Kick Boxing: Sennori capitale

SENNORI – Sabato scorso Sennori si è trasformata per una sera nella capitale sarda degli sport da combattimento. Sul ring allestito al Palsport di via Massarenti atleti provenienti da tutta la Sardegna hanno dato vita a uno spettacolo unico, con emozionanti sfide di full contact, kick boxing, Mma, k1, Muay thai. Alla serata hanno partecipato atleti di livello internazionale, con in testa la campionessa mondiale in carica di kick boxing, Irene Roggio.

L’evento, organizzato dall’associazione Kick boxing Sennori, in collaborazione con l’amministrazione comunale, ha offerto la possibilità a tutti di avvicinarsi al mondo degli sport da combattimento, come kick boxing, una disciplina aperta a tutti, e grazie alla quale i ragazzi imparano a conoscere se stessi, a sviluppare armonicamente fisico e carattere e imparano il valore della disciplina. «La manifestazione è riuscita alla perfezione, andando oltre ogni aspettativa», ha commentato il presidente dell’associazione Kick Boxing Sennori, Marco roggio, «Ringrazio il mio braccio destro Mirko Mulas, tutti gli sponsor, i tecnici, la famiglia della Kick boxing Sennori che ha lavorato incessantemente e infine l’amministrazione comunale e tutti coloro che hanno reso possibile la buona riuscita della serata», ha concluso.

Entusiasta per l’evento anche l’assessore allo Sport, Tore Piredda, che insieme con il sindaco, Nicola Sassu, ha assistito alla manifestazione: «Siamo contenti e soddisfatti di questo successo, voglio ringraziare gli uffici comunali per l’efficienza dimostrata e l’assessore Mario Tonio Satta per il supporto organizzativo; mi auguro che si possa continuare a patrocinare eventi sportivi di questo livello, consapevoli della fondamentale importanza per la funzione sociale che essi svolgono».

Nella foto alcuni degli sportivi

S.I.

“Asl, esose consulenze bocconiane”

CAGLIARI – “I sardi continuano a pagare a caro prezzo la passione della ASL di Sassari per i professionisti d’oltre mare. Questa volta la scelta è caduta sul Dott. Roberto Vaccari, libero professionista e docente alla Bocconi di Milano, pagato 4.200 euro, oltre al rimborso spese, per venire a Sassari e far parte di una commissione che dovrà redigere un elenco di idonei a ricoprire l’incarico di direttore delle aree socio sanitarie locali”. Così Marco Tedde, Vicecapogruppo di Forza Italia in Consiglio Regionale commenta la deliberazione n. 67 del 28/11/2016 del neo Direttore Generale della ASL di Sassari

“Negli ospedali spesso mancano farmaci fondamentali, i reparti di chirurgia debbono attendere settimane per ricevere la fornitura delle cannule indispensabili per eseguire gli interventi in laparoscopia perché mancano le risorse. Quelle risorse che si trovano, invece, per pagare 5.000 euro ad un professionista chiamato a prestare una consulenza che potrebbe essere fornita da un professionista sardo. Le Università di Sassari e Cagliari ne avrebbero potuto fornire in abbondanza senza scomodare un bocconiano cui dovremmo pagare anche il vitto e l’alloggio. Peraltro, – precisa il consigliere regionale algherese – per una consulenza che viene data per redigere un elenco di idonei a ricoprire l’incarico di Direttore delle aree Socio-Sanitarie locali. Nonostante i proclami della Giunta Regionale orientanti al risparmio e la scelta di una ASL Unica, la musica non cambia. Si continuano a spendere risorse per pagare consulenze molto costose che potrebbe essere fornite a costo quasi a pari a zero da esperti sardi”.

“Una abitudine che aveva portato mesi fa i vertici della ASL di Sassari a conferire ad un medico siciliano un incarico di consulenza per la redazione di un piano di cui la stessa ASL già disponeva. Credo – conclude l’ex Sindaco di Alghero – che non sia più possibile chiedere ai sardi sacrifici in nome del risanamento della spesa sanitaria regionale. Una spesa che l’Amministrazione guidata da Francesco Pigliaru continua ad alimentare in maniera dissennata.”.

Nella foto Marco Tedde

S.I.

L’Italia e i mercati esteri: incontro

SASSARI – Il volume “Internazionalizzazione delle imprese. L’Italia e la sfida dei mercati esteri” (Arkadia Editore) sarà presentato venerdì 9 dicembre, alle ore 17, nella sala conferenze della Fondazione di Sardegna in via Carlo Alberto 7 a Sassari. L’evento è promosso dalla Camera di Cooperazione Italo-Araba e dall’Associazione La Rosa Rossa. Intervengono, oltre ai curatori del volume Raimondo Schiavone (Vice Presidente e Consigliere Delegato Camera di Cooperazione Italo Araba) e Alessandro Aramu (giornalista), Pietro Celi (Direttore Generale per le Attività territoriali del Ministero dello Sviluppo economico) Paolo Carbone (Professore ordinario di diritto privato comparato – Università di Sassari), Silverio Ianniello (Docente di Sistemi economici e fiscali comparati – Università di Trieste), Aldo Berlinguer (Professore ordinario di diritto privato comparato – Università di Cagliari) e Antonello Cabras (Presidente Fondazione di Sardegna). Modera Giacomo Spissu, Presidente Associazione La Rosa Rossa.

Il volume, che rappresenta una sorta di bussola per tutte le aziende che vogliono intraprendere un percorso complesso e ricco di insidie, raccoglie i contributi di autorevoli professionisti nei campi dell’economia, della finanzia, dell’impresa, del diritto, della comunicazione e del commercio internazionale. Nella prima parte si esaminano i profili generali dell’internazionalizzazione, con un focus sugli strumenti europei, nazionali e regionali a disposizione degli imprenditori che guardano ai mercati esteri, sugli aspetti di natura contrattuale e sui temi legati alla comunicazione aziendale e ai rapporti con la stampa internazionale.

La seconda parte guarda, invece, alle grandi opportunità offerte dai paesi arabi, con un focus sull’Algeria e l’Arabia Saudita, due importanti mercati di riferimento per le grandi e le piccole medie imprese italiane. Le analisi sul mercato dei prodotti e dei servizi halal (leciti per il consumo da parte di un credente musulmano), sulla finanza islamica e sugli investimenti dei Fondi Sovrani completano un volume che risponde ai quesiti offerti dalla sempre più elevata complessità dei mercati esteri e dei processi di internazionalizzazione, che implicano conoscenze che vanno ben oltre a quelle esprimibili dalla singola impresa e che necessitano di una profonda comprensione del contesto culturale, sociale ed economico del paese importatore, specie in aree geografiche caratterizzate da conflitti e da situazioni di instabilità politica.

Nella foto un incontro del Pd con in prima fila l’onorevole Spissu

S.I.

“I sardi non vogliono Pigliaru”

CAGLIARI – “Le dimissioni dell’Assessore Demuro smentiscono Pigliaru e lo fanno scivolare bruscamente dallo specchio in cui si sta arrampicando dopo la vittoria del NO al referendum”. Cosi il coordinatore regionale di Noi con Salvini Daniele Caruso che continua “Pigliaru, schierandosi nettamente per il sì, si è sottoposto al voto popolare, incassando oltre il 72% di NO. Se fosse coerente, dovrebbe dimettersi immediatamente. È stato coerente l’assessore Demuro dimettendosi, speriamo che Pigliaru, sprezzante dell’autonomia della Sardegna in nome di un procedimento legislativo sulla carta più veloce, se non per coerenza, si dimetta per rispetto del voto dei sardi, che evidentemente lui non rappresenta più. E lo faccia subito, senza perdere altro tempo, senza capriole, senza arrampicarsi ancora sugli specchi”.

Nella foto Caruso

S.I,

Inclusione Sociale: linee guida

CAGLIARI – Prende forma il Reddito di inclusione sociale della Sardegna. Oggi la Giunta ha, infatti, approvato le linee guida per l’attuazione della legge che, lo scorso agosto, ha istituito il Reis. Su proposta dell’assessore Luigi Arru, sono state individuate le modalità di attuazione della misura, rivolta ai nuclei familiari in condizioni di povertà. Il riconoscimento del sussidio economico è condizionato alla sottoscrizione di un patto, tra utente e amministrazione, patto che prevede un percorso personalizzato per il superamento della condizione di povertà. Il REIS integra il Sostegno di Inclusione Attiva nazionale, ha gli stessi principi di condizionalità, attivazione e accesso. Ma mentre per il SIA gli importi erogabili sono calcolati sulla singola persona e variano da un minimo di 80 euro a un massimo di 400, per il REIS – a parità di caratteristiche del nucleo familiare – il minimo erogabile è di 200 euro e il massimo di 500, per tutti i target e con qualsiasi Isee.

I dati sui potenziali beneficiari e la loro distribuzione sul territorio regionale saranno forniti dall’Inps. La Regione prevede le stesse modalità di accesso del SIA, ma include anche le domande escluse dal SIA perché non hanno raggiunto il punteggio previsto dal bando nazionale. La progettazione e gestione delle misure di inclusione attiva previste dal REIS e dal SIA sono in capo agli Ambiti Plus. La legge istitutiva del REIS prevede che gli ambiti Plus predispongano, per ciascun nucleo beneficiario, un progetto personalizzato attraverso una équipe multidisciplinare. L’equipe progetta, attua e monitora il piano personalizzato di interventi finalizzati al sostegno e all’emancipazione delle famiglie destinatarie del REIS e del SIA, coinvolgendole attivamente nel processo di superamento delle condizioni di povertà.

Le risorse regionali da destinare ai sussidi monetari finalizzati all’integrazione del SIA, confluiscono sul conto corrente infruttifero presso la tesoreria centrale dello Stato, previa stipula di un protocollo di intesa con il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali e regolazione dei rapporti finanziari con apposito atto tra la Regione, il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali e il Ministero dell’Economia e delle finanze. Il sussidio verrà erogato con il caricamento di una carta utilizzabile per acquisto di beni e servizi. É previsto che la carta di pagamento elettronica possa essere utilizzata anche per i canoni di locazione degli immobili ad uso residenziale.

L’integrazione REIS-SIA sarà realizzata tenendo conto delle priorità e delle soglie di Isee. La Regione amplia ulteriormente il target dei beneficiari, includendo le famiglie, anche di un solo componente, senza dimora; le famiglie composte da 5 e più persone; le famiglie composte da una o più persone over 50 anni con figli a carico disoccupati; coppie sposate o coppie di fatto registrate, conviventi da almeno sei mesi e composte da giovani che non abbiano superato i 40 anni. La soglia minima regionale sarà determinata dall’indice Isee e calcolata dalla Giunta Regionale non appena il sistema nazionale e regionale saranno a regime e forniranno dati sufficienti per analizzare meglio il fenomeno.

La Regione collabora con il Ministero del Lavoro e delle politiche sociali per quanto attiene la predisposizione del protocollo d’intesa per l’attuazione del SIA e la sua integrazione con il REIS regionale e l’attivazione dell’Assistenza Tecnica a favore degli Ambiti Plus; la collaborazione con l’INPS, attuatore delle misure SIA e REIS, relativamente alla componente passiva (sussidio economico), sia a livello nazionale che a livello regionale, anche al fine di poter fruire delle informazioni delle banche dati INPS nelle attività di monitoraggio e nella valutazione degli interventi; l’ integrazione delle azioni di competenza della Direzione Generale delle Politiche Sociali con quelle in capo alle altre Direzioni generali della Regione; la creazione, anche attraverso appositi accordi e protocolli d’intesa, di una rete regionale con le istituzioni pubbliche e con i soggetti del Terzo settore e con gli ordini e le associazioni professionali, che costituisca il riferimento unitario per gli Ambiti Plus nello svolgimento delle funzioni e dei compiti loro attribuiti; la convocazione sistematica del Coordinamento degli ambiti Plus, organismo già formalmente costituito, per la definizione di accordi e procedure, e per la diffusione di buone prassi e per l’individuazione di modalità operative dei “tavoli tematici dedicati” che ogni Ambito Plus è chiamato ad istituire nel proprio territorio.

Nella foto il Consiglio Regionale

S.I.

Spara alla moglie: arrestato

TEMPIO – Nella tarda mattinata di ieri, Ara Costantino, 71enne originario di Valledoria, si è recato in piazza Serra Siri, nel centro storico della città gallurese, ed ha sparato alla moglie, Dettori Liliana di 61 anni, fuggendo subito dopo. La donna, a seguito dell’ennesimo violento litigio con il marito avvenuto nel mese di luglio, dopo 45 anni di matrimonio, aveva avviato le pratiche per la separazione e si era trasferita a Tempio Pausania in cerca di tranquillità.

L’orribile fatto ha avuto inizio alle ore 11.00 circa, quando l’uomo, armato di una pistola semiautomatica clandestina, ha suonato al campanello della vittima chiedendo di uscire fuori per avere uno scambio verbale. La donna, che si trovava in casa con il figlio Massimo, 40enne, si è più volte rifiutata di colloquiare con l’uomo, poiché non intendeva ritornare sui suoi passi in merito alla separazione. L’insistenza del padre ha spinto il figlio ad uscire sull’uscio per convincerlo ad andare via: è stato proprio quello il momento in cui l’uomo ha puntato la pistola alla donna e ha fatto fuoco. L’intervento del figlio è stato fondamentale per evitare un epilogo ancor più tragico: Massimo ha bloccato il padre e ha tentato di disarmarlo, impedendogli di mettere a segno la sua vendetta. Il pensionato ha esploso 4 colpi, dei quali solo due sono andati a segno, ferendo alla spalla e alla gamba la donna che, subito trasportata in ospedale, è stata sottoposta ad operazione chirurgica per estrarre i proiettili. Da quel momento l’uomo si è dato alla fuga prima in auto e poi a piedi. Sul posto sono intervenuti immediatamente personale del 118 ed i Carabinieri di Tempio Pausania che hanno avviato serrate e incessanti ricerche per assicurare il fuggitivo alla giustizia.

Nel giro di pochi minuti sono state dispiegate tutte le forze di polizia presenti sul territorio, coadiuvate dall’intervento di elicottero dell’Arma proveniente da Olbia. Il dispositivo messo in campo, e che ha visto impiegati anche la Compagnia Carabinieri di Porto Torres per la cinturazione del territorio, ha consentito di fermare il soggetto nel giro di mezz’ora: i Carabinieri di Tempio hanno trovato il colpevole su via Italia Unita, all’altezza di Borgo Concezione, mentre era intento a fare l’autostop. Condotto in caserma, il fermato ha più volte sottolineato di aver premeditato l’azione e averla organizzata per quattro mesi, ossia dal giorno in cui la moglie aveva lasciato il tetto coniugale. Addosso l’uomo aveva tutti i documenti e circa 1500 euro in contanti che gli sarebbero serviti per far perdere le sue tracce.

L’attività di rilievi effettuata con l’ausilio dei tecnici del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale Carabinieri di Sassari ha consentito ai Carabinieri di Tempio Pausania, coordinati dal Pubblico Ministero della Procura di Tempio Pausania Dott.ssa Roberta Guido, di ricostruire i fatti in maniera puntuale: sulla scena del delitto sono stati rinvenuti e sequestrati l’arma del delitto, quattro bossoli e due proiettili (ai quali si è aggiunto quello asportato chirurgicamente dalla spalla della vittima). Per l’uomo, che attualmente si trova sotto osservazione presso l’ospedale di Tempio Pausania a seguito di pregresse patologie cardiocircolatorie, è scattato comunque il fermo di indiziato di delitto.

Nella foto i carabinieri nel luogo del tentato omicidio

S.I.

Sassari: Sanna perde 23mila voti

SASSARI – “In Città il risultato del Referendum è inequivocabile e soprattutto netto: il SI è al 30 % mentre il NO è al 70 %. Il Sindaco di Sassari, tutti gli Assessori Comunali, i Consiglieri Regionali del P.D., impegnati nell’ultimo mese in una frenetica attività di persuasione dei Sassaresi e di accoglienza dei Ministri Vip del P.D., tutti impegnati a setacciare ogni angolo della città e dei Paesi limitrofi, hanno fallito clamorosamente l’obiettivo di convincere la maggior parte degli elettori a credere nella proposta Renziana. Tutti questi politici si lasciano alle spalle mesi di lavoro da recuperare, mesi in cui hanno abbandonato il loro ruolo”. Cosi il consigliere di opposizione sassarese Manuel Alivesi sull’esito del voto referendario.

“In questi giorni dovranno recuperare tutto il lavoro lasciato indietro: Assessorati da gestire, Cittadini da ascoltare, istanze da presentare in Regione, progetti da finanziare, una Programmazione da troppo tempo abbandonata a se stessa, insomma una Città ed un Territorio fino ad oggi a dir poco trascurato. Tutto è stato lasciato indietro e posticipato al “dopo Referendum”. Oggi è il “dopo Referendum”: c’è chi si dimette, c’è chi trae le oneste e doverose considerazioni, c’è chi resta in silenzio, c’è perfino chi fa finta che non sia successo nulla !
Non i Cittadini di Sassari però e nemmeno i Cittadini del tanto vituperato Territorio Sassarese. Un territorio che negli ultimi mesi si è visto scippare di grandi e piccole cose: La Città Metropolitana, l’Aeroporto, il fallito progetto della Chimica Verde, decine di istanze rimaste senza finanziamento, totalmente inascoltate dai numerosi Assessori e Consiglieri Regionali di una maggioranza P.D. sempre più sfilacciata e che assume sempre più le connotazioni di una autentica “Armata Brancaleone”, che troppe volte negli ultimi due anni ha deluso e disatteso le istanze del Territorio.

“Tra questi Amministratori spiccano anche il Sindaco e gli Assessori Comunali del P.D. Sassarese che, in particolar modo nell’ultimo mese, hanno totalmente dimenticato le fondamentali funzioni di governo della Città per tuffarsi nell’agone referendario. Noi crediamo che l’esito Referendario in Città abbia sancito in modo netto che i Sassaresi non gradiscono, oltre che l’imposta modifica Costituzionale, anche i metodi di gestione della nostra Città. 48.308 Sassaresi hanno detto No alla Riforma Costituzionale, ma soprattutto hanno detto NO ! ad un evanescente e dannoso progetto di Città e ad una Giunta di cui non si fidano più. Sono oramai lontani i tempi in cui l’intera “accozzaglia” della maggioranza raccoglieva, nel 2014, 43.833 voti, oggi ridotti a 21.032, ovvero meno della metà. Sassari non può continuare a pagare per le varie liti fra “dem” che da troppo tempo tengono in ostaggio la Città. Che il Primo Cittadino ne prenda atto”.

Nella foto il sindaco Sanna

S.I.

Pigliaru rinnega l’Autonomia: a casa

CAGLIARI – “Quelle di Pigliaru sono le dichiarazioni di uno che passa per caso o al massimo di un opinionista, non di un presidente della Regione che ha sostenuto una riforma-truffa, bocciata sonoramente dai sardi”. Così Ugo Cappellacci, coordinatore regionale di Forza Italia, commenta le dichiarazioni del presidente della Regione sull’esito referendario. “Sembra il comportamento di uno che per eludere una folla di contestatori esce dal palazzo con gli occhiali scuri e i baffi finti per non farsi riconoscere. Quelle di Pigliaru sono affermazioni che sfiorano l’insulto, quando arriva quasi ad affermare che a Bolzano hanno compreso meglio dei sardi il significato del quesito solo perché lì hanno votato come piace a lui. Vuole forse affermare che noi sardi siamo meno intelligenti dei connazionali di Bolzano?”

“C’è una questione politica gigantesca, che non può essere elusa: sul rapporto Stato-Regione, non su una bagatella qualsiasi, il presidente della Regione non ha la maggioranza in Consiglio e, fatto ancor più grave, non l’ha neppure fuori dal palazzo dove il 72% dei sardi ha detto No alla ‘trufforma’ di Renzi. Pensa forse di vivacchiare ricomponendo la sua maggioranza con logiche lottizzatorie e trascinare così la Sardegna in uno stallo politico peggiore di quello in cui l’ha condotta? Anziché evocare riforme fasulle o battaglie che non ha mai affrontato – ha concluso Cappellacci-, il primo presidente della Regione che ha rinnegato l’Autonomia dovrebbe prendere concretamente atto del suo distacco dalla realtà e della volontà popolare e rassegnare immediatamente le dimissioni”.

Nella foto Ugo Cappellacci

S.I.

Pigliaru: ora dobbiamo accelerare

CAGLIARI – “È stato il voto su una proposta del Governo per riformare alcune parti della Costituzione. Una proposta che io ho condiviso perché ritengo che avrebbe semplificato il sistema Italia e non avrebbe messo a rischio la nostra autonomia”. È il commento del presidente della Regione Francesco Pigliaru sul risultato referendario. “Altri nella mia stessa Giunta e nella nostra coalizione avevano un’opinione diversa dalla mia. Così come, ora lo sappiamo, la grande maggioranza degli italiani e la stragrande maggioranza dei sardi, che hanno dato un giudizio severo e inequivocabile sulla riforma”.

“Se altrove, come nella Provincia autonoma di Bolzano, la proposta è stata giudicata tutt’altro che un pericolo per gli Statuti speciali, da noi le cose sono andate molto diversamente. Non posso che prenderne atto, a maggior ragione di fronte a una partecipazione così alta e appassionata che rivela anche un malcontento diffuso e la domanda di azioni più incisive per migliorare la vita delle persone. Molte riforme importanti, attese da anni, le abbiamo fatte. Altre dovranno essere adottate al più presto. Servono decisioni immediate e profonde – conclude Francesco Pigliaru – a cui lavorerò con la mia maggioranza sin dai prossimi giorni”.

Nella foto Francesco Pigliaru

S.I.

“Sassari boccia il Pd e Sanna”

SASSARI – “Nel day after, nel post referendum, nel lunedì che celebra la schiacciante vittoria del “NO”, la posizione del Movimento Cinque Stelle Sassari è chiara e senza margine di errore. Il risultato di Sassari non lascia spazio ad equivoci, i cittadini sassaresi hanno bocciato severamente una riforma costituzionale pasticciata e hanno dato un segnale importante all’attuale Amministrazione comunale del sindaco Nicola Sanna: con l’arroganza e la prepotenza non si va avanti.I portavoce del Movimento ringraziano quanti hanno contributo al raggiungimento di questo traguardo, soprattutto gli attivisti che hanno presidiato i banchetti e divulgato con grande preparazione le informazioni legate ai rischi che un voto favorevole alla riforma poteva comportare”. Cosi dal Movimento 5 Stelle di Sassari sull’esito del voto referendario.

“Il voto espresso nei confronti dell’Amministrazione comunale sassarese è impietoso. Il sindaco Nicola Sanna in primis, anziché adoperarsi a risolvere i problemi della città, ha preferito dedicarsi ad attività che non gli competono, contribuendo ulteriormente a scavare il solco che lo separa, in maniera ormai irreparabile, da una cittadinanza sempre più delusa dal suo operato. L’Amministrazione comunale dovrebbe fermarsi e prendere atto della forte volontà messa in campo da tutti i concittadini. Il NO espresso nell’urna è una evidente bocciatura, anche, dell’attività del primo cittadino e della sua maggioranza”.

“Il Movimento auspica una seria e profonda riflessione in seno alla sopra citata maggioranza, che in quasi tre anni di mandato ha fatto poco o nulla per risolvere gli annosi problemi della città, denotando una grave mancanza di visione complessiva, una visione che possa davvero restituire a Sassari sembianze di città viva e un ruolo di guida dell’intero territorio. Ritornare prima possibile al voto sarebbe per il Movimento Cinque Stelle la soluzione ideale: devono essere i cittadini a indicare chi dovrà continuare ad amministrare la città di Sassari, chi dovrà farlo esclusivamente nell’interesse e per il bene dei cittadini”.

Nella foto i consigliere pentastellati

S.I.