Salva-Architettura, lettera di Bruno

ALGHERO – Ancora problemi per Architettura. Lettera inoltrata oggi dal sindaco Mario Bruno all’attenzione del Presidente della Giunta regionale, Francesco Pigliaru, del presidente del Consiglio, Gianfranco Ganau, e a tutti i consiglieri regionali. Il Primo Cittadino sottolinea l’importanza di inserire Architettura ad Alghero tra le sedi decentrate dell’Università in Sardegna, atto dovuto affinché si garantisca l’eccellenza più volte premiata in ambito nazionale.

“Riconoscere il prestigio e il valore del Dipartimento significa contribuire affinché possa continuare a svolgere con più forza questo importante ruolo, esempio positivo non solo per la Sardegna” precisa il sindaco che pensa non sia “il momento delle polemiche o della contrapposizione tra città importanti della Sardegna, è invece il momento per valorizzare le tante eccellenze e il ruolo strategico dell’università diffusa in Sardegna, di aggiungere valore e risorse a tutti, non di togliere qualcosa a qualcuno. Sono certo che i consiglieri regionali sono d’accordo e ne terranno conto”.

Egregi Presidenti, Assessore, Consiglieri,
la scelta di inserire Architettura ad Alghero tra le sedi decentrate dell’Università in Sardegna tiene conto del suo carattere oggettivo di sede distaccata dell’Ateneo di Sassari. Un atto dovuto affinché si garantisca l’eccellenza più volte premiata in ambito nazionale, assicurando il regolare funzionamento degli uffici e la gestione degli spazi, qualità nell’insegnamento e della ricerca ai numerosi studenti.
Riconoscere il prestigio e il valore del Dipartimento significa contribuire perché possa continuare a svolgere con più forza questo importante ruolo, esempio positivo non solo per la Sardegna. Al pari di altre realtà universitarie, Architettura ad Alghero vive quotidianamente tutti gli svantaggi, anche economici, tipici delle sedi decentrate. Una ragione in più per confermare, con l’inserimento nel fondo unico, la volontà della Giunta di sostenere e valorizzare in maniera stabile il Dipartimento di Alghero, unico nell’Isola non coincidente con sede di Ateneo.
Rispetto alle altre realtà, Architettura ad Alghero attrae studenti che mai avrebbero scelto una università in Sardegna, oltre a trattenerne numerosi sardi, pronti a lasciare l’isola. Fatto questo che genera un incremento addizionale di studenti, un dato riconosciuto e valutato molto positivamente a livello ministeriale.
Negli anni ha favorito lo sviluppo territoriale in un’ottica internazionale in relazione a temi fondamentali quali la qualità e sostenibilità architettonica e urbana, della pianificazione urbanistica e ambientale, delle politiche della casa e delle politiche turistiche. Per la Sardegna intera il Dipartimento di Architettura, Design e Urbanistica di Alghero rappresenta una straordinaria risorsa che ha assunto un ruolo primario nello sviluppo economico e nella crescita culturale del territorio. È una comprovata eccellenza nazionale e solo per questo necessiterebbe di un finanziamento ordinario e durevole che, sono certo, verrà riconosciuto nella prossima Finanziaria in discussione.
Non è il momento delle polemiche o della contrapposizione tra città importanti della Sardegna, è invece il momento per valorizzare le tante eccellenze e il ruolo strategico dell’università diffusa in Sardegna, di aggiungere valore e risorse a tutti, non di togliere qualcosa a qualcuno. Sono certo che i consiglieri regionali sono d’accordo e ne terranno conto.

Nella foto l’ex-asilo Sella che ospita la facoltà di Architettura

S.I.

“In-House, facciamo il possibile”

ALGHERO – “Stiamo facendo tutto il possibile, da quasi un anno, con un lavoro intenso e continuo di raccordo con i sindacati e con i lavoratori, per garantire i servizi ai cittadini e mantenere i posti di lavoro anche per la Alghero in house, pur senza l’apporto che la Regione ha garantito in passato e con minori risorse comunali dovute ai tagli milionari dello Stato e ai minori interventi regionali. Il mancato accordo tra azienda e sindacati non è dipendente dall’amministrazione ma da fattori tutti interni alla stessa In house”.

La precisazione arriva dal sindaco Mario Bruno, che sottolinea come da diversi mesi le discussioni intavolate con lavoratori e sindacati vertano sulla firma di un contratto di solidarietà di tipo B, già previsto nel piano industriale approvato dal Consiglio Comunale nel marzo scorso. Accordo che garantisce a tutti la continuità lavorativa senza alcun licenziamento, a fronte di una minima riduzione dell’orario di lavoro per i dipendenti, l’eliminazione dei buoni pasto, l’accompagnamento alla pensione per coloro che stanno per maturare i requisiti e l’eliminazione di alcune indennità accessorie.

“Nel frattempo si lavora con Provincia, Comune di Sassari e Multiss per una soluzione che vada oltre la gestione dei servizi strumentali della città di Alghero. Un impegno che comprende anche nuove ipotesi per i servizi a rilevanza economica e le riscossioni” sottolinea il sindaco che nella giornata di mercoledì 2 marzo incontrerà a Cagliari l’assessore agli Enti Locali, Cristiano Erriu, insieme all’amministratore della Provincia Guido Sechi e il sindaco di Sassari, Nicola Sanna. “L’obiettivo è assicurare servizi e funzioni per i cittadini, salvaguardare i posti di lavoro e il patrimonio aziendale e comunale. Anche i lavoratori – conclude Mario Bruno – dovranno però fare la propria parte fino in fondo”. E’ già previsto che l’Amministrazione presenti entro il mese di marzo in consiglio comunale un piano di riassetto complessivo di tutte le partecipate comunali.

Nella foto il sindaco in Consiglio Comunale

S.I.

Vendola, Alghero: critiche bipartisan

ALGHERO – La legge sulle Unioni Civili voluta dal Governo Renzi e approvata dal Parlamento ha creato un dibattito molto acceso. Renzi ha scelto giustamente di regolamentare una questione che solo l’Italia vedeva scoperta. Entrando nel merito si potrebbero dire tante cose, certamente alla fine si tratta di una normativa che seppur necessaria trova parecchi pareri discordanti. Soprattutto per la possibilità, che l’ala sinistra del Parlamento (all’inizio pure i Grillini) negava ed invece, come pubblicizzato da Vendola e il suo compagno, di poter “acquistare un figlio”. Una dinamica che non può che lasciare perplessi e anche scioccati riguardo quelli che possono essere i risvolti ovvero chi ha i soldi ha figli, gli altri no.

Un’agire opposto a quelli che sono i dettami da cui proviene proprio l’ex-presidente della Regione Puglia e leader nazionale di Sel. E il tema, infatti, vede un commento critico proprio da un importante esponente della medesima area politica, l’ex-deputato dei Comunisti Italiani Elias Vacca. “Buona vita al piccolo Tobia Antonio e felicitazioni ai genitori Vendola/Testa. Purtroppo però si torna a capo: la pratica detta dell’utero “in affitto” sarà un ulteriore spartiacque tra chi può e chi no. Chi ha e chi non ha i soldi. E quindi è vero che c’è un problema di coscienza, ma di coscienza di classe”. Un commento duro che fotografa al meglio quello che potrebbe accadere, anzi che già accade, seppur in rispetto della normativa vigente.

E l’argomento, come detto, fa discutere. Cosi registriamo anche il commento del consigliere del Pd Enrico Daga. “Posso dire che io dubbi non ne ho e che questa cosa dell’utero in affitto è aberrante? Che questo gesto riassume in un colpo solo l’egoismo, il menefreghismo, e la disgustosa pratica di comprare col danaro, modificandolo, il corso della natura e, lasciatemelo dire, l’etica? Se, come ho detto, questo gesto, dal punto di vista degli adulti, a mio avviso, è quanto di più sfrontato, dal punto di vista del bambino, fa male al cuore. Fa quasi disperare”.

Seppur con esperienze politiche passate e presenti distanti e comunque connesse a partiti e compagini diverse, anche le parole di Michele Pais di Forza Italia non si allontano troppo da quelle espresse da Vacca e Daga. “Non esprimerò nessun giudizio o un solo parere sulla vicenda della del figlio di Vendola e compagno. Provo, però, assoluta pena per questo bambino per quando, tra 15 anni, leggerà o rivedrà tutte le bestialita’ che si stanno dicendo sul suo conto. Non mi uniro’ mai a questo coro animalesco, nonostante abbia convinzioni etiche molto chiare sul punto. Mi hanno insegnato che non si debba far pagare ai figli le colpe o le vergogne dei genitori. Ecco, personalmente non inizierò ora. I bambini vanno protetti. Tutti. Sempre”.

E questi commenti cristallizzano il fatto che sui temi etici è evidente come le appartenenze di scuderia contano veramente poco. E ancora di più, ciò fa emergere che la politica se si trova vicina su certi argomenti, figuriamoci sulle emergenze di una comunità, in questo caso quella algherese, che invece continua a dividersi e guerreggiare sotto effigi che oramai, almeno a livello locale, hanno poco senso, mentre poi si unisce su temi di grande valore. Tradotto: conta il valore delle persone sia che si parli di “uteri in affito” o di igiene urbana, programmazione turistica, regolamento suoli pubblici o asfaltare le strade.

Nella foto Elias Vacca

S.I.

“Asinara, Pigliaru si nasconde”

CAGLIARI – “Sul futuro del’Asinara il Partito Democratico tenta la vecchia tecnica di buttarla in rissa affinché i giornali parlino di “scambio di accuse”, di disputa politica e si resti ben lontano dal merito della questione”. Cosi il coordinatore regionale di Forza Italia Ugo Cappellacci.

“Noi non caschiamo nella “trappola” di alzare polveroni: vogliamo che la polvere resti a terra e ogni cittadino possa osservare la realtà con chiarezza. Un mese fa abbiamo presentato un’interrogazione, molto dettagliata, in cui abbiamo indicato i progetti avviati da noi e quelli bloccati dall’attuale gestione commissariale della Conservatoria delle Coste. Abbiamo scritto cose sbagliate? Smentiscano. Abbiamo ragione? Rispondano. E’ giusto che i sardi sappiano, e noi lo ricordiamo, che con un gravissimo dei costi l’Agenzia è oggi sotto la gestione di un commissario, dopo il siluramento del direttore: una situazione provvisoria che, a suon di proroghe, arriverà a compiere due anni”.

“Poiché noi abbiamo programmato e avviato un piano per il turismo sostenibile, chiediamo chiarezza. Pigliaru la smetta di nascondersi: non ci interessano le repliche “spintanee” di qualche signore locale e le convulse reazioni sui sociali dei vecchi capibastone del PD”.

Nella foto Ugo Cappellacci

S.I.

Sagra del Bogamarì: requiem della festa

ALGHERO – “La sagra è un momento di aggregazione sociale in cui nelle vie e nelle piazze di una cittadina si possono mangiare e degustare piatti tipici locali, vini, salumi, formaggi, pesce, prodotti caratteristici di quel posto o molto apprezzati dalla popolazione locale e non”, cosi Wikipedia. Denominatore comune di “sagra”, da tutti i vocabolari, è la parola “festa”. Ovviamente associata al termine “popolare”.

Ed è cosi che tutti gli algheresi, almeno quelli dai 20 anni circa all’insù ricordano quella del “Bogamarì”. Massima espressione della tipicità di un luogo, in questo caso Alghero, insieme ad altri prodotti come aragosta, corallo, vino, olio, etc, ma, visto lo sviluppo negli anni dell’evento, ancora di più se vogliamo. Ciò significa la creazione di un brand che viene associato ad un determinato territorio. Cosa che i nostri nonni, probabilmente, neanche sapevano, però, essendo più sociali e a questo punto più acculturati di chi magari vanta lauree o esperienze di insegnamento, hanno compreso da subito individuando da decenni il valore della “Sagra del Bogamarì”.

Un appuntamento che è cresciuto negli anni ed ha visto interpretarne il giusto significato da parte di diverse amministrazioni, fino a piombare nel buio della volontà di dargli un assurdo taglio “accademico”. L’opposto del senso stesso della parola sagra, ricordiamolo, “festa popolare”. Ed è cosi che si è persa la bussola. Per la verità questo è solo un esempio, ma sono tanti i “format” che per una volontà poco comprensibile di cambiamento, nonostante funzionassero al meglio e dovessero essere solo implementati, sono stati cancellati o peggio imitati malissimo.

Ritornando al prelibato riccio di mare ci troviamo oggi a dover assistere (nostro malgrado) al requiem di un momento gioviale e popolare a favore dell’enfatizzazione di aspetti degni degli istituti alberghieri e addirittura veterinari. Non stiamo facendo convegni scientifici, ma solo esportando le eccellenze del territorio al fine di fare economia e dare posti di lavoro. Forse qualcuno, che oggi nostro malgrado ci governa, non l’ha compreso, ma tutti, proprio tutti gli algheresi e non, lo sanno. Sarebbe da chiederesi dove hanno vissuto tali persone in tutti questi anni dove, un esempio su tutti, i cagliaritani facevano a gara per invadere Alghero nel periodo della sagra del bogamarì. Un flusso, in bassa stagione, di turismo regionale fondamentale per dare ossigeno da tante imprese, lavoratori e famiglie.

Mentre, come detto, piano piano, ovviamente in linea con scelte sempre meno sfidanti e più accomodanti verso le normative vigenti (l’opposto di quello che deve fare la politica) si è scelto di chiudersi nei ristoranti (le cui adesioni sono sempre meno) e di fermarsi a concorsi e gare. Segmento, giustamente, da implementare, ma senza dimenticare l’essenza della “sagra del bogamarì” ovvero della “festa popolare” all’aperto, tra la gente, al porto, nel centro storico. Senza dimenticare la vendita e gli assaggi, poi divenuti illegali, lungo il Lido. Ad oggi non è chiaro neanche dove si possano acquistare i ricci senza incorrere in guai. Insomma momenti gioviali per eccellenza e radicati nelle nostre vite, oggi cancellati. Tutto questo non solo per fini fondamentali economici (dunque turismo e i suoi effetti benefici), ma anche per ritrovare una socialità che Alghero sta sempre più perdendo tra eterne assemblee, convegni da condominio e dipendenza da social.

Nelle foto (gentilmente concesse da Paolo Calaresu) una delle ultime sagre del bogamarì realizzate al porto di Alghero

S.I.

La Sagra del Bogamarì al porto di Alghero:

Assistenze sociali: totale disastro

ALGHERO – “Finalmente, dopo tanta insistenza, è stata inserita all’OdG del Consiglio comunale del 2 febbraio la discussione della nostra mozione inerente gli importanti e delicati servizi del Set, Sass e Sad”. Cosi il consigliere d’opposizione Michele Pais in rappresentanza del gruppo di Forza Italia.

“Rischiano di perdere concretamente il posto di lavoro almeno 20 educatori professionali odiernamente impiegati nei servizi del SET (servizio educativo territoriale, rivolto ai minori, adulti e famiglie disagiate e svantaggiate a rischio devianza) del SASS (servizio di assistenza scolastica specialistica, per minori con handicap) e SAD (servizio assistenza domiciliare per soggetti non autosufficienti) gestito mediante cooperative che si sono aggiudicate l’appalto a seguito di gara”.

“Il sindaco i maniera del tutto autonoma, decidendo di abbandonare il sistema della gara per sposare quello dell’accreditamento, con un unico colpo fa fuori 20 operatrici professionali (che non possono usufruire della clausola di salvaguardia del posto di lavoro a seguito di cambio di ditta vincitrice del bando) e, cosa più grave, crea le condizioni per un abbassamento degli altissimi livelli qualitativi garantiti in questi anni dagli attuali operatori, in un settore delicatissimo come quello del disagio sociale e delle difficoltà personali, disperdendo il grande lavoro di equipe garantito in questi anni che ha assicurato risultati eccezionali”.

“L’ennesima scelta assurda di questa amministrazione, censurata senza mezzi termini dal Segretario Territoriale, Funzione Pubblica della CGIL, che non esita ad muovere un atto d’accusa chiaro e diretto nei confronti del Sindaco Mario Bruno, unico responsabile di questo potenziale disastro, in termini di servizi e di occupazione, che verrebbe a crearsi. Un fallimento dietro l’altro, insomma. Nella interrogazione e nella Mozione offriamo le nostre proposte, tese ad investire sull’attuale modalità di erogazione dei Servizi in parola, unica capace di evitare una diminuzione della qualità e garantire occupazione stabile ai lavoratori”.

L’intervista che fece il sindacalista Paolo Dettori a fine del 2015:

Nella foto Michele Pais

S.I.

Sussidi povertà: erogazione sussidi

ALGHERO – Azioni di contrasto alla povertà con l’erogazione di sussidi per lo svolgimento del servizio civico comunale. Le risorse previste ammontano a 88.276,40 euro, da destinare a cittadini che non svolgono attività lavorativa, prive di reddito e in stato di accertata povertà che dichiarano per i redditi percepiti nell’anno 2014 un ISEE 2016 non superiore a 4.500 euro.

L’avviso è consultabile nel sito del Comune di Alghero all’indirizzo www.comune.alghero.ss.it alla sezione Servizi al Cittadino/Bandi Avvisi Graduatorie. La modulistica è disponibile presso gli Uffici dei Servizi Sociali, in Viale della Resistenza, dal martedì al venerdì dalle 10,15 alle 13,00 e il martedì e mercoledì dalle 15,30 alle 17,00, e presso l’Ufficio Relazioni col Pubblico di Sant’Anna. I termini per la presentazione delle istanze sono fissati al 16 Marzo 2016. Il sussidio economico, ridefinibile alla luce della disponibilità finanziaria e del numero delle domande presentate, è previsto nella misura massima complessiva di 4.000 euro corrispondente a 100 ore mensili, 25 ore settimanali, per un periodo massimo non superiore a 4 mesi.

Nella foto l’ingresso degli uffici Servizi Sociali

S.I.

Case e scuola: paradosso Sa Segada

ALGHERO – Alghero, la Riviera dei paradossi. Oramai il centro catalano e il suo territorio potrebbero essere protagonisti, per la miriade delle tematiche offerte, di tutte le puntate di Striscia la Notizia. Si perchè oramai, forse, non basta più riempire le pagine di siti, quotidiani e anche social per denunciare le tante questione irrisolte. E molte, per essere chiari, non sono nate recentemente, ma purtroppo ancora non trovano una soluzione.

Tra le tante che saltano agli occhi c’è la bizzarria di Sa Segada. Borgata che invece di essere valorizzata, visto soprattutto l’eccezionale importanza della sua produzione agricola, si trova a dover subire nel suo limitato lembo di terra un assurdo affronto: da una parte le case popolari vuote e dall’altra la scuola occupata. Le prime sono state già ultimate da anni ma vista la mancanza di servizi sono ancora indisponibili. Le dieci famiglie che devono andare sono già state individuate dall’elenco definito dal Comune. Tanto è vero che, a fronte dell’assalto dei soliti vandali, pur non vivendoci ancora, stanno monitorando le proprie future abitazioni per evitare che vengano devastate. I pluviali e altre parti in rame sono scomparse già da tempo.

Ma a pochi metri da queste colorate e simpatiche costruzioni, c’è l’ex-scuola elementare. Una struttura di quasi 500 metri quadri che al suo interno ha una decina di aule, cucina, bagni e altri servizi. Vista lo spopolamento non è stata più utilizzata per i fini preposti. Ed ecco così che, dopo la tanto celebrata e decantata fine del campo nomadi dell’Arenosu, proprio la scuola è stata occupata da un famiglia rom. “Comprendiamo che anche queste persone hanno bisogno di un tetto, ma è possibile che, a fronte di tante famiglie algheresi senza una casa, un nucleo di rom abbia a sua disposizione un’intera scuola?”, si domandano da Sa Segada e non solo “inoltre, visto che lo abbiamo sotto gli occhi, stiamo parlando di un capo famiglia che ha un’azienda (raccoglie materiale ferroso a San Marco) con anche dei dipendenti, dunque non proprio dei poveri”.

Qualcuno la potrebbe definire guerra fra poveri. Però è oramai evidente che, per un indegno e stomachevole trend, per alcune persone sono più bisognose di altre. Senza considerare il velenoso e malsano effluvio di plastica bruciata che fuori esce dalla scuola occupata e accompagna chi la sera si reca a Sa Segada. Sarebbe ora che forze dell’ordine, servizi sociali e soprattutto l’amministrazione (nello specifico chi ha la delega all’agro l’assessore Natacha Lampis) si occupino di questa situazione senza rimandare oltre.

Nella foto la scuola occupata dalla famiglia rom

S.I.

Le case popolari ancora non consegnate alle dieci famiglie:
segada

“Mercatino moderno e in centro”

ALGHERO – Ha raccolto numerosi consensi (che nell’era di facebook si traducono in “mi piace”) la proposta del consigliere comunale del Pd Enrico Daga sul ritorno in centro del mercatino del mercoledi noto come “la Piazza”. Alcuni anni fa era stata presa la decisione di spostarlo alla Petraia anche per evitare che ci fosse troppa confusione nella parte più frequentata della città e per dare vigore anche a quella zona. Un trasloco, per la verità, che non ha mai convinto troppo. Inoltre in questi ultimi anni, se qualcuno non se ne fosse accorto, il mondo è cambiato. La devastante crisi ha mutato le condizioni generali del tessuto sociale comprese quelle relative all’offerta mercantile.

“Penso che riportare il mercatino del mercoledì nel cuore della città – scrive Daga – sia una priorità per Alghero. Per il suo “esprit”, per il commercio. Ovviamente ci mettiamo su un po’ di innovazione di processo e, perché no, di prodotto. Ovvio che la sezione “prodotti del Parco” dovrà essere la più attrattiva. Gli diamo un marchio a questo mercatino, e magari lo promuoviamo al pari delle grotte di Nettuno, cosa ne dite?”, si chiede Daga. E tra i commenti c’è stata quasi un’unanimità di pensiero nel giudicare positivamente tale proposta presente nel suo programma elettorale e che, del resto, è fondata sul buon senso vista l’oggettiva finalità di riportare maggiore vivacità in un centro sempre più desolante.

E in quest’ottica può anche essere visto l’accorpamento dei mercati. Idea avanzata anni fa dall’assessore allo Sviluppo Economico Gianfranco Becciu e condivisa dallo stesso Daga e pare anche dall’attuale amministrazione. Spostare frutta e verdura nella struttura di via Cagliari insieme a carne e pesce aumenterebbe il giro d’affari e liberebbe la struttura adiacente Piazza Piano Piras indispensabile per realizzare qualsiasi tipo di manifestazione anche quando il clima non consente di stare all’aperto. Appuntamenti calendarizzati dalla Meta che possono riguarda qualsiasi tipo di settore, compreso quello della valorizzazione dell’agro-alimentare in collegamento con l’ubicazione nuovamente baricentrica della nota “Piazza” del mercoledi.

Nella foto Daga nell’ultima campagna elettorale per le comunali alla “Piazza”

Scuola inagibile: presto interventi

ALGHERO – Lo avevamo segnalato ieri: la scuola dell’infanzia di Santa Maria La Palma è in parte inagibile [Leggi]. Sono stati i genitori a denunciare la situazione che condanna i loro figli a non poter seguire le elezioni in maniera idonea. A rispondere è il sindaco Mario Bruno che, tramite i social, rassicura.

“Scuola Santa Maria La Palma: in House realizzerà i lavori nei prossimi giorni. Ho chiesto massima priorità e urgenza. Ho sentito anche stamane l’amministratore unico che mi ha assicurato che, dopo i sopralluoghi dei giorni scorsi e non appena le condizioni meteo lo consentiranno, interverranno per realizzare i lavori necessari per consentire l’agibilità”. Queste le parole del Primo Cittadino anche se i genitori commentano speranzosi che l’intervento venga attuato subito. D’altra parte è logico domandarsi come sia possibile che sia sempre necessario giungere sulla stampa o sui social anche per delle esigenze primarie come quelle della scuola.

Nella foto Mario Bruno

S.I.