Martedi 8 marzo, Alghero sud senz’acqua

ALGHERO – Una buona parte della città, nella zona sud, il distretto di Abbanoa n. 8, compresa tra via Monte d’Olla, via De Gasperi, fino a via Giovanni XXIII, via Sant’Anna, viale Della Resistenza, resterà senz’acqua martedì prossimo, 8 marzo. L’interruzione idrica, dalle 8:00 alle 18:00, è dovuta alla realizzazione di un intervento di sostituzione delle apparecchiature idrauliche e inserimento di misuratori di portata nei pozzetti situati tra via Monte d’Olla e via Carrabuffas. Abbanoa assicura al riguardo che le opere saranno eseguite con celerità, in maniera da poter riprendere l’erogazione dell’acqua in tempi minori rispetto alle previsioni.

Guerra in Ucraina, attiva la Protezione Civile sarda

CAGLIARI – “Ancora una volta il sistema regionale di protezione civile si mette a disposizione con le sue professionalità nell’attività di assistenza e di soccorso, in questo caso a favore del popolo ucraino, vittima di una grave emergenza internazionale”. Lo ha detto l’assessore regionale della Difesa dell’ambiente, Gianni Lampis, con delega alla protezione civile, questa mattina, al termine della videoconferenza col Dipartimento nazionale sul tema ’emergenza Ucraina’, attualmente gestita direttamente dal Ministero dell’Interno, alla quale ha partecipato anche il direttore generale della Protezione civile regionale, Antonio Pasquale Belloi.

“Con la dichiarazione dello stato di emergenza nazionale – ha aggiunto l’assessore Lampis – il Dipartimento nazionale della Protezione civile, volendo assicurare il necessario coordinamento a tutte le iniziative di soccorso e di assistenza alla popolazione proveniente dalle zone di guerra, ha convocato alcuni tavoli di confronto con le Regioni e con gli organismi di protezione civile per una compiuta analisi delle criticità, in modo da trovare una linea condivisa e coordinata per uno scenario in continua evoluzione. La nostra organizzazione regionale, coi suoi volontari e i suoi presidi territoriali, è pronta a dare il suo contributo, anche in stretto coordinamento con tutte le strutture di volontariato presenti nel territorio regionale”.

Alghero vicina al popolo Ucraino

ALGHERO – Nella serata di ieri il Sindaco Mario Conoci si è messo in contatto con il Consolato Onorario di Ucraina presso la Regione Sardegna, in relazione alla situazione venutasi a creare a causa della guerra in atto. Nella nota inviata all’attenzione del Console Anthony Grande, il Sindaco manifesta la volontà dell’Amministrazione comunale di Alghero circa “la propria disponibilità a quanto valuterete più opportuno ed utile in funzione delle iniziative rivolte all’emergenza rappresentata dalla guerra in Ucraina. Questa Amministrazione, per il tramite della propria struttura amministrativa e le associazioni di volontariato presenti nel territorio comunale, si mette immediatamente a disposizione di ogni Sua iniziativa proponendosi fin da subito quale centro di coordinamento dell’emergenza a livello locale”.

Il Comune di Alghero e la struttura comunale sono pronti a rendersi partecipi per qualsiasi iniziativa umanitaria e di solidarietà nei confronti della popolazione ucraina. L’Amministrazione, attraverso il Settore Servizi Sociali, ha fin da subito attivato tutti i canali utili per mettere in moto la macchina degli aiuti e per andare incontro alla popolazione ucraina, con il collaudato sistema delle numerose associazioni di volontariato presenti ad Alghero e che si sono immediatamente messe a disposizione dell’Amministrazione per costruire una efficiente squadra di solidarietà.

Diktat Soprintendenza, via le installazioni. E la facciata di Architettura?

ALGHERO – Dopo  la decisione di togliere l’albero di “corallo” del Liceo Artistico dalla Torre di Sa Giovanni, il posizionamento dei cartelli a Sant’Imbenia solo in italiano, adesso arriva un’altra richiesta perentoria da parte della Soprintendenza nelle persone degli Architetti Billeci e Scudino: “immediata rimozione di tutte le installazioni presenti nell’area del centro storico e di tutti i cavi ancorati agli edifici e inoltre il ripristino completo, secondo modalità da sottoporre ad autorizzazione della competente direzione della Soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio per le province di Nuoro e Sassari, dei danni causati da tasselli e perni inseriti nelle murature per l’ancoraggio dei cavi”.

Missiva indirizzata alla Fondazione Alghero e al Sindaco che, sicuramente, a breve replicheranno sicuramente facendo valere le ragioni della scelta rispetto ai “diktat” da Sassari. Detto ciò si sono scatenati gli algheresi sul web con diversi commenti tra cui alcuni ricordando che ci sono “chiese storiche che stanno cadendo a pezzi e da Sassari, però, nessuno è intervenuto oppure anche i vari gazebo, pedane per tavolini e sedie”. O ancora di più, commenta un algherese: “Alghero ha dato tanto e sta continuando a dare tanto all’Università e in particolare ad Architettura, dandogli un patrimonio immobiliare immenso, ma lascia perplessi che si debba assistere alla facciata della sede di Architettura in totale degrado, pur essendo in pieno centro storico”.

A.M.

Passaggio a livello molto pericoloso, Mulas: evitare il peggio

ALGHERO – Ancora una volta: passaggio a livello transitabile e treno in arrivo. Una situazione di grave pericolo che si ripete da anni a Punta Moro. Nonostante le segnalazioni e il rischio che corrono gli automobilisti che transitano in quel tratto di strada, molto frequentata viste le tante famiglie algheresi che vi risiedono, si ripetono tali condizioni di pericolo. “Ma è mai possibile che nel 2022 quando si parla di treni all’idrogeno, hyperloop, metro leggere, etc, qui abbiamo un sistema di passaggi a livello che funziona a intermittenza? Dobbiamo attendere che accada il peggio o chi dovere si attiva subito per mettere in sicurezza questo passaggio? Ricordo che a Punra Moro vivono tanti algheresi e quel tratto di strada è molto trafficato”, cosi Christian Mulas, consigliere comunale dell’Udc su facebook.

 

Foto di Alghero Eco (archivio)

Sostegno piccola pesca, in vista una proposta

ALGHERO – Preso atto della situazione di difficoltà in cui versano gli operatori della piccola pesca algherese, Fratelli d’Italia Alghero, grazie all’iniziativa del Gruppo consiliare e, in particolare, della consigliera Monica Pulina anche nella sua veste di presidente della commissione “ Attività produttive” si è  da subito attivato per individuare e mettere a punto una proposta progettuale per provare a dare agli operatori del  comparto una prospettiva concreta per gli anni a venire.

“Ieri abbiamo appreso con piacere che anche un altro partito della maggioranza algherese ha evidenziato  la propria attenzione sul tema, a significare che le istanze pervenute dai pescatori locali non sono rimaste inascoltate”, dichiara Monica Pulina. “La proposta progettuale è il frutto anche di un confronto con tecnici del settore che, analizzata la realtà locale,  hanno contribuito a formulare delle precise linee guida, obiettivi e specifiche azioni, individuando anche i relativi canali di finanziamento. Confidiamo che il lavoro di Fratelli d’Italia e quello dei Riformatori Sardi si potrà raccordare e coordinare  per definire tempi e modalità attuative del progetto”.

 

Covid in Sardegna, nuovi vaccini e quarta dose

CAGLIARI – Prosegue la campagna vaccinale anti-Covid in Sardegna. Il mese di febbraio si è chiuso con 211.600 dosi somministrate, la maggior parte (156 mila) terze dosi a cui si aggiungono oltre 15.600 prime dosi e 40 mila richiami. Complessivamente, dall’inizio dell’anno, sono state effettuate 663.500 somministrazioni, di cui 515.954 dosi booster e 65.000 mila prime dosi.

Nell’Isola, dall’inizio della campagna vaccinale sono state somministrate in tutto 3.697.000 dosi . La Sardegna è fra le prime sei regioni per copertura vaccinale: l’84,2% della popolazione ha completato il ciclo primario e a questi si aggiunge un ulteriore 2,1% di persone che ha ricevuto almeno una dose.

Da ieri anche nell’Isola sono partite le vaccinazioni con la quarta dose, campagna rivolta al target dei soggetti immunodepressi (circa 28 mila sul territorio regionale), persone che si trovano in questa particolare condizione a causa di una patologia o in seguito a cure specifiche.

Partite anche le prime vaccinazioni con il nuovo farmaco Novavax (Nuvaxovid): su 304 prime dosi somministrate tra il 28 febbraio e il 1 marzo il 17% è stato eseguito con il primo  vaccino a subunità proteica in circolazione, tecnologia utilizzata da decenni nella produzione di vaccini, ora disponibile anche in Sardegna. Domenica nell’Isola sono infatti arrivate le prime 27.900 dosi del vaccino Novavax, di cui sono attese ulteriori 57.300 dosi entro la seconda metà di marzo.

“La campagna di vaccinazione nell’Isola – dichiara il Presidente della Regione Sardegna, Christian Solinas – è al passo con il resto del Paese con numeri che superano la media nazionale se si guarda complessivamente alla copertura vaccinale sull’intera popolazione. Per quanto riguarda la quarta dose i nostri hub e centri di vaccinazione continuano a essere in prima linea anche in questa fase, rivolta ai più fragili la cui protezione contro il virus è da sempre una priorità”.

“Il Nuvaxovid – dichiara l’assessore regionale della Sanità, Mario Nieddu,  in merito al nuovo vaccino – presenta diversi vantaggi, in particolare legati a una catena del freddo meno estrema rispetto ai vaccini a RNA messaggero, aspetto che lo rende quindi più maneggevole. L’auspicio è che l’utilizzo di una tecnologia già da tempo conosciuta possa vincere le resistenze di chi nutriva scetticismo verso i vaccini finora disponibili. La campagna di vaccinazione ha già raggiunto ottimi risultati, ma il pericolo non è ancora alle spalle e anche un vaccinato in più rappresenta una vittoria”.

Presunta incompatibilità dell’Alivesi, il Consiglio avvia l’iter

ALGHERO – Dlgs 267/2000, il Consiglo comunale delibera la contestazione di presunta incompatibilità della Consiglera Alivesi. La norma prevede ora dieci giorni di tempo  a sua disposizione per per la formulazione di osservazioni o per eliminare le cause di incompatibilità sopravvenute e altri dieci giorni al Consiglio per analizzare quanto prodotto. 

Il Consiglio Comunale ha deliberato ieri, in osservanza delle disposizioni di legge,  di procedere alla formale contestazione dell’intervenuta presunta condizione di incompatibilità a ricoprire la carica di Consigliera Comunale – di cui alla fattispecie pendente nei confronti del Comune di Alghero, indicata all’art. 63 comma 1 punto 4 del Dlgs 267/2000 – alla Consigliera Maria Antonietta Alivesi, per aver promosso ricorso al Tar Sardegna unitamente ad un comitato spontaneo di cittadini contro il Comune di Alghero. La deliberazione del Consiglio, avvenuta con 22 voti favorevoli e un voto contrario, è nel solco della procedura di legge che prevede la contestazione di incompatibilità nei casi inquadrati all’art. 69, commi 2 e seguenti del Dlgs 267/2000 ( T.u.e.l. Enti Locali ).

Secondo il procedimento di legge, richiamato nella delibera del Consiglio, alla Consigliera Alivesi sono concessi dieci giorni di tempo per la formulazione di osservazioni o per eliminare le cause di incompatibilità sopravvenute. Al termine dei dieci giorni, poi, il Consiglio Comunale,  avrà a sua volta dieci giorni di tempo per analizzare quanto prodotto.

La contestazione è espressamente prevista dalla succitata norma, all’art. 69, che dispone che sia il Consiglio Comunale a contestare la condizione di incompatibilità verificatasi. Condizione verificatasi nelle fattispecie previste dall’art. 63, che indica “tra le cause di incompatibilità per un consigliere comunale la lite pendente, in quanto parte di un procedimento civile od amministrativo contro il Comune e che tale disposizione si applica anche ai procedimenti in corso”.

“Punta Giglio, l’Alivesi resti in Consiglio, ma basta agli urlatori”

ALGHERO –  “Alivesi rimanga in Consiglio, ma rimane ferma la condanna dell’atteggiamento degli urlatori da strapazzo.” Così l’ex sindaco di FI Marco Tedde commenta il procedimento e il voto che il Consiglio Comunale dovrà esprimere sulla incompatibilità della Consigliere del M5S Alivesi, che rischia di perdere lo scranno consiliare per avere promosso un ricorso al Tar contro il Comune di Alghero contro l’intervento di Punta Giglio. “Siamo convinti che al di là dei tecnicismi giuridici sull’interpretazione e applicazione dell’art. 63 del Testo Unico degli Enti Locali, che verosimilmente condurrebbero all’espulsione della Consigliere per incompatibilità, vi sia l’esigenza di far prevalere il confronto politico e di dare modo ai Consiglieri di potere esprimere le proprie opinioni -sottolinea il coordinatore di FI -. Rimane però ferma la nostra condanna nei confronti di quelle forze politiche populiste e giustizialiste prive di un minimo di cultura politica occidentale.” Tedde è convinto che i forcaioli occorra batterli sul piano della discussione, anche aspra,  e del ragionamento democratico e aperto. E per l’ennesima volta ricorda che in relazione alla vicenda di Punta Giglio “Non serve chiudere le porte della stalla quando i buoi sono scappati”. L’ex sindaco di Alghero evidenzia che coloro che oggi propongono esposti e denunce contro l’intervento di restauro, risanamento conservativo, rifunzionalizzazione e allestimento museale delle ex strutture militari di Punta Giglio, rimasero in religioso silenzio  allorché  nel 2017 l’Agenzia del Demanio pubblicò il bando e nel luglio del 2018 la postazione antiaerea di Punta Giglio venne affidata gratuitamente in concessione per nove anni più nove ad una cooperativa.

Forza Italia allora protestò ed intervenne criticamente, anche perché nel 2009 l’allora sindaco Marco Tedde e l’allora Sottosegretario di FI alla Difesa Giuseppe Cossiga insieme avevano lavorato per ottenerne la sdemanializzazione ed il trasferimento alla Regione Sardegna in applicazione del  comma 1° dell’articolo 14 dello Statuto della Regione Sardegna che prevede che “La Regione, nell’ambito del suo territorio, succede nei beni e diritti patrimoniali dello Stato di natura immobiliare e in quelli demaniali, escluso il demanio marittimo.”. Cioè i beni dello Stato inutilizzati debbono essere trasferiti alla Regione Sardegna. Ma non fu seguita da molti.  A sua volta la Regione avrebbe dovuto cedere le strutture ad un prezzo simbolico al Comune di Alghero che successivamente le avrebbe trasferite al Parco di Porto Conte. Nel 2010 il Ministero della difesa accolse le istanze del Comune di Alghero riguardanti la smilitarizzazione delle postazioni militari realizzate nella seconda guerra mondiale lungo le falesie di Punta Giglio, all’interno del territorio del Parco di Porto Conte. “La Giunta di centrodestra di allora era convinta che la disponibilità delle strutture militari dismesse, inserite in un contesto di  fortissima valenza ambientale per la presenza di un immenso patrimonio botanico e di specie protette  avrebbe potuto  rappresentare per il Parco la possibilità di sviluppo di progetti specifici di riconversione con la trasformazione delle caserme in punti di avvistamento per birdwatching, centri di educazione ambientale, punti di ristoro, museo storico permanente sulla storia del luogo. Lo Stato sbagliò allorché nel 2017 decise di affidarle ai privati- attacca Tedde-.  Ma sbagliò avendo colpevoli e forse inconsapevoli alleati locali che sottoscrissero un protocollo d’intesa che sostanzialmente avvallava la decisione dell’Agenzia del Demanio di concedere gratuitamente ai privati alcuni importati beni demaniali. “Condanniamo senza riserve l’atteggiamento dannoso delle forze politiche giustizialiste “un tanto al chilo”, attente a vedere la pagliuzza negli occhi altrui ma distratte nel vedere le travi negli occhi dei propri leader. Ma la Consigliera del M5S rimanga in Consiglio e contribuisca civilmente alla crescita del confronto democratico. In questo momento particolarmente difficile per la temperie pandemica e per i venti di guerra impegniamoci tutti, invece, a lavorare per risolvere i problemi delle imprese e delle famiglie algheresi -chiude l’ex sindaco Tedde.-”

Pesca, creare un presidio in città

ALGHERO – Il grido di aiuto lanciato nei giorni scorsi dal comparto della pesca artigianale algherese non nasce certamente in questi giorni, ma si è acuito ancor di più per via delle annose e note criticità che in passato non sono state affrontate adeguatamente, sia per quelle che si sono aggiunte in conseguenza della pandemia che non ha risparmiato nessun settore produttivo. Nelle attività produttive legate allo sfruttamento delle risorse marine, la pesca e in particolare modo quella costiera professionale, rappresenta una delle attività economiche di maggiore rilevanza per la comunità. Ad Alghero il 90% delle barche da pesca è impiegato nella cosiddetta “pesca artigianale’. Per questa ragione è necessario avere un attenzione sempre più in linea con quelle di indirizzo indicate negli obiettivi Europei, che sono orientate verso una nuova stagione sulla strategie marina che si fondano su alcuni elementi chiave, in particolare, sull’orientamento, l’innovazione e sperimentazione; ma anche il sostegno alla competitività delle imprese; limitazione dell’impatto sull’ecosistema e la biodiversità; e particolare rilevanza è data alla dimensione sociale. È giunto il momento di proporre soluzioni che vadano nella direzione di sostegno e goovernance: incontro alle donne e agli uomini che lavorano in questo settore cosi importante per la nostra città, per motivi economici, sociali e culturali. Nel bilancio UE 2021-27 e sul Recovery Fund sono stati assegnati 6,1 miliardi al Fondo europeo per gli affari marittimi la pesca e l’acquacoltura (FEAMP), nell’ambito del programma UE 2021- 2027.Il FEAMP rappresenta, lo strumento finanziario per i settori della pesca e affari Marittimi nell’Unione Europea e si inquadra nella più ampia visione della Strategia Europa 2021/2027 per una crescita intelligente, sostenibile ed inclusiva, nel nuovo assetto stabilito dalla riforma della Politica Comune della Pesca (PCP).Questa grande occasione di poter utilizzare la massa di denari che la Regione metterà nei bandi per circa 50 milioni di euro per tutta la Sardegna, non potrà, e non dovrà essere trascurata, e questo andrà fatto solo seguendo i tavoli tecnici e portando le istanze dei pescatori per meglio indirizzare i bandi che potranno soddisfare le loro esigenze. Inoltre è necessario creare un presidio in città al servizio degli operatori del settore che registrano grosse difficoltà a causa dell’aumentata complessità e interazione dei diversi aspetti, da quelli economici a quelli normativi e amministrativi, fino a quelli ambientali ed ecologici. La necessità di adeguarsi ad un mercato sempre più difficile per le aggressive politiche commerciali delle altre marinerie delle altre regioni italiane e di altri Paesi europei, sono solo alcune delle tematiche che obbligano le imprese a rapidi cambiamenti nelle strategie produttive, commerciali e organizzative. I tempi per la partecipazione attiva delle comunità locali in ogni fase di elaborazione e attuazione delle strategie di sviluppo territoriale è determinante per arrivare ad obiettivi strategici comuni, in grado di dare efficaci risposte al comparto della pesca.

Alberto Bamonti