Flop treno: Re Magi a mani vuote

ALGHERO – “Parafrasando una nota canzone di Celentano, il treno dei desideri del Nord Sardegna nei pensieri di Pigliaru all’incontrario va”. Lo ha dichiarato Marco Tedde, vicecapogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale. “Mentre si assiste alla desertificazione politica, economica e istituzionale del territorio, i sindaci di Sassari e di Alghero vanno a Cagliari e tornano con un treno in ritardo e sola andata, rischiando di essere ricordati come i complici politici di un disegno neocentralista, nazionale e regionale”.

“Nel frattempo chiudono le sedi del giudice di pace,i tribunali, la sezione staccata della corte d’Appello, scappano le compagnie aeree low cost e si delinea un sistema degli Enti Locali penalizzante per l’area che rappresentano. Avrebbero dovuto lasciare soli i “re Magi a mani vuote” della Giunta regionale e invece hanno partecipato alla pantomima del viaggio di un treno veloce solo per definizione “democratica”. Lo ha dichiarato Marco Tedde, vicecapogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale.

Pd-Bruno: bis. Nuova fase o addio

ALGHERO – Sembra un percorso amoroso quello tra Pd e Mario Bruno. Dopo essere stati sposati, c’è stato l’amaro divorzio, sono volati gli stracci, e adesso potrebbe partire una nuova storia. L’attrazione pare non mancare, anche se il rapporto resta molto difficoltoso. Del resto, ritornando nell’arena politica, il Partito Democratico è stato (è) l’oppositore più duro del sindaco e della sua amministrazione. Per questo è difficile pensare che ad un tratto venga riposta l’ascia di guerra per passare ad un rapporto tutto rose e fiori.

Ma in attesa di capire se sarà di nuovo amore, il sindaco e il segretario Mario Salis si sono rivisti. Questa volta a Sant’Anna e non nella segreteria di via Mazzini come avvenuto lo scorso 17 novembre. Dunque un qualcosa di appena più ufficiale e vicino alle dinamiche amministrative anche se pare essere andati molto avanti. “Si, c’è stato un incontro interlocutore – conferma Mimmo Pirisi – e gli incontri riprenderanno nei prossimi giorni con calma, noi non abbiamo fretta, il solco, il percorso è tracciato”. Dalle parole del capogruppo democratico emerge un certo ottimismo anche se subito dopo addrizza il tiro, “la segreteria cittadina si è riunita ieri, finita a tarda notte, ha confermato il mandato a Salis al fine di continuare il percorso intrapreso con il Sindaco in linea con quanto tracciato dal partito nelle settimane scorse e concordato con gli organismi superiori”. Ovvero, come ribadito più volte dall’altro consigliere comunale Enrico Daga, azzeramento di tutte le posizioni in seno all’amministrazione e apertura alle altre forze politiche di opposizione.

Secondo indiscrezioni Bruno sarebbe anche pronto ad accettare quanto dettato dal Pd. Non ci sono più scuse. Il tempo stringe e la città, su numerose questioni, alcune anche prioritarie (vedi appalto igiene urbana) è allo sbando. Come ribadito nelle scorse settimane, le parti in causa hanno ipotizzato una ripartenza, una fase due del governo cittadino finalizzata a raggiungere gli obiettivi primari per la città. Un traguardo non facile da tagliare, ma degli spiragli paiono esserci. “Ancora è presto per poterlo dire ci sono dei presupposti positivi ma devono essere tutti verificati con calma”, commenta Pirisi. Questo ottimismo, però, cozza con la non evidente volontà del sindaco di azzerare tutto e soprattutto con la certa indisponibilità delle altre forze di minoranza di aprire questa nuova fase. “Troppo pregiudicata da tanti errori e fallimenti, questa amministrazione, per poter ripartire, sarebbe politicamnete un “suicidio di massa”, dicono alcuni esponenti di minoranza. L’Udc non ne vuole neanche sentire, Ncd pare lo stesso, Forza Italia non ne parliamo nemmeno. 5 Stelle non fanno alleanze.

Più che un ipotesi, parrebbe un utopia. D’altra parte, com’è noto, la politica può tutto e infatti dall’incontro è emersa anche l’indicazione del sindaco di non voler perdere tempo. Attuare immediatamente questa verifica e se ci sono i margini, agire subito. Nessuna crisi al buio, ma nell’eventualità di un accordo, subito la ripartenza. Qualcuno, nel caso, dovrà fare parecchi passi indietro. Altrimenti non è chiaro cosa voglia fare Bruno. Del resto le sue carte a disposizione sono finite. O si allarga la maggioranza o, nonostante i proclami e le rassicurazioni, in 13 (12 effettivi) non si va molto avanti. Chissà, nel frattempo ad Alghero si naviga a vista e in un periodo di mare in tempesta non è per nulla positivo.

Nella foto (di 4 anni fa) il segretario del Pd Salis, il senatore Silvio Lai, il sindaco Bruno e il consigliere comunale Daga

S.I.

“Loro mentono, noi mettiamo ordine”

ALGHERO – “Non amo ribattere per partito preso alle note stampa di consiglieri o gruppi politici, ma quando alle quotidiane inesattezze che ormai si leggono con disarmante facilità nei più disparati organi d’informazione si sommano pacchiane ricostruzioni di realtà fantastiche il silenzio non basta”. Cosi Giusy Picone, della lista “Per Alghero”, risponde ai Riformatori Sardi riguardo il tema dell’addio del Giudice di Pace in relazione alle scelte di Bilancio dell’amministrazione.

“E’ il caso dell’ultima nota dei Riformatori, che con audacia linguistica e sintattica accostano obblighi di bilancio, quale è la costituzione del Fondo Crediti di dubbia esigibilità, con fantomatici condoni a tutto vantaggio di altrettanto fantomatici evasori che avrebbero addirittura portato all’impossibilità di garantire agli algheresi per il futuro il servizio del Giudice di Pace. Insomma, si capisce il gioco di ruoli dell’opposizione, anche di quella che si è autoproclamata opposizione senza passare per le urne, ma c’è un limite oltre il quale per dignità e onestà non si può andare. Pensare di scrivere così tante imprecisioni tutte insieme è un’offesa all’intelligenza dei cittadini, che hanno, oltre all’intelligenza una serie di canali d’informazioni che consentono di verificare e comprendere che si tratta di inesattezze”.

“Si capisce che si voglia a tutti i costi andare contro un’amministrazione che, tra mille difficoltà ereditate, soprattutto ma non solo, in tema di bilancio, tenta di mettere ordine nel caos finanziario al quale anche i Riformatori hanno contribuito a generare nei lunghi anni di governo cittadino, come nel caso dei discutibili e chiacchierati milioni di residui attivi costruiti a tavolino dalle loro amministrazioni per far quadrare conti sempre meno veritieri. Lo ha detto anche recentemente la Corte dei Conti ma forse non è arrivato nelle loro orecchie. Ma è arrivata nelle orecchie dei cittadini. Non è con le bugie che si contribuisce a far crescere la città, non è con un’opposizione incontrollata che ci si candida o si concorrre al cambiamento”.

Nella foto Giusy Piccone, consigliera comunale “Per Alghero”

S.I.

“Bruno sfida e non rispetta l’Aula”

ALGHERO – “Oramai siamo talmente fuori da ogni regola democratica che a fronte di quasi 40 punti da discutere, il sindaco di buon mattino indica cosa deve e non deve discutere il Consiglio”. Non usa mezze parole il consigliere comunale Michele Pais per evidenziare la stranezza di apprendere i punti in discussione attraverso il profilo facebook del sindaco. Elenco, come da normative, si presume deciso con gli altri capigruppo. Ma, com’è noto, chi decide è la maggioranza. Seppur risicata. E Pais ritiene la scelta di ridurre a pochi punti un enormità di questioni da discutere un assoluto sgarbo istituzionale.

Ma non solo. Per Pais “le parole del Sindaco suonano come una sfida al Consiglio se non come una chiara dichiarazione di guerra”. Per l’esponente di opposizione il Primo Cittadino “detta l’ordine del giorno della Giunta e ne guida l’operato” e allora tuona “ma impari a rispettare il ruolo dell’Assemblea comunalea, anche se fin ora ha dimostrato di non riservare alcuna considerazione. Ciò finché, e succederà, quella stessa assemblea che snobba, non lo manderà a casa. E succederà”.

Nella foto Michele Pais

S.I.

Bruno: odg Consiglio. Stampelle in aula?

ALGHERO – Nonostante sia dicembre, il clima politico ad Alghero è rovente. Se l’ultimo mese dell’anno sta garantendo comunque temperature quasi primaverili, quello dell’arena politica segna il livello massimo del termometro. Infinite le questioni e i casi esplosi in questi mesi. Ovviamente gli occhi sono puntati sul Consiglio Comunale dove, dopo l’uscita dalla maggioranza dell’Udc, la compagine a sostegno di Mario Bruno conta solo un consigliere in più rispetto alle opposizioni: 13 a 12. Questo fa si che le commissioni, a parte quella finanze, siano bloccate o comunque vanno avanti grazie al mantenimento del numero legale da parte delle opposizioni. Una situazione mai vista. Totalmente inedita. Ovviamente chi mantiene il numero in commssione, a questo punto, dovrebbe essere conseguente anche in Aula votando positivamente i provvedimenti dell’amministrazione e dunque, di fatto, annunciare il passaggio in maggioranza.

Per adesso, nonostante quanto spiegato pubblicamente, con la proposta di azzeramento del Partito Democratico, rifiutata dal sindaco, i consiglieri dem restano con le forze di minoranza. Ma nella prima seduta utile, post uscita Udc, Pirisi (Pd) ha votato con la maggioranza. Non solo lui. Anche il candidato a sindaco di 5 Stelle Porcu. Entrambi, con nota ufficiale e da facebook, hanno spiegato che si tratta “solo di buon senso e di scelte legate ai provvedimenti proposti”. Vedremo cosa accadrà da stasera in poi. In molti sono curiosi di capire se Bruno riuscirà o meno ad allargare la proprio maggioranza. Anche perchè con questi numeri, come ricordato dai Riformatori Sardi, si può fare solo l’ordinario e nient’altro. Il Puc, ad esempio, e non solo, è solo un’utopia.

Intanto oggi, come detto, riprende il Consiglio Comunale. Ed è lo stesso Mario Bruno a pubblicare, tramite il suo quotidiano “bon dia” su facebook, dunque in maniera piuttosto inedita, l’ordine del giorno e in particolare i soli punti che verranno discussi in aula: “assestamento di bilancio, comodato per i locali alla Generalitat de Catalunya che in linea con la politica di apertura di uffici di rappresentanza in Europa ha aperto quest’anno anche l’ufficio in Italia a Roma e ad Alghero, mozione su Ryanair, interrogazione su in Alghero in house, comunicazioni su depuratore e vasche di polmonazione”.

Nella foto il Consiglio Comunale di Alghero

S.I.

“Nessuna rinuncia alle città-medie”

ALGHERO – Risposta in tempo reale da parte del Sindaco Bruno riguardo la questione della riforma degli enti locali che vedrebbe Alghero esclusa anche dall’eventuale creazione delle, cosi dette, “Città-Medie”.

“In riferimento ad ad alcuni articoli di stampa, confermo che Alghero non ha deciso a priori di entrare a far parte in un’Unione di Comuni con Sassari, e qualora ci fosse una norma che apre alla possibilità di creare “Città Medie” ne rivendica con pieno diritto la titolarità. Non ho letto alcun emendamento e nessun atto formale in tal senso, ragion per cui da parte di Alghero non c’è nessuna rinuncia, tutt’altro. Ho il mandato del Consiglio per rivendicare una simmetria istituzionale tra Sassari e Cagliari in un’ottica di uguaglianza tra cittadini sardi, mantenedo la centralità dei municipi”.

Nella foto il sindaco a Sant’Anna

S.I.

Declino Alghero: urge reagire tutti

ALGHERO – Uno stillicidio di notizie negative mai visto. Mazzate su mazzate, schiaffi e ancora schiaffi. Oramai non è più possibile non pensare che ci sia un disegno contro Alghero e più in generale contro il territorio del Nord-Ovest della Sardegna. Ma, in particolare, è evidente una serie di azioni volte a marginalizzare la Riviera del Corallo: porto, tribunale, aeroporto, giudice di pace, ryanair, sanità, depuratore e tanti altri temi tra qui quello fondamentale della riforma degli enti locali. Tematiche che vedono il centro catalano soccombere come mai si era visto. Pesa la totale incosistenza dell’azione amministrativa dell’attuale governo cittadino soprattutto in riferimento ai luoghi decisionali. Ultima bastonata, la notizia che Alghero non rientrebbe neanche nel “contentino” delle “città medie metropolitane”, quando

E’ il consigliere regionale Marco Tedde a porre in evidenza il nuovo smacco. “secondo indiscrezioni pare che Pigliaru abbia deciso di escludere Alghero dal novero delle “città medie” che in futuro dovrebbero avere un ruolo da città “semi metropolitane”. Al di la della pagliacciata di questa riforma, appare chiaro che il sindaco di Alghero non ha difeso gli interessi della comunità algherese. Mentre gli altri sindaci discutevano con Pigliaru ed Erriu del futuro delle loro comunità il sindaco di Alghero Mario Bruno era nel nord Italia per partecipare ad un convegno”.

“E non so se lunedì sia andato alla riunione dei sindaci: lo accerteremo. In aula lotteremo con le unghie e con i denti per difendere Alghero. Ma la situazione è sempre più difficile. Nell’indifferenza di Pigliaru e Bruno perdiamo Ryanair, il Tribunale e il Giudice di Pace, Architettura rischia di chiudere, non si parla di chimica verde e Alghero rischia di essere relegata nell’insignificanza. Una vera e propria disfatta su tutti i fronti. Occorre reagire. Ma tutti”.

Nella foto l’incontro sull’area metropolitana all’Hotel Carlos V

S.I.

“Alghero tradita da Mario Bruno”

ALGHERO – “La chiusura del Giudice di Pace di Alghero rappresenta un fatto gravissimo ma, ancora peggio, è assolutamente inqualificabile, il modo attraverso il quale questo è avvenuto. Alghero è stata tradita da chi più di chiunque altro ha il dovere di difenderla, il suo sindaco, Mario Bruno”. Nuovo Centro Destra e Partito Sardo d’Azione all’unisono ritengono l’attuale sindaco totalmente responsabile dell’ennesimo schiaffo preso da Alghero. Com’è noto riguarda la perdita del Giudice di Pace.

Il danno economico, il disagio per i cittadini, la perdita di una funzione essenziale come quella dell’esercizio della giustizia, sono solo alcuni degli aspetti sconcertanti di questa vicenda gestita in solitario da Mario Bruno, il quale non ha calcolato oltre che questi aspetti anche altre conseguenze che la sua scellerata scelta comporterà , e che certo non è giustificata dal risparmio di qualche decina di migliaia di euro”.

“Come fa un sindaco a non tenere conto che l’attività del giudice di pace, fra udienze civili e penali, coinvolge tanti nostri concittadini che adesso saranno costretti a recarsi a Sassari, con spese dirette e indirette che graveranno solo sulle loro tasche. Soprattutto su Alghero gravita anche l’utenza di molti paesi vicini e per diverse attività economiche questo rappresenta una boccata di ossigeno durante tutto l’arco dell’anno, e infine che Alghero perdendo questa funzione smette di essere un punto di riferimento per il territorio venendo sempre di più marginalizzata”.

“Queste sono le conseguenze dirette della scelta sconsiderata del sindaco, ma ciò che è altrettanto grave è che il sindaco Bruno abbia scelto da solo, in segreto ed in contrasto con quanto deliberato dal consiglio comunale, alla faccia della condivisione, della partecipazione e del confronto, con alcune letterine inviate al ministero il quale le ha poste a fondamento della soppressione. Un tale comportamento non può che essere definito “inqualificabile” e offensivo anche per la carica che ricopre”.

“Ci sono altri due aspetti però che devono essere sottolineati: quello della fiducia e quello della credibilità. Come può una comunità aver fiducia in un sindaco che fa le cose di nascosto, forse con la speranza di non essere scoperto, senza consultare nessuno ed in dispregio delle più elementari regole democratiche? Ed infine come fa un sindaco a difendere la propria città di fronte ad altre istituzioni quando lui per primo fa scelte che ne impoveriscono il tessuto economico, sociale e culturale?”

“Al di là della valutazione nel merito e delle diverse posizioni politiche, Mario Bruno non deve sottovalutare le conseguenze del suo atto perché sono rivelatrici di comportamenti che minano alla base la fiducia, il rispetto e la credibilità verso la propria comunità di chiunque faccia politica, ma del sindaco più di chiunque altro”.

Nella foto l’Ncd in aula

S.I.

Museo off: da Bruno solo promesse

ALGHERO – “Oramai i “bla bla bla” del sindaco e dell’assessore alla cultura non destano nemmeno più stupore, visto quanto è diventata la normalità organizzare conferenze stampa, fare annunci, post su facebook, promettendo grandi cose, senza mai che a queste promesse segua un fatto o un’azione concreta.
Era appena due mesi fa, il giorno della famosa e scellerata conferenza stampa con la quale, con dispregio del consiglio comunale (e, aihmè della normativa) si annunciava l’acquisto del terreno a Palmavera e alla presenza della sovrintendente l’apertura del Museo della Città”. E’ il portavoce di Forza Italia, Andrea Delogu, a ritornare su un tema, l’ennesimo, che secondo le promesse elettorali avrebbe dovuto qualificare l’amministrazione attuale e invece, anch’esso, è al palo.

“Il patrimonio culturale della città cresce e si rafforza e dal prossimo 8 Dicembre Alghero e i suoi visitatori avranno a disposizione il Museo della Città, pronto e fruibile per le prossime festività natalizie” queste erano state le parole del sindaco. Parole appunto, soltanto, per l’ennesima volta parole, buone per i media o per i social, così come quando a maggio si fece un’inaugurazione farlocca del Museo che non c’è. Eppure non è che Bruno e la Esposito non abbiano avuto il tempo, sia da quando sono direttamente al governo della città (18 mesi oramai) sia precedentemente allorchè amministravano insieme a Lubrano”.

“L’autorizzazione per l’apertura del Museo archeologico è giunta nel febbraio del 2012, più di tre anni e mezzo fa? Come è possibile che ancora oggi non si riesca a garntirne l’apertura? per più di due anni sembrava che la colpa fosse di un’infiltrazione d’acqua e di una perdita sul tetto, ebben è stata riparata più di un anno, con una spesa minima, e non, come si era fatto credere precedentemente, altissima”.

“Che è successo da allora? Perchè sindaco ed assessore non riescono a far seguire alle parole (Tante) i fatti? Una risposta ce l’avremo anche e si chiama “incapacità amministrativa”, ma sappiamo che i nostri attuali amministratori sono molto permalosi e che si offendono facilmente, per cui ce la teniamo per noi, insieme alla speranza che quanto prima il Museo della Città venga finalmente aperto, e che si inizino a risolvere le tante criticità del settore culturale, perchè è arrivato ill momento, dopo tre anni, di cambiare marcia, per ricreare un sistema culturale e di promozione del territorio in grado davvero di valorizzare Alghero”.

Nella foto l’interno del Museo della Città

S.I.

“Giudice di Pace: incapacità di Bruno”

ALGHERO – “Con l’inaccettabile atteggiamento populista di condonare 9,6 milioni di euro agli evasori, il sindaco di Alghero si è trovato oggi a dover dichiarare di non avere la disponibilità per garantire agli algheresi il servizio del Giudice di Pace”. Cosi i Riformatori Sardi di Alghero che puntato il dito contro il sindaco Bruno per l’ennesimo schiaffo ricevuto. Si parla del Giudice di Pace, ma il partito di Salvio e Balzani mette in evidenza un altro aspetta molto inquietante: “lo si evince dall’analisi del Bilancio di Previsione 2015, documento in cui si può verificare la decisione dell’amministrazione comunale di “parcheggiare” gli oltre 9 milioni di euro di crediti certi, in un fondo dalla dubbia esigibilità”.

“In pratica si è preferito non organizzare la riscossione coattiva di tali tributi, scelta che sarebbe stata impopolare per un sindaco che vive di “mi piace” su Facebook, e quindi, per tamponare, si è dovuto ricorrere all’aumento della tassa di soggiorno, imposta a carico dei turisti. Con questo ennesimo atto di mala gestione delle risorse e dei servizi al cittadino il vaso ha traboccato la misura e le conseguenze ricadono pesantemente sull’intera cittadinanza. Probabilmente quando il Sindaco di Alghero comunicava con enfasi ai cittadini di aver “ripulito” il bilancio, non aveva intuito i problemi a cui sarebbe andato incontro senza un parallelo progetto di redistribuzione strategica delle risorse disponibili”.

“Arrivati a questo punto e considerate le difficoltà oggettive dell’attuale fase storica, in cui la giunta Bruno vacilla sotto i colpi di una crisi intestina che ne paralizza pesantemente le capacità operative, i Riformatori di Alghero ritengono giunto il momento in cui il Sindaco si faccia responsabilmente da parte per ridare nuovamente la parola, ed il voto, ai cittadini, i quali, si spera vorranno mettere nell’urna i nomi di uomini più capaci e competenti”.

Nella foto l’interno di un aula giudiziaria

S.I.