A Capo Caccia il falco delle Baleari

ALGHERO – Sono davvero straordinarie le immagini e le informazioni che stanno giungendo dalla telecamere installate dal Parco naturale regionale di Porto Conte per monitorare le tre specie di rapaci ormai più rappresentative dell’area protetta ossia il falco pescatore, l’avvoltoio grifone e l’avvoltoio capovaccaio. Una rete di telecamere di videosorveglianza messa a punto per monitorare in particolare l’eccezionale ritorno alla nidificazione del falco pescatore, ormai alla sua sesta stagione riproduttiva, e che oggi vede censiti ben tre nidi di cui uno nella zona di riserva integrale dell’area marina protetta Capo Caccia – Isola Piana.

Oggi vi raccontiamo la  storia di una femmina di falco pescatore osservata nei giorni scorsi su un dei tre nidi. Nata nella primavera del 2017 nella piccola Isola di Cabrera, nelle Baleari, è stata inanellata sul nido il 9 giugno con un anello giallo che la identificava con la sigla L7 e si è involata regolarmente pochi giorni dopo. Grazie all’anello, da allora è stata osservata in più di un’occasione da ricercatori ed appassionati. La prima volta il 26 febbraio 2018, quando non aveva ancora un anno, in Andalusia in una importante riserva naturale la  Marismas del Oide, un’area umida di 7000 ettari. Il 22- aprile 2021, quando era già adulta e riproduttiva, è stata osservata nell’Isola di Montecristo nel Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano grazie ad una telecamera istallata su un nido artificiale. Lo stesso anno, ma il 21 Settembre, invece era nello stagno di Calich nel nostro Parco regionale di Porto Conte dove è stata osservata ancora il 21 febbraio 2022 e il 23 ottobre 2023. Dopo di che non era stata più avvistata fino all’11 Dicembre di questo anno, quando è stata osservata grazie ancora una volta ad una telecamera istallata solo 10 giorni prima sull’Isola Piana, sempre nel Parco regionale di Porto Conte sullo stesso nido dove una coppia si è riprodotta nella primavera scorsa, con la nascita di ben tre pulli.

La femmina avvistata qualche giorno fa, era in compagnia di un maschio e, visto l’atteggiamento tranquillo con il quale si muoveva nel nido, ci sono buone probabilità che si tratti proprio della stessa coppia che li si è riprodotta. L’importanza di tali osservazioni “da remoto” h24 e a zero impatto sulle specie sta consentendo di ottenere sempre più informazioni sugli spostamenti di tali rapaci, sul loro comportamento e grazie alle telecamere è possibile poi avere l’esatta ora di nascita dei pulli che vengono inanellati prima dell’involo e dotati di gps. Questi ultimi dispositivi daranno ulteriori dati sulle rote migratorie e consentiranno di valutare anche possibili rischi in relazione ai luoghi di spostamento.

“Bomba ambientale al Palacongressi, gli enti preposti devono intervenire”

Palazzo dei Congressi, discarica di plastica Marco Tedde, Giovanna Caria, Antonello Peru, Lina Bardino e Nina Ansini (Gruppo consiliare di Forza Italia – Alghero): situazione in peggioramento, rischio ambientale e indignazione dei cittadini

Alghero, 10 Gennaio 2026 – Il Gruppo consiliare di Forza Italia ribadisce la propria profonda e crescente preoccupazione per la prosecuzione dello stoccaggio dei rifiuti plastici nell’area del Palazzo dei Congressi, struttura destinata a manifestazioni turistiche, eventi pubblici e attività sportive, collocata in un contesto di elevatissimo pregio ambientale e paesaggistico.

Già con un precedente intervento nello scorso mese avevamo replicato in modo puntuale alle fantasiose dichiarazioni dell’ Assessore dell’ambiente, secondo cui il problema sarebbe stato “in via di risoluzione”. Affermazioni prive di fondamento e gravi perché provengono da un pubblico amministratore e mettono a repentaglio la credibilità della funzione pubblica. Avevamo già chiesto che il Comune si attivasse presso Laore e la Regione Sardegna per individuare aree alternative idonee, collocate in contesti ambientalmente e turisticamente neutri. Richiesta rimasta completamente inascoltata.

Nel frattempo, la situazione è ulteriormente e sensibilmente peggiorata. La discarica continua a crescere in dimensioni e, a seguito delle precipitazioni, si registra la fuoriuscita di liquidi, percolati, residui oleosi, idrocarburi, oli esausti e oli di cucina dagli involucri di plastica, che si stanno riversando sul terreno circostante, con un concreto rischio di infiltrazione nel suolo e di compromissione ambientale.

A testimonianza della gravità del quadro, il Gruppo di Forza Italia ha ricevuto numerose fotografie e segnalazioni da parte di cittadini fortemente preoccupati e indignati, che denunciano l’aggravarsi della situazione e l’apparente indifferenza dell’Amministrazione comunale di fronte a un problema di così rilevante impatto ambientale, paesaggistico e sanitario.

Non siamo più di fronte a una questione di decoro o a una gestione temporanea dell’emergenza, ma a una potenziale emergenza ambientale, aggravata dall’assenza di valutazioni comparative su potenziali siti alternativi e dal mancato coinvolgimento degli enti competenti. Una condotta che espone l’Amministrazione a responsabilità evidenti e rischia di arrecare danni seri e duraturi a un’area strategica per l’immagine e la vocazione turistica della città.

Alla luce dell’evoluzione dei fatti, il Gruppo di Forza Italia si appresta a informare le autorità preposte alla tutela ambientale e all’accertamento delle eventuali responsabilità, affinché siano adottate con urgenza tutte le misure necessarie a interrompere lo stoccaggio, rimuovere i rifiuti e mettere in sicurezza l’area.

Continueremo a vigilare e a denunciare ogni inerzia e ogni scelta amministrativa che metta a rischio l’ambiente, il territorio e l’interesse della comunità algherese. Lo hanno dichiarato Marco Tedde, Giovanna Caria, Antonello Peru, Lina Bardino e Nina Ansini del Gruppo consiliare di Forza Italia – Alghero.

 

Nella foto la mega discarica di rifiuti dentro il pazzo dei congressi intitolato a Martino Lorettu

Pescatori, il Parco di Porto Conte conferma dialogo e confronto

ALGHERO – “Piena disponibilità al dialogo e ferma volontà di lavorare insieme a tutte le realtà della pesca locale, per tutelare le tradizioni, valorizzare le attività sostenibili e garantire regole chiare che assicurino un futuro stabile al comparto”. Dai vertici del Parco Regionale di Porto Conte e Area Marina Protetta Capo Caccia – Isola Piana la certezza che ogni iniziativa sarà condotta nel pieno rispetto delle normative vigenti e con l’obiettivo di favorire un confronto costruttivo tra tutte le componenti del settore. Così il presidente Emiliano Orrù all’indomani delle divergenze tra le diverse realtà associative di pescatori: l’Associazione Riviera del Corallo e l’Associazione Pescatori Mille Lire che non trovano ancora convergenza sulle proposte relative all’attività nel territorio dell’Area Marina Protetta.

La frattura emersa evidenzia come, all’interno del comparto, non vi sia purtroppo una posizione unitaria. Elemento questo che rende più complesso il percorso intrapreso dalla Commissione consiliare e dal Parco per individuare nuove soluzioni ed eventuali migliorie condivise da portare all’attenzione del Ministero. “In questi mesi – conferma Orrù – insieme al presidente Christian Mulas abbiamo lavorato con la massima apertura e disponibilità per facilitare un confronto costruttivo tra tutte le componenti del settore. Il Parco lavora incessantemente e continuerà a impegnarsi affinché si superino le divergenze tra i pescatori, nell’interesse della comunità e della tutela del territorio”.

Il Presidente della Commissione Ambiente, Christian Mulas, aggiunge: “Sono dispiaciuto che, ancora una volta, tra i pescatori non si riesca a costruire l’unità necessaria. Da sette anni mi impegno per venire incontro alle esigenze e alle tradizioni di questa categoria: ho convocato numerose commissioni, molte più di quante ne fossero mai state dedicate in passato, proprio per dare voce a chi rappresenta un’attività che è cultura e storia della città di Alghero. Ho lavorato costantemente per sostenere, tutelare e valorizzare questa realtà, affinché potesse continuare a vivere e operare nel migliore dei modi. Oggi, però, dobbiamo prendere atto che manca ancora una posizione condivisa all’interno del comparto”.

Nonostante le divisioni attuali, le istituzioni confermano la propria disponibilità a proseguire il dialogo con tutte le rappresentanze della pesca, senza esclusioni, mantenendo il pieno spirito di collaborazione che ha sempre caratterizzato il lavoro svolto finora. In coerenza con gli impegni assunti e nel rispetto delle procedure richieste per garantire certezza normativa e un quadro regolamentare chiaro, a tutela della piccola pesca nell’Area Marina Protetta, il disciplinare sarà finalizzato e trasmesso ufficialmente al Ministero a gennaio. Mese in cui potranno e dovranno proseguire occasioni di incontro e confronto al fine di addivenire ad una auspicabile e proficua unità.

Pesca nell’Amp, “Chiediamo un ricambio generazionale”

ALGHERO – “I sottoscritti pescatori dell’associazione Riviera del Corallo che pescano con l’autorizzazione nell’Area Marina Protetta di Capo Caccia – Isola Piana, parliamo di circa quindici operatori attivi e con imbarcazioni di per la piccola pesca, intendono prendere posizione netta in merito al documento recentemente inviato da alcuni pescatori al Presidente dell’Area Marina Protetta, dott. Emiliano Orrù, e al Presidente della V Commissione Consiliare Ambiente, Parco di Porto Conte e Area Marina Protetta,il dott. Christian Mulas.
Abbiamo appreso dell’invio di un documento contenente proposte che non condividiamo e che non ci rappresentano.
Riteniamo doveroso precisare che una parte significativa dei firmatari di quel documento è composta da pescatori ormai in pensione, i quali continuano comunque ad essere autorizzati a pescare all’interno del Golfo dell’Area Marina Protetta. Tale situazione, di fatto, impedisce ai pescatori più giovani di ottenere i permessi, ostacolando il naturale ricambio generazionale che dovrebbe garantire la continuità della tradizione della marineria algherese.
Da anni si parla di transizione, di tutela della storia e della cultura e di tenere viva la pratica della pesca ad Alghero. Tuttavia, queste parole perdono significato se chi è già in pensione continua a occupare uno spazio che dovrebbe essere lasciato alle nuove generazioni, a coloro che desiderano portare avanti questa professione con dignità, responsabilità e rispetto dell’ambiente.
Come gruppo di oltre quindici pescatori attivi, non vogliamo la chiusura del Golfo e non condividiamo alcuna delle proposte avanzate nel documento dei colleghi pensionati.
Per questo abbiamo trasmesso al Presidente della Commissione, Christian Mulas, un documento firmato in cui esprimiamo con chiarezza la nostra posizione contraria.
Desideriamo infine ringraziare il Presidente del Parco e il Presidente della Commissione Consiliare Ambiente per aver sempre dimostrato correttezza e disponibilità nel coinvolgere l’intera categoria, oggi purtroppo divisa.
Auspichiamo che le istituzioni continuino a sostenere un confronto equo, basato sulla realtà attuale della pesca professionale, e che sia finalmente riconosciuto il diritto dei giovani pescatori a proseguire una tradizione che appartiene alla città di Alghero”.

lenardi pietro
esposito tullio
contini giovanni
caneo francesco,cosimo,carmelo e riccardo
molinari antonio
bradi salvatore
usai carmelo
salis marco
esposito ferdinando

“Scala Erre esplode di rifiuti, è emergenza nel Nord Sardegna”

CAGLIARI – “Nel Nord Sardegna siamo oltre il limite, la discarica di Scala Erre è praticamente esaurita e ogni giorno aumenta il rischio di una emergenza rifiuti per Sassari e per l’area metropolitana” – dichiara Claudia Camedda, segretaria generale Fit Cisl – mentre i territori chiedono risposte, la Regione prende tempo sul progetto del termovalorizzatore di Truncu Reale, un atteggiamento attendista che non affronta il problema e che rivela una grave mancanza di visione”. 

“La legge italiana stabilisce una gerarchia precisa nella gestione dei rifiuti, prevenzione, riuso, riciclo, recupero energetico, smaltimento”, ricorda Gianluca Langiu, segretario regionale, “riconoscendo il recupero energetico come opzione ambientale preferibile quando riciclo e riuso non sono sufficienti a chiudere il ciclo, il termovalorizzatore è quindi uno strumento necessario per rispettare gli obblighi normativi e garantire un sistema moderno, sostenibile e autosufficiente”. Camedda precisa che “l’impianto previsto, pubblico e tecnologicamente avanzato, non contrasta con il riciclo ma ne è il completamento, perché esiste sempre una parte di rifiuti non riciclabili che deve essere trattata con sicurezza, in tutta Europa si punta su meno discariche, più innovazione e più tutela dell’ambiente, la Sardegna non può tornare indietro”. Aggiunge ancora Langiu: “chi alimenta paure infondate sulla termovalorizzazione si assume la responsabilità di costi più alti, più trasporti fuori provincia, più inquinamento e rischi sanitari. Nel frattempo la Giunta regionale rimanda decisioni e il Nord Sardegna scivola verso una crisi annunciata, con i cittadini che pagano di tasca propria e i lavoratori che restano nell’incertezza”. Per la Fit “è il momento della politica che decide, che mette al centro l’interesse collettivo e non il calcolo del consenso: chiediamo un cambiamento immediato, la Regione apra il confronto con amministrazioni, sindacati e operatori del settore e sblocchi senza ulteriori indugi l’impianto di Truncu Reale, i termovalorizzatori non sono il problema, il problema è l’immobilismo, la Sardegna non può essere ostaggio dei no ideologici, servono scelte chiare, serve coraggio, serve farlo adesso”.

Alghero, Borgate la Lega: “raccolta rifiuti nel pantano”

ALGHERO – “Le prime piogge hanno trasformato l’area dei cassonetti dell’Arenosu in un vero e proprio pantano, rendendo di fatto impossibile l’accesso ai cittadini.” Sarah Boette, della sezione cittadina della Lega, torna a denunciare la situazione della raccolta rifiuti nelle Borgate, accompagnando la sua presa di posizione con l’immagine eloquente dello stato dell’area.
“Non siamo davanti a un problema nato oggi o imputabile esclusivamente a questa amministrazione – precisa Boette – ma è responsabilità dell’amministrazione in carica affrontarlo e risolverlo. In casi come questo basterebbero interventi elementari, come la semplice distribuzione di ghiaia, per rendere agibile uno spazio utilizzato quotidianamente da decine di famiglie”.
Boette sottolinea come le Borgate continuino a essere trattate come zone di serie B: “Gli abitanti dell’Arenosu, come quelli delle altre Borgate, pagano le stesse tasse di chi vive in centro, ma in cambio ricevono servizi scarsi o inesistenti. È inaccettabile che ancora una volta ci si dimentichi di loro”.
A rafforzare la denuncia arriva anche l’iniziativa del consigliere comunale della Lega Michele Pais, “sempre attento alle esigenze delle Borgate”, che ha già predisposto un’interrogazione sul punto. “A lui si deve anche – ricorda Boette – il finanziamento regionale di oltre 2 milioni di euro per la pulizia dei canali dopo decenni di incuria, canali che proprio con le prime piogge finivano per esondare causando enormi disagi ai residenti”.
“La Lega chiede un intervento immediato e senza ulteriori rimpalli di responsabilità. Guardare al passato non ha senso: si intervenga oggi. Bastano pochi gesti, pochi investimenti, per dare dignità a territori che da troppo tempo aspettano attenzione. Non è più tollerabile che i cittadini debbano affrontare situazioni di disagio così elementari nella totale indifferenza di chi amministra”.

Consulta del Parco di Porto Conte, pubblicato l’avviso

ALGHERO – Pubblicato dall’Azienda Speciale “Parco di Porto Conte” l’Avviso per la manifestazione di interesse finalizzato alla nomina dei membri della Consulta del Parco, organo consultivo dell’Ente che supporta le attività di programmazione, indirizzo e regolamentazione. La Consulta del Parco sarà eletta dall’Assemblea secondo l’iter previsto dallo Statuto e resterà in carica per l’intera durata del mandato assembleare. Sarà composta da un massimo di sei membri ed è presieduta dalla direzione dell’Azienda Speciale Parco di Porto Conte – Area Marina Protetta Capo Caccia – Isola Piana. Non possono far parte della Consulta i componenti dell’Assemblea.

Possono presentare domanda i rappresentanti legali delle associazioni ecologiche e naturalistiche riconosciute, delle categorie dell’artigianato e del commercio, delle organizzazioni sindacali, delle associazioni culturali e sportive. Le istanze devono essere presentate utilizzando il Modello A allegato all’Avviso e corredate da dichiarazione sostitutiva resa ai sensi del DPR 445/2000, dalla quale risulta il nominativo del referente prescelto dall’associazione quale componente designato per la Consulta del Parco. I componenti della Consulta esprimono parere non vincolante sugli atti di programmazione, indirizzo e regolamentazione dell’Azienda Speciale “Parco di Porto Conte”.

“Con la pubblicazione di questo Avviso – dichiara il Presidente dell’Azienda Speciale, Emiliano Orrù – proseguiamo nel percorso di partecipazione e apertura che riteniamo fondamentale per una gestione moderna e condivisa del Parco di Porto Conte. La Consulta rappresenta uno strumento fondamentale attraverso il quale il territorio può contribuire attivamente alla definizione delle politiche di crescita, tutela e delle strategie di valorizzazione ambientale. Invito tutte le realtà associative interessate a partecipare, perché una governance realmente efficace nasce dal confronto costante e dalla collaborazione attiva tra le diverse realtà locali”.

Le domande dovranno essere presentate entro e non oltre le ore 12.00 del 12 dicembre 2025, esclusivamente via Pec all’indirizzo parcodiportoconte@pec.it, secondo le indicazioni previste nell’Avviso. Per tutti i dettagli, requisiti, modalità e termini per la presentazione delle candidature, l’Avviso è consultabile sul sito istituzionale del Parco di Porto Conte nella sezione Albo Pretorio e Amministrazione Trasparente.

Plastica, è caos smaltimento: “Dalla Giunta Todde nessun proposta”

CAGLIARI –  “Al netto della scontata preoccupazione e dell’appello ai cittadini per una ‘raccolta differenziata con rigore’, nella comunicazione dell’assessore Laconi è mancata la proposta. Neanche un accenno ad una soluzione fattibile per l’intero sistema regionale, lasciando nell’incertezza Comuni e cittadini”. Così Ignazio Locci, presidente del Cal (Consiglio delle Autonomie locali) ha commentato le parole dell’assessore della Difesa dell’ambiente, Rosanna Laconi, sulle difficoltà nello smaltimento della plastica.

“I cittadini non potranno tenersi a casa la plastica, parte più voluminosa dei rifiuti solidi urbani, per troppo tempo, perciò aumenta il rischio di un conferimento illecito – ha aggiunto Locci – L’altro rischio che si prefigura è che la plastica venga considerata rifiuto secco indifferenziato, determinando un incremento dei costi a carico dei cittadini e degli enti locali. È opportuno che la Regione dia immediate indicazioni ad amministratori e cittadini per uscire da questo difficile momento di incertezza”.

Plastica, la riciclata è troppo costosa: è caos

CAGLIARI – “Seguiamo con grande attenzione, e con forte preoccupazione, la crisi che sta colpendo il riciclo della plastica in Italia”. Così l’assessora della Difesa dell’Ambiente, Rosanna Laconi, interviene in merito alla situazione che negli ultimi giorni ha coinvolto l’intera filiera nazionale e che potrebbe avere ricadute immediate anche sui territori sardi.

Il sistema del riciclo degli imballaggi in plastica si basa su un insieme di fasi interdipendenti: la raccolta differenziata realizzata dai Comuni, il passaggio nei Centri Comprensoriali (CC), la selezione nei Centri di Selezione (CS) e infine il conferimento ai riciclatori. “Se si ferma l’ultimo anello della filiera – sottolinea Laconi – si ferma tutto il sistema della raccolta differenziata”.

La difficoltà nasce nella parte finale della catena: produrre plastica riciclata è oggi più costoso che acquistare plastica vergine, e diversi riciclatori stanno riducendo o sospendendo i ritiri dai Centri di Selezione. Di conseguenza i CS non riescono a liberare i piazzali, i CC non possono ricevere nuovo materiale e i Comuni rischiano il blocco nella raccolta.

Gli imballaggi in plastica presentano differenti composizioni e codifiche (PET, PP, HDPE ecc.). La separazione effettiva, indispensabile per garantire la qualità del riciclato, avviene esclusivamente nei Centri di Selezione, tramite sensori e tecnologie industriali. Materiali incompatibili mescolati tra loro possono rendere inutilizzabile un intero lotto e aumentare i costi per gli impianti.

Lo statuto COREPLA e i contratti che regolano la gestione dei rifiuti di imballaggio in plastica prevedono l’obbligo di assicurare continuità al servizio. Una sospensione unilaterale dei conferimenti, se non adeguatamente motivata, può determinare gravi conseguenze operative e configurare una possibile interruzione di pubblico servizio. La crisi è estesa a tutto il Paese. Il Governo ha convocato i riciclatori per il 25 novembre, ma al momento non sono state fornite istruzioni operative a Regioni e Comuni, alimentando l’incertezza tra gli enti locali e i gestori del servizio.

“La Sardegna – afferma Laconi – è più esposta di altre regioni: i costi di trasporto sono più alti e le alternative sono poche. Un blocco qui avrebbe effetti immediati e molto più gravi. Chiedo con chiarezza che tutte le società coinvolte nelle fasi di ritiro, trasporto, selezione e riciclo garantiscano il servizio senza interruzioni, almeno fino a quando il Governo non avrà assunto decisioni ufficiali. Cittadini, Comuni e ambiente non possono pagare il prezzo di un mercato squilibrato”.

“Invito tutti i sardi – conclude l’assessora – a continuare a fare la raccolta differenziata con rigore. Il corretto conferimento degli imballaggi in plastica è fondamentale oggi più che mai: mantiene puliti i nostri paesi e rafforza la nostra voce al tavolo nazionale. Il nostro impegno collettivo rimane decisivo”.

Posidonia, 700mila euro per tutta la regione

CAGLIARI – La Giunta regionale, su proposta dell’assessora della Difesa dell’Ambiente Rosanna Laconi, ha approvato le modalità e i criteri per la concessione dei contributi ai Comuni costieri destinati alla gestione della posidonia spiaggiata, con una dotazione finanziaria di 700 mila euro per l’annualità 2025, in attuazione della Legge regionale n. 12 dell’8 maggio 2025 (Legge di stabilità 2025) e della Legge regionale n. 1 del 21 febbraio 2020.

La misura consolida l’impegno della Regione Sardegna nel sostenere le amministrazioni comunali costiere nelle attività di gestione dei depositi di Posidonia oceanica, riconosciuti dalla legge come una naturale barriera contro l’erosione costiera e, al contempo, come un elemento che può richiedere specifiche azioni di movimentazione o rimozione per garantire la fruizione dei litorali.

“La posidonia non è un rifiuto, ma una risorsa naturale che protegge le nostre coste e testimonia la buona salute del mare – ha dichiarato l’assessora della Difesa dell’Ambiente, Rosanna Laconi.  Con questa misura la Regione conferma il proprio sostegno ai Comuni costieri, promuovendo una gestione fondata su criteri scientifici, sostenibilità e responsabilità amministrativa. Il nuovo disciplinare tecnico e le Linee guida regionali offriranno, appena conclusi, un quadro stabile e condiviso per coniugare tutela ambientale e fruizione turistica, valorizzando le buone pratiche già sperimentate in molti territori”.

E’ in corso di elaborazione, alla Direzione generale della Difesa dell’Ambiente, il disciplinare tecnico per la classificazione delle spiagge e la redazione delle Linee guida regionali per la gestione della posidonia spiaggiata. Tali strumenti, previsti sono destinati a uniformare le procedure e rafforzare il quadro di riferimento tecnico-scientifico a supporto delle amministrazioni locali, rendendo più efficiente e sostenibile la gestione del fenomeno lungo tutto il perimetro costiero regionale. I contributi saranno assegnati prioritariamente ai Comuni che adottano pratiche di gestione sostenibili, come lo spostamento temporaneo e il riposizionamento “in situ” dei depositi, in conformità con la DGR n. 40/13 del 2016, che rappresenta tuttora il riferimento operativo per la gestione della fascia costiera.

Solo in caso di risorse residue potranno essere finanziati gli interventi di rimozione permanente e conferimento in impianti di recupero o compostaggio. Il contributo sarà assegnato sulla base dei consuntivi di spesa relativi agli esercizi 2024 e 2025, per compensare l’insufficienza delle risorse inizialmente iscritte nei bilanci comunali. Le domande potranno essere presentate attraverso un avviso pubblico, che sarà pubblicato sul sito istituzionale della Regione e sul BURAS. Con questo provvedimento la Regione rafforza un percorso di sostegno tecnico ed economico continuativo ai Comuni costieri, fondato su conoscenza scientifica, prevenzione e valorizzazione dell’ambiente come risorsa strategica per il futuro sostenibile della Sardegna.