Lions Club: progetto Martina

SASSARI – Martina era una giovane, colpita da tumore che ha tratto dalla sua esperienza un insegnamento da anni dai Lions assunto come impegno di servizio. «Informate ed educate i giovani – aveva esortato – ad aver maggior cura della propria salute. Certe malattie sono rare nei giovani ma, purtroppo, proprio nei giovani hanno conseguenze pesanti». Così anche il Lions Club Sassari Host, nell’ambito delle celebrazioni per il sessantennale della sua costituzione, ha voluto dare attuazione al “Progetto Martina” con la determinante collaborazione degli specialisti sanitari che, con vero entusiasmo, hanno svolto la loro funzione educativa a favore dei circa trecento studenti delle ultime classi dell’Istituto Alberghiero di Sassari, accompagnati dai loro docenti. L’incontro, patrocinato dall’Università di Sassari, si è svolto nelle aule del Centro didattico del dipartimento di area medica di viale San Pietro, con la collaborazione dell’Istituto Alberghiero (IPSAR) di Sassari diretto da Roberto Cesaraccio.

In apertura dei lavori il presidente e il vicepresidente del Lions Club Roberto Ginesu e Antonella Tirotto hanno portato i saluti ai giovani intervenuti ed ai relatori Pietro Pirina, Antonio Demurtas, Adolfo A. Pacifico, Rosanna Satta, Angelo Multinu, Massimo Madonia e Giuseppina Serra. Coi moderatori Giorgio C. Ginesu e Paolo G. Castiglia, i docenti universitari e dirigenti medici hanno illustrato ai giovani stutenti delle classi IV e V dell’IPSAR (Istituto Alberghiero di Sassari) le principali cause relative ad alcuni tumori che colpiscono più frequentemente i giovani, nonché i benefici di un corretto stile di vita “Anti tumore” che di una diagnosi tempestiva che consente cure meno invasive e aumentata possibilità di guarigione.

I temi trattati hanno spaziato dal rischio fumo all’effetto droghe sul cervello, dal rischio alimentare al melanoma, dai tumori alla mammella ai tumori ginecologici e i comportamenti sessuali a rischio. Tutte materie di rilevante importanza che meriterebbero di esser portate a conoscenza di tutti gli studenti degli istituti scolastici superiori. Alla fine dell’incontro i test di apprendimento e di gradimento compilati dagli studenti hanno consentito di rilevare l’interesse e l’utilità da essi tratti dai suggerimenti e dagli insegnamenti ricevuti.

Nella foto l’incontro del Lions

M.S.R.

Moby, tecnologia può aiutare

SASSARI – “Non so se quella a cui siamo arrivati sia la verità sostanziale, i dati che avevamo a disposizione portavano a quelle conclusioni.” Sono parole di Luigi De Franco, il sostituto procuratore di Livorno che ha avviato le indagini per il primo processo sul disastro della Moby Prince, sentito questa mattina in audizione dalla commissione parlamentare d’inchiesta istituita per far luce sull’incidente avvenuto nel porto di Livorno.

“Un contributo – ha spiegato il Presidente Silvio Lai – che si aggiunge a quello degli avvocati di parte civile sentiti le settimane scorse e dei giornalisti Mannironi, Testa e Arrighi, per cercare di delineare il quadro giudiziario formatosi dai primi momenti successivi all’incidente fino alla celebrazione dei processi. Vogliamo acquisire quanti più elementi possibile, grazie a contributi che partano anche da punti di vista molto diversi tra loro. Come possono essere, per alcuni aspetti, le ricostruzioni degli avvocati di parte civile e dei PM che hanno svolto le indagini.”

Il magistrato audito ha svolto tutte le indagini e costruito il quadro probatorio per il primo processo, ma non ha partecipato al dibattimento del processo di primo grado perché prima del suo inizio ha scelto di proseguire la sua carriera come giudice del lavoro. Nella sua memoria sono vivissime le varie fasi della vicenda giudiziaria e dalla sua esposizione giungono importanti puntualizzazioni e spiegazioni su alcuni degli aspetti più controversi dell’indagine. Ad esempio sulla richiesta di archiviazione per l’armatore. “Non sono emersi difetti strutturali nella nave che potessero giustificare una sua responsabilità.” Sull’organizzazione dei soccorsi: “fu nel dibattimento che si scelse di considerare come riferimento la perizia Bargagna che quantificava la sopravvivenza delle vittime in 30 minuti motivo per il quale si profilava una condotta inadeguata nei soccorsi ma non il nesso di causalità con la morte delle vittime. A mio parere – ha detto ancora De Franco – era da imputare il vice comandante perché era lui quel giorno il facente funzioni.

Anche De Franco, come già avvenuto nel corso delle altre audizioni della commissione, ha infine evidenziato l’importanza di poter utilizzare le nuove tecnologie nell’esame di alcune prove documentali, come ad esempio le registrazioni dei nastri delle radio. Le audizioni della commissione proseguiranno la prossima settimana, martedì mattina con i giudici Grazia D’Onofrio e Maria Sammarco e martedì pomeriggio con il PM Carlo Cardi che condusse il processo il primo grado.”

Nella foto la tragedia della Moby Prince

S.I.

50 grammi di erba all’Alberghiero

ARZACHENA – Nell’ambito dei servizi di controllo del territorio e di prevenzione sul traffico e sulla detenzione di sostanze stupefacenti, disposte dal Questore di Sassari, nella mattinata di ieri, gli agenti della Squadra Mobile, del Commissariato di Porto Cervo, coadiuvati da alcune unità cinofile provenienti dal Reparto Cinofili della Polizia di Stato di Abbasanta, hanno effettuato dei controlli anti droga presso alcuni istituti di istruzione di secondo grado, in particolare l’attività ha riguardato l’istituto Alberghiero di Arzachena.

Nel complesso, l’attività ha dato un esito positivo in quanto sono stati sequestrati 50 gr di marijuana e nell’ambito dello stesso servizio è stato segnalato all’Autorità Amministrativa un minore, ai sensi dell’art. 75 del Testo Unico sugli Stupefacenti. L’attività nasce dall’esigenza prospettata da numerosi Dirigenti scolastici, ed è finalizzata ad una concreta azione di contrasto e deterrenza alla piaga del consumo di sostanze stupefacenti da parte dei giovani.

Nella foto della marijuana

Sassari: database delle associazioni

SASSARI – Il Comune di Sassari, assessorato alle Politiche sociali e pari Opportunità, chiama a raccolta il mondo del volontariato cittadino. Mercoledì 9 marzo, alle 17.30, nella sala Segni al Quadrilatero di viale Mancini 3, l’Amministrazione incontrerà tutti i rappresentanti dell’associazionismo che operano nel territorio. Lo scopo è quello di creare un database, in continuo aggiornamento, di tutte le realtà, a prescindere dall’iscrizione a qualunque registro. Un modo per avere un quadro il più possibile completo e articolato delle associazioni operanti in città e dei servizi e interventi che queste garantiscono gratuitamente alla cittadinanza.

«Prima di tutto è importante conoscersi – spiega l’assessora Monica Spanedda -. Vedersi tutti insieme, intorno a un tavolo, per capire quale sia il punto di partenza. Da questa base si può partire per dare vita a una rete coordinata finalizzata a realizzare un’attività di promozione sociale, con progetti comuni, che ottimizza le risorse dell’Amministrazione e delle stesse associazioni». All’iniziativa parteciperanno il sindaco Nicola Sanna e l’assessora alle Politiche sociali e pari Opportunità Monica Spanedda che spiegheranno come sia nata l’idea dell’incontro e allo stesso tempo presenteranno le attività, i servizi e gli obiettivi strategici che il Comune garantisce e persegue attraverso il settore Coesione sociale e pari Opportunità. Sarà un momento di confronto, durante il quale i rappresentanti delle associazioni potranno intervenire per presentare la propria realtà e fare proposte.

«Il volontariato rappresenta un valore sociale per la nostra comunità – afferma il sindaco di Sassari Nicola Sanna – espressione di partecipazione, solidarietà e pluralismo. L’Amministrazione punta a valorizzare la funzione di questo importante settore, attraverso un’intesa e una collaborazione su argomenti quali il sociale, la cultura, l’ambiente e i diritti civili». Gli uffici di via Zara hanno elaborato una scheda pubblicata sul sito del Comune www.comune.sassari.it , da compilare e inviare possibilmente prima del 9 marzo all’indirizzo paola.frau@comune.sassari.it . «La scheda non serve come iscrizione, ma ci permette di avere un’idea delle associazioni che presenzieranno e dell’attività che svolgono» spiegano dal settore.

Nella foto al centro l’assessore Monica Spanedda

M.S.R.

Sardegna: ecco la ricetta elettronica

CAGLIARI – Da oggi, 1 marzo, la ricetta elettronica di prescrizione di farmaci potrà essere utilizzata in tutte le farmacie d’’Italia, indipendentemente dal medico che l’ha prescritta o dalla residenza dell’assistito. La novità entra in vigore a livello nazionale e riguarda solo la ricetta elettronica e non la ricetta rossa tradizionale, che non va ancora in pensione per tutti i casi previsti dalla normativa e per le prestazioni specialistiche.

“Da oggi – spiega l’Assessorato della Sanità – un cittadino sardo potrà recarsi nella farmacia di qualsiasi regione, mostrare il promemoria stampato dal proprio medico di famiglia e ritirare il farmaco, come se fosse nella farmacia sotto casa. Vale anche per i tanti turisti che frequentano la Sardegna, che non dovranno più ricorrere ad un medico sardo, ma potranno utilizzare la ricetta elettronica del proprio”.

La ricetta elettronica (il “promemoria”) è ormai diventata diffusa e familiare anche in Sardegna, dove oltre il 90% dei medici di famiglia e dei pediatri la utilizza nella propria pratica quotidiana. Dalle statistiche risulta che la ricetta dematerializzata, con oltre un milione di promemoria al mese, è già più utilizzata della ricetta SSN tradizionale (quella “rossa), ferma a 700 mila ricette a mese e in diminuzione.

S.I.

“Asinara, Pigliaru si nasconde”

CAGLIARI – “Sul futuro del’Asinara il Partito Democratico tenta la vecchia tecnica di buttarla in rissa affinché i giornali parlino di “scambio di accuse”, di disputa politica e si resti ben lontano dal merito della questione”. Cosi il coordinatore regionale di Forza Italia Ugo Cappellacci.

“Noi non caschiamo nella “trappola” di alzare polveroni: vogliamo che la polvere resti a terra e ogni cittadino possa osservare la realtà con chiarezza. Un mese fa abbiamo presentato un’interrogazione, molto dettagliata, in cui abbiamo indicato i progetti avviati da noi e quelli bloccati dall’attuale gestione commissariale della Conservatoria delle Coste. Abbiamo scritto cose sbagliate? Smentiscano. Abbiamo ragione? Rispondano. E’ giusto che i sardi sappiano, e noi lo ricordiamo, che con un gravissimo dei costi l’Agenzia è oggi sotto la gestione di un commissario, dopo il siluramento del direttore: una situazione provvisoria che, a suon di proroghe, arriverà a compiere due anni”.

“Poiché noi abbiamo programmato e avviato un piano per il turismo sostenibile, chiediamo chiarezza. Pigliaru la smetta di nascondersi: non ci interessano le repliche “spintanee” di qualche signore locale e le convulse reazioni sui sociali dei vecchi capibastone del PD”.

Nella foto Ugo Cappellacci

S.I.

Rifiuti: è caccia agli incivili

SASSARI – Conferimento dei rifiuti fuori dall’orario prestabilito, rifiuti di utenze non domestiche conferiti non correttamente e lasciati fuori dagli stalli prefissati quindi ancora mancata differenziazione e “migrazione” dei rifiuti. Sono queste le tipologie di violazioni che, nell’arco di un mese, hanno portato i barracelli del Comune di Sassari a elevare una serie di sanzioni nei confronti di cittadini per niente rispettosi delle regole per la raccolta dei rifiuti. A queste si aggiungono le sanzioni per omessa custodia dei cani elevate anche dalla polizia municipale. Pronto a partire un programma di controlli delle guardie ecozoofile.

Le violazioni sono state contestate durante l’orario di pattugliamento delle cinque squadre dei barracelli che, in media, sono operative ogni giorno in città e nell’agro nell’arco delle ventiquattro ore. Da ricordare che in campo da tempo, per arginare il problema delle discariche abusive, del conferimento dei rifiuti fuori dagli orari previsti e di ogni altra violazione in materia ambientale, c’è anche la polizia municipale di Sassari. L’attività di controllo viene inserita nella più ampia attività volta al raggiungimento dell’obiettivo di aumentare e migliorare la raccolta differenziata. Così le sanzioni sono arrivate in via Cilea a Santa Maria di Pisa per conferimenti fuori orario e da non residenti, in via Vardabasso per conferimenti da parte di non residenti, in via Asproni per conferimenti di non residenti e da parte di utenze non domestiche nei cassonetti stradali, stesse violazioni contestate in viale Umberto bassa, e ancora in via Sette Fratelli a Sant’Orsola per conferimenti fuori orari e di non residenti. A queste si aggiungono le sanzioni fatte nell’agro, nella strada vicinale Li Mucci per conferimenti fuori orario e a Viziliu per mancata differenziazione dei rifiuti.
L’importo delle sanzioni, che può essere erogato a seconda della gravità del caso, varia tra i 50 e i 500 euro.

«La sanzione – afferma l’assessore all’Ambiente Fabio Pinna – è l’ultimo rimedio. Siamo convinti, infatti, che si debba prima passare attraverso un sistema di controllo che abbia uno scopo preventivo, che eviti le violazioni, quindi a quello sanzionatorio quando educazione, sensibilizzazione e avvertimenti non bastano più». A preoccupare l’amministrazione comunale è la “migrazione” dei rifiuti, cioè il fenomeno dell’abbandono dei rifiuti non correttamente differenziati nei cassonetti stradali da parte di chi, invece, dovrebbe fare il porta a porta o, addirittura, proviene dai paesi limitrofi per scaricare l’immondizia nei cassonetti situati in zone periferiche di Sassari. «L’obiettivo è eliminare questo fenomeno – afferma l’assessore all’Ambiente Fabio Pinna – perché oltre a creare inquinamento ha un risvolto negativo sul decoro urbano e riduce la percentuale della raccolta differenziata».

Per fare questo il settore Ambiente sta avviando un’azione di controllo in quattro aree specifiche della città. La prima è quella di via Sette Fratelli a Sant’Orsola in prossimità della Buddi Buddi, seguono via Grazia Deledda alta, via Pirandello e zona via Milano alta. Sono queste infatti le zone più critiche, dove sono state registrate le violazioni più importanti. «Stiamo pensando di realizzare zone video-sorvegliate mobili – aggiunge il rappresentante della giunta di Nicola Sanna – quindi pattuglie in borghese e altre in divisa. Si inizierà anche a censire e a monitorare le aree più critiche, dove si creano discariche abusive, per estendere poi i controlli a tutto il territorio».

Per quanto riguarda i controlli su deiezioni canine, custodia dei cani e microcippature a breve inizierà un’attività più serrata da parte delle guardie ecozoofile. Sabato mattina, infatti, l’assessore comunale all’Ambiente ha incontrato alcuni rappresentanti delle squadre che operano in convenzione con il Comune e che già hanno dato la disponibilità per inziare l’attività. «Vogliamo – conclude Fabio Pinna – intensificare i controlli nelle aree del centro storico e nel quartiere di Monte Rosello: qui da oggi le guardie ecozoofile concentreranno l’attività di prevenzione e, nei casi estremi, di sanzione».

Nella foto le guardie al lavoro

S.I.

“Asinara, serve gestione capace”

PORTO TORRES – “È incredibile che gli attacchi e le critiche sul futuro dell’Asinara arrivino da chi in cinque anni è riuscito a non risolvere un solo problema o a far partire un solo progetto per l’isola.” All’ex presidente della Regione Cappellacci il Pd risponde con l’ex sindaco di Porto Torres Luciano Mura, attuale presidente del Pd provinciale, dopo le dichiarazioni sull’Asinara contro l’attuale Giunta. “Leggendo le dichiarazioni di Cappellacci – scrive il presidente provinciale del Pd Luciano Mura – non posso non pensare al fatto che la sua giunta è riuscita solo a fare proclami e lanciare idee e progetti cui non è riuscita a dare seguito”

“Avevamo chiesto che venisse risolto il problema dell’approvvigionamento idrico, indispensabile per far partire e programmare qualsiasi tipo di attività, ricettiva o agricola. Avevamo chiesto di risolvere le questioni legate alle competenze per la gestione dei servizi, ad esempio per le strade e le strutture dell’isola e anche in questo caso per cinque anni abbiamo atteso invano. La precedente giunta regionale guidata da Soru aveva risposto all’esigenza della continuità territoriale con l’attivazione di un traghetto e nel periodo di presidenza Cappellacci anche questo servizio ha funzionato a singhiozzo perché la stessa giunta aveva bloccato il bando di gara. Insomma, un disastro, fatto di annunci e di problemi irrisolti, ma soprattutto una gestione complessiva di una risorsa fondamentale come l’isola parco improntata totalmente sull’accentramento delle decisioni e sulla mancata condivisione con la comunità locale. Ecco perché chi parla dell’Asinara deve avere la coscienza a posto”.

“A questo proposito non posso non ritornare sulla questione dell’approvvigionamento idrico per dare atto all’attuale giunta Pigliaru di aver stanziato e reso immediatamente disponibili 3 milioni e 200 mila euro per cercare di avviare a soluzione il problema. Solo dopo aver fatto questo si potrà programmare concretamente il futuro dell’Asinara, sia per quanto riguarda la sua fruizione dal punto di vista turistico ricettivo sia per il recupero dei terreni da destinare alle coltivazioni agricole”.

“Ho detto e ripeto anche in questa occasione che ogni tipo di progetto per l’Asinara deve poi prevedere un coinvolgimento diretto della comunità di Porto Torres e dei comuni vicini, altrimenti si continuerà ad avere una gestione completamente staccata con la realtà che la circonda. Non servono scelte calate dall’alto, serve un vero amministratore del parco che conosca le problematiche e sappia come affrontarle, altrimenti l’Asinara non sarà mai appetibile per investitori, perché senza risolvere questi problemi e senza il consenso delle comunità non si può fare granché”.

Nella foto Luciano Mura al centro

S.I.

Cimitero Sassari: caos finito?

SASSARI – «Da lunedì i servizi cimiteriali, dopo il necessario intervento in via sostitutiva dell’amministrazione comunale, sono ripresi regolarmente e si sta procedendo con le operazioni di tumulazione nei loculi del nuovo cimitero». Lo precisa l’assessore comunale ai Lavori pubblici Ottavio Sanna che quest’oggi interviene sulla questione del cimitero comunale. «L’amministrazione comunale – riprende l’assessore delle giunta di Nicola Sanna – lunedì è intervenuta dopo aver inviato due ordini di servizio all’Ati che ha in concessione l’ala nuova del cimitero».

Con il primo ordine di servizio, datato 9 febbraio, la dirigente del Settore Lavori pubblici faceva presente che, «nonostante il raggiunto accordo sul quantum» da riconoscere per lo svolgimento delle operazioni cimiteriali al concessionario, i servizi rilevavano «una unilaterale sospensione delle tumulazioni con un pregiudizio grave per l’igiene pubblica». Per questo motivo dal Settore veniva inviata una diffida ad adempiere immediatamente. In data 11 febbraio, il dirigente del Settore con una nuova lettera prima ordinava la ripresa delle tumulazioni quindi avvisava il concessionario che se le operazioni cimiteriali non fossero riprese, dovendo adempiere a quanto previsto dal regolamento comunale per i servizi cimiteriali e di polizia mortuaria, entro le 8,30 del 12 febbraio l’amministrazione avrebbe provveduto senza ulteriore avviso a intervenire in via sostitutiva.

«Le operazioni cimiteriali – ribadisce l’assessore Ottavio Sanna – sono un servizio essenziale e non è possibile tollerare alcuna interruzione. Per questo motivo, in piena emergenza, l’amministrazione si è trovata costretta a intervenire per non creare disagi ai cittadini». Una situazione che – segnala la relazione del Settore Lavori pubblici – si era già venuta a creare nell’area vecchia del cimitero quando, a luglio 2015, l’Ati che gestiva vecchio e nuovo cimitero formalizzava la rinuncia al contratto per l’esecuzione dei servizi nell’area del vecchio cimitero. Una situazione che aveva messo in difficoltà l’amministrazione comunale che si trovava a non poter provvedere all’esecuzione delle operazioni di polizia mortuaria. In via d’urgenza così, l’esecuzione dei servizi nell’area del vecchio cimitero veniva affidata ad altra impresa che, con altre due, aveva partecipato alla manifestazione d’interesse pubblicata nel maggio 2015. Nelle determinazioni dirigenziali del luglio e dicembre 2015 sono riportate, nella massima correttezza e trasparenza, tutte le motivazioni che hanno condotto a quelle scelte di affidamento con carattere d’urgenza.

L’assessore quindi si sofferma sulla questione dei pagamenti: «Dagli uffici ci fanno sapere che dal 2009 al 2015 per le tumulazione e altri servizi in tutto il complesso cimiteriale nulla in più sarebbe dovuto, rispetto a quanto era già stato pattuito con un prezzo forfettario annuo di 700 mila euro con Iva».
Nella relazione predisposta dal settore Lavori pubblici si legge che le «prestazioni di contratto venivano regolate sulla base della Carta dei Servizi, tanto è vero che, fino al novembre 2015 l’Ati non ha mai richiesto alcun compenso, né proposto alcuna variazione delle tariffe per l’esecuzione delle operazioni cimiteriali nell’ambito del project financing» del nuovo cimitero. Infine, il Settore Lavori pubblici di recente ha fatto sapere che dai primi di novembre a oggi sono stati messi in liquidazione al concessionario circa 445mila euro.

«Ci auguriamo che in tempi stretti si arrivi a ricomporre la questione – afferma l’assessore Ottavio Sanna –. In considerazione del fatto che era necessario un adeguamento dei costi, proprio a novembre è stato siglato un accordo attraverso il quale è stato indicato in 180 euro più Iva il costo per effettuare le operazioni cimiteriali. A dimostrazione che l’amministrazione comunale è venuta incontro alle richiesta dell’Ati, calmierando però le pretese della ditta che arrivavano fino a 315 euro, tutte a carico dei cittadini. Dispiace che si stiano introducendo elementi di speculazione politica in una vicenda che vede il Comune e la cittadinanza vittime di una situazione non certamente derivante dalla condotta dell’amministrazione comunale e dei suoi settori gestionali». E così l’assessore ai Lavori pubblici, nel respingere le pressioni politiche di questi giorni, conclude che «sarebbe opportuno distinguere l’azione politica da quella amministrativa. Non è la politica a decidere se ci sono gli estremi per eventuali accordi tra amministrazione e imprese, lo fanno altri soggetti attraverso il diritto. Noi dobbiamo occuparci di garantire la ripresa dei servizi essenziali per tutti i cittadini».

Salvare sardo e varianti: urge regia

CAGLIARI – “Non c’è futuro per la lingua sarda (e catalana ndr) se i nostri giovani non la considerano parte di sé e della loro identità, se non la imparano e non la utilizzano nella vita quotidiana per comunicare. Per questo motivo la Regione ha investito principalmente sulla scuola e sugli Sportelli linguistici territoriali le risorse disponibili per la tutela e la valorizzazione della lingua”. A dirlo è l’assessore della Cultura e Pubblica Istruzione Claudia Firino, durante l’iniziativa “Limba faeddada, limba bia” nella Sala Anfiteatro di via Roma a Cagliari, alla presenza di operatori del settore, amministratori, insegnanti, esponenti del mondo accademico.

L’Esponente della Giunta Pigliaru ha sottolineato come la Regione si è impegnata a finanziare, con fondi integrativi crescenti le risorse statali (legge 482/99) in costante decremento, i progetti linguistici per le scuole e gli Sportelli territoriali. “Abbiamo coinvolto numerosissimi istituti in tutto il territorio isolano – ha precisato Firino – associazioni e operatori, che sono per noi la base della politica linguistica che vogliamo promuovere. I progetti portati avanti sui banchi di scuola devono avere una coerenza didattica, ed è necessario creare nuovi materiali partendo da una ricognizione organica dell’esistente. Inoltre, tali progetti didattici devono essere rafforzati dalle attività sul territorio, è questo il ruolo importantissimo degli Sportelli, che vogliamo valorizzare e incrementare, poiché rappresentano spesso l’unico presidio e il punto di raccordo tra scuole, amministrazioni e istituzioni”.

Sul tema degli sportelli linguistici la titolare della Cultura ha ricordato anche la necessità di un nuovo lavoro di regia che “adesso possiamo portare avanti grazie anche all’approvazione definitiva delle norme di attuazione a livello nazionale, che consentono alla Regione di programmare in autonomia, e con maggiore raccordo con tutti i soggetti coinvolti, nella scelta delle politiche linguistiche. Un risultato importante, ottenuto grazie al lavoro della Regione, del Consiglio regionale e dei parlamentari sardi”.

Nella foto l’assessore Firino

S.I.