“Pd, Erriu e Bruno, solo prese in giro”

ALGHERO – “Io sono davvero basito nel sentire l’intervista di questo signore, che se non sbaglio è Assessore della giunta regionale del PD da ormai quasi 4 anni, che viene qui a raccontarci le solite “favole” che sentiamo ormai da lustri”. Cosiè il consigliere comunale di centrodestra Emiliano Piras che commenta l’incontro del Pd con l’assessore Erriu e le parole di quest’ultimo rilasciate nell’intervista ad Algheronews [Leggi]

“Io sono davvero basito nel sentire l’intervista di questo signore, che se non sbaglio è Assessore della giunta regionale del PD da ormai quasi 4 anni, che viene qui a raccontarci le solite “favole” che sentiamo ormai da lustri. Va bene che le elezioni politiche sono alle porte, e che qualcuno forse si è reso conto delle scelte nefaste fatte dal PD nei confronti di questo territorio; ma io non trovo assolutamente giusto essere presi in giro ancora da questa gente, che viene qui a darci lezioni, e propinarci le solite parole al forte gusto di mera propaganda, che vengono qui a sancire il matrimonio tra i colleghi PD “Daga&Pirisi” e il Sindaco Bruno, cercando di gettare fumo negli occhi della gente, per giustificare la figuraccia di chi si deve “inginocchiare” di fronte a un Sindaco sgradito, e dall’altra si deve “abbassare le mutande” per non perdere l’appoggio che gli permette di galleggiare”.

“Ricordiamoci di di tutte queste persone, unite tra loro solo dall’essere tutti del PD; quel PD che in questi ormai quasi quattro anni di Governo ci ha fatto rimanere isolati, che ha deciso di ammazzare il nostro aeroporto, che ha deciso di mortificare l’attività croceristica del porto di Porto Torres, che ci ha preso in giro con la bufala dell’ area metropolitana, e con la classificazione delle arie di crisi complessa, che prima fa il Ppr e ora lo rinnega, sempre a parole, ovviamente. Insomma sono sempre quelli che quando sentono odore di elezioni, vengono qui solo per cercare di prendere i voti, che tanto credono che noi abbiamo l’anello al naso…#percarità!”

Nella foto il consigliere Piras

S.I.

Porte accesso: Bruno scrive a Delrio

ALGHERO – Questa mattina il sindaco di Alghero Mario Bruno e l’assessore alla Mobilità e Trasporti, Alessandro Balzani, dando atto che comunque la città di Alghero è ricompresa nel Piano Straordinario di Mobilità Turistica realizzato dal Ministero delle Infrastrutture e Trasporti in collaborazione con il Ministero dei Beni Culturali, quale sito d’interesse turistico, al pari delle più importanti città d’arte e di cultura d’Italia, hanno scritto al Ministro Graziano Delrio, al Presidente della Regione Sardegna Francesco Pigliaru, e agli assessori regionali al Turismo e ai Trasporti, Barbara Argiolas e Carlo Careddu, affinché si mantenga alta l’attenzione sull’operatività dello scalo aeroportuale “Riviera del Corallo”, garantendone l’interconnessione con i principali scali nazionali ed internazionali.

“Infatti, – fanno sapere dall’amministrazione Bruno – il non vedere l’aeroporto del territorio all’interno del piano che disegna un modello basato sulle porte di accesso del turismo in Italia, genera molta preoccupazione. Si riconosce al Ministro l’impegno per il mantenimento dei fondi, circa 125 milioni, per il completamento del primo lotto della Sassari-Alghero, a cui si aggiunge la bretella per l’aeroporto con la firma al decreto ministeriale che mantiene le risorse fino al 31 dicembre 2018; per le somme già stanziate, destinate allo scalo aeroportuale algherese, già ampiamente rinnovato e che, a breve, vedrà concretizzare ulteriori opere di ammodernamento della sala arrivi e di completamento delle aree esterne, con l’incremento dei parcheggi e dei servizi; per la recente sostituzione dei treni che collegano la città di Alghero con Sassari grazie all’opera sinergica con la Regione; per aver destinato 30milioni di euro dal fondo dello sviluppo e coesione per i porti sardi, compreso a pieno titolo il porto di Porto Torres. Rimane comunque forte la necessità di un impegno determinato e senza sosta nell’affiancare gli sforzi che l’Amministrazione e gli imprenditori stanno compiendo per rafforzare la destinazione turistica e per ripristinare i flussi di traffico aereo”.

“Alghero è già tra i siti nazionali d’interesse turistico. Non è concepibile quindi il mancato inserimento dell’aeroporto di Alghero e del porto di Porto Torres nel Piano Straordinario di Mobilità Turistica. L’Amministrazione algherese non vuole credere a complotti o disegni strategici tesi a escludere il nord-ovest dell’Isola. Per questo chiede al Governo e alla Regione di rivedere i contenuti e gli allegati al Piano Straordinario di Mobilità Turistica – da parte del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti in collaborazione con il Ministero dei Beni Culturali – in base al quale oltre ad individuare i siti strategici di interesse turistico-culturale (Alghero è già inserito tra questi) li mette in rete con il sistema nazionale dei trasporti”.

“Ciò significa nuovi investimenti infrastrutturali che verranno attivati al fine di facilitare e rendere più funzionale l’accesso ai siti strategici di interesse turistico in ambito nazionale. La Regione Sardegna appare fortemente penalizzata con l’esclusione dell’aeroporto di Alghero ed il porto di Porto Torres dai siti destinatari di ulteriori investimenti. Da qui il forte appello che si chiede venga condiviso da tutte le istituzioni locali e regionali”.

Nella foto Mario Bruno

S.I.

“Alghero e P. Torres ci sono”

ROMA – “Sulle infrastrutture portuali e aeroportuali del nord-ovest della Sardegna. Proprio in questi giorni si discute la riprogrammazione di diversi fondi destinati alle infrastrutture e per i tre principali porti sardi sono stati appena destinati 30 milioni, che si aggiungono a quelli già stanziati e che vedono il porto di Porto Torres con un carico di investimenti importante, decine di milioni, il più elevato nel sistema regionale, anche a causa di ritardi dovuti anche ad iniziative locali non del tutto coordinate. Sugli aereoporti la discussione che si sta svolgendo in questo momento e che vale per tutto il sistema aeroportuale nazionale, è se l’utilizzo di fondi pubblici per investimenti.” Così il senatore Silvio Lai riguardo la polemica di queste ore sulle porte d’accesso alla mobilità turistica.

“infrastrutturali possa costituire una violazione del sistema degli aiuti di stato. Sono di fatto i concessionari che ne hanno assunto la gestione a dover investire per farne crescere il valore e nella manovra di bilancio, in particolare nel decreto fiscale, abbiamo apposto una normativa che favorisce questi investimenti attraverso il riconoscimento del loro valore al termine della concessione, da parte di chi sia il subentrante, norma che valeva per gli aereoporti di Roma, per via contrattuale, ma non per il resto del Paese. Anche per questo gli aereoporti sono ormai risorse pubbliche che devono essere gestite da privati che costruiscano utili sui servizi erogati pagati da chi li utilizza e non dalla collettività”.

“Quanto agli appassionati di cartine e di slides consiglio al lettura del testo e la visione delle cartine dell’unico documento ufficiale sulle infrastrutture del nostro Paese, l’allegato al DEF 2017, Connettere l’Italia: fabbisogni e progetti di infrastrutture. Le cartine sono eloquenti, ci sono sia il porto di Porto Torres che l’aeroporto di Alghero-Sassari, e sono cartine ufficiali di documenti istituzionali approvati dal parlamento non immagini allegate a slides. Immagini esemplificative che potevano essere sostituite dall’immagine di un aeroporto o di un sito turistico. Tanto è vero che, se una persona osserva senza pregiudizi la cartina, scoprirà l’assenza di oltre 10 aeroporti di secondo livello, come Alghero, a partire da Verona, per passare a Cuneo, Parma, Perugia, Ancona, Trapani e via dicendo”.

“Peraltro pur trattandosi solo di una slide, che segnalava solo i siti UNESCO in Italia e le porte di accesso per raggiungerli in un’ora, la vicenda è già stata nelle cronache dei giornali di quei giorni propri per queste assenze sollevate dalla Sardegna come in altri territori”.

“Ritornando a quanto detto in premesso è giusto e sacrosanto chiedere che i nostri punti di accesso siano destinatari di risorse adeguate, chi vuole lavorare ed impegnarsi per questo è sempre ben accetto, meno giusto ed assolutamente inutile ed inappropriato è invece cercare di utilizzare argomenti privi di fondamento”.

Nella foto Silvio Lai

S.I.

Scandalo turismo: Di Gangi |video

ALGHERO – E’ sempre più difficile pensare che non ci sia un complotto per affossare il Nord-Ovest della Sardegna. Anche il più fervido realista, infatti, non può non considerare che da qualche anno a questa parte la politica regionale è come “un piano inclinato: tutto indirizzato verso il cagliaritano”, questo l’esempio fatto dal consigliere regionale Marco Tedde durante la conferenza stampa di questa mattina. Insieme ai rappresentanti in Consiglio Comunale degli azzurri e al leader di Energie per l’Italia e Azione Alghero, Marco Di Gangi, sono state illustrate le motivazioni di quello che può essere considerato un vero e proprio scandalo

L’aeroporto di Alghero e il Porto Torre non sono indicati tra le porte di accesso della mobilità turistica. Un piano redatto dal Governo centrale a seguito di indicazioni giunte dalla Regione. “Questo, tradotto in cifre, significa che questa zona della Sardegna, non vedrà neanche un euro dei 6miliari messi a disposizione per le varie progettualità in definizione legate a turismo, ambiente, cultura e mobilità”. Un vero e proprio schiaffo, riassunto da Marco Di Gangi nell’intervista di Algheronews.

Nella foto e video Marco Di Gangi

Scandalo porte accesso: dossier

ALGHERO – Il 13 settembre 2017 i Ministri Graziano Delrio e Dario Franceschini hanno presentato alla stampa il primo piano straordinario della mobilità turistica 2017 – 2022 redatto dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti d’intesa con il Ministero dei Beni Culturali, delle Attività Culturali e del Turismo ai sensi delle disposizioni contenute nel D.L 83/2014 convertito nella legge 106/2014.

Il piano, denominato “Viaggiare in Italia” mette al centro il “turista come viaggiatore”. Nelle intenzioni degli estensori il Piano Straordinario della Mobilità Turistica è il punto di convergenza di due percorsi istituzionali – «Connettere l’Italia» per il MIT e il «Piano Strategico del Turismo» per il MIBACT – e rappresenta l’attuazione concreta delle Linee di Intervento contenute in questi due documenti di pianificazione strategica.

Il 9 novembre u.s la Conferenza permanente per i rapporti tra Stato, Regioni e le Provincie autonome ha espresso l’intesa sul relativo schema di decreto ministeriale. Il Piano disegna un modello basato sulle cosiddette porte d’accesso del turismo in Italia coincidenti con porti, aeroporti e stazioni ferroviarie considerate strategiche e rilevanti per il turismo internazionale ed interconnesse alle reti locali e nazionali e si pone tra gli altri gli obiettivi di accrescere l’accessibilità ai siti turistici per rilanciare la competitività del turismo, valorizzare le infrastrutture di trasporto come elemento di offerta turisticae promuovere modelli di mobilità turistica ambientalmente sostenibili e sicuri.

Noi sardi che facciamo affidamento sul turismo come volano economico e viviamo quotidianamente i problemi e le difficoltà connessi all’isolamento geografico e alla mobilità interna, avremmo dovuto riporre nei confronti di questo piano non poche aspettative, salvo doverci poi ricredere, analizzando le prescrizioni che da esso emergono. Se, infatti, qualcuno avesse avuto ancora bisogno di conferme circa l’esistenza di azioni coordinate al fine di relegare il nord ovest della Sardegna ai margini delle politiche di sviluppo nazionali e regionali ecco la certificazione rappresentata dal Piano Straordinario per la Mobilità Turistica.

Gli antefatti

Le scelte della Giunta regionale in materia di trasporto aereo e di continuità territoriale che incidono drammaticamente sull’aeroporto di Alghero determinando un crollo dei collegamenti e degli arrivi probabilmente costituivano, evidentemente, solo il preludio a altre scelte ancora più devastanti, riguardanti non solo lo scalo algherese, ma più in generale il territorio del Nord Ovest dell’isola.

E’ opportuno ricordare che queste scelte sono state possibili grazie al sostegno dell’intera maggioranza di centro sinistra in Consiglio Regionale e alla miopia politica di chi avendo la responsabilità di governo, il presidente Pigliaru e la sua Giunta al completo, ha determinato disgregazione territoriale e ha indebolito ulteriormente la già debole struttura economica di vaste aree dell’isola.

In molti restarono perplessi quando il presidente dell’Enac Vito Riggio, insieme al Senatore PD Silvio Lai nel corso di un convegno sui voli low cost affermarono a proposito del futuro dell’aeroporto di Alghero che in Sardegna due aeroporti, uno al nord e uno al sud, fossero più che sufficienti, ancor di più una volta completata la quattro corsie Olbia – Sassari. Sembrava l’ennesima battuta a effetto ma oggi abbiamo la conferma, le cose stanno andando proprio in questa direzione e non per effetto di un destino cinico e baro, ma per effetto di precise scelte politiche.

Le scelte politiche

Basta leggere il Piano Straordinario della Mobilità Turistica per capire che piega abbiano preso le cose per lo scalo algherese e per il porto di Porto Torres. Ebbene, se si vanno a leggere le previsioni progettuali per la Sardegna si scopre che nel suo territorio vengono individuati come “Porte di accesso” due soli aeroporti e due soli porti, quello di Olbia e quello di Cagliari. Vengono esclusi l’aeroporto di Alghero e il porto di Porto Torres e questo nonostante le due località costituiscano la porta di accesso in Sardegna di rilevanti flussi di turismo internazionale: il porto di Porto Torres ha infatti un numero di passeggeri ben maggiore rispetto a quello di Cagliari e la città di Alghero da sola, senza considerare il territorio nel suo complesso, è la città sarda con il maggior numero di presenze turistiche. Complessivamente il nord ovest costituisce per arrivi e presenze il terzo polo turistico in Sardegna. Bisogna sottolineare che tale scelta è stata avvallata dalla Regione Sardegna in occasione del tavolo tecnico del 18 ottobre 2017 e con la sottoscrizione in data 9 nov. 2017 dell’intesa, senza che fossero formulate osservazioni al riguardo, nell’ambito dei lavori della Conferenza permanente Stato-Regioni nel cui verbale si da atto che “le Regioni hanno espresso l’avvio favorevole all’acquisizione dell’intesa, manifestando la necessità di alcune correzioni meramente formali …. … per l’adozione del Piano straordinario della mobilità turistica 2017-2022. Non si può perciò che pervenire alla conclusione che dalle decisioni della Regione Sardegna emerge la volontà in linea con quella dello Stato di escludere l’aeroporto di Alghero ed il porto di Porto Torres dalla mappa nazionale delle porte d’accesso aventi rilevanza strategica per il turismo.

Appare inspiegabile l’aver escluso dal Piano Straordinario della Mobilità Turistica le due principali infrastrutture che garantiscono il collegamento con l’esterno per un intero territorio, precludendogli così la possibilità di accedere ai rilevanti finanziamenti cui il Piano stesso prelude. Scelta che appare incomprensibile anche alla luce dei risultati e dei numeri relativi al traffico passeggeri nazionale ed internazionale che le due infrastrutture del nord-ovest della Sardegna, Alghero per il trasporto aereo e Porto Torres per quello via mare fanno registrare, nonostante le recenti politiche regionali di trasporto abbiano contribuito a creare condizioni fortemente sfavorevoli in un territorio che continua ad essere premiato e scelto da visitatori e turisti.

Ancora più inspiegabile e ingiustificabile in considerazione del fatto che il territorio del nord ovest dell’isola possiede siti turistici di rilievo internazionale, facilmente raggiungibili dalle due infrastrutture escluse dal Piano, quali, a titolo d’esempio: il Parco nazionale dell’Asinara, il parco regionale di Porto Conte, l’Area marina protetta di Capo Caccia – Isola Piana, la Grotta di Nettuno, la Miniera dell’Argentiera, oltre ad un incommensurabile e diffuso patrimonio ambientale, paesaggistico, archeologico e culturale.

Questa decisione stride anche fortemente con l’investimento di circa 7 milioni di euro finanziato dal Fondo per lo Sviluppo e la Coesione ( FSC) relativo alla razionalizzazione della viabilità di accesso, all’ampliamento delle aree per i parcheggi, alla realizzazione della nuova sala arrivi e all’ampliamento dell’area partenze dell’aeroporto di Alghero i cui lavori, già assegnati, partiranno a breve, una volta avuto il via libera dalla Conferenza dei Servizi e esaurita la progettazione esecutiva.
Questa decisione avallata dalla Regione Sardegna mortifica e penalizza gli sforzi di un intero territorio le cui prospettive vengono pesantemente limitate non tanto dal mercato, ma da precise scelte politiche che a partire dalla negazione della Città Metropolitana di Sassari fanno il paio con altre recenti decisioni di politica dei trasporti che nel 2016 hanno fatto registrare una perdita di 340 mila passeggeri per l’aeroporto di Alghero; azioni politiche che fanno sorgere il dubbio anche tra i più scettici che vi sia la volontà definita di mortificare il territorio del nord-ovest della Sardegna per avvantaggiarne altri. E con queste premesse bisogna essere molto diffidenti circa la volontà recentemente manifestata dalla Giunta Regionale di creare un sistema aeroportuale con un’unica regia per i tre scali sardi. L’idea non è sbagliata, ma non vorremmo che, ancora una volta, le scelte che si faranno andassero nella direzione di privilegiare alcune aree a discapito della nostra.

Tale scelta, che segue a breve distanza di tempo quella che ha visto il depotenziamento della sanità del sassarese, e quella della mancata indicazione nell’ambito del comitato di gestione dell’autorità portuale di un rappresentante del Comune di Porto Torres, mentre risultano rappresentati sia Olbia sia Cagliari, risulta l’ennesima che l’Amministrazione Regionale in carica assume ingiustificatamente in grave danno del nord-ovest della Sardegna.
Analoghi comportamenti non paiono più accettabili alla luce delle gravissime conseguenze che gli effetti di tali scelte producono in termini di capacità e di diritto alla mobilità delle persone e di prospettive di sviluppo economico e sociale di un intero territorio che ha nel turismo uno dei principali pilastri della propria economia.

Grande Alghero, road map Pd-Bruno

ALGHERO – Una cosa è certa: in questi ultimi anni, ad Alghero, a livello politico, se ne sono viste di tutti i colori. Ma l’avvenimento meno sorprendente è quello immortalato ieri pomeriggio in via Mazzini. Quasi tutti, chi più, chi meno, erano pronti a scommettere, già da inizio consiliatura, che prima o poi il Partito Democratico e il sindaco Bruno, si sarebbero incontrati “come due fiumi che nati da sorgenti diverse, si ritrovano per dare beneficino ad un bacino comune”, che sarebbe Alghero. Queste le parole di ieri del consigliere comunale, e dirigente, del Pd, Enrico Daga. Certo sia l’esponente dem che il segretario Salis hanno ribadito che si tratta di un sostegno programmatico, ma è evidente, come emerso ieri, che solo grazie alle “entrature” nei palazzi cagliaritani, oggi governati anche a maggioranza dal Pd, potranno arrivare i vantaggi e dunque le progettualità (una marea) annunciate da tempo e ribadite nella riunione di ieri.

Incontro alla presenza l’assessore regionale all’Urbanistica, Patrimonio, Enti Locali, Cristiano Erriu organizzato dal Partito Democratico con anche il sindaco Mario Bruno, consigliere regionale Luigi Lotto, consiglieri Daga, Pirisi e dei segretari provinciale, Cordedda, e locale, Salis. Si è parlato di diverse, numerose cruciali tematiche. In primis lo stato del Piano della Bonifica e anche manutenzione delle borgate. Ma poi tanto altro: porto (nuovo progetto con regia del Comune e Regione), Palazzo dei congressi (manifestazione interesse anche a breve per tutta l’area compresa Maria Pia), Piano del traffico (redazione col progettista Hussler), Puc (ci sono a disposizione altri 400mila euro utili ad affidarlo ad un progettista internazionale, in lizza Busquets), Pul (in dirittura d’arrivo garantirà nuove possibilità di investimenti), immobili borgate (attesa iter legislativo nazionale), Surigheddu (gara entro primi dell’anno prossimo, prima risolvere problema occupanti) e altro.

Per l’assessore Erriu (e non si può dargli torto) il “futuro è nelle nostre mani” e questa città può tagliare dei traguardi importanti attesi da diversi anni e diventare quella “Grande Alghero” di cui si parla da tempo. Le ricchezze e bellezze sono immani e anche, in parte, infinite. Ma involontariamente sono bastate le parole di Bruno, connesse allo studio e analisi dei giovani della Social Innovation a riportare tutti coi piedi per terra. Ad Alghero ci sono 7mila donne anziane che vivono da sole, l’indice di natalità è dello 0,8%, la maggioranza sono anziani dai 65 anni in su, mentre i giovani (fino ai 15 anni) sono un’esigua minoranza. Insomma dati e considerazioni che cozzano con i progetti, forse sogni, fissati come “road map” nell’incontro di ieri. Del resto quello non fatto in oltre 6 anni, non sarà facile realizzarlo in qualche mese. Però, visti i temi, basterebbe tagliare un paio di traguardi, per garantire ad Alghero e suo territorio un immediato futuro appena più roseo.

Nella foto l’incontro di ieri nella sede del Partito Democratico

S.I.

Porto e aeroporto: incontro

ALGHERO – Domani, venerdì 24 novembre, alle ore 10:00, presso la Saletta Rossa del Palazzo Civico di Piazza Municipio, Forza Italia ed Energie per l’Italia, fanno sapere, che “incontreranno la stampa per denunciare l’ennesima “distrazione” del Governo e della Regione Sardegna nei confronti della Provincia di Sassari. Il tema, che verrà illustrato nel dettaglio domani, è relativo alle strutture portuali (Alghero e Porto Torres) e quell’aeroportuale e alla loro valorizzazione in chiave turistica all’interno di fondamentali strumenti di programmazione e finanziamento nazionali. Parteciperà anche il consigliere regionale Marco Tedde, oltre che i rappresentanti e consiglieri comunali”.

Nella foto il porto di Alghero

S.I.

Piras plaude al nuovo Ccn

ALGHERO – “La nascita di un consorzio di imprese non può che essere colta positivamente dalla città e da chi si occupa di Politica”. Cosi il consigliere comunale di centrodestra ed ex-presidente del Centro Commerciale “Alghero In Centro”, Emiliano Piras, sulla nascita di un nuovo Ccn ad Alghero [Leggi] “I percorsi dei centri commerciali naturali sono stati esempio, ad Alghero nel recente passato con l’attività di “Alghero in Centro”, di un cambiamento di mentalità nell’approccio all’attività economica, anche con lo sviluppo di un legame di valenza sociale, del luogo di svolgimento della propria attività lavorativa. Oggi più che mai, grazie al rifinanziamento da parte della Regione, dopo tre anni di buio assoluto, del capitolato di Bilancio destinato ai centri commerciali naturali, dare valore a questi consorzi può costituire un’occasione per ravvivare il tessuto economico e sociale della nostra città”.

“Un argomento a me assai caro, che ho promosso con forza, all’interno dell’aula, già dai primi giorni dalla mia elezione in Consiglio Comunale, con una mozione, era il 2014, votata all’unanimità, con la quale si impegnava l’amministrazione alla costituzione di diversi centri commerciali naturali in diversi quartieri della città; e con un emendamento al bilancio di previsione, che ha permesso di inserire nel capitolato dell’assessorato alla Sviluppo economico una cifra per le start-Up dei consorzi, e il cofinanziamento di alcuni eventi e progettualità legate agli stessi. Colgo l’occasione per fare gli auguri al nuovo presidente del ccn “naturalmente insieme” Andrea Oliva, e a tutti i componenti del direttivo”.

Nella foto il consigliere comunale Emiliano Piras

S.I.

Battaglie e voto: parla Fois |video

ALGHERO – I prossimi mesi saranno quelli più importanti delle ultime decadi. Per la Sardegna, ma ancora di più per Alghero e il suo territorio. Tre scadenze elettorali (nazionale, regionale e locale), oltre che il pronunciamento dei Tribunale di Cagliari per la famosa vicenda dei “Fondi ai gruppi”, che cambieranno, forse radicalmente, il volto della politica e in alcuni casi anche suoi protagonisti. In vista di questi appuntamenti e soprattutto a commento delle azioni portate a compimento dal partito, i Riformatori Sardi, di cui è coordinatore regionale, abbiamo intervistato l’ex-assessore regionale Pietro Fois.

Insularità e inserimento della “Doppia preferenza di genere”, due battaglie portate avanti in primis proprio dai Riformatori Sardi. La prima è finalizzata alla definizione di un referendum [Leggi], la seconda, grazie soprattutto all’associazione Meglio in Due, ha ottenuto il via libera dal Consglio Regionale [Leggi]. Ma sono soprattutto gli sviluppi in ambito politico regionale e locale che vedono i Riformatori ritornare ad essere protagonisti della scena grazie anche alla rinnovata sintonia con gli alleati e in particolare Forza Italia a fornire ulteriori spunti in vista del voto. [Leggi].

Nella foto e video il coordinatore regionale dei Riformatori Sardi, Pietro Fois

Erriu ad Alghero: agro, Pd e Bruno

ALGHERO – Domani, giovedì 23 Novembre 2017 nella sede di Via Mazzini 99 alle ore 16.30 il Circolo PD di Alghero organizza un incontro con l’Assessore Regionale agli Enti Locali, Finanze ed Urbanistica Cristiano Erriu per fare il punto sui lavori di co-progettazione a livello locale e regionale per la realizzazione del Piano di Conservazione e Valorizzazione della Bonifica.

L’iter per la progettazione del Piano inizia a concretizzarsi con la mozione presentata dal PD, approvata all’unanimità dal Consiglio Comunale di Alghero, nel dicembre 2014. Dopo le varie interlocuzioni tra il PD e l’Assessorato Regionale, oggi il Piano di Bonifica, a parte qualche correzione/integrazione da attuarsi in sede di co-pianificazione con gli uffici regionali risulta pressoché pronto.

“I lavori, coordinati da Alma Cardi, dirigente PD locale e regionale, vedranno la partecipazione del Segretario Provinciale Giampiero Cordedda, e i consiglieri comunali Enrico Daga e Mimmo Pirisi. Parteciperanno i rappresentanti dei Comitati di Borgata di Maristella, Guardia Grande-Corea e Sa Segada-Tanca Farra’ che hanno fortemente voluto il Piano ed hanno costantemente interloquito alle varie fasi e contribuito a mantenere sempre alta l’attenzione e l’informazione dell’opinione pubblica”.

All’incontro tecnico-politico parteciperà il Sindaco Mario Bruno che relazionerà sui lavori in corso a livello comunale e sulla tempistica che, come da accordi presi con il PD al tavolo della coalizione di centro-sinistra, ne prevede la chiusura entro il 31 Dicembre 2017. “A seguito dell’incontro pubblico, nella stessa sede, si terrà un incontro politico tra i rappresentanti del PD locale, provinciale e regionale per discutere di altri temi vitali per lo sviluppo del territorio quali Pul, Puc e immobili pubblici (tra cui l’ex-caserma dei carabinieri, caval mari, Balaguer e altri edifici presenti nell’agro e nel centro città) ritenuti dal Pd punti di rilevanza prioritaria sui quali si basa il supporto programmatico all’amministrazione e discussi in sede di coalizione di centro-sinistra”.

Nella foto l’assessore regionale Cristiano Erriu

S.I.