Agricoltura sarda: cambia la legge

CAGLIARI – La seduta si è aperta sotto la presidenza del presidente Gianfranco Ganau. Dopo le formalità di rito, il Consiglio ha iniziato l’esame dell’ordine del giorno con il DL n.382/A-Giunta regionale- Variazione del bilancio 2916 e del bilancio pluriennale 2026-2018. Il capogruppo del Pd Pietro Cocco ha chiesto all’Aula la modifica dell’ordine del giorno per passare alla discussione del DL n.366/A-Giunta regionale- Norme varie in materia di agricoltura-Modifiche alla legge regionale 6/2008 (legge quadro in materia di consorzi di bonifica) e alla legge regionale 5/2015 (Legge finanziaria 2015). Il Consiglio ha approvato la proposta e successivamente il presidente ha dato la parola al relatore di maggioranza, il presidente della commissione Agricoltura Luigi Lotto (Pd) per l’illustrazione dei contenuti della legge. Nel suo intervento, Lotto ha affermato che «si tratta di un disegno di legge che interviene su diverse materie ma in particolare dei consorzi di bonifica, dai piani di riordino fondiario di competenza degli stessi consorzi che poi dovranno essere inseriti nel piano regionale, ai problemi legati alla predisposizione dei bilanci stralciando la posizione dei consorzi dall’applicazione del bilancio armonizzato ad una serie di agevolazioni nel processo di risanamento finanziario, attraverso la dilazione trentennale delle perdite ed il recupero dei ruoli non riscossi in dieci anni». La legge, in sintesi, inizia secondo Lotto «ad affrontare alcune problematiche centrali dei consorzi, non tutte, perché poi dovrà intervenire il Consiglio in modo organico». Il capogruppo Gianluigi Rubiu dell’Udc, relatore di minoranza, ha ricordato in apertura che «il tessuto dell’economia agricola è estremamente fragile anche per le incertezze dei piano regionali di sviluppo nonostante le potenzialità; un contesto che modifica questa situazione solo in minima parte, nonostante i consorzi offrano servizi fondamentali nel campo delle infrastrutture idrauliche ed irrigue e della difesa del territorio». Va bene quindi, ha proseguito Rubiu, «sollevare i consorzi dagli obblighi pesanti del bilancio armonizzato più aderente alla loro natura di enti pubblici economici e indicare nuove prospettive per la gestione di residui e ruoli che rappresenteranno per i consorzi una vera e propria vertenza entrate ma non si può tacere della grande lacuna di questa legge che, alla fine, si riduce ad un provvedimento-tampone, non risolve i problemi, elude responsabilità e non crea le condizioni per il superamento definitivo dell’inefficienza di queste strutture».

Aprendo la discussione generale il vice capogruppo di Forza Italia Marco Tedde ha condiviso alcuni passaggi della relazione di minoranza osservando che «nel complesso la legge è una occasione persa perché sarebbe stata più opportuna una analisi approfondita della situazione mentre si è preferito ancora e per l’ennesima volta tappare qualche falla». A titolo personale, ha precisato Tedde, «occorre chiedersi se i consorzi hanno ancora un senso o se sia meglio trasferire le loro funzioni; resta il fatto che comunque ossatura normativa di questi organismi risale al 1933 ed è obsoleta perché il mondo è cambiato, i consorzi hanno avuto un grande ruolo ma negli ultimi anni si è registrata una fase involutiva che va invertita». E’vero, ha ricordato Tedde, «che la competenza su questa materia è dello Stato ed esistono iniziative per trasferire le loro funzioni agli Enti locali anche in forma associata, però resta il fatto che con questa legge il problema si affronta comunque poco e solo in superficie, lasciando inalterato il problema generale di sostenibilità non solo economica». Se non interveniamo ora in modo organico, ha avvertito Tedde, «dovremmo comunque farlo nei prossimi mesi, riprendendo fra l’altro l’intesa Stato Regioni che non è stata attuata e prevedeva compiti più ampi in materia di sicurezza ambientale».

Il consigliere Antonio Solinas (Pd) ha ricordato la legge regionale 6/2008 che fu una prima riforma importante anche se ora «quella legge va aggiornata, perché oggi c’è una situazione drammatica e in qualche modo la proposta attuale è l’unica percorribile in questo momento di grave crisi per l’agricoltura sarda». Ci sono consorzi, ha segnalato Solinas, «che hanno diversificato la loro attività in direzione della protezione civile e della realizzazione di dighe per la gestione della risorsa idro- elettrica e poi si sono ritrovati con enormi buchi di bilancio». La strada maestra, ad avviso di Solinas, resta quella della riforma organica ed il Consiglio ha il dovere di intervenire, ma in questa fase è importante impegnarsi su cose concrete e fattibili come la ma dilazione dei debiti, per la quale nella categoria c’è grande attesa per la massa degli interessi passivi; il Consiglio deve insomma dare un segnale senza dimenticare che bisogna continuare sulla strada delle riforme organiche».
Il capogruppo dei Riformatori Attilio Dedoni che affermato che «è sbagliato rinviare per l’ennesima volta una legge organica sui consorzi che meritano alcune opportunità e, sotto questo profilo, è interessante il riferimento alla situazione nazionale dove i consorzi sono sostenuti non solo dai consorziati ma dal sistema pubblico, perché gli interventi di sistemazione idraulica sono di interesse generale, certamente funzionali alle buone colture ma utilissimi anche alle amministrazioni locali per i piani di protezione civile». I conti dei consorzi hanno una situazione debitoria pesante e gli enti sono di fatto bloccati, ha concluso Dedoni, «e proprio per questo bisogna andare fino in fondo sulla via del rinnovamento, della semplificazione, dell’efficienza, al contrario di come fa la maggioranza che in sede di assestamento prevede comunque una tantum oltre 30 milioni di interventi per i consorzi, lasciando per l’ennesima volta lasciare le cose a metà». Il capogruppo dell’Udc, Gianluigi Rubiu ha rimarcato l’assenza di una completa revisione delle norme che regolano la gestione dei consorzi di bonifica ed ha sottolineato come l’urgenza del provvedimento derivi dalla situazione in cui versa il consorzio di Oristano “commissariato da più di 20 anni e con 17 milioni di passivo”. Rubiu ha contestato in particolare le disposizioni contenute nell’articolo 2 del Dl 366 laddove si prevede un indebitamento trentennale per fare fronte alle passività dei consorzi («il debito appesantirà i conti dell’intero comparto agricolo») ed ha affermato che i costi degli impianti irrigui dovrebbero pesare sull’intera comunità e non già soltanto su consorziati. «Serve dunque una riforma vera – ha concluso l’esponente della minoranza – che porti al rilancio del settore agricolo».

L’assessore dell’Agricoltura Elisabetta Falchi, ha ricordato il confronto tenuto in sede di commissione e pur riconoscendo l’esigenza di una profonda revisione della legge 6 del 2008, ha posto in evidenza l’esigenza di disporre nell’immediato di una visione chiara e organica delle gestioni consortili. «Le strutture consortili – ha dichiarato l’assessore – non sono al momento in grado di fornire dati utili alla conoscenza del sistema delle manutenzioni delle reti ed il quadro appare disomogeneo e diseguale soprattutto in riferimento alla tenuta contabile». Per tali ragioni, a giudizio della Falchi, è opportuno introdurre le disposizioni contenute nel provvedimento in discussione perché consentono di fare chiarezza e permettono di ottenere utili elementi per realizzare la riforma dei consorzi di bonifica.
«Chiarezza – ha spiegato l’assessore – soprattutto sui bilanci perché al momento non c’è un sistema unico e omogeneo per la tenuta dei conti che sarà invece approvato con un’apposita delibera di giunta».
La componente l’esecutivo ha quindi posto l’accento sull’accertamento dei residui al fine di garantire un costo sostenibile dell’acqua e della gestione degli impianti. L’assessore dell’Agricoltura ha quindi dichiarato che è obiettivo della Giunta “restituire i consorzi ai consorziati”, cioè porre fine alla lunga stagione dei commissari nominati dalla Regione. Conclusa la discussione generale l’Aula con 33 favorevoli su 34 votanti ha approvato il passaggio all’esame degli articoli e il consigliere di Forza Italia, Oscar Cherchi, ha preso la parola una volta aperta la discussione sull’articolo 1 (Modifiche all’articolo 4 della legge regionale n. 6 del 2008. Piano regionale di bonifica e riordino fondiario). L’esponente della minoranza ha prima replicato al suo collega del Pd, Antonio Solinas («non è vero che nella passata legislatura la legge 6 non è stata modificata perché il Consiglio l’ha fatto per ben sei volte») e poi ha ricordato che se la priorità è l’omogeneizzazione dei bilanci “non serve approvare una legge ma basta una delibera della Giunta”.

Oscar Cherchi ha quindi preannunciato il voto di astensione ed ha ricordato polemicamente all’assessore Falchi che in veste di presidente della Confagricoltura lamentava l’assenza di certezza sul costo dell’acqua per i consorziati dell’oristanese: «Ora domando, a distanza di tre anni dalla nomina ad assessore dell’Agricoltura vi è la certezza del costo dell’acqua nei consorzi di bonifica della Sardegna?». Il consigliere Paolo Truzzu (Misto- Fd’I) ha ricordato la recente approvazione della legge per la semplificazione per affermare che le norme contenute nel Dl 366 all’articolo 1 introducono nuove lungaggini: «Iil riferimento al regio decreto è improprio e non serve la delibera di giunta ma basta un decreto dell’assessorato per approvare il riordino fondiario». Il presidente della commissione Agricoltura, Luigi Lotto (Pd), ha riconosciuto l’opportunità di una revisione più profonda della legge 6 del 2008 ma ha evidenziato la necessità di procedere con l’approvazione delle norme in discussione («aiutano i consorzi di bonifica ad avere una gestione più oculata». Lotto ha quindi replicato al capogruppo Udc, Rubiu («non possiamo affermare che i costi dei consorzi possano essere scaricati su tutti i cittadini») ed ha auspicato che si smetta di considerare i consorzi come “enti su cui scaricare problematiche sociali del territorio” e si lavori invece al rilancio dell’agricoltura. Il capogruppo del Misto, Fabrizio Anedda, ha manifestato contrarietà a qualsiasi forma di intervento finanziario da parte della Regione: «E’ sbagliato ripianare i debiti della cattiva gestione con le risorse pubbliche». Posto in votazione, l’articolo 1 è stato approvato con 33 favorevoli e un contrario e l’Aula ha dato il via libera anche all’articolo 2 (Modifiche all’articolo 17 della legge regionale n. 6 del 2008. Contabilità dei consorzi di bonifica) con 34 favorevoli e un solo voto contrario.

Sull’articolo 3 è intervenuto, Gianluigi Rubiu (Udc) che ha preannunciato il voto di astensione, contestando la norma che consente l’ indebitamento dei consorziati per 30 anni. «Cinque anni fa – ha dichiarato il capogruppo dell’opposizione – l’attuale assessore quando assessore non lo era definiva una porcheria la legge 6 del 2008 e sosteneva che i debiti sarebbero dovuti essere ripianati con fondi regionali e non con esborsi dei consorziati». Rubiu ha quindi concluso il suo intervento replicando al suo collega Anedda (Misto): «La Regione, al contrario di quanto sostiene Anedda, non mette un euro per ripianare le passività dei consorzi di bonifica». Il presidente della commissione Agricoltura e relatore di maggioranza, Luigi Lotto (Pd) è intervenuto per ribadire che è corretto prevedere che “chi è rimasto indietro nel pagamento dei canoni debba farsene carico”. Lotto ha concluso il suo breve intervento ricordando lo stanziamo di tre milioni in favore della Sfirs per consentire ai consorzi la dilazione dei pagamenti delle passività.

Ha quindi chiesto la parola l’assessore all’agricoltura Elisabetta Falchi
per un chiarimento sull’art.3. «Con questa norma si offre agli agricoltori la possibilità di pagare i debiti pregressi in più annualità. E’ un provvedimento di sostegno al comparto – ha detto l’assessore – purtroppo per anni il costo dell’acqua non è stato comunicato agli agricoltori, questo è il vero dramma. Con l’approvazione del Disegno di legge si potrà pagare in modo graduale. I Consorzi, inoltre, potranno attivare un fondo di garanzia per consentire agli agricoltori di ottenere dei prestiti». Il presidente Ganau ha quindi messo in votazione l’articolo 3 che è passato con 28 voti favorevoli e uno contrario. Successivamente l’Aula ha approvato in rapida successione anche gli articoli 4 “Istituzione di fondi di garanzia per il comparto della pesca e dell’acquacoltura e per i consorzi di bonifica della Sardegna”; 5 “Finanziamento della quota regionale di concorso interessi”; 6 “Modifica dell’articolo 13 della legge regionale n. 5 del 2015 (Interventi a favore del settore vitivinicolo)” e 7 “Abrogazioni”. Tutti gli articoli hanno ottenuto 32 voti a favore e uno contrario. Sull’articolo 8 “Norma finanziaria” l’assessore al Bilancio Raffaele Paci ha proposto una modifica nella dicitura del capitolo sulla copertura finanziaria. La proposta ha ottenuto il parere favorevole del Consiglio. Via libera anche all’articolo 8 con 32 sì e un no e all’articolo 9 “Entrata in vigore” con lo stesso risultato nella votazione. Si è quindi passati al voto finale: la legge è stata approvata con 32 voti favorevoli e 2 contrari. Il presidente Ganau ha quindi aperto la discussione sul secondo punto all’ordine del giorno “Variazioni del bilancio per l’esercizio finanziario 2016 e del bilancio pluriennale 2016/2018”.

Nella foto il Consiglio Regionale

S.I.

A Sassari gli immigrati al voto

SASSARI – Speranze, desideri e, soprattutto, tanta voglia di partecipare alla vita attiva della città, per sentirsi ancora di più parte integrante della comunità sassarese che li ha accolti. Questo il sentimento che si respirava questa mattina, nella sede dell’Informagiovani di piazza Santa Caterina dove è stato allestito il seggio per le elezioni della consulta comunale degli immigrati. La consulta sarà formata da venti componenti eletti in rappresentanza dei cittadini stranieri e apolidi residenti nel comune di Sassari. A portare il loro voto gli stranieri residenti in città e appartenenti alle aree geografiche dell’Europa orientale, dell’Africa, dell’Asia-Medio Oriente e dell’America. Possono votare i cittadini extracomunitari in possesso di un regolare titolo di soggiorno valido o in corso di rinnovo, non temporaneo.

«Quello che avviene oggi in città è un fatto straordinario – ha voluto sottolineare il sindaco di Sassari Nicola Sanna – con la democrazia che entra nelle case dei nostri immigrati, l’accettazione da parte loro di stare dentro un sistema di regole di rappresentanza. È una cosa straordinaria che spero sia seguita anche dagli altri miei colleghi di altri comuni sardi e della penisola». Sono 3.755 gli elettori, dei quali 1.855 donne e 1.900 uomini. Per l’area geografica Europa orientale sono chiamati a esprimersi in 1.337, di cui 1.085 donne e 252 uomini. Per l’area Africa sono chiamati a votare 1.479, 1.107 sono uomini e 372 donne. Per l’area Asia-Medio Oriente alle urne possono andare in 744, 465 sono uomini e 279 donne. Infine, per l’area America possono esprimere il loro voto in 195, 76 uomini e 119 donne. Alle ore 16 l’affluenza è stata di circa 350 elettori e in serata è attesa la maggiore affluenza.

«Per la nostra città questo di oggi è un appuntamento importante – ha detto l’assessora alle Politiche sociali Monica Spanedda – perché con l’espressione del diritto di voto per comunità straniere compiamo un passo essenziale per l’integrazione. Si tratta di nostri concittadini da anni residenti a Sassari e questo è un punto di arrivo ma anche di partenza per una città più accogliente, più integrata e culturalmente più avanzata». La consulta è un organismo consultivo rappresentativo delle comunità straniere che possono così partecipare e contribuire alla formazione e alla realizzazione di programmi e obiettivi dell’amministrazione comunale. Tra i suoi compiti quello di promuove la partecipazione democratica e solidale, oltre che favorire e promuovere l’integrazione dei cittadini stranieri e apolidi alla vita pubblica locale.

«È uno strumento efficace – ha detto ancora il primo cittadino – che ci consente di comprendere immediatamente quali sono le esigenze, i problemi e trovare le soluzioni insieme a loro e insieme ai nostri concittadini sassaresi. Rappresenta un momento di democrazia e siamo riusciti a coinvolgere tutti i continenti che sono qui rappresentati e da cui saranno eletti i venti rappresentanti che ci aiuteranno a rendere la nostra città ancora più accogliente e capace di convivere con un fenomeno molto complesso e difficile. Riteniamo – ha concluso Nicola Sanna – che questa sia la strada giusta, quella della partecipazione democratica di tutti i cittadini, indipendentemente dal colore, dalla razza e dalla religione».

Nella foto il sindaco Sanna con gli immigrati al voto

S.I.

“Tonno, pescatori sardi beffati”

CAGLIARI – “Nonostante l’aumento delle quote di cattura disposto dalla Commissione Internazionale che governa la pesca del tonno, il Ministero delle Politiche Agricole continua a trascurare la Sardegna che non ha imprese sarde titolari di quote tonno e aumenta le quote delle imprese siciliane e campane che pescano nei mari della Sardegna”. La denuncia è dei consiglieri regionali di Forza Italia – Sardegna Marco Tedde e Fasolino.

“In Italia sono solo 42 le imbarcazioni autorizzate, nessuna in Sardegna, in Spagna 130 e in Francia 250. Così l’isola non ne ha tratto giovamento e non trae alcun giovamento dall’aumento delle quote a livello nazionale. Il Regolamento emanato del Parlamento Europeo a settembre -segnalano Tedde e Fasolino- dà la possibilità agli stati membri, e quindi anche all’Italia, di aumentare il numero delle navi e delle tonnare ove ritenga che la propria capacità di pesca sia inferiore all’utilizzo del contingente nazionale. E lo può fare ripartendo il contingente anche a favore della pesca tradizionale e artigianale e incentivando navi di pesca che utilizzano attrezzi selettivi o tecniche con impatto ambientale ridotto. Ma serve un intervento vero da parte del Governo -denunciano i due consiglieri regionali- per depotenziare le lobby che finora hanno consentito solo a marinerie “privilegiate” di pescare il tonno. In Sardegna si possono salvare decine di imprese e rilanciare un settore molto interessante. Ma il Presidente Pigliaru deve intervenire con forza nei confronti del Governo Renzi. Se non ora – hanno concluso Tedde e Fasolino-, quando?”

Nella foto il gruppo regionale di Forza Italia

S.I.

Soldi falsi a Olbia: due arresti

OLBIA – Alle prime luci dell’alba, i Carabinieri della Sezione Operativa del Reparto Territoriale di Olbia, unitamente a personale dello Squadrone Cacciatori di Sardegna e militari della Compagnia di Bono e Ottana, hanno tratto in arresto Cristian Pireddu, 29enne di Orani e Giovanni Forma, 28enne di Bottida, entrambi con precedenti di polizia, per truffa aggravata con spendita di banconote falsificate, in concorso tra loro.

L’operazione, denominata “battile” proprio per ricordare la copertina sottosella, è l’epilogo di un indagine portata avanti dai Carabinieri della Sezione Operativa del Reparto di Olbia a seguito del pagamento di una pregiata sella da cavallo con denaro falsificato. Lo scorso agosto, i due arrestati hanno contattato un residente gallurese che aveva inserito un annuncio per vendere il prezioso finimento e dopo varie contrattazioni si sono accordati per un prezzo finale di acquisto di 850,00 €. L’attività investigativa si è rilevata più complessa del previsto poiché i due hanno sempre utilizzato un telefono con scheda “Sim” intestata a un prestanome extracomunitario, l’unico incontro con il venditore è avvenuto in una località poco frequentata e le banconote falsificate risultavano di ottima fattura, tanto che il venditore si è accorto della contraffazione solo successivamente, dopo avere avuto conferma da un money detector elettronico. Nonostante le difficoltà, i Carabinieri sono riusciti a risalire all’identità di uno dei due truffatori per poi chiudere il cerchio e dare un nome anche al complice.

L’autorità giudiziaria ha concordato con l’attività investigativa dei militari e ha emesso due ordinanze applicative della misura degli arresti domiciliari che sono state eseguite stamattina. La perquisizione domiciliare ha permesso di rinvenire e sequestrare la sella, il telefono utilizzato per la trattativa e una banconota falsificata del valore di 50 €. Al termine delle attività, a disposizione del magistrato della Procura di Tempio Pausania che ha diretto le indagini, i due uomini sono stati tradotti alle rispettive abitazioni in regime di arresti domiciliari.

Nella foto i carabinieri in azione

G.V.

A Sassari è tempo di Colosseum

SASSARI – E’ arrivato il momento. E’ tempo di Colosseum. L’evento, ancora una volta di ottimo livello e giunto alla sua quarta edizione, si svolgerà a Sassari domani, sabato 26 novembre al PalaSimula. La manifestazione organizzata da Gianmario Mereu, in poco più di quattro anni, è diventato il fiore all’occhiello di questo spettaccolare sport, che vanta una crescita esponenziale ed una sempre maggiore e rapida adesione di consensi come pochi altri sport possono vantare. Il Colosseum, che avrà un interessante prologo questa sera al Vialetto, quando gli atleti si incroceranno al peso, in vista degl iincontri di domani, prevede incontri interessanti già nell’ under card. Giusto per scaldare l’ambiente.

Il primo match vedrà protagonista il giovanissimo e talentuoso sassarese Antonio Marongiu, della Bad Boys che sfiderà il rumeno Marius Iancu, del team Nardi-Antonazzi di Roma. Seguiranno i match dell’oristanese Ivano Saba del Cerbero Fighter, che sfiderà il novarese Walter Coliandro dello Stabile Team, mentre da Desenzano arriverà Seck Nbiobo della Kickboxing e ju jistu team,che si contrapporrà al polacco, Daniel Wolak, del team Zicatela.
Chiuderanno l’undercard due giovani atleti sardi, il portotorrese Giuseppe Vardeu del Nur Valetudo e l’olbiese Manuele Maccioni, del Berseker Fight Clan, in un match dove l’adrenalina non mancherà di certo.
Non ci sarà neppure il tempo per tirare il fiato ed i riflettori della gabbia illumineranno gli atleti della main card.

Sarà la volta del viareggino Gionata Gensini, già campione della scorsa edizione del Colosseum, che incrocerà i guanti con il portotorrese Alessio Ibba, alla ricerca la sua prima vittoria. In un match non semplice. Il clima diventerà sempre più rovente, incontro dopo incontro. Sarà il sassarese, Mirco Marogna del team Bad Boys, che supererà il cancelletto della gabbia, a provarci davanti al suo pubblico. Il compito arduo il suo, nell’incontro che lo vede opposto al desenzanese Marco Manovali, della kickboxing and Ju jistu school. Spazio anche per le donne: Mara Romero, che ha più volte esaltato i suoi fans, nelle edizioni passate si scontrerà con la corsicana Maria Casanova del KTP Scola, campionessa di Francia nel 2015.

Test interessante sarà quello che attende il nuorese Alessando Porcu, del Fight Nuoro Accademy, pronto a giocarsi il primo fight pass, per il Magum. F.c., contrapposto ad un atleta che gode di grande rispetto, nello scenario delle mma nazionali, il veronese Angelo Rubino, del Worrior Fight Team. L’unico titolo della serata sarà quello vacante messo in palio dalla Kombat Legue, nella categoria dei -57. Questa volta il sassarese Silvano Pais, della Bad Boys, dovrà esorcizzare la poca fortuna che gli ha portato fino ad ora la gabbia sassarese. Pais combatterà per la prima volta nel suo peso ideale, evitando, questa volta di fare regali all’avversario. L’altro aspirante al titolo, è l’atleta rumeno, Claudus Iancu del team Nardi-Antonazzi. Per Pais una prova d’orgoglio è indispensabile, visti gli imminenti impegni all’ estero che lo attendono. Questo match potrebbe dargli quella spinta necessaria che gli serve per fare il salto di qualità definitivo. Chiuderanno la fight card due match di spessore internazionale e sempre valevoli come fight pass per il Magnum.f.c.

Il primo vedrà l’olandese Henriquez Clayton, campione europeo di K1, con un lughissimo palmares, che si chiuderà in gabbia con il torinese Raffaele Spallitta del Ligorio Top Team. A seguire la categoria è la -77 kg e gli atleti che si contenderanno questo fight pass saranno: il torinese Giuseppe Mancuso ed il marsigliese Vincent Del Guerra, che arriva a Sassari con più di quaranta match da professionista ed esperienze in prestigiosi circuiti, come il ” Cage Worrior” inglese. E sarà spettacolo, questo è assicurato.

Nella foto un match

F.E.O.

“Pigliaru difenda il Pecorino”

CAGLIARI – “Il Pecorino romano e il suo ente di tutela Consorzio di tutela del Pecorino romano, con sede a Macomer, sono sotto attacco del governo regionale e della politica laziali, che stanno avviando una vera e propria guerra verso la pastorizia sarda nella sua accezione più generale, mettendo in discussione la titolarità della “DOP Pecorino Romano”, quasi che spetti solo ai produttori laziali il titolo di romano”. Lo ha dichiarato Marco Tedde, vicecapogruppo di Forza Italia-Sardegna in Consiglio regionale.

“Il Presidente Pigliaru – prosegue l’esponente azzurro- intervenga a difesa del comparto Ovino sardo e della sua produzione di Pecorino romano. Si attacca il Consorzio di Tutela e la localizzazione a Macomer della sua sede, partendo dalla volontà di istituire una nuova Dop denominata “Cacio romano” che ingenererebbe una straordinaria confusione sui mercati e danni difficilmente quantificabili per la pastorizia sarda. Questo è ciò che hanno chiesto al Ministro delle politiche agricole Martina, -che qualche giorno fa ha fatto una passerella in Sardegna per sostenere il sì al referendum del 4 dicembre- , e cioè istituire la nuova Dop del cacio romano. Se malauguratamente la richiesta venisse accolta, si avrebbero due dop di pecorino, una sarda e una romana. Un pastrocchio foriero di confusione e danni. Pigliaru deve immediatamente intervenire sul Ministro Martina, -chiude Tedde- per difendere il comparto Ovino sardo e la sua produzione di Pecorino romano, che costituisce la maggior quota della trasformazione ovina in Sardegna, nonché i suoi organismi di tutela, messi in pericolo da questi attacchi sconsiderati”.

Nella foto il pecorino romano

P.S.

Cagliari: convegno su malati terminali

CAGLIARI – Vincere la sofferenza è possibile. Soprattutto se è quella dei malati oncologici terminali. E, in questi casi, la morte può fare davvero meno paura. Sono questi i temi, delicatissimi, della conferenza “Saper accompagnare: quando la morte non fa più paura”, che si terrà sabato 26 novembre (alle 9) nell’Aula Costa del San Giovanni di Dio. La giornata è stata promossa dal Servizio Day-Service di Terapia palliativa e del dolore dell’Azienda Ospedaliero Universitaria di Cagliari, diretto dal professor Gabriele Finco. Al centro della conferenza, l’assistenza ai malati terminali da parte degli operatori sanitari e delle famiglie, che si concretizza anche nel confronto diretto con la morte. E a parlarne sarà soprattutto chi ha avuto esperienza diretta, i familiari dei pazienti in particolare. Tra loro anche Valentina Casalena, moglie dell’indimenticabile Andrea Parodi.

«La morte – spiega la dottoressa Maria Cristina Deidda,del Day-service cure Palliative dell’Aou – appare oggi come un evento da nascondere, minimizzare, ospedalizzare, ma le cure palliative restituiscono alla morte la sua naturale dimensione: essa è parte della vita, l’epilogo per il malato terminale, motivo per ulteriori approfondimenti esistenziali per chi rimane». Insomma, la morte può davvero fare meno paura. «Vedremo tutto questo – prosegue la Deidda – sotto l’ottica antropologica, con l’osservazione del culto del “morire” dei popoli nella storia, dell’ottica psicologica, che analizza le ripercussioni del distacco da una persona amata, del medico e dell’infermiera, che mettono in campo strategie terapeutiche e comportamentali e dell’ottica dei familiari che ci raccontano il loro vissuto di accompagnamento».

Alla conferenza parteciperanno, tra gli altri, anche l’oncologa Denise Vacca, la psiconcologa dell’Aou di Cagliari Franca Billa, Maria Antonietta Fenu, infermiera del Day-service cure Palliative dell’Aou di Cagliari, Franca Pretta del Tribunale del Malato di Cagliari. E grande spazio sarà dato a familiari e assistenti dei pazienti terminali tra i quali, Valentina Casalena, Liliana Poddine e Norma Deidda.

Nella foto l’ospedale San Giovanni di Dio

P.S.

Nuoro: arresto per spaccio

NUORO – Nella giornata di martedì u.s. la Polizia di stato ha arrestato il 33enne C. C. per detenzione di stupefacenti al fine di spaccio. In particolare, il provvedimento si è reso necessario in quanto la Squadra Mobile della Questura di Nuoro, all’esito di una perquisizione domiciliare eseguita nella zona del centro storico di Nuoro, ha trovato il soggetto in possesso di 50 dosi già confezionate di eroina, gr. 50 di hashish, bilancino di precisione più di 300 bustine già pronte per il confezionamento dello stupefacente.

L’arresto, reso possibile grazie ad un segnalazione anonima, è stato eseguito in flagranza di reato ed è stato convalidato dall’autorità giudiziaria di Nuoro che, in attesa del giudizio per direttissima, disponeva gli arresti domiciliari dell’indagato, in ragione dei suoi numerosi e specifici precedenti penali. Con il presente intervento è stato debellato un ulteriore canale di spaccio di sostanze stupefacenti, nel quadro delle iniziative volute anche dal Questore Alberto Massimo Colucci per assicurare un maggiore controllo del territorio e vicinanza della Polizia di Stato alle esigenze dei cittadini.

Nella foto la polizia

P.S.

Accordo Paci-Padoan: una boiata

CAGLIARI – “La Giunta regionale si accorge dopo due anni e mezzo che l’accordo Padoan-Pigliaru è una boiata pazzesca?” Lo domanda Ugo Cappellacci, coordinatore regionale di Forza Italia, commentando l’indiscrezione secondo la quale l’esecutivo avrebbe presentato un ricorso riguardo ai soldi scippati dallo Stato centrale con il trucco degli accantonamenti.

“Perché – prosegue Cappellacci- un esecutivo che invia comunicati stampa per accompagnare perfino i colpi di tosse degli assessori non ha sentito il bisogno di comunicare ai quattro venti questa notizia? Forse hanno paura di interrompere il bufala-show di Renzi nel rush finale della campagna referendaria? Perché continuano ad esaltare pubblicamente un accordo che, almeno da quelli che non credono alle bugie che propinano agli altri, viene maledetto in privato? Hanno forse timore di ammettere che avevamo ragione noi e che firmare un atto con cui hanno rinunciato a tutti i ricorsi presentati da noi e perfino ai benefici di quelli già vinti è stata un’idiozia, perché significava perdere centinaia di milioni di euro ogni anno e che sono stati dei veri polli? Non possono permettersi di ammettere che i soldi in più millantati dall’assessore alla Finzione non esistono?”

“E’ stata l’evidenza dei fatti, come il ricorso vinto davanti alla Corte Costituzionale dalla Valle d’Aosta, a costringere i baroni di villa Devoto a questo timido ricorso. Se non avessero ritirato quelli promossi da noi, oggi anche la Sardegna avrebbe ottenuto un risultato concreto. Se si sono accorti del gravissimo errore politico e contabile, ammettano pubblicamente la loro incapacità e riflettano sull’adeguatezza al ruolo rivestito. La loro vanagloria, i festeggiamenti per battaglie che non hanno mai combattuto costa già troppo ai sardi: un miliardo e duecento milioni di maxi-mutui e altrettanti soldi persi dalla Sardegna e scippati dallo Stato centrale. Perseverare – ha concluso Cappellacci- sarebbe diabolico”.

Nella foto i consiglieri regionali Zedda e Cappellacci

S.I.

Referendum: Sorso per il No

SORSO – Si terrà venerdì 25 novembre alle ore 18:30 presso il Palazzo Baronale di Sorso un incontro dibattito in vista dell’imminente consultazione referendaria. Un’occasione per proporre una attenta e puntuale analisi della riforma Renzi-Boschi ponendo l’accento su quelle che sono le principali ragioni del no ad una serie di modifiche della carta costituzionale di fatto incapaci di produrre un vero e proprio progresso per il nostro Paese. L’incontro è stato promosso ed organizzato da un neonato comitato per il no recentemente costituitosi a Sorso su iniziativa di giovani e meno giovani con idee e credo politico molto variegato.

Ragazze e ragazzi che, senza casacca e mettendo in secondo piano l’appartenenza politica, hanno deciso di stare insieme per creare un fronte unico contro una riforma inadeguata e particolarmente pericolosa per una regione a statuto speciale come la nostra. Semplici cittadini provenienti dal mondo dell’associazionismo, studenti, lavoratori ed amministratori. Gli interventi saranno moderati dall’avvocato Stella Cozzolino. Le relazioni saranno affidate agli avvocati Massimiliano Fadda e Luigi Satta. A conclusione della serata si aprirà il dibattito con i presenti che potranno dare il loro contributo e chiedere delucidazioni su eventuali aspetti non chiari del quesito referendario.

Nella foto le schede elettorali

S.I.