Pd Alghero in linea col neosegretario Letta

Si è svolta domenica 28 marzo, in modalità on line, la riunione del direttivo del circolo cittadino  del PD, aperta a iscritti e simpatizzanti. All’ordine del giorno la discussione sulle idee, le proposte e le analisi espresse da Enrico Letta nel discorso all’Assemblea Nazionale che l’ha eletto Segretario. La discussione si è riferita ai venti punti principali che propongono la nuova rotta politica ad un partito fortemente radicato nei territori. La grave crisi sanitaria e socio economica provocata dalla pandemia da corona virus ha ribadito una verità iscritta nei valori democratici: nessuno si salva da solo. La priorità assoluta è la tutela della salute. La rinascita e la ricostruzione si realizzano nella consapevolezza che la salute è un bene comune mondiale, che passa per il multilateralismo, i diritti umani e la cooperazione allo sviluppo. Ne consegue l’urgenza dell’approvazione dello jus soli. Questo terribile anno di sofferenze ha evidenziato un nuovo e autentico rapporto tra giovani e anziani, affermando un ritrovato spirito per un nuovo patto fra generazioni. È necessario essere il partito dei giovani, che fa parlare i giovani. Va formata una nuova classe dirigente, il corpo elettorale riequilibrato con il voto ai sedicenni. Scuola e università devono essere priorità, con un corpo insegnante che deve, per l’alto valore educativo, vedere riaffermata la dignità di un lavoro indispensabile per il Paese. Il PD con l’ambizione di essere perno di un nuovo centro sinistra, aspira a governare per realizzare i valori comuni, non partito di potere, e con coraggio affrontare i grandi  temi: Ambientale, Debito Pubblico, Next Generation EU. Traghettare la società fuori dalla crisi economica è l’altra grande sfida, con la crescita dell’occupazione, in modo particolare del Sud, promuovendo l’internazionalizzazione delle PMI. Le piccole e medie imprese occupano l’82% dei 15 milioni di lavoratori Italiani e rappresentano il 92% delle imprese , con l’agricoltura che da lavoro al 72% dei dipendenti. Il PD vuole essere il partito della prossimità, del territorio, di tutto il mondo dell’agricoltura , con un responsabile speciale per le politiche di prossimità. Il futuro dell’Italia è quello dell’Europa, con tre snodi decisi: Next Generation Eu, Sostenibilità Verde e Sociale, Europa Sociale, dove far coesistere apertura e protezione. Questi alcuni dei numerosi temi trattati la cui realizzazione necessita di un partito rigenerato, nuovo, più aperto, inclusivo e partecipato che sappia valorizzare i contributi e le sollecitazioni della società civile. Il circolo di Alghero ha anticipato i tempi con il proprio progetto per innovare la democrazia e il governo locale con Decidim l’Alguer.

Mario Salis, segretario cittadino Partito Democratico

 

“La Sanità rivalutata non piace alla Sinistra”

ALGHERO – “Alghero per anni è sempre stata messa in secondo piano dalla politica regionale, non abbiamo mai avuto un posto di rilievo nel cuore di chi governava la Sardegna, c’erano sempre prima tutti gli altri e noi siamo stati sempre a guardare, mentre le altre città potevano contare sui loro rappresentanti noi nonostante li avessimo, mai si era riusciti ad aver un posto in prima fila. Ogni ambito economico, sociale, infrastrutturale e non ultimo, sanitario veniva sempre dopo, perché c’era sempre qualcosa di più importante da fare, da migliorare o da recuperare all’ultimo momento. Oggi la situazione è diversa, dopo tanto il sole si è girato dalla nostra parte e anche noi possiamo contare su qualcuno che ci pensa, che si prodiga e lotta ogni giorno anche per noi. Mai era successo che Alghero potesse essere rappresentata in maniera così importante, è vero ci sono stati nostri concittadini che hanno seduto sui banchi di Montecitorio, a Palazzo Madama e anche in Consiglio Regionale e molte cose le dobbiamo alle loro istanze, ma adesso siamo in una posizione privilegiata con il presidente del Consiglio Regionale, Michele Pais che non perde occasione per adoperarsi con impegno continuativo senza sosta per il bene della nostra comunità e grazie a questo Alghero ha ottenuto ciò che gli era dovuto. La sanità era ormai passata in secondo piano e i nostri ospedali rischiavano di essere ulteriormente declassati e perfino chiusi come stava accadendo col nosocomio ortopedico di Maria Pia che stava per essere trasformato in Hotel a cinque stelle per la gioia di qualche politico compiacente. Oggi la sanità Algherese ha ripreso a camminare con le proprie gambe, le iniziative regionali hanno ridato vita alle nostre strutture ospedaliere, nonostante le critiche della sinistra che dovrebbe pensare a ciò che non si è fatto negli anni della loro amministrazione, quando a nessuno venne in mente di riqualificarle. Noi della Lega, siamo sicuri che il buon lavoro svolto porterà presto a risultati migliorativi e che il nostro territorio potrà giovarne indistintamente. Saremo sempre pronti a difendere le nostre posizioni politiche perché è da queste che nasce la forza di portare in alto i bisogni dei cittadini. Prima la gente, prima l’onestà politica di chi fa di tutto per il bene comune, senza la stanchezza di chi da troppo tempo pensa solo alle polemiche fini a se stesse. Bisogna guardare al futuro e bisogna farlo ad occhi pieni perché di dormire non è più tempo. Alghero per anni è sempre stata messa in secondo piano dalla politica regionale, non abbiamo mai avuto un posto di rilievo nel cuore di chi governava la Sardegna, c’erano sempre prima tutti gli altri e noi siamo stati sempre a guardare, mentre le altre città potevano contare sui loro rappresentanti noi nonostante li avessimo, mai si era riusciti ad aver un posto in prima fila. Ogni ambito economico, sociale, infrastrutturale e non ultimo, sanitario veniva sempre dopo, perché c’era sempre qualcosa di più importante da fare, da migliorare o da recuperare all’ultimo momento. Oggi la situazione è diversa, dopo tanto il sole si è girato dalla nostra parte e anche noi possiamo contare su qualcuno che ci pensa, che si prodiga e lotta ogni giorno anche per noi. Mai era successo che Alghero potesse essere rappresentata in maniera così importante, è vero ci sono stati nostri concittadini che hanno seduto sui banchi di Montecitorio, a Palazzo Madama e anche in Consiglio Regionale e molte cose le dobbiamo alle loro istanze, ma adesso siamo in una posizione privilegiata con il presidente del Consiglio Regionale, Michele Pais che non perde occasione per adoperarsi con impegno continuativo senza sosta per il bene della nostra comunità e grazie a questo Alghero ha ottenuto ciò che gli era dovuto. La sanità era ormai passata in secondo piano e i nostri ospedali rischiavano di essere ulteriormente declassati e perfino chiusi come stava accadendo col nosocomio ortopedico di Maria Pia che stava per essere trasformato in Hotel a cinque stelle per la gioia di qualche politico compiacente. Oggi la sanità Algherese ha ripreso a camminare con le proprie gambe, le iniziative regionali hanno ridato vita alle nostre strutture ospedaliere, nonostante le critiche della sinistra che dovrebbe pensare a ciò che non si è fatto negli anni della loro amministrazione, quando a nessuno venne in mente di riqualificarle. Noi della Lega, siamo sicuri che il buon lavoro svolto porterà presto a risultati migliorativi e che il nostro territorio potrà giovarne indistintamente. Saremo sempre pronti a difendere le nostre posizioni politiche perché è da queste che nasce la forza di portare in alto i bisogni dei cittadini. Prima la gente, prima l’onestà politica di chi fa di tutto per il bene comune, senza la stanchezza di chi da troppo tempo pensa solo alle polemiche fini a se stesse. Bisogna guardare al futuro e bisogna farlo ad occhi pieni perché di dormire non è più tempo.

la Coordinatrice Cittadina
Dott.ssa Monica Chessa

 

Fdi Alghero, nota del Circolo Tricolore

ALGHERO – Con il presente documento il Circolo Tricolore Fratelli d’Italia Alghero vuole richiamare l’attenzione sulle dinamiche che si sono venute a creare all’interno del nostro Partito a livello locale. Nonostante gli impegni presi e le strette di mano dinanzi al Coordinatore Provinciale di Fratelli d’Italia, ci troviamo costretti ancora una volta a rimarcare la nostra esclusione da parte dei rappresentanti istituzionali da ogni decisione all’interno del Partito e a denunciare una linea politica personale che i rappresentanti locali di Fratelli d’Italia, indipendentemente l’uno dall’altro, perseguono assai spesso in netta contrapposizione alla linea politica nazionale e ai valori fondanti della Destra. Sono venuti a mancare, da parte dei rappresentanti locali di Fratelli d’Italia, i principi cardine dello svolgimento dell’attività politica in seno al Partito, in quanto siamo fermamente convinti che i rappresentanti sono espressione del Partito e non viceversa e che la linea politica deve essere in assoluto dettata e condivisa dall’intero Partito e non dai suoi rappresentanti come recentemente avvenuto in occasione della convocazione delle riunioni di coalizione dove il capogruppo decide di imperio quale circolo convocare dimenticando di essere il capogruppo dell’intero Partito. A tale proposito, riteniamo che i nostri dirigenti provinciali e regionali hanno grande responsabilità, avendo permesso loro di avere una così ampia autonomia. Nel luglio scorso, dopo un acceso confronto con la dirigenza del Partito – presenti i vertici provinciali, regionali e il Deputato – questa si impegnava nei nostri confronti a un “riequilibrio” politico riguardante assetti e incarichi istituzionali. Considerando che Alghero è il Comune, dopo Cagliari, in cui la lista di Fratelli d’Italia ha ottenuto il maggiore consenso elettorale, a differenza di altri importanti e popolosi Comuni. La linea politica fino a oggi perseguita da Fratelli d’Italia ad Alghero non è una linea condivisa dall’intero Partito; mai ci è stato infatti un tavolo comune tra i due Circoli algheresi per organizzare le attività e dettare la linea politica e anche le istanze riportate a nome di Fratelli d’Italia negli ultimi incontri di coalizione non sono istanze condivise dall’intero Partito ma solo personali espressioni in quanto né il capogruppo né l’Assessore si sono mai relazionati con il Partito. Come Circolo Fratelli d’Italia Tricolore siamo espressione e riferimento politico di una Destra algherese che ad oggi non ha nessuna rappresentanza in Comune pur avendo espresso circa il 70% dei voti ottenuti nella scorsa tornata elettorale comunale. Grazie al nostro lavoro preelettorale, ovvero di formazione delle liste oltre a tutti gli adempimenti elettorali, che ci ha permesso di eleggere un consigliere, ci troviamo esclusi dalla vita politica del Partito. Fatto ancor più grave se consideriamo che, ad un mese dalle elezioni, il delicato compito di formazione della lista elettorale di Fratelli d’Italia fu affidato ad Ennio Ballarini, storico esponente della Destra algherese, che ha accettato l’incarico malgrado si presentassero grandi difficoltà.

Ribadiamo, inoltre, nonostante le varie accuse infondate e gratuite nei confronti della nostra Segretaria da parte dell’Assessore, che rispettiamo il patto elettorale firmato a suo tempo con le forze politiche della coalizione e con l’elettorato. Riconfermiamo la stima e la fiducia mai venuta a mancare e mai messa in discussione al Sindaco Conoci e alle forze politiche della coalizione di centrodestra civica, sardista e autonomista. Nel contesto generale di crisi dovuto anche alla pandemia auspichiamo che si possano ricomporre le fratture all’interno della nostra coalizione e che questa possa al più presto rimettersi al servizio dei cittadini. Come Circolo Tricolore, espressione della Destra storica algherese, da sempre rivendichiamo la nostra rappresentanza politica a livello locale, provinciale e regionale. Dal momento che le nostre rivendicazioni sono state sempre disattese, abbiamo deciso di proseguire in modo autonomo e indipendente la nostra attività politica presente e futura, portando avanti gli ideali e i valori della Destra.

Circolo Tricolore Fratelli d’Italia Alghero

Alghero, ritorna (ancora in video) il Consiglio Comunale

ALGHERO – Il Consiglio Comunale e convocato, in sessione straordinaria, in prima convocazione, i1 giorno lunedì.29 marzo 2021, alle ore 16.30, e, in prosecuzione di seduta il giorno mercoledì 31 marzo 2021, alle ore 16.30. La seduta si terra in videoconferenza e sarà trasmessa  e sarà  visibile sul canale YouTube del Comune di Alghero,  per discutere e deliberare sui seguenti argomenti all’ordine del giorno:

 

 

Approvazione verbale seduta C.C. 21.01.2021 e 10.03.2021;

2)     Approvazione schema di convenzione tra il Comune di Alghero e il Comune di Cargeghe per la gestione del servizio di segreteria comunale;

3)     Imposta Municipale Propria (IMU) anno 2021 — Approvazione aliquote;

4)     Regolamento generale delle Entrate comunali — Modifica

5)     Regolamento per 1’istituzione e la tenuta del registro comunale per il diritto del minore alla bigenitorialita;

6)     Mozione presentata dai conss. Esposito e piu avente ad oggetto: “concessione beni demaniali”;

7)    Mozione presentata dai conss. Cacciotto e piu avente ad oggetto: “opportunita ecobonus 110%”;

8)     Mozione presentata dai conss. Mulas e piu avente ad oggetto: “azioni di salvaguardia dei fondali a posidonia oceanica di tutela dell’habitat e di contrasto dei processi di erosione costiera”;

9)     Mozione presentata dai conss. Sartore e più avente ad oggetto: “manutenzione straordinaria strade urbane”;

10 Mozione presentata dai conss. Esposito e piu avente ad oggetto “scuole cittadine — riqualificazione ed efficientamento energetico”;

11 Mozione presentata dai conss. Cacciotto e piu avente ad oggetto “Societa in house”;

12 Mozione presentata dal conss. Spano e piu avente ad oggetto: ”modifica al regolamento comunale sulle entrate e adozione di misure volte ad alleviare l’incidenza del peso tributario su famiglie ed imprese”;

13 Mozione presentata dai conss. Pirisi e piu avente ad oggetto: “cancellazione TARI 2021 Aziende agrituristiche”;

14 Mozione presentata dai conss. Di Nolfo e piu avente ad oggetto “adesione del Comune di Alghero alla Carta Europea per l’uguaglianza e la parità delle donne e degli uomini nella vita locale — per l’adozione del bilancio di genere”

Barracelli, salta la Commissione: critiche

“Ancora una volta la maggioranza non è in grado di garantire il numero legale e così salta la quinta commissione convocata per la designazione del comandante dei Barracelli.  Sono sempre più evidenti e oramai sotto gli occhi di tutti i problemi del cdx che sostiene Conoci. Mentre, infatti, il Sindaco continua a rinviare qualunque azione, restando fermo e immobile come suo costume, la sua coalizione si dilania in scontri interni sempre più aspri.  La commissione richiesta, come ha tenuto a precisare il presidente Mulas, dall’assessore Montis va così deserta, perché come già successo nell’ultimo consiglio comunale e come spesso sta avvenendo in commissione, la maggioranza non ha i numeri.  Anche ieri nella sesta commissione, convocata per discutere del regolamento delle entrate, la maggioranza si è presentata senza il numero legale e solo per senso di responsabilità abbiamo garantito noi il numero, permettendo lo svolgimento dei lavori. Commissione bilancio di ieri che, peraltro, si è conclusa senza che il regolamento entrate presentato dall’assessora Caria fosse messo in votazione, con l’assessora oramai pubblicamente sfiduciata dalla sua stessa maggioranza e in particolare dal gruppo di Forza Italia che l’aveva a suo tempo indicata.  Le distanze e le frizioni interne alla maggioranza paiono insanabili e non possono essere, ulteriormente, mascherate dal senso di responsabilità dell’opposizione. O il sindaco risolve, subito e senza continuare a farli patire alla città, i problemi interni, che da tempo stanno lacerando irreversibilmente un’alleanza che aveva come unico collante la ricerca della vittoria elettorale, oppure levi il disturbo.  D’altronde considerato il modo assente e pressoché invisibile con cui ha svolto il suo incarico in questi due anni, i cittadini non si accorgeranno della differenza se dovesse prendere atto che la sua esperienza (se mai fosse iniziata…) è finita e rassegnasse le dimissioni”.
Gabriella Esposito
Mario Bruno
Pietro Sartore
Raimondo Cacciotto  
Ornella Piras  
Valdo Di Nolfo 
Beniamino Pirisi

Ospedali algheresi, mancano 30 medici: è emergenza

ALGHERO – “La fragilità della sanità algherese è testimoniata dalla carenza di personale medico che pesa sulle due strutture ospedaliere. Mancano ben 22 dirigenti medici, di cui 2 in radiologia, 3 in Dialisi, 4 in Ortopedia, 4 in Chirurgia, 3 in Medicina, 3 al Pronto soccorso e 3 in Pediatria) e a questa voragine sanitaria si somma la carenza di 8 dirigenti medici del Presidio Ospedaliero Unico Alghero-Ozieri”. Cosi i partiti e gruppo di maggioranza ovvero Fratelli d’Italia, Forza Italia, Udc, Riformator, Psd’Az e Gruppo Misto.

“Si rischia la chiusura di Reparti strategici. Ma anche il centro Covid + dell’Ospedale Marino di Alghero è in gravissimo affanno, posto che i 4 dirigenti medici assegnati provvisoriamente dovranno rientrare presso le strutture di provenienza. E’ una situazione di precarietà preoccupante che deve essere affrontata immediatamente dai vertici della sanità sarda. Ma anche la politica algherese, senza distinzione di casacche, deve accendere i fari su queste carenze che rischiano di ripercuotersi in modo pesante sulla salute degli algheresi”.

“Crediamo fermamente che sia indispensabile convocare in tempi brevissimi la Commissione sanità del Comune di Alghero, convocando le figure apicali del Presidio Ospedaliero Unico Alghero-Ozieri affinché possano riferire sulla delicata situazione in atto. Siamo e saremo sempre convinti che la salute dei nostri cittadini deve essere tutelata prescindendo da logiche di schieramento.

“Non possiamo più accettare una situazione del genere, la mancanza di medici e personale sanitario non può garantire un servizio efficiente. A breve convochero’ la commissione Sanità per evidenziare le criticità che oggi ci sono nei nostri ospedali. La politica è responsabile di trovare soluzioni”, cosi il presidente della commissione Sanità Christian Mulas che, da tempi non sospetti, è sempre in prima linea in difesa della sanità cittadina.

Nella foto i capigruppo di Fdi Mulas e Riformatori Bamonti

Punta Giglio, l’Udc difende l’operato del Parco

ALGHERO – Il direttivo cittadino dell’Udc Alghero, preso atto del dibattito costruttivo apertosi in città in relazione alla ristrutturazione e rivalorizzazione del compendio di Punta Giglio, plaude all’interessamento del comitato spontaneo costituitosi a difesa di quella parte del territorio in argomento, «dal quale si evince la sensibilità di attenzione verso le bellezze naturalistiche storiche ed architettoniche del nostro territorio espresso ultimamente anche attraverso diversi comunicati a mezzo stampa. Si desidera, comunque, evidenziare che dalla lettura della documentazione resa pubblica giorni addietro dall’Ente Parco – sottolineano in una nota i dirigenti – si evince che la vicenda amministrativa, il cui percorso inizia nel luglio 2017, viene gestita dal Demanio dello Stato in quanto proprietario. Alla concretizzazione di quanto previsto dal bando, nel luglio 2017 veniva stipulata a Cagliari apposita convenzione tra l’Agenzia del Demanio – Direzione Regionale Sardegna e l’Amministrazione Comunale di Alghero. «Sarebbe stato ragionevole ed opportuno far osservazioni in merito alla tutela ambientale in quella fase. Siamo convinti che il bene demaniale sarebbe stato più utile se trasferito in capo al Parco per un miglior uso pubblico e per una visione naturalistica, storica e paesaggistica d’insieme con tutto il resto del territorio. Purtroppo tutto questo non è avvenuto sebbene richiesto, sin dal lontano 2008 dall’allora Presidente del Parco dottor Antonello Usai e la disponibilità dichiarata dall’allora sottosegretario Cossiga. Il continuo cambio delle amministrazioni locali, nazionali e del Parco, non ha consentito di realizzare l’obbiettivo che l’amministrazione del Parco si era proposta ma l’Udc ritiene ancora oggi che l’affidamento del compendio militare di Punta Giglio al Parco Regionale di Porto Conte sarebbe stata la soluzione migliore». L’Udc ritiene, infine, che il Consiglio di amministrazione del Parco, per quanto di sua competenza e tramite la propria direzione ha svolto appieno le sue funzioni di vigilanza e salvaguardia ambientale entrando nel merito del progetto, richiedendone una drastica rimodulazione con una forte attenzione all’ambiente derivante dall’eccessivo carico antropico previsto nel progetto iniziale presentato in conferenza dei servizi dalla cooperativa dove erano presenti anche i rappresentanti del Comune di Alghero, i rappresentanti della Soprintendenza Archeologica delle belle arti e paesaggio, l’ufficio di tutela del paesaggio regionale, il corpo forestale della Regione nonché i rappresentanti della cooperativa aggiudicataria del bando attivato dal Demanio dello Stato. Non si comprende perché oggi ci si scagli, spesso strumentalmente, solo contro il Parco che ha svolto diligentemente il suo compito, quando la proprietà del compendio ex militare è in capo al Demanio dello Stato che ha gestito in “senso privatistico” il proprio bene attivando apposita convenzione con l’amministrazione comunale allora in carica, e le autorizzazioni urbanistiche sono state rilasciate dal comune di Alghero sulla base della conferenza dei servizi ove erano presenti tutte le amministrazioni summenzionate. Ora a meno di estenuanti contenziosi amministrativi e richieste di rifusione di onerosi danni sia a livello amministrativo che contabile sembra del tutto improbabile se non impossibile ritornare indietro. Il Parco di Porto Conte come si può desumere è stato sempre presente: viene spontaneo chiedersi dove fossero gli altri che oggi protestano in maniera più o meno condivisibile o strumentale”.

Direttivo Udc Alghero

Ufficio Europa, Conoci accoglie nostra proposta

ALGHERO – “Apprendiamo con soddisfazione che il sindaco Conoci ha accolto le nostre sollecitazioni per la creazione di una struttura comunale, una sorta di “Ufficio Europa”, attrezzata per partecipare ai bandi e per predisporre progetti per intercettare le straordinarie risorse finanziarie che a breve arriveranno dall’UE. Partecipando anche alla programmazione della futura Città Metropolitana di Sassari. E’ peraltro recente la notizia secondo la quale nella ripartizione delle risorse 2021 -2027 la Sardegna solo per fondi strutturali potrà contare su 2 miliardi e 625 milioni di euro. A queste ingenti risorse si sommeranno i fondi del Recovery fund. Il Comune di Alghero deve potersi inserire in modo autorevole e collaborativo all’interno della governance multilivello che mette in comunicazione la UE e gli uffici delle pubbliche amministrazioni isolane. Occorre agire rapidamente affinché il Comune di Alghero possa contare su una struttura con un Dirigente e collaboratori dotati della necessaria formazione e di sufficiente esperienza per proiettare l’Amministrazione nello spazio UE e che abbia la capacità di tessera una tela che comprenda strategie locali, quelle regionali e quelle dell’unione Europea. Ingentissime risorse che devono essere intercettate e spese bene per realizzare in tempi rapidi un futuro migliore per la Alghero dei prossimi decenni, con opere pubbliche strategiche e sostenendo gli investimenti e la crescita delle imprese isolane. Ma anche costruendo per i cittadini algheresi una sorta di “finestra” sull’ Unione Europea, per consentire loro di accedere in tempi rapidi a flussi di informazioni e di conoscenza della programmazione europea nelle politiche legate alla istruzione, cultura, giovani, ambiente e turismo”

Nunzio Camerada – Forza Italia
Nina Ansini – UDC
Monica Pulina – Gruppo Misto
Giovanni Monti – Gruppo Misto
Giuliano Tavera – PSD’Az

NextGenEu, lettera a Draghi degli ex-Sindaci

ALGHERO – Lettera dell’Associazione Nazionale degli ex Sindaci – “Gruppo ’93” per ricordare l’anno 1993 in cui fu approvata la legge n. 81 per l’elezione diretta del sindaco da parte dei cittadini, inviata al Presidente Draghi, per l’elaborazione del Next generation EU nel documento programmatico (PNRR) affinchè sia coerente agli indirizzi europei. Tra i firmatari anche l’ex-sindaco di Alghero Mario Bruno.

Signor Presidente,
gli ex Sindaci firmatari di questa lettera sono i primi a essere consapevoli dello sforzo che le istituzioni ad ogni livello stanno facendo per affrontare la più grave crisi sanitaria, economia e sociale che ci sia stata in Italia dal secondo dopoguerra. In particolare la nostra solidarietà va ai Sindaci delle città (metropolitane, medie, piccole e piccolissime) che ogni singolo giorno sono chiamati in prima persona a rispondere alle esigenze sempre più complesse dei loro concittadini. A un anno dall’inizio della pandemia, siamo tuttavia alla vigilia di un evento storico. L’Unione Europea ha finalmente adottato una linea di ripresa per tutti i Paesi membri fatta di indirizzi condivisi e di risorse per investimenti paragonabili solo a quelle del cosiddetto “Piano Marshall”. Il Governo italiano sta elaborando in coerenza con il Recovery Plan e il Next Generation EU un suo proprio documento programmatico (PNRR) per dare applicazione coerente agli indirizzi europei. Siamo certi dell’impegno di tutte le istituzioni nel non perdere l’occasione di rilanciare e riformare il Paese in una logica di innovazione, di sostenibilità (ambientale, sociale ed economica) e di riduzione delle diseguaglianze. Ci rivolgiamo a Lei, Signor Presidente, per esprimerLe un timore, che, per la nostra esperienza temiamo sia ancora attuale. Il timore è che la filiera della “Governance istituzionale” italiana non sia all’altezza della condivisione e coesione richieste per una scrittura e un’applicazione coerente ed efficace del PNRR. Troppe volte abbiamo visto negli ultimi anni, anche quando eravamo protagonisti della vita pubblica delle nostre città, i Comuni che non si confrontano fra loro, le Regioni che non dialogano con le Città Metropolitane e che ad ogni occasione (spesso fittizia) si distinguono dalle indicazioni del Governo Nazionale. Per non dire dei piccoli Comuni abbandonati a se stessi (senza risorse né tecniche, né economiche) per la cancellazione, colpevole, di un Ente di Area Vasta. A noi non piace, Signor Presidente, parlare in astratto della seppur necessaria riforma della Pubblica Amministrazione, tantomeno accettare l’idea che in Italia vi sia ovunque inefficienza e incompetenza perché sappiamo che non è così, sia nel settore pubblico che in quello privato, anzi. Il problema è che quelle competenze vengono spesso inutilizzate e separate fra loro da norme di legge e abitudini culturali desuete, che antepongono il rispetto di se stesse, il controllo, il diritto di veto, la logica della sospensiva, all’efficacia dell’azione e alla sua verifica. Proprio per questo pensiamo che l’applicazione del PNRR sia l’occasione 2 non perdibile per rendere più efficiente la governance amministrativo-istituzionale del Paese: da Roma fino a tutte le città, i paesi, i territori che, con le persone che li abitano, devono diventare i veri protagonisti della ripresa e della resilienza. Chi altrimenti? La pandemia ha accentuato contraddizioni e discriminazioni più antiche: una crescente diseguaglianza sociale ed economica, una disoccupazione giovanile e femminile che ci priva delle migliori risorse e competenze, una troppo scarsa integrazione e omogeneità delle condizioni di benessere tra i territori, un mondo dei servizi pubblici essenziali arretrato e non omogeneo (basti pensare ai 20 diversi sistemi sanitari italiani), la mancanza di molte infrastrutture fisiche e digitali indispensabili alla coesione territoriale e sociale. A queste carenze ormai croniche la pandemia ha aggiunto il nuovo bisogno dei cittadini, divenuto sempre più urgente per anziani, donne, bambini, di avere servizi efficienti di prossimità. A tutto ciò il PNRR dovrà saper rispondere ripensando il sistema delle città e dei territori, se non lo si vuole ridurre all’ennesimo aiuto distribuito erga omnes (sui soggetti piuttosto che sui progetti), peraltro in netto contrasto con le scelte europee. Il PNRR seguirà una logica di sussidiarietà, progettando soluzioni il più vicino possibile a dove i bisogni si manifestano, o una logica di direttive nazionali forti e uguali per tutti? Noi pensiamo che sia indispensabile applicare il principio della “Sussidiarietà verticale” (come da Trattato della Comunità europea) e che le politiche nazionali saranno tanto più forti ed efficaci quanto più potranno articolarsi, declinarsi, adattarsi alle tante diverse realtà territoriali italiane. Realtà che compongono ormai un quadro molto variegato di difficoltà e potenzialità diffuse ovunque, facendoci superare, come molti studiosi sostengono, la storica netta separazione tra Nord e Sud, rispetto a una realtà composta di “tanti Nord e tanti Sud” presenti ovunque sul territorio nazionale. Su questi temi abbiamo aperto un confronto con valenti ed esperti giuristi italiani e ne è emersa una “proposta” che viene illustrata in dettaglio nel documento che Le alleghiamo e che qui possiamo sintetizzare come segue. I territori italiani saranno o non saranno i veri protagonisti di una ripresa sostenibile del Paese. Perché lo siano è necessario che i loro rappresentanti partecipino da subito alla elaborazione e definizione del PNRR, altrimenti si produrrà una distonia dannosa alla sua efficace applicazione. Nello stesso tempo, è difficile e sbagliato pensare che, senza una Cabina di Regia unica e nazionale si possa garantire la necessaria coerenza realizzativa delle linee guida europee e delle priorità italiane. La coniugazione tra coerenza e articolazione, tra responsabilità e partecipazione, dovrebbe essere il valore aggiunto del PNRR nei prossimi 3 mesi. Questa “partecipazione” deve coinvolgere le Regioni ma non può limitarsi al solo confronto con le Regioni, che spesso hanno rappresentato un diaframma anziché un agente facilitatore della filiera istituzionale. Non immaginiamo che debba essere ulteriormente moltiplicata l’esperienza, non sempre positiva, della figura del “Commissario straordinario” con pieni poteri, né nazionale né territoriale. Al contrario, noi riteniamo che nella presentazione dei progetti sia necessario e doveroso (anche costituzionalmente) responsabilizzare i Sindaci che sono di fatto i portavoce dei bisogni delle loro comunità e i registi delle risposte che vengono fornite dall’amministrazione pubblica ai cittadini. In una parola, Signor Presidente, noi pensiamo che possa essere utilmente replicato ed esteso un modello simile a quello applicato a Genova nella vicenda della ricostruzione del Ponte Morandi. Quel modello prevede che i Sindaci e le “Conferenze di servizio” siano i responsabili dei progetti da realizzare, che non possano intervenire sospensive mentre i lavori sono in corso, che vi sia una certificazione pubblica e trasparente della coerenza tra il progetto approvato e la sua realizzazione. Siamo consapevoli dei rischi di infiltrazione malavitosa che la sussidiarietà può comportare, non solo nel Mezzogiorno. Ma senza questo allentamento del controllo ex ante, bilanciato da maggiori responsabilità penali ex post, riteniamo sia impossibile, fuori dal settore delle grandi opere pubbliche nazionali, estendere ai territori l’innovazione dei servizi, la transizione ecologica e la crescita economica sostenibile che l’Europa ci chiede. La ringraziamo davvero, Signor Presidente, per l’attenzione che ci ha riservato e le auguriamo, nel pieno rispetto e apprezzamento del ruolo che ha svolto e che sta svolgendo, un buon lavoro.

FIRME DEGLI EX SINDACI: Giuliano Pisapia (Milano) Nicola Sanna (Sassari) Sergio Cofferati (Bologna) Enzo Bianco (Catania) Mario Bruno (Alghero) 4 Marco Alessandrini (Pescara) Gianfranco Burchiellaro (Mantova) Enrico Campedelli (Carpi) Valentino Castellani (Torino) Monica Chittò (Sesto San Giovanni) Massimo Cialente (L’Aquila) Paolo Corsini (Brescia) Sergio Daniel (Varedo) Simeone Di Cagno Abbrescia (Bari) Antonella Ferrario (Ceriano Laghetto) Lillo Firetto (Agrigento) Daniela Gasparini (Cinisello Balsamo) Oriano Giovanelli (Pesaro) Marco Mairaghi (Pontassieve) Giuseppe Manni (Bresso) Vidmer Mercatali (Ravenna) Carlo Novarino (Moncalieri) Paolo Perazzoli (San Benedetto del Tronto) Massimo Pironi (Riccione) Claudio Pistoni (Sassuolo e Fiorano) Roberto Poli (Casalfiumanese) Francesco Prina (Corbetta) Maurizio Roi (Lugo) Gaetano Sateriale (Ferrara) Roberto Scanagatti (Monza) Luigi Spagnolli (Bolzano) Fabio Sturani (Ancona) Tiziano Tagliani (Ferrara) Elena Torri (Lizzano in Belvedere) Walter Vitali (Bologna) Paolo Zanotto (Verona)

Tributi, FI: aiutare imprese e famiglie

ALFHERO – Il difficile contesto emergenziale e le importanti e sempre più preoccupanti ricadute negative sul tessuto economico impongono l’adozione di misure volte a consentire alle imprese e alle famiglie algheresi di poter far fronte agli obblighi tributari senza essere vessati. I nostri contribuenti debbono essere posti nelle condizioni di non subire azioni esecutive onerose e che avrebbero l’unico effetto di aumentare esponenzialmente la crisi di liquidità dell’intero sistema economico cittadino. Per questo Forza Italia chiede una modifica del regolamento comunale sulle entrate che proprio in conseguenza dell’aggravarsi della crisi economica a seguito del perdurare della pandemia preveda :

Un aumento del numero massimo di rate dalle attuali 72 sino a 120 al fine di consentire ai contribuenti una più agevole ripartizione delle somme dovute. La possibilità di presentare piani straordinari, assimilabili alle cosiddette conciliazioni o concordati fiscali basate su una proposta asseverata da un professionista che ne attesti la fattibilità e la convenienza per le parti.

Eliminazione della discrezionalità del funzionario in ordine alla “valutazione economica” della rateazione
Eliminazione dell’obbligo di presentazione di apposita garanzia bancaria o assicurativa
di far usufruire delle rateizzazioni anche a chi, per motivazioni legate alla crisi economica o a momentanee difficoltà, sia decaduto da precedenti piani di rateizzo
L’eliminazione delle SANZIONI in tutti i casi in cui non vi sia chiarezza sull’applicazione del tributo

L’adeguamento della normativa comunale alla riforma in materia IMU ( legge 160/2019) estendendola a tutte le annualità ancora accertabili, prevedendo che non esistano più casi di mancata presentazione della dichiarazione a “pena di decadenza”, e ricomprendendo tutti i casi in cui sussistendo le condizioni previste dalla normativa per accedere alle agevolazioni, la mancata presentazione della dichiarazione non fa perdere il diritto all’agevolazione, ma comporta solo l’applicazione della sanzione di 50 euro per omessa presentazione della dichiarazione. Secondo Forza Italia in questo difficile contesto emergenziale che sta provocando importanti ricadute negative sul comparto economico, l’Amministrazione e la politica tutta debbono stare al fianco dei cittadini