Bandi Agro: Bruno non perda tempo

ALGHERO – “L’occasione data dall’Europa con il nuovo Psr ormai alle porte è imperdibile e potrà contribuire al rilancio dell’agroalimentare, incentivando l’impresa sostenibile ed il turismo”. Questo quanto dichiara il Sindaco Bruno commentando l’impossibilità di approvazione del Piano di Valorizzazione dell’agro di Alghero al di fuori del PUC [Leggi]”. Cosi l’Agronomo Ferdinando Manconi riguardo un tema fondamentale per lo sviluppo del territorio.

“Piano Urbanistico (o meglio sua assenza) che di recente [Leggi] ho indicato come causa di una probabile discriminazione, relativamente all’attuale Psr, dell’agro algherese nei confronti degli altri territori regionali (e non solo); problematica, quest’ultima, ripresa anche da una recente interpellanza consigliare in Regione a firma dell’On. Tedde e del gruppo di FI”.

“Per quanto possa trovare lodevole che anche da Sant’Anna arrivino attenzioni verso il nostro agro, ritengo che il nuncio in questione non possa ignorare che lo sfacelo cui assistiamo oggi trae le sue origini dal Ppr che proprio la tredicesima legislatura (ora comprendo il perché della sventura associata a tale numero nel mondo anglosassone), con il Governatore Soru, provvide a varare. A quei tempi (correva l’anno 2006) sedeva nei tavoli di Viale Trento il Consigliere del PD Bruno che, di lì a qualche anno, avrebbe svolto il ruolo anche di Capogruppo. Fa specie, pertanto, apprendere come, ormai distante dalla regia regionale, il sindaco mostri preoccupazione per i prossimi bandi PSR a tal punto da intraprendere una ”stretta interlocuzione” con l’Assessorato all’Urbanistica e agli Enti Locali”.

“Meglio avrebbe fatto, forse, a porvi rimedio quando in quelle sedi venivano approvate, anche con il suo beneplacito, Leggi che avrebbero logorato la nostra attività agricola e che solo un “Piano Casa”, proprio dalla sinistra osteggiato, contribuì a sostenere, garantendo piccoli miglioramenti fondiari in grado di offrire un carattere di sopravvivenza alle nostre aziende. Tutto questo mentre nelle altre aree della Sardegna ogni realtà produttiva poteva beneficiare di molteplici fondi per l’ampliamento delle proprie strutture ed il relativo efficientamento”.

“Auspico, pertanto, che questa “stretta interlocuzione” si traduca rapidamente in fatti concreti affinchè, con i nuovi Bandi alle porte, non si perda l’occasione (nuovamente) di portare lustro alla nostra agricoltura e alle attività rurali ad esse connesse”.

Nella foto Ferdinando Manconi

“Piano agro bloccato da Pigliaru”

CAGLIARI – “A distanza di 10 mesi dalla sua approvazione anche il Sindaco di Alghero, Mario Bruno, punta il dito contro la legge regionale 8 del 2015 (legge edilizia) di Pigliaru, che abrogando alcune norme della legge regionale sul Piano Casa del 2009, approvato dal centro-destra, impedisce definitivamente lo stralcio dal Puc del Piano di valorizzazione dell’agro”. Lo ha dichiarato Marco Tedde, vice-capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale.

“Uno stralcio – prosegue l’esponente azzurro- che già era molto difficile è diventato impossibile per una norma fortemente voluta dal centrosinistra e da Pigliaru. Quella votata dal centrosinistra nell’aprile del 2015, che ha creato seri danni all’edilizia e costituisce, tra le altre cose, un ostacolo allo sviluppo dell’agro al pari del Piano Paesaggistico Regionale di Soru, che prevede che le imprese agricole con sede nei comuni sprovvisti di Puc non possano realizzare progetti di ampliamento strutturale e, quindi, sono di fatto escluse dai contributi regionali e comunitari stanziati per queste finalità. Nel 2015 la Commissione Europea ha approvato il Programma di Sviluppo Rurale della Sardegna per gli anni 2014-2020 con uno stanziamento di 340 milioni di euro per ampliamenti strutturali ai quali le imprese agricole algheresi e di altri importanti territori non potranno accedere. Un fiume di risorse che rischia di passare molto lontano da Alghero”.

“Per tali motivi – ricorda Tedde- avevo depositato l’interpellanza 197/A a Pigliaru, ancora senza risposta, per chiedere che l’accesso alle agevolazioni regionali e comunitarie da destinare alla realizzazione o ampliamento di nuove strutture nell’agro sia svincolato dall’approvazione del piano urbanistico comunale. Rimane l’amaro in bocca di dover registrare ogni giorno gli ingenti danni provocati al comparto agricolo dalle norme approvate in questi anni dal centrosinistra, a partire dal PPR di Soru per arrivare alla legge 8 di Pigliaru. La nostra agricoltura, che costituisce uno dei pilastri dell’economia locale ma anche elemento basilare delle nostre radici storiche e della nostra cultura, non può più tollerare questo modo di legiferare lontano dalle esigenze del settore primario. Auspichiamo che Pigliaru capisca finalmente che i settori produttivi sardi – ha concluso Tedde- hanno necessità di semplificazione normativa e di sostegno piuttosto che di ostacoli e trabocchetti”.

Nella foto Marco Tedde

S.I.

“Piano Agro legato al Puc”

ALGHERO – “Non essendo possibile procedere all’approvazione del Piano di Valorizzazione dell’agro di Alghero al di fuori dal Puc, si percorrano altre strade che garantiscano la possibilità a tutti gli imprenditori e cittadini dell’agro di Alghero di concorrere ai finanziamenti europei sulle aree rurali. L’occasione data dall’Europa col nuovo Psr ormai alle porte è imperdibile e potrà contribuire al rilancio dell’agroalimentare, incentivando l’impresa sostenibile e il turismo”. Lo dice il sindaco Mario Bruno che già da tempo ha posto il problema all’attenzione dell’assessorato all’Urbanistica e agli Enti Locali della Regione, con cui è in corso un stretta interlocuzione. Tecnicamente infatti la possibilità di stralcio dal Puc e approvazione del Piano di conservazione e valorizzazione della bonifica storica algherese è attualmente giuridicamente impossibile in quanto non contemplata dalla Regione.

Con la Legge regionale del 23 aprile 2015 n°8 all’art. 44, infatti, si abrogano gli articoli della precedente Legge Regionale n°4 del 2009 (12,12,13bis,15 e 15bis) che normavano la possibilità di sottoporre all’assessorato regionale competente la valutazione di compatibilità paesaggistica obbligatoria e preliminare all’approvazione del Piano di Valorizzazione. Motivo per cui, dopo tale data non è più possibile procedere senza che sia promulgata una nuova legge regionale che istituisca gli articoli abrogati o contempli un nuovo iter necessario per indire una conferenza di servizi da parte del Comune, indispensabile per approvare il Piano di Valorizzazione stesso e trasmetterlo all’assessorato regionale per la preliminare valutazione sulla compatibilità paesaggistica.

“Parallelamente – conclude il sindaco Mario Bruno – prosegue il lavoro di elaborazione e approvazione del Piano Urbanistico Comunale e si attivano tutte le procedure perché finalmente si arrivi in tempi certi a dotare la città di Alghero del nuovo strumento urbanistico e le borgate del loro Piano di valorizzazione”.

Nella foto Mario Bruno

S.I.

Cimitero in stato pietoso: vergogna

ALGHERO – “Gravissima la situazione nel cimitero di Alghero, ormai in stato di completo abbandono”. E’ il consigliere comunale Michele Pais, ancora una volta, a denunciare una delle tante situazioni negative che devono subire gli algheresi.

“Al perenne stato di agitazione del personale addetto alle tumulazioni, per le gravi e reiterate mancanze dell’Amministrazione, fanno il paio le condizioni pietose di un luogo sacro di commemorazione dei defunti, che ormai è lo specchio di una Città completamente allo sbando, senza regole e guida” e chiude Pais “ma si sa, i morti non si lamentano…ma soprattutto non votano! Che schifo, vergognatevi!”. Inoltre, sempre l’esponente di centrodestra, denuncia che “addirittura non è più in uso la macchina per sostenere chi non deambula al fine di potersi recare dentro il cimitero, questo perchè il tecnico incaricato si è ripreso le batterie nel mezzo a seguito del mancato pagamento del suo lavoro da parte del Comune”. Un critica molto dura che del resto evidenzia il totale abbandono per un luogo che, vista anche la vicinanza di gran parte della politica al mondo cristiano, dovrebbe avere il massimo del riguardo.

Nella foto della sporcizia dentro il cimitero di Alghero

S.I.

Pd sulla sanità: parla Bruno |video

ALGHERO – “Il territorio deve avere garantito il diritto alla salute a partire dal riconoscimento del Primo livello. La proposta della Giunta regionale va nella direzione giusta ma non ci possiamo accontentare. Sia come conferenza provinciale che come distretto sanitario faremo tutta la nostra parte per ottenere la modifica del testo”. Lo ha ribadito con forza il sindaco di Alghero in occasione dell’incontro odierno organizzato dal Partito democratico per discutere sulla proposta di rete ospedaliera regionale approvata dalla Giunta che conferma tutte le discipline e servizi già esistenti, prevedendo l’attivazione della funzione di Semintensiva generale e le discipline di Oncologia e Lungodegenza.

“Non ci accontentiamo e non ci fermiamo, l’attenzione rimarrà comunque altissima” ha ripetuto Mario Bruno, che nei giorni scorsi aveva incontrato a Sant’Anna il commissario Asl e i Primari sanitari. Ospiti dei segretari cittadino e provinciale del Pd, Mario Salis e Gianpiero Cordedda, alla presenza tra gli altri del senatore Silvio Lai, gli amministratori di Ozieri, Ittiri e Thiesi. I tre territori che insieme ad Alghero formano il nuovo presidio sanitario individuato nella rete ospedaliera e che oggi chiedono lo sforzo di tutti i consiglieri regionali per veder riconosciuti i propri diritti.

“Si è fatto un importante passo avanti ma non basta, la provincia di Sassari ha diritto al presidio di Primo livello in tempi rapidi” ha precisato il sindaco Mario Bruno ripercorrendo le tappe che hanno portato all’approvazione del testo e sottolineando le gravi criticità che ancora caratterizzano l’offerta sanitaria algherese. “Servono scelte chiare anche sugli investimenti strutturali perchè l’ospedale Civile nonostante gli interventi programmati non raggiungerà mai gli standard di sicurezza richiesti” ha sottolineato con chiarezza il sindaco prima di richiedere l’immediata correzione dell’attuale classificazione in semplice “emoteca” del Centro Trasfusionale”.

L’intervento di Mario Bruno:

Nella foto un momento dell’incontro in via Mazzini

S.I.

Concessioni, Pd coi balneari

ALGHERO – “Si è tenuta a Roma una manifestazione unitaria delle varie sigle sindacali rappresentanti le imprese balneari per sostenere le Regioni che, tramite i loro assessori, si sono confrontate con il Governo sulla riforma del Demanio: il presidio, organizzato dal Sindacato Italiano Balneari S.I.B./FIPE – Confcommercio, FIBA/Confesercenti, Assobalneari Italia/Confindustria e OASI-Confartigianato, ha visto oltre 2.000 imprenditori da ogni parte d’Italia ed una delegazione deglistessi ha anche incontrato il Ministro degli Affari Regionali Enrico Costa con cui c’è stato un confronto positivo”. Intervento di Mimmo Pirisi capogruppo del Pd di Alghero.

“Il motivo della manifestazione risiede nelle direttiva Bolkenstein emanata nel 2006 dall’Europa che prevede la liberalizzazione delle concessioni balneari ed il ricorso a bandi per l’affidamento delle spiagge tramite un’asta pubblica delle concessioni demaniali a partire dal2020, su cui pende però una imminente sentenza della Corte di Giustizia Europea che, su richiesta del Tar Sardegna, dovrà esprimersi sulle attuali proroghe fissate per quella data, con il rischio che il verdetto possa ripristinare la precedente scadenza del 31 dicembre 2015 ed obbligare di conseguenza le imprese balneari ad essere messe immediatamente a gara: gara senza alcun diritto di opzione da parte dei concessionari.”

“Un problema che anche in Sardegna potrebbe diventare una catastrofe se si pensa che, secondo le cifre fornite dal presidente del SIB Sardegna, Alberto Bertolotti, ci sono 900 concessioni balneari tra hotel e aziende, che danno lavoro a 1.500 operatori fissi e 4.500 stagionali, garantendo un fatturato medio annuo di 150 mila euro: la situazione è tale che le regioni, con il sostegno degli imprenditori del settore, erano pronte a intraprendere strade autonome legiferando per mettere in salvo gli stabilimenti e supplendo così alle eventuali carenze a livello nazionale, sebbene il Ministro Costa abbia garantito la convocazione di un Tavolo tecnico Stato-Regioni che vedrà coinvolte anche i rappresentanti dei balneari per far sì che si possa in tempi brevi redigere una nuova legge di riordino delle concessioni turistico-ricreative”.

“Fino a poco tempo fa infatti mancava una soluzione legislativa da parte del Governo (anche in caso di bocciatura delle proroga) e che potesse portare al riordino delle concessioni balneari, mentre le Regioni avevano richiesto che si potesse ripartire nella discussione ddiscussione dalla riforma del cosiddetto doppio binario, ovvero un periodo transitorio più lungo per gli attuali stabilimenti ed una immediata risposta pubblica con bandi per nuovi lotti di spiagge per le nuove concessioni. Nel frattempo, gli effetti della direttiva Bolkenstein si sono ripercossi in maniera del tutto negativa sul settore, visto che in dieci anni gli investimenti sono calati e anche l’indotto ne ha risentito, mentre Paesi come la Spagna hanno recentemente prolungato le concessioni balneari di trent’anni.”

“Ora fortunatamente pare sia imminente una riforma del Demanio che possa garantire la sicurezza economica delle imprese balneari: le ripercussioni di un vuoto legislativo avrebbero messo in ginocchio la categoria anche ad Alghero, ecco perché il PD cittadino esprime tutto il suo appoggio ad una realtà imprenditoriale e lavorativa fondamentale per lo sviluppo turistico alla base della nostra economia e sostiene quindi le richieste delle associazioni balneari per concessioni più lunghe -anche per le imprese che attualmente operano nel settore- in modo da salvaguardare la gestione familiare che caratterizza molte di esse, per l’alienazione con diritto di opzione delle zone di demanio marittimo non più di uso pubblico ed una maggiori equità e sostenibilità dei criteri di determinazione dei canoni demaniali marittimi.”

Accuse e denunce: riposta dal Parco

ALGHERO – I vertici del Parco di Porto Conte non ci stanno. E cosi attraverso una lunga nota spiegano quelli che sono i fatti rispondendo dunque alle numerose accuse e denunce diffuse in questi giorni a mezzo stampa riguardo l’operato di chi è alla guida di Villa Gioiosa sia rispetto alla definizione del concorso per la direzione dell’ente che in riferimento alla gestione del parco in questi mesi. Qui di seguito pubblichiamo integralmente la nota a firma del direttore uscente, del Presidente Farris e dell’intero cda.

I sottoscritti Presidente del Parco di Porto Conte, Direttore pro tempore Dr. Augusto Navone (anche in qualità di Presidente della Commissione esaminatrice) e i consiglieri del Consiglio direttivo, ritengono doveroso esprimere, con un unico ed ultimo documento, le seguenti precisazioni e chiarimenti sulla supposta “opaca”, “scandalosa” e “da sospendere” o “annullare” selezione pubblica per la copertura del posto vacante, a far data dal 18/11/2016, dell’incarico di direttore del Parco di Porto Conte.

Unico perché non vi saranno altre esposizioni né pubbliche né mediatiche in ordine alla selezione in argomento da parte dell’esecutivo e della direzione del Parco, ed ultimo, perché atti o memorie aggiuntive avranno come destinatarie le opportune sedi giurisdizionali alle quali sarà ritenuto opportuno ricorrere per la difesa dei propri interessi, pubblici o personali.

Abbiamo dibattuto se attendere la conclusione di un procedimento quale è quello della selezione pubblica, ancora in corso in quanto devono svolgersi gli accertamenti di legge sulle dichiarazioni ed il possesso dei requisiti, ma le pressioni sul nostro operato possono già configurarsi come “indebite” per cui, prima di valutare ogni passo successivo, riteniamo di richiamare chiunque si esprima con leggerezza sull’argomento ad una maggior ponderatezza delle proprie affermazioni ed accuse esplicite o velate.

Prima di entrare nel merito delle argomentazioni, che saranno rigorose oltre che tecniche, ci preme sottolineare una unica amara constatazione: che agli interessi della politica o meglio dei sui giochi “tattici” particolari dell’uno dell’altro schieramento, sia stata sacrificata l’esperienza oltremodo positiva e produttiva del cessato direttore del Parco Vittorio Gazale.

Gli stessi consiglieri che in Assemblea del Parco (per chi non lo sapesse coincidente con il Consiglio comunale in carica del Comune di Alghero) hanno lodato l’operato del dirigente, approvandone le numerose progettualità e riconoscendo l’accelerazione operativa che egli ha impresso al Parco negli anni del suo operato, indubitabile per chi con onestà intellettuale sa leggere la mole degli atti gestionali adottati e vedere la fitta rete di relazioni intessuta con tutti gli attori del territorio, a seguito della bagarre seguita alla pubblicazione dell’avviso di selezione, hanno fatto mancare la loro voce contribuendo ad alimentare, questa si, una vergognosa gogna mediatica, che coinvolge il Parco e i suoi uomini e donne che hanno lavorato ed ogni giorno lavorano per il perseguimento del bene pubblico che sono i fini istituzionali del Parco di Porto Conte.

Siamo profondamente convinti che la bagarre sia strumentale e faziosa perché questo interpretiamo dalla semplice lettura dei numerosi (tempestivi) articoli e/o commenti di consiglieri comunali, o lettere “aperte” di candidati esclusi, o cittadini “solerti” e “appassionati” dell’esposizione pubblica, apparsi in questi ultimi giorni sui vari media locali o regionali.

A tale profluvio di sospetti, commenti, accuse non possiamo che opporre la seguente rigorosa, in quanto basata su atti pubblici alla portata di chiunque, elencazione dei fatti e dell’iter amministrativo (tra l’altro ancora in itinere) seguito per assicurare al Parco di Porto Conte il proprio unico dirigente.

1. Il bando di selezione, ed il regolamento degli uffici e dei servizi, è stato approvato a distanza di poco più di un mese dalla scadenza naturale del contratto del Dr. Gazale in data 18/11/2015. Tempo che è stato necessario per individuare un dirigente pro tempore al quale affidare la responsabilità della procedura ed in particolare per lavorare su atti che non era opportuno (contrariamente a quello che forse pensa il Dr. Valbonesi) che venissero elaborati ed approvati sotto l’egida di un direttore che poteva potenzialmente essere interessato a partecipare alla stessa selezione.

2. La direzione del Parco è stata, infine, affidata al dr. Augusto Navone, già direttore dell’AMP Tavolara e Punta Coda Cavallo, il quale ha ritenuto doveroso rispondere alla richiesta di collaborazione di un ente distante ca. 100 Km e che era, invece rimasta letteralmente inevasa da parte del proprio ente costituente, il Comune di Alghero al quale ci si era rivolti per un interim.

3. lo studio del Bando e del Regolamento ed in particolare la individuazione dei requisiti di accesso e di svolgimento della selezione avevano un unico obiettivo: selezionare un dirigente che fosse tale per appartenenza al ruolo o per averne esercitato per un tempo adeguato le funzioni e che rispondesse all’esigenza di dotare il Parco di Porto Conte di un direttore al contempo manager e “tecnico”.

4. L’esigenza di ridurre i tempi ha consentito di pubblicare sul sito dell’Azienda e dello stesso Comune di Alghero, il bando di selezione il 30 dicembre 2015 per giorni 20, come da regolamento e fissare al 17/02/2016 la data del previsto colloquio finale, tutto in un’ottica di ottimizzazione dei tempi e di vacanza del posto più breve possibile.

5. La miglior risposta a chi, in tempi di internet e facebook, ha profilato un disegno da parte del Parco di volutamente “celare” il bando limitandone la pubblicazione all’albo on line e su quello del Comune di Alghero, facendo così sorridere il mondo “social”, è venuta dalle numerose istanze pervenute da tutta Italia, nel numero di 24.

6. A seguito della scadenza del termine ultimo per presentare istanza l’amministrazione del Parco ha nominato la Commissione esaminatrice facendo ricorso alle migliori professionalità del mondo accademico e del personale più qualificato delle aree protette regionali. Far parte di tali commissioni, per le implicazioni che ne derivano soprattutto se si è pubblici ufficiali, è spesso da considerasi un atto civico e di responsabilità per cui la disponibilità manifestata dai commissari della selezione in argomento è soltanto encomiabile anche per la serietà profusa nei lavori che sin da subito si profilavano delicati ed importanti.

7. I verbali della commissione sono stati resi tempestivamente pubblici per cui non può passare inosservata la scelta di valutare i titoli dei 14 candidati ammessi predeterminando dei sottocriteri per attribuire i 20 punti relativi al Curriculum Vitae e la Commissione lo ha fatto utilizzando tutti quei parametri che, seppure in via esemplificativa, erano stati indicati nel Regolamento degli uffici dei servizi. L’operato della Commissione si è volto, quindi, nel senso di esercitare la minore discrezionalità possibile nella valutazione dei titoli per cui è paradossale leggere lo “sconcerto” di 0 punti attribuiti a chi non vantava né master, né corsi di specializzazioni post laurea, né pubblicazioni scientifiche, né conoscenza del territorio ecc. Certo si sarebbero potuto attribuire il massimo dei punteggi a chi è stato presidente di un parco ma può una nomina politica assurgere, nella chiamata in causa rediviva meritocrazia, a criterio per attribuire incarichi dirigenziali? Per questa amministrazione evidentemente no e difendiamo tale scelta.

8. Alla rosa dei cinque candidati ammessi al colloquio la Commissione è arrivata dopo attento e competente esame dei CV dai quali ha dedotto gli elementi per attribuire le 4 categorie di titoli: 1) di studio; 2) di servizio 3) Curriculum 4) Titoli vari, già rigidamente predeterminati nel regolamento. È con questo spirito che la Commissione ha accolto la notizia della rinuncia alla selezione da parte del primo classificato, non perché si chiamasse Vittorio Gazale, ma in quanto oggettivamente possessore del CV più pesante ed evidentemente maggiormente rispondente alla figura professionale ricercata dal Parco per la direzione.

9. Già prima di conoscere la graduatoria finale sono piovuti accorati appelli da alcuni consiglieri comunali/membri dell’Assemblea del Parco per sospendere o annullare in autotutela la selezione. Nella fumosità delle ragioni addotte è stato possibile individuare due ordini di argomentazioni: da un lato supposte irregolarità/illegittimità della procedura (senza indicare le norme violate o i comportamenti contra legem) e dall’altro la convinzione che la selezione avrebbe condotto alla individuazione del “solito” direttore “tecnico e conservazionista” in luogo del sempre più necessario manager al quale affidare lo sviluppo del territorio. Alle prime rispondiamo che l’attivazione dello strumento dell’autotutela o della sospensione di procedimenti amministrativi va condotta con rigore e nell’ambito delle norme che le regolano e non esercitabile per mera opportunità riconducibile a interessi non qualificabili, evidentemente, come pubblici interessi. Alle seconde possiamo allegare quella che è una buona notizia: la selezione ha consegnato al territorio un indiscusso manager, non tecnico né tantomeno conservazionista potenzialmente in grado, come richiesto, di fare del Parco “volano dello sviluppo dell’intero territorio”.
10. Con riferimento, infine, al cittadino non partecipante alla selezione che ha ritenuto di ergersi da tempo a paladino della giustizia e censore degli atti del Parco, presenti e passati, lo si invita a maggiore attenzione soprattutto quando si fanno sui media gravi affermazioni su presunte incompatibilità dei componenti della commissioni e peggio li si taccia di dichiarazioni mendaci. Ovviamente i singoli commissari potranno valutare ogni opportuna azione ritenuta opportuna per la tutela dei propri interessi.

Per quanto su esposto rivolgiamo un ultimo invito a chicchessia a non ostacolare il corretto e sereno svolgersi dell’iter amministrativo in corso per il perfezionamento della nomina a direttore del vincitore della selezione il quale vanta, sin da ora, una aspettativa giuridicamente tutelata.

Il Presidente
Prof. Antonio Farris
Il Direttore/Presidente della Commissione esaminatrice
Dr. Augusto Navone
I Consiglieri del direttivo
Avv. Edoardo Morette
Sig. Luigi Cella

Architettura: solo vuoti annunci

ALGHERO – “Annunciano, riannunciano ma stanno fermi”. Così Marco Tedde, vice-capogruppo di Forza Italia, interviene sui nuovi impegni della Giunta regionale riguardo ad Architettura di Alghero.

“Dopo le vane promesse di Pigliaru del 30 aprile dello scorso anno e del’11 novembre e il suo recente comunicato “sciarada”, ora arriva l’ennesimo annuncio sull’inserimento del Dipartimento di Architettura nel fondo per l’università decentrata dal quale era stata esclusa da Soru nel 2008. Questa volta è l’assessore della cultura Firino ad assumere l’ulteriore fumoso impegno, ad oggi privo di contenuti considerato che la finanziaria non contiene norme in questa direzione. Anzi, un emendamento di questo tipo dovrebbe in teoria essere respinto in quanto “norma intrusa”.

“Inoltre la Firino non è al corrente che oggi il fondo per l’Università decentrata è stato anche ridotto rispetto allo scorso anno. Crediamo che sia arrivata l’ora di smetterla di blaterare sul punto e di scrivere impegni sul vapore acqueo. Che facciano e la smettano di raccontare corbellerie ai sardi. Noi, comunque, in finanziaria proporremo gli emendamenti necessari. Con l’auspicio –ha concluso Tedde-che non vengano respinti dal centrosinistra come accadde lo scorso anno”.

Nella foto Marco Tedde

S.I.

“Architettura sarà decentrata”

ALGHERO – Architettura di Alghero sarà ricompresa tra le sedi dell’Università decentrata della Sardegna. Lo ha confermato oggi l’assessore regionale Claudia Firino ad Alghero, ribadendo quanto già espresso dal Presidente Pigliaru in più occasioni. La formalizzazione della decisione assunta ormai da mesi avverrà in occasione della finanziaria di prossima definizione. “Sono orgogliosa di poter ribadire, in questa sede – presso il Dipartimento di Architettura di Alghero che ospita l’Urban Thinkers Campus “The City We Need: Open for Art” – la volontà della Giunta di valorizzare una realtà di eccellenza come questa. Il dipartimento entrerà nel sistema delle Università decentrate: la Finanziaria sarà l’occasione per formalizzare la decisione”, ha affermato l’Assessore alla Cultura, alla presenza del Sindaco di Alghero Mario Bruno.

“La decisione presa da alcuni mesi dalla Regione ed annunciata dal Presidente Pigliaru – commenta il sindaco di Alghero Mario Bruno – trova seguito e concretezza nell’imminente. Non avevamo dubbi sulle conferme che arrivano puntuali in merito alla la volontà di valorizzare e sostenere in maniera stabile il Dipartimento: un’eccellenza che appartiene a tutta la Sardegna. La città tutta – aggiunge – considera Architettura una grande risorsa per il territorio, e l’Amministrazione ha da subito puntato a rendere stabile l’unione, anche con impegni reciproci alla base di accordi sottoscritti per favorire lo sviluppo in relazione ai temi della qualità e sostenibilità architettonica e urbana, della pianificazione urbanistica, territoriale, paesaggistica e ambientale, delle politiche della casa, della mobilità, della partecipazione, delle politiche turistiche”.

“Il Dipartimento di Architettura entrerà quindi, come annunciato, a far parte di un regime di tutela particolare, con un sistema di finanziamento distinto rispetto ai contributi “tradizionali” che la Regione attribuisce ai due atenei della Sardegna”. L’Assessore Firinu è stata particolarmente chiara nell’esprimere la volontà della Regione di “riconoscere il prestigio e il valore del Dipartimento e contribuire affinché possa continuare a svolgere con più forza questo ruolo importante, esempio positivo per tutta l’Isola”.

Nella foto Mario Bruno

S.I.

Festa San Marco: nuovo direttivo

ALGHERO – Si è costituito il nuovo direttivo del Comitato dei Festeggiamenti San Marco Fertilia formato dai seguenti componenti: Emanuela Saba, Gisella Piras, Barbara Sanna, Elisabetta Cannas, Nicola Solinas, Alessio Ballarini, Fabrizio Farinelli, Antonio Pileri. Il nuovo presidente è Nicola Solinas, vice presidente Alessio Ballarini. Obiettivo del comitato è quello in primis di organizzare la festa di San Marco, santo patrono di Fertilia, nelle date del 24-25 aprile, e poi di creare altri nuovi eventi, oltre alla festa del Turista ad Agosto, nuove iniziative che possano attrarre persone nella Citta di Fondazione Fertilia, in maniera tale da creare una nuova vitalità anche dal punto di vista economico specialmente per le attività commerciali.

“Naturalmente per la riuscita dei vari eventi si spera anche nella collaborazione e partecipazione economica da parte di tutti i residenti e non, delle attività commerciali, degli sponsor e di tutti quelli che vogliono dare un contributo. Una volta definito il programma degli eventi comunicheremo il tutto per eventuale altro articolo”.

Nella foto Nicola Solinas

S.I.