Guardia Grande cade a pezzi

ALGHERO – “Vietato l’accesso, pericolo” Queste le parole con le quali la Regione Sardegna ha recentemente chiuso e cambiato le serrature alla ex casa parrocchiale della Borgata di Guardia Grande, perché inagibile. Grosse crepe la percorrono, problemi dovuti a decenni di mancati interventi di manutenzione. Una borgata interamente di proprietà regionale, così come le altre di Alghero: chiese, scuole, piazze, strade, immobili pubblici: tutto della Regione”. Così Giuseppina Congiu per il comitato di Guardia Grande.

“All’interno della ex casa parrocchiale si svolgevano attività sociali importantissime per la borgata. Era la sede di riunione del comitato dei festeggiamenti locale e lo era diventato anche per il Comitato di Borgata. Vi si tenevano corsi di inglese e c’era il progetto a breve per l’apertura di una biblioteca. La chiusura della ex casa parrocchiale ha creato e sta creando un enorme danno alla piccola comunità della borgata di Guardia Grande. Per questo motivo chiediamo il tuo aiuto per far intervenire immediatamente l’Assessore Regionale agli Enti Locali, Cristiano Erriu, affinché l’immobile sia ripristinato e reso agibile al più presto”.

Rifiuti Porto: la palla passa a Bruno

ALGHERO – “Con Deliberazione n° 20/11 del 12.04.2016 la Giunta Regionale ha raggiunto l’intesa con la Guardia Costiera di Alghero, verso la quale esprimiamo compiacimento per il corposo e celere lavoro svolto, sul Piano di raccolta e gestione dei rifiuti per i porti di Alghero e Fertilia (compreso Tramariglio e Porto Conte)”. Così la segreteria dei Riformatori Sardi su uno dei tanti problemi che l’anno scorso ha fatto discutere riguardo il tema dell’igiene urbana e che, passato un anno, ancora non ha trovato soluzione definitiva, mentre la stagione turistica è già iniziata e l’anno scorso è stato un vero scandalo vedere le montagne di rifiuti al porto.

“Come già espresso più volte riteniamo che il porto di Alghero non possa, tra le già tante criticità, ivi compresa lo sblocco delle procedure per una gestione unitaria, continuare a mostrare l’immagine che l’estate scorsa ha visto i tanti turisti, spettatori dei fuochi d’artificio Ferragostiani, circondati da montagne di rifiuti ammassati in area portuale”.

“Auspichiamo, pertanto, che l’amministrazione Comunale dopo l’altrettanto indecoroso spettacolo di rimpallo delle responsabilità, a cui abbiamo assistito la scorsa stagione, prenda atto che è giunto il momento di fare la propria parte. Il Piano in questione, infatti, potrà entrare in funzione esclusivamente a seguito dell’affidamento del servizio di gestione dei rifiuti”.

“Le procedure relative all’affidamento del servizio dovranno essere curate dal Comune di Alghero ai sensi della L.R. 12/2011 e della L.28.12.2015 n° 228., con estrema urgenza, aggiungiamo noi Riformatori, certi che questa volta, se saremo ancora sommersi di rifiuti, sarà ben chiaro a chi imputare la responsabilità”.

“Basta energie fossili, votiamo Si”

ALGHERO – “Domenica 17 aprile si voterà al referendum che dovrà decidere sulla sorte delle concessioni di 88 piattaforme offshore sparse lungo le coste italiane, ovvero se si potranno ancora estrarre gli idrocarburi dal mare nella zona che rientra entro 12 miglia dalla costa (all’incirca 20 chilometri dalla terraferma) fino ad esaurimento dal giacimento (come è previsto tutt’ora dalla legge) oppure fino al termine della concessione, in tal caso a prescindere dal fatto che ci siano ancora sotto i fondali gas e petrolio da estrarre”. Cosi Mimmo Pirisi in questo caso in qualità di consigliere comunale del Partito Democratico.

“Da consigliere comunale del Partito Democratico e da tecnico del settore ritengo che sia necessario andare a votare per questo referendum esprimendo il proprio SI al quesito, ovvero dare l’assenso, una volta scaduta la concessione, allo smantellamento delle piattaforme che ad oggi sono posizionate in mare a meno della fatidica soglia dei 12 miglia dalla costa. Ricordiamoci anzitutto che questo è il primo referendum proposto dalla regioni (che rivendicano così la loro voce in capitolo sulle politiche energetiche), quindi dai territori che vengono interessati direttamente dalle estrazioni decise dai governi centrali, estrazioni la cui durata, prolungata oltre la concessione, è stata contestata dalla Corte Costituzionale motivando così il ricorso alla consultazione popolare. Conseguentemente, se la norma governativa non venisse rigettata, c’è il serio rischio che possa essere mossa una procedura d’infrazione per l’Italia da parte della Commissione Europea”.

“Come ha affermato il vicepresidente del WWF Italia, il petrolio presente nei fondali italiani è talmente scarso che la produzione delle piattaforme estraenti presenti nella fascia delle 12 miglia soddisferebbe giusto l’1,9% del fabbisogno energetico nazionale arrivando a coprire appena sette settimane di approvvigionamento. A ciò si aggiunga il fatto che 42 piattaforme su 88 non sono mai state sottoposte alla Valutazione di Impatto Ambientale, che il 48% delle 31 concessioni sono troppo vetuste e 8 piattaforme sono considerate non produttive e quindi da smantellare. Inoltre dati raccolti tra il 2012 ed il 2013 dall’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale in uno studio commissionato dall’Eni rivelano che nei sedimenti marini prossimi alle 34 piattaforme gestite dalla multinazionale nell’Adriatico si rintracciano sporadicamente sostanze chimiche in quantità che superano i limiti imposti dalla legge. Infine le piattaforme di estrazione di idrocarburi corrispondono allo stato delle royalties, cioè imposte applicate sul valore di vendita del materiale di estrazione, così basse che l’eventuale perdita delle stesse non creerebbe un danno alle casse erariali”.

“Ritengo perciò decisamente controverso continuare a puntare sull’energia prodotta da fonti fossili visti i rischi non adeguatamente compensati dai benefici, quando l’Italia rappresenta uno dei Paesi che più ha scommesso sulle rinnovabili, raggiungendo in anticipo l’obbiettivo fissato dall’Unione Europea della quota 17% di energia green entro il 2020. Per questi motivi invito tutti coloro che hanno a cuore le sorti del nostro territorio, sia locale che nazionale, di far sentire la propria voce domenica 17 aprile, per avere così l’occasione unica di difendere la nostra ricchezza naturale che non è certo il petrolio”.

Nella foto Mimmo Pirisi

S.I.

Cosa succede in città: decibel e igiene

ALGHERO – Da oggi, venerdi 15 aprile, nuova puntata su Catalan Tv di “Cosa succede in città”. Format ideato e condotto da Stefano Idili e realizzato insieme a Roberto Lampis. Questa sera alle 21, e poi in replica nei prossimi giorni e anche nel canale you tube e sui social nella pagina di Algheronews.it, sarà possibile guardare l’ultimo appuntamento che ha visto ospiti il presidente del comitato del Centro Storico l’avvocato Egidio Calciati, il consigliere comunale, libero professionista e organizzatore di eventi Nunzio Camerada e il gestore di attività, barman e organizzatore di eventi Marco Cassitta.

Al centro dell’interessante dibattito le ultime notizie di cronaca, come sempre, in questo caso legate alla creazione del così detto “Sportello della conciliazione del rumore” e dunque in generale sull’offerta dei locali e attività. Iniziativa avanzata da una parte degli ambientalisti locali e accolta dall’amministrazione Bruno che l’ha presentata, con gli assessori Lampis, Esposito e Cacciotto, pochi giorni fa. Passaggio che sta facendo molto discutere e che, per molti, fa il paio al regolamento sui tavolini. Ovvero azioni troppo restrittive mentre la città vive un drammatico periodo di crisi.

Durante la puntata sono emerse le esigenze del comparto produttivo che, prima di vedere realizzato un tale “sportello”, attende invece un ufficio degli eventi (come da annuncio della Giunta) utile a dare tutte le informazioni, anche relativamente alle emissioni sonore, agli organizzatori, locali, gestori e in generale a chi cerca di migliorare l’offerta turistica e culturale della città. Calciati ha ricordato che è necessario tutelare anche i residenti dei vari quartieri andando però incontro anche alle istanze di chi vuole fare impresa al fine di definire delle regole chiare e soprattutto delle zone dove poter realizzare spettacoli e intrattenimento superando, in accordo con gli organismi preposti, i limiti di legge.

Del resto, ad esempio, i famosi 45 decibel, come evidenziato da Camerada, “non vengono rispettati neanche dalla stessa amministrazione quando organizza i suoi appuntamenti musicali, dunque perchè chiedere agli altri di rispettarli?”. Cassitta ha ricordato come sia indispensabile “avere delle risposte per tempo al fine di poter aiutare chi vuole fare impresa ed evitare che le risposte giungano tardi o mai creando problemi a tutti”. Inoltre Calciati si è soffermato sul vero problema di questi ultimi anni: l’igiene urbana. Il rappresentante del Centro Storico ha detto che “non è possibile affrontare una nuova stagione come quella scorsa dove la città era ed è sporca e il servizio di nettezza urbana totalmente insufficiente”. Infine dal dibattito è emerso che associazioni, gestori, musicisti, organizzatori, operatori, etc stanno costituendo un Comitato dal nome “Per Alghero” al fine di portare alle amministrazioni pubbliche le loro istanze.

Nella foto un momento della trasmissione

P.S.

Trivelle, Patto Civico: votiamo Si

ALGHERO – “Quando si propone ai cittadini una scelta attraverso un referendum le parti spesso sostengono tesi che non sono di immediata comprensione. Tale confusione viene creata ad arte sopratutto quando la consultazione referendaria tratta argomenti che legano aspetti ambientali ad aspetti economici vedi il nucleare o quello di domenica 17 sulle trivelle. Per comprendere quali siano i reali elementi in campo abbiamo provato a fare alcune considerazioni”. Così Patto Civico sul referendum di questa domenica 17 aprile.

“In primo luogo Matteo Renzi decide di usare i nostri soldi per evitare di agganciare il referendum alle elezioni amministrative. Perchè fa questo? Renzi è consapevole che vinceranno i SI, e lui vorrebbe vincessero i “no”. Renzi è anche consapevole che l’unico modo per evitare che vinca il SI sia quello di non far raggiungere il quorum, cioè che voti il 50% degli aventi diritto al voto più uno, per rendere valido il risultato del referendum. Se il referendum fosse accorpato alle elezioni amministrative infatti la gente voterebbe in massa, e lo Stato, cioè noi, pagheremmo due cose al prezzo di uno. I cittadini sarebbero trattati come tali perchè verrebbe data loro una possibilità civica non solo di votare ma di fare in modo che il proprio voto sia valido. Renzi invece nega agli italiani tutto questo ed in più carica su di loro questo gioco politico facendoci pagare 300 milioni di euro, perchè questo è il costo del referendum fissato il 17 Aprile. Si avete capito bene, oltre al danno ci tocca pure la beffa di pagare i giochini politici di Renzi”.

“Il danno economico per le casse delle Stato è quindi evidente: 300 milioni per un referendum che Renzi vorrebbe andasse deserto, nessun pagamento per le compagnie estrattive di diritti di sfruttamento dei giacimenti e del loro smantellamento, permanere vita natural durante degli impianti, anche quelli in mare, anche quelli entro le 12 miglia marine. Tutto questo mentre il Governo chiede sacrifici ai comuni per tagliare spese su sanità, manutenzioni, assistenza sociale, sport, asfalti delle strade. Votiamo al referendum, votiamo Si, per esercitare il nostro diritto democratico di esprimerci e per dire a Renzi: Si, vai pure a casa”.

Nella foto le trivelle petrolifere

S.I.

Verde urbano: interventi raddoppiati

ALGHERO – Interventi sul verde urbano della città. Dal Comune di Alghero fanno sapere che da alcuni giorni gli operai della società in House stanno lavorando nelle zone del canalone –via degli orti – via Castelsardo – via Lido, e da oggi sono impegnati sul lungomare Barcellona. Il numero degli addetti della società In House dedicati alla cura del verde è stato raddoppiato e potrà quindi contare su 14 persone, e la prossima settimana inizierà il periodo lavorativo dei quattro giardinieri in forza al servizio verde e decoro urbano. In totale saranno circa venti, quindi, gli operatori al lavoro impegnati nelle operazioni di pulizia e cura del verde che, progressivamente, copriranno l’area urbana e le periferie.

Diverse squadre stanno lavorando alla pulizia delle aiuole e degli spazi verdi e dei cortili delle scuole. Oggi si inizia anche nella borgata di Fertilia, e nelle settimane successive nei quartieri del Carmine, Caragol, Carrabuffas, Sant’Anna e Calabona e poi ancora Sant’Agostino, Pineta Maria Pia. Operazioni che si intensificheranno secondo un cronoprogramma stabilito in accordo con l’Assessore Raimondo Cacciotto dal servizio verde e decoro urbano e dalla direzione tecnica della società In House. Ulteriore incremento delle unità è previsto per il prossimo mese di maggio con l’avvio degli interventi sociali della linea 3.

Nella foto alcuni operai all’opera nel piazzale della Pace

S.I.

Ufficiale: Mariani direttore del Parco

ALGHERO – Il dirigente Mariano Mariani, già a capo dell’agenzia regionale Sardegna Promozione e presidente del Parco di Molentargius, è il nuovo direttore del Parco di Porto Conte. Ieri si è svolta l’assemblea (organismo che rispecchia il consiglio comunale) dell’area di riserva terrestre, riunitasi a Villa Gioiosa, che ha convalidato la sua nomina [Leggi].

Al concorso Vittorio Gazale, arrivato primo per punteggio, ha rinunciato comunicando la sua decisione attraverso una mail inviata quest’oggi al presidente del Parco Farris. Secondo Teodoro Andrisano e terzo Mauro Gargiulo e poi proprio Mariani che ha accettato e ieri, come detto, è arriva la ratifica da parte dell’assemblea che ha anche votato positivamente il bilancio dell’ente regionale. Da evidenziare che ieri erano presenti solo 9 consiglieri. Questo denota l’attenzione verso un ente che a parole e per tutti rappresenta una potenzialità, ma invece poi negli ultimi anni pare abbandonato a se stesso. Questo anche per l’assurdo taglio dei compensi per il Cda e assemblea per cui andrebbero invece ripristinati i rimborsi.

Nella foto il direttore Mariani

S.I.

Borgate: Lampis e Cherchi scomparsi

ALGHERO – “Le segnalazioni finora inoltrate in svariati modi agli assessori Cherchi e Lampis, verbalmente, per iscritto, via mail, via sms, pubblicamente con comunicati stampa, forse sono state ritenute dagli assessori competenti alle manutenzioni e alle Borgate troppo complicate o troppo semplici così da non meritare quella attenzione che il cittadino contribuente si aspetta da chi è preposto e pagato dalla collettività per svolgere tale incarico”. Ancora un grido d’allarme che parte dalle borgate. Porzione del territorio che più di altre palesa l’abbandono che subiscono da mesi la maggior parte delle zone del Comune di Alghero in materia e decoro, pulizia e manuntenzioni.

“Abbiamo chiesto a chi di competenza di porre in essere ogni provvedimento necessario a garantire decoro, sicurezza e incolumità nella nostra borgata ma il risultato è stato il nulla. Sono scomparsi. Ormai non sono più plausibili motivazioni che rimandano ad altri le responsabilità per la situazione esistente, che giustificano i non interventi con mancanza di fondi, questo anche alla luce della piena disponibilità di questo comitato alla collaborazione. Come del resto non è più plausibile un modus operandi improntato ad interminabili discussioni accademiche sui problemi che in circa due anni e mezzo, difettando del fare a vantaggio del parlare, hanno portato al nulla di fatto in borgata”.

“Per i sopra esposti motivi si invitano i destinatari, ciascuno nell’ambito del proprio mandato, a porre in essere provvedimenti volti a ripristinare le condizioni elementari di decoro, manutenzione e sicurezza a Maristella. Si debbono concretizzare risposte efficienti e rapide in merito a: eliminazione buche sul manto stradale della Borgata, grave pericolo soprattutto per chi utilizza le due ruote, in particolare nella via Delle Vigne percorsa giornalmente e più volte, dagli abitanti, dai mezzi ARST, Trottolo, Cattogno, Scuolabus e da tutti i visitatori che utilizzano tale strada per raggiungere la Borgata, le spiagge di Lazzaretto e delle Bombarde, Porto Conte e Capo Caccia. Falciatura erba nel ciglio stradale e in tutti gli spazi pubblici della Borgata, grave pericolo in quanto riduce la visibilità soprattutto in riferimento alla fauna selvatica che attraversa la sede stradale improvvisamente.

“Intervento di potatura alberi e macchia mediterranea in quanto ostruiscono la visibilità in varie via dell’abitato e in particolare in via delle Querce e via delle Vigne. Rimozione foglie di palme secche a seguito di attacco punteruolo rosso, presenti soprattutto a centro borgata lungo i marciapiedi, che per sicurezza dovrebbero essere percorsi dai pedoni e non ingombri con quel che resta delle palme. Abbattimento di tutte le palme secche. Disinfestazione lungo ciglio stradale e negli spazi pubblici per presenza zecche ed altri parassiti anche e soprattutto veicolati dalla fauna selvatica. Sostituzione pali illuminazione pubblica lesionati, pericolo di caduta per colletto consumato dalla ruggine, e ripristino dei pali mancanti mai sostituiti”.

Infine fanno sapere dal comitato di quartiere di Maristella che “le richieste sono motivate da un evidente spettacolo di degrado offerto ad abitanti e visitatori e soprattutto dall’esistenza di potenziali gravi pericoli e insidie per i quali questo Comitato chiede da tempo soluzione”.

Nelle foto la pessima condizione in cui si trova Maristella

S.I.

“Migranti, situazione fuori controllo”

CAGLIARI – “Altro che macchina collaudata e complimenti di Bruxelles. La mancanza di strutture, le difficoltà nell’identificazione, la vendita di documenti falsi, le tensioni causate dalle manifestazioni non autorizzate sono solo alcuni campanelli di allarme di un sistema dell’accoglienza che non funziona per niente”. Così Ugo Cappellacci commenta il nuovo sbarco di 235 migranti a Cagliari, giunta nell’isola a bordo di una nave greca.

“La Giunta regionale metta da parte la logica dello struzzo – prosegue il forzista – e pretenda da Roma precise garanzie in ordine alla ripartizione delle quote, alle risorse, ai mezzi necessari e soprattutto riguardo alle azioni da porre in essere sul piano internazionale per limitare gli sbarchi. Pigliaru si opponga a nuovi arrivi fino a quando non avverrà quel chiarimento con il Governo sollecitato già un anno e mezzo fa da Forza Italia. Senza controlli e senza criteri, non si può chiamare accoglienza quello che è solo l’uso della Sardegna come muro sul Mediterraneo per dare una scappatoia politica ad un Governo incapace di farsi ascoltare dai partener europei. Non si può pensare che tutto ricada sulle spalle delle forze dell’ordine e dei volontari, mentre coloro i quali guidano l’isola, dopo le passerelle al porto canale di un anno fa, sono scappati a gambe levate dalle responsabilità”.

Nella foto la nave arrivata questa mattina a Cagliari

S.I.

Perché Meta appalta ai cagliaritani?

ALGHERO – La Meta continua a far discutere. Passano gli anni, le stagioni, le amministrazioni e la Fondazione è sempre al centro del dibattito politico. Ognuno ha la sua visione, quando l’idea alla base della sua creazione era piuttosto chiara: dar vita ad un organismo che potesse andare oltre il “patto di stabilità” e soprattutto rendesse operative le linee guida dell’assessorato al Turismo in materia di promozione, sostegno e programmazione degli eventi e gestione del sistema museale. Ma negli anni la “mission” in seno alla guida dei governi cittadini pare essersi persa, “basta vedere quanto negli ultimi tempi il suo logo appaia anche nelle sagre di quartiere, feste scolastiche e altro”, così ha commentato un consigliere d’opposizione a margine dell’ultima seduta consigliare.

E’, intanto, di ieri la notizia, nonostante siano emersi diversi pareri contrari, tra cui quello del candidato a sindaco del Pd Enrico Daga [Leggi], della pubblicazione del bando per la figura del direttore. Un passaggio criticato vista la condizione (con nomine “in-house”) in cui si trova l’organismo per cui urge prima una riorganizzazione generale e poi, più avanti, probabilmente, la nomina di un direttore. Ma tant’è, l’amministrazione Bruno e in particolare l’assessore Gabriella Esposito ha voluto dare impluso a tale indicazione. Sull’argomento, intanto, c’è da registrare anche il commento dell’ex-consigliere comunale e organizzatore di eventi, cronista politico e sportivo, Valdo Di Nolfo che si sofferma su un aspetto in particolare: l’erogazione dei denari a favore di realtà non locali.

“La strategia del trio Marco Tedde, Mario Conoci e Andrea Delogu era da Alghero a Cagliari. I grandi eventi, soprattutto i concerti (c’è da evidenziare che all’epoca i cartelloni prevedevano nomi come James Brown, Jovanotti, Sud Sound System, Laura Pausini, Pat Metheny, Claudio Baglioni, Subsonica, Pino Daniele, Max Gazzè, Francesco De Gregori, Shaggy e tanti altri big internazionali dentro soprattutto “Festivalguer” ndr) venivano sempre organizzati da associazioni cagliaritane e spesso con l’esclusiva, quindi pagando cifre importanti”, e poi continua Di Nolfo “la strategia di Stefano Lubrano, Romina Caula e Tore Mulas era da Alghero per Alghero”.

Questo perchè, continua l’esponente di sinistra, “convinti che il Cda della Fondazione Meta avesse le competenze per gestire da se i grandi eventi senza dover appaltare l’organizzazione a terzi e trattando direttamente con i management, risparmiando così una grossa cifra e creando economie”. Ma l’esponente evidenzia che “tale scelta che è stata inizialmente confermata dall’amministrazione Bruno, poi senza alcuna ragione plausibile la stessa giunta cambia idea e sceglie per la scorsa Pasquetta di appaltare a terzi, un’associazione cagliaritana (Expop Teatro ndr), l’organizzazione del concerto ormai caratteristico del lunedì dell’Angelo nella Riviera del Corallo”.

“Ovviamente viene da chiedersi il perché di questo cambio di rotta che sa tanto di ritorno al passato. Per quale motivo appaltare a terzi attività che la Fondazione può far da se, per le quali ha competenze importanti, formate col tempo e con soldi pubblici. Dove sono le caratteristiche di risparmio delle finanze pubbliche e della trasparenza delle scelte“. Sullo stesso tema c’è stata un interrogazione di Pais [Leggi] a cui è seguito il dibattito in aula con la risposta dell’Esposito [Leggi]. Sicuramente se ci fosse stata un’evidenza pubblica avrebbero partecipato anche associazioni e organizzatori algheresi che non hanno bisogno di realtà proveniente da “fuori le mura” per chiamare, ad esempio, la Bandabardò.

Nella foto Valdo di Nolfo

S.I.