Cimitero Sassari: caos finito?

SASSARI – «Da lunedì i servizi cimiteriali, dopo il necessario intervento in via sostitutiva dell’amministrazione comunale, sono ripresi regolarmente e si sta procedendo con le operazioni di tumulazione nei loculi del nuovo cimitero». Lo precisa l’assessore comunale ai Lavori pubblici Ottavio Sanna che quest’oggi interviene sulla questione del cimitero comunale. «L’amministrazione comunale – riprende l’assessore delle giunta di Nicola Sanna – lunedì è intervenuta dopo aver inviato due ordini di servizio all’Ati che ha in concessione l’ala nuova del cimitero».

Con il primo ordine di servizio, datato 9 febbraio, la dirigente del Settore Lavori pubblici faceva presente che, «nonostante il raggiunto accordo sul quantum» da riconoscere per lo svolgimento delle operazioni cimiteriali al concessionario, i servizi rilevavano «una unilaterale sospensione delle tumulazioni con un pregiudizio grave per l’igiene pubblica». Per questo motivo dal Settore veniva inviata una diffida ad adempiere immediatamente. In data 11 febbraio, il dirigente del Settore con una nuova lettera prima ordinava la ripresa delle tumulazioni quindi avvisava il concessionario che se le operazioni cimiteriali non fossero riprese, dovendo adempiere a quanto previsto dal regolamento comunale per i servizi cimiteriali e di polizia mortuaria, entro le 8,30 del 12 febbraio l’amministrazione avrebbe provveduto senza ulteriore avviso a intervenire in via sostitutiva.

«Le operazioni cimiteriali – ribadisce l’assessore Ottavio Sanna – sono un servizio essenziale e non è possibile tollerare alcuna interruzione. Per questo motivo, in piena emergenza, l’amministrazione si è trovata costretta a intervenire per non creare disagi ai cittadini». Una situazione che – segnala la relazione del Settore Lavori pubblici – si era già venuta a creare nell’area vecchia del cimitero quando, a luglio 2015, l’Ati che gestiva vecchio e nuovo cimitero formalizzava la rinuncia al contratto per l’esecuzione dei servizi nell’area del vecchio cimitero. Una situazione che aveva messo in difficoltà l’amministrazione comunale che si trovava a non poter provvedere all’esecuzione delle operazioni di polizia mortuaria. In via d’urgenza così, l’esecuzione dei servizi nell’area del vecchio cimitero veniva affidata ad altra impresa che, con altre due, aveva partecipato alla manifestazione d’interesse pubblicata nel maggio 2015. Nelle determinazioni dirigenziali del luglio e dicembre 2015 sono riportate, nella massima correttezza e trasparenza, tutte le motivazioni che hanno condotto a quelle scelte di affidamento con carattere d’urgenza.

L’assessore quindi si sofferma sulla questione dei pagamenti: «Dagli uffici ci fanno sapere che dal 2009 al 2015 per le tumulazione e altri servizi in tutto il complesso cimiteriale nulla in più sarebbe dovuto, rispetto a quanto era già stato pattuito con un prezzo forfettario annuo di 700 mila euro con Iva».
Nella relazione predisposta dal settore Lavori pubblici si legge che le «prestazioni di contratto venivano regolate sulla base della Carta dei Servizi, tanto è vero che, fino al novembre 2015 l’Ati non ha mai richiesto alcun compenso, né proposto alcuna variazione delle tariffe per l’esecuzione delle operazioni cimiteriali nell’ambito del project financing» del nuovo cimitero. Infine, il Settore Lavori pubblici di recente ha fatto sapere che dai primi di novembre a oggi sono stati messi in liquidazione al concessionario circa 445mila euro.

«Ci auguriamo che in tempi stretti si arrivi a ricomporre la questione – afferma l’assessore Ottavio Sanna –. In considerazione del fatto che era necessario un adeguamento dei costi, proprio a novembre è stato siglato un accordo attraverso il quale è stato indicato in 180 euro più Iva il costo per effettuare le operazioni cimiteriali. A dimostrazione che l’amministrazione comunale è venuta incontro alle richiesta dell’Ati, calmierando però le pretese della ditta che arrivavano fino a 315 euro, tutte a carico dei cittadini. Dispiace che si stiano introducendo elementi di speculazione politica in una vicenda che vede il Comune e la cittadinanza vittime di una situazione non certamente derivante dalla condotta dell’amministrazione comunale e dei suoi settori gestionali». E così l’assessore ai Lavori pubblici, nel respingere le pressioni politiche di questi giorni, conclude che «sarebbe opportuno distinguere l’azione politica da quella amministrativa. Non è la politica a decidere se ci sono gli estremi per eventuali accordi tra amministrazione e imprese, lo fanno altri soggetti attraverso il diritto. Noi dobbiamo occuparci di garantire la ripresa dei servizi essenziali per tutti i cittadini».

Gioco, a Sassari è allarme sociale

SASSARI – È stato dedicato al tema “L’impatto sociale delle sale da gioco nella città di Sassari” l’incontro-dibattito promosso venerdì dal coordinamento provinciale di Sassari di Italia Unica. Nella sala conferenze dell’Hotel Leonardo da Vinci sono intervenuti i dirigenti di Italia Unica Alessio Paganini, Elena Vidili e Gianni Pandino, oltre ad esponenti del mondo del volontariato. Ma quanto pesa il gioco nel tessuto economico e sociale cittadino? I dati illustrati hanno delineato un quadro a dir poco allarmante.

Nel 2000 il settore del gioco arrivava a muovere 4 milioni di euro, ma in 15 anni la progressione è andata fuori controllo. Nel 2013 erano presenti 1700 slot machine, una ogni 70 residenti, con 550 euro spesi pro capite ed un fatturato provinciale di 76 milioni di euro, di cui quasi il 70 per cento prodotto a Sassari. Oggi siamo passati a 2400 slot machine, una ogni 54 abitanti con una spesa pro capite di 700 euro, un fatturato di 91 milioni di euro a livello provinciale. In città, inoltre, nel 2013 erano 69 le attività commerciali dirette che gestivano giochi. Cifre record, che portano Sassari incredibilmente al secondo posto nazionale dopo Napoli. Un incremento dal 2000 a oggi del 91,7 per cento, mentre a livello nazionale è stato del 17,1. E senza considerare il gioco online. Tutte risorse che potrebbero essere impiegate diversamente per l’economia del territorio.

Una situazione quindi di malessere sociale, è stato ribadito, che sfocia in casi di dipendenza patologica da gioco, con il coinvolgimento anche dei familiari del giocatore. Ci sono persone che hanno perso la casa o sono diventate schiave dell’alcol. Chi si rivolge al Serd per curare la dipendenza è in realtà solo una parte. Ogni anno sono 80, poi in cura rimangono 34-35. Ma non si conosce il numero di quanti neanche si avvicinano per vergogna o paura. Il dibattito ha visto, tra gli altri, gli interventi di Bastianino Monti e di Gianfranco Addis della Caritas, che ha portato il saluto del direttore don Gaetano Galia.

Italia Unica si muove su due direttrici. Innanzitutto, si chiede all’Amministrazione comunale l’adozione o l’aggiornamento di precisi atti o regolamenti, come quelli relativi alle distanze da siti sensibili (ospedali, scuole, ecc.) e il raddoppio dei mille euro di incentivo a favore degli esercenti che rinunciano alle slot machine; al contempo però si propone di aumentare l’Irap del 50 per cento a chi le macchinette da gioco le tiene ancora. È inoltre necessario modificare il Puc, per chiudere la possibilità di aprire altre sale da gioco nel territorio urbano. Il secondo filone di intervento è rivolto alla Regione, che deve ancora legiferare in materia: vanno parametrate le attività al numero degli abitanti, portando la soglia della presenza delle slot machine a una ogni mille abitanti. Servono inoltre delle linee guida rivolte alle Amministrazioni comunali, in modo che queste, a loro volta, possano adottare dei regolamenti. Importante anche la prevenzione attraverso azioni di sensibilizzazione nelle scuole e nelle famiglie. Italia Unica, a livello nazionale, promuoverà, infine, un intervento normativo e di sensibilizzazione in tutte le sedi.

«Spiace sapere che Sassari è al secondo posto in Italia nella classifica del gioco. I numeri sono davvero inquietanti», è il commento del coordinatore regionale di Italia Unica Tore Piana. «In questi anni è chiaro che qualcosa è sfuggito all’Amministrazione comunale ed alla politica in generale. Dobbiamo intervenire al più presto: una delle prime azioni è la convocazione di un tavolo di concertazione tra istituzioni, operatori e mondo del volontariato. Analizziamo il fenomeno e poi stabiliamo le prime azioni concrete».

Lager Civile, basta: mobilitazione

ALGHERO – “Mi ha profondamente deluso la risposta in “politichese” della Asl, troppo concentrata a minimizzare la situazione che, per contro, e’ oltremodo grave”. Michele Pais, consigliere d’opposizione non ci sta e commenta amaramente il comunicato dell’Asl sulla condizione da lager del Civile [Leggi].

“Mi sarei aspettato un sussulto di orgoglio, uno scatto di reni, deciso e netto per la risoluzione di problematiche che sono croniche e non temporanee. Invece indugia in una improbabile difesa d’ufficio, che no fa onore a nessuno, tantomeno ad una Istituzione importante come quella che cura salute dei cittadini. Vivadio che i Nas non abbiano rilevato reati… ci sarebbe mancato altro!!! Ma non basta questo per trovare una assoluzione, che peraltro non c’è! Una sanità che si rispetti, non è quella che cura le malattie, ma che curi persone prendendosene prima di tutto cura in maniera amorevole e umana, che abbia attenzione per la dignità del malato, al quale non può essere in alcun modo riservato un trattamento indecoroso come quello che ho denunciato”.

“Non mi tranquillizza sapere se allocare anziani sofferenti in corridoio o nell’androne o in uno sgabuzzino non integri un reato penale e che dal punto di vista “burocratico” sia tutto perfettamente regolare. Ma mi spaventa e mi indigna il fatto che si approcci a questi problemi in maniera assettica e burocratica, parlando di persone sofferenti come se stessimo parlando di “pratiche” o “faldoni”, che molto spesso invadono i corridoi di uffici pubblici. Ma in questo caso non stiamo parlando del Catasto o dell’ufficio tecnico comunale. Parliamo di in luogo delicatissimo in cui la cura della persona, in tutti i suoi aspetti anche e soprattutto del benessere ambientale, dovrebbe essere massima al di la ed al di sopra di ogni procedura di regolarità burocratica”.

“Ecco perché la risposta della Asl mi delude enormemente, perché manca di quella umanità e sensibilità che invece mi sarei aspettato. Ho parlato, senza enfasi, di eroismo di tutto il personale medico sanitario che in quelle condizioni, di estrema difficoltà, ogni giorno presta il proprio servizio e conosco, cercando di alleviare, come possono, il disagio a cui sono costretti i pazienti e loro per primi. Ma da soli, “a mani nude”, senza il sostegno della Asl, pur dando il massimo, possono davvero poco. Ecco perché, da parte nostra, nonostante la deludente risposta dei vertici della Asl, tutta di circostanza, continueremo a squarciare il silenzio che da troppo tempo sta coprendo una situazione intollerabile, sperando che in questa battaglia, di assoluta civiltà prima che di diritto, ci unisca tutti evitando sciocche contrapposizioni che non servono a nessuno…tanto meno alla Asl”.

“Per tale ragione, sabato 5 marzo, alle ore 10,00, si terrà nella parte esterna dell’Ospedale Civile, dopo una marcia di protesta verso la struttura, una conferenza dal titolo “Soccorriamo l’ospedale”, che siamo certi registrerà una larga partecipazione di cittadini, forze politiche, operatori sanitari, ma anche degli stessi vertici della Asl chiamati a dare risposte certe e concrete”.

Nella foto Michele Pais

Surigheddu, Pd: 150 ettari ai giovani

ALGHERO – “Sono ormai più di trent’anni che l’area delle tenute agricole di Mamuntanas e Surigheddu giacciono nell’abbandono e nell’incuria più totale, perciò accolgo con favore il fatto che la Regione abbia deciso finalmente di indire un bando internazionale per il recupero di quelle aree”. Cosi il capogruppo del Partito Democratico Mimmo Pirisi che continua “il rilancio delle due tenute può essere l’occasione giusta per dare una opportunità ai giovani agricoltori del territorio e a chi desidera per contribuire allo sviluppo rurale del territorio: infatti si potrebbero consegnare ad essi, (in assegnazione e non in proprietà) che essi siano singoli o associati tra loro, delle quote di terreno (non più di dieci ettari per ciascuno per 10/15 quote) da poter disporre per le loro esigenze produttive”.

“Una parte di Mamuntanas e Suriggheddu quindi può essere destinata a figure professionali giovanili dotate dei requisiti per poter avviare una impresa agricola ed accedere così ai finanziamenti previsti per le giovani imprese in questo settore: considerando il fatto che negli ultimi anni le nuove generazioni, un po’ per mancanza di altre prospettive ed un po’ per la solidità e concretezza offerta dal ritorno al lavoro rurale, sono sempre più conquistate dalle opportunità offerte dall’agricoltura e dagli sbocchi imprenditoriali che essa offre, sarebbe una grande occasione quella di combinare il rilancio di Mamuntanas e Surigheddu con l’offerta di possibilità lavorative per i giovani”.

“In sostanza ciò significherebbe che un totale di 150 ettari su 1200 a disposizione verrebbero destinati a 10-15 giovani imprenditori del territorio, in modo che la restante quota di terreno possa rimanere a disposizione degli eventuali progetti della Regione, ma non solo: questa soluzione porterebbe anche al rilancio della scuola agraria di Santa Maria La Palma, recentemente chiusa per mancanza di studenti. Tramite questa opportunità, invece, i giovani potranno gradualmente avvicinarsi al territorio e contribuire allo sviluppo delle attività agricole, con programmi colturali ben definiti, cosa che risponderebbe anche alle esigenze turistiche del territorio creando così un naturale riferimento per gli approvvigionamenti per il comparto turistico che abitualmente si rifornisce all’estero. Un’opportunità del genere non va quindi sprecata, se le istituzioni vogliono davvero essere vicine ai giovani e offrire loro una chance di reddito, lavoro e sviluppo concreto e con un futuro solido”.

Nella foto Pirisi, Salis e Daga del Pd

S.I.

Lager Civile, Asl: va tutto bene

ALGHERO – In merito alla situazione dell’Ospedale Civile di Alghero denunciata dal consigliere comunale Michele Pais e anticipata da Algheronews con l’ispezione dei Nas all’ospedale Civile [Leggi] la Direzione Aziendale della ASL di Sassari scrive per fare alcune precisazioni. E di fatto respinge ogni accusa dicendo che tutto va bene.

“I Nas, intervenuti nella mattinata di ieri, non hanno riscontrato alcuna violazione. Il sopralluogo nelle unità operative di Medicina donne e di Ginecologia e Ostetricia è servito ai militari per verificare lo stato dei cantieri e avere chiarimenti sulle difficoltà relative al completamento dei lavori che stanno interessando l’Ospedale Civile di via Don Minzoni. Per quanto riguarda le barelle posizionate lungo il corridoio si precisa che si è trattato di una situazione provvisoria dovuta all’intervento di manutenzione urgente necessario per riparare un guasto verificatosi in due stanze di degenza”.

“I lavori stanno procedendo in tempi rapidi tanto che da oggi è nuovamente disponibile una delle due stanze. L’altra camera di degenza sarà pronta presumibilmente entro 48/72 ore. Nel frattempo si stanno portando avanti i lavori di ristrutturazione dei nuovi locali destinati all’Unità Operativa di Medicina Interna donne, situazione che risolverà in tempi brevi tutte le criticità del reparto. Si ricorda inoltre che la presenza dei cantieri, sempre opportunamente segnalati e interdetti al pubblico, è legata alla necessità di adeguamento e messa a norma dei locali del vecchio nosocomio.

“La Direzione si scusa con gli utenti per i disagi sopportati e ringrazia gli operatori sanitari che si trovano ad operare in una situazione così complessa. I lavori di ristrutturazione risultano più lenti rispetto al normale proprio per limitare, per quanto possibile, i disagi all’attività ospedaliera. Si segnala che nel frattempo i lavori di ristrutturazione in essere nell’Ospedale hanno permesso di trasferire, proprio di recente, le attività di Ginecologia e Ostetricia nei nuovi locali appena rinnovati. Anche il Nido, provvisoriamente ospitato nello stesso reparto, troverà presto una nuova collocazione negli spazi appositamente ristrutturati”.

Nella foto l’allagamento dentro l’ospedale Civile

S.I.

“Sanità in prognosi riservata”

ALGHERO – Continua il nostro focus sulla drammatica situazione in cui è finita la sanità algherese. Una condizione mai vista che coincide, ed è questo l’assurdo, con delle amministrazioni (a più livelli) che hanno sempre indicato questo settore come il faro delle loro campagne elettorali. Eppure siamo sprofondati dentro il baratro. Dopo le ultime notizie [Leggi] e i commenti politici riguardo il “Lager Civile” [Leggi], teniamo alta l’attenzione sul tema che non può prescindere da una classe politica locale forte e capace.

“Come definire ancora questa sanità locale, bistrattata e disorientata, un marasma di idee contorte e disartriche, senza guida politica e amministrativa. Potrei definirla come un paziente complicato, in prognosi riservata, bisognoso di cure professionali e strumentali d’eccellenza”. Cosi la dottoressa, medico di base e rappresentante politica Lina Bardino che evidenzia come “invece abbiamo un ospedale da campo (base), dove chi sa fare, non può fare perché privo della elementari dotazioni di serie. Per avere reparti efficienti e di eccellenza, ci vogliono primari capaci e caparbi, non disorientabili dal politico di turno, che facciano tremare le poltrone dei direttori generali”.

“Neanche la vendita della struttura del Marino, potrebbe sopperire alla bislacca riforma sanitaria, che – chiude la Bardino – ha messo in ginocchio tutta la sanità Sassarese. Dobbiamo potenziare la collaborazione con gli altri centri di Ozieri e Sassari, ed assicurarci reparti di eccellenza, della mediocrità non sappiamo cosa farcene”.

Nella foto Pasqualina Bardino

S.I.

“Camposanto algherese violentato”

ALGHERO – “Il degrado del Cimitero di Alghero ha ormai raggiunto il punto di non ritorno: i roghi delle bare e di altri oggetti nei terreni attigui sui cui si affacciano i loculi sono uno degli ultimi atti al limite del lecito e del decoro che violentano quotidianamente il Camposanto”. Cosi il capogruppoo del Partito Democratico Mimmo Pirisi sulla gravissima situazione del cimitero di Alghero [Leggi].

“Poche settimane fa il fumo causato dalla combustione della bare si sprigionava e si diffondeva in tutta la zona di via Vittorio Emanuele: un fumo acre e denso causato del legname con cui sono fatti i feretri (e si spera che in quei roghi non venissero bruciati materiali cancerogeni) ma soprattutto dall’irresponsabilità, ancora da accertare, direttiva e materiale di chi ha avuto l’idea di appiccare il fuoco in un campo all’aperto e per di più vicino alle tombe; in un colpo solo, si è rischiato un disastro ambientale, un potenziale danno per la salute dei cittadini ed un affronto incalcolabile alla compostezza di un luogo di preghiera e raccoglimento”.

“Ma come ho già detto, sono troppe le villanie che il Cimitero affronta ogni giorno: basta fare un giro nella zona per assistere a casi di incuria, lordura e cafonaggine come i cassonetti per i fiori pieni e spesso di rifiuti non adatti, le bottiglie di plastica infilate persino tra i cipressi, perdite d’acqua dalle fontane e conseguenti allagamenti, il vociare scomposto di lavoratori e visitatori sin dalle prime luci del mattino, le muffe e le infiltrazioni che divorano l’area dei nuovi colombari a nord-est, i loculi vuoti che dovrebbero ospitare le urne cinerarie riempiti con spazzatura o sede dei piccioni, mentre una struttura di recente costruzione che sta già ospitando dei feretri giace incompleta, senza tetto di copertura e nel più totale degrado (e senza neppure un minimo di buon gusto estetico). Suonano come una beffa, poi, i cartelli con il decalogo per il rispetto delle regole del luogo attaccati alla bene e meglio sui muri dei colombari e persino sui cipressi”.

“Sicuramente non giova la situazione di stallo completo dei lavoratori In House che attendono risposte per il loro futuro lavorativo a fronte dei paventati licenziamenti per il risanamento della partecipata, magari con l’inglobamento nella rete metropolitana di Sassari del personale e dei rapporti giuridici delle società in House, soluzione che garantirebbe più sicurezze per il loro posto di lavoro, su questo aspetto il Partito Democratico continuerà a sollecitare in maniera costruttiva l’attuale amministrazione comunale affinché si possano dare delle risposte concrete ai lavoratori. Ma di fronte al rispetto per i morti nulla si può giustificare: il Comune si attivi affinché si ripristini al Camposanto ciò che deve accumunare i vivi e chi non c’è più, ovvero il rispetto della dignità umana”.

Nella foto Mimmo Pirisi

S.I.

Lager Civile: fare project financing

ALGHERO – La proposta di Algheronews [Leggi] sulla sanità locale fa discutere. Non si tratta certamente di una primogenitura, tempo fa si era già parlato della vendita del Marino per “fare cassa” e migliorare sensibilmente il servizio sanitario locale. Sul tema, interviene il consigliere comunale e segretario locale di Nursing Up Alessandro Nasone.

“Il Marino non si può vendere perché é un lascito testamentario del Conte Larco che ha espressamente scritto che la struttura doveva essere utilizzata per scopi sanitari e non per altre esigenze – e spiega ancora – la vendita deve essere autorizzata dagli eredi che concorrerebbero nell’utile”. Per il project financing Nasone plaude alla proposta di Algheronews che lo stesso rappresentante politico ha presentato più volte all’assessorato regionale. “E comunque il degrado non è figlio di questi mesi ma di una politica sanitaria che ha accentrato tutto a Sassari diciamo che tutto ha iniziato negli ultimi 5/6 anni in maniera molto più marcata”.

Nasone esprime dei concetti chiari e di buon senso. La politica deve seguire queste linee e anche nel caso della vendita del Marino bisogna che si percorrano tutte le stade possibile per poter verificare la realizzazione di un project financing utile a realizzare una struttura ricettiva (magari legata sempre ai servizi sanitari) nel plesso che sorge sul mare e poi creare una nuova ala del Civile e la riqualificazione dello stesso. Questo anche perchè, per colpa delle restrittive normative del Ppr soriano, non si può più realizzare neanche un cuccia vicino al mare e questo, per una città turistica, è un enorme problema. Tanto vale che la politica abbia un sussulto e individui situazioni utili a realizzare degli interventi utili a salvare dal declino la comunità algherese.

Nella foto Alessandro Nasone

S.I.

Eventi e verde: bando per sponsor

ALGHERO – “L’Amministrazione insieme al mondo dell’impresa e ai cittadini in un percorso di miglioramento complessivo dell’immagine della città e per la partecipazione agli eventi e manifestazioni. La procedura è quella delle sponsorizzazioni e della stipula di accordi di collaborazione con l’obbiettivo di perfezionare la qualità dei servizi erogati e contenere la spesa pubblica”. Cosi fanno sapere da Sant’Anna riguardo questa iniziativa ideata e promossa dalla Giunta Bruno.

“Attività e progetti, eventi, mostre, manifestazioni, valorizzazione di edifici pubblici ( impianti sportivi, biblioteche, teatri), abbellimento aree verdi: l’Amministrazione lavora e coinvolge le realtà imprenditoriali nel progetto di partecipazione alla vita sociale e culturale con benefici reciproci. Due le procedure varate dalla Giunta: sponsorizzazione per attività e progetti e sponsorizzazione per la sistemazione e manutenzione di aree a verde pubblico e rotatorie stradali. A breve la pubblicazione degli avvisi pubblici. Il primo, la ricerca di sponsorizzazioni per attività e progetti per l’anno 2016, è rivolta a rendere disponibili all’Amministrazione risorse per la realizzazione di progetti, attività e iniziative. In parallelo, lo sponsor otterrà la promozione della propria immagine attraverso il partenariato con l’Amministrazione e la possibilità di utilizzare appositi spazi”.

“È un passo avanti importante nell’ottica del coinvolgimento attivo del mondo dell’impresa per contribuire alla realizzazione di eventi importanti – spiega l’Assessore alla Cultura e Turismo Gabriella Esposito – ma è soprattutto una grande opportunità in grado di rendere protagoniste attive le nostre migliori competenze e capacità imprenditoriali per concorrere a potenziare l’attrattività degli eventi e
la qualità dell’offerta turistica e culturale”. Il Cap d’Any, o l’estate algherese, come singoli aventi sportivi o di spettacolo, potrebbero quindi contare su partecipazioni importanti in grado di elevare l’attrattività in chiave turistica. Il secondo ramo della partecipazione, la sponsorizzazione per la sistemazione e manutenzione di aree a verde pubblico e rotatorie stradali, richiama la partecipazione dei soggetti privati alla manutenzione di aree verdi di proprietà comunali, in particolare quelle incluse nelle intersezioni stradali. Per gli sponsor sarà un ritorno di immagine con l’installazione di cartelli istituzionali. Tra le aree individuate la Piazza Maria Carta, le nuove rotatorie realizzate e in via di ultimazione, il Colle Balaguer, lungomare Barcellona, via Lido e altro ancora.

“La partecipazione alla cura del verde in aree strategiche della città presenta benefici notevoli per le aziende protagoniste degli interventi – precisa l’Assessore all’ecologia Raimondo Cacciotto – e sicuramente contribuisce al mantenimento di uno standard elevato della conservazione e dell’estetica”. Il progetto di coinvolgimento attivo della città si completa con il programma di iniziative di Cittadinanza Attiva che coinvolgere cittadini e aziende alla vita sociale e culturale della città e per promuovere e incentivare le azioni di miglioramento dei servizi. A breve la proposta in commissione e poi i passaggi consiliari.

Nella foto il sindaco e gli assessori interessati dal progetto

S.I.

Civile lager: vendere il Marino

ALGHERO – Altro che nuovo ospedale, la sanità algherese è in piena emergenza. O per specificare meglio è il Civile vivere una condizione disarmante. Oltre il decadimento strutturale, vediamo sempre più pazienti sistemati lungo i corridoi. E non certo per il personale, medico e infermieristico che ci lavora, ma per una struttura e organizzazione in totale decadenza. Questo nonostante i proclami, comitati e annunci che si ripetono da anni e che vedono sfilare nei corridoi dei presidi medici i politici di tutti i colori politici.

Eppure niente cambia in meglio, anzi peggiora. Anni fa si parlava di “nuovo ospedale”. Nacquero anche comitati che battagliarono per svegliare la politica. Organismi che, non appena sono cambiati gli interlocutori (avversari) politici, sono spariti. Cosi come i fondi che pareva fossero pronti per essere spesi al fine di realizzare una nuova struttura. Ma mentre nella Riviera catalana ci si scannava sulle varie responsabilità (Soru, Berlusconi, Cappellacci, Prodi, etc) in altre zone della Sardegna (vedi San Gavino e soprattutto adesso Olbia) si procedeva verso la realizzazione di ospedali moderni e funzionali.

Alghero si trova da anni col problema del Civile, mentre il Marino risulta essere quasi sotto-utilizzato. Al netto, sempre, dell’ottima qualità del personale che ci lavora e dell’ottimo servizio svolto, il complesso che sorge sul mare oggi potrebbe rappresentare uno spreco. In un periodo di tagli con l’accetta avere due strutture a pochi metri una dall’altra non può che essere un lusso. Attenzione, questo a seguito della drammatica condizione in cui si trova uno di essi, altrimenti è ovvio che tutti vorremmo avere due ospedali nuovi di zecca e funzionanti. Ma così non è. Dunque, basta coi sofismi, le divisioni partigiane e il nascondino dietro ideologismi vecchi come il mondo: si venda il Marino e si ingrandisca il Civile, riqualificandolo e creando anche nuovi spazi migliorando l’offerta generale del comparto andando anche a tagliare gli sprechi. La via può essere quella del project financing. Vedendo la pessima condizione del Civile, non c’è più tempo da perdere. Altrimenti a breve dovremo andare ad Olbia o Sassari. E non solo per curarci.

Nella foto di ieri alcuni anziani pazienti sistemati lungo i corridoi del Civile

S.I.