Vendita mare è abuso di potere

ALGHERO – Stop alla vendita del mare sardo alla Francia. Dopo l’allarme lanciato dal deputato di Unidos Mauro Pili, che ha ottenuto il risultato di fermare il divieto alla pesca, adesso anche il gruppo consigliare di Forza Italia Alghero chiede al Sindaco che promuova ogni azione utile, possibilmente unitamente a tutti i Sindaci della Sardegna, tesa alla revoca dell’Accordo di Caen e affinchè questo non venga ratificato dal parlamento Italiano”.

“In tal senso impegni il Governatore della Sardegna ad aprire una vertenza nei confronti del Governo Italiano, anche nanti le supreme magistrature dello Stato, financo il Presidente della Repubblica Italiana, tesa alla revoca dell’accordo medesimo.” Del resto, “la delimitazione delle acque territoriali tra l’Italia ed i Paesi confinanti, inoltre, è stata attuata con la Convenzione di Parigi del 28 novembre 1986, tra Italia e Francia, relativa alla delimitazione delle frontiere marittime nell’area delle Bocche di Bonifacio – (l’Accordo definisce i limiti delle acque territoriali posti tra la Sardegna e la Corsica mediante una linea composta di 6 segmenti)”.

“L’accordo illegittimo siglato dall’Italia riconosce di fatto a totale vantaggio della Francia il cosiddetto diritto alla zona economica esclusiva, (esercitabile esclusivamente al di fuori delle acque territoriali del paese che ne fa richiesta)”. Infine i consiglieri comunale Pirisi, Camerada e Pais evidenziano che tale cessione “si tratta di un vero e proprio abuso di potere, innescato tuttavia dal Governo Renzi con la sottoscrizione del citato accordo”.

Nella foto i confini marittimi tra Francia e Italia

S.I.

Alghero: microchippatura dei cani

ALGHERO – Domani, giovedì 18 febbraio, dalle 09,00 alle 10,30 è prevista una ulteriore fase della campagna di microchippatura dei cani. L’appuntamento è presso il canile convenzionato con il Comune di Alghero, in località Pala Pirastru, presso l’Associazione Primavera, Santa Maria La Palma. Il personale responsabile del settore randagismo della Asl n°1 provvederà alla identificazione e inserimento del microchip. Per le richieste di prenotazione, sono a disposizione gli uffici del settore ecologia di Sant’Anna.

Sanità, Bruno: basta coi rattoppi

ALGHERO – Rimane alta la guardia sulla sanità algherese. Al centro del confronto svoltosi nella giornata di martedì a Sant’Anna, la riorganizzazione della rete ospedaliera che conferma la nascita del nuovo presidio di Alghero e Ozieri. Il testo, oltre a prevedere tutte le discipline e servizi già esistenti, dispone anche l’attivazione della funzione di Semintensiva generale e le discipline di Oncologia e Lungodegenza.

“Ma non basta. Non ci accontentiamo e non ci fermiamo, l’attenzione rimarrà comunque altissima”. Mario Bruno, con il Commissario straordinario dell’Asl Agostino Sussarellu e i Primari del presidio ospedaliero di Alghero, ritiene fondamentale una presenza forte nei passaggi dell’iter di legge che ora prevede l’avvio dei lavori nella competente Commissione e l’approvazione definitiva del Consiglio regionale. Oltre tre ore di riunione ieri a Sant’Anna: Si intensifica la lotta per garantire un adeguato diritto alle cure medico-sanitarie e per concretizzarsi quell’ammodernamento delle strutture sanitarie in grado di soddisfare le reali necessità dei cittadini fino ad arrivare in tempi rapidi al presidio di Primo livello. Confermata anche l’attività del Punto-Nascita e dell’Ostetricia e Ginecologia. All’Oculistica, Otorinolaringoiatria, Urologia, Cardiologia, Neurologia, Riabilitazione e Radiologia con Tac, Ecografia e Rmn, si potrà presto aggiungere l’istituzione delle Rianimazione con la conseguente e auspicata modifica della classificazione in ospedale di I livello.

“Il presidio Alghero – Ozieri ha le potenzialità per crescere, per raggiungere questo traguardo. Grazie soprattutto alle grandi professionalità che vi lavorano” ha aggiunto il sindaco di Alghero. Tutte le novità introdotte in campo sanitario sul presidio di Alghero sono state oggetto di un approfondimento, compreso il passaggio poco chiaro relativo al Centro Trasfusionale su cui si preannuncia battaglia nel caso non si trattasse di un probabile refuso l’attuale classificazione di “emoteca”. Nel frattempo il sindaco ha chiesto un immediato intervento nel reparto di Medicina donne, dove in questi giorni si sono verificate infiltrazioni di acqua che hanno creato forti disagi. Il reparto verrà trasferito provvisoriamente in Ginecologia – ha annunciato il Commissario Asl Sussarellu – consentendo l’immediata esecuzione degli interventi non più rinviabili.

“Ma non bastano più i rattoppi – ha ripetuto Mario Bruno – troppi problemi strutturali dell’ospedale civile si ripresentano nonostante gli interventi di ristrutturazione costati ingenti risorse pubbliche. Il tema del nuovo ospedale è più che mai attuale”. Nonostante sia già prevista tra gli investimenti regionali la ridefinizione dell’offerta ospedaliera complessiva della città di Alghero che prevede la realizzazione del nuovo ospedale, anche l’incontro di ieri ha fatto prepotentemente emergere l’esigenza di ottenere in tempi rapidi la nuova struttura che il territorio chiede e merita.

Nella foto l’incontro a Sant’Anna coi primari

S.I.

Sardegna libera? Meglio soli che…

ALGHERO – Tra il serio e il faceto sono in tanti su facebook, in post o commenti, ad avanzare un’idea: perchè Renzi non vende direttamente la Sardegna ad un altro Stato? Una provocazione, forse. Ma del resto quanto accaduto in 60 anni di governo repubblicano è solo legna per il caminetto di chi vuole dire addio allo Stivale.

La Sardegna in oltre mezzo secolo è stata sempre vista come terreno di conquista, dai voti alle ricchezze energetiche passando per le bellezze paesaggistiche e lo sfruttamento turistico, quello del classico mese di agosto ad ammirare il tramonto senza creare un duraturo indotto economico. E i risultati sono quelli di oggi: povertà e spopolamento. Questo in una regione che, vista solo la posizione geografica, dovrebbe essere ricchissima. Ma, come accaduto per la vendita del mare alla Francia, sono anni che i parlamentari eletti in Sardegna (a parte qualche rarissima eccezione) non appena giunti a Roma, forse per il magico ponentino, si dimenticano della loro provenienza e delle tante parole e promesse spese a favore degli elettori che gli hanno dato fiducia. Tanto da scomparire anche nelle cartine presenti alla Bit.

E’ noto che i sardi vivano sempre questo stato di sudditanza rispetto a qualsiasi ordine giunga da oltre-Tirreno oppure per i territori regionali da Cagliari, ma un minimo di dignità, in un periodo così difficile come quello attuale, è indispensabile. Del resto viviamo in un momento in cui da una parte le casse degli enti pubblici sono vuote, i privati locali sono alla canna del gas eppure ci sono tanti grossi investitori pronti a creare sviluppo ed occupazione (anche riguardo le tante incompiute di Alghero) ma, proprio per una generale ignavia e paura di creare fastidi ai sovraordinati, non vengono fornite risposte. A questo punto, al netto della boutade di venderci ad un altro Stato, sarebbe ora di far esprimere i sardi sulla volontà o meno di autodeterminarsi magari in connessione diretta con la Catalogna.

Nella foto la Sardegna

S.I.

Ospedale: condizione vergognosa

ALGHERO – “Non si puo’ piu’ prescindere dall’intervenire in maniera incisiva per trovare una soluzione definitiva a questa vergognosa e drammatica situazione che grava sulla testa dei cittadini e dei lavoratori che ogni giorno operano all’interno dell’ospedale”. Cosi Mauro Marras Dirigente Sindacale-RSU- Asl n°1 Sassari riguardo la pessima condizione in cui si trova l’ospedale civile.

“In queste ore si studia una soluzione “tampone” che permettera’ il trasferimento delle degenti in un’altra ala di appoggio da individuare e al vaglio della dirigenza Asl. Di fatto pero’ i problemi rimangono e l’unica alternativa potrebbe essere la costruzione di una moderna struttura sanitaria capace di rispondere ai bisogni di salute dei cittadini. Cosa di non poco conto visto che i fondi di edilizia sanitaria pari a 250 milioni di euro e vincolati al lasciapassare del nuovo piano di riforma sanitaria regionale, non prevedono o perlomeno non circoscrivono l’entita’ del fondo e l’indirizzo di destinazione dello stesso col rischio del ripetersi quanto accaduto non molto tempo fa’ dove il programma attuativo dei Fondi per le Aree Sottoutilizzate 2007-2013 prevedeva 80 milioni di euro per la realizzazione del nuovo ospedale di Alghero,che poi per una rimodulazione dello stesso programma da parte dell’allora giunta regionale, furono destinati per la costruzione di altre opere di edilizia sanitaria”.

“A cornice di tutto una cronica carenza di personale Medico, Infermieristico, Oss e ausiliari.Pensiamo alla situazione attuale di Medicina dove in previsione dell’imminente trasferimento presso altro piano ,il personale dovra’ fare da spola tra un piano e l’altro, con un solo medico per turno notturno, con tutte le criticità che ne conseguiranno e creando un grave pregiudizio nei Lea (Livelli essenziali di assistenza) all’interno delle corsie. Inoltre in questi ultimi anni non si è provveduto ad assumere un numero congruo di nuovo personale Oss e Ausiliario che nel frattempo e’ notevolmente diminuito a causa di quiescenze, invalidità e cambi mansione”.

“Concludo rivolgendo un accorato appello al Commissario Straordinario della Asl n1 di Sassari Dott. Agostino Sussarellu affinché cerchi di concretizzare una soluzione per risolvere il disagio e le problematiche sia strutturali che di organico al fine di rispondere alla domanda di assistenza da parte dei cittadini algheresi”.

Nella foto l’Ospedale Civile

S.I.

Parco, stop bando. Farris lascia?

ALGHERO – Scoppia definitivamente il “caso Parco”. In particolare la questione riguardante il concorso del direttore che ha visto il direttore uscente, Vittorio Gazale, ottenere il punteggio maggiore e soprattutto la “lettera-denuncia” [Leggi] di un altro concorrente, il dott. Valbonesi. Una situazione molto delicata che vedrebbe intervenire anche altri parchi che vogliono vederci chiaro. Medesima richiesta è già giunta dal Partito Democratico di Alghero che pare sia intenzionato anche a chiedere “la sospensione del bando per autotutela”.

Un passaggio utile al fine di stoppare l’iter ed evitare che possa ulteriormente precipitare la situazione generale travolgendo i responsabili i vertici dell’ente. Pare ci sia già un interessamento della Procura della Repubblica. Per adesso le notizie sono ancora frammentarie e a breve dovrebbero giungere altre conferme, ma è possibile anche che il presidente Farris, se non addirittura tutto il consiglio d’amministrazione, dia le dimissioni.

Nella foto un’assemblea del Parco

S.I.

Caos al Civile: urge nuovo ospedale

ALGHERO – “Dopo la notizia pervenutaci dall’ospedale Civile di Alghero, come sindacato abbiamo il dovere di intervenire, sull’ennesimo disservizio nella realtà sanitaria algherese Quello che é successo stamane presso il reparto di medicina donne non ci sorprende. L’inadeguatezza degli impianti prima o poi doveva essere evidenziata , se mai c’e ne fosse stato bisogno. Rimaniamo, però, ancora una volta delusi dal comportamento dell’Asl che opera celermente solo in casi urgenti ed emergenziali, come in questo caso nell’allagamento di medicina”. Cosi Alessandro Nasone segretario territoriale di Nursing Up.

“E’ sicuramente un fatto positivo il trasferimento del reparto in spazi più umani, nonostante sia noto che in alcuni bagni delle nuove camere i pavimenti delle docce sono fatti senza pendenza e dunque tendono ad allagarsi anch’essi, ci auguriamo perciò che la direzione prenda i provvedimenti del caso per evitare tali disguidi, subito senza ulteriori indugi. Ma la nostra domanda ai Direttori é per quale motivo si é aperto il reparto di ginecologia solo ora che c’e stata la rottura degli impianti? Questa mossa non poteva essere fatta da tempo evitando cosi che i pazienti stazionassero nei corridoi e nelle barelle, immagini che ledono la dignità umana tanto più di soggetti fragili come gli anziani e i malati. Perché mai si deve sempre operare senza una programmazione e senza visione aspettando che intervenga un guasto tecnico che obbligano poi a decisioni urgenti?”

“La Programmazione è necessaria oltre che utile; ora, al danno si aggiungerà la beffa per il personale medico, infermieristico e di supporto che gia risicato all’osso si ritroverà a dividersi su due piani con tutti i disagi che questo comporterà, si pensi solo ai turni notturni dove il medico é solo uno e in caso di urgenza certamente non avrà il dono dell’ubiquità. Chiediamo perciò al Dott Sussarellu che immediatamente intervenga per sanare l’inadeguatezza dell’organico della medicina affinché i malati siano al sicuro non solo perché ora si trovano in stanze più umane ma anche perché finalmente vengano assistiti da personale sanitario adeguato nel numero”.

“L’accaduto conferma una volta di più, che Alghero ha urgente necessita di un nuovo ospedale e da questo punto non si può prescindere, nel frattempo però si lavori giorno e notte per chiudere definitivamente le criticità che impediscono la fine dei lavori nel nuovo reparto donne al primo piano, ciò per restituire anche la dignità alle mamme e ai neonati che meritano un reparto più consono e umano”.

Nella foto un lenzuolo a terra per asciugare l’acqua piovana

S.I.

Mare alla Francia: Pili ha ragione

CAGLIARI – Mauro Pili aveva ragione. Inutile arrampicarsi sugli specchi e fare dichiarazioni, comunicati e note fondate sul nulla e all’unico scopo di difendere la solita bandierina del partito nazionale che non si interessa per niente (tranne che al momento del voto) delle popolazioni locali. Ed è cosi che, come anticipato dal Deputato di Unidos, Renzi ha ceduto una parte del mare italiano alla Francia proprio a ridosso della Sardegna. Dopo una serie di botta e risposta, arriva la conferma che questa cessione c’è stata anche se, almeno per adesso, i pescatori sardi possono operare in queste acque oramai di titolarità dei transalpini.

“Nessun problema per i pescatori sardi che – spiega l’agenzia Ansa – questo pomeriggio sono entrati nella zona di mare che i francesi avevano vietato la scorsa settimana. Una conferma delle rassicurazioni giunti dal ministro Martina sul fatto che i diritti di pesca restano immutati. L’accordo Italia-Francia sui nuovi “confini” internazionali nelle acque del nord Sardegna, non ancora ratificato dal Parlamento italiano, ha causato questa mattina la mobilitazione delle marinerie coinvolte, decise a salpare e oltrepassare il nuovo limite. Questa volta, a differenza della scorsa settimana, non sono stati fermati dalla capitaneria francese”.

“Schiena dritta, testa alta – esulta su Facebook il deputato di Unidos, Mauro Pili, che ha promosso la protesta di stamattina chiedendo la revoca dell’accordo – Ripristinato di fatto il confine. La mobilitazione sortisce il primo importante risultato, ora revoca di quello scandaloso accordo internazionale”.

Nella foto Mauro Pili

“Degrado al Civile: urge ribellione”

ALGHERO – Altro che nuovo ospedale (a proposito che fine hanno fatto il comitato e tutti i suoi supporters e sostenitori), la condizione della sanità algherese non è mai stata così pessima. A fotografare, anche letteralmente, la condizione in cui si trova la struttura di via Don Minzoni è stato il consigliere comunale di opposizione Michele Pais.

Situazione drammatica quella del reparto di medicina dell’Ospedale di Alghero. Insieme alla condizione di totale inadeguatezza dell’intero reparto, che provoca indecorosi “accatastamenti” di pazienti, oggi addirittura e’ piovuto dentro le singole stanze. Pozzanghere d’acqua asciugate con asciugamani e pazienti costretti a subire un ulteriore disagio indecente ed inaccettabile”, tuona Pais che poi punta il dito contro il governo isolano e algherese “ma per l’amministrazione regionale e quella locale tutto va bene e si pavoneggiano dei risultati (inesistenti) raggiunti: la situazione reale e’ quella di degrado e abbandono totale”

“Davvero non capisco come la cittadinanza non si sollevi, come la classe sanitaria non si mobiliti, come non si promuova una grande manifestazione che coinvolga tutti ma proprio tutti per sensibilizzare questa classe dirigente di nani e ballerine. Mi piacerebbe che, una volta tanto, la ribellione nasca dai camici bianchi, costretti ad operare in una situazione indegna, un’azione forte e dimostrativa fatta nell’interesse del malato. D’altronde sarebbe un atto di fedeltà a quel giuramento di Ippocrate fatto all’inizio della loro professione. Di fronte ad una classe politica di ciarlatani, che non esercita le sue funzioni, suppliscano loro. Ma lo facciano oggi”.

Nella foto di Pais il caos al Civile

S.I.

“Salvare i conservatori musicali”

SASSARI – “Le richieste formulate dalle Conferenze riunite dei conservatori devono essere prese in considerazione dal governo che deve impegnarsi per portare a soluzione quanto evidenziato nel corso delle assemblee dei giorni scorsi. Questo esecutivo e questo parlamento hanno ripetutamente dimostrato sensibilità nei confronti dell’educazione musicale e già dato segnali concreti al sistema dell’Alta formazione artistico musicale, dimostrando di avere la giusta attenzione per arrivare a una riforma attesa da troppo tempo.” Lo scrive il senatore del PD Silvio Lai che interviene all’indomani delle assemblee organizzate in contemporanea nei conservatori di tutta Italia ed anche in quelli della Sardegna. Un’iniziativa che fa seguito alle mozioni approvate all’unanimità dalla Conferenza dei Direttori dei Conservatori di Musica e dalle Conferenze riunite di Presidenti, Direttori e Studenti. Un vero e proprio grido di allarme per una situazione che rischia di avere pesanti ripercussioni anche per le realtà operanti nella nostra regione.

“I ritardi non possono di certo essere addebitati all’attuale governo, poiché il blocco del processo di riforma del sistema è oramai di oltre 16 anni. Non è stata infatti mai data concreta attuazione a quanto previsto dalla legge 508 del 1999. È vero però che questo governo e questo parlamento hanno ha già dimostrato impegno e attenzione nei confronti dell’AFAM. Ci sono dunque tutte le condizioni e le possibilità per fare quel che non è stato fatto nel passato, sia in termini di programmazione e progettualità politico culturale, sia per quanto riguarda le risposte immediate ai problemi creati proprio da questo pesantissimo ritardo. Mi riferisco alla necessità di definire i decreti attuativi della legge 508 ma anche di assumere i provvedimenti del caso per il reclutamento del personale docente”.

“Senza dimenticare l’urgenza di procedere con il rinnovo del Consiglio nazionale per l’alta formazione artistico musicale che svolge un fondamentale ruolo consultivo proprio per procedere con l’attuazione della riforma. Ma le legittime richieste del settore sollecitano anche la messa a ordinamento del secondo livello accademico e la statalizzazione degli Istituti superiori di studi musicali che a causa della soppressione delle province e dei tagli agli enti locali rischiano di subire pesanti ripercussioni finanziarie tanto da mettere in discussione la loro stessa sopravvivenza. Per tutti questi motivi ritengo che sia indispensabile affrontare la situazione per non pregiudicare anche il prossimo anno accademico e, più in generale, il futuro di tutto il sistema dell’alta formazione artistico musicale.”

Nella foto Silvio Lai

S.I.