotte dall’amministrazione.  Mangiar sano, cibi e ingredienti locali, controlli sulla qualità.  Il miglioramento della qualità del servizio voluto dall’Amministrazione sarà monitorato dalla Commissione Mensa Scolastica, che, come spiega l’Assessore alla Pubblica Istruzione Gabriella Esposito “viene istituita a seguito delle sempre più numerose richieste di collaborazione pervenute dai genitori. La Commissione – aggiunge –   avrà un ruolo di collegamento tra gli utenti e il Comune, riportando suggerimenti e reclami e potrà inoltre essere soggetto interlocutore all’interno di progetti e iniziative di educazione alimentare avviati nelle scuole”.

L’organismo sarà composta dal dirigente della pubblica istruzione, da un insegnante, da un rappresentante dei genitori per ciascun istituto comprensivo, da un rappresentante Asl e da un rappresentante del soggetto gestore. Il nuovo regolamento ricalca le linee dell’appalto per l’affidamento del servizio di refezione scolastica per il quinquennio 2016/2017 – 2020/2021, il cui bando è stato pubblicato a inizio settembre con scadenza il 16 Novembre. Il servizio si rivolge a circa 1950 alunni tra scuola materna a tempo pieno, scuola elementare a tempo pieno e con un rientro settimanale. Il totale dei pasti servizi annualmente si aggira su circa 155 mila. Il regolamento all’ordine del Giorno dell’Assemblea Civica andrà a sostituire il vecchio testo datato 1997.

Nasce oggi algheronews.it

ALGHERO – E’ da oggi on-line Algheronews.it. Nasce un nuovo sito d’informazione nella Riviera del Corallo luogo da sempre molto fertile per il settore dei media visto il debutto dei primi quotidiani on-line e anche di diverse tv locali. Ed è proprio il direttore Stefano Idili a rappresentare un trait d’union con i vari mezzi d’informazione del centro catalano vista la sua esperienza pluriennale già come coordinatore e redattore di alguer.it, algheronotizie.it e poi direttore di Catalan Tv. Diversi lustri ad operare in questo ambito che hanno forgiato il giornalista algherese, laureato in lingue e con alle spalle anche corsi di giornalismo, marketing turistico e un master di comunicazione alla Cattolica di Milano. Non solo questo, infatti Idili è anche un noto operatore culturale e organizzatore di eventi, in particolare nell’ambito musicale, settore in cui vanta una notevole conoscenza ed esperienza. Ma com’è noto, è la politica il terreno su cui il direttore di algheronews.it si è fatto conoscere e apprezzare. “Si è vero, non lo nascondo, è da bambino che mi interesso di quello che mi circonda, da quando passavo ore e ore a leggere e osservare l’Atlante o l’Enciclopedia dei Ragazzi, questa curiosità poi l’ho trasferita in ambiti della società come la politica e l’arte”. Riguardo algheronews il direttore ha le idee piuttosto chiare. “E’ evidente che qualcosa di rivoluzionario è accaduto negli ultimi anni e questo qualcosa si chiama Facebook, la nascita e diffusione del social network ha cambiato anche radicalmente il modo di accedere alle informazioni e di fornire le stesse, e questa importante novità, oltre all’attuale panorama sociale, ha contribuito a dare impulso a questa nuova avventura che ci vede pieni di entusiasmo, con un gruppo di persone motivate, pronti a dare un’altra visione della realtà provando ad arricchire il panorama informativo”.

 

Nella foto il direttore Stefano Idili

M.S.R.

Porto, Riformatori: ora basta

ALGHERO – “Porto, sino a oggi si è solo perso tempo e denaro. Ora si proceda spediti verso il completamento funzionale e la relativa nuova gestione”. Cosi la segreteria dei Riformatori Sardi Alghero riguardo il tema scottante del porto. Un’infrasttruttura da tempo abbandonata a se stessa e che invece potrebbe produrre molto di pià in termini di sviluppo e posti di lavoro.

“A seguito dei numerosi interventi a mezzo stampa e dell’interessamento attraverso il nostro gruppo consiliare nella massima assise regionale (vedasi interpellanza n. 107/A del 13 febbraio 2015), come gruppo cittadino dei Riformatori Sardi siamo soddisfatti nell’apprendere che gli Assessorati Regionali agli Enti Locali, Finanze e Urbanistica e Lavori Pubblici stiano procedendo nell’iter che giungerà al completamento funzionale e alla relativa gestione dell’infrastruttura portuale algherese al fine di rendere il porto una realtà utile a creare opportunità di crescita sociale, economica e turistica per l’intero territorio. Condividendo la dichiarazione del Sindaco, «il porto ha un’importanza strategica poco o per nulla sfruttata», che sembra voler denunciare l’inefficienza dell’organismo preposto alla valorizzazione dello scalo di cui il Comune di Alghero possiede, ancora per poco, una quota societaria, ci auguriamo che ora la tempistica sia veloce, in quanto, sino a questo momento, si è perso solo tempo e denaro a discapito della comunità; vedasi l’ormai famoso Piano Particolareggiato del Porto, progetto del 2008 che prevedeva la costruzione di un molo a discapito della spiaggia di San Giovanni, costato oltre 100.000 euro di denaro pubblico”.

“Nell’attesa di apprendere le decisioni degli uffici regionali, con l’auspicio di vedere, nell’immediato, un miglioramento delle condizioni attuali di un porto in stato di degrado e trascuratezza, in riferimento alla nostra nota stampa dello scorso aprile, chiediamo nuovamente all’Amministrazione Comunale quando intenda dare avvio ai lavori di riordino di pavimentazioni, impianti, arredi e servizi portuali per i quali, nell’ottobre 2011, fu deliberato dalla giunta regionale, nella persona dell’allora Assessore ai Lavori Pubblici in quota ai Riformatori Sardi Angela Nonnis, lo stanziamento di € 500.000, denari, già da molto tempo, presenti nelle casse del Comune di Alghero. Quanto sopra, considerati i recenti fatti di cronaca che riferiscono di un’anziana signora caduta nella pavimentazione della banchina portuale rischiando seriamente per la propria vita, dovrebbe essere una delle priorità”.

Nella foto le montagne di sporcizia al porto di Alghero

S.I.

Bruno e Lampis: uniti per il corallo

ALGHERO – “Il Corallo che si trova ad Alghero deve essere davvero autentico, c’è la volontà di arrivare al risultato, con gradualità ma nella convinzione che si tratta di un’operazione coraggiosa che può avere dei ritorni importanti anche dal punto di vista economico e d’immagine”. Con queste parole Mario Bruno ha preso atto dell’importante e decisivo passo compiuto ieri dai titolari della maggior parte delle attività che lavorano e commercializzano il Corallo Rosso ad Alghero. Sottoscritta alla presenza del sindaco, dell’assessore alle Attività Produttive, Natacha Lampis, e dei rappresentanti del settore la dichiarazione d’intenti che impegna, fin da subito, i singoli negozianti ad eliminare dalla propria esposizione o vendita le opere e i gioielli realizzati con materiali che imitano il Corallium Rubrum. Si tratta di un atto formale, che va nella direzione della tutela e valorizzazione delle produzioni, in attesa del riconoscimento del marchio di qualità al Corallo Rosso di Alghero.

E’ questo, infatti, l’obbiettivo al quale lavora il tavolo tecnico recentemente costituitosi in città, che opera all’interno della Consulta comunale per lo sviluppo economico e il lavoro, formato dalle rappresentanze di tutti i soggetti interessati, e già dalle prossime settimane inizierà ad elaborare il disciplinare e il regolamento d’uso del marchio di qualità che identifichi, sostenga e promuova le attività che vendono o lavorano unicamente il Corallium Rubrum. Tavolo convocato per il 22 settembre alla presenza dell’Amministrazione comunale, artigiani e commercianti del Corallo, associazioni di categoria, referenti degli assessorati regionali all’Agricoltura e Pesca, quelli del Turismo, Artigianato e Commercio, dall’Agenzia Laore, il Parco Regionale di Porto Conte e Area Marina Protetta per avviare il progetto fortemente identitario, per tutelare e valorizzare le produzioni artigiane realizzate col Corallo Rosso del Mediterraneo, rafforzandone la riconoscibilità, autenticità e l’unicità.

Si attivano anche i percorsi di formazione e controllo con specifici incontri in calendario con le forze dell’ordine locali e provinciali per rafforzare le azioni di contrasto ai commerci abusivi e alle frodi, e parallelamente si articola in più fasi la campagna di sensibilizzazione agli acquisti certificati rivolta a turisti e visitatori. Locandine, flyer e brochure riporteranno il simbolo del vero Corallo di Alghero e in futuro indirizzeranno ad acquisti responsabili con l’indicazione delle attività aderenti al progetto. “Difendere il Corallo di Alghero e la sua economia artigianale tradizionale da prodotti di dubbia provenienza significa valorizzare la storia, la cultura e il nome stesso della Riviera del Corallo” ha ripetuto Natacha Lampis.

S.I.

 

Alghero ritorni a guardare in alto

Eccoci qui. Pronti per una nuova avventura. Chiusa una porta, si apre un portone, si dice. Non saprei. Non perchè le nuove avventure siano meno interessanti e importanti di quelle già affrontate, ma perchè ogni percorso, se affrontato nella giusta maniera, ha i suoi lati positivi e allo stesso tempo negativi. Sta a noi avere insita la volontà di andare avanti, imparare e crescere. Essere curiosi. Il periodo che stiamo attraversando è uno dei più bui dell’intera storia del mondo occidentale. Dal dopo guerra in poi non si era vissuta un’era cosi complicata e ricca di problematiche ed eventi anche rivoluzionari che, di fatto, cambieranno l’aspetto dei nostri territori. Basta vedere l’attuale esodo dal Nord-Africa. Hard Times, direbbe Charles Dickens. E’ proprio in questi momenti che si viene messi alla prova. Anche se non è facile, non ci resta che reagire. Nessuno può biasimare i 7000 sardi che ogni anno lasciano l’Isola per sbarcare il lunario nelle capitali europee, ma è altrettanto giusto provare a non arrendersi a un medioevo culturale ed economico che sta annientando il tessuto sociale. Difficile, se non impossibile, infatti, assistere in una rinomata località turistica, a delle occupazioni di stabili da parte di persone rimaste senza casa, lavoro e con figli a carico. Un piccolo grande esempio che fotografa al meglio la condizione in cui ci troviamo. Sono sempre meno le realtà virtuose, da quelle familiari a quelle imprenditoriali, in un territorio in cui il benessere avrebbe dovuto essere diffuso su quasi tutta l’intera comunità. Invece la povertà cresce, sempre di più. E non è certo un’estate con numeri positivi in termini di presenze turistiche che può farci ritornare a sorridere. Non può perchè quello che i “nuovi” visitatori hanno potuto assistere, o in certi casi subire, è un armamentario di vecchi e nuovi problemi non certo assimilabili ad una rinomata località turistica, già Porta d’Oro del turismo isolano. E’ inutile che, in questo caso, facciamo un remind di quanto accaduto. Tutti lo sanno. Ma bastano un paio di esempi: chiusura dei locali più frequentati ad agosto, divieti di balneazione (flash) lungo tutto il lido e sporcizia e mancanza di decoro record. Ma attenzione, fermiamo subito i novelli ultras, ex-paladini della libertà d’opinione: le colpe non sono da attribuire a chi governa attualmente Alghero. Almeno non tutte. E’ evidente che molti di questi gravi disagi siano da riferire a scelte, lontane anche diversi lustri. Ma questa non può essere una scusante. Chi si candida, da sempre, a ruolo di consigliere (e dunque sindaco o assessore) sa benissimo a cosa va incontro. In più nell’era dell’informazione totale (a parte le sordine, ma ne parleremo più avanti), di facebook, internet, siti, tv, giornali, etc è impossibile non conoscere la condizione del territorio in cui si vive. E anche se non si è aficionados dei nuovi e vecchi media ci sono sempre bar e piazze. Insomma chi si candida oggi sa benissimo a cosa va incontro. E allora perchè tutto questo stupirsi della condizione, ad esempio, in cui versa il sistema idrico fognario? Il sindaco, com’è raccontato ad ogni piè sospinto, sta concentrando tutte le sue energie per risolvere il problema. E fa bene. Ma ciò che stupisce è la pletora di chi continua ad echeggiare responsabilità del passato. Sappiate che non c’è bisogno, lo sanno tutti che chi oggi governa non ha ideato o creato le vasche di prima pioggia, la rete idrica e tanto meno il depuratore di San Marco, ma, ripetiamo, si sapeva benissimo qual era la situazione in cui versa Alghero. Niente di trascendentale, ma questioni ad oggi irrisolte. Giusto anche andare a fondo su eventuali responsabilità e chiarire i vari aspetti, ma, come diceva una nota presentatrice “le chiacchiere stanno a zero”. Gli algheresi vogliono vedere dei risultati tangibili, su tutto. Del resto dopo la caduta di Marco Tedde, i nefasti periodi commissariali e il periodo, diremmo, inedito targato Lubrano , oggi non ci sono più scuse. Ma questo, a nostro avviso, non vuole dire che il nostro unico agire amministrativo sia legato a topi, blatte e decibel, anzi. Il ritorno dei turisti (principalmente per il caos nel Nord-Africa) avrebbe dovuto rappresentare un’occasione, ma cosi non è stato. E’ palese che ci siamo fatti trovare impreparati. Ma mentre porzioni amministrative sono a testa bassa, oberate di lavoro alla ricerca della soluzione di ataviche problematiche, dov’è la Politica? Qualcuno potrebbe domandarsi. Ciò in relazione alle vere tematiche su cui si sta giocando la partita del nostro territorio e il benessere, o meno, dei nostri figli. Ai soliti noti, queste tematiche poco importano. L’importante è non creare baccano, fastidio. Lasciare lo status quo. Intanto il posto al sole, familiari compresi, è già conquistato. Ma chi vuole (veramente) bene, e non solo a parole, a questo territorio e dunque alle sue tradizioni, cultura, lingua e altro, non può permettere, ad esempio, che Alghero abbia un livello di disoccupazione tremendamente alto. Stesso discorso per il numero di emigrati e di nuovi poveri. Dunque, giusto, adoperarsi per risolvere i problemi contingenti ma quanto accaduto di recente, con i gravissimi episodi di cronaca, legati ad una latente “guerra fra poveri”, almeno cosi si dice, non può non far fare uno scatto d’orgoglio alla classe politica, dirigenziale e imprenditoriale locale. Taluni, sempre meno, possono bearsi della loro posizione al sole, talvolta ereditata dal passato, ma il territorio è sempre più arido. Una desertificazione crescente che fa male e mette a rischio la nostra comunità. Dati ufficiali parlano, confermati dal sindaco, dicono che nel 2050 Alghero sarà ridotta a soli 20.000 abitanti. Un dramma. Tutto questo, mentre tutti riconoscono che Alghero abbia tutte le carte in regole per spiccare il volo. E, anche se la discussione non trova spazio nelle massime assisi cittadine, qualcosa sta accadendo. Lo diciamo noi, ci prendiamo questa responsabilità: la Sardegna è ritornata ad essere la regione con maggiore attenzione degli investitori europei e non solo. Questo per tutta una serie di circostanze spesso casuali. Ma di fatto l’Isola può essere oggetto di una sua nuova rinascita. E in quest’ottica la zona del Nord- Ovest è un’area d’eccellenza pronta, potenzialmente, ad accogliere un rinnovato e moderno sviluppo legato principalmente alla valorizzazione delle sue tipicità. ma per far questo occorrono le infrastrutture, tema su cui da sempre la Sardegna è rimasta indietro. Aeroporto, porto, collegamenti viari, servizi, programmazione di eventi e soprattutto decoro. Alcune questioni imprescindibili per far rinascere la Riviera del Corallo. Per far questo, in primis, bisogna alzare lo sguardo. Guardare, a testa bassa, la punta delle scarpe era tipico dei musicisti inglesi del genere “shoegaze” (intimisti, dark, etc), ma una classe politica (intesa in maniera generale, dagli amministratori alle associazioni di categoria passando per gli imprenditori e operatori culturali) non può oggi non avere una visione. Alghero e gli algheresi hanno bisogno di (ritornare a) guardare in alto, di sognare e, perché no, essere felici.

 

Stefano Idili

Centro storico senza identità. Presentato regolamento

ALGHERO – Sabato, 6 dicembre 2014, presso la sala conferenze della Fondazione Meta, si è tenuto l’incontro di presentazione del Regolamento di tutela e promozione del tessuto commerciale nel Centro Storico di Alghero, ideato dall’Associazione Iniziativa Futura.
L’incontro si è aperto con l’intervento del Presidente Francesco Sasso che ha illustrato il lavoro dell’associazione e la proposta di regolamento volta a recuperare l’identità del centro storico.
“Abbiamo un obbiettivo preciso: suggerire idee e progetti concreti su temi legati all’agenda di governo.
Per fare questo riteniamo necessario coinvolgere operatori e cittadini sottoponendo alla loro attenzione le proposto che Iniziativa Futura elabora al fine di stimolare il dibattito promuovendo così la partecipazione diretta della società civile alle politiche pubbliche.
La proposta di regolamento che abbiamo elaborato si pone come obbiettivo quello di preservare le tradizioni e le caratteristiche del Centro Storico, pur nel rispetto del principio della libertà di impresa. Nell’area oggetto del presente regolamento, che è la zona a traffico limitato, si dispone il divieto di vendita di alcune merceologie e si incentivano quelle più “tradizionali”. L’idea di fondo è quella di dare delle regole al commercio in un’area di valore. Altro punto di forza del regolamento è l’albo degli “Esercizi storici”.
Abbiamo previsto che possono essere qualificate come “Esercizi storici” le attività commerciali, ricettive ed artigianali che hanno due requisiti:
a) i locali in cui operano e/o i relativi arredi presentino elementi di particolare pregio architettonico e/o siano di particolare interesse storico, documentario o culturale;
b) esercitino la medesima attività da almeno 20 anni, nella stessa sede, anche se con denominazioni, insegne o gestioni diverse, purchè siano state mantenute, nel tempo, le caratteristiche originarie.”
Dopo l’intervento del Presidente ha preso la parola il Sindaco Mario Bruno che, dopo essersi complimentato per il lavoro di Iniziativa Futura, ha parlato del problema delle concessioni di suolo pubblico per le attività di somministrazione di cibo e bevande dicendo che a breve l’amministrazione porterà in consiglio un nuovo regolamento.
Il Sindaco ha parlato anche del problema dell’inquinamento acustico, problema che sarà disciplinato da una nuova disciplina che l’amministrazione si appresta a presentare.
E’ intervenuto il rappresentante della Confcommercio Massimo Cadeddu che ha parlato delle problematiche del settore dovute alle “liberalizzazioni” e ha evidenziato come il settore commerciale ha necessità di essere sostenuto e valorizzato.
Il rappresentante della Confartigianato Mario Piras ha incentrato il suo intervento sulla sicurezza del centro storico e ha, inoltre, evidenziato il fatto che molte vie del centro sono prive di attività.
Il Presidente della Camera di Commercio Gavino Sini nel suo intervento ha parlato dei centri urbani come nuovi attrattori di economia mettendo in evidenza il fatto che l’industrializzazione della Sardegna ha ormai “fatto il suo tempo”.
Tra i diversi interventi si è registrato l’apprezzamento verso il lavoro dell’Associazione da parte dei consiglieri comunali Graziano Porcu, Nunzio Camerada e Emiliano Piras. Quest’ultimo si è iMpegnato a proporre al Consiglio Comunale una mozione al fine di far approvare il regolamento elaborato da Iniziativa Futura.

Pocos, locos y malunidos: ma il rally ad Alghero si farà

ALGHERO – E’ lo stesso triste tipico adagio a dirlo: pochi, matti e disuniti. Questa è la Sardegna, da sempre. E continua ad esserlo. Probabilmente la crisi ha acuito quelli che sono gli spigoli di una popolazione già allo stremo e oggi in piena disperazione. Ma nonostante questo anche le poche occasioni per provare a garantire un minimo di potenziale rinascita e creazione di circuiti virtuosi, economici e quindi sociali, vengono cassate. Al netto dei soliti “talebani” ambientalisti, sempre pronti a dire no a tutto, ciò che lascia di stucco è che sono gli stessi sardi a darsi la zappa sui piedi. Non perchè intenti ad arare la propria terra al fine di far germogliare nuovi frutti, ma con un intento chiaro e distinto di volersi fare del male. Masochisti al midollo, senza che alla radice, però, ci siano delle chiare motivazioni se non il sentimento più diffuso in Sardegna, e ancora di più ad Alghero: la gelosia. Ed è così che le guerre di campanile, vecchie quanto lo è l’uomo, oggi si protraggono senza alcun segno di cedimento neanche all’ombra di una crisi devastante. In questo quadro rientra l’ultima delle genialate della nostra amata Isola: una petizione per togliere il rally alla Sardegna e restituirlo a San Remo. Un’azione giusta e giustificata se partisse dalla Liguria o zone limitrofe, ma trovarsi davanti alla firme di comuni quali Loceri, Mandas, Tratalias, Zerfaliu e Siddi che scrivono: “perché la storia del rally d’Italia è nata a San Remo, già nel 1928 e 1929 ci furono le prime edizioni, poi ripreso nel 1961 (…) intendiamo invitare gli enti preposti Aci e Fia a ripensare la giusta collocazione della gara mondiale attuale”. E’ certo che i menzionati “enti preposti” una volta letto questo documento hanno creduto fosse uno scherzo. Impossibile che dalla stessa regione che ospita il rally partisse una petizione per chiederne l’allontanamento. Ma invece no, è tutto vero. A questo punto le cose sono tre: in questi paesi vive una ancora non emersa colonia di liguri, modello tabarchini di Carloforte; questi comuni sono dei piccoli avamposti di guerriglieri integralisti dell’ambiente oppure, che forse è la cosa più credibile, c’è qualcuno che, in fede al solito adagio del cane dell’ortolano, li sta aizzando per non permettere che Alghero e tutto il territorio ospitino il rally. In tutti i casi siamo davanti, ancora una volta, al palesarsi del solito triste adagio: pochi, matti e disuniti. Ma non tutti si rassegnano e c’è chi lotta per cambiare le cose, anche per questo motivo, il rally ad Alghero si farà. Con buona pace di “novelli pseudo tabarchini”, ambientalisti-integralisti e cani dell’ortolano.

Alexis