Sorso shock: arrestato nigeriano

SORSO – Nella serata di ieri i carabinieri della Stazione di Sorso hanno tratto in arresto Marves Memeke nigeriano, classe 86, alloggiato presso il locale centro d’accoglienza per richiedenti asilo “IL VIVAIO”, accusato di tentata violenza sessuale. Da diversi mesi il giovane nigeriano è ospite della struttura sorsese e già in diverse occasioni aveva dimostrato difficoltà d’integrazione sia con i suoi connazionali ma anche con la locale cittadinanza tanto da commettere nel giro di poche settimane altri reati tra cui un episodio simile a quello di ieri.

Nel tardo pomeriggio di ieri, come ogni giorno il richiedente asilo nel nostro paese, èuscito dal centro d’accoglienza ed ha iniziato a passeggiare nella zona di “Serralonga – Bagnu”, fino ad arrivare nei pressi dell’abitazione di una donna 55enne, sorsese, che, proprio nel momento in cui passava il giovane, si trovava nel suo giardino. Alla vista della donna, forse rassicurato dal fatto di trovarsi in una zona isolata e convinto che di li nessuno potesse passare, l’uomo è entrato nella proprietà della signora ed a nulla sono valsi i ripetuti ed energici tentativi della stessa di farlo uscire. Egli ha portato avanti ripetute avances e continui tentativi di toccare la donna che, nonostante l’attiva resistenza opposta, è stata più volte palpeggiata. Solo il coraggio e l’estrema determinazione ha permesso alla vittima prima di fuggire e poi di chiamare i Carabinieri.

Immediatamente i militari della stazione di Sorso, già impegnati un servizio di perlustrazione, hanno raggiunto l’abitazione da cui il giovane era appena fuggito, sicuramente intuendo l’arrivo dei soccorsi.
Una sommaria descrizione circa la fisionomia ha permesso ai Carabinieri di capire di chi si trattava, anche in considerazione del fatto che qualche giorno prima il giovane era già stato denunciato. Le ricerche sono partite immediatamente e si sono protratte per tutta la sera fino a quando lo stesso, che non era di proposito rientrato presso il centro d’accoglienza, è stato individuato nelle campagne sorsesi, bloccato e portato nella caserma dei Carabinieri di Sorso. Gli accertamenti condotti dai militari hanno permesso di identificarlo compiutamente quale l’autore del reato ed è stato dichiarato in stato di fermo, con l’accusa di tentata violenza sessuale e violazione di domicilio.

In considerazione del fatto che solo poche settimane prima Memeke, era stato autore di un medesimo episodio ai danni sempre di una giovane donna, lo stesso è stato associato presso la casa circondariale di Sassari – Bancali, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Tagli Università: Sassari rischia

SASSARI – «Ci preoccupa l’adozione dei nuovi criteri di distribuzione dei fondi statali per le università, perché penalizzano le università isolane e del sud Italia, in particolare quelle di media dimensione, quelle della nostra isola che proprio a causa della insularità non hanno le stesse potenzialità espansive nel numero degli studenti frequentanti». Parole del sindaco di Sassari Nicola Sanna che si schiera accanto ai rettori degli Atenei di Sassari e Cagliari nella richiesta di una rivisitazione dei parametri che consentano una più equa ripartizione delle risorse.

«Abbiamo sempre sostenuto – afferma il primo cittadino – e di questo siamo convinti, che Sassari possa e debba essere città della cultura, della scienza e della ricerca e sperimentazione che deve guardare all’Europa e al suo Mediterraneo difendendo e potenziando il ruolo dell’Ateneo turritano. «Sassari è una città universitaria, dotata di eccellenze e capacità che si distinguono a tutti i livelli, nazionali e internazionali. Per questo motivo l’università sassarese non può correre il rischio di vedersi ridotti ogni anno i finanziamenti». «Soltanto con risorse adeguate – prosegue Nicola Sanna – è possibile puntare al miglioramento dell’offerta didattica, sull’alta formazione, a una sempre maggiore internazionalizzazione e all’innovazione tecnologica da trasferire alle nostre imprese e alle nuove generazioni. Tutti elementi in grado di offrire ai nostri giovani prospettive più solide e proficue».

E se le due Università sarde hanno dato vita a un processo di integrazione federativa per la formalizzazione delle attività svolte in collaborazione in settori universitari strategici per lo sviluppo culturale, sociale ed economico della Sardegna, per il sindaco di Sassari questa «intesa non può essere solo conseguenza del fatto che le risorse trasferite dallo Stato agli Atenei diminuiscono ogni anno e la Regione, con tutte le difficoltà finanziarie in cui si trova, non è più in grado di supplire alle mancanze dello Stato».

«Sono convinto – conclude il sindaco di Sassari – che le azioni comuni poste in essere tra Comune e Università rivestano il fondamentale ruolo di coesione fra le politiche per lo sviluppo e l’occupazione, le strutture di formazione e ricerca e le imprese, fra i saperi e l’occupazione. Ecco allora che un taglio delle risorse nei riguardi dell’università sassarese avrebbe delle sicure ripercussioni negative sulla società sarda, sul mondo del lavoro, sulle comunità della nostra Regione. Mi auguro che il governo regionale si ponga alla testa dell’azione di difesa e potenziamento delle università del Mezzogiorno».

Nella foto la sede dell’Università centrale

S.I.

Tasse: Paci smentisce Pigliaru?

CAGLIARI – “Sulla televisione regionale il presidente della Commissione Bilancio dichiara che il provvedimento preso prevede la possibilità dell’aumento della tassazione in Sardegna e ha aggiunto che non è detto che la Finanziaria lo confermi”. Cosi il consigliere regionale Marco Tede.

“Premesso che il “provvedimento” non è una generica dichiarazione di intenti, ma è una Legge vigente, (Legge Regionale 23 dicembre 2015, n. 34) votata dal centrosinistra e non prevede una generica possibilità di aumento, ma aumenta l’IRPEF e l’IRAP, vorremmo capire se esista o non la volontà di rimuovere due balzelli ingiusti, che rappresentano una vera e propria rapina a mano alzata a danno dei sardi. Sul punto non si accettano ambiguità né tentativi di far apparire all’opinione pubblica una realtà diversa da quella che emerge dai provvedimenti approvati in Consiglio dal centro-sinistra, Sabatini compreso. Le dichiarazioni del presidente della Commissione Bilancio sono una battuta per l’intervista del giorno o impegnano la maggioranza?”

“La nostra posizione è chiara – prosegue Tedde- e contrasteremo l’aumento delle tasse sia con una pioggia di emendamenti alla Finanziaria sia con una battaglia legale al fianco dei sardi contro una tassazione iniqua e illegittima. I consiglieri di maggioranza decidano da che parte stare: non possono votare una legge e poi fingere di non averne compreso il significato e gli effetti devastanti per le famiglie e le imprese sarde”.

Nella foto Paci e Pigliaru

S.I.

Locali: controlli e multe a Sassari

SASSARI – Sanzionato un locale e decine di verbali redatti. È questo il bilancio delle attività svolte nel fine settimana dal servizio operativo speciale della Polizia municipale in risposta alle numerose segnalazioni dei cittadini esasperati dai rumori provenienti da alcuni locali. Agenti in borghese e ispettori della Siae di Sassari hanno controllato circoli privati, pubblici esercizi e ristoranti, utilizzando anche il fonometro.

Tra le irregolarità, le più diffuse sono state la violazione dell’ordinanza sindacale che fissa a mezzanotte l’orario per terminare gli intrattenimenti anche musicali, l’assenza del certificato di valutazione di impatto acustico obbligatorio per le attività rumorose e il mancato pagamento del corrispettivo per il diritto d’autore. La sanzione amministrativa invece è scattata per un locale che ancora alle 3 del mattino teneva la musica a tutto volume.

«I gestori devono sapere che se il rumore prodotto dalla loro attività è percepibile in maniera fastidiosa nelle abitazioni private sono perseguibili in base al codice penale per disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone – spiegano dalla Polizia municipale -. Si rischia l’arresto fino a tre mesi o un’ammenda fino a trecentonove euro. Sarebbe sufficiente tenere i volumi un po’ più bassi e i gestori dovrebbero sensibilizzare i propri clienti al rispetto delle persone che godono del diritto al riposo nelle proprie abitazioni. Bisogna ricordarsi che molte persone lavorano al mattino anche nei fine settimana».

Nella foto Piazza d’Italia di notte

S.I.

Sel: cantieri verdi e lotta povertà

CAGLIARI – Un impegno formale della Giunta sul rifinanziamento dei cantieri verdi. Lo chiede, con una mozione, il gruppo consiliare di Sinistra Ecologia e Libertà. “Nella scorsa finanziaria l’assessore Paci aveva assicurato lo stanziamento di 17 milioni di euro per i cantieri verdi avviati dai comuni sardi – ha detto il capogruppo di Sel Daniele Cocco – alla fine invece sono stati stanziati solo 5 milioni di euro, una cifra irrisoria, insufficiente per soddisfare le richieste delle amministrazioni comunali».

Con la mozione firmata da tutto il centrosinistra, il gruppo Sel sollecita il rifinanziamento degli interventi attraverso il reperimento di nuove risorse da inserire nella Finanziaria del 2016: «I cantieri verdi hanno permesso di mettere in sicurezza i territori e mitigare il rischio idrogeologico – ha aggiunto Cocco – Paci rispetti gli impegni e trovi una soluzione». Da rivedere, infine, il bando dell’assessorato all’Ambiente: «Sono stati cambiati in corsa i requisiti richiesti. Il paradosso è che verranno finanziati i comuni che non hanno speso le risorse assegnate per il 2015 e penalizzati quelli che invece hanno concluso gli interventi e rendicontato le attività svolte. La Giunta ci ripensi – ha concluso Cocco – su questo argomento siamo pronti a dare battaglia in Aula».

Prosegue intanto l’azione di Sel finalizzata al contrasto delle povertà estreme. Il segretario regionale Luca Pizzuto ha illustrato le nuove iniziative decise dal partito che vedranno coinvolti circoli e militanti. Queste le linee di intervento: 1) l’apertura di quattro sportelli di segretariato sociale (Cagliari, Sassari, Carbonia e Sant’Antioco) per aiutare i cittadini nelle questioni burocratiche e informarli su bandi, finanziamenti e opportunità di lavoro; 2) uno sportello d’ascolto per rispondere alle domande e alle richieste d’aiuto dei cittadini con due numeri di riferimento: 3711603092 e 3711629302; 3) la promozione di attività di formazione per aiutare le persone ad uscire dalla condizione di povertà; 4) Un pastificio sociale per dare sostegno ai più poveri e offrire loro l’opportunità di partecipare a momenti conviviali.

Per promuovere il dibattito su questi temi, Sel ha organizzato una rassegna di politica e cultura con una serie di appuntamenti a cui parteciperanno esponenti politici nazionali e intellettuali. Si parte giovedì prossimo a Cagliari con un appuntamento a Villa Muscas sul tema “La politica riparte dai territori”. All’incontro, fissato per le 19, parteciperanno il sindaco del capoluogo, Massimo Zedda, il senatore di Sel, Luciano Uras, la senatrice del Pd, Magda Zanoni, il presidente dell’Anci, Piersandro Scano, la deputata del Pd, Romina Mura e il coordinatore provinciale di Sel, Sandro Serreli».

Nella foto il gruppo consigliare di Sel

S.I.

Tasse di Pigliaru illegittime |video

CAGLIARI – Forza Italia si rivolge al Governo nazionale per scongiurare l’aumento delle addizionali Irpef e Irap votate lo scorso 23 dicembre dal Consiglio regionale. Un’istanza per la promozione della questione di legittimità costituzionale è stata presentata all’Ufficio del Consiglio dei Ministri preposto alla verifica delle leggi regionali e delle province autonome. L’iniziativa, promossa dal consigliere Marco Tedde, è sostenuta da tutto il gruppo consiliare. Forza Italia sollecita l’impugnazione della legge n.34 approvata dal Consiglio alla vigilia di Natale con la quale sono state aumentate la aliquote Irpef per la copertura del buco della sanità. Secondo i firmatari dell’istanza, la legge viola l’articolo 10 dello Statuto regionale che consente di modificare l’imposizione fiscale solo “al fine di favorire lo sviluppo economico dell’Isola” e non per dare copertura al disavanzo del sistema sanitario. La norma contestata violerebbe, inoltre, il decreto legislativo n.446 del 1997 che vieta un aumento delle tasse superiore allo 0,5%. «La Giunta – ha affermato Tedde – ha invece stabilito aumenti superiori richiamando un altro decreto, il n.68 del 2011, che però si applica solo alle regioni a statuto ordinario».

«E’ una battaglia di principio – ha aggiunto il capogruppo di Forza Italia Pietro Pittalis – non si può continuare a mettere le mani in tasca a cittadini e imprese. Ci auguriamo che la Giunta riveda queste misure nella legge finanziaria». Dubbi sull’efficacia della norma anche da parte dell’ex assessore regionale al Bilancio della Giunta Cappellacci Alessandra Zedda: «Le nuove addizionali Irpef potranno essere riscosse solo a partire dal 2017 – ha rimarcato Zedda – nel 2016 non arriveranno dunque risorse fresche per la copertura del deficit della Sanità. Quest’anno, invece, sarà difficile per le imprese che dovranno versare l’Irap senza le riduzioni previste dalla Giunta per il prossimo triennio e cancellate con la legge approvata il 23 dicembre scorso».

Per il vicepresidente del Consiglio regionale Antonello Peru «l’aumento di Irpef e Irap rischia di creare un circolo vizioso: andrà ad incidere sui consumi e causerà un minore gettito di Iva – ha sottolineato Peru – è una delle operazioni peggiori che si potevano fare in un momento di crisi come questo». «La verità è che la Giunta non vuole ripianare nessun deficit – ha detto il consigliere Ignazio Locci – la previsione di spesa per il 2016 è di 3.350 milioni di euro. Le misure deliberate servono solo a continuare a foraggiare la sanità senza razionalizzare la spesa». Duro, infine, il giudizio di Giuseppe Fasolino: «La Giunta ha perso la rotta – ha detto – la minaccia di dimissioni del presidente Pigliaru costringe i consiglieri di maggioranza a votare i provvedimenti proposti dall’esecutivo».

Il video con l’onorevole Marco Tedde sul tema delle tasse:

Nella foto il gruppo di Forza Italia in Regione

S.I.

Unione Comuni: ecco la riforma

CAGLIARI – La seduta si è aperta sotto la presidenza del presidente Gianfranco Ganau. Dopo le formalità di rito il Consiglio ha iniziato l’esame dell’ordine del giorno, con l’art.7 (“Unioni di Comuni”) del Dl 176/A sul riordino del sistema delle autonomie locali della Sardegna. Sull’ordine dei lavori il capogruppo dei Riformatori Attilio Dedoni ha chiesto che l’assessore dei Trasporti riferisca in Aula sull’incidente accaduto stamane sulla rete della metropolitana di Cagliari, con particolare riferimento al malfunzionamento di alcuni dispositivi di controllo.

Il consigliere Paolo Truzzu (Misto-Fdi) ha ribadito la richiesta che però, a suo avviso, va estesa anche all’assessore della Sanita, perché la macchina dei soccorsi è intervenuta tempestivamente ma si è avvertita la mancanza di un punto medico attrezzato per il primo intervento perché, dalle prime ricostruzioni, risulta che molti feriti sono stati soccorsi a bordo strada. Il capogruppo del Pd Pietro Cocco ha comunicato che gli assessori dei Trasporti Massimo Deiana e della Sanità Luigi Arru saranno presenti in Aula entro breve tempo per riferire sull’incidente di Cagliari. Riprendendo l’ordine del giorno il relatore Roberto Deriu (Pd) e la Giunta hanno espresso il parere sugli emendamenti presentati.

Aprendo la discussione generale sull’art.7 il consigliere Ignazio Locci (Forza Italia) ha osservato che la legge «richiama il testo dell’art.32 del Testo unico nazionale degli enti locali, anche se i Comuni hanno iniziato relativamente da poco ad utilizzare lo strumento delle unioni». Criticabile, ha aggiunto, «il meccanismo di obbligatorietà che per noi è solo il preambolo che serve a cancellare i piccoli comuni, tendenza confermata del resto da una proposta di legge nazionale del Pd che prevede l’accorpamento dei comuni fino a 5000 abitanti». Noi pensiamo, ha concluso, «che questa proposta sia coercitiva, frutto di una visione miope che indebolisce l’autonomia delle amministrazioni a danno delle funzioni dei consigli comunali, delle opposizioni con il loro ruolo di controllo, e della stessa democrazia sostanziale». Il vice capogruppo di Forza Italia Alessandra Zedda, condividendo le argomentazioni di Locci, ha criticato il metodo legislativo seguito «perché per l’ennesima volta si stravolge in corso d’opera il testo della Giunta». Inoltre, ha proseguito, «è irrealistico pensare che la norma porti semplificazione ed efficienza nel sistema delle autonomie, soprattutto per quanto riguarda una mole ingente di beni pubblici e la sorte dei dipendenti di questi enti di cui non ci si occupa; singolare poi, sotto questo profilo, il silenzio dell’Anci di fronte ad una legge che tratta i Comuni come le ultime ruote del carro, siamo di fronte ad un processo di accentramento senza precedenti che è il contrario di quanto serve alla Sardegna».

Il consigliere Edoardo Tocco (Forza Italia) si è soffermato sul fatto che «nell’esperienza attuale le gestioni associate non hanno portato alcun tipo di vantaggio ai cittadini, a cominciare dal servizio dei rifiuti solidi urbani da cui sono tagliate fuori le piccole aziende sarde a vantaggio di quelle del nord e della Sicilia, e dei i servizi alla persona che saranno totalmente snaturati a favore delle centrali della cooperazione». In sostanza, ha concluso, «non c’è nessuna grande riforma ma solo un forte indebolimento della democrazia e dei diritti dei cittadini». Il consigliere Giuseppe Fasolino, anch’egli di Forza Italia, ha prefigurato dopo l’approvazione della legge «una serie di contraccolpi negativi sulla comunità sarda, espressione di un nuovo centralismo regionale che privilegia oltre ogni misura la città di Cagliari a danno di tutti gli altri territori a cominciare dall’intero nord Sardegna». La riforma, a suo avviso, «poteva essere uno strumento utile per dare finalmente risposte all’Isola ma questo obiettivo è stato clamorosamente mancato, a favore di un quadro istituzionale fortemente sbilanciato che, fra l’altro, farà scomparire i piccoli comuni; in poche parole una riforma senza coraggio».

Il consigliere Gianni Tatti (Udc Sardegna) ha messo in evidenza che l’articolo in discussione «è di fondamentale importanza per far capire quali risposte vuole dare la Regione alle popolazioni della Sardegna centrale ed in particolare dell’oristanese ed è amaro constatare che il dibattito avvenga in assenza dei Sindaci e dell’Anci che dovrebbe rappresentarli». Io, ha ricordato, «faccio il sindaco in una unione di comuni che ha 20.000 abitanti, quindi è assurdo dimezzare il requisito a 10.000 prevedendo poi eccezioni mirate per qualche amico senza alcun criterio oggettivo». Tatti ha poi espresso il suo radicale dissenso nei confronti della proposta di legge nazionale del Pd, «una vergogna contro cui soprattutto la Sardegna deve ribellarsi, altrimenti meglio rimettere il mandato nelle mani degli elettori, cosa che io lo farò dalla mia carica di sindaco di Ruinas».

Il consigliere Marcello Orrù (Psd’Az) ha osservato «l’evidente contraddizione di una legge che, da un lato, si propone di valorizzare il ruolo dei Comuni e dall’altro li mortifica, privandoli degli strumenti necessari per governare le comunità; resta invece il vuoto attorno a Cagliari ed un vuoto ancora più grande nei territori dopo l’abolizione delle province». La riforma, ha aggiunto, «immagina una Sardegna che non c’è mai stata e mai ci sarà perché ignora le tante specificità che storicamente la compongono e, quanto alle unioni dei Comuni, sono uno strumento inefficace che oltretutto si abbatterà sui due terzi dei comuni dell’Isola». Dopo Marcello Orrù è intervenuto Gianluigi Rubiu (UDC Sardegna) che ha detto che questa riforma “a tutti costi” è una riforma contro la volontà dei sindaci, calata dall’alto per accentrare il potere verso la giunta e verso Cagliari escludendo i piccoli comuni e il nord Sardegna dai finanziamenti. Inoltre, secondo Rubiu, dal capo secondo dell’articolo 7 iniziano le contraddizioni: i comuni hanno l’obbligo di associarsi. Questa imposizione snatura il ruolo delle istituzioni comunali che non possono scegliere.

Per Attilio Dedoni (Riformatori sardi) questo articolo, che sembra tranquillo, nasconde molte cose che non vanno bene. La coercizione è negativa. I comuni devono poter scegliere come e dove organizzarsi. Sono stati bocciati gli emendamenti: 159 (uguale al 1080 e al 1485), 2397, 2398, 2399, 2400, 2401, 2402, 2403, 2404 , 2405, 2406, 2407, 2490, 2409, 2523, 2524,2525, 2410, 2411. Sull’emendamento 2490 è intervenuto Marco Tedde che, dopo aver espresso il voto a favore, ha detto che questo emendamento tende ad evitare che ci sia solo una città metropolitana. Tedde ha sottolineato il silenzio assordante della maggioranza e dei sindaci del Nord Sardegna. Per l’esponente di Forza Italia questa legge aumenterà la desertificazione del nord e del centro dell’isola. Anche Marcello Orrù (Psd’az) voterà a favore di questo emendamento che cerca di arginare i danni che crea questa legge. Questa riforma è sbagliata e rischia di essere penalizzante per Sassari e dintorni. La Sardegna del futuro – ha detto – è immaginata erroneamente solo su Cagliari. Questa arroganza di imporre una legge blindata non si può accettare. E’ stato approvato l’emendamento 2408 (Gavino Manca e più) , sostitutivo del comma 7 dell’articolo 7, su cui c’era il parere favorevole della commissione . Questo emendamento stabilisce che la giunta regionale , entro 90 giorni dall’approvazione della legge individui i comuni sperimentatori delle zone “a burocrazia zero” e con apposita delibera ne definisca le modalità di attuazione. L’emendamento è stato approvato con 34 sì e 13 no.

Approvato anche l’emendamento 2508 (Tatti e più), su cui la commissione si è rimessa all’aula. Questo emendamento aggiunge il comma 8 bis all’emendamento 1953. Questo comma prevede che la Regione promuova ogni azione necessaria per favorire percorsi di sostegno, quali servizi di accompagnamento, incentivi e/o fiscalità di vantaggio alla creazione d’impresa e al lavoro autonomo, per contrastare il fenomeno dello spopolamento e della disoccupazione nel territorio individuato d’intesa con lo Stato quale Area prototipo per la sperimentazione della Strategia Nazionale Aree interne. Ignazio Tatti (Udc Sardegna) ha chiesto all’aula di votare a favore di quest’emendamento che può dare respiro alle zone più depresse dell’isola. Via libera poi all’ emendamento 2517 (Deriu e più) che aggiunge il comma 4 bis all’emendamento 1953. Questo comma 4 bis prevede che i comuni facenti parte di una unione di comuni, il cui territorio coincide integralmente con quello di uno o più isole, costituiscono sub ambiti territoriali ai sensi e con le modalità stabilite dal comma 4.

E’ poi stato approvato l’emendamento 1953, sostitutivo totale dell’articolo 7. Secondo la nuova formulazione dell’emendamento 1953 le unioni dei comuni sono enti locali con autonomia normativa, organizzativa, finanziaria e hanno potestà statutaria e regolamentare. Esercitano le funzioni ad esse attribuite dalla legge e dai comuni che ne fanno parte. Il secondo comma prevede che tutti i comuni della Sardegna abbiano l’obbligo di associarsi in unione di comuni, salvo i comuni facenti parte della Città metropolitana di Cagliari e le città medie. Al comma 3 si stabilisce che le unioni di comuni sono costituite da quattro o più comuni contermini, con popolazione complessiva non inferiore a 10.000 abitanti, fatte salve le unioni di comuni con popolazione inferiore già costituite alla data dell’entrata in vigore della legge, da una rete urbana, da una rete metropolitana.

Il quarto comma prevede che al fine di una migliore organizzazione dell’esercizio associato delle funzioni e dei servizi e in relazione al particolare contesto territoriale, lo statuto dell’unione può prevedere la gestione delle funzioni e dei servizi per sub ambiti territoriali. Lo statuto determina le modalità organizzative, l’articolazione territoriale e il numero di comuni facenti parte dell’unione che
costituiscono sub-ambito territoriale, il quale può essere organizzato, anche attraverso convenzione, esclusivamente tra i comuni facenti parte dell’unione di comuni. La convenzione stabilisce il comune capofila e regola i rapporti tra i comuni ai sensi dell’articolo 30 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 (Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali). Il comma 5 stabilisce che entro 90 giorni dall’approvazione del piano territoriale, i comuni non appartenenti a unioni di comuni costituiscano unioni di comuni ovvero aderiscano ad una unione di comuni già esistente. Secondo l’emendamento poi le comunità montane sono equiparate alle unioni di comuni e adeguano il loro statuto e i regolamenti alle disposizioni della legge entro 90 giorni dall’entrata in vigore. Esse esercitano le funzioni di tutela, promozione e valorizzazione della montagna e gestiscono gli interventi speciali per la montagna stabiliti dalla normativa dell’Unione europea e dalla legge statale e regionali.

Nella foto il Consiglio Regionale

S.I.

Rapina con fucile a Thiesi

THIESI – Nella trascorsa nottata, in località Montes di Bessude, due individui con il volto coperto, penetrati nell’azienda agricola di un allevatore di Thiesi, hanno immobilizzato e legato con degli asciugamani un cittadino rumeno, di 62 anni, rubandogli il telefonino e le scarpe, per poi impossessarsi di 80 capi tra pecore e agnelli nonché attrezzatura varia, caricando il tutto su un autocarro OM 40, presente in azienda, dileguandosi.

Solo dopo che lo straniero è riuscito a liberarsi e, percorrendo a piedi scalzi alcuni chilometri, ha raggiunto l’abitato di Thiesi, è scattato l’allarme da parte dei Carabinieri della Stazione di Siligo e della Compagnia di Bonorva, che hanno esteso la ricerca anche alle compagnie limitrofe. Durante tale attività i Carabinieri della Compagnia di Bono, in località Santa Restituta, hanno rinvenuto l’autocarro con 20 pecore e 23 agnelli, ancora legati nel cassone e in fin di vita, nonché tutta l’altra attrezzatura. Gli animali, una volta liberati, con la collaborazione dei veterinari del luogo, sono stati rianimati anche se 5 di essi, nonostante le cure, sono deceduti per ipotermia.

Nel frangente, nell’abitacolo del mezzo è stato rinvenuto anche un borsello contenente oltre cento cartucce di vario calibro, smarrite sicuramente dagli abigeatari, indice che gli stessi erano sicuramente armati. Mentre gli animali e l’attrezzatura, per un valore di € 6.000,00 euro circa, sono stati restituiti al proprietario, il veicolo e le cartucce sono stati sequestrati per consentire l’esecuzione di ulteriori indagini.

S.I.

Fiumesanto, Fadda: rispettare impegni

SASSARI – “I rappresentanti di Eph dovranno dire chiaramente se intendono rispettare gli impegni assunti a suo tempo da Endesa e confermati da E.On riguardo agli investimenti per la realizzazione del quinto gruppo nella centrale di Fiumesanto. Li chiameremo in audizione per conoscere direttamente dalle loro parole quali siano i loro programmi e i loro progetti, ma soprattutto vogliamo avere chiarezza sugli interventi di bonifica.” Lo ha detto questa mattina Valeria Fadda, Presidente della Commissione Ambiente del Comune di Sassari nel corso della riunione alla quale hanno partecipato i rappresentanti del Comune nella commissione E.On.

La novità più rilevante é ovviamente legata al passaggio della centrale alla società della Repubblica Ceca ma gli interrogativi e le domande riguardano in generale il futuro di Fiumesanto futuro che si lega a filo doppio con gli investimenti per il quinto gruppo e con le bonifiche dei gruppi 1 e 2. Per questi ultimi il problema é attualmente legato al sequestro deciso dalla magistratura. Sembra comunque che in caso di disponibilità e richiesta di avvio delle bonifiche da parte dei nuovi proprietari il dissequestro potrebbe essere disposto anche in tempi brevi.

“Questa é sicuramente una buona notizia – afferma ancora Valeria Fadda ma a questo punto é necessario che la commissione possa finalmente avere un’interlocuzione con i diretti interessati, per discutere di quali interventi verranno programmati sia per garantire la tutela ambientale e il risanamento delle aree inquinate, sia per quanto riguarda gli investimenti e le conseguenti ricadute occupazionali. Due argomenti – ha detto ancora la Presidente della Commissione – sui quali tra l’altro non potremo accontentarci delle parole. In questi anni troppi sono stati gli impegni e le rassicurazioni disattese. Noi – ha concluso Valeria Fadda – garantiamo che seguiremo con estrema attenzione ogni passo che verrà fatto sia in termini di tutela ambientale che di sviluppo economico e occupazionale. Ovviamente parliamo di passi in avanti e non di passi indietro.”

Nella foto la centrale di Fiumesanto

S.I.

Ipab Ploaghe: Regione paralizzata

CAGLIARI – È trascorso un mese e mezzo da quando il Consiglio Regionale, con un emendamento di Forza Italia, ha previsto il trasferimento di beni, funzioni e rapporti obbligatori alla ASL per quelle IPAB che erogano prevalentemente servizi socio-sanitari”. Cosi il consigliere regionale Marco Tedde sull’annosa questione della fondazione di Ploaghe. “Il successivo passaggio sarebbe dovuto essere l’approvazione di una modifica regolamentare, proposta da Forza Italia, alla quale avrebbe dovuto seguire il decreto di scioglimento della Ipab San Giovani Battista, che ad oggi non pare in grado di funzionare e produce circa 100 mila euro di passività al mese. Da allora nulla è accaduto. I quasi 200 dipendenti non percepiscono la retribuzione da sei mesi, nonostante un ordine del giorno assunto dal Consiglio Regionale ad ottobre dello scorso anno impegnasse l’Assessore regionale a pagare le retribuzioni arretrate”.

“L’Assessore regionale della Sanità non dà segni di vita, incurante del fatto che tante famiglie vengono private dei mezzi di sussistenza. E’ un modo di amministrare la cosa pubblica singolare e dannoso per i lavoratori, il territorio e per i fruitori dei servizi della Fondazione San Giovanni Battista. Nel frattempo la sanità ha visto il grande impegno della Giunta nel prorogare per l’ennesima volta le poltrone dei Commissari delle ASL, che hanno provocato un buco di centinaia di milioni di euro, e la maggioranza di centrosinistra ha aumentato le aliquote Irpef e Irap per colmare questa voragine. Sollecitiamo Pigliaru e Arru a mettere in campo un minimo di senso di responsabilità e ad occuparsi della Fondazione, recuperando lo spirito vero del loro impegno politico e sforzandosi di comprendere – ha concluso Tedde- la scala delle priorità di governo”.

Nella foto Tedde in Consiglio Regionale

S.I.