“Pais ha poche idee, ma confuse”

ALGHERO – “Il comune di Alghero fa ciò che dice la legge: pagherà quanto dovuto nei casi di risoluzione anticipata del contratto di affitto. Il che non dovrebbe essere così difficile da capire”. Cosi l’assessore alle Finanze Gavino Tanchis che replica agli ultimi due attacchi da parte del consigliere d’opposizione Michele Pais.

“La smania compulsiva del consigliere Pais di apparire ad ogni costo invece, anche a discapito della verità, gli ha precluso l’orizzonte del ragionamento, diversamente avrebbe compreso che il recesso dal contratto di locazione per i locali in uso al Giudice di Pace, tempestivamente esercitato dall’amministrazione con lettera raccomandata nei giorni scorsi, comporta ugualmente il pagamento dei canoni anche per i mesi successivi”.

“Se poi fosse davvero stata sua premura contribuire ad assecondare le risorse per coloro che hanno subito incolpevolmente lo sfratto, non avrebbe esitato a votare o a fare ostruzionismo sull’ultima votazione della variazione di bilancio in Consiglio che comprendeva, tra i molteplici interventi economici destinati a coloro che versano in difficoltà, anche quei fondi. Benché le poche idee, ma confuse, del consigliere Pais lo abbiano da tempo condannato a non essere credibile, non potevo esimermi dal non replicare alle vuote elucubrazioni che stanno contraddistinguendo il suo mandato da consigliere”.

Nella foto l’assessore Tanchis

S.I.

Consiglio a Cagliari. Soccorso a Bruno

ALGHERO – Come chiesto dall’Aula, il Consiglio Comunale di Alghero è stato convocato per domani, 16 dicembre a Cagliari, davanti al Palazzo della Regione in via Roma, per manifestare la propria disapprovazione riguardo la riforma degli Enti Locali voluta dal Presidente Pigliaru. Nello specifico si chiede più attenzione ai territori, in particolare al Nord-Ovest dell’Isola, con l’Istituzione di un’area metropolitana anche a Sassari

Nel frattempo il Consiglio, nel pieno delle sue funzioni, dovrebbe essere convocato per sabato 19 e lunedi 21. Date particolari, a quanto pare, sempre per andare incontro alle esigenze della maggioranza al fine di avere la garanzia di poter raggiungere il numero 13 rispetto i 12 dell’opposizione. Un solo esponente in più che, tecnicamente, non permettebbe di fare svolgere le commissioni dove, con l’uscita dell’Udc, la maggioranza non avrebbe il numero legale (a parte quella alle Finanze). D’altra parte è accaduto che, alcune porzioni dell’opposizione, in particolare Pirisi del Pd e i consiglieri del movimento 5 Stelle, hanno garantito la possibilità di svolgere i lavori con la loro presenza.

Nella foto il Consiglio Comunale

S.I.

In-house in Regione: garanzie

CAGLIARI – Norme di salvaguardia più stringenti per i dipendenti e i precari delle Province, proroga dei contratti a tutto il 2016 per i lavoratori delle società in house. Sono queste le principali richieste formulate dai sindacati alla Commissione “Autonomia” del Consiglio regionale alla vigilia del dibattito sul Dl 176 sul riordino degli Enti locali che da domani sarà all’attenzione dell’Aula. Il parlamentino, presieduto da Francesco Agus, ha sentito i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil, preoccupati per il futuro del personale degli enti intermedi.

“Il testo di legge in nostro possesso prevede un generico richiamo alla Delrio sulle tutele per il personale – ha detto il segretario della Cisl Funzione Pubblica Davide Paderi – ci sembra una posizione debole, è urgente prevedere clausole di salvaguardia più forti. Ancora non conosciamo il testo definitivo della riforma, ci aspettiamo un pronunciamento chiaro da parte della Giunta regionale. Sui posti di lavoro intanto sale la tensione, i lavoratori sono preoccupati per il loro futuro anche alla luce delle notizie che arrivano da altre regioni d’Italia dove l’attuazione della riforma nazionale non sta dando i risultati sperati”.

Fulvia Murru della Uil Funzione Pubblica ha invece chiesto garanzie sul mantenimento dell’articolo 71 del Disegno di legge (Conservazione del trattamento giuridico ed economico per i dipendenti delle province trasferiti ad altri enti) e chiarezza sulle risorse finanziarie che la Regione destinerà al passaggio delle funzioni dalle province alle Unioni dei Comuni. “Deve essere rispettato il principio che il personale segue le funzioni – ha rimarcato Murru – questo deve valere anche per i lavoratori delle società in house che finora hanno assicurato lo svolgimento dei servizi essenziali per i cittadini”.
Su questo fronte è intervenuto anche il segretario della Cgil Funzione Pubblica Antonio Cois che ha chiesto di prevedere una proroga dei contratti almeno fino al 31 dicembre 2016 per le società in house: “Questo provvedimento darebbe serenità ai lavoratori e garantirebbe la continuità dei servizi in attesa che la riforma degli enti locali entri a regime”.

Sulla situazione drammatica delle società in house si sono soffermati anche Giuseppe Atzori (Fisascat Cisl) Vincenzo De Monte (Uil) e Sergio Codonesu (Cgil). Per molti lavoratori– hanno ricordato i rappresentanti sindacali – i contratti scadranno nei prossimi giorni. Nessuno dei commissari delle Province ha dato finora indicazioni per le proroghe, alcune società hanno già avviato le procedure di licenziamento collettivo. “C’è bisogno di tempo perché la riforma diventi operativa – ha sottolineato Codonesu – occorre trovare le risorse per assicurare la continuità dei servizi altrimenti tutte le società in house saranno costrette a chiudere con conseguenze gravi per tutti i cittadini”.
Nel dibattito sono intervenuti i consiglieri Mario Floris, Walter Piscedda, Piero Comandini e Salvatore Demontis. Il presidente Francesco Agus ha garantito l’impegno della Commissione per assicurare la continuità dei servizi svolti finora dalla Province: “La Regione – ha ricordato Agus – ha dovuto subire le conseguenze di una riforma decisa a livello nazionale che ha comportato tagli pesantissimi per le province. L’obiettivo ora è lavorare in sintonia con la Giunta e i parlamentari per arrivare ad una soluzione condivisa”.

Agus ha auspicato l’accoglimento della proposta emendativa presentata in Parlamento alla Legge di Stabilità che prevede il superamento del precariato e l’estensione del contributo da 400 milioni di euro, stanziato a favore delle province delle Regioni a Statuto ordinario, anche per gli enti intermedi delle Regioni a Statuto Speciale (consentirebbe alla Sardegna di ottenere una dotazione di 15 milioni di euro). Il presidente, infine, ha concordato sul fatto che anche i lavoratori delle società in house debbano seguire le funzioni: “Il principio deve valere anche per loro. La totalità delle funzioni e delle competenze su scuole, ambiente e strade rimane alle province e i servizi legati a questi settori sono in capo alle società in house. Il testo che domani andrà in Aula si occupa del riordino degli Enti Locali e non tratta la materia finanziaria. L’ultima Conferenza Stato-Regioni ha chiarito che le norme sulla riduzione di spesa per il personale non si applicano alle Regioni a Statuto Speciale. La speranza – ha concluso Agus –è che la Legge di Stabilità metta a disposizione le risorse finanziarie necessarie a garantire il funzionamento del sistema degli Enti Locali.

Nella foto il Consiglio Regionale

S.I.

Pais denuncia: tutti i documenti

ALGHERO – Come anticipato da da Algheronews.it, il consigliere comunale Michele Pais ha denunciato l’amministrazione per quanto riportato in aula dall’assessore Tanchis riguardo la scelta di rinviare, per la pressione di parte dell’opposizione, l’approvazione della delibera sui fondi da stanziare per le gravi disabilità. Un tema molto delicato che ha visto anche esplodere su facebook una forte polemica con gli interventi censori degli esponenti politici locali Antonio Camerada e Angelo Caria che hanno criticato le parole del delegato della Giunta Bruno.

ECCO TUTTI I DOCUMENTI DELLA DENUNCIA:

Verbale esposto:
Verbale Esposto Carabinieri

Querela:
Ill.mo Sig. Procuratore della Repubblica
Presso il Tribunale di Sassari

Comando di Stazione dei Carabinieri di Alghero

Esposto – Querela

Il sottoscritto Michele Pais, nato ad Alghero il 2 gennaio 1974, ivi residente Regione Taulera snc, CF: PSAMHL74A02A192Z,
espone
Il sottoscritto, riveste il ruolo di Consigliere nel Consiglio Comunale di Alghero, per essere stato eletto nella consiliatura avviata in seguito alle elezioni amministrative del 2014.
Con Deliberazione n. 342 del 30.11.2015 la Giunta comunale di Alghero ha approvato la “Variazione n. 6 al Bilancio di Previsione ed al PEG 2015/2017, ASSESTAMENTO – Utilizzo del Fondo di riserva, Art. 42, c.4 e Art. 175 c. 4 e c.5-bis D.Lgs 267/2000.
Tale Deliberazione, proprio perché assunta ai sensi dell’art. 175 comma 4, ha i requisiti della IMMEDIATA ESEGUIBILITA’ con riferimento a tutte le previsioni ivi contenute, e obbliga, pertanto, gli Uffici del Comune a darne immediata esecuzione, con particolare riferimento ai pagamenti urgenti ed inderogabili.
In particolare la suddetta variazione al bilancio dispone una previsione in aumento di € 510.489,29 (All. A, Programma 2 – Interventi per la Disabilità – Titolo 1 – Spese correnti – Macroaggregato 9 – Rimborsi e poste correttive delle entrate) inerenti al pagamento delle spese di cura dei malati affetti da disabilità grave, da neoplasie maligne, SLA, talassemici e nefropatici.
Tali somme sono rinvenienti in specifici trasferimenti della R.A.S., a destinazione vincolata, non utilizzabili per nessun altra finalità, sulla base delle relative leggi di settore, in relazione ai quali il Comune è obbligato a disporne l’immediato pagamento e ciò, quantomeno, a partire dalla contabilizzazione di tali somme, avvenuta proprio con la predetta Deliberazione di Giunta comunale n. 342/15, così come chiaramente risulta dall’allegato B alla variazione medesima (Programma 2 – Interventi per la Disabilità, Titolo 1, Spese correnti, Macroaggregati 3, 4)
Con dichiarazione pubblica, a mezzo del social network Facebook, del 13.12.2015, l’Assessore alle Finanze e Bilancio del Comune di Alghero, Gavino Tanchis, effettuava la seguente dichiarazione pubblica:
“Venerdì 11 dicembre il consiglio comunale avrebbe potuto ratificare la delibera di giunta assunta il 30 novembre sui fondi da destinare ai malati di sla, ai talassemici e oncologici… una piccola parte dell’opposizione – per un mero cavillo – si è opposta minacciando addirittura un ricorso amm.vo… risultato? ABBIAMO DOVUTO SOSPENDERE GLI IMPEGNI DI SPESA ASSUNTI PER IL RIMBORSO. #fareopposizionesullespalledeglialtri#
Da tale dichiarazione si evince che l’Amministrazione comunale rifiuterebbe di compiere atti urgenti derivanti dalla Deliberazione di Giunta Comunale n. 342/12, regolarmente esecutiva stante “…la riconosciuta urgenza di assicurare l’applicazione delle variazioni al bilancio testè approvate…” (cfr, penultimo capoverso della deliberazione) sospendendo, in particolare, arbitrariamente ed illegittimamente, i pagamenti relativi alle provvidenze regionali relative alle spese delle cure dei malati talassemici, oncologici e di SLA, obbligatorie, indifferibili ed urgenti per natura di tali gravissime malattie.
Tuttavia la mancata ratifica da parte del Consiglio comunale del 11.12.2015 in nessun modo fa perdere di efficacia ed immediata esecutività la Deliberazione di Giunta 342/15 e ciò soprattutto e con particolare riferimento alle poste a destinazione vincolata, frutto di trasferimenti regionali all’uopo disposti, come quelli destinati per le cure della disabilità e malattie gravi.
Nessuna possibilità discrezionale di utilizzo di tali somme è ravvisabile da parte del Comune, che si atteggia come mero e obbligato esecutore nell’erogazione delle relative provvidenze economiche, a cui deve prontamente ed urgentemente provvedere.
E’ evidente che da tale asserita ed intenzionale omissione del Comune, nelle sue articolazioni amministrative, ove fosse accertata e reale, sia idonea ad arrecare un danno ingiusto nei confronti di persone affette da disabilità e malattie gravi, beneficiare di contributi regionali disposti su specifiche previsioni legislative che il Comune, in quanto Ente meramente esecutore, non può rifiutare il pagamento, sospenderlo o comunque trattenerlo, dovendo per contro, provvedere all’immediata disposizione.
In ogni caso le dichiarazioni dell’Assessore Gavino Tanchis, per la funzione pubblica da Egli esercitata, sono in grado di creare allarme e grave preoccupazione nei confronti dei cittadini e dei malati stessi e tali da turbare potenzialmente l’ordine pubblico, individuando come responsabili della asserita sospensione dei pagamenti ai malati gravi ben individuabili Consiglieri comunali, e sarebbero oltremodo gravi qualora si rivelassero false e/o tendenziose.
Tutto ciò esposto e premesso, il sottoscritto
chiede
che la S.V. Illustrissima esamini la documentazione allegata e disponga le opportune indagini, al fine di accertare l’eventuale sussistenza di fatti di rilievo penale, e che, nei confronti dei soggetti responsabili, si proceda penalmente per i reati ritenuti sussistenti.
Il sottoscritto chiede, infine, di essere informato dell’eventuale Richiesta di archiviazione del P.M. e che il Procedimento non si concluda con Decreto penale.
Si allega, in copia:
Deliberazione di Giunta Comunale n. 342 del 30.11.2015;
Allegato A) Variazione PEG 2015 – 2017 (stralcio);
Allegato B) Variazione PEG 2015 – 2017 (stralcio);
Stampa pagina di Facebook Gavino Tanchis (Assessore Bilancio e Finanze Comune di Alghero) con dichiarazioni pubblicate il 13.12.2015
Alghero, 14.12.2015
Michele Pais

Rinvio delibera e accuse: denuncia

ALGHERO – “Ho provveduto a formalizzare un esposto querela teso a verificare la veridicità delle gravissime affermazioni dell’Assessore alle Finanze e Bilancio, secondo cui l’Amministrazione avrebbe disposto la sospensione dei pagamenti dei contributi in favore delle persone affette da disabilità gravi, neoplasie gravi, talassemia e sla, a causa della mancata ratifica da parte del Consiglio comunale, nella seduta di venerdi scorso (11/12/2015), della Delibera di Giunta di Assestamento di Bilancio n. 342/12″. Lo aveva annunciato su facebook e l’ha fatto. Michele Pais ha denunciato agli enti preposti l’amministrazione Bruno per quanto espresso dall’assessore Tanchis per quanto espresso riguardo la mancata approvazione del provvedimento a favore dei fondi per le persone affette da gravi malattie.

“Sarebbe un fatto del tutto illegittimo ed arbitrario e anche il solo ritardo nel pagamento di tali contributi ai legittimi destinatari configurerebbe un illecito giuridico, oltrechè morale, che esporrebbe a responsabilità coloro o colui che avesse assunto tale improvvida decisione.
Infatti la mancata ratifica da parte del Consiglio comunale del 11.12.2015 in nessun modo fa perdere di efficacia ed immediata esecutività la Deliberazione di Giunta 342/15 e ciò soprattutto e con particolare riferimento alle poste a destinazione vincolata, frutto di trasferimenti regionali all’uopo disposti, come quelli destinati per le cure della disabilità e malattie gravi. Nessuna possibilità discrezionale di utilizzo di tali somme è ravvisabile da parte del Comune, che si atteggia come mero e obbligato esecutore nell’erogazione delle relative provvidenze economiche, a cui deve prontamente ed urgentemente provvedere. Ancora più grave sarebbe se le dichiarazioni dell’importante ed autorevole esponente dell’Amministrazione Bruno fossero false, in quanto tese ad utilizzare malati gravi come terreno di una squallida ed ignobile battaglia politica”.

“Per questa ragione chiedo immediatamente che il Sindaco intervenga chiarendo o smentendo la notizia pubblicata dal suo Assessore che parla a nome dell’intera Amministrazione. In caso in cui la notizia della sospensione dei contributi alle persone affette da grave disabilità fosse vera, gli chiedo di sottoscrivere il mio esposto al fine di accertare, anche penalmente, le responsabilità. nel caso in cui, invece, tali dichiarazioni non corrispondessero alla realtà e che a differenza di quanto affermato dal suo delegato alle finanze, ogni pagamento relativo a tale particolare e delicato ambito non stia subendo alcun ritardo, ritengo debba procedere all’immediato ritiro delle deleghe, posto che non sarebbe accettabile un utilizzo così becero delle malattie delle persone per scopi politici. In tale ultimo caso, sarebbero doverose le scuse formali all’intero Consiglio comunale”.

Nella foto Pais in Consiglio

S.I.

Soldi per immobili: Alghero dorme?

ALGHERO – “Il prossimo 16 dicembre scadrà il termine perentorio per la presentazione delle candidature finalizzate ad ottenere risorse regionali da destinare alla riqualificazione e riconversione di beni di proprietà della Regione Sardegna tramite interventi di recupero, restauro e ristrutturazione, anche con l’introduzione di nuove destinazioni d’uso. Beni che potranno essere concessi a imprese e privati per attività economiche e di servizi per 25 anni”.

Ne da notizia il Vice Capogruppo di Forza Italia in Consiglio Regionale Marco Tedde che spiega “Quaranta i milioni di euro messi a disposizione dalla Regione che concederà in comodato i suoi beni ai comuni interessati a queste azioni di recupero. Una formidabile occasione per il Comune di Alghero sul cui territorio insistono beni regionali di straordinaria importanza. Le aziende di Surigheddu e Mamuntanas, gli immobili di Fertilia e i beni già di proprietà della Laore, l’ex Hotel Esit e l’ex Cotonificio, solo per citarne alcuni, potranno essere oggetto di questi interventi che potranno riguardare non solo la realizzazione di opere ma anche la sola progettazione. Per ogni singolo bene – prosegue l’ex Sindaco di Alghero – sarà possibile per i comuni interessati ottenere un finanziamento massimo di 5 milioni di euro. Poiché questi beni potranno essere dati in concessione ad imprese per attività economiche sarebbe stato interessante sentire il parere delle rappresentanze degli imprenditori e dei sindacati per avere idee e spunti. Purtroppo, così non è stato”.

“Siamo certi che l’Amministrazione saprà proporre domande tempestive e significative sotto il profilo dei contenuti e delle proposte di utilizzo dei beni. Non vogliamo credere – conclude il Consigliere Regionale algherese – che si possa ripetere lo scivolone della triste esclusione di Alghero a causa di una mancata firma digitale dal bando regionale da 70 milioni di euro, scaduto il 31 gennaio, che sta facendo partire centinaia di cantieri in 101 comuni, fra i quali Escolca, Masainas, Tadasunis e Sennori, quest’ultimo premiato con 8.640.000 euro.”.

Nella foto un’antica cartolina dell’Ex-Hotel Esit

S.I.

Pasticcini per il treno più lento d’Europa

ALGHERO – Una valanga di critiche, attacchi, commenti ironici e pure offese ha registrato l’operazione promozionale del nuovo treno della Sardegna. Un collegamento tra Cagliari e Sassari che, alla fine dei conti, davanti ad una montagna di euro spesi (circa 100milioni di euro) fa risparmiare meno di 10 minuti. Una beffa per i sardi che vivono un sistema dei trasporti fermo all’800. Nonostante questo, come denuncia il deputato di Unidos Mauro Pili, i rappresentanti istituzionali (Presidente Pigliaru, sindaci di Cagliari, Sassari, Alghero, l’assessore Deiana) hanno festeggiato tale traguardo.

“1.300 euro di pasticcini per il treno più lento d’Europa”, tuona Pili che ricorda che non è vero che il Sindaco di Sassari fa la guerra per la città metropolitana ma brinda a taralucci e vino con il Presidente della Regione e poi che “il ministro Del Rio non si è presentato dalla vergogna alla farsa del treno veloce ma secondo la delibera del comune di Sassari era presente per lo spuntino in Comune”. Inoltre il commento ironico, “la delibera parla di urgenza, l’urgenza del treno veloce o del pasticcino?”

“A Sassari al Comune non gli hanno venduto nemmeno i pasticcini e sono andati a comprarli a Sennori, e chissà se li pagheranno con la velocità del treno veloce equando una pubblica amministrazione festeggia un treno che va a 80 km/ora significa che non c’è limite al ridicolo“, e poi la chiosa, “un banchetto per 80 persone, come la velocità del treno”.

Nella foto i rappresentanti istituzionali di sinistra durante la cerimonia

S.I.

Vergogna, sardi usati come bancomat

ALGHERO – Se Alghero vive uno dei peggiori periodi della sua storia, la Sardegna in generale non se la passa certamente meglio. Del resto le gravi questioni che stanno affondando la Riviera del Corallo non sono altro che tematiche che hanno un rilievo, almeno, regionale. Dalla riforma degli enti alla sanità, dalla paralisi amministrativa alle infrastrutture come porto e aeroporto ancora senza una chiara governance fino ad arrivare ai collegamenti viari e ai servizi al cittadino, come Giudice di Pace e Tribunali.

Insomma uno smantellamento che vede, questa volta, Alghero primeggiare. Ed è l’ex-assessore al Turismo e vice sindaco Mario Conoci a commentare in maniera dura l’attuale condizione in particolare in relazione alla boutade di Onorato (il noto armatore della Moby) durante la Leopolda riguardo i presunti prezzi scontati sui trasporti marattimi.

“È una vergogna – scrive Conoci – che si provi a fare becera propaganda sulla pelle dei Sardi. I Sardi non hanno bisogno di gentili concessioni o elemosine da parte di nessuno. Il diritto dei Sardi di potersi muovere liberamente alle stesse condizioni di chi vive nella penisola è un diritto assoluto come lo è quello di garantire anche a chi Sardo non è le medesime condizioni. Invece accade che non esiste una vera continuità territoriale ne per i Sardi né per chi viene in Sardegna. Anzi la Sardegna è il bancomat estivo per le varie compagnie aeree e navali che sfruttano i turisti per fare cassa, salvo fuggire nei mesi invernali. È una vergogna”.

Nella foto Mario Conoci

S.I.

Renzi su Continuità fa il buffone

CAGLIARI – “Un’affermazione da buffone e da bugiardo da quattro soldi. Perchè non la ripete in Sardegna, dove aveva promesso di tornare ai primi di Settembre?”. Così Ugo Cappellacci, coordinatore regionale di Forza Italia commenta le dichiarazioni di Renzi alla “Leopolda” sulla continuità territoriale sarda.

“Lui finora ha pensato solo a procurarsi con i soldi dei contribuenti un lussuoso aereo presidenziale, Pigliaru invece prima non ha fatto rispettare con rigore la continuità per Roma e Milano, poi ha cancellato quella per le rotte minori ed ora rischia di far scappare le compagnie aeree low cost. La smettano con le menzogne, con la continua falsificazione della realtà, con la celebrazione autoreferenziale di successi immaginari”.

“La Giunta regionale lavori per ampliare la CT1 per Roma e Milano varata da noi (l’unica che ha funzionato, portando più passeggeri in Sardegna, per ripristinare quella per le rotte minori e per garantire la permanenza in Sardegna delle low-cost. Dopo due anni di annunci a vuoto – ha concluso Cappellacci- la smettano con la propaganda e inizino a governare”.

“Grave che la Piccone non capisca”

ALGHERO – “Nei giorni scorsi noi Riformatori, e non siamo stati certamente noi soli, abbiamo denunciato con forza la chiusura dell’Ufficio del Giudice di Pace in città, attribuendone la piena responsabilità al Sindaco ed alla sua amministrazione. In risposta sono arrivati due interventi ufficiali: uno direttamente del Sindaco ed un’altro a firma della Consigliera Piccone”. Nuovo intervento dei Riformatori Sardi alla alla consigliera della lista del sindaco Bruno in merito all’ennesimo schiaffo ricevuto da Alghero con l’addio al Giudice di Pace.

“Ora, se le giustificazioni di detta soppressione espresse dal Sindaco sono le stesse addotte al Ministero della Giustizia, negli uffici romani staranno ancora ridendo, perché scopriamo che Il Comune di Alghero perde il Giudice di Pace per lo stress dei tre lavoratori addetti, oberati di lavoro e a volte ammalati in contemporanea, costretti a prestare la loro opera in locali difficilmente raggiungibili dai portatori di handicap che, com’è noto, sono assidui frequentatori di quei luoghi di giustizia. Forse forse proprio il gran volume di affari esercitato da quella funzione periferica e ravvicinata di giustizia avrebbe dovuto suggerire, invece di sollecitarne la chiusura, di esperire, al contrario, ogni via utile, per sostenerla e semmai rafforzarla. E d’altra parte, questo lo ricordiamo anche alla Consigliera Piccone, ci si candida alla guida della città pensando, e promettendo ai cittadini, di essere in grado di risolvere loro problemi sociali irrisolti dei quali ci si ritiene capaci di individuare le idonee risorse umane e finanziarie; di essere, insomma, più bravi dei propri predecessori, altrimenti non si vedrebbe ragione di sostituirli”.

“Basta, dunque, dopo diciotto mesi di amministrazione, rinvangare ancora colpe ed eredità pregresse! Si riconoscano le proprie responsabilità: per quest’ultima vicenda che impoverisce Alghero di un servizio essenziale; per la gestione del paventato licenziamento collettivo dei lavoratori dell’InHouse e di altri all’orizzonte, fino alle zone ancora oscure del nuovo appalto della nettezza urbana che intanto ancora non decolla, le indecisioni, le fumosità e gli errori amministrativi sono del tutto evidenti. E che poi la Signora Picone, come consigliera comunale non colga la relazione di specificità tra il fondo di dubbia esigibilità costituito in bilancio comunale e le spese per sostenere il Giudice di Pace, appare sinceramente grave”.

“Ancora più grave è, però, far finta di non capire che quei nove milioni e seicentomila euro “parcheggiati” in quel fondo, possano rivelarsi, nella sostanza, un grosso favore agli evasori mandando in prescrizione un monte di tributi non riscossi. Con buona pace della consigliera Piccone noi Riformatori, anche se siamo fuori dal Consiglio comunale, ed anzi soprattutto per questo, continueremo a tenere forte l’attenzione sull’operato dell’Amministrazione, non come oppositori preconcetti ma neppure come fiancheggiatori complici, perché il dovere primo di una forza politica è, dovunque si sia collocati, niente di più e niente di meno, che essere, sempre e comunque, dalla parte dei cittadini”.

Nella foto Andrea Montis dei Riformatori Sardi

S.I.