Palmavera: spot o atto illegittimo?

ALGHERO – NUovo caso per Sant’Anna. Non passa giorno che non ci sia qualcosa di particolare e inedito che viene attribuito all’amministrazione Bruno. Ultimo, in ordine di tempo, l’acquisto del terreno adiacente al Nuraghe Palmavera. “E’ di martedì 6 ottobre la conferenza stampa del Sindaco Bruno in cui viene data la notizia dell’ acquisto da parte della Fondazione Meta di un terreno di circa 5 ha adiacente il Nuraghe Palmavera per la cifra di euro 50.000,00 che servirà a dare maggiore fruibilità e servizi, quali tra gli altri i parcheggi, al sito nuragico in questione”.

Ad intervenire gli esponenti dell’Ncd Emiliano Piras e Maria Grazia Salaris i quali evidenziano che “leggendo così la notizia verrebbe senza dubbio da fare un plauso per l’operazione compiuta, sia per i termini economici che, soprattutto, per le finalità a cui essa è rivolta. Un sito nuragico di notevole importanza per il nostro territorio, che con le dovute migliorie può diventare ancora di più una opportunità di richiamo turistico e, sentite le intenzioni, un nuovo spazio da utilizzare per l’organizzazione di eventi culturali”.

Ma subito si stoppano: “se fosse vero, sarebbe bello”. Perchè nasce il dubbio? Lo spiegano: “non si riesce però a capire come tutto questo sia potuto avvenire senza aver fatto il corretto iter amministrativo, in assenza del quale, anche questa operazione resterà il classico annuncio reclamizzato ed irrealizzato”. Infatti. “l’articolo 18 dello Statuto della M.E.T.A. parla chiaro: la fondazione può si acquistare beni immobili, ma lo può fare solo dopo aver ottenuto preventiva autorizzazione da parte del Comune; per acquisire tale autorizzazione la stessa fondazione deve predisporre ed inviare al socio/fondatore comune di Alghero, entro il 30 settembre di ciascun anno, sicuramente vista la solerzia del c.d.a. Meta questo lo diamo per compiuto, una proposta di relazione previsionale annuale contenente il conto economico previsionale, le linee guida di piano programma e gli obiettivi in termini di coerenza con gli scopi della fondazione”.

“La giunta comunale approva tale relazione con delibera, richiedendone eventualmente modifiche e/o integrazioni : ecco, di tale delibera non c’è traccia. Lasciamo perdere le “sottigliezze” che vorrebbero almeno una manifestazione di interesse tra i terreni confinanti con l’area in questione, visto che trattasi di soldi pubblici; e che urbanisticamente parlando manca perlomeno il passaggio in Consiglio comunale per un’eventuale variante”. Piras e Salaris si dicono fortemente preoccupati per questa ennesima “gaffe istituzionale” in considerazione del fatto che “l’atto di acquisto possa essere illegittimo; oppure martedi abbiamo assistito all’ennesimo spot elettorale di Mario Bruno”.

Nella foto in primo piano il consigliere comuanale Emiliano Piras

S.I.

Rimpasto? Non solo: rilancio

SASSARI – “Le Segreterie Provinciale e Cittadina del Partito Democratico in merito alla situazione politica del Comune di Sassari, ribadiscono che tutto il partito è impegnato insieme al Sindaco, al gruppo Consiliare , per trovare una soluzione politico programmatica la più largamente condivisa”. Cosi il Segretario Provinciale Gianpiero Cordedda e il Segretario Cittadino Fabio Pinna.

“Il Partito Democratico, ritiene che l’attuale situazione di difficoltà si risolva non tanto e non solo, con un avvicendamento di deleghe e assessori, ma soprattutto con una forte rilancio e aggiornamento del programma per un rafforzamento dell’azione amministrativa. Il nuovo esecutivo, dovrà corrispondere all’unità del Partito Democratico e alla coesione dell’intera coalizione che sostiene, con fiducia il Sindaco Nicola Sanna”.

“La Città vive una grave crisi, che rischia di aggravarsi e di indebolire il suo tessuto economico e sociale, e pertanto indispensabile reagire con determinazione, con scelte chiare e comprensibili, in grado di rispondere in maniera adeguata alle giuste attese dei cittadini. Le segreterie Provinciali e cittadine sono costantemente impegnate in queste ore a ricercare l’unità e la condivisione per assicurare una rapidissima positiva soluzione.

Nella foto la segretaria provinciale

S.I.

Porto al palo. Urge Odg unitario

ALGHERO – Ieri il consiglio comunale si è riunito. All’ordine del giorno, innumerevoli punti, ma si è discusso e votato un solo documento (variazione al bilancio). Come al solito la cartina di tornasole della città sono le brevi segnalazioni. Spazio importante, ma non vincolante per l’amministrazione, dunque poco più di un esercizio di stile. Sembrano passati secoli da quando l’aula guerreggiava su ordini del giorno, mozioni, interrogazioni. Ed è cosi che tematiche fondamentali per il nostro territorio, come il porto, trovano spazio in via Columbano solo grazie alla segnalazione di qualche consigliere. Lo spunto, però non è certo la visione sull’approdo, il suo sviluppo e soprattutto la spinta verso la Regione affinchè dia gambe al progetto di assegnazione e riqualificazione generale dello scalo, ma ancora una volta le transenne. Si le barriere che ancora impediscono il passaggio delle persone lungo il molo “Lo Frasso”, in totale stato di abbandono, come larga parte del porto, in coincidenza della porzione di pavimentazione dov’è caduta, rischiando seriamente la vita, un’anziana turista. Un fatto di un gravità inaudita che ha visto le istituzioni reagire come oramai è in uso: transennare. Un modus operandi da governo dell’ordinario. Ed è cosi che il consigliere Maurizio Pirisi ha chiesto delucidazioni all’amministrazione.

A rispondere l’assessore Gianni Cherchi il quale ha ricordato che gli uffici regionali hanno dato mandato al Comune di intervenire “solo” il 24 luglio per poi ritornare sul tema, chiedendo un intervento celere, dopo la rovinosa caduta in mare della donna. Per sgombrare subito il campo dagli equivoci rispetto anche alla recente polemica tra il sindaco Bruno e il consigliere regionale Marco Tedde, la responsabilità, come si legge chiaramente dal documento in allegato, è dell’amministrazione comunale algherese. Cherchi, in aula, ha spiegato che si è passati da un progetto per “abbellire” quel tratto di porto all’urgenza di sistemare buche e altre zone pericolanti. “Lavori di ripristino funzionale dei fondali del porto canale. L’intervento di dragaggio richiesto è volto a garantire l’agibilità e la piena operatività della struttura portuale, soggetta ad insabbiarsi periodicamente in quanto realizzata sullo sbocco a mare dello Stagno di Calich”. cosi recita l’allegato A della delibera in oggetto dell’ottobre 2011. Pochi giorni prima della fine della Giunta Tedde. Da quel momento in poi, niente. Buio assoluto. Come per altri progetti, pare che Alghero fino ad oggi sia stata su Marte. Ma, tant’è. Ed è cosi che ancora ci troviamo a discutere di questi famosi 500mila euro destinati dall’allora governo Cappellacci al porto catalano e ancora non utilizzati.

Siamo, come al solito, al paradosso: le casse comunali sono vuote e non riusciamo a spendere i pochi soldi che arrivano. Cherchi ha garantito che, con gli uffici, sta facendo salti mortali per avviare i lavori, ma ovviamente c’è da considerare il parere, vincolante, della Capitaneria. Pare che su quest’opera non ci sia ancora un definitivo via libera trattandosi di un pontile già da tempo a rischio per dei problemi strutturali. A questo punto bisogna puntare la prua verso un’altra rotta: Stintino mette le freccia e punta sulla nautica, Porto Torres, dopo secoli, sta per avviare dei lavori di riqualificazione, ad Alghero ancora siamo fermi al 2011 per cercare di spendere qualche centinaio di migliaia di euro per decorare o sistemare un pontile.

Forse è arrivato il momento di dire basta col consiglio comunale che, invece, dovrebbe votare un ordine del giorno unitario per obbligare la Giunta Pigliaru, dopo un dannoso tracheggiare, ad accelerare l’iter affinchè Alghero abbia al più presto un porto nuovo.

Nella foto le transenne sul molo dov’è caduta l’anziana turista

Stefano Idili

La lettera del Demanio Regionale riguardo i lavori al porto

Lettera del Demanio Regionale al Comune di Alghero dove si indica la responsabilità sui lavori al porto
Lettera del Demanio Regionale al Comune di Alghero dove si indica la responsabilità sui lavori al porto

Bufera in Aula: scontro Pais-Tedde |Video

ALGHERO – Ancora caos in consiglio comunale. All’ordine del giorno ci sono molti punti che si trascinano da diversi mesi. Oggi dopo il lungo spazio dedicato alle brevi segnalazioni, sempre importanti e interessanti, ma non vincolanti per l’amministrazione dunque, di fatto, quasi inutili per il bene comune, si è passati ad una variazione di bilancio inserita al primo posto visti i termini in scadenza.

Dopo l’illustrazione dell’assessore Tanchis, ad un certo momento della discussione, il consigliere d’opposizione Michele Pais ha chiesto la verifica del numero legale. Considerato che la cifra dei rappresentanti in aula era sufficiente per continuare coi lavori è stata chiesta una sospensione. Al rientro è scoppiato il caos. Per Pais il presidente Matteo Tedde non ha dedicato lo spazio previsto dalla legge per le dichiarazioni di voto. Tedde ha risposto che invece il tempo era stato concesso. Si è scatenato il putiferio con la seduta che, pare come già previsto, si conclusa intorno alle 20 con un solo punto presentato e votato. Scontri verbali, anche dopo il termine del consiglio, tra maggioranza e opposizione. Intervento anche dei vigili chiesto dall’amministrazione.

Al netto dell’ennesimo scontro andato in scena nella massima assise cittadina, resta piuttosto particolare e inedito il fatto che ancora una volta si sia discusso un solo punto. Un’agire da parte dell’assemblea che non pare andare al pari con le varie urgenze della cittadinanza a partire dalla crisi devastante di un tessuto sociale che vede sempre più giovani emigrare per cercare un lavoro fuori da Alghero e soprattutto coi grandi temi del territori di cui l’aula non pare occuparsi. Senza considerare che, anche oggi, ad inizio dei lavori il numero legale è stato garantito dalla presenza dei consiglieri d’opposizione.

Nella foto il consiglio comunale di oggi

S.I.

Nel video il consigliere Pais che ribadisce di volere votare, mentre il segretario Puledda va avanti:

Esposto ex-caserma: Bruno replica

ALGHERO – “E’ in fase di predisposizione il bando di concessione dei locali dell’ex caserma di via Simon rivolto a tutte le associazioni no profit della città, da destinare a “distretto della creatività”, in linea con quanto deciso dal Consiglio Comunale nella seduta dell’8 settembre scorso e dalla giunta comunale in data 15 giugno 2015. Una destinazione già prevista dal documento unico di programmazione e da precedenti orientamenti comunali”. Risposta dell’amministrazione Bruno alla denuncia riguardo la questione di Res Publica e i problemi di agibilità e altro nello stabile dell’ex-caserma di via Simon.

“Si precisa che la Giunta Comunale presieduta da Marco Tedde, già in data 2 maggio 2007 aveva consegnato in uso una parte dell’immobile dell’ex caserma a favore della “Società per i servizi universitari e la formazione s.c.a rl” per far fronte alle esigenze di spazi della facoltà di Architettura, mentre l’altra parte era già locata all’Istituto Musicale Verdi di Alghero. In quella delibera del 2007 la Giunta Tedde disponeva che la Società Universitaria procedesse, con spese a proprio carico, alle opere di adeguamento, messa in sicurezza, antincendio e impianti elettrici nonché alle spese di manutenzione ordinaria e ai consumi delle utenze elettriche e idriche. Stessa procedura disposta dal Consiglio Comunale nella seduta dell’8 Settembre 2015 che pone a carico delle associazioni concessionarie gli interventi per l’ottenimento di alcune autorizzazioni/certificazioni prescritte, anche a scomputo del canone dovuto. Sulla base di quanto attestato dall’Ufficio Tecnico del Comune, a seguito di sopralluogo del 9 settembre scorso, si precisa che “non risultano evidenti problemi di staticità del fabbricato e pertanto non sono posti rischi per la pubblica incolumità”.

“A tutt’oggi il Dipartimento di Architettura non ha formalmente riconsegnato i locali e risulta sulla base di quanto dichiarato dal dipartimento e da relazione della polizia locale che sono ancora depositati nell’ex caserma “arredamenti, suppellettili e materiale tecnico appartenenti al dipartimento di Architettura come, ad esempio, la sala destinata alla realizzazione di prototipi e modelli che contiene utensili elettrici destinati al taglio del legno e polistirolo”. Con nota in data odierna il direttore del Dipartimento di Architettura mi ha comunicato che intende sgomberare le attrezzature residue di proprietà dell’Università entro 15 giorni e mi certifica che l’Associazione di Promozione Sociale Malerbe è stata autorizzata dal suo dipartimento a svolgere attività culturale negli spazi non utilizzati dell’ex caserma a fine aprile 2014 e fino alla permanenza in quel sito dello stesso dipartimento di Architettura”.

Nella foto l’incontro con le associazioni algheresi riguardante l’ex-caserma

Proroga mensa: Esposito distratta?

ALGHERO – Muro contro muro tra maggioranza e opposizioni. Uno dei tanti terreni di scontro di queste settimane è il regolamento sulla mensa scolastica e il suo relativo appalto assegnato, nel 2010 dall’allora amministrazione Tedde, alla Gemeaz. Sono passati cinque anni. La scadenza è arrivata il 30 giugno 2015, mentre nel settembre c’è stata la proroga di un altro anno a firma dell’attuale Giunta Bruno (come da allegato nell’articolo).

Sul tema, come detto, gli animi si stanno scaldando e non poco. “Leggo – scrive su facebook l’assessore Esposito – come un fatto positivo prendere atto del proprio fallimento amministrativo, quando pronuncia le lamentele sull’inadeguatezza del servizio mensa scolastica la consigliera Salaris dovrebbe guardarsi allo specchio e rivolgere a se stessa queste critiche. Ricordo che l’attuale servizio è un suo “dono”ai nostri bambini (affidato quando era assessore) ma rimedieremo anche a questo, abbiamo iniziato abolendo gli odiosi buoni, continueremo con il nuovo servizio(bando già pubblicato) che partirà il prossimo anno scolastico. Daremo finalmente ai nostri bambini un servizio adeguato e migliorato”.

Alla delegata della Giunta Bruno, in materia di Pubblica Istruzione, e in carica da agosto 2015, risponde proprio Maria Grazia Salaris, leader dell’opposizione consigliare. “L’assessore Esposito sembra una campana stonata, ci costringe a risponderle quando con il nostro garbato intervento volevamo solo chiederle maggiore solerzia nei controlli rispetto al servizio di mensa scolastica. Ancora una volta risponde che ha ereditato qualcosa da qualcuno ma dimentica di ricordare che governa questa città da quattro anni”.

“Vorremo sapere – continua la Salaris – perché a settembre di quest’anno anziché bandire una nuova gara d’appalto per il servizio mensa scaduto a giugno, visto che ricopre il ruolo di assessore dall’agosto del 2014, ha deciso di dare una proroga di un anno alla Gemeaz, fino a giugno 2016 pur reputando il servizio scadente? Forse si è distratta considerato che l’ultima giunta Tedde risale al 2011? O forse dimentica di essere giunta già da un anno e mezzo e prima aver governato col ruolo di Presidente del Consiglio?”

Nella foto una mensa scolastica di Alghero

M.S.R.

La delibera del settemre 2015 con cui la Giunta proroga il servizio per un altro anno
La delibera del settemre 2015 con cui la Giunta proroga il servizio per un altro anno

“L’Esposito dia riposte serie”

ALGHERO – Ancora polemiche sul menù scolastico. Come riportato all’attenzione oggi da Algheronews ci sono stati da subito dei problemi riguardo l’elenco delle pietanze date in pasto alle scuole algheresi. “Per i bambini della nostra città, la giornata di ieri doveva essere una giornata di festa, dopo c.ca quattro mesi infatti riprendeva il famigerato servizio mensa scolastica – scrivono i consiglieri d’opposizione Maria Grazia Salaris ed Emiliano Piras. E poi. “L’assessore Esposito si è premurata di “far evitare la fila” ai genitori stabilendo nelle case degli algheresi con figli in età scolare una nuova scadenza bimestrale ossia una retta scolastica ovviamente senza previsione di rimborsi”.

“Gli algheresi entro la data di ieri si sono recati chi alle poste, chi in banca, chi nei vari tabacchi, con la disponibilità del servizio, per effettuare il pagamento utile per poter usufruire del servizio mensa. Abbiamo comprato tovagliette colorate e festose che i nostri piccoli hanno utilizzato per apparecchiare i loro tavolini in attesa del grande pasto, del grande evento. Si sono trovati di fronte riso in bianco con il liquido”descrizione di un bambino” e bastoncini di pesce un pranzo di una tristezza infinita che ha deluso le loro aspettative e anche le nostre, fra l’altro fuori menù.

“Caro Assessore Esposito le responsabilità della politica vanno ben oltre gli annunci, forse ieri bene avrebbe fatto a fare una telefonata al responsabile della mensa per concordare il rispetto del menù.
Riteniamo che se queste resteranno le condizioni, oltre alle scuse dovute alle famiglie, l’amministrazione dovrebbe immediatamente provvedere al rimborso dei pasti non usufruiti, visto che la maggior parte dei bambini ha trascorso la giornata scolastica di ieri a digiuno. La commissione dei genitori alla quale ella si appella avrà un ruolo molto limitato, considerato che giustamente la responsabilità del servizio è in capo all’amministrazione comunale e nello specifico al suo assessorato”.

La Salaris e Piras chiudono dicendo all’Assessore Esposito che restano “in attesa di provvedimenti seri da parte sua e ci aspettiamo risposte concrete e non come suo solito stizzite, visto che quando affrontiamo questi argomenti non ci dividiamo fra maggioranza e opposizione perchè abbiamo a cuore solo il benessere dei nostri figli”.

S.I.

Agricoltura sull’orlo del baratro

CAGLIARI – Agricoltura sarda sull’orlo del baratro, con troppe vertenze ancora irrisolte. Dalla situazione sul “Refresh” – l’aggiornamento sull’utilizzo dei suoli campestri – che penalizza gli operatori isolani, al blocco delle domande sul piano di sviluppo rurale e sugli aiuti comunitari, con migliaia di pratiche ferme per l’ottenimento dei contributi. Eppoi, la questione sul gasolio agricolo a prezzo pieno. Da qui la mozione del capogruppo regionale di Area Popolare Gianluigi Rubiu. “Le campagne isolane sono strette nella morsa di una crisi difficile da arginare – sottolinea – Non basta la stagnazione economica. Le emergenze che attanagliano gli operatori sono ormai annose. Dalla giunta non è sinora arrivata nessuna risposta”. L’elenco delle criticità è lunghissimo. “Si inizia dal caso Refresh – puntualizza Rubiu – con un’interpretazione ultra restrittiva nell’attribuzione dei codici di pascolamento, cioè dei codici di utilizzo del suolo, che non rispecchiano la realtà sarda caratterizzata da un’alta estensione della macchia mediterranea. Ne scaturisce la conseguente esclusione dai premi di migliaia di ettari di terra. Una beffa. E molti agricoltori sarebbero anche costretti a restituire le risorse già ricevute in seguito a questi parametri”. Non solo.

“Tantissimi operatori rurali hanno i premi comunitari bloccati dal 2008, cioè da 7 anni. E’ un’emergenza che merita priorità assoluta. La Regione non può permettersi di non venire incontro a queste difficoltà che se risolte porterebbero beneficio a tutta l’economia sarda – aggiunge Rubiu – Il comparto non è più in grado di reggere il forte ritardo dei pagamenti dei premi della Pac stimato in decine di milioni di euro>>. Ecco perché è necessaria un’azione forte ed incisiva dell’esecutivo. “Non tralasciamo il gasolio agricolo, pagato a prezzo pieno per le inefficienze della Regione e altre criticità che ostacolano la ripresa dell’agricoltura isolana – conclude Rubiu – Occorrono provvedimenti urgenti per far uscire l’agricoltura dal pantano in cui si trova”.

S.I.

Res Publica: esposto in Procura

ALGHERO – Res Publica deve essere sgomberata dall’ex-caserma dei carabinieri. Lo chiedono, agli enti preposti, con un documento alcune forze politiche che hanno firmato un esposto. Una denuncia “relativa all’occupazione senza titolo e priva dei requisiti di agibilità dell’immobile ex caserma dei Carabinieri, presentata da Marco Tedde (Forza Italia), Giuliano Tavera (PSD’Az), Maurizio Pirisi (Forza Italia), Michele Pais (Forza Italia), Andrea Delogu (Forza Italia), Emiliano Piras (Nuovo Centro Destra), Nunzio Camerada (Forza Italia), Maria Grazia Salaris (Nuovo Centro Destra ), Gianfranco Langella (Fratelli d’Italia). I destinatari sono la Procura della Repubblica, Procura Generale della Corte dei Conti, Comandante della Stazione dei Carabinieri di Alghero, Vigili del Fuoco e Dirigente Demanio del Comune di Alghero.

Uno scritto piuttosto circostanziato, con allegati anche degli articoli, delibere e altri documenti, utili, secondo i firmatari, a comprovare principalmente che quella struttura non è agibile e sussiste un serio pericolo per gli occupanti e chi la frequenta. A questo si aggiungono gli altri presunti reati indicati dai firmatari nella loro denuncia che non potrà non avere dirette conseguenze politiche anche in seno all’amministrazione visto che, ad oggi, non c’è stata un indicazione di sgombero nonostante sia stato detto in aula e indicato in delibera che la struttura non è consona per ospitare tale iniziative. A questo si aggiungono anche le differenze di vedute nella maggioranza che pare abbiano causato più di una frizione, ad esempio, tra Udc e altri alleati. Ma ad oggi niente era accaduto, fino questo deflagrante scelta.

Ecco il documento integrale:

“Preme ai sottoscrittori esponenti politici cittadini all’attenzione le conseguenze che potrebbero derivare dall’occupazione illecita dell’ex-caserma dei carabinieri di Alghero, con ingressi in via simon e dalla piazza pino Piras, di proprietà del comune di Alghero. Un bene pubblico che per decenni è stato un presidio di legalità – posto nella zona più pregiata del centro storico e acquistato dall’amministrazione utilizzando cospicui fondi pubblici – , privo di agibilità e utilizzando in modo affatto improprio da soggetti che lo detengono in assenza di titolo nell’indifferenza complice dell’amministrazione comunale.

Secondo quanto si apprende da un articolo di Sarda News il 1 maggio 2014 l’ex-caserma è stata occupata da un gruppo di persone che intendevano realizzare una “realtà autogestita”, alla stregua dell’ex-Questura di Sassari, sgomberata lo scorso settembre 2014. All’inizio erano ospiti della facoltà di architettura e inizialmente, a dire loro, l’amministrazione era in disaccordo sulla loro occupazione, ma successivamente avrebbe “concesso” l’uso dello spazio. Concessione, invece, ai sottoscritti risulta non sussistere.
All’interno dello stabile viene effettuata, tra le altre cose, vendita di prodotti, mercatini non meglio identificati, somministrazione di alimenti e bevande, teatro e musica. Inoltr, l’immobile ospita una surreale “caffetteria popolare” e funge da alloggio per persone. Insomma, una sorta di “centro commerciale” abusivo con attività di somministrazione e alloggio, intrattenimento e svago e ricreative. Nell’ottobre dello scorso anno, a seguito della denuncia pubblica di alcuni esponenti politici, l’assessore comunale Esposito dichiarava che con gli occupanti s’era aperto un dialogo, e che gli stessi avevano manifestato “piena disponibilità a lasciare l’immobile”. Da ciò derica l’assoluta conoscenza dell’amministrazione dell’occupazione abusiva.

Con delibera n.57 dell’8 settembre 2015 il Consiglio Comunale decideva di destinare l’immobile a distretto della creatività, dando atto in modo burocraticamente eufemistico che “si rendono necessari alcuni interventi per l’ottenimento di alcune attestazioni/certificazioni previste”. Cioè a dire: è inagibile e non possono essere esercitate le attività oggi presenti. Fatta questa premessa, emerge con nitidezza che il bene da oltre un anno è stato sottratto alla sua destinazione pubblica ed è occupato da privati a titolo gratuito in assenza di titolo concessorio, con notevole danno erariale. Al riguardo, parrebbe che gli occupanti non paghino le bollette per la somministrazione di acqua ed energia elettrica le cui utenze sono intestate all’amministrazione. Ma è altrettanto evidente che all’interno del bene occupato, nell’indifferenza complica dell’amministrazione, si svolgono attività di spettacolo, intrattenimento e svago, commercio e artigianato, alloggio e somministrazione in difetto di certificazioni di agibilità e di rispetto di requisiti autorizzativi ed igienico sanitari.

In definitiva, si pongono seri problemi per l’incolumità degli occupanti e degli ospiti, oltre che per pubblica igiene. Alla luce di queste brevi considerazioni i sottoscrittori chiedono alle autorità in indirizzo, ciascuna per le rispettive competenze, che intervengano con l’urgenza del caso per fare cesare l’occupazione illecita e le attività esercitate in modo illegittimo e verificare l’esistenza di danni per l’erario. Ciò al fine di tutelare il patrimonio pubblico, la pulica igiene e l’incolumità fisica delle persone, oltre che di accertare fattispecie non conformi al diritto e dannose per l’erario pubblico.”

Stintino ha il suo Puc

STINTINO – Il piano urbanistico comunale di Stintino è diventato esecutivo a tutti gli effetti. L’avviso della sua entrata in vigore è stato pubblicato a pagina 9 del bollettino ufficiale della Regione autonoma della Sardegna numero 44, datato 1° ottobre 2015. Si conclude quindi ufficialmente l’iter di entrata in vigore ed è già disponibile, sul sito web del Comune di Stintino, la documentazione, con tutte le tavole, le schede, le relazioni e i diciassette progetti speciali. Il nuovo Puc, il cui percorso arriva a conclusione dopo sette anni di lavori, manda così definitivamente in pensione il vecchio piano regolatore ereditato dall’amministrazione sassarese e che risaliva alla fine degli anni Ottanta. «Finalmente si conclude un lungo iter – afferma il sindaco di Stintino Antonio Diana – e ci dotiamo di uno strumento fondamentale per lo sviluppo del nostro territorio». Quattro gli obiettivi del Piano: ambiente, paesaggio e campagne da salvaguardare con politiche attive; patrimonio storico culturale; recupero degli squilibri territoriali, gestione cicli ecologici e sistema insediativo; energie rinnovabili. Obiettivi che sono stati analizzati e ampliati dall’ufficio del piano, durante tutti questi anni di lavoro, e che hanno portato a una pianificazione del territorio.

«Il Puc – riprende Antonio Diana – porta a uno sviluppo equilibrato, con un recupero armonico dell’esistente quindi delle zone degradate». Il sindaco, inoltre, ricorda come «questo Puc porta a una riduzione delle volumetrie sull’intero territorio comunale. Si crea, poi, un vero e proprio equilibrio tra le diverse vocazioni di Stintino, si contempera ambiente e territorio, si favoriscono le attività, lo sviluppo il recupero dei vecchi mestieri in chiave moderna». Sta proprio qui la forza dei progetti speciali che tendono a rafforzare l’identità del paese, «che vogliamo moderno ma che deve mantenere la sua identità marinara e la sua storia lunga 130 anni, quindi consolidare la vocazione turistica», aggiunge ancora Antonio Diana.

Uno dei fiori all’occhiello del Piano è il progetto speciale “prima casa”. Fortemente voluto dall’amministrazione comunale, è considerato un tassello utile allo sviluppo delle politiche per la famiglia, per i giovani e per l’espansione anche demografica del paese. Un progetto che l’amministrazione sta già avviando nell’area dell’Ovile del mercante e che, in futuro, è previsto si realizzi anche a Pozzo San Nicola. E il piano un occhio di riguardo lo volge proprio alla borgata alle porte del territorio, dove sono previste piccole strutture ricettive e zone sportive. Tra i progetti speciale una menzione particolare la merita quello sulla Pelosa e la salvaguardia della spiaggia. Un progetto che l’amministrazione comunale stintinese farà partire dall’autunno 2016 e che, grazie a una serie di finanziamenti del Ministero e della Regione, consentirà l’eliminazione della strada asfaltata che ha tagliato a metà le dune.

Nella foto Stintino

S.I.