Ufficiale: il Pd non salverà Bruno

ALGHERO – Nell’aula del consiglio comunale, l’11 settembre si è definitivamente certificata la dissoluzione della maggioranza che sosteneva il sindaco Bruno”. Cosi il segretario PD Alghero Mario Salis che spiega “il Partito Democratico con l’intervento del capogruppo in consiglio comunale, che con posizione responsabile ha motivato, annunciandola, l’uscita dall’aula durante la votazione del bilancio ha richiesto un atto di responsabilità e di chiarezza, di rispetto delle più elementari regole della democrazia, che impongono in mancanza di una maggioranza in condizioni di ingovernabilità, la presentazione delle dimissioni del sindaco.

“Un atto dovuto alla città. Il PD ritiene che Alghero debba essere necessariamente governata. Preso atto che a distanza di settimane nulla è cambiato, di fronte alla protervia, in ossequio al deliberato del direttivo del circolo PD di Alghero, si da mandato ai consiglieri comunali di non garantire più il numero legale ai lavori delle commissioni e del consiglio comunali e di mettere in atto tutte le forme di opposizione consentite dalle regole democratiche”. Dunque, ancora una volta, se mai ce ne fosse stato bisogno, i dem algheresi fanno chiarezza e illustrano la loro posizione in vista delle prossime sedute consigliari. Il Pd è e resta all’opposizione. A questo punto Bruno è politicamente e tecnicamente senza maggioranza e dovrebbe lasciare la poltrona di sindaco.

Nella foto un incontro del PD

S.I.

Salvini, solidarietà alla Catalunya

ALGHERO – “14 cittadini catalani arrestati, sequestrate le schede elettorali, bloccati i conti correnti, davvero una brutta pagina per la democrazia del vecchio continente, dove si torna a parlare di carcerazione per motivi politici!”, cosi Noi con Salvini ALghero. Il partito continua, “tutto per impedire ai cittadini di esprimere il loro voto per l’indipendenza della Catalogna dal governo spagnolo, risultato abbastanza scontato che creerebbe un “pericoloso” precedente nell’Unione Europea. Ma le idee non possono essere fermate,sequestrate, cancellate con un intervento politico, della magistratura e della gendarmeria. Il gruppo Noi con Salvini Alghero esprime la più totale solidarietà ai fratelli catalani e spera che tutta la vicenda si risolva nel miglior modo possibile e al più presto”.

Nella foto Giorgia Vaccaro

S.I.

Psd’Az, la Catalogna sia libera

ALGHERO – Si è svolto ieri ad Alghero presso la sede di rappresentanza della Generalitat de Catalunya in Sardegna l’incontro fra la delegazione del Partito Sardo d’Azione di Alghero, composta dal segretario cittadino Giuliano Tavera, Roberto Trova, Tore Pintus e Mario Conoci, e il direttore della Delegazione del Governo Catalano Joan Elies Adell Pitarch sul tema del Referedum per l’indipendenza della Catalogna. L’incontro, programmato da diversi giorni, si è svolto proprio nella giornata nella quale lo stato Spagnolo ha mostrato il suo volto più autoritario e antidemocratico arrestando rappresentanti politici e della amministrazione del governo catalano nel tentativo di impedire il referendum del 1 di Ottobre.

Il Partito Sardo d’Azione di Alghero ha voluto rappresentare il proprio sostegno a favore del SI per indipendenza della Catalogna e conoscere l’evolversi della situazione che appare sempre più difficile. L’atteggiamento del governo di Madrid vuole impedire l’esercizio del principale diritto democratico, quello del voto, insieme a quello alla autodeterminazione e oggi, come ha detto il presidente della Generalitat Carles Puigdemontes, le autorità spagnole hanno “superato la linea rossa che le separava dagli stati autoritari e repressivi”. In un momento come questo riteniamo che far sentire il sostegno e il controllo internazionale sia importante affinché il popolo catalano possa pacificamente, ma senza indietreggiare davanti alle intimidazioni che sta subendo, esercitare il proprio diritto al voto e alla autodeterminazione.

Come già avvenuto in passato, e oggi ancora di più, questo sostegno deve arrivare da una forza politica come il Partito Sardo d’Azione che ha nell’articolo 1 del proprio statuto i principi della sovranità e della indipendenza.
Il Partito Sardo d’Azione di Alghero ha confermato nell’incontro di oggi la propria volontà e determinazione di promuovere, sostenere e partecipare ad ogni iniziativa che possa supportare e aiutare il popolo catalano nel percorso democratico che vedrà nel referendum del 1 ottobre il solo il primo atto. Il Partito Sardo d’Azione di Alghero porterà questo tema in Consiglio Nazionale per un coinvolgimento del partito a tutti i livelli.

Nella foto il Psd’Az nella Sede della Generalitat con Joan Adell

S.I.

Catalunya, Udc: Consiglio subito

ALGHERO – Il Gruppo Consiliare dell’Udc ha depositato stamattina una richiesta urgente con all’ordine del giorno la discussione dei gravi fatti che in questi giorni stanno interessando la Catalogna. I consiglieri Alessandro Loi e Donatella Marino chiedono il Consiglio comunale urgente per discutere dei gravi fatti che stanno accadendo in Catalunya al fine di dare il nostro pieno appoggio e solidarietà ad un popolo a cui ci unisce una storia, una lingua ed un comune sentire e con il quale siamo legati con continui contatti e scambi culturali. Per condannare in maniera ferma e precisa la repressione spagnola posta in essere nei confronti dei promotori del referendum. Per dare il nostro pieno sostegno alla Generalitat de Catalunya nel perseguire un processo pacifico che gli consenta la possibilità di autodeterminarsi in maniera libera e autonoma in linea con l’autentica democrazia.

Il gruppo consiliare, con il direttivo e il coordinamento cittadino dell’Udc ritengono che il consiglio comunale di Alghero deve far sentire la vicinanza al popolo catalano e alle istituzioni di Barcellona che vivono momenti di pericolo. Barcellona già provata dal recente attentato terroristico ha mostrato fierezza nel ricomporsi e riprendere la marcia verso il diritto al voto. È un movimento trasversale collettivo, che unisce la popolazione. Alghero più che mai e più che ogni altro luogo deve sentirsi vicina alla Catalogna. L’Udc chiama tutte le forze politiche presenti in Consiglio comunale ad esprimere decisa la voce di Alghero, lasciando momentaneamente da parte le divisioni e la crisi politica in atto.

Nella foto un incontro dell’Udc

S.I.

Mozione Pd anti radicali e soriani

CAGLIARI – E’ sempre più evidente nel Pd sardo la distanza su tematiche centrali e importanti per l’intera regione. “Le prerogative della Regione Sardegna in materia di urbanistica non possono essere messe in discussione, né rallentate, se non nelle forme e nei modi previsti dalla Costituzione”. E’ questo, in sintesi, il senso della mozione presentata dal gruppo del Pd in Consiglio regionale. Questo in seguito dell’impugnazione della legge omnibus su cui si fonda la nuova normativa per governare il territorio isolano.

La mozione, che cristallizza una evidente visione opposta (non solo in Urbanistica, ma anche sul Turismo e Sanità) tra le varie anime del Pd, in particolare tra l’area Spissu, Cabras, Lai, Fadda e Soru, impegna il presidente Pigliaru a “rappresentare con urgenza al presidente del Consiglio dei ministri lo sdegno per l’inaccettabile atteggiamento, qui riportato puntualmente, assunto dagli uffici territoriali del Mibact nei confronti della Regione Sardegna”, e a domandare “quali siano le ragioni di tale atteggiamento”, e per chiudere se “le dichiarazioni della sottosegretaria Borletti Dell’Acqua Buitoni, nel merito di provvedimenti sui quali si deve pronunciare la Corte costituzionale, corrispondano al parere del Cdm”.

La mozione, come detto, si collega alla scelta di impugnare la legge sul rinnovamento del Ppr soriano. La sottosegretaria aveva parlato di “un impianto normativo tale da privare il Mibact del potere di valutare”. Posizione che aveva attivato aspre polemiche, nell’Isola come a Roma, e che vede la Giunta di Francesco Pigliaru contrapporsi al Governo, al ministero e al sovrintendente Fausto Martino.

Nella foto l’ex-governatore Soru

S.I.

“Dopo Bruno, uniti per Alghero”

ALGHERO – “Dopo un’estate nella quale non sono mancate le frequenti incursioni mediatiche del sindaco, di qualche consigliere comunale e dei pochi assessori superstiti sui presunti successi e sulle iniziative dell’amministrazione Bruno, nulla è cambiato.
L’attrezzatissimo e agguerritissimo team del sindaco, quello che ne cura la comunicazione, costituito da collaboratori ufficiali, oltre che da un manipolo di incursori del web che presidiano i principali social network ( non si capisce se siano veri e propri sostenitori di Bruno o se siano altre motivazioni ad animarli), continua a sostenere la narrazione di un’amministrazione che, instancabile, procede a ritmi serrati, operosa ed efficace nella sua azione, capace di risolvere ogni problema, che riempie gli hotel e i ristoranti, la città di turisti, ed è perfino capace di alleviare le sofferenze degli innamorati non corrisposti, e grazie a faraoniche opere pubbliche e eventi di rilievo mondiale da essa realizzati, è capace di riportare finalmente Alghero ai fasti del passato.
Ovviamente questa è pura narrazione e tale rimane: una favola, un romanzo fantasy, il racconto di una realtà immaginaria ben distante da quella percepita dai cittadini, soprattutto da parte di quella maggioranza di essi che non ha potuto materialmente e direttamente godere di alcun beneficio dalle scelte dell’amministrazione!
Ahimè, fino ad oggi, è proprio questo l’unico successo del sindaco Bruno e della sua inconsistente maggioranza: quello della narrazione e dell’immaginazione. Bisogna dargliene atto!
La realtà è invece ben diversa: costituita da un’amministrazione che arranca, che fa fatica a gestire l’ordinario, che quando va bene è in ritardo su tutto; con una maggioranza che annaspa sempre più in un mare di problemi e contraddizioni e nella mancanza dei numeri e fa fatica a portare avanti qualsivoglia provvedimento. Un’amministrazione dimezzata, nella quale da mesi mancano 3 assessori su 7 , che è riuscita a destabilizzare la struttura degli uffici con frequenti e insensate “riorganizzazioni”, situazione questa che, inesorabilmente ricadrà sulle spalle dell’intera collettività e di chi succederà nella guida del Comune.
Un’amministrazione che di fronte ai momenti più critici, quelli nei quali erano in gioco il futuro dell’aeroporto, di molti lavoratori a rischio licenziamento, della sanità locale, giusto per ricordare i più rilevanti, anziché schierarsi da subito e coraggiosamente a tutela degli interessi della comunità algherese ha preferito temporeggiare e solo di fronte alla ineluttabile esigenza di schierarsi, non poteva non farlo, sarebbe stato dichiaratamente alto tradimento, lo ha fatto timidamente e tiepidamente, con l’unico risultato di far perdere la città su tutti i fronti.
In occasione della seduta consiliare dell’11 settembre il sindaco ha superato lo scoglio del conto consuntivo potendo così, almeno per ora, proseguire il proprio mandato. Il mantra è stato: “meglio un sindaco del commissario”!
Concetto opinabile: forse è così, forse no, ma proprio questo deve significare che le opposizioni capaci e motivate a farlo, oggi più che mai, hanno un preciso dovere: proporre alla città, agli algheresi un progetto alternativo a quello ampiamente fallimentare di chi fin dal 2012, da ben 5 anni, ha prima tradito il proprio sindaco sfiduciandolo e poi è riuscito ad essere a sua volta eletto a tale carica, perpetrando il fallimento e ricorrendo ad ogni espediente pur di galleggiare.
Questo implica che i partiti e i movimenti che condividono questa analisi debbano rompere gli indugi: i tempi sono decisamente maturi e, da subito, mettersi a lavorare alla messa a punto del Progetto Comune, ad una proposta di Buona Amministrazione della città, capace di ridare slancio alle speranze e alle aspettative degli algheresi e alla nostra città un futuro fatto di benessere, valorizzando pienamente tutte le sue vocazioni e potenzialità.
Superiamo i tatticismi e i personalismi, l’obiettivo è troppo importante; è un appuntamento al quale non possiamo arrivare in ritardo e impreparati! Per Alghero la sfida è lanciata“.

Marco Di Gangi, vice coordinatore regionale di Energie per l’Italia e presidente di Azione Alghero

Commissione, bruniani minoranza

ALGHERO – Niente è cambiato. Sono passati 10 giorni dall’11 settembre della politica locale e tutto è rimasto immutato. Certo ci sono stati incontri, riunioni e a breve emergeranno nuove contrapposizioni, documenti, reiterate richieste di dimissioni, ma per adesso, rispetto a quello che conta, ovvero la vita amministrativa del Comune e dunque gli atti dei cittadini, rimane tutto inalterato: la mancanza di numeri della maggioranza per poter governare normalmente Consiglio e Commissioni.

Ieri si svolta la commissione che aveva come oggetto “l’approvazione regolamento per l’accesso documentale” ovvero il noto “accesso agli atti”. Una questione non certo vitale, ma importante per cittadini e chiunque voglia verificare gli atti pubblici. Per questo motivo le opposizioni, nelle persone di Monica Pulina, Michele Pais, Donatella Marino e Graziano Porcu hanno permesso l’avvio dei lavori che altrimenti non sarebbero potuti realizzarsi vista l’inferiorità di numeri dei bruniani presenti con la presidente Elisabetta Boglioli, Giusy Piccone e Mario Nonne.

Non solo la maggioranza non aveva i numeri per avviare la commissione, ma, a seguito di richiesta di Pais, di mettere al voto tale regolamento (passaggio non vincolante, ma ovviamente democratico e finalizzato alla tanta sbandierata partecipazione e condivisione), sarebbe giunta una risposta negativa da parte della presidente Boglioli. Scelta supportata dalla Piccone che ha ricordato che quella del voto in commissione è una prerogativa del presidente. A parte questi aspetti tecnici, resta immutata l’assenza di una maggioranza da parte di Bruno e questo pesa in maniera grave sull’operatività dell’amministrazione.

Nella foto una recente seduta consigliare

S.I.

“Forza Italia rinnoverà il Paese”

CAGLIARI – “Berlusconi ha lanciato la sfida dell’innovazione e della modernizzazione del Paese ai finti nuovisti grillini”. Così Ugo Cappellacci, coordinatore regionale per la Sardegna e componente dell’Ufficio di Presidenza nazionale di Forza Italia commenta il successo dell’intervento del presidente Berlusconi alla convention di Fiuggi, promossa da Antonio Tajani.

“Archiviata l’esperienza disastrosa di Renzi e del suo ‘drone’ Gentiloni – prosegue Cappellacci-, Forza Italia ha un leader le cui intuizioni sul piano internazionale sono state confermate dai fatti, con un corposo curriculum vitae da imprenditore e soprattutto con un programma chiaro: dal fisco alla sicurezza, passando per il Sud e le isole, per non dimenticare la vera abolizione di Equitalia, cui Renzi ha solo cambiato il nome. Dall’altra parte se il meglio che passa in convento è un certo Di Maio, che per sembrare uno statista ha solo la giacca doppiopetto e che interpreta quel giovanilismo “da cazzeggio” che è in insulto a tutti i ragazzi che studiano o lavorano per provare a ritagliarsi un ruolo nella vita, non ci sarebbe bisogno di aggiungere altro.

“Questo signore dovrebbe peraltro guidare una lista elettorale che non ha un programma o forse ne ha troppi, tanti quante sono le contraddizioni dei penta-stellati. Hanno già dimostrato quanto valgono nelle città che amministrano, dove i sindaci grillini fanno più notizia per i pasticci e il numero di assessori cambiati che per una reale capacità di incidere nella vita pubblica della comunità. L’auspicio è che la Corte UE restituisca a Silvio Berlusconi l’agibilità politica a lui strappata illegittimamente in Italia e che per le Politiche si possa veramente tenere una sana competizione democratica”.

“In ogni caso – ha concluso Cappellacci- il popolo di centro-destra potrà contare sull’impegno diretto del presidente e Forza Italia al suo fianco promuoverà una nuova mobilitazione città per città, piazza per piazza, casa per casa per tornare ad essere autentica forza di innovazione, partecipazione e libertà”.

Nella foto Berlusconi e Tajani

S.I.

Fi, Tedde e Zedda a Fiuggi

CAGLIARI – “A Fiuggi una tre giorni di proposte e contenuti per l’Italia e l’Europa.”. Così il consigliere regionale di Forza Italia Marco Tedde ha commentato la tre giorni di Fiuggi. “L’Italia e l’Europa che vogliamo” organizzata dal Presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani alla quale Tedde ha partecipato assieme all’europarlamentare Salvatore Cicu e alla collega Alessandra Zedda. “Tre giorni di lavoro intenso –sottolinea l’ex sindaco di Alghero- al quale hanno partecipato migliaia di iscritti e simpatizzanti assieme ai parlamentari nazionali, ai consiglieri regionali e agli amministratori locali. Tanti tavoli e tanti eventi nei quali sono stati approfonditi i temi dell’agenda politica europea e nazionale, introdotti e moderati da autorevoli direttori di testate economiche ed esperti europei”.

“Si è discusso soprattutto di sicurezza e di lotta al terrorismo, di giovani e di donne, di economia, di lavoro e di Europa, ma anche della missione del PPE in Europa e di Forza Italia e del centrodestra in Italia. Ha chiuso la tre giorni con un intervento applauditissimo un Silvio Berlusconi in gran forma, che ha spaziato dai temi dell’immigrazione e della sicurezza a quelli dell’abbassamento delle tasse e del costo del lavoro, oltre a quelli dei pensionati e delle famiglie, mettendo le basi –chiude Tedde- per il programma che accompagnerà il centrodestra che gli ultimi sondaggi danno per favorito.“.

Nella foto e videdo gli onorevoli Tedde e Zedda dall’incontro di Forza Italia di Fiuggi

S.I.

Post-11/09: è pantano bruniano

ALGHERO – Dall’11 settembre è trascorsa una settimana. Nessuna delle condizioni poste dai consiglieri che hanno “salvato” Mario Bruno è stata rispettata. Anzi, il contrario. Mimmo Pirisi, consigliere comunale del Pd, aveva chiesto le immediate dimissioni e queste, ancora una volta, non sono arrivate. Sarà la terza o quarta volta che il Pd chiede perentoriamente le dimissioni del Sindaco e Bruno non solo non si dimette, ma prosegue annunciando nuove azioni.

La Giunta è sempre zoppa: sono sei mesi che viene divulgata l’intenzione di nominare gli assessori mancanti eppure, neanche in questo caso, alle parole hanno seguito i fatti. Questo nonostante manchino i fondamentali assessori al Turismo, Servizi Sociali e Urbanistica. Tutti settori che sono nel pantano e soffrono come non mai. E ultimo, man non ultimo, punto la anelata “ricostruzione del Centrosinistra” è stata demolita dagli stessi protagonisti che, a più riprese, hanno negato la possibilità che Bruno, e i suoi, possano essere gli unificatori di questa area politica. Dalla sinistra [Leggi] al centro, prima Udc, poi Upc [Leggi], le pseudo colonne di questa eventuale progetto hanno rispedito al mittente tale possibilità.

Dunque, ancora una volta, come in campo amministrativo, siamo ancora nell’ambito degli annunci. Intanto il Consiglio Comunale, anche per alcuni punti non prorogabili come il “piano dei razionalizzazione delle partecipate”, sarà convocato entro il 30 settembre, previa discussione nelle commissioni competenti. Questo l’iter normale, ma oramai abbiamo visto di tutto e di più, dunque è lecito attendersi ogni cosa. Certamente, restando al posizionamento in Aula e alle comunicazioni post-11 settembre, Bruno non ha più (da tempo) una maggioranza. Nasone dichiara di non aver fatto (ancora) il ritorno tra i bruniani, mentre il Partito Democratico, a parte clamorose sorprese, resta ancorato tra i banchi dell’opposizione. E allora, siamo punto e a capo, un galleggiamento senza alcun certo approdo utile solo a chi la poltrona, o la scialuppa di salvataggio, ce l’ha.

Nella foto il Consiglio Comunale dell’11 settembre

S.I.