Tracollo Turismo: gestione amatoriale

CAGLIARI – “Meno 5% di presenze negli alberghi algheresi che deve essere sommato al più 10% in Sardegna: una vera e propria “Waterloo” per l’industria dell’accoglienza algherese, da sempre motore del turismo isolano”. Così Marco Tedde, vice-capogruppo di Forza Italia-Sardegna commenta i dati relativi ai flussi di visitatori del 2016. “A questi dati preoccupanti occorre aggiungere quelli che riguardano il segno meno del settore extra-alberghiero, che raggiunge vette superiori al 30%. Tutto ciò accade nonostante le crisi del Nord Africa e i problemi della Turchia liberino milioni di turisti nel Mediterraneo”. [Leggi].

“E’ evidente che la prima causa di questa “picchiata” del turismo algherese è la perdita di 272 mila passeggeri dello scalo nei primi 9 mesi dell’anno, causata dal mancato varo di politiche per il sostegno dei voli low cost ma anche dal blocco decretato da Pigliaru e Deiana nell’ottobre del 2014 della continuità territoriale sulle rotte minori. Ma occorre fare anche qualche riflessione sulla nebbia che avvolge la promozione della città e del territorio e l’offerta di eventi (in mano all’assessorato al Turismo comunale e alla Fondazione Meta): musei chiusi, eventi inesistenti e promozione del giorno dopo fatta su manifestazioni prive di reale capacità attrattiva sono la costante algherese di queste ultime stagioni. Ma, nonostante tutto, influisce negativamente anche la promozione dell’isola che vien fatta con investimenti milionari negli aeroporti isolani. E’ come se la Fiat promuovesse le sue auto all’interno degli stabilimenti. In Sardegna siamo passati dal centrodestra che ha attuato politiche per l’incremento e la destagionalizzazione dei flussi a politiche di promozione e in tema di trasporti confuse o inesistenti che hanno prodotto risultati fallimentari. La risorsa strategica del turismo isolano viene trattata in modo amatoriale”.

“Eppure le promesse elettorali di Pigliaru erano interessanti: Osservatorio Turistico, incentivazione dei collegamenti aerei, rete fra operatori e territori, superamento del turismo balneare con promozione del turismo rurale, culturale e nautico e lotta all’abusivismo sono rimaste mere enunciazioni di principio. Credo che la Giunta dei professori debba prendere finalmente atto dell’incapacità degli accademici al governo di affrontare il tema dei trasporti e del turismo con scelte che non siano di sola facciata. E son convinto che Pigliaru debba una volta per tutte guardare in faccia la realtà, dotarsi di risorse di governo lontane dal suo mondo fatto di dotte enunciazioni e più vicine ai sardi e ai loro problemi. Alghero e la Sardegna – ha concluso Tedde- non possono aspettare il domani di Pigliaru in eterno”.

Nella foto i bastioni nel centro di Alghero

S.I.

Dati Turismo 2016: Caporetto di Alghero

SASSARI – La stagione 2016 va in soffitta. La Federalberghi-Confcommercio per la Provincia di Sassari, 94 associati iscritti su 110 strutture alberghiere operanti in area provinciale, ultima e rende note le rilevazioni relative al periodo maggio – settembre, e le paragona con l’andamento dello stesso periodo dell’anno precedente. Sono stati campionati – fanno sapere dagli uffici delle Confederate di Via Pascoli – 18.259 posti letto, quindi su base stagionale 554.780. Gli arrivi nazionali hanno raggiunto quota 34.996, quelli d’oltralpe 59.376, le presenze connazionali hanno toccato le 119.534, quelle straniere 261.084. L’indice di riempimento posti letto, ottenuto dividendo le presenze totali per i posti letto disponibili totali è stato del 68,61%. Nell’omologo periodo dell’anno 2015, l’indice di riempimento era salito al 69,60%. La perdita, in area vasta, si limita ad un punto percentuale. Vale la pena, vista l’eterogeneità del prodotto turistico provinciale, soffermarsi sui numeri delle varie territoriali. Alghero: campionati 11.934 posti letto, quindi 365.060 su base stagionale, 22.090 arrivi area Italia, 42.915 arrivi area prevalentemente europea. Le presenze nazionali sono state 67.692, quelle straniere 192.715. L’indice di riempimento posti letto rispetto all’anno 2015 perde 4,88 punti di competitività (che di fatto diventano 6 punti in meno sulle presenze), passando da 76,21% all’attuale 71,33%. Impressiona la perdita di volume da mercati transfrontalieri: le presenze garantite da quei mercati passano, per giugno, da 86,10% del totale del 2015 a 74,34% del 2016, per luglio da 86,93% a 76,76%, per agosto da 78,52% a 62,49%. Solo in parte recuperate dalle maggiori presenze garantite dal mercato nazionale. Una inequivocabile conseguenza, questi cali, dei minori arrivi sullo scalo Riviera del Corallo, imputabile alle 14 destinazioni internazionali collegate in meno rispetto al recente passato.

Diversa la musica in area Golfo Asinara. Da quelle parti, il miglioramento è sensibile: campionati 6.325 posti letto, quindi 189.720 su base stagionale. Arrivi nazionali 12.906, arrivi d’oltralpe 16.461, presenze italiane 51.842, presenze estere 68.369, indice di riempimento posti letto al 63,36% contro lo 54,04% del 2015. Una crescita di 9,32%, in linea con la crescita del resto dell’Isola, che può essere spiegata anche in ragione di una maggiore accessibilità del prezzo del prodotto alberghiero rispetto ad esempio a quello algherese, in un anno nel quale gli aumenti medi delle bigliettazioni aeree hanno inciso sul complessivo budget a disposizione della vacanza. In più, aree Nord Sardegna equidistanti tra Alghero e Olbia hanno indubbiamente drenato le maggiori presenze garantite dallo scalo olbiese. Non irrilevante, il maggior gettito garantito dallo scalo portuale portotorrese, che per prossimità ha beneficiato le località turistiche più a ridosso.

Ovviamente, la grande crescita dell’area del Golfo non è bastata, stante la diversa offerta di posti letto con Alghero, a controbilanciare la perdita complessiva di riempimento letti provinciale. Per Alghero, invece, nei mesi clou dell’estate rivierasca, si contano le perdite. La ragione è quasi banale: la prossimità dello scalo aeroportuale favorisce lo “short break” in area limitrofa allo stesso. I minori passeggeri in aeroporto hanno quindi condizionato la capacità di saturazione del posto letto da giugno ad agosto, appannaggio di una clientela indipendente nell’organizzazione del suo tempo libero. Settembre, pur essendo alla voce tariffaria ancora un mese di spalla, garantisce la piena fruizione del prodotto marino-balneare, oltre al transito di clienti mediati da Agenzia o Tour Operator, i quali garantiscono densità di presenze (trasportate prevalentemente per mare e distribuite in Sardegna su gomma). Con questo si spiega la sua crescita, già documentata da precedenti analisi.

“Adesso – comunica il Presidente Federalberghi-Confcommercio Provincia di Sassari Stefano Visconti – l’attenzione e gli sforzi organizzativi traguardano il prossimo anno. Le azioni commerciali degli albergatori sono già in atto, volte alla vendita di camere e servizi. Funzionali, questi ultimi, all’arrivo di presenze che sul territorio trascinano tante altre economie diverse. Per questo motivo, tutti gli operatori riuniti in associazione, con forza, richiedono alla Regione, socio unico della Società di Gestione Aeroportuale So.ge.a.al., di garantire a quest’ultima e ai suoi manager l’operatività necessaria affinchè si possa tornare ai livelli di transiti che, fino alla fine del 2015, rendevano lo scalo Riviera del Corallo primo avamposto commerciale del territorio. Operatività che verrebbe certamente garantita, in tempi utili per programmare la stagione 2017, da un immediato intervento sul capitale sociale. Visconti conclude evidenziando che le politiche di destinazione spettano alla Regione e non agli aeroporti che, invece, dovrebbero essere strumenti per attuare dette politiche. Su questo la Regione è da sempre mancata e da questo in larga parte derivano i problemi dell’aeroporto”.

Nella foto il centro storico di Alghero

S.I.

Turismo nautico: Alghero perde milioni

ALGHERO – “Una barca del genere (tra i 18 e i 24 metri), ormeggiata in un porto, crea un indotto medio di 41.594 euro l’anno. Circa 20.000 vengono spesi per la barca tra costi di gestione e ormeggio. La quota residua è la spesa sostenuta dall’armatore e dagli altri ospiti in shopping, ristorazione, cultura, intrattenimento e trasporti”. Sono ancora una volta i Riformatori Sardi che, coerenti con la loro linea di pensiero da sempre finalizzata a sostenere progetti e azioni dedite allo sviluppo e crescita dei territori, ritornano su uno dei temi centrali del mancato sviluppo e drammatica crisi che attraversa Alghero: la mancata realizzazione del nuovo porto.

“I numeri confermano che i porti turistici rappresentano una fondamentale realtà di crescita economica e sociale: per ogni 4 ormeggi si genera un posto di lavoro stabile creato direttamente dalla gestione del “marina” o indirettamente dai servizi connessi grazie al fatto che il diportista, nella sua caratterizzazione di “stanziale” o “in transito”, possiede una elevata capacità di spendita. Perché ad Alghero no? Perché il Porto di Alghero non è in grado di attrarre turismo nautico? Quanto dobbiamo ancora attendere la riqualificazione dello scalo?”

Nella foto un esempio di imbarcazione che potrebbe giungere nel porto di Alghero una volta riqaulificato

S.I.

Tracollo Turismo: chiude Las Tronas |video

ALGHERO – L’annata 2016 verrà ricordata come una delle peggiori stagioni turistiche di sempre. Almeno fino ad oggi lo è. Come accade spesso in questi casi al netto dei dati, seppur faro di ogni ragionamento, e delle varie comunicazioni, più o meno partigiane, sono i fatti a raccontare al meglio di ogni cosa la realtà. Dopo 60, ovvero da quando ha aperto, quest’anno, salvo ripensamenti dell’ultim’ora, l’Hotel Las Tronas chiuderà. L’albergo extralusso divenuto anche un brand della bellezza della Riviera del Corallo, incastonato in una baia potenzialmente dal valore immenso. Tra i bastioni e il colle del Balaguer, oggi zone prive di cura e riqualificazione. Tra balaustre provvisorie (da due anni) ammassi di alghe putrescenti e una struttura come il Cavall Marì che da solo imprimerebbe un impulso al settore turistico, se dato dato in mano a privati con possibilità di grossi investimenti, si trova la meravigliosa struttura ricettiva.

Diminuzione dei voli, offerta turistica quasi inesistente, decoro e pulizia della città ai minimi termini, nessuno spazio per l’intrattenimento pubblico al chiuso e soprattutto un’assoluta mancanza di strategia e regia turistica negli ultimi anni tra Comune, Regione e territorio hanno prodotto una pessima condizione tanto da far pensare ai proprietari di chiudere i battenti per i mesi invernali. Una scelta che si vuole scongiurare. Ma che, come spiegato al meglio dall’intervista di Algheronews a titolare Vito La Spina, non dipende certo dai tagli della Ryanair, ma, come detto, da tutta una serie di fattori non positivi che questi ultimi anni hanno acuito i loro effetti negativi e anche devastanti.

Nella foto Vito La Spina

S.I.

Tracollo Turismo: Alghero stagionale

ALGHERO – “Come nei migliori film thriller, ecco il finale che non ti aspetti. Un po’ schizofrenico, come d’altronde la stagione che passa in archivio, tra le più travagliate per lo meno psicologicamente, degli ultimi anni”. I dati, forniti da Federalberghi-Confcommercio Provincia di Sassari passano in analisi i rendiconti di 30 strutture ricettive operanti in area provinciale su 93 iscritti in Associazione e 110 esistenti. Partendo da Alghero, i posti letto campionati sono stati 2.330 quindi su base mensile 69.900, gli arrivi connazionali sono stati 3.540, quelli stranieri 9.765, le presenze da oltretirreno hanno raggiunto le 9.677 contro 42.274 da mercati internazionali.

“L’indice di riempimento posti letto passa – fanno sapere da Federalberghi – da 70,25% del settembre 2015 a 74,32% del settembre appena trascorso, segnando un miglioramento del 4,07%. Se possibile, dato ulteriormente migliorato da quanto successo nel resto della provincia: su 1.055 posti letto campionati tra Sassari, Stintino, Castelsardo e Valledoria, quindi 31.650 su base mensile, emerge che gli arrivi di italiani sono stati 1.911, quelli internazionali 3.694. Le presenze di turisti connazionali si sono attestate a 5.082, quelle straniere a 14.507. Ciò che più conta è il miglioramento dell’indice di occupazione letti, che passa da 55,34% del settembre 2015 al 62,21% del settembre in archivio. Si migliora di 6,87%, un risultato davvero inatteso viste le premesse di inizio stagione. Complessivamente, il dato provinciale occupazione letti migliora di 4,54% nel paragone dei mesi di settembre, visto il maggior numero di posti letto offerti da Alghero rispetto al resto dell’area in esame. Certamente, questa chiusura in crescendo non basterà a portare in positivo il dato complessivo maggio-settembre, per fornire il quale l’Associazione sta elaborando le relative tabelle, che renderà note prossimamente. A testimonianza di una stagione in chiaroscuro, incerta fino alla fine”.

L’analisi spetta al Presidente Stefano Visconti. “Le motivazioni di queste performance sono da ricercarsi principalmente con il cambio di genere del turista medio. Infatti, complici i minori arrivi sull’aeroporto Riviera del Corallo, si sono ridotti gli “short break” che ad esempio ad agosto hanno inficiato l’occupazione letti, a favore di presenze portate da tour operator che hanno scelto la nave per veicolare i propri clienti. “In più – prosegue il Presidente – l’eccezionale annata che ha contraddistinto l’operato dell’aeroporto di Olbia ha sicuramente beneficiato in particolar modo località equidistanti tra i due aeroporti del nord Sardegna, per esempio Castelsardo. Per effetto di prezzi più contenuti rispetto all’alta stagione, considerato che settembre dalle nostre parti è ancora un mese di piena estate, non sono stati scoraggiati i turisti che hanno accordato la loro scelta al nostro angolo di Sardegna. Tutto ciò detto – afferma Visconti – , appare la tenuta della località Nord Ovest, che evidentemente ha ancora capacità proprie di attrarre flussi turistici, fino a quando la stessa risulta facilmente raggiungibile soprattutto dall’estero”.

Questo assunto è pienamente dimostrato da ciò che accade già dai primi di ottobre: in concomitanza con la riduzione dei voli sugli scali del Nord dell’Isola, e dei collegamenti via mare, ecco che fioccano le chiusure di fine stagione degli hotel. “Quest’anno – precisa il Presidente Visconti – , ad Alghero, visto l’azzeramento dei collegamenti aeroportuali internazionali e il ritorno del terminal ad uno scalo stagionale, alcune strutture tra le più prestigiose si trasformano da annuali a stagionali. Colpisce il caso dell’Albergo di lusso Villa Las Tronas, cinque stelle cittadino dal blasone importante. Viene meno la sua clientela prevalente nei mesi invernali, quella straniera. Non da meno l’Hotel Domomea, albergo quattro stelle dal punteggio attribuito dalla propria clientela elevatissimo, che sceglie “obtorto collo” per la stessa ragione di fermarsi per il periodo invernale”. Sono segnali davvero inequivocabili, da non prendere a cuor leggero. Si parla spesso di destagionalizzazione, dimenticando che il presupposto fondamentale affinchè ciò possa poi trasmettersi nei fatti è che la località turistica sia collegata al resto del mondo, con vettori aerei che consentano la “vacanza breve” in un periodo (quello autunno-invernale) dove quella è l’unica alternativa di vacanza. “Per questo motivo – conclude Stefano Visconti – le sorti della Società di Gestione Aeroportuale dello scalo Riviera del Corallo ci stanno cosi a cuore, visto che il suo destino si intreccia indissolubilmente con quello della filiera turistica del Nord Sardegna. La chiave per la crescita del comparto sono le politiche di destinazione, dove gli aeroporti sardi, possibilmente in rete tra loro, possano essere un avamposto commerciale e strumento col quale veicolare i turisti”.

Nella foto un incontro del Consorzio Turistico Riviera del Corallo che rappresenta la maggior parte delle strutture ricettive algheresi

S.I.

5 anni fa l’ultimo grande San Michele

ALGHERO – E’ facebook che, tra le tante opzioni che offre, c’è anche quella di ricordarti quello che avevi postato o fotografato qualche anno fa. In questo caso 5 anni fa. Una splendida cascata di fuochi d’artificio dalla Torre di Sulis per celebrare il patrono di Alghero. E soprattutto uno straordinario concerto di Franca Masu accolto da una fiumana di gente, dalle vie Simon, Mazzini, Xx Settembre, dai bastioni fino a sotto il palco posizionato al lato dell’Istituto Alberghiero. E nei giorni prima tanti altri appuntamenti con cori, musica rock, dj, arte e tradizione. La conclusione della Festa de Sant Miquel che, proprio quell’anno, aveva toccato il massimo del suo splendore grazie ad una perfetta sinergia tra amministrazione comunale, assessorato al Turismo, Fondazione Meta, artisti e operatori culturali finalizzata a proporre degli spettacoli legati alle proposte locali e al massimo regionali. Questo per una chiara scelta di differenziare rispetto a quanto proposto l’estate e in altri periodi dell’anno in cui, all’epoca, giungevano e si proponevano nella Riviera del Corallo spettacoli di caratura nazionale e anche internazionale.

Sembrano passati secoli ed invece è trascorso solo un lustro. I giovanissimi, ad esempio coloro che oggi sono ancora studenti degli Istituti Superiori, ovviamente non possono ricordare al meglio quei giorni, ma chi ha dai vent’anni in su fino agli adulti avanzati hanno bene impressa quell’edizione di Sant Miquel e in generale della proposta di spettacoli, cultura e intrattenimento che si predisponeva in quegli anni. Sembra veramente un’altra epoca per Alghero e forse lo è, ma non per strani accadimenti astrali o eccezionali episodi, ma esclusivamente per scelte politiche di chi ha amministrato Alghero dal 2012 fino ad oggi.

Scelte premiate dall’apprezzamento degli algheresi ma soprattutto dai turisti. Un flusso di visitatori, soprattutto, dell’Isola che riusciva a compiere un passo verso la tanto agognata destagionalizzazione. Una parola che oramai, visto il tracollo dei “mesi spalla” e il generale disastro del turismo nel 2016, sembra oramai (di nuovo) un’utopia e ciò, per essere chiari, si traduce in maniera nefasta sull’economia con una sempre maggiore perdita di posti di lavoro in un tessuto sociale già sfibrato e precario. Del resto scelte come quelle effettuate in quegli anni, se perseguite, ad oggi avrebbero prodotto, come per altri format tipo “Primavera in Riviera”, delle solide e definitive ricadute sul territorio. Invece sembriamo all’anno zero con “Alghero che perde lo scettro del turismo”, cenerentola della Sardegna e tutto questo dopo essere stato un Comune che, fino pochissimi anni fa, era il faro di settori come gli spettacoli, intrattenimento e in generale cultura ovvero dei turismi.

Nella foto lo spettacolo pirotecnico per i festeggiamenti di San Michele nel 2011 con sindaco Tedde, assessore turismo Conoci e presidente di Meta Delogu

S.I.

Franca Masu “Lo pais meu”

Franca Masu “Tria la vida”

Turismo croceristico: boom nell’Isola

CAGLIARI – Aumenti da record negli ultimi anni e un trend di crescita che proseguirà nei prossimi: il mercato crocieristico in Sardegna sta facendo registrare numeri mai visti prima, persino in controtendenza con i riscontri nazionali che per il 2016 decretano un segno meno del 10 per cento, secondo i dati diffusi oggi all’Italian Cruise Day di La Spezia. “L’isola si presenta all’appuntamento ligure in veste unitaria, grazie alla partnership siglata in occasione del Sea Trade di Miami del marzo scorso da assessorato del Turismo, Artigianato e Commercio, Autorità portuali sarde, Terminal crociere di Cagliari ed enti locali coinvolti – dice l’assessore Francesco Morandi, presente a La Spezia – e si afferma come destinazione d’eccellenza e di riferimento per i crocieristi di tutto il mondo”.

Il 2016 si attesterà molto probabilmente intorno ai 550 mila passeggeri che hanno e avranno (da qui a dicembre) fatto tappa nell’isola, risultato che la colloca al settimo posto fra le regioni italiane. Mentre per il 2017 ci sono già importanti conferme di varie compagnie che assicureranno un traffico addirittura superiore in tutti i porti crocieristici sardi: Cagliari, primo scalo crocieristico in Sardegna e undicesimo in Italia (più 51 per cento nel 2016), Olbia, tredicesimo approdo nazionale per le ‘vacanze in mare’, Golfo Aranci, Porto Torres e Alghero.

I porti del nord nel 2015 hanno fatto registrare insieme 240 mila passeggeri. “Il traffico nei porti sardi è in costante crescita – aggiunge Morandi – e le ultime annate hanno testimoniato che la candidatura della Sardegna quale crocevia delle crociere del Mediterraneo è ormai una realtà. La promozione dell’offerta assume nuovo slancio anche grazie all’accordo tra assessorato e le due Autorità portuali, attraverso il quale – conclude l’esponente della Giunta Pigliaru – intendiamo consolidare il posizionamento del nostro prodotto su un mercato che genera numeri enormi, crea indotto commerciale e anima il territorio, con ricadute economiche dirette, flussi nei periodi di spalla, visibilità internazionale sui cataloghi delle compagnie, opportunità concrete di interazione tra turismo, artigianato e commercio”.

Nella foto nave da crociera ad Olbia

S.I.

Turismo: Alghero perde lo scettro

ALGHERO – “Alghero ha perso lo scettro del turismo sardo”. E’ Stefano Visconti, presidente di Federalberghi e Consorzio Riviera del Corallo, ad affibbiare alla stagione 2106, la definizione più azzeccata. “Faccio questo esempio perché lo scettro, seppur perso, si può recuperare, ma per poterci riuscire urge un cambio di rotta immediato”. Ed in effetti, c’è poco da girare intorno. Mai, a memoria d’uomo, Alghero aveva registrato dei dati così negativi nel settore turistico tanto da essere definita la “Cenerentola dell’Isola”. Uno smacco per un territorio che ha “inventato” il turismo in Sardegna e non solo. Ma oggi la realtà è un’altra. E, per essere chiari, come emerge dall’incrocio di tutti i dati ed indicatori, non basta la diminuzione dei voli all’aeroporto per giustificare questo tracollo.

Anni di politiche turistiche dozzinali e la cancellazione di settori come quelli della promozione e programmazione si pagano a peso d’oro. E ciò si riflette in maniera drammatica sul contatore dei disoccupati che, purtroppo, è in vertiginosa crescita. In questo panorama emergono almeno due interrogativi, come emerso anche nell’intervista con Visconti, dove siano finiti i soldi della “Tassa di soggiorno” e soprattutto perché la Fondazione Meta è persa in nomine, comitati e ha perso la mission originaria ovvero quella di promuovere la Riviera del Corallo e sostenere e programmare manifestazioni ed eventi utili a richiamare visitatori in bassa stagione.

Insomma un quadro piuttosto desolante che però, per chi vuole vedere il bicchiere mezzo pieno, come tanti che lavorano, operano e credono ancora in Alghero e negli algheresi, offre anche spunti positivi: nonostante il taglio dei voli, politiche turistiche assenti, guerre al comparto mercantile e dell’intrattenimento, sporcizia record e decoro lacunoso, un buon numero di turisti ha continuato a giungere nel centro catalano soprattutto nei mesi di punta. Ma è proprio la destagionalizzazione e gli “short break”, come spiegato da Visconti, che si sono persi e che pesano negativamente sul dato generale. Per uscirne è necessario attivare delle vere politiche turistiche, riprendere i percorsi virtuosi e le collaborazioni con le forze migliori del territorio nei vari settori (come avvenuto nel recente passato) e soprattutto creare una forte e capace governance del turismo che possa riportare Alghero ai fasti di un tempo e recuperare al più presto lo scettro perduto.

Nella foto Stefano Visconti

S.I.

Turismo: disastro Bruno-Esposito

ALGHERO – “Siamo da sempre stati abituati a vedere il bicchiere mezzo pieno, a cogliere più gli elementi positivi che quelli negativi, ma i dati relativi alla stagione turistica algherese 2016 che ormai si avvia alla conclusione, hanno ben poco di confortante ed evidenziano, purtroppo, numerose criticità che non possono essere ulteriormente sottovalutate o trascurate”. Così Marco Di Gangi, presidente di Azione Alghero, sui dati fortemente negativi per la prima volta nella storia di Alghero in ambito turistico. [Leggi]

“Numeri impietosi denunciano un calo di arrivi e presenze, in controtendenza rispetto al resto della Sardegna, che cresce a due cifre, e costituiscono la base dalla quale partire per scongiurare che questa situazione si riproponga negli anni a venire. Un ulteriore elemento negativo è il ritorno a quella stagionalità che, per decenni, nel passato caratterizzava il nostro turismo. Il disimpegno di Ryanair, pur se preponderante, non basta da solo a spiegare le ragioni di questo disastro che, senza il forte incremento di arrivi generato dal traffico marittimo, sarebbe stato incommensurabile. La fallimentare politica regionale in materia di trasporti e di promozione turistica non può esimere, infatti, la nostra Amministrazione Comunale dalle sue chiare e inequivocabili responsabilità”.

“Le ragioni della perdita di posizioni sul mercato turistico della nostra Città hanno infatti altre concause, generate prevalentemente dai limiti dell’azione amministrativa locale.
Questo intervento non è però finalizzato solo ad addebitare responsabilità, ma piuttosto a suscitare una consapevolezza ed a generare reazioni capaci di invertire il corso delle cose. Senza soffermarci sui forti limiti del decoro e della pulizia della Città (sarebbe come sparare sulla Croce Rossa), che certamente non hanno contribuito a farci apparire al meglio, sarebbe utile invece una seria riflessione ed un serrato confronto sula individuazione di un modello per la Governance del Turismo e sulle politiche finalizzate alla promozione di Alghero e del suo territorio anche tramite un utilizzo opportuno e sensato delle importanti risorse raccolte sia con l’imposta di soggiorno, sia tramite la Grotta di Nettuno”.

“E’ assolutamente velleitario e insensato confidare nel fatto che Alghero possa fare a meno di un’adeguata promozione turistica nei mercati nazionale e internazionale di tradizionale riferimento ( Italia, Spagna, Francia, Germania e Regno Unito) e nei nuovi mercati che si stanno rivelando interessanti, quali quelli dell’Europa dell’est. Non è certamente accettabile che lo sforzo in tale direzione da parte dell’Amministrazione Comunale possa esaurirsi nel 2016 con la spesa di 10.000 euro per la partecipazione , senza alcun tipo di riscontro sulla efficacia per Alghero, che interviene come comparsa, al progetto di promozione realizzato dai Consorzi turistici, attuatosi con la partecipazione a 4/5 Fiere”.

“Non è certamente funzionale ad una adeguata ed efficace promozione della città la spendita di centinaia di miglia di euro del bilancio della Fondazione META per realizzare o sostenere eventi senza che se ne valuti, ne’ a priori, ne’ a posteriori, la coerenza e la validità. Lo strumento della “ Consulta comunale permanente per lo sviluppo economico e per il lavoro” voluta dall’Amministrazione, ha dimostrato di essere del tutto inadeguato all’esigenza di trovare soluzioni ai problemi che affliggono la città, ma soprattutto all’esigenza di una seria programmazione sia delle attività di promozione turistica sia dei servizi più strettamente funzionali al turismo, quali, ad esempio i trasporti locali”.

“A suo tempo l’Amministrazione Comunale Bruno non ha minimamente preso in considerazione la costituzione di una “ Consulta per il turismo”, pure fortemente voluta e richiesta dagli imprenditori turistici come organismo consultivo permanente per concorrere alla Governance del turismo. Oggi uno degli elementi di maggiore debolezza è proprio questo: una Governance del turismo totalmente insufficiente, dove le scelte pubbliche in ambito turistico sono assunte non tanto sulla base di una precisa strategia, ma estemporaneamente, talvolta in maniera contraddittoria e, spesso, con ritardi incolmabili. L’interazione tra l’Amministrazione Comunale e gli altri soggetti pubblici interessati e gli operatori privati non può più essere né episodica né occasionale: deve trovare una sede permanente ed istituzionale che non si limiti a definire le strategie, ma sia capace di incidere sulle dinamiche turistiche con azioni ed interventi coerenti e i più ampiamente condivisi e più in generale sui processi economici e sociali”.

“Non secondario e ormai indifferibile è un ulteriore e strategico impegno: l’adozione degli strumenti urbanistici che contemplino un adeguato incremento dei posti letto alberghieri che in città sono fermi da decenni e consenta l’adeguamento delle strutture esistenti a quegli standard qualitativi ormai irrinunciabili. Migliorare le performance dell’industria locale del turismo risponderebbe ad una preciso bisogno della collettività algherese, visto che il turismo è una delle attività economiche che possiedono il maggior potenziale per generare sviluppo economico diffuso e sostenibile e posti di lavoro. In conclusione, ferma restando l’esigenza di un intervento rapidissimo della Giunta regionale in materia di trasporto aereo e di sostegno ai voli low cost per far fronte alla crisi dello scalo algherese, si ritiene che i margini che l’Amministrazione Bruno abbia a propria disposizione per invertire questa tendenza negativa siano molto ristretti. I campanelli di allarme ormai suonano senza interruzione, non basta mettersi a capo di una protesta, pure doverosa e necessaria, contro la Regione, si adottino, senza ulteriore indugio, tutte le misure indispensabili di propria competenza e alla propria portata, per evitare che la prossima stagione turistica confermi il segno negativo e si riduca ai pochi mesi estivi, ma soprattutto per dare alla nostra Città nuove prospettive e ai suoi cittadini rinnovate speranze e fiducia nel futuro”.

Nella foto Marco Di Gangi

S.I.

Alghero, estate-incubo: dimettetevi

ALGHERO – “Ho riflettuto molto se commentare o meno gli inequivocabili articoli della Nuova Sardegna [Leggi], anche se criticare i “padroni (pro-tempore) della città” può essere rischioso, io non taccio, perché è in gioco il nostro futuro, che vedo sempre più grigio”. E’ Enrico Daga, imprenditore, rappresentante di categoria e consigliere comunale e dirigente regionale del PD ad aprire la serie di commenti che andremo a registrare riguardo “la peggiore estate che Alghero abbia mai vissuto”. Questo almeno da punto di visto delle politiche turistiche, ridotte al lumicino, per non dire totalmente assenti. La sinergia con la Fondazione Meta praticamente inesistente se non finalizzata ad inserire, volta per volta, manifestazioni già esistenti e create dai privati dentro il programma comunale. E tutto ciò ha condotto la Riviera del Corallo in un pericoloso vicolo cieco. [Leggi]

“Torniamo all’articolo: questo approfondimento, – spiega Daga – corredato da dati inconfutabili, certifica inesorabilmente il fallimento delle politiche turistiche attuate in questa città negli ultimi anni, che hanno causato la perdita di appeal e il rapido declino della nostra destinazione, intervenuti grazie ad un diabolico combinato disposto che mette insieme insipienza, aridità, incapacità, presunzione, conservatorismo, elitismo allo stato puro”.

“Ma di tutto ciò, la cosa che fa più male, è assistere ad un’insopportabile scaricabarile che tende a deresponsabilizzarsi e ad attribuire, indegnamente, le responsabilità, ovvero i termini di questa poderosa sconfitta, alla crisi dell’aeroporto. Come se fosse l’aeroporto ad attrarre turisti in una località e non il contrario. Niente di più sbagliato, niente di più falso, nulla di più ipocrita: se così fosse stato, le uniche città che avrebbero dovuto “bearsi” di un segno positivo, in Sardegna, sarebbero dovute essere le sole Olbia e Cagliari. Così non è evidentemente, a meno che non scopriamo che ad Oliena c’è un aeroporto, come a Santa Teresa, Dorgali ecc.ecc”.

La totale incapacità della classe dirigente locale di attivare politiche di sviluppo turistico e non, è ora certificata. Fatevi un esame di coscienza voi che avete le redini dell’amministrazione, compiete un gesto eclatante, un ultimo sussulto di dignità come si fa in questi casi tra persone per bene, così com’è accaduto in moltissimi altri casi anche più grandi del vostro: passate la mano, dedicatevi ad altro, ritornate a lavorare se, ovviamente, avete un mestiere. Sennò cercatelo, non possiamo pagare noi il prezzo dei vostri stupidi esperimenti”.

Nella foto Enrico Daga

S.I.