Dismissione Cra, Sinistra contro

ALGHERO – Continua la linea critica e prese di distanze dalle decisioni del Sindaco Bruno da parte della sinistra cittadina. Non è la prima volta che, questa porzione della politica che in realtà farebbe parte dell’attuale compagine, rappresentata anche da alcuni consiglieri comunali (come Moro), non condivide e anzi si oppone alle scelte di chi siede a Porta Terra.

E come anticipato dal titolo dell’articolo di Algheronews [Leggi], la Sinistra ribadisce la sua contrarietà al posizionamento del Centro Anziani al posto dell’Ostello della Gioventù con la vendita della struttura di viale della Resistenza. “ll Circolo #AlgheroRibelle, vista la nota del Coordinamento di “Sardenya i LLibertat” (di cui fa parte l’ex-sindaco Carlo Sechi ndr), dichiara di aderire sin d’ora ad ogni iniziativa che si vorrà porre in atto al fine di evitare la dismissione del Centro Residenziale per Anziani di Calabona”.

“Il Circolo segnala inoltre come per altre strutture, ad esempio lo storico Mercato civico di via Sassari, sia stato utilizzato lo stesso sistema (niente manutenzione e poi chiusura) con la conseguente perdita della sua antica destinazione di luogo di incontro e di scambio, non solo economico, della comunità”, e ancora dalla Sinistra cittadina l’affondo contro la Giunta Bruno, “questo modo di utilizzare i beni pubblici, senza alcun preventivo coinvolgimento dei cittadini, è lontano, a nostro parere, dal perseguimento degli interessi collettivi e diffusi di cui un’amministrazione dovrebbe in primo luogo interessarsi”.

Nella foto i Vigili del Fuoco durante lo sgombero del Cra di viale della Resistenza

S.I.

Nasone nel PD, bruniani alla porta

ALGHERO – “Alla Cortese Attenzione del CapoGruppo Consiliare del Partito Democratico – Alghero, il Sottoscritto Alessandro Nasone, in qualità di consigliere comunale della città di Alghero, considerato il recente tesseramento nel Partito Democratico, chiede alla S.V., in base all’art. 2 dello statuto del Partito Democratico, la possibilità di far parte integrante del gruppo consiliare del Partito Democratico dalla prossima seduta del Consiglio Comunale di Alghero”.

Come anticipato già dal 26 luglio da Algheronews [Leggi], il consigliere eletto in maggioranza nella lista dell’Upc, che espresse Gianni Cherchi come assessore, poi dimessosi per divergenze coi vertici amministrativi, compie l’ultimo definitivo passaggio per l’ingresso nella forza politica guidata da Martina. Dopo un percorso di avvicinamento, collaborazione con gli altri consiglieri dem, e soprattutto col via libera del segretario provinciale Cordedda, dunque, si arriva, quasi sicuramente già con la prossima seduta della massima assemblea cittadina, all’ufficializzazione ovvero l’accettazione da parte del gruppo consigliare, dunque Mimmo Pirisi ed Enrico Daga, dell’ingresso di Alessandro Nasone.

Oltre questo passaggio che poco cambia negli assetti che dividono sostenitori e oppositori del Sindaco, è evidente che l’ingresso in Campo Progressista da parte di Matteo Tedde e Giusy Piccone, come dice in questi casi, “non sarà indolore”. O meglio, ci si prepara per le fondamentali scadenze elettorali, consci che oramai la fine del mandato è sempre più vicina. Mentre per quanto riguarda gli altri consiglieri eletti con la lista del Sindaco (Curedda, Carta, Fadda, Sartore, Nonne e medesimo discorso dovrebbe essere per lo stesso Sindaco e l’Esposito) sembra oramai certo che non potranno rientrare nel Pd e dunque alle prossime elezioni dovranno candidarsi in altri partiti o nuovamente in una lista civica.

Nelle foto il consigliere Alessandro Nasone

S.I.

Plauso a Cau, schiaffi a Bruno

ALGHERO – “Come Forza Italia-Alghero facciamo un sincero plauso al Dott. Roberto Cau, amministratore dimissionario della Secal, che dando dimostrazione di serietà e coerenza ha lasciato l’incarico e senza trincerarsi dietro ai soliti “motivi personali” o “sopravvenuti impegni professionali”. E’ Forza Italia-Alghero a commentare le dimissioni del Presidente della Secal, Roberto Cau, il quale le ha comunicate in questi giorni con a corredo un critica all’amministrazione in carica rispetto alla gestione del settore.

“In questo modo ha smascherato le millanterie e le incapacità del sindaco Bruno, rendendo pubbliche le motivazioni del suo addio. Ricordiamo gli squilli di tromba di un anno fa, allorché il Sindaco, come suo solito, fantasticò sul rilancio della Secal, con promesse di nuove assunzioni, efficientamento della struttura societaria, nomina di un direttore e altre amenità del genere ed invece a distanza di un anno si è svuotata la Società di riscossione di ogni compito, affidando ad una società esterna (peraltro completamente sprovvista di esperienza nel settore) l’attività accertativa”.

“Inoltre gli si è tagliato il budget, impedendo non solo l’assunzione di un direttore ma mettendo a rischio la già ridotta all’osso pianta organica. Insomma l’ennesima dimostrazione di incapacità del sindaco Bruno. Per fortuna siamo arrivati al capolinea, anche se sarà dura nei prossimi 5 anni, rimediare ai danni fatti in tutti i settore da questa amministrazione di Centrosinistra”.

Nella foto il presidente dimissionario della Secal (Cau) e il sindaco Bruno durante presentazione

S.I.

Pai, avanti tutta. Plauso a Balzani

ALGHERO – “Nonostante le ripetute gufate e tatticismi per far perdere tempo, anche sotto ferragosto il Consiglio Comunale è riuscito ad approvare degli importanti provvedimenti. Questo grazie alla volontà del Partito Democratico e di tutta la maggioranza di Centrosinistra”. Mimmo Pirisi, capogruppo del Pd algherese, commenta tramite comunicato stampa, gli ultimi atti approvati in Consiglio Comunale e in particolare quello legato alla pianificazione dell’agro.

“A partire dal Piano d’assetto idrogeologico che, superato l’ultimo scoglio, oramai è divenuto atto vigente permettendoci di portare in Aula, come avevamo promesso, il Piano di Valorizzazione della Bonifica algherese. Un provvedimento per cui abbiamo speso tanto tempo, energia e impegno per arrivare all’obiettivo prefissato che potrà garantire una boccata d’ossigeno all’agro algherese aprendo ad alcuni investimenti, piccoli o grandi che siano, rappresentano pur sempre un passo verso la rinascita di queste importanti zone del Comune di Alghero. Inoltre, sempre come previsto, si è intervenuti sulla Secal modificando la sua “mission” e cercando di renderla più operativa e capace di intervenire insieme alla società privata per sanare le grosse sacche di evasione che vedono importanti e grandi realtà ancora debitrici verso il Comune.

“Infine non può che esserci un plauso al passaggio positivo della mozione che prevede la creazione di un campo da basket pubblico nel centro città che potrà essere utilizzato da tutti. Intanto non posso non evidenziare il grande lavoro che sta facendo l’assessore Alessandro Balzani a cui va il merito di diversi atti che si stanno portando a compimento e non solo legati alle sue deleghe, questo a sottolineare la bontà dell’apporto del Partito Democratico al raggiungimento degli obiettivi prefissati che altrimenti parevano non di facile attuazione”.

Nella foto Mimmo Pirisi

S.I.

Mattarella resti sempre “sardo”

CAGLIARI – “Presidente Mattarella dall’alto dell’elicottero tutto il disagio dei Sardi non si vede” – dichiara Pietro fois, coordinatore regionale dei Riformatori Sardi, “pur rispettando e condividendo il cerimoniale e i motivi di sicurezza che hanno determinato il trasporto in elicottero del nostro Presidente della Repubblica dall’aeroporto di Olbia a La Maddalena, sono certo che vivendo dal basso e non guardando dall’alto la nostra terra, la graditissima visita del nostro stimato Presidente sarebbe di ben altra utilità. Gli avrei fatto percorrere la Olbia Sassari ancora un punto interrogativo circa tempi e risorse, oppure il tratto della Sassari Oristano ormai nel dimenticatoio” – prosegue Fois – “o la Olbia Palau per conoscerne pericolosità e tempi di percorrenza, non credo sarebbe riuscito ad imbarcarsi in tempo per La Maddalena”.

“La nostra Sardegna è tra le più belle al mondo, ma tra le più disagiate in infrastrutture e viabilità, e le garantisco che averLa tra noi è motivo di grande onore e orgoglio , ma ci aiuti a superare i disagi ormai atavici che attanagliano la nostra mobilità e la nostra economia. Rappresenti con la Sua autorevolezza a questo governo la necessità di accelerare l attenzione su di noi. Signor Presidente le rinnovo tutta la mia stima , e grazie per essere qui con noi, ma rimanga Sardo anche anche quando le sue brevi vacanze ,che Le auguriamo riposanti e serene, saranno finite. Sono certo che i Sardi possono contare sulla sua sensibilità”, Conclude il coordinatore Fois.

Nella foto un incontro dei Riformatori Sardi

S.I.

Leggi Regionali bocciate: incapaci

CAGLIARI – “Continuano a pioggia le bocciature delle leggi regionali del centrosinistra da parte del Governo”. Il consigliere regionale di Forza Italia Marco Tedde interviene sull’impugnazione del Governo della legge regionale di giugno in tema di reclutamento di personale e di bandi di concorso. La legge che il Governo ha censurato per incompetenza davanti alla Corte Costituzionale prevede che al personale non dirigente sia riconosciuta un’indennità aggiuntiva e che la competenza a determinare il contingente dei posti da mettere a concorso sia in capo all’Assessore del personale.

“La volpe regione perde il pelo ma non il vizio. E’ singolare che in relazione a questo secondo profilo di illegittimità per violazione del principio di separazione tra politica e amministrazione, già il TAR Cagliari con una sentenza di febbraio del 2018 avesse annullato un concorso per 20 dirigenti. Ma la Giunta regionale ha fatto orecchie da mercante.” Secondo Tedde, se il Governo a prescindere dalla colorazione politica nel giro di pochi mesi impugna importanti leggi regionali c’è qualche problema nella qualità delle proposte normative. Lacune più volte evidenziate da Forza Italia in aula. “Non possiamo dimenticare il bilancio del 2016 annullato dalla Corte Costituzionale –ricorda Tedde- e l’impugnazione del Governo della variazione di bilancio che a detta della Giunta regionale avrebbe dovuto sanare le illegittimità costituzionali rilevate. E ancora, le bocciature dell’Antitrust e dell’Anticorruzione della legge di riforma dell’Egas, anch’essa impugnata dal Governo Gentiloni, nei confronti della quale in aula abbiamo a più riprese denunciati pesanti vizi che porteranno al suo annullamento. E a seguire la bocciatura da parte del Governo della legge sugli appalti”.

“Anche questa da noi duramente contrastata in aula.” Secondo Tedde queste bocciature a grappolo sono sintomatiche di una pesante incapacità di comprendere i limiti costituzionali della competenza regionale, e di strutturare proposte normative coerenti con le esigenze della Sardegna e con i limiti dell’ordinamento. E adesso, secondo Tedde, il Governo sarà suo malgrado costretto ad impugnare la legge che stabilizza alcuni operatori privati nell’Arst. “Per fortuna la Giunta Pigliaru potrà continuare a fare danni ancora per poco –chiude Tedde-.”

Nella foto Marco Tedde

S.I.

Piccone, Tedde e Sechi con Zedda

ALGHERO – Va verso un ulteriore definizione il quadro politico algherese in vista dei cruciali appuntamenti elettorali di Febbraio (Regionali) e Maggio (Comunali). Notizia dell’ultim’ora, in anteprima su Algheronews, è l’ingresso in “Campo Progressista” dei consiglieri comunali Giusy Piccone e Matteo Tedde (ex-renziani della prima ora) oltre che dell’ex-sindaco Carlo Sechi. Un passaggio non di poco conto, anzi. Infatti i primi provengono dal Partito Democratico, poi espulsi per la candidatura a sostegno di Mario Bruno e non nella lista dem catalana a favore di Enrico Daga.

Nonostante l’appoggio del Pd all’attuale amministrazione, dunque, pare oramai certo che coloro che si sono candidati nella lista Per Alghero non rientreranno nel partito con sede in via Mazzini. Almeno non tutti e con sfumature diverse (c’è in ballo anche la posizione del Sindaco Bruno e della sua vice Esposito) che potranno palesarsi nei prossimi mesi. Infatti, anche per motivi oggettivi, Raimondo Cacciotto da consigliere regionale è naturalmente entrato nel gruppo del PD diventando tra l’altro interlocutore importante anche per le questioni algheresi.

Certo, questo, certifica ancora di più quanto sia magmatica la situazione politica, in particolare quella locale e soprattutto cristallizza l’azione portata avanti dal gruppo consigliare composto da Mimmo Pirisi, Enrico Daga e dal prossimo ingresso di Alessandro Nasone, in relazione alla segreteria di Mario Salis, al fine di rendere distinto, anche se non distante (forse), il Pd algherese dalle classiche formazioni di Sinistra in vista soprattutto delle elezioni comunali di maggio. In pratica, è probabile che la forza politica di Renzi e Martina, ad Alghero, possa fungere da ago della bilancia e sondare, in base ad accordi programmatici, dove condividere percorsi amministrativi utili a raggiungere obiettivi che, volenti o nolenti, che si trascinano da anni.

Nella foto l’incontro di Campo Progressista alla presenza dei nuovi ingressi algheresi

S.I.

Regionali, Pd e Sinistra uniti al voto

CAGLIARI – Centrosinistra verso la riunificazione in vista delle Regionali. Nessun esperimento, nessuno nuovo quadro politico, come spesso viene anelato dagli “statisti” locali e anche da chi vorrebbe andare oltre i classici steccati. Oramai è certo che il Partito Democratico andrà con la Sinistra. Possibile che possa trascinare qualche sigla “centrista”, ma lo scenario generale sarà il medesimo delle ultime tornate elettorali: Centrodestra, 5 Stelle e Centrosinistra.

E in vista del cruciale e fondamentale voto di febbraio, il Centrosinistra, come fa a sapere l’agenzia Ansa. prova a rialzarsi dopo la batosta elettorale del 4 marzo e scacciare i venti di crisi che scuotono la coalizione che guida il governo della Regione, in vista delle elezioni per il rinnovo del Consiglio del febbraio 2019. Il Partito democratico, con le solite divisioni interne sfociate in duri scontri e perfino nella “rissa” tra Silvio Lai e Renato Soru, sta tentando, non con senza diverse difficoltà, di voltare pagina

Nei giorni scorso il neo-segretario Emanuele Cani si è mosso anche all’esterno incontrando il governatore Francesco Pigliaru, con cui ha discusso anche delle Regionali, e i rappresentanti di Anci e Cal per un confronto sulla condizione degli amministratori locali, in prima linea per contrastare la crisi e lo spopolamento e alle prese con le difficoltà della finanza locale. Ma soprattutto è il neo-segretario a lanciare un appello ad un alleato di peso: il Campo Progressista Sardegna che, oltre all’augurio di “buon lavoro”, ritiene “necessario ed urgente un confronto politico bilaterale” su alcuni temi. Come noto Campo Progressista rappresenta un interlocutore fondamentale per il Partito Democratico della Sardegna. “Colgo quindi l’invito rivolto da Luciano Uras e Campo Progressista a organizzare in tempi rapidissimi un incontro con l’obiettivo di saldare ancora più il rapporto tra i due partiti in previsione delle elezioni regionali del 2019”, queste le parole di Cani. Di fatto, come detto in apertura, ad Agosto ritorna unito il Centrosinistra che ha governato Regione e due centri importanti come Sassari e Cagliari e che a Febbraio si ripresenterà unito.

Nella foto una sede del Pd

S.I.

Pd provinciale, no tagli posti letto

ALGHERO – “Non possiamo non rilevare e registrare la diffusa preoccupazione di operatori sanitari e cittadini per la bozza della delibera che definisce i posti letto delle strutture ospedaliere in Sardegna che prevede un taglio pesante dei posti letto di medicina, chirurgia e lungodegenza al Santissima Annunziata” così scrive il Segretario Provinciale del Pd Gianpiero Cordedda in una lettera aperta al Presidente Pigliaru e all’Assessore Arru firmata insieme ai Segretari cittadini di Sassari Gianni Carbini di Alghero Mario Salis e di Ozieri Giuseppina Sanna.

“Colpisce ancora di più perché nei mesi scorsi l’Assessore Arru aveva incontrato a Sassari nella sede del PD gli operatori sanitari dando precise garanzie e assumendo precisi impegni che purtroppo potrebbero essere disattesi.” “Siamo consapevoli che la delibera prevede un periodo di 3 anni entro i quali raggiungere i risultati, ma il dato finale porta ad una riduzione che penalizza l’assistenza sanitaria del Nord Sardegna.

“28 posti letto in meno in Chirurgia generale, 20 in meno di medicina e 26 in meno di lungodegenza solo a Sassari, cui si aggiungono i tagli ad Alghero ed a Ozieri costituiscono un conto da pagare per il Mater Olbia, che ricade o ricadrebbe tutto sul Nord Ovest della Sardegna e non come aveva garantito il Presidente Pigliaru nel rappresentarla come un’eccellenza regionale, su chi aveva più posti letto. Al Nord per 500mila abitanti (tra Sassari e Olbia) ci sono 50 posti di lungodegenza (neanche uno all’ospedale di Sassari) contro i 133 di Cagliari per 560mila abitanti con la certezza di aumentare le barelle nei reparti, di rendere impossibili le dimissioni dei pazienti dai reparti di medicina o di aumentare i ricoveri impropri. Alla positiva costruzione di una rete riabilitativa di eccellenza non può corrispondere un taglio della lungodegenza che si riflette su altre patologie e pazienti dei reparti per acuti. E non è il solito tema di: “ Sassari contro Cagliari”. Come si conciliano i 34 posti di lungodegenza per tutta la ex Asl 1, situati a Ittiri e Thiesi e non a Sassari, contro i 34 dell’Ogliastra e i 22 del Sulcis? Inoltre non sono da dimenticare i ridimensionamenti poco comprensibili come i 9 posti letto a Sassari per la gastroentorologia contro i 12 del Mater Olbia e i 46 di Cagliari o il declassamento della patologia chirurgica”.

“Sappiamo che l’ospedale di Sassari è un Ospedale di eccellenza, e sulla carta dovrebbero essere gli ospedali di Alghero e Ozieri che attendono di sapere il loro futuro di Ospedale unico a svolgere l’attività ordinaria, e Ittiri e Thiesi a garantire la lungodegenza, ma la realtà è un’altra, sia sul piano del fabbisogno dei cittadini che su quello organizzativo. Preoccupa che ATS continui a comportarsi come se gli ospedali di eccellenza non siano dei veri Hub ma dei competitori, vale a Sassari ma pare valga anche con il Brotzu a Cagliari”.

“In sintesi, lealtà con la Giunta non può significare nascondere le preoccupazioni dei cittadini o far finta che vada tutto bene, la riforma del sistema sanitario non poteva essere rinviata, ma la sua gestione richiede correttezza e mantenimento degli impegni: non si cancellano servizi prima che siano pronti quelli sostitutivi e i sacrifici vanno suddivisi tra territori e non sui “soliti”.

Nella foto un incontro del Pd con Gianpiero Cordedda

S.I.

Crack Sanità: bordate, ma Arru resiste

CAGLIARI – Il Consiglio regionale si è riunito, questa pomeriggio, sotto la presidenza di Gianfranco Ganau. In apertura di seduta il presidente ha riferito all’Aula che il gruppo di Fratelli d’Italia Sardegna ha cambiato nome in Fratelli d’Italia. I lavori sono iniziati con l’esame congiunto delle mozioni n. 424 (Cherchi e più) “in merito alla mancata applicazione del documento di ridefinizione della rete ospedaliera della Regione autonoma della Sardegna approvato dal Consiglio regionale nella seduta del 25 ottobre 2017 e agli atti adottati dalle Aziende sanitarie in contrasto con il documento, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell’articolo 54 del Regolamento”; della n. 427 (Cossa e più) “sulla procedura di verifica di coerenza da parte del Ministero della salute della riorganizzazione della Rete ospedaliera della Regione ai sensi della legge n. 164 del 2014, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell’articolo 54 del Regolamento”; l’esame dell’interpellanza n. 364/A presentata da Pierfranco Zanchetta (Cristiano popolari socialisti) “sulla necessità di fare chiarezza sullo stato di esecutività del piano di “Ridefinizione della rete ospedaliera” (da oltre 8 mesi in attesa del parere ministeriale) e sull’urgenza di dare attuazione alla riforma, compresi i presidi di zona disagiata, in essa disciplinati” e della mozione n. 435 (Tedde e più) “circa la discutibile e dannosa gestione delle problematiche sanitarie relative ai diabetici sardi e la richiesta di immediata rimozione dell’Assessore regionale dell’igiene e sanità e dell’assistenza sociale”.

Il presidente ha dato la parola ad Augusto Cherchi (PdS) per l’illustrazione della mozione 424, sottoscritta da esponenti della maggioranza e dell’opposizione. Il consigliere ha sottolineato che alla base della presentazione della mozione c’è la mancata attuazione della Ridefinizione della rete ospedaliera della Regione autonoma della Sardegna, nonostante il Consiglio regionale l’abbia approvata il 25 ottobre del 2017 e trasmesso il documento approvato dal Consiglio regionale al Ministero della salute per la prescritta verifica di coerenza. Cherchi ha evidenziato che l’assessore della Sanità, Luigi Arru, «ha ricordato al Consiglio regionale e alla competente Commissione consiliare permanente che il documento approvato dal Consiglio regionale, per esplicare i suoi effetti, necessita dell’esplicito riscontro positivo del Ministero rispetto alla verifica di coerenza». Il consigliere del Partito dei sardi ha poi aggiunto che l’assessore è stato sconfessato dal suo direttore generale che in commissione Sanità ha detto che la Riorganizzazione della rete ospedaliera è in vigore e operante dalla sua pubblicazione sul Buras l’11 dicembre 2017. Cherchi ha ricordato che «al presidente della Regione e all’Assessore regionale dell’igiene e sanità e dell’assistenza sociale è stata manifestata la necessità, diffusamente condivisa, che le aziende sanitarie regionali si astenessero dall’adottare atti organizzativi e/o amministrativi tali da porsi in contrasto con quanto previsto dal documento come approvato dapprima dalla competente Commissione consiliare e, successivamente, dal Consiglio regionale. Tuttavia – ha proseguito – si rileva l’adozione ex novo o il mancato ritiro in autotutela, di svariati atti delle aziende sanitarie, in evidente contrasto con la ridefinizione della rete ospedaliera approvata dall’istituzione rappresentativa della volontà del popolo sardo». Cherchi ha poi affronta il problema del Programma sanitario triennale «adottato dal direttore generale dell’ATS con deliberazione n. 1122 del 14 novembre 2017 nonostante, ad oggi, non sia stato ancora approvato dalla Giunta regionale previo parere della competente Commissione consiliare (come prescritto dall’articolo 7 della legge regionale n. 17 del 2016)».

Il presidente Ganau ha poi dato la parola a Michele Cossa (Riformatori sardi per l’Europa) per illustrare la mozione 427, sottoscritta anche da alcuni consiglieri della maggioranza. L’esponente della minoranza ha spiegato che il testo cerca di fare chiarezza sull’attuazione del riordino della rete ospedaliera. «Questa rete è in vigore oppure no? E’ vero quello che ha detto l’assessore che deve aspettare la verifica di coerenza da parte del Ministero o ha ragione il direttore generale che dice che la ridefinizione della rete ospedaliera è vigente? Se è vigente cosa succederà se verranno chieste modifiche dal ministero e perché sono in piedi atti aziendali in contrasto con quanto previsto dalla rete ospedaliera?». Cossa ha aggiunto che “quello che è successo nella sanità in questi anni è inverosimile” e che “la riorganizzazione della rete è un intervento di primaria importanza, senza che però la Giunta abbia affrontato il problema della sanità territoriale”. Secondo il vice capogruppo dei Riformatori sardi «il risultato è che l’Ats non ha messo mano alla riorganizzazione dei servizi, regna il caos nella sanità territoriale, con personale distribuito in modo disomogeneo e con spostamenti continui dei dirigenti da un luogo all’altro». E ha aggiunto: «Definire la situazione caotica è poco». La sanità in Sardegna «si regge solo grazie al senso di abnegazione e di responsabilità di alcuni che, però, rischia di cedere». Cossa ha detto di essere convinto che l’assessore non sia la causa della situazione attuale e che sia in perfetta buona fede, «ma dopo 4 anni e mezzo di Giunta però siamo arrivati a una situazione mai vista e ci sono responsabilità politiche».

Il presidente Ganau ha dato la parola a Pierfranco Zanchetta (Cristiano popolari socialisti) per illustrare l’interpellanza 364. Il consigliere ha riaffermato la necessità di dare attuazione alla riforma della rete ospedaliera, da lui votata perché convinto potesse dare nuovo impulso e a migliorare la sanità nelle aree disagiate. Zanchetta ha affermato che «regna incertezza sull’esecutività della riorganizzazione della rete ospedaliera. E’ passato troppo tempo – ha detto – e oggi noi abbiamo necessità di risposte e certezze. Non è più rinviabile». Il consigliere ha poi ricordato cosa prevedesse la riorganizzazione per le aree disagiate: «Il Presidio di zona disagiata deve essere dotato: di un pronto soccorso presidiato H24 da un organico medico dedicato all’emergenza-urgenza, preferibilmente inquadrato nella disciplina specifica così come prevista dal decreto ministeriale 30 gennaio 1998 e, da un punto di vista organizzativo, integrato alla struttura complessa del DEA di riferimento che garantisce il servizio e l’aggiornamento relativo; di una unità di degenza di 20 posti letto di medicina generale con proprio organico di medici e personale sanitario non medico; di una chirurgia elettiva a media/bassa intensità di cura che effettua interventi in day surgery e/o week-surgery, con attività non prettamente di urgenza, ma che assicura, con proprio personale medico, anche attraverso l’istituto della pronta disponibilità, l’urgenza di bassa/intermedia complessità risolvibile in loco e che svolge la propria attività in stretto raccordo con il pronto soccorso.

Il presidente ha poi dato la parola a Marco Tedde (FI), per l’illustrazione della mozione 435. «Credo – ha detto – che oggi il Consiglio regionale si avvii a celebrare il crepuscolo della dignità della sanità sarda. Abbiamo mozione di sfiducia e una mozione di censura che sarà seguita da un ordine del giorno censorio che arriva da un gruppo di maggioranza. E’ un fatto di un peso politico straordinario. Assessore Arru ne deve prendere atto». Tedde ha poi aggiunto che «questo quadro nasce a febbraio 2015 ricordo alcuni consiglieri di maggioranza tra i quali il presidente della Commissione Sanità avevano chiesto la rimozione dell’assessore della Sanità». Tedde ha affermato che «la nostra mozione è di sfiducia anche se punta sul problema della patologia diabetica». Un problema che sta a cuore a tutta l’Assemblea e che l’assessore ha affrontato in maniera del tutto insufficiente con una gestione, secondo Tedde, inadeguata. Tedde ha poi ripercorso la vicenda dell’acquisto dei sensori sottocutanei per la misurazione della glicemia, sottolineando in conclusione che «nonostante i nuovi dispositivi siano stati inseriti nel decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 12 gennaio 2017, nei Livelli essenziali di assistenza e abbiano ottenuto la medesima classificazione dei dispositivi tradizionali più costosi già in uso e distribuiti in convenzione dal SSN e regionale, i nuovi strumenti per la cura della patologia diabetica non vengono di fatto forniti gratuitamente ai pazienti sardi». E che «ad oggi l’Amministrazione regionale non ha assunto atti amministrativi idonei a far seguire i fatti alle parole e agli impegni assunti dall’Assessore regionale dell’igiene e sanità e dell’assistenza sociale. E che alla luce di quanto dichiarato dall’Assessore regionale dell’igiene e sanità e dell’assistenza sociale la mancata distribuzione dei nuovi dispositivi per il monitoraggio della glicemia dipende esclusivamente dalla mancanza di volontà politica da parte dello stesso Assessore e dell’Amministrazione regionale». «Con questa mozione – ha detto Tedde – impegniamo il presidente Pigliaru a prendere atto della discutibile e dannosa gestione delle problematiche sanitarie in Sardegna e, in particolare, di quelle relative ai diabetici sardi e revochi con decorrenza immediata l’incarico assessoriale con conseguente rimozione dell’Assessore regionale dell’igiene e sanità e dell’assistenza sociale; di intervenire presso l’Assessorato regionale dell’igiene e sanità e dell’assistenza sociale allo scopo di dare seguito agli impegni assunti qualche mese fa dall’Assessore, circa la distribuzione gratuita ai diabetici sardi dei dispositivi per il controllo ed il monitoraggio della glicemia; e che anche in Sardegna, come in tutte le regioni italiane, siano rimborsati i nuovi farmaci per la cura del diabete di tipo 2 in grado di minimizzare le pericolose ipoglicemie”. Per il consigliere di Forza Italia c’è «una gestione complessiva della sanità sarda non dignitosa: lo dice anche una parte della maggioranza, lo dicono le associazioni degli ammalati, i medici e non». Tedde ha esortato l’assessore a un atto di responsabilità: «Se si dimette ora avrà il nostro ringraziamento e di tutta la sanità sarda e dei pazienti sardi». (ELN)

Dopo l’on. Tedde ha preso la parola l’on. Tocco (FI), secondo cui «questo per l’assessore Arru è l’epilogo di una situazione della sanità sarda che ormai è arrivata al collasso e all’implosione. E’ il punto definitivo della legislatura, il punto di caduta della Regione: sarebbe meglio quasi evitare le sue dimissioni per arrivare alla distruzione definitiva, con noi sulla sponda del fiume ad aspettare. Sarebbe meglio se i colleghi della maggioranza parlassero in quest’Aula e non nei corridoi». L’oratore ha ricordato la vertenza Aias, «con 3 mila sardi senza stipendio da 11 mesi» e ha parlato anche della chiusura del reparto di Chirurgia Plastica al Brotzu «per favorire il policlinico universitario: posso essere anche querelato, non ho paura».

Per l’on. Raimondo Perra (Socialisti), presidente della commissione Sanità, «è bene però ricordare che siamo partiti da un disavanzo spietato che raggiungeva quasi i 400 milioni e con il ministero che era già pronto a commissariarci. Se non ricordiamo questo diventa difficile affrontare il dibattito odierno: abbiamo rischiato la chiusura di 5 ospedali con l’applicazione del DM70, se solo il ministero avesse inviato un commissario». Per l’oratore «il Consiglio regionale ha già approvato la riforma della rete ospedaliera e la commissione ha fatto sforzi enormi ascoltando tutti e cercando di sardizzare i contenuti del DM70. Noi sappiamo che non è tutto a posto ma sappiamo anche che non esiste la riforma che accontenta tutti né esiste la riforma che subito dimostra la sua validità. Dobbiamo avere pazienza: siamo usciti da un tunnel».

Di opposto avviso Forza Italia, con l‘on. Tunis (FI) che ha premesso di «interpretare in modo preciso l’intento della mozione: serve processare un uomo ma le decisioni strategiche assunte dalla maggioranza e in ultima sede dal presidente della Regione». Per l’on. Tunis «è bene che il presidente Pigliaru sappia che sarà un altro il candidato presidente della Regione e lei che oggi pone la fiducia sarà indicato a breve come l’unico responsabile. Rassegni ora le dimissioni e liberi questa assemblerà dal peso: nessuno si spaventa se lei davvero si dimette oggi. Siamo qui per suggerirle con passione di fare questo e avere poi una campagna elettorale leale: a nessuno della attuale maggioranza sarà consentito dire che è venuto dallo spazio. Chi viene dopo di lei non potrà fare la vergine». Rivolto ai colleghi del Partito dei sardi ha detto: «Scegliere da che parte stare, se siete disposti a costruire un futuro diverso per quest’Isola».

Per l’on. Angelo Carta (Psdaz) «non va bene cercare capri espiatori e l’analisi dei mali della Sanità sarda non ci consente di approcciare il tema come ragazzini davanti al primo sacramento. Nessuno è indenne perché tutti hanno usato la sanità, per fini legittimi ma che non sempre sono coincisi con gli interessi generali del popolo sardo. Non assolvo oggi Arru e Pigliaru, che hanno proceduto senza gradualità alla nascita dell’azienda unica della salute. Oggi avrei voluto indagare qui anche sulle responsabilità del dottor Moirano, che non avete tenuto sotto controllo. Non voterò la mozione perché, ripeto, non credo nei capri espiatori ma resta tutta la responsabilità di tutta la maggioranza nell’aver fatto scelte del tutto sbagliate».

Ha preso poi la parola l’on. Tedde (FI), che ha detto: «Nessuno può negare che siamo arrivato all’ultimo gradino dei valori della Sanità dell’ultimo decennio con liste d’attesa di 255 per una mammografia e 127 per una tac. E’ al collasso anche il sistema 118, che è la colonna portante della sanità, mancano decine di medici nelle postazioni medicalizzate. Nel mentre il deficit generale della Sanità sarda cresce: ci vuole chiarire l’assessore Arru quali sono i numeri economici esatti dello sfascio della Sanità sarda? Già nel 2015 la maggioranza aveva chiesto la rimozione dell’assessore: non è un caso”. Per il consigliere algherese “è del tutto inappropriata la gestione delle patologie diabetiche».

Per il Pd ha preso la parola il vice capogruppo, on. Roberto Deriu, secondo cui «il Consiglio avrebbe dovuto occuparsi della spesa sanitaria invece che occuparsi di quella malattia, di quella medicina mancante, di quell’affaruccio di periferia, perché ciò è fondamentale nella vita di un consigliere. Tutto ormai è purtroppo ridotto alla personalità dell’assessore o del presidente e noi, sia chiaro, non celebreremo un processo pre-giacobino in attesa che arrivino i giacobini che nei fatti stiamo invocando. Oggi celebriamo invece un processo alla nostra incapacità di essere assemblea legislativa e non siamo stati capaci nemmeno di leggere i dati economici della gigantesca spesa della Sanità sarda. Non considero utili argomenti come la rimozione di un assessore se non siamo stati in grado di dire ai sardi come sono stati spesi i soldi della Sanità, se si poteva risparmiare e come».

Per l’on. Giovanni Satta (Psd’Az) «sarebbe bello se il presidente Pigliaru andasse in giro per gli ospedali sardi a vedere come sono ridotti. A luglio del 2016 fu approvata la riforma sanitaria e io mi astenni per darvi fiducia. Ora posso dire che la vostra riforma è stato un disastro, nei pochi tratti in cui è stata applicata». Sull’elisoccorso l’on. Satta ha detto: «Noi abbiamo un elicottero ogni 500 mila abitanti e in Lombardia sono 9 milioni con cinque elicotteri. Non ditemi che noi abbiamo una geografia particolare perché in Lombardia, se è per questo, ci sono le Alpi e i laghi».

Per i Riformatori è intervenuto l’on. Cossa, che ha invitato l’assessore Arru a fare lo speaker: «Lei si è distinto per annunci in questi anni, è stato bravissimo. Ma la realtà la contraddice perché quasi nulla di quello che ha annunciato è stato fatto. Per i primi tre anni è campato sui disastri che ha trovato e presumo che il suo successore per i primi tre anni camperà sui disastri lasciati da lei». L’ex sindaco di Sestu ha detto che «la gestione della Asl unica è disastrosa, mancano perfino i libretti pediatrici per i neonati. E’ tutto il sistema che si è incartato e abbiamo voglia noi di costituire commissioni di inchiesta se lei, assessore Arru, non mette mano ai problemi concreti. Siamo davanti a un’incompetenza manifesta in tanti settori della Sanità, spesso causate non da mancanza di fondi ma da incapacità organizzativa. E tutto questo produce un supplemento di pena inaccettabile per i malati e i loro familiari: vi rendete conto che per una colonscopia bisogna attendere 18 mesi? E’ allucinante quanto la situazione dell’Aias, dove le prestazioni aggiuntive sono imposte dall’Asl e poi contestate da chi le ha imposte». (C.C.)

Giorgio Oppi (Udc) ha parlato di “massima involuzione della sanità in Sardegna” ed ha affermato che “sono scontenti malati, medici e cittadini”. L’esponente della minoranza ha ricordato le “lunghe” liste d’attesa ed ha preannunciato il potenziamento del Cup “solo in prossimità delle scadenze elettorali”. Oppi ha criticato le scelte strategiche («la asl unica non è la soluzione per la sanità sarda») e ha definito “disordinata” la gestione del manager Ats. «La sanità sarda – ha tuonato il leader Udc – cade a pezzi e mancano persino i medici». Il consigliere scudocrociato ha inoltre criticato la politica degli annunci per l’apertura del Mater Olbia («abbiate il coraggio di dire che nel 2018 non si potrà aprire») ed anche la gestione della vertenza Aias («Moirano ha scelto pessime persone nei posti più importanti»).

Emilio Usula (Rossomori) ha ricordato il voto contrario “alla riforma sanitaria perché incoerente rispetto ai fabbisogni dei cittadini e dei territori”. Il consigliere che si è dichiarato “non in maggioranza ma non in sintonia con l’opposizione” ha annunciato il voto favorevole alla mozione n. 424 (Cherchi e più) ma non a documenti di sfiducia nei confronti dell’assessore. «Davanti a disservizi e carenze – ha però dichiarato Usula – abbiamo visto fare spallucce e persino le riunioni in commissioni sono state percepite dall’assessore soltanto come incombenze e non come momenti di confronto». Sulla vertenza Aias, Usula ha parlato di “contraddizioni e aspetti inquietanti” ed ha evidenziato la “situazione disperata in cui versano i 1.300 lavoratori”.

Luigi Ruggeri (Pd) ha invitato il Consiglio a “ragionare sul merito degli argomenti” e non già a confrontarsi sulla sanità in generale e sulle politiche della giunta. L’esponente della maggioranza ha difeso l’operato dell’assessore in ordine alle iniziative per le cure del diabete («nel 2014 abbiamo la costituito la consulta diabetologia per mettere in rete esperienze vigenti nella regione») ed ha affermato che “il problema vero è quello dei farmaci biosimilari, considerato che la Sardegna è il luogo dove sono meno utilizzati”.

Particolarmente critico l’intervento del consigliere del Pds, Roberto Desini, che ha affermato di intervenire in Aula “da cittadino libero, da consigliere regionale libero che non ha in quota primari, né assunzioni, né trasferimenti di personale amico, né segnalazioni di imprese nelle forniture”. Il consigliere della maggioranza ha ricordato l’attività di indirizzo e controllo condotta sulla Sanità (25 interrogazioni, 13 mozioni e 9 interpellanze) per affermare che “non c’è dunque da meravigliarsi se i toni alle volte possono essere vibranti, perché conseguenze di atteggiamenti non corrispondenti alle sollecitazioni promosse in materia di sanità”.

Ricordando l’affermazione dell’assessore Arru dell’agosto 2014 («non ho la maglietta di superman»), il consigliere Pds ha tuonato: «L’assessore, viste le bugie raccontate ai sardi, deve indossare quella di Pinocchio». Il consigliere Desini ha quindi rammentato con tono polemico le segnalazioni e le richieste di chiarimenti a suo tempo fatte, sugli interinali alla Asl di Sassari, sull’acquisto di macchinari obsoleti senza gara ed ha così concluso il suo duro intervento: «Le lacrime dell’assessore Arru in occasione dell’approvazione della riforma sanitaria ricordano da vicino quelle dell’ex ministro Fornero, mi auguro che per l’assessore non ci sia dunque un’altra esperienza politica».

Luca Pizzutto (Art.1-Sdp) ha accusato la minoranza di dare “un’impostazione sbagliata alla discussione” e di avere sbagliato “la strategia perché ci costringe a difendere il fortino”. Il consigliere della maggioranza ha evidenziato “la pesante eredità ricevuta dal centrodestra” e l’impegno della Giunta e del centrosinistra “per mettere a posto le cose”. Pizzutto ha ricordato la contrarietà del suo gruppo “per la rimodulazione del progetto Mater Olbia” e i risultati positivi nel frattempo raggiunti con lo sblocco dei concorsi Ats e la “messa in ordine della vertenza Aias”. «Difendo con orgoglio il lavoro fatto con la riforma sanitaria – ha spiegato Pizzutto – che ha impedito l’applicazione del decreto ministeriale che si darebbe abbattuto sull’Isola come una mannaia che avrebbe cancellato nove ospedali». Il consigliere ha quindi chiesto delucidazioni sull’iter ministeriale della riforma ospedaliera ed ha così concluso: «Ho elementi di delusione nella gestione della sanità sarda ma voterò contro la sfiducia e darò fiducia all’assessore nella speranza che le criticità possano essere risolte positivamente».

Il capogruppo Upc, Pierfranco Zanchetta ha ribadito i concetti espressi nell’illustrazione dell’interpellanza ed ha invitato l’assessore “a passare dalle parole ai fatti con la piena applicazione della rete ospedaliera”. «La riforma non è un disastro – ha precisato il consigliere della maggioranza – ma ha elementi qualificanti dell’offerta sanitaria, l’urgenza è dare attuazione a quella riforma e l’assessore non può lasciare quest’Aula senza assumere quest’impegno nella formalità degli atti e non solo con le parole». (A.M.)

Il capogruppo dell’Udc Gianluigi Rubiu, in apertura del suo intervento, ha ricordato i dati forniti dal Consorzio per la Ricerca economica applicata in Sanità che assegnano alla Sardegna la maglia nera nella classifica della qualità dell’offerta sanitaria. «La vostra gestione ha fallito – ha detto Rubiu – registriamo una perdita di qualità e l’allungamento delle liste d’attesa. Alcuni territori tra i quali il Sulcis Iglesiente si trovano in forte difficoltà».

Il capogruppo di Art1-Mdp Daniele Cocco ha annunciato il voto contrario alla mozione presentata dalla minoranza: «Voterò invece a favore di quella presentata da Augusto Cherchi (Pds) perché ne condivido i contenuti». Cocco ha poi sottolineato che in Aula si faccia il gioco delle parti. «Oggi contestate Arru ma se si dovesse votare la sfiducia alla Giunta anche voi sareste in difficoltà perché tra i 60 consiglieri presenti nessuno vuole andare a casa». Il capogruppo di Art1-Mdp, dopo aver ricordato le difficoltà nel mettere mano alla riforma sanitaria, si è detto sicuro della possibilità di trovare una soluzione ad alcune questioni. «Moltissime delle istanze sollevate dalle mozioni possono avere risposta. Siamo comunque contrari a qualsiasi mozione di sfiducia o di censura».

Il presidente del gruppo Misto Annamaria Busia ha manifestato il suo imbarazzo per l’andamento del dibattito in Aula. «Io sono convinta che la riforma non può essere attuata perché è una riforma sbagliata. L’ho detto in tempi non sospetti illustrandone le ragioni. La responsabilità è di tutti coloro che l’hanno votata. Oggi c’è una situazione curiosa: le mozioni sono state presentate da chi era a favore e da chi l’ha contrastata. Questo dibattito è tardivo. Io chiesi le dimissioni dell’assessore quando denunciai un caso gravissimo che se fosse stato risolto avrebbe portato denaro in cassa e risolto una situazione che ha creato tantissimi problemi (Project Nuoro ndr). A cosa servono oggi le dimissioni di Arru? Adesso la situazione è drammatica, realtà come il Brotzu, prima considerate eccellenze, oggi presentano gravissime carenze. Sulla Brest Unit sta accadendo quello che avevo paventato: manca un team dedicato alla chirurgia della mammella come impongono le linee guida. Non voterò nessuna di queste mozioni. Non possono così come sono state impostate portare a una soluzione».

Il presidente del Pd Pietro Cocco ha difeso la riforma sanitaria: «Fare le riforme è sempre difficile, scatena la reazione di coloro che vogliono difendere lo status quo. Il tema dei diabetici è importante – ha detto Cocco – riguarda pazienti che hanno bisogno di essere seguiti e monitorati giorno per giorno. Occorre però fare chiarezza sul tipo di sensori di cui si parla. E’ interesse dell’assessore dare una risposta».

Sulla riforma della Rete ospedaliera, Cocco ha ricordato che l’attuale maggioranza ha avviato il riordino mettendo mano a un piano atteso da anni. «Oggi il sistema non funziona come dovrebbe, ma prima non andava meglio. Abbiamo avuto il coraggio di fare la riforma, abbiamo raccontato una nuova storia che però va seguita fino in fondo. Se non l’avessimo fatta avremmo subito le direttive nazionali. L’assessore ha però il dovere di spiegare il perché dei ritardi». Sul contenuto delle mozioni il presidente del gruppo Pd è stato chiaro: «Censure e ammissioni di fallimento non stanno né in cielo né in terra. Nessuno ha il titolo per farlo». Secondo Alessandra Zedda, capogruppo di Forza Italia, la difesa blanda fatta dall’Aula all’assessore è indicativa. «I numeri del ministero della sanità ci collocano agli ultimi posti in Italia. Che male vi hanno fatto i sardi che vi hanno pure votato? Nel 2014 avete tentato di fare una riforma costruendo una casa con materiali scadenti, facendoci credere che stavate costruendo la casa del futuro».

Zedda ha poi contestato la scelta della Asl unica e l’accorpamento dei presidi ospedalieri. «Continuate inoltre a guidare le varie aziende con atti aziendali non rispettosi della normativa nazionale e regionale. Avete messo la Sanità nelle mani di due persone: il direttore generale dell’assessorato Giuseppe Sechi e quello dell’Ats Fulvio Moirano che vi hanno di fatto commissariato».

Zedda ha poi rivendicato il ruolo svolto dalla minoranza: «Siamo stati gli unici coerenti. Nessuno dai banchi dell’opposizione è stato in grado di imporsi a questo disastro. La spesa è cresciuta a dismisura. A San Gavino si è passati da uno a tre dipartimenti». In conclusione del suo intervento, l’esponente della minoranza ha fatto riferimento alla vertenza Aias: «E’ possibile che Moirano non sapesse che la Regione ha cambiato tesoriere e per questo c’è stato un ritardo nel trasferimento delle risorse. Aias ha tutte le ragioni a dire di non essere stata pagata».

Il presidente Ganau ha quindi dato la parola per la replica all’assessore alla Sanità Luigi Arru: «La riforma era necessaria perché i conti della sanità sarda erano fuori controllo – ha detto Arru – il Mef chiedeva un intervento. La Rete ospedaliera è una norma, ma è vero che il Mef ci ha chiesto documenti per capire se rispondeva ai Lea. Ci hanno fatto osservazioni per capire se si garantivano alcune prescrizioni del Dm70». L’assessore ha poi difeso l’operato della Giunta elencando una serie di interventi finalizzati a porre rimedio a una situazione di inefficienza che si trascina da anni: «La Riforma era necessaria perché avevamo un disavanzo di 400 milioni di euro. Oggi stiamo resistendo al tentativo di altre regioni speciali di farci entrare in un piano di rientro formale. Noi abbiamo resistito, perché questo avrebbe bloccato il turnover e comportato il ricorso ai ticket. Il disavanzo non è comunque aumentato».

Sul problema della mancata distribuzione dei micro diffusori ai diabetici, Arru ha ammesso le difficoltà nell’applicazione della delibera, ma ha ricordato il giudizio dato da un istituto di monitoraggio secondo il quale la rete sarda è una delle migliori a livello nazionali».

L’assessore infine ha parlato dei risultati ottenuti con l’avvio dell’elisoccorso e della riorganizzazione della rete oncologica. «Ci sono problemi e non l’abbiamo negato , sulle liste d’attesa dovuto in gran parte alla presenza di tanti lavoratori a tempo. Un problema che stiamo risolvendo con 500 stabilizzazioni e 500 nuove assunzioni». Sul Mater Olbia l’assessore ha spiegato che «in due mesi è stato fatto ciò che non si è fatto in 10 anni: «Non è responsabilità nostra se sono stati cambiati tre partner scientifici». Per quanto riguarda la vicenda Aias, Arru ha ribadito che la Regione ha sempre messo i soldi a disposizione. «La stessa Aias dichiara di aver ricevuto 150 milioni in questa legislatura. Non c’è correlazione tra il mancato pagamento degli stipendi e i ritardi nelle erogazioni. Il contenzioso riguardava 42 milioni. Poi sono diventati 15 milioni sui quali abbiamo chiesto una fideiussione. Le famiglie sono alla fame non per colpa della Regione». Rispondendo, infine, al consigliere Desini (Pds) Arru ha detto: «Non sono Pinocchio, ci ho messo sempre la faccia».

Poi si è passati alle repliche. Insoddisfatto anche il capogruppo di Cps Pierfranco Zanchettas: «Credo si debba partire dai più deboli che hanno difficoltà di mobilità e necessitano di attenzioni. La mia insoddisfazione nasce per il fatto che ha trascurato questo aspetto». Per Marco Tedde (Forza Italia) le risposte dell’assessore sono insufficienti:«Fare riforme è difficile, lo sappiamo, ma è stato molto semplice arenare quella riforma. Il collega Desini sbaglia a definire Arru “Pinocchio”. Lui è Pigliaru sono piuttosto paragonabili al Gatto e alla Volpe». Secondo Tedde la sanità non si gestisce con i sofismi ma con scelte politiche. «Quando le scelte mancano le riforme si arenano. Per quale motivo il Ministero deve dare il placet sulla riorganizzazione della Rete ospedaliera? Il Mef deve dare risposte solo sul Mater Olbia. Si vuole fare lo stesso che si è fatto per il presidio di Alghero Ozieri, si dice che sarà fatto entro il 2018 e poi non viene avviato nessun procedimento. E’ una presa in giro per tutti gli abitanti di quei territori».

Duro il giudizio di Tedde anche sull’Aias: «Avete parlato di fideiussioni farlocche, è bene che andiate in Procura, fate l’opposizione ai decreti ingiuntivi oppure pagate. In questo modo Aias potrà pagare i dipendenti. Le prestazioni vanno pagate. Ci sono costi di esercizio. Smettetela con questi artifizi e questi raggiri».

Al termine delle repliche il presidente Ganau ha chiesto chiarimenti sulla natura dell’ordine del giorno presentato: «E’ unitario o invece si tratta invece di un odg di censura presentato da una sola parte politica? Se non è unitario non può essere discusso prima di tre giorni».

Il capogruppo di forza Italia Alessandra Zedda ha chiesto dieci minuti di sospensione che sono stati accordati. Alla ripresa dei lavori il presidente Ganau ha preso atto della mancanza di un odg unitario e ha quindi messo in votazione le singole mozioni partendo dalla n.424(Cherchi e più). Per dichiarazioni di voto è intervenuto il consigliere Piermario Manca (Pds): «Apprezziamo la passione dell’assessore, ma noi abbiamo chiesto risposte su due problemi e su questo insistiamo. Lei non ha risposto, abbiamo votato la riforma e pretendiamo che sia applicata. Non stiamo dicendo cose stratosferiche, non siamo dei marziani».

Posta in votazione è stata approvata (45 sì su 45 votanti) la mozione n. 424 (Cherchi e più che impregna il presidente Pigliaru e l’assessore Arru “a riferire in Aula in ordine alle problematiche sopra esposte e sugli specifici atti di organizzazione e amministrativi adottati dalle aziende sanitarie regionali in contrasto con il documento di ridefinizione della rete ospedaliera approvato dal Consiglio regionale nella seduta del 25 ottobre 2017; e ad assumere ogni iniziativa necessaria al fine di ricondurre l’attività delle aziende sanitarie regionali nell’alveo della legittimità e della conformità alle norme legislative e ai documenti approvati dal Consiglio regionale in materia”.

La capogruppo di Fi, Alessandra Zedda, ha dichiarato voto favorevole alla mozione 435 (Tedde e più): «Abbiamo totale sfiducia totale nell’operato del presidente Pigliaru e di tutti coloro che sono parte dei questa maggioranza». A favore anche Marco Tedde (Fi): «Anche il presidente Pigliaru ha capito che le politiche sanitarie sono miseramente fallite». Contraria Rossella Pinna (Pd): «Non per partigianeria ma nemmeno perché va tutto bene, il punto è che i cambiamenti richiedono tempo ma andiamo nella direzione giusta». Il capogruppo Pds, Gianfranco Congiu, ha annunciato l’astensione dopo che il presidente Ganau ha respinto la richiesta di votazione per parti del documento. A favore si è espresso Tocco (FI) e anche Fasolino (Fi), Peru (Fi), Satta (Psd’Az) e Tunis (Fi). La consigliera Busia ha dichiarato voto di astensione e i segretari dell’Aula hanno proceduto con la chiamata nominale. Conclusa la seconda chiama, il presidente ha proclamato lo scrutinio: votanti 48, astenuti 6, favorevoli 14, contrari 28. Respinta la mozione, il presidente ha dichiarati conclusi i lavori ed ha preannunciato al convocazione del Consiglio al domicilio.

S.I.