Regione, Alessandra Zedda si è dimessa da assessore: rottura con Solinas?

CAGLIARI – Come un fulmine a ciel sereno, l’assessore e soprattutto vice-presidente Alessandra Zedda si è dimessa dalla Giunta Regionale. Notizia più che inaspettata poichè la leader di Forza Italia, ancora consigliere regionale, è sempre stata reputata un’esponente di punta dell’esecutivo e una figura “blindata” dalle Giunta  e questo anche in vista dell’agognato e più volte rinviato rimpasto. A questo punto la Giunta è monca vista l’assenza di tre caselle (ambiente, trasporti e ora lavoro)

Nonostante la motivazione ufficiale parli di “motivazioni personali”, non è trascurabile la sua chiacchierata candidatura come prossimo presidente della Regione e dunque come una possibile smarcatura della Zedda (e sicuramente di parte di Forza Italia) dall’azione (reputata troppo vacua) dell’Amministrazione Regionale e più in generale della maggioranza alla guida dell’Isola. Non sono escluse altre prese di posizione compresa una fin anticipata della consigliatura regionale.

Corpo Forestale, l’assessore Satta riceve i sindacati

CAGLIARI – “Finalmente, dopo oltre due anni, riprendiamo gli incontri in presenza con le parti sindacali per poter dare un nuovo impulso al dialogo e, di conseguenza, alle azioni da intraprendere”. Lo afferma l’assessore del Personale, Affari Generali e Riforma della Regione, Valeria Satta, che questa mattina ha incontrato nella sede dell’assessorato i rappresentanti delle organizzazioni sindacali Cgil-Fp , Uil-Fpl, Cisl-Fp, Fesal, Clares. All’ordine del giorno, le richieste che i rappresentanti del personale della Regione avanzano in merito ad alcune situazioni relative agli enti, le agenzie e l’amministrazione regionali.

“Molte richieste delle sigle – afferma l’assessore del Personale – trovano rispondenza nelle nostre intenzioni politiche.  Stiamo lavorando, tra le altre cose, alla ridefinizione finanziaria del rinnovo contrattuale 2022-2024 per circa diecimila lavoratori, all’elevazione per la riserva dei posti nelle progressioni interne dal 30% al 50%, allo stanziamento delle risorse per l’adeguamento perequativo dei rinnovi contrattuali. Inoltre, prevediamo nuovi tavoli di incontro con il Coran per il Lavoro Agile e per la revisione del contratto collettivo, nel suo complesso, relativamente alla parte normativa”.

Al tavolo è seguito un altro incontro, di natura interlocutoria, con i rappresentanti del Corpo Forestale di Vigilanza Ambientale:  focus della riunione, la richiesta di un piano straordinario di assunzioni, che riguardi sia i nuovi concorsi, sia le riclassificazioni e le progressioni per il personale interno.

“Il prezioso lavoro di tutela e salvaguardia del nostro patrimonio ambientale e paesaggistico, svolto quotidianamente dal Corpo Forestale di Vigilanza Ambientale – ha detto l’assessore Satta – merita un’attenzione puntuale nei confronti della riorganizzazione del personale, che deve poter contare al suo interno persone fisicamente idonee e preparate allo svolgimento delle mansioni richieste. Per rispondere a tali esigenze stiamo vagliando, come per le altre categorie, alcune azioni utili a dare più risorse e migliori definizioni di tutti i profili, e speriamo di poter procedere presto a nuovi concorsi”.

Barracelli sul piede di guerra

ALGHERO – Le rappresentanze sindacali e rappresentative dei Barracelli in intestazione, hanno appreso dai vari Comandi associati, la notizia della preclusione da parte del Servizio agli Enti Locali della Regione Autonoma della Sardegna alla partecipazione dei Barracelli al Seminario organizzato dall’associazione professionale IPTS in collaborazione con la Regione Autonoma della Sardegna e l’Associazione Nazionale Polizia Locale d’Italia ANVU, aperto a Dirigenti, Ufficiali e Agenti della Polizia Locale e agli appartenenti delle Forze di Polizia Nazionali, dedicata alla “Gestione operativa e le criticità nella gestione di soggetti armati e negli interventi ad alto rischio.

” I Barracelli che hanno inoltrato l’iscrizione alla giornata formativa hanno ricevuto una mail inviata dal servizio agli enti locali in veniva riportato che “la giornata di studio del 18 novembre a Mogoro è rivolta esclusivamente ai Comandi di polizia locale della Sardegna e come già avvenuto in passato, per le Compagnie Barracellari verranno programmate delle giornate di formazione interamente dedicate alla categoria.” Alla giornata, oltre alla polizia locale potranno invece partecipare, come già citato in premessa, anche i corpi di polizia nazionali. È oltremodo non veritiero quanto scritto dal servizio agli enti locali in merito al fatto che ai Barracelli in passato siano state dedicate giornate formative dalla Regione. Risulta assodato dagli scriventi che , fatta salva una minima misura di formazione in ambito di antincendio boschivo e un breve seminario di sanzionamento amministrativo collegato a violazioni riguardanti il rispetto delle prescrizioni antincendio regionali, nessuna altra misura formativa è stata intrapresa dalla Regione Sardegna per formare il personale dei Barracelli da perlomeno da 30 anni a questa parte per i servizi di polizia rurale. Al contrario di quanto stabilito dalla Legge Regionale 15 luglio 1988 n°25 all’articolo 32, mai nessuna misura formativa è stata promossa o incentivata. I Barracelli che hanno acquisito talune professionalità, lo hanno fatto per autoformazione, o attingendo a corsi a pagamento presso strutture certificate, fra le quali appunto l’associazione professionale IPTS, dietro il pagamento delle dovute parcelle ai formatori e attingendo alle già ridicole risorse messe a disposizione da parte della Regione Sardegna per i Barracelli. Riteniamo che la scelta di escludere i Barracelli, impegnati giorno e notte in attività di polizia, protezione civile ed antincendio boschivo, sia inappropriata e derivante da un preciso “modus operandi” che da diverso tempo qualcuno, all’interno dell’Assessorato agli Enti Locali, sta portando avanti o è stato indotto da terzi a farlo, un chiaro progetto orientato a svalutare e mortificare la figura di agente di polizia insita nel ruolo stesso Assemblea Rappresentativa dei Barracelli, Associazione Professionale. S.A.B. Sindacato Autonomo Barracelli Segreteria Regionale del Barracello. E tutto questo accade malgrado autorevoli pareri del Ministero della Giustizia, dell’Interno, del Lavoro, della stessa Presidenza della Regione Sardegna oltreché di sentenze della Suprema Corte di Cassazione e di diverse sentenze in sede penale e civile, a loro volta promosse sempre dagli organismi di rappresentanza dei Barracelli, e mai dagli uffici dell’Assessorato agli Enti Locali per rispondere al continuo flusso di chiarimenti provenienti dalle Compagnie. Sarebbe bastato leggersi il Regio Decreto 14 luglio 1898, n. 403 e le Norme di attuazione dello statuto speciale per la Sardegna D.P.R. 19 giugno 1979, n. 348 (Capo I – Polizia locale urbana e rurale – Articolo 12) per capire quale sia la naturale collocazione dei Barracelli, senza fraintendimenti di sorta. Dagli uffici di viale Trieste a Cagliari si continua, talaltro senza averne titolo e competenza, a “malae interpretationes” di pareri emessi organi costituzionali superiori come i Ministeri di Giustizia, Interno e Lavoro. A tutto questo ci sono delle responsabilità ben precise da ricercare in qualche componente dello staff dell’assessorato e della Giunta Regionale e che, da lungo tempo, stanno di fatto generando un forte malcontento da parte dei Barracelli nei confronti del predetto esecutivo, con le inevitabili conseguenze politiche. Evidentemente le parole del Presidente della Regione Christian Solinas, quando nel dicembre 2020 disse: “ I Barracelli sardi rappresentano un presidio prezioso di legalità nelle nostre campagne. Vantano una storia antica che affonda le proprie radici fin dal periodo giudicale. Costituiscono un importante presidio per la difesa e la tutela del territorio, la protezione delle aziende agricole, la prevenzione degli incendi, i furti e gli atti vandalici”, oppure quelle del Presidente del Consiglio Regionale Michele Pais nel suo discorso di insediamento ad inizio legislatura “Il mio pensiero va alle Forze dell’ordine. Uomini e donne impegnati costantemente nell’adempimento del proprio dovere per la sicurezza del nostro Paese”.

“Alle Compagnie Barracellari, la nostra istituzione pubblica di polizia locale, urbana e rurale che rappresenta la più antica forza di polizia d’Europa e che è necessario valorizzare sempre più» non sono condivise da qualche esponente della Giunta Regionale e maggiormente dagli uffici di viale Trieste, perché sino ad oggi si è fatto l’esatto contrario, con chiari segnali come quello che commentiamo in questa occasione. Siamo profondamente amareggiati per tutto questo “danno” al quale si aggiunge la “beffa” per la mancata riforma della legge sui Barracelli, che solo un anno fa ha visto la presentazione di ben tre proposte di modifica ma che a tutt’oggi non sono state prese in esame in maniera significativa. Se questi sono i presupposti, meglio rimanere altri 30 anni con l’attuale normativa piuttosto che vedere il nostro ruolo svilito e, come vorrebbe qualcuno, posto alle dipendenze della polizia municipale, o dell’amministratore comunale di turno che, forte delle ambiguità legislative in merito, utilizza i Barracelli nelle maniere più disparate, ma mai come dovrebbero essere utilizzati e nel rispetto delle qualifiche funzionali di agenti di pubblica sicurezza, agenti e ufficiali di polizia giudiziaria. Non intendiamo accettare più nulla di tutto questo. Se entro la fine del mese di novembre non saranno calendarizzati questi tanto desiderati corsi di formazione, l’esame in commissione delle proposte di modifica della legge Regionale, e una ridiscussione del “Disciplinare degli strumenti operativi”, valuteremo l’avvio di forme di astensione dal servizio, attuabili a partire dalla totale astensione da tutti servizi di pubblica sicurezza e polizia giudiziaria che quotidianamente ci vengono richiesti in collaborazione dagli altri organi di polizia statali e locali, fino al rifiuto di sottoscrizione del protocollo di collaborazione alla campagna antincendi boschivi, nonché dalle richieste pressoché quotidiane delle amministrazioni comunali. D’altronde l’Assessorato agli Enti Locali ci ha più volte ripetuto che “siamo solo ed esclusivamente dei volontari”, e pertanto ,altrettanto volontariamente ci asterremo dal collaborare. Assemblea Rappresentativa dei Barracelli, Associazione Professionale. S.A.B. Sindacato Autonomo Barracelli Segreteria Regionale Perseguiremo con ogni modo l’obbiettivo di vedere definitivamente riconosciuto il nostro ruolo, oggi contiamo oltre 5500 operatori, quale organo di polizia rurale, che verranno a mancare nel presidio del territorio. Chiediamo un incontro urgente con le SS.VV. per discutere di quanto fin qui lamentato, e che frattempo sia data anche ai Barracelli la possibilità di partecipare alla giornata formativa del 18 novembre a Mogoro”

Sardegna, ottobre da record: la Regione esulta

CAGLIARI – “Le aspettative non sono state tradite neanche nel mese di ottobre e la Sardegna ha continuato a registrare numeri record, consolidando una stagione veramente positiva per il comparto, a riprova che l’obiettivo di un concreto allungamento della stagione turistica è raggiungibile. Dall’inizio dell’anno, tra aeroporti e porti, siamo vicini ai 7 milioni di arrivi, superando i numeri del 2019. La Regione è fortemente impegnata per consolidare la proposta turistica, che vada oltre i mesi estivi, e per risolvere la vicenda della continuità territoriale, così da garantire il diritto alla mobilità dei sardi e un andamento regolare del flusso turistico verso l’Isola”. Lo ha detto il presidente della Regione, Christian Solinas, commentando i dati degli arrivi negli scali portuali e aeroportuali nel mese di ottobre.

Secondo i dati forniti dall’Autorità di sistema portuale del mare di Sardegna, nel mese di ottobre nei porti sardi si sono registrati 115.587 arrivi (Olbia 67.783; Porto Torres 31.154; Golfo Aranci 10.059; Cagliari 6.591), in crescita rispetto al 2021 (+5,4%), ma anche al 2019 (+26,12%). Dal 1 giugno al 31 ottobre sono arrivati complessivamente oltre 2 milioni di passeggeri.

A ottobre, nei tre aeroporti isolani sono arrivati 372.326 passeggeri (Cagliari 200.486; Olbia 102.298; Alghero 69.542), tra voli di linea e non, con un incremento del 40% rispetto al 2021 e del 10% nei confronti del 2019. Da giugno sono quasi 3 milioni gli arrivi, mentre dall’inizio dell’anno circa 4,2 milioni.

“Abbiamo le carte in regola per puntare ad una definitiva destagionalizzazione e andare oltre il consolidato turismo balneare, per una concreta affermazione della Sardegna nel mercato nazionale e internazionale – ha aggiunto l’assessore del Turismo, Gianni Chessa – E’ ripresa anche la stagione fieristica e, dopo la presenza dello stand della Sardegna al ‘Ttg Travel Experience’ di Rimini e un evento promozionale a Monaco di Baviera, in questi giorni siamo presenti al ‘Wtm’ di Londra, mentre nel fine settimana, a Milano, presenteremo ‘Sardegna, terra di Cammini tutto l’anno’. Racconteremo l’Isola che vuole affermarsi come meta privilegiata per gli appassionati del turismo lento”.

L’appuntamento milanese è in programma venerdì 11 e sabato 12 novembre al Palazzo delle Stelline: “Due giorni di incontri e di confronto con esperti, giornalisti, autori e camminatori per parlare di Cammini come strumento di valorizzazione turistica della bellezza, dell’identità e dell’accoglienza delle aree interne e come possibile argine allo spopolamento”, ha spiegato l’assessore Chessa

Emergenza fauna selvatica (come altri temi): basta parole, bisogna agire subito

ALGHERO  – Ci sono tematiche riguardanti questo territorio che, seppur trovato perfino (viste le perenni e ataviche divisioni) opinione comune sulla necessità della loro soluzione, non riescono a trovarla. Una d queste, forse non tra le più rilevanti, ma sicuramente importante, è quella del contenimento della fauna selvatica. Come noto, in particolare cinghiali e daini. Animali che, per diversi motivi, non ultimo quelle delle tutele ambientali derivanti della presenza del Parco di Porto Conte, sono esplosi nelle loro diffusioni. Ma, come detto, tutti proprio tutti (o quasi, meglio dire) sono d’accordo che volenti o nolenti bisogna attuare un piano di contenimento. Attuare, però, non immaginare e neanche programmare.

Gli Enti coinvolti sono diversi col Parco che in primis si è resto disponibile ad ascoltare tutti a partire dalla Borgate per intervenire senza se e senza ma. C’è però necessità che anche gli altri siano sulla stessa lunghezza d’onda e, a sentire la coommissi0ne giustamente convocata dal presidente della Quinta, Christian Mulas, ad alcuni non è parso proprio cosi. E dunque arriviamo ad oggi con l’ennesimo comunicato stampa o lettera che dir si voglia sul tema. Un po’ come la Sanità e altre questioni del territorio dove oramai pare più facile profondere valanghe di comunicazioni che essere realisti e agire.

“Lettera aperta rivolta a tutti gli Enti preposti a governare la problematica del contenimento della fauna selvatica. Parliamo del piano quinquiennale di contenimento dei cinghiali in via di predisposizione per il Parco Naturale Regionale di Porto Conte. A nostro parere dovrebbe prendere come titolo: “Piano di eradicazione del cinghiale”, facendo riferimento nel documento in modo chiaro e inequivocabile alla parola eradicazione, infatti bisognerebbe entrare quanto prima in quell’ottica che, entro pochi anni sarà una necessità per la Sardegna intera.

Le azioni dovrebbero avere quello come obiettivo principe. 

Un tentativo serio di eradicazione abbatterà considerevolmente il numero dei cinghiali che certo, non saranno mai azzerati ma saranno senz’altro diminuiti sensibilmente. 

Nel frattempo il Parco dovrebbe stipulare un’assicurazione che vada a coprire qualsiasi danno ai terreni circostanti con pagamento degli indennizzi entro 30 giorni lavorativi dalla presentazione della domanda da parte dei proprietari. Ora c’è un’assicurazione regionale che copre solo certi tipi di danno. 

Il Parco di Porto Conte dovrebbe altresì muoversi nella direzione di recintare il suo perimetro, in autonomia previa autorizzazione oppure tramite un bando che preveda contributi del 100% ai proprietari dei terreni interessati. In ultima istanza, il Parco dovrebbe dotare gratuitamente di validi dissuasori, come ad esempio le recinzioni elettrificate, i proprietari dei terreni circostanti che ne fanno richiesta.

Se è bello e a pagamento per i turisti visitare il Parco di Porto Conte per “ammirare” daini e cinghiali, a rimetterci gravemente, economicamente e in termini di sicurezza, sono gli imprenditori agricoli e non solo del territorio, costretti a spendere grandi somme per approntare alte e sofisticate recinzioni che prevedono quotidiane manutenzioni. 

Ci pare giusto che una quota degli introiti del Parco vada quindi a riproteggere e indennizzare chi subisce danni.

Per i Comitati di Borgata di:
Maristella- Tonina Desogos. 
Sa Segada/Tanca Farrà- Antonio Zidda.
Santa Maria la Palma- Amabile Simbula.
Guardia Grande/Corea- Angelo Sanna.
Fertilia/Arenosu – Luca Rondoni”

CS Cantina Santa Maria La Palma: Peretto confermato presidente

ALGHERO – L’assemblea dei soci della Cantina Santa Maria La Palma, la grande cantina di Alghero e della Sardegna, ha eletto il nuovo direttivo dell’azienda, confermando quello uscente per 5/7. Squadra che vince non si cambia, lo storico detto è stato ampiamente rispettato. L’appuntamento per il rinnovo delle cariche sociali ha registrato una grande partecipazione: una sala riunioni gremita ha votato indicando il nuovo direttivo, composto da Mario Peretto, Francesco Pinna, Gianfranca Pirisi, Daniele Zappelloni, Salvatore Serra, Francesca Spanu e Gabriele Bardino. Una conferma per i 5/7 del direttivo uscente, con i giovani Spanu e Bardino che vanno a dare il cambio a Milena Dardi e Mario Moro, due colonne storiche del CDA dell’azienda che dopo anni di onorato servizio hanno scelto di non ricandidarsi.

Doppia riconferma per il Dott. Mario Peretto e la Dott.ssa Gianfranca Pirisi, eletti nuovamente Presidente e Vice Presidente.

Per Peretto si tratta del quarto mandato consecutivo: una testimonianza di fiducia concreta da parte dell’intera base sociale della Cantina Santa Maria La Palma, azienda cooperativa che raduna oltre 300 soci, rappresentando concretamente l’area produttiva del settore agricolo della nord ovest Sardegna.

«Ricevere questo nuovo mandato rappresenta un grande onore e un importante onere, anche alla luce della delicata situazione geopolitica e macroeconomica», ha sottolineato il Presidente Peretto, ringraziando i soci «Gli ultimi anni hanno visto la Cantina Santa Maria La Palma crescere notevolmente: abbiamo superato i 5.5 milioni di bottiglie prodotte e il nostro fatturato ha sfiorato i 20 milioni di euro, una cifra storica, mai raggiunta prima.

Allo stesso tempo registriamo un apprezzamento sempre crescente verso il nostro brand ed i nostri vini, abbinato ad una serie di nuovi prestigiosi riconoscimenti a livello nazionale e internazionale: un’ulteriore certificazione della qualità delle nostre produzioni e della grande vocazione vitivinicola del territorio di Alghero, che siamo felici di rappresentare».

 

Il nuovo mandato vedrà l’azienda puntare su sostenibilità, innovazione, crescita del personale e ricerca di nuovi mercati. «Vogliamo fare della Cantina Santa Maria La Palma un esempio di azienda sostenibile. Abbiamo iniziato da tempo un percorso legato alla sostenibilità con l’installazione di impianti fotovoltaici per alimentare il nostro stabilimento, la scelta di materiali coibentanti di origine naturale, l’introduzione di procedure di coltivazione che rispettano concretamente l’ambiente e tante altre azioni.

Oggi le aziende hanno la responsabilità di agire per un futuro migliore e noi vogliamo continuare in questa direzione, rilanciando. Stiamo lavorando per raggiungere la completa autosufficienza energetica e vogliamo promuovere la costituzione di una comunità energetica del territorio, che veda la nostra azienda come perno centrale».

 

«Allo stesso tempo», continua Peretto, «continueremo a investire per promuovere la crescita della terra in cui viviamo: siamo una cantina sociale, i ricavi dati dalla vendita dei nostri vini ricadono completamente sulle famiglie che qui vivono, sull’azienda e di conseguenza sul territorio. Punteremo sulla formazione continua del personale e dei soci, sull’innovazione tecnologica degli impianti produttivi – già in buona parte recentemente rinnovati – e sulla ricerca di nuovi mercati, con un occhio attento verso l’estero».

 

Una serie di sfide molto importanti che la Cantina Santa Maria La Palma è pronta ad affrontare, con la volontà di rappresentare e promuovere al meglio la produzione vitivinicola di Alghero e della Sardegna.

Crisi sanità, “solita parata di comunicati e niente di più”

ALGHERO – “Ecco la consueta parata pubblicitaria in difesa della sanità algherese, bene, lodevole, bravi! La sosteniamo. Purtroppo alla necessaria e dovuta protesta per le carenze del costosissimo, ma giustamente pubblico, servizio sanitario regionale non corrispondono provvedimenti che possano tracciare una prospettiva chiara nel breve e medio termine. La carenza di risorse umane e strumentali è cronica, la mancata definizione di un piano per il mantenimento della DEA di primo livello è inaccettabile.
Purtroppo un indirizzo politico ballerino, in preda al caos dei continui cambiamenti e delle scelte spesso illogiche, genera confusione e inefficienza.
Non me ne vogliano gli illustri onorevoli presenti e passati ma, al di là dei proclami pubblici, chi è stato deputato a rappresentare la comunità in questi anni di continuo declino della sanità algherese, non è riuscito ad incidere nelle scelte fatte dalla politica regionale. Politica regionale peraltro ingessata e incapace di dare risposte in tempi decenti. Lo scarso peso dei nostri rappresentanti, non certo per colpa, è dimostrato da come gli investimenti siano stati dirottati in altri territori. Ma anche non volendo guardare fuori dal distretto, i servizi offerti a un bacino di oltre 75 mila utenti stanno peggiorando costantemente da anni.
Tutto questo accade in un sistema sanitario dove la politica ha un peso abnorme e deleterio, la politica si dovrebbe limitare a dare l’indirizzo per il miglior servizio che si può offrire alle persone e non occuparsi esclusivamente di nominare capi e capetti a vari livelli.
Comunque sia, siamo sempre vicini e sosteniamo le manifestazioni pacifiche di protesta per le carenze dei servizi essenziali”.
Movimento 5 Stelle Alghero

Sanità, Atti aziendali: l’Udc promuove l’Aou e critica l’Asl

ALGHERO – “Il tema della sanità algherese è sempre più acceso, si leggono lettere e comunicati stampa da parte della maggioranza e dell’opposizione,si organizzano conferenze stampa, commissioni di ogni genere, si chiedono continui consigli comunali aperti, forse è ora di dire basta. Siamo stanchi di denunciare le gravi carenze di una sanità che fa acqua da tutte le parti, in ogni comparto sanitario ci sono criticità e problemi. Oggi finalmente si prende atto che da parte di due forze politiche una di maggioranza e una di opposizione  rappresentate in consiglio comunale e Regionale,sia emersa la volontà di una battaglia comune per difendere la sanità pubblica e quella Ospedaliera e in particolare quella algherese che oggi vive il dramma di una sanità fatta di soli annunci e slogan. Un argomento che il partito Udc, tramite il presidente della commissione consiliare sanità Christian Mulas,  denuncia da circa due anni da solo. Per fronteggiare le criticità del comparto sanitario e assicurare il diritto alla salute non ci devono essere distinzioni di colori politici.

Finalmente oggi arrivano le bozze degli atti Aziendali dell’Aou e Asl, atti aziendali che dovrebbero essere lo strumento che disegna l’organizzazione e le articolazioni di governo dell’Azienda sanitaria e i suoi rapporti con gli Enti locali, la Regione e i comuni , le rappresentanze dei cittadini,le scelte aziendali strategiche. Questo coinvolgimento generale dovrebbe garantire soluzioni alle reali esigenze nel campo sanitario.

Nella bozza presentata dell’atto aziendale dell’Asl,  la quale dovrebbe occuparsi del territorio e dei servizi,parrebbe che manchi  la struttura complessa di cure domiciliari,la diabetologia territoriale e ancora parrebbe che manchi la struttura complessa di fisiopatologia respiratoria e broncoscopia.

Sempre nella medesima bozza aziendale non viene menzionata la figura dell’infermiere di comunità che permetterebbe di dare  più risalto al servizio ADI (assistenza domiciliare integrata).

Non si evince, dal documento  un servizio concreto e una vera programmazione. Questa bozza del piano, di fatto, dimostra la mancata visione  socio sanitaria da parte di chi dovrebbe avere chiara la situazione territoriale, di chi dovrebbe garantire il diritto alla sanità per tutti.

Diversa parrebbe la bozza  presentata dall’ aou, un atto aziendale che dà dignità a un presidio ospedaliero che per anni è stato dimenticato e che nel tempo aveva perso quello “splendore” che l’aveva sempre caratterizzato come ospedale traumatologico di immenso valore. La bozza del documento che organizza le strutture dell’Aou di Sassari inserisce l’ospedale “Regina Margherita” a pieno titolo all’interno di un hub e DEA di secondo livello, riconoscendone in questo modo un ruolo di primaria importanza.

Innanzitutto, l’ospedale Marino trova finalmente una sua vera e propria dimensione.

Le strutture di Ortopedia e traumatologia quindi Recupero e riabilitazione funzionale vengono inserite nel Dipartimento di Scienze motorie, neurologiche e riabilitative. E sono così parte integrante di un’azienda come l’Aou di Sassari che ha in queste specialistiche un punto fermo. E grazie alle professionalità di cui questi reparti dispongono, a loro volta non potranno che arricchire l’azienda sassarese.

Ma, ancora di più, la bozza dell’atto prevede una novità ulteriore: la creazione proprio ad Alghero di una Ssd di Traumatologia dello sport e tecniche ortopediche chirurgiche innovative, così da rispondere appieno al dettato normativo della legge 24/2020, che all’articolo 18 prevede «l’attivazione di un polo di sviluppo di rilievo regionale per le tecnologie chirurgiche ortopediche».

Una dignità per il Regina Margherita che, sino a ora, non trova uguali.

Web Project Sottorete, inizia il campionato di Serie C di pallavolo

ALGHERO – Dopo il primo posto nel campionato di serie D della scorsa stagione, la WebProject Sottorete è pronta ad affrontare il debutto in serie C regionale. La prima gara della stagione si svolgerà a Porto Torres contro la Quadrifoglio volley alle 19. Quella di quest’anno è una squadra rinnovata sotto molti punti di vista,con l’inserimento di nuovo atleti tra cui, il libero Simone Giardinelli e il giovanissimo Cristian Di Tucci. Una squadra che riparte da solide fondamenta come il rinnovo di Fabio Guido alla guida della squadra e il gruppo di esperti fedelissimi che ormai hanno fatto la storia con la Sottorete: dal capitano Massimo Castaldi alla banda Mondino Demartis.

Il presidente della Polisportiva Sottorete Stefano Ogno suona la carica prima dell’inizio della stagione: “Siamo riusciti dopo anni di sacrifici a riportare la pallavolo maschile di Alghero in serie C. Il nostro progetto parte dal basso, assieme alla Gymnasium volley stiamo lavorando e sviluppando il settore giovanile. Con l’aiuto dei più esperti vogliamo dare un punto riferimento ai più giovani, uno stimolo per migliorarsi e crescere. Sono contento dell’atteggiamento dei ragazzi che hanno iniziato la preparazione dalla fine di agosto per essere pronti a questa nuova ed emozionante nuova stagione in serie C.”

Alleanza Psd’Az – Lega a rischio, occorre una profonda riflessione

CAGLIARI – “Con l’insediamento del Governo Meloni ed il completamento della squadra di vice-ministri e sottosegretari, si dà seguito al voto degli Italiani del 25 Settembre e prende il via la legislatura 2022-2027.

Questa competizione elettorale, che ha visto la schiacciante vittoria del Centro DX a guida Fratelli d’Italia, determina nuovi scenari nel panorama politico Italiano e, allo stesso tempo, impone una doverosa riflessione e analisi politica tutta interna al PSd’Az, che deve interrogarsi su risultati ed alleanze.

Sono trascorsi quasi 5 anni da quel 4 marzo 2018, quando l’accordo Lega-PSd’Az consentì l’elezione del nostro Segretario Christian Solinas nel Senato della Repubblica e la costituzione a Palazzo Madama del Gruppo Lega Salvini-Partito Sardo d’Azione. Elezione trainata anche da quei voti Sardisti che, seppur con grande difficoltà, sono confluiti sul simbolo della Lega.

Per capire quanto sia stato determinante il voto Sardista nelle precedenti elezioni politiche, è sufficiente vedere il risultato che la Lega ha ottenuto in Sardegna, quasi l’11%, ovvero circa il doppio di quanto percepirono Salvini e compagni nelle altre regioni del Sud Italia (Sicilia 5,2%, Calabria 5,6%, Basilicata 6,3, Campania 5,8, Puglia 6,2). Pertanto, il valore aggiunto del PSd’Az in quella competizione è stato inequivocabile!

Altro successo dell’accordo Lega-PSd’Az, si è manifestato alle elezioni Regionali del 2019, indicando ed eleggendo Christian Solinas alla carica di Governatore della Sardegna.

Anche in quella circostanza si può tranquillamente affermare che l’indicazione di Solinas alla guida della coalizione Sardista di centro DX, non è stata una mera concessione Salviniana, ma, piuttosto, una scelta politica accurata e di valenza storico-culturale, in virtù del ruolo che da sempre ha svolto il Partito Sardo d’Azione nella società Sarda. A quel punto diventò naturale puntare sul Segretario Nazionale Sardista, peraltro persona che esprime qualità e capacità politiche di altissimo Valore e che, più di altri, aveva titoli, caratteristiche e meriti per governare la nostra Isola.

A distanza di 5 anni tanta acqua è passata sotto i ponti, tanti fatti politici sono accaduti, tanti equilibri sono mutati, tante aspettative sono state disattese. Pertanto, diverse riflessioni vanno fatte. Una su tutte: l’accordo Lega-PSd’Az ha sempre ragione di esistere?

Sul piano dei risultati amministrativi, non si può certamente dire che questa Giunta Regionale abbia avuto la strada spianata, anzi tutt’altro. La congiuntura critica internazionale, aggravata dal gigantesco problema della pandemia, si sommarono alla pesante situazione ereditata dall’ex Governatore Pigliaru e la sua Giunta, che ha lasciato:

  • Comparto sanità allo sfascio e con in programma la chiusura dei piccoli ospedali;
  • Sistema trasporti nel caos totale;
  • L’urbanistica in Sardegna da riscrivere per ovviare ad una crisi senza fine del comparto edilizio;
  • Comparto agricolo allo sbando con ritardi biblici sull’erogazioni dei fondi del PSR;
  • Bilancio della Regione da risanare e quant’altro, che per ragioni di spazio non viene citato.

Ciò detto, non si vuole venir meno alle responsabilità che derivano dal guidare una Regione, sicuramente si poteva fare molto di più. E se il Presidente è quella figura che più di ogni altro assorbe “oneri e onori”, questo aspetto non esonera gli Assessori dal rispondere in prima persona dei risultati poco soddisfacenti su ogni singolo settore da loro amministrato.

È cosa assai nota che tra i comparti che hanno generato la maggiore insoddisfazione del Popolo Sardo, vi siano soprattutto quello della Sanità e Trasporti, incidentalmente tutti in capo a rappresentanti della Lega che, probabilmente, non si sono rivelati sufficientemente idonei al ruolo che ricoprono o che hanno ricoperto.

Vi è da dire che, anche se Solinas è sempre dovuto lealmente intervenire pubblicamente in difesa degli Assessori maggiormente criticati da cittadini e stampa locale, questo non è servito a migliorare l’opinione collettiva dell’intera giunta, anzi, viceversa, ha accumunato tutti nello stesso contesto, trascinando verso il basso il gradimento dei Sardi nei confronti dell’intera giunta Regionale. Gli ultimi risultati elettorali ne sono la controprova.

Il PSd’Az ed il suo Segretario Nazionale Christian Solinas, in questi 5 anni di “convivenza” hanno sempre avuto nei confronti della Lega un atteggiamento corretto e leale, anche a proprio discapito e con lacerazioni interne. Non si può certo dire che la stessa lealtà sia stata sempre corrisposta. Non si contano, infatti, gli interventi critici e gli atteggiamenti ”fuori luogo” in Consiglio Regionale di qualche componente di spicco del Carroccio, che in diverse occasioni hanno messo in sere difficoltà Giunta e Maggioranza.

È altresì da considerare mancanza di rispetto nei confronti dell’alleato Sardista, anche l’atteggiamento che la Lega ha tenuto durante la scelta dei collegi elettorali nelle ultime elezioni. In quella occasione è stata calpestata la storia, la valenza, il ruolo che il Partito Sardo d’Azione ricopre nel panorama Sardo ed Europeo. Il nostro glorioso Partito è stato trattato alla stessa stregua di forze politiche nate il giorno prima delle elezioni.

Di fatto il nostro maggiore alleato non è stato in grado, o non ha voluto, difendere la specificità dei Sardi e del PSd’Az, negando il “Diritto di Tribuna” ad una minoranza linguistica ed al Partito Federalista più longevo di tutto l’arco Costituzionale. Alla Grandezza del PSd’Az, ha preferito puntare su un Leghista che, con tutto il rispetto, non esprime gli stessi Valori politici, storici ed Autonomistici.

Eppure, anche in quella circostanza, per grande senso di responsabilità e negli interessi dell’intera coalizione, Il Partito sardo d’Azione ha rinunciato ad una battaglia elettorale egoistica per la salvaguardia del proprio simbolo e delle proprie radici, candidando sotto il simbolo della Lega, senza alcuna garanzia e con scarsissime possibilità di elezione, una figura di grande spessore politico e professionale, affrontando una campagna elettorale infida, intrisa di odio e di sentimenti anti leghisti.

Tra l’altro, il Senatore uscente Carlo Doria (eletto da tutto il Centro DX nelle elezioni suppletive del Settembre 2020), avrebbe meritato una considerazione maggiore, anche in virtù dell’importante e qualitativo lavoro svolto nella sua breve esperienza parlamentare.

Anche a quell’imperdonabile errore, la Lega avrebbe potuto in qualche modo rimediare. Avrebbe potuto scegliere nell’ampio panorama di personalità capaci, colte, preparate, affidabili e competenti che, grazie a Dio, il PSd’Az può vantarsi di avere, una figura che rappresentasse il Sardismo e la Sardegna, da impegnare nel Governo Meloni con compiti di stretta attinenza con le problematiche che attanagliano il Popolo Sardo.

Oggi siamo alla vigila di un rimpasto nella Giunta Regionale. Un cambio di rotta marcato e deciso va fatto, qualsiasi soluzione blanda che non segni un radicale cambio di passo, non serve né alla maggioranza di Governo, né al Popolo Sardo e tanto meno al PSd’Az. Questo è il momento delle scelte coraggiose.

Perciò che riguarda i rapporti con la Lega, il Partito è chiamato a fare una profonda riflessione, prescindendo da quella che sarà la partita della composizione della nuova Giunta Regionale. Alle elezioni del 2024 si deve andare con le idee chiare e scelte condivise, analizzando con estrema fermezza tutti gli elementi che dovranno portarci a determinare le nuove alleanze…che, comunque possono anche essere quelle attuali, ma viste in un’ottica che non può che tenere conto delle esperienze vissute”

 

                                                                                              On. Giancarlo Acciaro