Disastro Bruno-Usai: dimissioni

ALGHERO – “I fatti di cronaca di questi giorni, che hanno visto coinvolto il vice sindaco di Alghero e un illustre ex giocatore di calcio, fatti grazie ai quali Alghero ha potuto godere di grande visibilità nazionale, ci obbligano ad una riflessione sul tema degli spazi/beni pubblici e del loro utilizzo, troppo spesso trasferito a privati, senza quell’accurato bilanciamento di interessi con i bisogni della comunità”. Così da Sinistra Italiana, forza rappresentata anche da l’ex consigliere comunale di C’è un Alghero Migliore, Maria Graziella Serra.

“Nel mese di novembre la stampa locale narrava che più di 80 ragazzi appassionati di atletica non avrebbero più potuto allenarsi nell’unica pista a ciò destinata della Città. la sola circostanza che il campo di atletica fosse l’unico avrebbe dovuto far riflettere sull’opportunità di privare l’intera collettività cittadina del suo uso”.

“Ma la vicenda giudiziaria di questi giorni sembra restituire una opportunità agli attuali amministratori: revocare la concessione in autotutela, così come recentemente fatto in altra vicenda che ha riguardato bandi per assunzioni giudicati palesemente viziati dalla stessa amministrazione che li aveva pubblicati e addirittura completati.
Ci auguriamo che quanto accaduto possa anche modificare la volontà politica espressa in questi giorni con riferimento al cortile della scuola di via Giovanni XXIII e che anche quello spazio possa rimanere pubblico e nella disponibilità di tutti i ragazzi della scuola anche dopo l’orario scolastico. Il nostro ordinamento giuridico offre la garanzia di tre gradi di giudizio; nessun giudizio di colpevolezza, quindi, sulla vicenda di questi giorni. Ma non possiamo esimerci da una valutazione politica dell’esperienza amministrativa democristiana in versione catalana che ha avuto come protagonisti il duo Usai – Bruno”.

“In tempi non sospetti abbiamo manifestato pubblicamente che non era possibile creare un governo cittadino di centrosinistra con l’UDC di Antonello Usai. I fatti ci hanno dato ragione.
Il sindaco, senza una maggioranza politica e senza un progetto politico, ha solo una strada da percorrere”.

Nella foto alcuni rappresentanti di Sinistra Italiana

S.I.

Pigliaru-Bruno, Alghero nel baratro

ALGHERO – “Estate di gravi carenze per il Nord Ovest della Sardegna”. E’ questo il titolo del comunicato stampa diffuso dal Coordinamento di Fratelli d’Italia AN e Gioventù Nazionale Provincia di Sassari per mano di Gianfranco Langella riguardo alle croniche urgenze, ormai diventate emergenze che si scorgono minacciose lungo tutta la stagione estiva e che sembra perdureranno a lungo, a discapito dell’intero Triangolo produttivo di Porto Torres-Sassari-Alghero.

Nella nota congiunta si sottolinea come “Accanto alla gravissima carenza di risorse idriche, che flagella indistintamente Allevatori e Agricoltori della Provincia di Sassari, si aggiungono le gravissime carenze dal punto di vista dei trasporti, messe a nudo dalla stagione turistica. Un gigantesco disavanzo separa infatti le infrastrutture Aeroportuali di Alghero da quelle di Olbia e Cagliari: l’aeroporto “Costa Smeralda” si è ormai vocato verso un’offerta commerciale crescente, parallelamente ad un programma di destagionalizzazione dei voli, entrambe le cose” Continua il comunicato “Sono totalmente assenti nell’aeroporto di Alghero, che sconta la disattenzione di una giunta regionale, reduce dal fallimento della strategia sulle “Low Cost” e di una giunta comunale che ormai vive, o meglio “sopravvive” in balia dell’immobilismo e della crisi di governo del territorio esplosa sin dal suo insediamento. Da un’altra prospettiva” Ribadisce la nota “Si nota come la nomina dell’Ex assessore Deiana all’autorità portuale non ha che confermato le nostre aspettative, se l’aeroporto della “Riviera del Corallo” attende infiniti piani di rilancio e il Porto Turistico ed industriale di Porto Torres sembra destinato all’annichilimento per una non meglio precisata strategia di sviluppo economico, il Porto di Cagliari cresce a gonfie vele e con ottime aspettative per il futuro, favorite in parte da una miope politica regionale, tutti benefici da cui l’ex Triangolo Industriale e produttivo, sembra ormai perennemente escluso, ormai boccheggiante e asfissiato da una crisi che si avvia a festeggiare il suo decimo compleanno, nell’indifferenza generale”.

Nella foto Langella

S.I.

Delibera chioschi lacunosa: stop giusto

ALGHERO – “Si è svolta pochi giorni fa una commissione nella quale è stata esposta una proposta di delibera di Consiglio Comunale relativa alle disposizioni per l’assegnazione di chioschi per attività commerciali sul lungomare Barcellona.
Un argomento trattato nella seduta consiliare del 30/12/2014, che produsse, oltre al fallimentare e famoso regolamento sui suoli pubblici, che a oggi ha prodotto l’effetto di creare solo disordine come non mai nella “distribuzione” dei tavolini, una risoluzione unitaria con la quale veniva dato mandato all’amministrazione di predisporre il bando entro il primo semestre 2015.
Tale argomento venne anche inserito nel DUP (documento unico di programmazione, che è parte del bilancio di previsione), quale azione da svolgere nei capitoli programmatici dell’assessorato allo sviluppo economico.
A tal riguardo, oltre al fatto che sono passati “solo” ben 2 anni da quando questo atto sarebbe dovuto arrivare per una discussione ed eventuali modifiche migliorative in commissione, ieri, ciò che ci ha lasciato basiti, è stata l’assenza e il non coinvolgimento diretto dell’ Assessora Piras; un non coinvolgimento “rumoroso”, considerato il fatto che si tratta di un atto programmatorio legato allo sviluppo economico della città, che è stato sempre caldeggiato e seguito dall’assessorato che è ora di sua competenza.
Trattandosi di una scelta importante per il futuro sviluppo dell’economia della città, abbiamo mosso altresì alcune considerazioni necessarie perché questa azione venga valutata in maniera molto più approfondita, rispetto alla superficialità che l’amministrazione ha dimostrato, portando una delibera già “pre-confezionata” per il pronto passaggio in aula, che sembra più un atto di forza di una “frangia” della maggioranza, sempre più lacerata al suo interno, più che un atto di programmazione importante; e per noi gravemente lacunosa, laddove non si considerano elementi necessari per prendere un’assennata decisione che di sicuro modificherà la “morfologia economica” della città.
Nella delibera di indirizzo non si sono valutate le criticità legate alla sicurezza delle isole centrali rispetto alle carreggiate, entrambe a doppia corsia, a meno che non si porti avanti, coi fatti, il nuovo piano del traffico, che nella sua bozza prevede l’eliminazione di una delle vie di traffico veicolare, proprio nella parte in cui dovranno nascere i chioschi.
Non sono ben “centrati” i criteri di assegnazione (l’offerta economicamente vantaggiosa, per esempio, per non è adatta al tipo di bando),la tipologia di attività da svolgere, così come le caratteristiche delle strutture e l’eventuale suolo pubblico da destinare; oltre a non aver considerato una collocazione più coordinata nel l’occupazione degli spazi dell’intero lungomare, nel progetto lasciato in parte inspiegabilmente vuoto, considerando anche le concessioni esistenti, che andranno a scadenza.
Per fortuna, anche grazie alla presa di coscienza di alcuni consiglieri di maggioranza, la proposta è stata rispedita al mittente, sperando in un futuro coinvolgimento della commissione competente, quella dello sviluppo economico, e anche dell’Assessora Piras, in questo frangente esautorata inspiegabilmente di atti di sua competenza”.

Cesare Emiliano Piras
Consigliere Comunale Ncd

“Bruno responsabile, si dimetta”

ALGHERO – “Premessa: non abbiamo nessuna intenzione di entrare nel merito delle vicende giudiziarie che hanno scosso la giunta comunale in questi giorni. Noi non giudichiamo e, soprattutto, non condanniamo e non assolviamo. Non ci compete e pertanto lasciamo alla magistratura l’esercizio di questo ruolo. Ma non per questo possiamo far finta, come si sta facendo da parte del Sindaco e della sua maggioranza, che non sia successo nulla. Eh no, qualcosa è successo e rispetto a questo il Sindaco non è uno che passa di lì per caso ma uno che ha responsabilità in eligendo (la scelta degli uomini a cui affidare incarichi) e responsabilità in vigilando (il controllo sull’operato degli uomini scelti) la cui inadempienza si traduce in complicità”. Cosi la segreteria dei Riformatori Sardi sulle ultime vicende politiche e giudiziarie che hanno travolto l’amministrazione Bruno.

“Qualcosa è successo, dunque, e questo qualcosa sì che ci interessa e sì che ci compete come forza politica che ha, ed intende esercitare ancora, responsabilità amministrative. È successo che ad un quadro amministrativo già estremamente degradato per via di entrate/uscite/rientri di consiglieri ed assessori da una parte all’altra degli schieramenti iniziali; di un Consiglio comunale ostaggio di consiglieri dimezzati da propri impegni o necessità fuori Alghero, si è aggiunto un ultimo tassello che proietta una luce opaca e sinistra sulla trasparenza a cui dovrebbe sempre e comunque improntarsi una corretta gestione della cosa pubblica. Tutto questo a fronte, da una parte, di una sbandierata grande efficienza ed efficacia dell’azione di governo cittadino propagandata dal nostro sindaco buongiornista quotidiano, puntualmente fiancheggiato dagli organi di stampa di riferimento, e dall’altra il sentore, forte e chiaro, di un preoccupante e colpevole immobilismo mministrativo percepito dai cittadini che tutti i giorni vivono i problemi di una città che non decolla. Ci si chiede cosa sia rimasto a tutt’oggi di quell’ambizioso programma che aveva fatto vincere le elezioni ad un Sindaco che poneva a garanzia della bontà taumaturgica del suo futuro operato la sua lunga e navigata esperienza politica maturata nelle dorate stanze degli uffici regionali e le sue potenti conoscenze in alto loco che avrebbero sbloccato finanziamenti e portato a soluzione problemi annosi”.

“Dove sono le provvidenziali soluzioni annunciate per la deprivata sanità algherese; dove il rilancio di un sempre più impoverito aeroporto; dove il decollo di un porto ridotto a mero ricovero invernale di barche; dove il PUC; dove il PUL ma soprattutto dov’è, ed esiste ancora quella maggioranza; quell’allegra e presuntuosa coalizione che si era candidata ad attuare questo programma? Per carità, sappiamo tutti che governare è difficile, e oggi ancor di più. Conosciamo anche noi le difficoltà, la problematicità e la sofferenza, a volte, delle scelte. Lo sappiamo bene noi Riformatori, che abbiamo governato; noi che abbiamo fatto bene; noi che abbiamo fatto, a volte, anche male, ma chi si candida e promette di far cambiare verso alle cose, poi è chiamato a risponderne con atti di responsabilità e anche, se si vuole, di generosità”.

“Ecco, lei, Signor Sindaco, lei che non ha perso mai occasione per proclamare grande affetto per la propria città, di fronte all’oggettiva costatazione di essere ormai seduto su un gommone sgonfio in un mare in tempesta, dia oggi un segnale di vero amore per Alghero e compia un gesto di generosità: si dimetta. Eviterà, in questo modo, perlomeno l’ultimo affronto di una traumatica e dolorosa messa alla porta. È giunto il momento di passare la mano ai cittadini nella speranza che almeno essi siano capaci di scegliere persone credibili a cui affidare le sorti economiche e sociali della propria città”.

Nella foto un incontro dei Riformatori Sardi

S.I.

Arresti e crisi: bruniani sordi, è scontro

ALGHERO – Ogni volta, in questi momenti, ed è già successo alcune volte, pubblico, stampa e, in generale la città (che oramai ha già sicuramente decretato il suo giudizio definitivo), si attendono il classico “scatto d’orgoglio”. Crisi di Giunta, uscita di Consiglieri, errori grossolani negli atti e diffusi problemi, critiche a 360° e adesso anche il terremoto giudiziario. Niente, come nulla fosse, e in linea con la nota (astratta, marziana e, per certi passaggi, offensiva per stampa e Procura), la maggioranza, o meglio 13 persone che da un paio di anni stanno decidendo le sorti di Alghero, hanno deciso di andare avanti.

E, se non fosse stato per la netta presa di posizione delle opposizioni, non si sarebbe neanche aperta una, giusta, doverosa e attesa discussione, sulla “pagina più nera del Comune di Alghero” di questi giorni che vede l’attuale amministrazione caratterizzata da “arresti e crisi”. A rompere gli indugi è stata Monica Pulina che, dai banchi dell’opposizione, dopo un breve intervento del sindaco che gettava acqua sul fuoco, annunciando che in settimana avrebbe nominato i due assessori che mancano in Giunta, ha chiesto che si discutesse del gravissimo momento. Muro di gomma da parte della maggioranza che, dopo la falsa partenza con le “brevi segnalazioni” dove Michele Pais ha ribadito l’urgenza di parla degli accadimenti e aver chiesto più volte il numero legale, è nato un parapiglia in Aula.

Sartore, capogruppo della Lista di Bruno, è intervenuto cercando di spiegare che non c’era nulla da discutere visto che “questa non è un aula di Tribunale e che comunque la Giustizia farà il suo corso” e poi ha aggiunto che, rispetto alle vicende giudiziarie, “non mi appassiono”. Poi, ancora scontri e polemiche e pause fino a quando, finalmente e in netto ritardo, il presidente del Consiglio Matteo Tedde ha dato parere favorevole a impedire che si facesse un Consiglio “normale” e che si aprisse una discussione sui vari fatti. Passaggio che Tedde avrebbe già voluto permettere, a quanto raccontato dalle opposizioni, ma poi Bruno pare si sia imposto per andare avanti, come nulla fosse.

Ed invece si è aperto il dibattito. Michele Pais, senza troppi giri di parole, ha tuonato che il “sindaco non poteva non sapere e comunque è responsabile per quanto sta accadendo e non si può sottrarre dalle evidenti e chiare responsabilità politiche”, per quella che, come ha ricordato Maria Grazia Salaris “è un fatto mai accaduto nel Comune di Alghero e per questo avrebbe meritato un altro tipo di risposta da parte di Bruno e sua maggioranza che paiono fare finta di niente”. Ma la Salaris, così come Ferrara, Daga, Ferrara e Pulina, si è soffermata sul punto centrale: la macchina amministrativa ha perso un dirigente fondamentale. Ovvero, vista la misura restrittiva, non c’è più Mulas ai Servizi Sociali. Un settore delicato con tante difficoltà è stato detto e diffusi problemi vista la crisi economica e sociale che attraversa Alghero. L’assessore Castellini ha annuito. Ma è proprio Monica Pulina, già nell’Udc e sicuramente scossa da quanto accaduto al suo ex-leader Antonello Usai, che messo a nudo il problema politico e personale: “nessuno ha ricordato l’operato di Usai, neanche una parola dalla maggioranza che pensa solo a vivacchiare e non lasciare la poltrona, neanche dal sindaco, vi dovreste vergognare per aver scaricato una politico che vi ha fatto vincere le elezioni e garantito di potere governare fino ad oggi”. Ma poi, in chiusura, Bruno non si è sottratto, quasi commosso, a parlare di Usai. Dalla condivisione dei primi passi in politica fino ad oggi. Una chiosa dovuta e attesa, ma che, è evidente, cozza con quanti occhi e orecchie vedono dentro e fuori dall’aula compreso il (ri)avvicinamento, a tempesta (non certo) finita dell’ex-assessora, braccio destro di Bruno, Gabriella Esposito. Un periodo, torbido e oscuro, che, come detto, e sarà così, verrà ricordato per decenni e su cui ci sarebbe da scrivere un libro.

Nella foto il Consiglio Comunale di ieri

S.I.

Chioschi, maggioranza spaccata

ALGHERO – Fibrillazioni, per non parlare di spaccatura, in Commissione. Ieri, nell’organismo presieduto da Giusi Piccone, si doveva discutere di un altro tema derivante da scelte passate, quasi oramai superate, tanto le condizioni sociali ed economiche sono cambiate: la realizzazione di nuovi chioschi bar. L’ubicazione è quella della passeggiata Barcellona. Nello specifico nella fascia mediana, quella pedonale, che divide le due carreggiate fino ad arrivare al litorale di San Giovanni, dovrebbe essere sistemati ben 9 strutture.

Un indirizzo, tramutato anche in delibere e regolamenti, nato con le Giunte Tedde e forse anche prima che però era legato ad un andamento di flussi turistici differenti e soprattutto ad una fruizione diverse delle porzioni del territorio algherese. Infatti, nel passato, villeggianti (molto più numerosi) e residenti preferivano frequentare il centro e il lungomare Valencia, mentre con la creazione della piazzetta nella zona del Milese e poi la nuova passeggiata, con l’esplosione dei locali prima del Lido, ha modificato radicalmente i parametri di giudizio. Ma, evidentemente, non per l’amministrazione Bruno.

Infatti, ieri, è stato portato in discussione, con un’inattesa accelerazione, il regolamento per il posizionamento di questi chioschi. Ma il dibattito non poteva non riflettere il clima di queste ore. Infatti, dai vari interventi degli esponenti di maggioranza (tra cui c’è da registrare la presenza di Moro che siederà anche oggi tra i banchi dell’Aula), è emersa molto cautela per non dire che la delibera sia stata addirittura rispedita al mittente. Dagli interventi è venuta a galla la necessità di attendere e rivedere alcuni passaggi. Parere condiviso anche dalle opposizioni. Anche perchè, forse qualcuno non si è accorto, che Alghero negli ultimi anni è molto cambiata e molte attività sono in ginocchio e farebbero volentieri a meno di vedere nascere, davanti ai propri occhi, dei doppioni dei propri esercizi.

Nella foto passeggiata Barcellona

S.I.

Tutto va bene, madama la Marchesa

ALGHERO – “Bravo Luca, un vero sindaco protesta insieme ai suoi cittadini, difende il territorio e le istituzioni, anche con gesti eclatanti, perché fare il sindaco vuol dire prima di tutto assumersi le proprie responsabilità!” E’ Mariagrazia Salaris, già candidata a sindaco e consigliere comunale, in poche parole a rendere al meglio l’idea di quanto sta accadendo ad Alghero tramite un paragone col Primo Cittadino de La Maddalena il quale si è dimesso per i gravi problemi nella Sanità. Mentre ad Alghero, nonostante la nota sequela di fatti, politici, amministrativi e adesso anche giudiziari, di una gravità inaudita, tutto resta immobile, come nulla fosse.

Alghero oramai soffre da diversi, troppi, anni. Per questo, come noto e ripetuto più volte, Bruno si era candidato e aveva ottenuto il consenso per governare proprio per definire e portate a compimento questioni primarie, dal Puc al Porto passando per il Pul e la Sanità, mentre ognuna di queste è ancora ferma, precaria e appesa ad un filo come anni fa, solo che, ancora di più, pesa il trascorrere del tempo che, ad oggi, vedendo la velocità dello sviluppo di altri territori, contribuisce al tracollo di quest’area della Sardegna.

Però, come da apertura, c’è qualcuno, in questo caso, il sindaco de La Maddalena che, ad esempio, non ci sta: rimette al fascia tricolore e si dimette. Questo per il disfacimento del sistema sanitario del suo Comune. Mentre qui, nella costa opposta, neanche il terremoto giudiziario e politico di questi giorni che, tra l’altro, potrebbe non essere l’unico viste le tante denunce e soprattutto l’arcinota inchiesta sui “fondi ai gruppi”, ha scalfito i governanti. Nonostante tutto ciò, sindaco e suoi sostenitori non prendono neanche una pausa di riflessione. Nemmeno quelle dimissioni, che poi potrebbero rientrare, e che permetterebbero, forse, di aprire una nuova fase almeno la fine del mandato. Niente, tutto bene “madama la Marchesa”.

Un atteggiamento fuori dal Comune. Mai visto, che tra l’altro vede anche coinvolte forze, come il neonato gruppo del Partito dei Sardi, che non fa più parte della lista civica, e potrebbe aprire una strada differente anche in vista delle prossime elezioni. “Dalle parole del sindaco e suoi consiglieri – ha commentato ieri un cittadino algherese – sembra che sia arrivato un semplice avviso di garanzia e tutto sarà risolto“. Purtroppo non è così. I reati di cui si parla sono molto gravi con delle pene che arrivano fino a 10 anni. Ovviamente, com’è sacrosanto, la Magistratura farà il suo corso e la speranza è che le persone coinvolte possano dimostrare la propria innocenza, ma dal punto di vista politico, quanto sta accadendo fa evincere un quadro cupo a tinte fosche e non molto dissimile da gravi e non lontani scandali nazionali. “Eppure, non solo porzioni dell’attuale maggioranza, sempre solerti a moralizzare, tacciono, ma addirittura, decidono di andare avanti come se nulla fosse”, commenta e chiosa un noto importante leader politico cittadino.

Nella foto uno degli ultimi Consigli Comunali con anche l’assessore Usai

S.I.

Bruno allo sbaraglio, fermi il naufragio

ALGHERO – “Avremmo fatto volentieri a meno di commentare l’attuale momento, ma ci troviamo costretti a farlo a seguito della nota di domenica della maggioranza di centro-sinistra a sostegno di Bruno. Sulle vicende giudiziarie attendiamo con cautela, ma massimo rigore e attenzione, l’esito delle indagini, d’altra parte restiamo esterrefatti da quanto emerso ieri dal vertice dei consiglieri e sindaco Bruno”. Cosi i consiglieri comunali di Forza Italia-Alghero Michele Pais, Maurizio Pirisi e Nunzio Camerada sulle ultime gravissime vicende legate all’amministrazione Bruno e soprattutto sulle scelte da parte della maggioranza e dello stesso sindaco di andare avanti, come nulla fosse. Senza neanche aprire un momento di confronto e riflessione.

“Un esito a dir poco delirante e ancora una volta totalmente distaccato dalla realtà, come se nulla fosse accaduto, ma anche offensivo per chi opera nei settori dell’informazione e della Procura. Infatti, quanto accaduto, è straordinariamente grave, ma non solo per gli accertamenti in atto che, come detto, saranno portati avanti dagli organi preposti, ma per i devastanti effetti della conduzione della città da parte di Bruno. Basta ricordare che, ad oggi, Alghero si trova con un Consiglio Comunale convocato sempre più raramente e solo per ratificare provvedimenti, spesso pasticciati e utili sono a fare vacua propaganda fine a se stessa (come avvenuto per i suoli pubblici, bonifica e adesso con piano acustico) a ciò si aggiunge una maggioranza senza più identità politica con un paio di consiglieri addirittura non più residenti ad Alghero”.

La Giunta, come fosse una porta girevole, dimezzata, senza due assessori che ricoprivano deleghe fondamentali per il territorio. E’ sufficiente pensare al Turismo, Cultura, Meta e, ora, anche e Urbanistica, Edilizia, Sport e anche Servizi Sociali tutti settori, importanti, ma già implicati in mille problemi e ora senza neanche una guida nel Comune. E questo, quando ci troviamo, in piena stagione turistica e soprattutto con questioni, come il Pul, Ufficio Tutela Paesaggio, Sanità, Variante Bonifica, Porto, Puc e tante altre situazioni ancora in alto mare. E’ possibile, con tutti questi enormi problemi, divulgare una nota, corroborata dalle castronerie del media di riferimento, dove si parla di “grande compattezza e massima convinzione nel proseguire un’esperienza amministrativa importante”. Certo, importante e anche storica, anzi epocale, per i danni, in alcuni casi, purtroppo, irreversibili che ha creato in tutti i campi, compreso quello sociale, andando a sfibrare persino legami e rapporti personali”.

“Sarebbe bastata un minima ammissione di responsabilità e l’apertura di una riflessione per, forse, poter vedere in una luce diversa sindaco, maggioranza e suoi (pochi) assessori rimasti. Ma, oramai, ci dispiace dirlo, Alghero è in balia di un comandante che, ha chiaro più che mai che la nave a breve affonderà, e questo per principali sue responsabilità, ma nonostante questo continua a far suonare l’orchestra. Purtroppo, noi, come tutti gli algheresi, saremo costretti a subire un’ultima parte di questo incosciente e temerario tragitto, ma presto, siamo certi, Alghero potrà risollevarsi anche se non sarà facile e le ferite di questi anni saranno difficilmente guaribili”.

Nella foto una conferenza stampa dei tre consiglieri comunali di Forza Italia-Alghero

S.I.

Porto Torres, c’è tanto da fare |video

PORTO TORRES – Nonostante siano trascorsi “solo” due anni dall’elezione dell’attuale amministrazione a Porto Torres, c’è un clima, sempre più diffusa di insofferenza, verso la Giunta a “5 Stelle” guidata dal sindaco Wheeler. Bollori, non legati solo ai primi caldi estivi, ma anche a diverse crepe che inizierebbero ad aprirsi in seno alla maggioranza dove, almeno non tutti, sono sordi alle innumerevoli segnalazioni giunte dai banchi dell’opposizioni. Infatti non si contano più le problematiche legate all’operato dell’amministrazione o alle sue mancanze. Questioni spesso sollevate dalla nuova veste del Partito Sardo d’Azione che, da qualche tempo, ha un guida al femminile: Ilaria Faedda. E, proprio il neo-segretario dei Quattro Mori, rappresentanti in aula da Davide Tellini, sono state rivolte alcune domande da Algheroneww riguardo anche le importanti iniziative del partito.

Nella foto e video Ilaria Faedda

S.I.

Bruniani assetati di potere: dimissioni

ALGHERO – “Ci risiamo, ricomincia lo stucchevole confronto tra garantisti e giustizialisti. Se non fosse per il dramma umano che si cela dietro vicende quali quella che ha colpito l’Amministrazione del nostro Comune, con gli arresti domiciliari del Vice-sindaco e alcuni dipendenti, il dibattito potrebbe strappare qualche momento di insofferenza e noia”. Il Partito Democratico, già casa del Sindaco Bruno e di molti consiglieri di maggioranza, prende, ancora una volta, ma diremmo definitivamente, con anche il supporto di tutti i gradi del partito, le distanze dall’attuale fallimentare compagine governativa. La quale, nonostante i noti arresti, dichiara di volere andare avanti in quello che, da molti è definito, una sorta di “delirio di onnipotenza” effetto di necessità impellenti e abissale distanza dalla realtà.

“L’Italia – scrivono dalla segretaria del PD – è un Paese garantista, le nostre leggi, per quanto perfettibili, tutelano i cittadini, che quando accusati possono difendersi nelle sedi opportune. Delle decisioni della Magistratura non ci resta che prendere atto. Ci saranno i processi, poi si vedrà. Da tali tristi eventi rimangono comunque segni indelebili che, nonostante le frequenti assoluzioni, non spariscono. In tale sistema comunicativo ciò che rimane nel ricordo collettivo è facile da immaginare”.

“Ciò che è successo ad Alghero riguarda la comunità nella quale viviamo e dedichiamo il nostro impegno sociale e ciò ci obbliga a muovere le osservazioni politiche nonché a valutare l’operato come Partito Democratico. Con i fatti abbiamo dimostrato, nonostante l’invito del Sindaco ad entrare in maggioranza, che in mancanza di un progetto definito, condiviso, era inutile stare nella stanza dei bottoni. Là permangono gli assetati di potere, coloro che traggono un piccolo consenso elettorale dello stare sempre e comunque al comando. Il Partito Democratico è capace di andare oltre la rabbia, essere utile alla comunità con idee e proposte, pronti a criticare chi naviga a vista, con il solo fine di perpetuare la propria sopravvivenza politica. Cosi non può andare avanti, Alghero merita qualcosa di meglio”.

“Di fronte a una città scioccata non possiamo che stigmatizzare la superficialità del comunicato col quale il Sindaco ha liquidato una così triste vicenda. Far finta che nulla sia accaduto, ci induce a chiedere al Sindaco spiegazioni plausibili e doverose nei confronti dei cittadini. In assenza di queste, dopo la metamorfosi della Giunta, totalmente modificata rispetto a quella proposta a inizio legislatura, la liquidazione dei consiglieri più votati, la mortificazione della tecnostruttura comunale, coi lavoratori costretti ad operare in condizioni di scarsa serenità, non ci resta che prendere atto della triste realtà e chiederne con fermezza le dimissioni”.

Nella foto in prima fila i consiglieri e segretario del Pd

S.I.