Chi appoggia Bruno è fuori dal Pd

ALGHERO – “Il sindaco ha avuto l’opportunità di concretizzare un percorso comune dopo la prima crisi, ora a distanza di oltre un anno, di annunci che ancora continuano, e “dove quel che resta” della maggioranza ha perso anche la bussola, un eventuale accordo con il PD di Alghero, non sta nè in cielo e nè in terra, e l’eventuale accoglimento del nostro programma, oggi, è ormai scaduto! Se ne faccia una ragione!” A mettere una pietra tombale sull’eventuale, vociferato ed emerso sulla stampa più volte, fin’anche oggi, appoggio in Consiglio Comunale del Partito Democratico è il dirigente storico Cici Peis. In un commento sui social, in risposta proprio al capogruppo Mimmo Pirisi, Peis scrive delle parole che, a prescindere dalle capriole e da eventuali nuove clamorose uscite da dem, chiariscono una volte per tutte il pensiero del Pd di Alghero e anche di buona parta di quello provinciale e regionale.

“Così come devono farsene una ragione, chi pensa che la dirigenza del PD locale, non abbia le capacità e la consapevolezza delle decisioni, considerato che la responsabilità siamo abituati ad assumercela e nessuno può pensare che le decisioni ad Alghero le prendono sulla testa di chi ha subito, da questo sindaco e da questa maggioranza, sfottò e denigrazioni, nonostante il costante impegno per costruire percorsi che potessero tornare utili alla città e che regolarmente venivano fatti sfumare. Se ha i numeri quindi, vada avanti se non ce li ha si torni a votare, i giochi lì si riaprono. Questa è la posizione del PD, chi fa altro lo fa a titolo personale”. E il riferimento a Mimmo Pirisi, visto che il post su facebook era proprio il suo, non è neanche tanto velato.

Nella foto i rappresentanti del Pd Cici Peis, Franco Santoro e Mimmo Pirisi

S.I.

Dimissioni e campagna acquisti

ALGHERO – Se da una parte l’uscita dell’Udc è servita a fare finalmente chiarezza, almeno rispetto alle storiche alleanze prodotte dal maggioritario, dall’altra, come lecito attendersi, è il sindaco insieme a sue “connessioni” locali e non a intorbidire ancora una volta le acque. Del resto mollare poltrone e posti al sole, visto che difficilmente a breve saranno di nuovo disponibili. Brucia, pure molto. Ma se i consiglieri dell’Udc hanno finalmente messo la cera alle orecchie, adesso l’eco delle Sirene sta contagiando altri probabili naviganti.

L’indirizzo dove risiedono è in via Mazzini, ma non solo. Infatti, come riportato oggi dalla stampa, tra i destinatari delle dolci melodie pare ci sia anche Alessandro Nasone. Dunque, oltre al Pd locale, in particolare al capogruppo Mimmo Pirisi, c’è anche un altro consigliere che, ad oggi, non ha messo la cera alle orecchie. “Non è vero – precisa però subito Alessandro Nasone, sentito questa mattina telefonicamente da Algheronews – io non sento né vedo il sindaco da un anno e mezzo”. Ma non nega di avere interlocuzioni oltre Rudas con esponenti del Pd tramite proprio Pirisi. “Io condivido in pieno la linea del capogruppo del Pd ovvero che Bruno si deve dimettere con una discussione che deve avvenire in Aula per spiegare cosa è successo in questi mesi, poi si vedrà, certamente al primo posto c’è il bene di Alghero”. E poi gli sfugge, “visto l’andazzo, un commissario per qualche mese potrebbe fare anche bene“, ma poi “non vedo grandi prospettive per Alghero, consegnare la città ai nomi che sto sentendo non mi pare sia una grande cosa, d’altra parte Bruno ha fallito e di questo ne abbiamo preso atto tutti”.

Insomma, anche se le lusinghe da Porta Terra non paiono averlo ancora conquistato, sicuramente Nasone esprime il concetto che, già da settimane, è sempre più diffuso nei tavoli della politica, ufficiali e meno. Ma questo evidenzia la fine che ha fatto Alghero: Bruno ha fallito, ma il futuro è terrorizzante. Tra chi si rende conto che la sua esperienza politica è finita e chi invece vuole garanzie oramai stiamo assistendo ad uno stucchevole gioco al massacro come se dopo Bruno ci fosse il diluvio. Ma così non è. Tutti sanno che Alghero sopravviverà e, anzi, se dovesse crearsi un’alleanza valida, capace e seria potrebbero attivarsi progetti per far uscire la Riviera del Corallo dall’attuale medioevo. Però è ovvio. Il futuro, soprattutto a chi non è strutturato e soffre di nanismo, fa paura. Molto paura.

Per ritornare alle vicende del Consiglio. E’ chiaro che nel Pd paiono esserci delle visioni differenti. O meglio tutto il partito è per le dimissioni, ma mentre il consigliere e dirigente regionale Enrico Daga e la maggioranza dei dem algheresi sono per la fine definitiva dell’esperienza bruniana, Mimmo Pirisi è più possibilista per la continuazione della consigliatura, almeno fino i primi mesi dell’anno prossimo. Anche perchè, è il caso di dirlo, una volta ottenuto lo “scalpo” delle dimissioni (pilotate) del sindaco, qui in Riviera dovrebbero sbarcare i leader del centrosinistra per fare “campagna acquisti” e sopravvivere giusto il tempo per racimolare qualche voto per le politiche. Uno scenario, purtroppo realistico, ma molto lontano dalle reali esigenze di Alghero e degli algheresi che, invece, trovano sponda nella maggioranza dei cittadini e nella quasi totalità delle opposizioni, Pd algherese compreso.

Nella foto il Consiglio Comunale

S.I.

Meglio il Commissario di Bruno

ALGHERO – “Apprendere dalla stampa dell’annullamento della convocazione del Consiglio comunale già prevista desta certamente nell’opinione pubblica più di una perplessità. Che questa notizia poi sia stata appresa, sempre a mezzo stampa, da parte dei consiglieri comunali conferma la confusione politica e l’approssimazione totale di sindaco e di quel che resta della maggioranza ed anche la continua mancanza di rispetto per le istituzioni. Solo a “comunicato stampa inviato” il presidente del Consiglio Matteo Tedde, si è peritato di dare la comunicazione ai consiglieri comunali “anche” attraverso i canali ufficiali”. Psd’Az, Patto Civico e Ncd evidenziano l’atteggiamento anti-democratico e fuori dalla regole da parte dei rappresentanti dell’amministrazione Bruno, a partire dal presidente del Consiglio Matteo Tedde.

“Si legge di lunghe riunioni fatte sabato e domenica per fare la conta dei consiglieri rimasti ma le molte calcolatrici usate davano sempre lo stesso risultato: la maggioranza di ieri si è trasformata in una minoranza che quindi, salvo clamorose campagne acquisti, non ha più i numeri per governare. E si sa i numeri sono sempre impietosi. Il sindaco forse avrebbe fatto meglio ad occupare tutto quel tempo ad esempio per cercare le case alle persone rimaste senza alloggio dopo l’incendio della scorsa settimana. Ma tant’è, anche in questo caso Mario Bruno e suoi hanno preferito occuparsi della propria sopravvivenza piuttosto che della città”.

“Succede anche questo in una amministrazione dove il progetto politico è fallito per la manifesta incapacità di far coesistere anime ed obiettivi diversi, anzi opposti, e dove chiunque si sia trovato a confrontarsi con il sindaco è stato costretto ad accettare lo status di sottomissione a prescindere oppure andarsene. Crediamo che il coraggio dimostrato da parte dell’UDC sia da plaudire, vista l’assunzione di responsabilità, alla luce del sole, di voler per ben due volte dare supporto al sindaco ed alla sua maggioranza, ed oggi difronte al tentativo di allungare il brodo da parte del sindaco, constatare l’assoluta inaffidabilità e inutilità politica del primo cittadino”.

“E pensare che solo pochi anni fa, questi soleva giustificare le proprie azioni fatte di nascosto, con incontri e pizzate segrete, per far sciogliere il consiglio comunale nel 2013 dicendo che era meglio il commissario anziché veder galleggiare il sindaco di allora, al solo scopo di procurarsi una poltrona che forse credeva comoda come quella che aveva occupato inutilmente in regione. A parti inverse oggi il sindaco ed i suoi accoliti ribaltano la situazione e pur di galleggiare anche solo per qualche settimana in più provano ad allungare un brodo ormai andato a male, senza rendersi conto che il commissario invocato e fatto arrivare da Bruno qualche anno fa è lo stesso che verrebbe oggi per sollevare Alghero da questa agonia che dura ormai da troppo tempo. Come dire, ogni sindaco ha il proprio commissario, e Bruno, se ne faccia una ragione, non fa eccezione”.

“Intanto in tutto questo galleggiare, sta soffiando un vento da terra che allontana dalla riva e inevitabilmente condurrà il sindaco e quel che resta del suo equipaggio a naufragare al largo, lontano lontano. Evidentemente nel vocabolario di Bruno la parola dimissioni proprio non esiste”.

Nella foto i rappresentati dei partiti

S.I.

Ufficiale: sedute Consiglio revocate

ALGHERO – Solo dopo la pubblicazione sui media e con i consiglieri che l’hanno saputo dalla stampa, ecco che è arrivata dal Presidente del Consiglio Matteo Tedde la comunicazione della revoca delle sedute fissate per oggi, domani e mercoledi. Come già scritto [Leggi], siamo davanti alla peggiore condizione politico-amministrativa mai attraversata da Alghero. Eppure, sindaco e maggioranza, perseverano e vogliono addirittura arrivare a fine agosto e al limite temporale per l’approvazione del Bilancio Consuntivo che, va sottolineato, non è una delibera che “libera la spesa” e sblocca fondi pubblici, ma certifica l’andamento della spesa dell’ultimo anno dell’amministrazione e diventa una sorta di “bilancio politico” della stessa. Dunque votarlo positivamente o anche astenersi, di fatto, vuole dire far parte della maggioranza bruniana.

Nella foto la comunicazione dalla presidenza dell’Aula

S.I.

Salta il Bilancio, rinvio fine: è delirio

ALGHERO – Una cosa è certa: grazie a Mario Bruno e la sua maggioranza, come è stato sempre sottolineato da Algheronews, stiamo assistendo a tutto una serie di accadimenti politici e amministrativi (negativi) mai visti prima. Inediti, marziani. Ma anche anormali e perfino anti-democratici. Come la comunicazione dell’avvenuto rinvio della discussione e votazione del Bilancio Consuntivo. Invece di ricevere una comunicazione ufficiale da parte del presidente Matteo Tedde, i consiglieri, quelli che poi dovrebbero “salvare” lo stesso Bruno (almeno alcuni di essi), hanno saputo dalla stampa di tale cancellazione e rinvio.

La nuova data è martedi 18 agosto, anche se, ad ora, alcuni consiglieri ancora non sanno nulla. Mentre, come già scritto [Diffida della Regione], il 12 settembre scadrà il termine per l’approvazione del documento contabile, altrimenti verrà il commissario al fine di certficare lo scioglimento del Consiglio. Come detto, una serie interminabile di questioni e problemi che avrebbero mandato a casa chiunque, non chi ne fa una questione di vita. Non è più politica, è evidente, ma è garantirsi un presente e futuro per se e propria cerchia compresi i referenti politici regionali che sentono odore di scranni parlamentari e come squali sarebbero disposti a qualsiasi cosa, pur di avere qualche voto in più. Ma tale desiderio oramai sta venendo meno, del resto con l’uscita dall’Udc dalla maggioranza e la “sconvocazione” del Consiglio sul Bilancio, siamo all’ennesima riprova della fine dell’esperienza amministrativa di Mario Bruno.

Resta ancora l’interrogativo se il Consiglio sarà comunque convocato nella giornata di mercoledi. In totale quasi 40 punti tra cui anche passaggi importanti, e non rinviabili, come la nomina del capitano della Compagnia Barracellare, adeguamento al Piano di Protezione Civile Comunale 2017, regolamento per il funzionamento del Centro Anziani e tanti altri punti. Invece, quasi sicuramente niente. Anche questa seduta è molto probabile che venga rinviata. Del resto, in due giorni, non è possibile fare “calcio mercato”, più facile attuarlo a fine agosto ad avvenute dimissioni “pilotate”. Per adesso, però, come oramai avviene da mesi, Alghero non ha un’amministrazione in carica in grado di poter dare le risposte attese e promesse. Senza considerare l’assenza dell’assessore al Turismo da quasi 5 mesi, alla faccia delle categorie e del comparto produttivo.

Nella foto il Consiglio Comunale di Alghero

S.I.

Calvario bruniano: resa dei conti

ALGHERO – Un Calvario, non ci sono altri termini più calzanti per descrivere il percorso amministrativo e politico dell’alleanza alla guida della città dal 2014. Tre anni e quattro estati di colpi di scena, riunioni, incontri, tavoli, rotture, uscite, rientri e soprattutto, ed è questo che deve interessare a tutti gli algheresi, e infatti basta farsi un giro per registrare il loro parere, senza quelle risposte annunciate in campagna elettorale. Soprattutto sulle tematiche prioritarie del territorio dunque sanità, porto, viabilità, Maria Pia, Puc, Porto Conte, Pul e tanto altro.

Senza i voti dell’Udc Bruno e i suoi non avrebbero vinto le elezioni e senza i voti dei consiglieri scudo crociati non avrebbero ottenuto i posti al sole di questi mesi e soprattutto la possibilità di governare una città dalle enormi potenzialità inespresse qual è Alghero. Oggi, anzi venerdi sera, i consiglieri centristi Alessandro Loi e Donatella Marino insieme agli altri organismi del partito, hanno deciso di di dire basta. Vista la mancata risposta ai punti programmatici elencati negli scorsi giorni, l’Udc va definitivamente all’opposizione.

“La nostra onestà intellettuale ci impedisce di proseguire un’esperienza politica che non sembra offrire più margini di realizzazione secondo quanto più volte richiesto e concordato. Lo facciamo nell’esclusivo interesse della collettività rinunciando, senza alcun rimpianto, a ricoprire importanti ruoli istituzionali”, scrivono dallo Scudo Crociato. Parole inequivocabili che sanciscono la definitiva separazione tra il partito guidato da Loi e il centrosinistra di Mario Bruno. Una scelta anche politica. Infatti, a parte i punti programmatici, non è andato giù all’Udc l’evidente riavvicinamento (semmai ci sia stato un allontanamento) tra Bruno e i vertici regionali del Pd, almeno nella corrente soriana. Questo, è evidente, in vista dei congressi dei dem e soprattutto delle elezioni nazionali. Fare l’utile idiota non piace a nessuno, figuriamoci ad una forza politica senza la quale non si sarebbero vite le elezioni. E, dunque, eccoci qua a raccontare l’ultima parte del Calvario.

Gli scenari. Adesso ci sarà la resa dei conti. Lunedi il Consiglio Comunale convocato, però, in seconda convocazione per martedi. Questo perchè il Sindaco sapeva già di avere dei numeri risicati. In quella data, ovvero il primo di agosto, dovrebbero svolgersi i lavori. In discussione e votazione il Bilancio Consuntivo. Vista anche l’assenza di Linda Oggiano, se tutti i consiglieri bruniani vanno in aula, la maggioranza arriverebbe a 12. Uno un meno delle opposizioni che invece sarebbero 13. A questo punto il Documento Contabile sarebbe bocciato e non ci sarebbe più maggioranza. Fatto, quest’ultimo, che oramai è accertato e appurato, come chiedono tutti, Pd compreso, a Bruno non restano altro che le dimissioni.

Nella foto il Consiglio Comunale di Alghero

S.I.

Pd Alghero: dimissioni e voto subito

ALGHERO – “È arrivata, così come numerosi atti politici facevano presagire, la dichiarazione, da parte dell’UDC, con i consiglieri Loi e Marino, del passaggio dall’appogio esterno all’opposizione della maggioranza che guida la città”. Cosi il segretario del Partito Democratico Mario Salis rispetto alla notizia, anticipata da Algheronews [Leggi], della definitiva presa di posizione dell’Unione di Centro che lascia la maggioranza e va all’opposizione.

“Questo ulteriore atto dei consiglieri comunali UDC, certifica, per mancanza di progettualità e prospettiva politica, la fine della strana coalizione di centro sinistra destra, messa su da Bruno per vincere le elezioni, ma non per governare e realizzare un progetto di rilancio del territorio. Il circolo cittadino del PD con i due consiglieri comunali, vista la oggettiva mancanza di una maggioranza in consiglio, e, dunque la impossibilità a svolgere una azione amministrativa degna di tale nome, chiede al sindaco, di rassegnare le proprie dimissioni, per uscire da questa palude amministrativa, consentendo così, responsabilmente, alla nostra comunità di esprimersi democraticamente per la scelta di una nuova amministrazione”.

Nella foto il Pd di Alghero

S.I.

Udc all’opposizione: game over

ALGHERO – Il dado è tratto. Nonostante sia un azzardo fare un’affermazione del genere, visti presupposti e protagonisti, sembra che questa volta l’Udc abbia rotto definitivamente con Mario Bruno. Da appoggio esterno a opposizione. Così è stato deciso in una riunione di ieri sera (venerdì) tra i consiglieri centristi e direttivo del partito. Tutto questo in attesa della nota ufficiale del partito.

La classica goccia che ha fatto traboccare il vaso pare sia quella che ha visto negare la concessione degli spazi sportivi (con anche una revoca degli atti) cosi come deciso dall’assessorato guidato fino poco tempo fa da Antonello Usai. Uno smacco inaccettabile a cui si aggiungono le mancate risposte ai punti messi nero su bianco dall’Udc con destinatari Sindaco e, oramai, ex-alleati. Inoltre sulla definita rottura ha pesato anche la palese è sempre più fitta interlocuzione di Bruno coi vertici della corrente soriana del Pd, ciò in vista delle elezioni nazionali di febbraio.

A questo punto l’Udc, coi consiglieri Loi e Marino, dovrebbe partecipare al Consiglio di martedì e votare contro al Bilancio Consuntivo. Delibera oramai a rischio vista anche l’assenza di Linda Oggianu tra le fila della maggioranza. Insomma, per Bruno è veramente finita. Poi, la politica può tutto, ma numeri alla mano non c’è più maggioranza.

Bilancio, la Regione diffida Bruno

ALGHERO – Con decreto numero 5 del 24 luglio, divulgato solo oggi, la Giunta Regionale, a firma dell’assessore agli Enti Locali Cristiano Erriu, diffida i comuni della Sardegna che l’hanno ancora fatto ad approvare il Bilancio Consuntivo. Un termine in totale di 50 giorni entro cui il quale le varie amministrazioni (in totale circa 87) dovranno mettersi in regola. Altrimenti, in caso contrario, arriverebbe il Commissario regionale con anche il rischio della fine anticipata della consigliatura.

Un richiamo avvenuto anche in passato che però dal punto di vista politico certifica, ancora una volta, il fallimento del progetto politico condotto da Bruno che vede il centrosinistra alla guida della città grazie ai voti alle elezioni e oggi in aula dei due consiglieri dell’Udc. Restando sul tema crisi adesso l’Udc potrebbe anche allentate la morsa e chiedere più tempo per ottenere le risposte ai punti posti nel documento-ultimatum inviato al sindaco. Ad oggi ci sarebbe la volontà di accettare queste condizioni. Ma siamo nel campo, ancora, delle parole e, come noto, “verba volant”. E se non l’hanno ancora compreso quelli dell’Udc, vuole dire che qualcosa non torna e i punti sono solo un palliativo per altri auspici. Legittimi, ma oscuri.

Nella foto Bruno in Aula

Pd, Bruno e Udc: voto, trame e Sirene

ALGHERO – Nel suo, quasi, quotidiano aggiornamento su facebook aveva annunciato che sarebbe andato a Cagliari per parlare con la Regione di Turismo, Servizi Sociali, Urbanistica e Sanità. Ma, vedendo anche la foto dell’articolo, Mario Bruno pochi giorni fa si è recato nel capoluogo sardo anche per altri motivi. Sicuramente più vitali, per lui e la sua compagine governativa. Lo scatto con i consiglieri regionali Luigi Lotto e Gavino Manca (e l’incontro anche con Salvatore Demontis) conferma quelli che sono i rapporti, sempre vivi, con alcuni dei leader del Partito Democratico. Non con tutti, ovviamente. Ma con l’area soriano-renziana, però, resta un legame molto stretto e forte.

E questo a prescindere dal fatto che Bruno non abbia in seno il brand del Pd. E’ chiaro che, oltre Rudas, il sindaco, e anche alcuni “suoi” consiglieri, sono indissolubilmente visti come parte integrante del Partito Democratico. Qui, com’è noto, c’è stata la “diaspora” che ha portato alla candidatura a sindaco di Enrico Daga e l’altra dello stesso Bruno. A quel punto, candidandosi contro, lui e gli eletti in via Columbano sono stati estromessi dal partito. Passaggio che però non ha di certo spezzato i fili che collegano il sindaco ad alcuni rappresentanti regionali e in particolare Lotto. Con quest’ultimo esiste un patto di ferro. Ciò è evidente dal percorso di questi anni, dalle nomine e dalle scelte in capo a Porta Terra.

E questo è stato certificato anche dalla scelta del capogruppo del Pd, Mimmo Pirisi, che, per ben due volte, dunque non è certamente un caso, ha garantito il numero legale nell’importante commissione bilancio permettendo così che il documento contabile possa arrivare in aula. Sarebbe giunto lo stesso, ma, senza il “soccorso rosso” di Pirisi, l’approdo sarebbe stato monco. Invece cosi non sarà. Il Pd ha sostituito, in commissione, l’Udc che, con Donatella Marino, aveva lasciato in anticipo l’organismo. D’altra parte, come comunicato nella giornata di ieri, il Pd (vista anche una scelta di tutta la segreteria in accordo con anche i vertici provinciali) non garantirà in Aula i numeri al sindaco.

Ma è oggettivo che assistiamo da troppi mesi ad un balletto: c’è chi entra e chi esce. Ma la verità vera, che gli addetti ai lavori conoscono bene, ma faticano a raccontare ufficialmente, è che essendoci le elezioni nazionali dietro l’angolo, il Pd vorrebbe arrivare a quella data con una guida di Alghero riferibile al centrosinistra. In aggiunta è noto che anche Bruno, già da anni, punta ad essere eletto in Parlamento e, salvo sorprese, a febbraio, farà in modo che questo accada. Strategia più che legittima, da parte dei big democratici. Mentre resta non facilmente comprensibile come possa, ancora, mantenere in vita questa esperienza politica (opposta al suo dna, basti pensare alle lotte di questi anni contro i governi regionali targati Soru) l’Unione di Centro. Negli ultimi tempi sembra essersi rotto l’incantesimo tra i centristi e le Sirene di Bruno, anche se le ammalianti melodie non si placano e la ricaduta è facile. Ma, come Ulisse, basterebbe un po’ di cera e soprattutto di vero interesse per e amore per Alghero per comprendere che, purtroppo per la città, l’esperimento bruniano è fallito.

Nella foto (scatto di questa settimana a Cagliari) i consiglieri regionali Gavino Manca, Luigi Lotto e il sindaco Mario Bruno

S.I.