Architettura: basta gioco 3 carte

ALGHERO – “Basta con il gioco delle tre carte”. Così Marco Tedde, vicecapogruppo di Forza Italia, commenta gli sviluppi della vicenda di Architettura Alghero e sostiene la battaglia del prof. Cecchini. “La facoltà era e resta esclusa dai finanziamenti della Giunta Pigliaru, nonostante la finta indignazione del sindaco e i proclami sulla beffa scongiurata, rimasti inutili comunicati stampa. L’annuncio dell’11 Novembre che preannunciava nell’arco di due settimane la soluzione del problema si è rivelato un flop”.

“E’ il secondo dopo la bocciatura dei nostri emendamenti alla Finanziaria 2015. E’ l’ennesimo atto di ostilità della Giunta regionale verso il Nord Sardegna e verso una realtà che si è guadagnata sul campo i gradi di eccellenza in campo nazionale. Vorremo dare battaglia in sede di legge Finanziaria, ma anche di questa, mentre Pigliaru è occupato a provare le taglie delle città large, medie e small, non si vede neanche l’ombra. E le due settimane – ha concluso Tedde- sono già diventate più di un mese ed è difficile pensare che Pigliaru ci faccia il regalo”.

Nella foto un’aula di Architettura

S.I.

“Alghero in povertà, basta beghe”

ALGHERO – “Tutti noi ogni giorno vediamo le file alla Caritas, e da qualche anno sempre più persone si affollano alle porte dell’organismo pastorale (più di 6.800 persone solo in Sardegna l’anno scorso), cosa che ci offre uno spaccato della nostra società: chi vive in condizioni di indigenza nella nostra regione rappresenta la percentuale più elevata rispetto al resto dell’Italia, mentre chi chiede aiuto è in genere ed in media è di nazionalità italiana, sui quarant’anni, sposato o divorziati con figli, titolo di studio e disoccupato oppure precario, bisognosi quindi di lavoro, di una casa, di cure mediche e farmaci altrimenti fuori portata, di pagare una tassa o una bolletta, come riportato dal report presentato a Cagliari qualche giorno fa”. Cosi il capogruppo del Pd Mimmo Pirisi.

“Quasi il 90% dei poveri sardi è rappresentato dalla fascia eleggibile per il lavoro, dai 15 ai 64 anni, e questo colpisce perché dimostra il perdurare delle difficoltà nel trovare lavoro per il nucleo centrale della nostra società; nonostante gli indicatori macroeconomici stiano finalmente virando verso il segno più ed aumenti la fiducia, la Sardegna continua ad arrancare, a costringere i suoi giovani a scappare all’estero e spingere le madri e padri di famiglia a rivolgersi ad enti come la Caritas, ormai il vero ammortizzatore sociale di questo Paese. Alghero non è da meno, perché la sfiducia è diventata ormai fisiologica, una cappa di pessimismo unita ad una certa dose di masochismo nel far fuggire o sfibrare chiunque voglia investire nel nostro territorio: ci mancava soltanto il taglio dei voli Ryanair sia ad Alghero che a Cagliari che al di là delle polemiche e delle diatribe che ci sono state in questi anni, portano turisti e muovono in generale le persone, il che significa maggior sviluppo e quindi più posti di lavoro”.

“Invece, se non si trova una soluzione, dal prossimo aprile la nostra città si troverà, in piena stagione primaverile e alle porte di quella estiva, più isolata. Una Sardegna quindi non solo sempre più povera ma persino ulteriormente tagliati dal resto dell’Europa e del Mondo: una combinazione letale per la nostra economia. Perciò se non vogliamo che le file alla Caritas diventino sempre più lunghe, diamo un sussulto di dignità e difendiamo il nostro territorio: il PD non si sottrae davanti a battaglie come questa, e continueremo ad evidenziare le situazioni di indigenza dei cittadini sardi ed algheresi che, purtroppo, sembra non facciano più notizia, la citta aspetta risposte e non può più aspettare la risoluzione del le beghe di palazzo per veder risolti i problemi anche di semplice soppravivenza giornaliera.

Nella foto Mimmo Pirisi

S.I.

5 Stelle fa chiarezza: ora basta

ALGHERO – “Un anno e mezzo fa abbiamo iniziato un percorso di cambiamento nella politica cittadina che ci rendiamo conto sia difficile da comprendere da chi, per anni, l’ha vissuta nella maniera più becera portando la nostra città ad essere commissariata due volte in pochi anni. Ci preme dunque ricordare, a chi si fosse dimenticato,che sin dal primo giorno abbiamo sempre sostenuto che avremmo lavorato solo ed esclusivamente per un unico fine, il bene dei cittadini, tralasciando meccanismi e scorrettezze politiche che non ci appartengono per scelta e non per incapacità”. Cosi il Movimento 5 Stelle di Alghero che fa chiarezza rispetto anche agli ultimi accadimenti e passaggi in commissione e consiglio comunale.

“Questo è il motivo per cui, e nonostante gli attacchi ricevuti sin dalla scorsa campagna elettorale da alcune forze politiche che ci accusavano d’inesperienza alcuni ( destra o sinistra indistintamente) e di non essere in grado di poter governare neanche un condominio altri (UDC), abbiamo tirato dritti per la nostra strada nonostante avessimo più di una possibilità per umiliare gli altri partiti politici/candidati perché, per noi, ieri come oggi, il rispetto verso gli altri era e rimane un punto fermo della nostra educazione e non un optional da usare a seconda del vestito che si indossa, che sia civile o politico”. Sin dal primo giorno dunque, e come promesso non solo ai nostri elettori ma a tutti i cittadini Algheresi, ed indipendentemente dal risultato elettorale, abbiamo deciso di svolgere il nostro compito in maniera propositiva: lo facciamo oggi con una giunta di centro sinistra ma lo avremmo fatto, indistintamente, anche se avesse vinto il centro destra o il PD”.

“E’ dunque sconcertante, ancora una volta, leggere affermazioni che ci accusano di essere la stampella dell’attuale maggioranza: Non siamo mai stati infatti la stampella delle opposizioni quando, in qualche occasione, abbiamo votato a favore di emendamenti, mozioni, delibere proposte da chi, solo perchè è seduto vicino a noi in consiglio comunale non può a prescindere essere considerato un nostro alleato, e non accettiamo di essere considerati oggi la stampella dell’attuale maggioranza solo perchè, in certe occasioni ed in maniera resposabile, responsabilità che ci ha sempre contraddistinto e che delimita la differenza tra “Noi” e “Loro”, decidiamo di votare emendamenti, mozioni e delibere proposte da una maggioranza risicata: a noi infatti non interessano i “numeri” ma i “contenuti”. Questo è dunque il motivo per cui consideriamo la parola “Stampella” l’ennesima offesa da parte di chi, senza cuore, vive la politica come una grande partita a Risiko dimenticandosi che in questo caso, al posto dei soldatini e carrarmatini di plastica, si parla di cittadini in carne ed ossa ed il loro futuro non può essere segnato da un semplice lancio di dadi.

“Ecco perchè questa volta abbiamo deciso di non stare zitti decidendo di rispedire tali accuse ai mittenti, a quei mittenti che per anni, ricoprendo svariati ruoli, che siano essi politici o giornalistici, sono oramai radicati in quella vecchia politica fatta di favori, spartizioni e, ancora peggio, dispetti “politici” che hanno come unico fine l’onnipotenza di alcuni ma che si scontrano in maniera plateale con il nostro approccio nel fare politica che è mirato ad un solo fine: il bene dei cittadini Algheresi”.

“Chiarito questo però, non possiamo non sottolineare quanto il voler pensare sempre e comunque al bene dei cittadini ci porti, a volte, a dover mettere da parte la nostra dignità, dignità calpestata da un Sindaco che dimostra una totale inadeguatezza nel gestire i rapporti umani, che siano verso la propria maggioranza, verso le opposizioni o gli stessi addetti alla macchina amministrativa che, proprio a causa di questo approccio, fa acqua da tutte le parti: insomma tralasciando il “Bon Dia” giornaliero, e nonostante una Band di musicisti di alto livello che, in termini di addetti alla comunicazione dettano i tempi in maniera esemplare o, in termini politici, consiglieri preparati che assecondano lo stesso sindaco in consiglio comunale, a stonare è sempre e solo il cantante solista che in qualsiasi suo “assolo” riesce a raccogliere solo fischi facendo passare, inevitabilmente, anche tutti gli altri componeti della Band (gruppo) come dei dilettanti allo sbaraglio. Alghero dunque, e lo ribadiamo per l’ennesima volta, visto le sue enormi potenzialità, non ha bisogno di un Uomo solo al Comando, di un “Capo”, ma di un “Leader” che sia in grado di raccogliere e far amalgamare le innumerevoli risorse umane che in tutti i campi la nostra città offre”.

“Noi, nel contempo, e consapevoli che collaborare con queste forze politiche che sono anni luce dal nostro modo di pensare sia molto complesso, e, sicuri che a parti inverse, vista la campagna elettorale svolta a base di insulti, gli stessi non si sarebbero comportati con la stessa correttezza che noi ancora oggi continuiamo a dimostrare, continueremo ad inghiottire amaro pur di far si che qualsiasi inziativa, solo ed esclusivamente a favore dei cittadini, possa essere votata favorevolmente”.

Nella foto il movimento in piazza

S.I.

Ncd e Psd’Az: la nave di Bruno affonda

ALGHERO – “La nave affonda mentre Mario Bruno è impegnato ad arrostire porcetti in piazza e correre in auto a Cagliari per inaugurare il più lento, costoso e sfigato “treno veloce” che si sia mai visto”. Nuovo Centro Destra e Psd’Az fanno il quadro definitivo dell’attuale esperienza amministrativa di Bruno oramai al capolinea. Una condizione oramai aggravata dagli accadimenti esterni che galleggia grazie a qualche inattesa “stampella” che, però, verrà giudicata dagli algheresi. Nel frattempo è chiaro che il messaggio del Partito Democratico non è stato colto. Tradotto: il voto si avvicina.

“Ma il fumo dei porcetti e il fischio del treno a vapore non riescono a coprire il nulla assoluto e il silenzio assordante che la sua amministrazione sta producendo. I disastri si accumulano uno sull’altro con cadenza ormai giornaliera. La perdita del giudice di pace, il rischio di perdere i finanziamenti della quattro corsie per Sassari, l’ossequioso atteggiamento verso l’assessore Deiana che ci sta portando via Ryanair, il disastro sulle concessioni di suolo pubblico, il disinteresse sulla riforma degli enti locali, il sostanziale immobilismo sul piano urbanistico, il ricorso sulla gara milionaria per la nettezza urbana, la mancata promessa sul nuovo ospedale. Ci fermiamo solo per mancanza di spazio”.

“Di fronte a tutto questo Mario Bruno fa finta di niente, fa finta che la sua maggioranza per esistere non sia in continua attesa che un volo (Alitalia) da Roma gli porti la tredicesima consigliera comunale senza la quale una intera città è bloccata. Invece è proprio così. Eccetto la stampella a cinque stelle, al sindaco era rimasta solo una possibilità che la solita propaganda aveva fatto credere imminente. L’ingresso in maggioranza del Pd. Oggi il segretario Democratico svela il bluff, il Pd ha chiesto al sindaco, per avviare una interlocuzione seria, di prendere atto e dichiarare il fallimento della maggioranza (quella con l’Udc che ha fatto vincere le elezioni a Bruno) azzerando tutti gli incarichi di governo. Intanto i problemi si accumulano e non aspettano ne voli da Roma ne dichiarazioni di fallimento”.

“Mario Bruno ha ora tre possibilità: continuare a tenere una intera città ostaggio di una pseudo maggioranza che esiste solo se atterra il volo da Roma, dichiarare il fallimento del suo progetto politico nella speranza di costruirne uno nuovo, o aspettare capodanno e annunciare che sul palco del porto, suonando più forte possibile per coprire il rumore dei problemi, anziché Elio, si esibirà “Bruno e le Storie Tese” . Poi si vedrà, Alghero può aspettare”.

Nella foto il Consiglio Comunale

S.I.

Caos Riforme, Regione: indietro tutta

CAGLIARI – La seduta si è aperta sotto la presidenza del presidente Gianfranco Ganau. Dopo l formalità di rito, il Consiglio ha proseguito l’esame del Dl n.176/A-Giunta regionale-“Riordino del sistema delle Autonomie locali della Sardegna” e, in particolare, degli emendamenti all’art.1. Prima di affrontare il punto all’ordine del giorno, il presidente ha informato l’Aula della richiesta, formulata dai capigruppo, di una breve interruzione dei lavori e, subito dopo, ha sospeso la seduta. Alla ripresa dei lavori il capogruppo di Forza Italia Pietro Pittalis, a nome dei capigruppo di opposizione, ha proposto alla Giunta ed alla maggioranza di far tornare il testo in commissione, «tenuto conto del dibattito e del confronto svoltosi in Aula che ha messo in evidenza la necessità di un approfondimento adeguato ad una legge di sistema». Questa richiesta, ha aggiunto Pittalis, «credo sia condivisa anche dalle associazioni che rappresentano le autonomie locali e dalle organizzazioni sindacali, con l’obiettivo comune di arrivare ad una riforma che non sia solo di una parte, in grado di durare nel tempo e di produrre effetti positivi per tutta la comunità regionale».

Il presidente del Consiglio ha precisato che la proposta di rinvio è riferita non al testo esitato dalla commissione ma agli emendamenti presentati ed ha sottoposto la questione al Consiglio. Il capogruppo del Pd Pietro Cocco ha affermato in apertura di non avere nulla in contrario, anzi, ha ricordato, «abbiamo sempre auspicato una larga convergenza su una legge su cui si sta discutendo da molti mesi che non sia approvata solo da una parte; sul percorso della legge tutti gli attori sono stati coinvolti ed hanno espresso le loro posizioni e, giunti a questo punto, qualche giorno di lavoro in più sarà utile per tutti per arrivare ad una legge migliore».

Il consigliere Mario Floris (Misto) ha tenuto a sottolineare che rispetto al sistema nazionale ed europeo riguardante le autonomie locali, la proposta di riforma «non è coerente e sarebbe perciò necessario sospendere l’esame della legge per procedere prima alla riforma della Regione attraverso una legge statutaria, come ha suggerito anche l’on. Pietro Soddu non più tardi di un mese fa partecipando ad un convegno di giuristi». Ora, ha aggiunto, «se si da il mandato alla commissione di agire sulle riforme va bene ma se il rinvio serve solo per manipolare ulteriormente gli emendamenti presentati non si fa l’interesse generale della Sardegna». Il presidente del gruppo Udc Gianluigi Rubiu ha annunciato il consenso del suo gruppo alla proposta di rinvio, ritenendo che «la commissione sia il luogo giusto per discutere ed approfondire gli emendamenti presentati e raccogliere ulteriori contributi dall’esterno».

Il consigliere Luca Pizzuto (Sel) ha espresso una valutazione positiva sull’incontro fra maggioranza ed opposizione «su un tema delicato come quello della legge che riorganizza gli enti locali della Sardegna; è però auspicabile che tutti rispettino gli accordi fin qui raggiunti senza fughe in avanti». Il consigliere Michele Cossa (Riformatori) si è detto convinto che «una maggiore pacatezza aiuterà il Consiglio ad arrivare ad una legge migliore; è vero quello ce dice il consigliere Floris ma ci sono ragioni che premono perché occorre dare vita con urgenza ad nuovo assetto istituzionale dopo cancellazione delle province».

Con il rinvio, secondo Cossa, «si è evitato il rischio di una legge molto simile se non uguale alla legge del Delrio che non tiene conto della specificità della Sardegna, fermo restando che, in generale, in tema di riforme la fretta non è mai auspicabile quando si sta andando a ricostruire un pezzo importante del sistema-Regione». Il consigliere Angelo Carta (Psd’Az) ha ricordato che il suo gruppo aveva proposto più volte il ritorno del testo in commissione, «dove si cercheranno le soluzioni più condivise; la positiva riapertura del dialogo dimostra inoltre che il Consiglio non ha bisogno di suggeritori esterni ma è perfettamente in grado di fare il suo lavoro». Subito dopo lo scrutinio il presidente ha dichiarato chiusa la seduta, riconvocato il Consiglio per martedì prossimo 22 dicembre alle ore 10.00. Successivamente ha comunicato che la convocazione immediata delle commissioni Sanità ed Autonomia, ricordando ai consiglieri di conservare gli emendamenti relativi alla riforma degli Enti locali, che non saranno ristampa.

Nella foto le opposizioni a raccolta nel Consiglio Regionale

S.I.

Tanchis, urge commissione garanzia

ALGHERO – “In seguito alla mancata approvazione da parte del consiglio comunale della delibera di giunta di assestamento di bilancio n.342/12 hanno fatto seguito dichiarazioni allarmanti dell’assessore Tanchis, secondo cui l’amministrazione avrebbe disposto la sospensione dei pagamenti dei contributi in favore delle persone affette da disabilità gravi”. Cosi i rappresentanti consigliari dell’Ncd Piras e Salaris riguardo lo scontro tra Michele Pais e l’assessore Gavino Tanchis con anche la denuncia rivolta all’amministrazione per il rinvio dell’importante delibera sulle gravi malattie.

“I sottoscritti consiglieri comunali Maria Grazia Salaris e Emiliano Piras chiedono una convocazione urgente della commissione di controllo e garanzia, perchè riteniamo che la commissione sia il luogo istituzionale idoneo per poter verificare gli atti annunciati dall’assessore Tanchis in qualità di rappresentante dell’amministrazione”.

Chiediamo al presidente Pirisi, autorevole esponente dell’opposizione, di convocare la commissione di controllo e garanzia ogni volta che si renda necessario verificare gli atti amministrativi e le procedure perchè la commissione di controllo e garanzia rappresenta uno strumento fondamentale soprattutto per la città”.

Nella foto i consiglieri dell’Ncd

S.I.

5 Stelle “salva” la maggioranza

ALGHERO – Ancora difficoltà, ieri pomeriggio, per la maggioranza. A Sant’Anna era stata fissata la commissione urbanistica presieduta da Vittorio Curedda. Vista l’uscita dell’Udc, com’è noto, la compagine a sostengo di Bruno, non ha più i numeri per portare avanti in maniera autonoma le commissioni a parte quella alle Finanze.

Organismi importanti, ma il cui voto non è decisivo. D’altra parte i numeri, da sempre, li deve garantire chi governa altrimenti l’esperienza amministrativa deve volgere al termine. Ieri, come detto, la soglia minima per poter avviare i lavori non c’era. A “salvare” la maggioranza ci hanno pensato gli esponenti pentastellati. Della commissione fa parte Ferrara ma, per motivi personali, aveva delegato a Porcu. Il consigliere di 5 Stelle, come già accaduto, ha permesso che si potesse discutere del “bando regionale su opere necessarie” oggetto della commissione.

Nella foto i consiglieri Porcu e Ferrara

S.I.

Nord-Ovest fuori dai giochi

ALGHERO – Oramai il triangolo Alghero, Sassari, Porto Torres, un tempo noto per altre nobili motivazioni legate a turismo, chimica e università, oggi è totalmente in declino. I sindaci Bruno, Wheeler e Sanna paiono lontani anni luce dai luoghi decisionali regionali e ancora di più nazionali. Ed è cosi che si incappa nel nuovo “sgarbo istituzionale” nei confronti di questo territorio.

«E’ un peccato che nel confronto che si terrà il 18 dicembre a Cagliari, promosso dalla Regione autonoma della Sardegna, manchino relatori con punti di vista eccentrici rispetto al solo capoluogo regionale». Lo dice il sindaco di Sassari Nicola Sanna appena avuta notizia dell’incontro che si svolgerà venerdì prossimo a Cagliari, nella sala anfiteatro di via Roma, e dal titolo “Il ruolo delle città nella pianificazione strategica per lo sviluppo dei territori”. L’incontro è promosso dall’assessorato regionale degli Enti locali, finanza e urbanistica. «Stupisce – riprende – che città come Sassari e altri centri dell’area vasta che hanno elaborato un piano strategico comunale e uno intercomunale, finanziato a suo tempo dalla stessa Regione, e stanno praticando da anni la governance locale multi-livello, siano escluse dal poter contribuire alle tesi che vedono nell’autodeterminazione dello sviluppo locale un modello efficace e tra l’altro sostenuto dai documenti di programmazione della Unione europea.

«Spiace constatare – afferma ancora Nicola Sanna – che anche nel promuovere dibattiti di interesse regionale gli assessorati degli Enti locali e della Riforma della regione, quando parlano di città, non riescano a vedere oltre i confini del capoluogo di regione. Saranno forse affetti da “cagliaricentrite”?Siamo, a dir poco, allo sgarbo istituzionale! E lo dice uno che è presidente della consulta nazionale Anci delle città strategiche che si sono dotate di piano strategico comunale», conclude il sindaco di Sassari Inutile, oramai, abbaiare alla luna. Putroppo oramai è più che evidente che quest’area della Sardegna, vista evidentemente anche la sua poca forza politica dei sindaci e con degli eletti in seno alla maggioranza di centrosinistra del consiglio regionale che paiono essere supini a Pigliaru, sia totatalmente fuori dai giochi, di potere.

Nella foto un recente incontro tra i sindaci delle tre città

S.I.

“Giudice di Pace: balle del sindaco”

ALGHERO – “Incredibile la spudoratezza nella menzogna del Sindaco in merito alla vergognosa vicenda della chiusura del Giudice di Pace di Alghero da parte del Ministero, che vede il Primo Cittadino e la sua Giunta come incontestabili ed chiari mandanti di tale decisione”. Cosi Michele Pais consigliere d’opposizione che ritorna ancora sull’addio del Giudice di Pace mettendo in luce l’aspetto della volontà dell’attuale amministrazione di permettere tale ennesima perdita.

“Il Ministero altro non ha fatto, e non poteva fare, che prendere atto della volontà di chiusura dell’importante Ufficio Giudiziario assunta (segretamente) dall’Amministrazione comunale di Alghero. E ciò il Ministero lo sottolinea chiaramente nel Decreto di chiusura, in modo da evidenziare le responsabilità della decisione. Pubblico stralci delle note del 3 luglio 3015 e 10 ottobre 2015 indirizzate al Ministero della Giustizia, a cui e’ stato apposto un incomprensibile (anzi, comprensibilissimo!) vincolo di riservatezza che impedisce anche al sottoscritto di rivelarne il contenuto integrale. Incredibile!”

“Ma a parte il farneticante contenuto, gli aspetti che si desumono chiaramente sono: mentre al Consiglio comunale il Sindaco assicurava che avrebbe mantenuto il GdP, in segreto, lui e la Giunta lavoravano per chiuderlo; contrariamente a quanto affermato dal Sindaco nell’ultima seduta di Consiglio comunale, entrambe le note sono state sottoscritte da lui; la Giunta ha dato il benestare alla chiusura del GdP, avendone discusso nelle sedute del 30.6.2015 e 2.10.2015; la volontà che tale decisione dovesse rimanere segreta ai Cittadini Algheresi, e’ confermata dal fatto che in entrambe le sedute di Giunta, dove e’ stata presa la decisione di chiusura del GdP, non e’ stata assunta una formale Delibera, come doverosamente deve essere per qualsiasi decisione di tale organo.

“Tutto doveva rimanere segreto, ed infatti sin’ora nulla era trapelato di quanto ordito all’insaputa di tutti. Una vicenda e un successivo comportamento, che prosegue tutt’ora, di un’igniobilta’ assoluta! Nel frattempo buttiamo 40 mila euro di canone di locazione per il 2016, con il GdP chiuso. Ovviamente, manderò tutti gli incartamenti alla Corte dei Conti. A questo punto, chi e’ il ballista? Io o il Sindaco?”

Nella foto il consigliere comunale Michele Pais

S.I.

Crisi: Bruno-Pd come una “gif”

ALGHERO – Sembra di assistere ad una “gif”. Ovvero quelle immagini oggi tanto in voga su facebook che diventano una sorta mini-video e soprattutto si ripetono all’infinito. La più virale è quella di John Travolta spaesato in Pulp Fiction. Ecco quello che sta accadendo tra Partito Democratico e Mario Bruno può essere paragonato proprio ad una “gif” Nonostante tutto sia stato già detto, scritto e diffuso sulla stampa si continua a ripetere un movimento che potrebbe durarare all’infinito.

Con l’uscita dell’Udc la maggioranza è appesa ad un filo. Solo un consigliere in più delle opposizioni. 13 a 12. Per questo, da subito, nonostante questi passaggi non siano mai stati pubblicizzati come meritano (alla faccia della trasparenza, partecipazione e condivisione), ci sono stati dei contatti tra Bruno e Pd algherese. Siamo arrivati, più o meno, al terzo rendez-vous. Il primo in via Mazzini, secondo a Sant’Anna e in questi giorni solo un appuntamento telefonico.

Ma, a parte il trascorrere del tempo, e degli incontri, niente, ma proprio niente è cambiato. Ovviamente al netto delle tantissime questioni che stanno affondando Alghero e le forti polemiche e attacchi contro l’amministrazione che ne derivano. Per questo la gente è stufa. Molto stufa. Oggi i tempi sono cambiati. Non siamo più negli anni ’90, tutto scorre molto velocemente compresa la necessità di risposte da parte dei cittadini. Dunque resta piuttosto particolare che, nonostante il segretario Mario Salis sia stato molto chiaro si continui a girare intorno. “Il Pd di Alghero chiede al Sindaco l’azzeramento di tutte le cariche amministrative aprire ad un confronto con tutte le forze responsabili presenti inconsiglio”, è scritto sul sito dei dem catalani dal (lontano) 3 dicembre. Eppure, dopo questa proposta, le parti in causa si sono nuovamente sentite senza, di fatto, fare alcun passo avanti.

Ad oggi, la palla è stata passata nuovamente a Mario Bruno. Il Primo Cittadino, secondo indiscrezioni sarebbe pronto a mettere a disposizione pezzi importanti come gli assessorati e anche la Meta, ma tutto ruota, come ripetuto più volte anche dai consiglieri Pirisi e Daga, intorno all’apertura che devono fare Sindaco e attuale maggioranza verso le altre forze politiche d’opposizione presenti in Consiglio. Insomma una vera e propria fase due finalizzata esclusivamente e solo al bene della città. Come abbiamo già anticipato, e anche qui ritorniamo alla “gif”, Udc, Fi e anche Ncd non parrebbero intenzionati condividere questa iniziativa. Dunque, cosa dire? Alghero, viste le devastanti problematiche e la drammatica marginalizzazione del territorio, non può tempo prezioso, ha bisogno più che mai di un’amministrazione forte, come mai prima, e una maggioranza molto ampia. Non c’è altra via d’uscita. Del resto per affrontare le fondamentali questioni non si può continuare a tracheggiare. Altrimenti, c’è poco fare, il declino del territorio sarà irreversibile.

Nella foto l’ultima seduta del Consiglio Comunale

S.I.