“Pd e Fi marciume, noi liberi”

ALGHERO – “Passata l’euforia dei primi istanti dalla chiusura delle urne, ci sembra doveroso ringraziare i tanti che ci hanno supportato e i tantissimi che ci hanno dato fiducia votandoci. Il Movimento 5 stelle è infatti oggi la prima forza politica in Italia ed in Sardegna dove, così come ad Alghero, ha superato il 42%”. Cosi i consiglieri comunali di 5 Stelle, Roberto Ferrara e Graziano Porcu, che commentano i voto e criticano gli avversari politici.

“Il Movimento continua a crescere dunque, e con esso crescono le persone che con sacrificio si impegnano giorno dopo giorno per far si che si possa ribaltare un sistema di potere che ha devastato il presente e che ci lascia poche speranze per il futuro. Forza Italia e il PD, i due partiti che ci hanno governato negli ultimi venticinque anni sono stati sonoramente bastonati da un popolo stufo di essere usato, ignorato e umiliato”.

“In Sardegna e ad Alghero, per esempio, continuiamo ad avere al governo persone che campano di politica da un ventennio e che purtroppo stentano a capire che, a questo punto, il loro tempo è terminato. Il PD ad Alghero si è fermato al 13%, nonostante un Sindaco che il giorno prima delle elezioni ha pensato bene di dargli un solido e determinato sostegno, dimenticandosi di essere il sindaco di tutti. Forza Italia con il suo 14% esiste in Sardegna grazie esclusivamente all’appoggio della Lega, quella stessa lega per cui ieri gli invasori eravamo noi terroni del Sud. Al di fuori di questo marciume c’è il Movimento 5 stelle, un movimento formato da semplici cittadini che si sono messi a disposizione di un sogno, forse utopico ma sempre più reale, cittadini liberi e lontani dai poteri forti ma vicini alla gente”.

“Cittadini che mettono a disposizione competenze e sensibilità nell’interesse di tutti. La campagna elettorale è stata lunga ed impegnativa, condita da bassezze di ogni genere, abbiamo tenuto duro e non abbiamo mai risposto alla pochezza di chi ci insultava. Abbiamo ottenuto un risultato eccezionale, 16 tra Deputati e Senatori in Sardegna tra cui Paola Deiana, una nostra concittadina, che è stata eletta alla Camera dei Deputati, la prima donna algherese nella storia della Repubblica. Adesso non ci rimane che lavorare sodo per poter continuare a sognare un futuro migliore per la nostra terra e per i nostri figli. A riveder le stelle”.

Nella foto Ferrara e Porcu

S.I.

“Voto algheresi contro Bruno-Pd”

ALGHERO – “Non solo gli algheresi non hanno ascoltato il sindaco, ma neanche la sua preghiera tramite i media, solerti a raccogliere le sue esternazioni, rispetto ad un presunto “dover morale di votare Pd”. Allora delle due l’una: o Mario Bruno porta sfortuna o il suo presunto valore aggiunto da governatore di Alghero (direttamente e indirettamente ormai da 7 anni) è inesistente”. Cosi il partito di Forza Italia-Alghero rispetto al voto di domenica in un dei commenti al responso delle urne in connessione ai risultati locali ottenuti dalle forze di centrosinistra che governano Alghero.

“Siccome la prima si può considerare una battuta, pensiamo invece che l’ipotesi più credibile sia la seconda e che il voto dimostri quanto gli algheresi siano distanti da questo centrosinistra e in particolare dalle compagine governativa che rispecchia, oramai, in toto quella disastrosa della Giunta Pigliaru. Da Cagliari ad Alghero passando per Sassari sono sempre più evidenti le sciagure create da queste forze che hanno basato da anni la loro azione politica unicamente a soddisfare gli appetiti di sostenitori, compagni e familiari più che garantire solide risposte a tutta la popolazione che, col voto, ha dimostrato tutta la sua arrabbiatura verso una condizione di profonda crisi in cui si trova la Sardegna e purtroppo anche Alghero.”

“Quello di domenica 4 marzo può considerarsi, a tutti gli effetti, un sondaggio sul sindaco, amministrazione e coalizione che lo sostiene e il responso, dati alla mano, è una completa bocciatura verso chi, come detto, oramai da sette anni, con due amministrazioni, (mal)governa Alghero e, nonostante la poderosa macchina della propaganda, ha reso vano pure l’ingresso in maggioranza del Pd che è stato trascinato nell’oblio del fallimento generale.

“Per questo, come stanno chiedendo in molti cittadini e altre forze politiche di opposizione sarebbe opportuno che Bruno prenda atto di questo ennesimo segnale del suo fallimento e lasci la parola agli elettori che potrebbero già da questo maggio scegliere un presente e futuro migliore per la propria città, famiglia, figli e impresa invece di subire un altro anno di agonia fatto di promesse e provvedimenti sghembi e mal concepiti che renderanno necessari futuri aggiustamenti per riportare Alghero sulla giusta strada a guida di Forza Italia e Centrodestra Autonomista area politica sempre più forte e ben radicata nell’elettorato algherese”.

Nella foto i consiglieri comunale di Forza Italia, Nunzio Camerada e Michele Pais

S.I.

Deiana, prima algherese in Parlamento

ALGHERO – Grazie alla candidatura nei 5 Stelle, Paola Deiana diventa la prima parlamentare donna di Alghero. Un record che resterà nella storia del Comune catalano e che ovviamente comprende anche delle notevoli responsabilità visto il massimo ruolo di rappresentanza indicato dalla scelta dei propri concittadini e in generale dall’elettorato di riferimento. Intanto è la stessa neo-deputata Paola Deiana a diffondere una nota di ringraziamento.

“Ho atteso la pubblicazione dei dati ufficiali del Viminale per gioire pienamente dell’esito delle elezioni – scrive Paola Deiana – dopo ore di attesa finalmente posso dire di essere profondamente onorata e orgogliosa di rappresentare il popolo sardo e di essere la prima donna di Alghero eletta in Parlamento. Ringrazio sentitamente tutti quelli che hanno creduto in questo progetto e mi impegnerò al massimo per dare voce agli elettori tutti e realizzare gli obiettivi e i punti programmatici del MoVimento”.

“Durante la campagna elettorale ho avuto l’occasione di conoscere persone fortemente legate al territorio e alle realtà lavorative sociali ed economiche e visitato e apprezzato luoghi bellissimi a me poco noti. A tal riguardo mi riprometto di portare le istanze di queste realtà al Parlamento. Un ringraziamento doveroso va a tutti gli Attivisti e ai Portavoce che si sono prodigati intensamente, durante la campagna elettorale, per raggiungere questo risultato”.

Nella foto Paola Deiana

S.I.

“Opposizione e nuovo congresso”

ALGHERO – Primi commenti locali al voto nazionale di domenica e soprattutto ai risvolti che questo ha creato principalmente nel Partito Democratico. Ed è proprio il capogruppo dei dem a livello locale, Mimmo Pirisi, a commentare le dichiarazioni del segretario nazionale Matteo Renzi rispetto a presunte, o meno, alleanze in Parlamento per far nascere un Governo.

“Non sempre sono stato d’accordo con Renzi anzi quasi mai, ma questa volta gli do ragione”, cosi Pirisi che continua, “il prossimo segretario deve essere scelto dal Congresso, un congresso vero fatto di primarie un congresso che deve coinvolgere la base ed eleggere veramente chi rappresenta i cittadini ed iscritti a tutti i livelli, abbiamo tutto il tempo per farlo, per ripensare a cosa e a chi deve rappresentare il Pd, partendo da un dato certo il Partito Democratico ha perso le elezioni e i cittadini Italiani ci hanno detto dove stare nella prossima legislatura cioè all’opposizione, senza se e senza ma, auguri ai vincitori”.

D’altra parte sarebbe veramente assurdo (visto le posizioni opposte su quasi tutto e un campagna elettorale totalmente avversa) vedere nascere un’alleanza tra eletti nel Partito Democratico e Movimento 5 Stelle al fine di garantire un governo ai grillini. Purtroppo per loro non hanno raggiunto la quota utile per proporre un’esecutivo, almeno ad oggi. Certamente gran parte dei voti dei 5s arrivano anche dal centrosinistra, ma questo è un altro discorso è palesa, come per la Lega, il passaggio (oramai definitivo) dell’Italia verso posizioni post-ideologiche e basate sulle reali esigenze dei cittadini e non su posizioni arcaiche e, oramai, cancellate dalla storia come pure dal voto di domenica.

Nella foto Mimmo Pirisi

S.I.

Sassari, tramonto del Pd

SASSARI – “Appare subito evidente che in tutta Italia, in tutta la Sardegna ed in particolare modo nella nostra Sassari il vero sconfitto in queste Elezioni è il Partito Democratico che con il suo – 24,73 % rispetto alle scorse “Europee” manifesta il grande dissenso espresso dalla Città nei suoi confronti a causa del malgoverno della Regione e soprattutto a causa della pessima amministrazione di Sassari. Il P.D. ha fatto precipitare la Città in uno stato di paura ed immobilismo e proprio contro tale partito è stato indirizzato l’intero voto di protesta”. Cosi il consigliere comunale di Forza Italia e commissario provinciale del partito, Manuel Alivesi rispetto ai dati definitivi delle elezioni.

“Riteniamo che si tratti di un voto duro piu nei toni che nelle autentiche proposte concrete che a nostro parere manifestano piu che semplici carenze, cosi come riteniamo che questo periodo in cui il Movimento 5 Stelle governerà il Paese, sarà utile per verificare l’evanescenza dei programmi e dei progetti annunciati durante questa campagna elettorale. In tutto ciò Forza Italia ha dimostrato la propria coerenza soprattutto in questi ultimi anni ed attraverso una continua e costruttiva attività di sottolineatura di tutte la gravi carenze di una amministrazione cittadina responsabile del declino della nostra Città”.

“Riscontriamo che a fronte di una debacle totale del Partito Democratico in Città ed oltre, a Sassari il Partito di Forza Italia ha letteralmente tenuto botta con un discreto 12 % circa. Forza Italia è stata capace di presentare proposte concrete in Città e soprattutto ha dimostrato di potersi presentare in questa competizione elettorale con volti nuovi e candidati di spicco sia nei Collegi Proporzionali di Camera e Senato con l’Avv.to Gabriele Satta e la Dott.ssa Laura Giorico, sia con i Candidati della coalizione sostenuti da Forza Italia”.

“Da qui la nuova sfida per gettare le basi per un importante rinnovamento del Partito moderato, inclusivo, etico ed innovativo al fine di programmare e consegnare alla Regione ed alla nostra Città una maggioranza seria e capace di formulare concrete soluzioni ai gravi problemi che attanagliano il nostro Territorio”.

Nella foto Palazzo Ducale

S.I.

Cacciotto a Cagliari rientra nel Pd

ALGHERO – Intanto come anticipato da Algheronews, già dal 5 di febbraio [Leggi], Raimondo Cacciotto, attuale assessore del Comune di Alghero, vista l’elezione di Gavino Manca al Parlamento, entra nel Consiglio Regionale. Questo perchè Cacciotto era il secondo dei non eletti, ma Gavino Demontis ha scelto di dimettersi per andare al Consorzio Industriale, aprendo le porte a Valerio Meloni, e poi, come detto, Manca è stato eletto a Roma.

Certo, lascia perplessi e rientra nelle tante particolarità del periodo politico di questi anni, il fatto che l’assessore comunale ai Lavori Pubblici entra nel gruppo regionale del Partito Democratico da “dissidente” ovvero da rappresentante a cui gli era stata tolta la tessera (perché presentatosi con la lista civica Per Alghero contro il candidato a sindaco ufficiale del Pd del 2014, Enrico Daga). Dunque, di fatto, Cacciotto rappresenta il reingresso di tutti i bruniani nelle fila del Partito Democratico di Alghero.

Pace fatta? Si vedrà. Del resto, ci sono ancora dei nodi e adesso ci sarà da nominare il nuovo assessore e dovrebbe spettare proprio al Pd. A meno che, vista la volontà di guidare la Fondazione Meta (Alghero) e la già avvenuta nomina dell’assessore all’Urbansitica (Alessandro Balzani), questa casella venga lasciata ad altre componenti della maggioranza.

Nella foto il sindaco Bruno e l’assessore Cacciotto

Tutti gli eletti: c’è l’algherese Deiana

ALGHERO – Paola Deiana è stata eletta. La candidata algherese alla Camera dei Deputai sarà l’unica rappresentante del centro catalano nel nuovo Parlamento. Prima di lei solo Elias Vacca (Comunisti Italiani) e Francesco Carboni (Ds). Gli altri eletti in Sardegna per il Movimento 5 Stelle sono a Sassari Mario Perantoni, a Nuoro Mara Lapia, a Oristano Luciano Cadeddu, a Carbonia Pino Cabras, a Cagliari Andrea Mura.

Nei tre collegi uninominali del Senato vittorie definitive per Maria Vittoria Bogo Deledda nel collegio Sardegna ed Emiliano Fenu nel Centro, e praticamente definitiva per Gianni Marilotti nel Sud, dato che ha dieci punti di vantaggio a sette sezioni dal termine dello scrutinio. Nel proporzionale, al Senato il M5S dovrebbe aggiudicarsi due seggi con Ettore Licheri ed Evira Lucia Evangelista, mentre poi uno ciascuno spetta a Forza Italia (Emilio Floris), Lega-Psd’Az (Christian Solinas) e Pd (Giuseppe Luigi Cucca).

Per quanto riguarda la Camera, visti i resti del proporzionale, il calcolo è più complicato. Possibile che il partito di Di Maio ottenga 5 seggi con Emanuela Corda, Andrea Vallascas, Lucia Scanu, Alberto Manca e Paola Deiana e poi due a Forza Italia con Ugo Cappellacci e Pietro Pittalis, due al Pd con Romina Mura e Gavino Manca per chiudere uno a Lega-Psd’Az (Guido De Martini) e uno a Fratelli d’Italia (Salvatore Sasso Deidda).

Nella foto il Parlamento Italiano

S.I.

Italia divisa e post-ideologica

ALGHERO – Sono in molti a domandarsi come sia possibile che l’elettorato abbia votato cosi largamente i 5 Stelle e anche la Lega e in generale il Centrodestra, nonostante il Partito Democratico abbia ripetuto allo stremo, dati alla mano, che: l’Italia è ripartita, il Pil è cresciuto, la produzione industriale ed export in piena ripresa, la disoccupazione è calata e tanti altri indicatori positivi. E allora perchè gli Italiani, se questa è la fotografia (molto positiva) del Paese, non hanno premiato i dem e in generale chi sta governando? Per diversi motivi, a partire da uno che è stato già cristallizzato nei precedenti articoli, ma in generale perchè questo benessere non è presente in tutto il Paese, ma solo in un parte che, tra l’altro, lo reputa non sufficiente.

L’Italia è divisa in due tronconi. Centro-Nord e Centro Sud e poi Isole. Due macro-aree che, oramai, non hanno più niente a che fare tra loro. Sono, oggettivamente, due paesi diversi. Il primo registra veramente quei dati narrati dal Pd, ma non li ritiene sufficienti e vorrebbe (e potrebbe, oggettivamente) fare di più. Del resto Lombardia e Veneto registrano una crescita tra le più alte di tutta Europa. E poi c’è il Meridione con Sardegna e Sicilia. Una grande porzione della Nazione che si sente tradita e dove, oramai, pare di essere bloccati e fermi con una percentuale di senza lavoro che è di media intorno al 60/70%. Cifre assurde, indegne, persino vergognose per un paese civile, ma tant’è. Questa è la situazione.

E questo malessere, l’assenza di un futuro, oltre la voglia di cambiare, soprattutto la miriade di promesse non mantenute, oltre la valanga di emigrati, hanno creato l’humus per l’exploit dei 5 Stelle che solo degli stupidi potrebbero sottovalutare e derubricare esclusivamente come “voto di protesta”. Quando una forza politica supera il 30% a livello nazionale e il 40% a livello locale, vuole dire che rappresenta buona parte della popolazione e le sue istanze devono per forza essere affrontate e se possibile risolte. Emerge, senza dubbio, la spinta post-ideologica (nel dna di 5s e Lega) che palesa la voglia di modernizzare la politica e adeguarla unicamente alle risposte che deve dare ai cittadini e non a barbosi discorsi e presunti rigurgiti di qualche fuori di senno.

Per adesso resta una fotografia chiara di un’Italia oramai a due se non a tre velocità. E questo è il maggiore problema che deve essere risolto con al centro di tutte le politiche per la realizzazione delle condizioni per creare posti di lavoro. Ecco, il lavoro è il faro per uscire da questa devastante crisi che possa equiparare il Meridione al Nord e far ripartire il Paese. Probabile che questo compito sia affidato a Salvini, come guida del centrodestra, o a Di Maio. In questi giorni si vedrà, ma il messaggio dei cittadini è stato chiaro e non solo di quelli che hanno votato Lega e Grillini (in totale quasi 16milioni), ma il malcontento è in tutti, per questo è finito, ma veramente terminato, il tempo delle chiacchiere soprattutto in Sardegna e nelle aree depresse dell’Isola, come la nostra.

Nella foto l’Italia divisa coi colori arancione (Sud – 5 Stelle) e azzurro (Nord – Lega Centrodestra)

S.I.

Elezioni, Alghero: risultati ufficiali

ALGHERO – Risultati definitivi anche per Alghero. 53 sezioni su 53 danno un risultato che riflette quello regionale anche se offre numerosi spunti che saranno snocciolati nei prossimi giorni. 5 Stelle è primo partito col 43,24% facendo conquistare a Giovanni Perantoni 9.950 voti. Segue il Centrodestra con Maria Grazia Salaris che si assesta al 31,42% (7.231 voti) in coda il Centrosinistra che con Silvio Lai si ferma al 17,14% (3.945 voti).

Per quanto riguarda i partiti, a parte l’exploit del Movimento di Luigi Di Maio, Forza Italia stacca di due punti il Partito Democratico (15,42% a 13,82%). Grande risultato, anche nella Riviera del Corallo, per la Lega che tallona i dem arrivando all’11,13%. Fratelli d’Italia si ferma al 3,36% e precede però la sinistra di Leu che si ferma al 2,92% quasi raggiunta dal neo-progetto Autodeterminatzione che raggiunge il 2,71% chiude CasaPound con 0,94% raccogliendo 218 voti.

Nelle foto le schermate dei risultati ufficiali ad Alghero

S.I.

Sassari: 5s trionfa, Salaris seconda

ALGHERO – Nel Collegio Uninominale che fa capo a Sassari, Alghero e Porto Torres (e altri comuni), Cinque Stelle, con Mario Perantoni, stravince arrivando quasi al 44%. Ottimo il risultato del Centrodestra che arriva con Maria Grazia Salaris al 27%. Mentre tracollo per Silvio Lai e per il Partito Democratico che complessivamente, con la coalizione di centrosinistra, arrivano al 21%. Questi i risultati praticamente definitivi visto le sezioni scrutinate: 219 su 294.

Per i singoli partiti c’è l’exploit della Lega (alleata col Psd’Az) che arriva all’11%, mentre Forza Italia si conferma primo partito della coalizione arrivando al 13%. Poi buon risultato di Fratelli d’Italia al 3,40% e poi disastro totale per Noi con l’Italia che gira intorno all’1%.

Un quadro generale che cristallizza una fotografia molto chiara anche del collegio che fa capo alla Riviera del Corallo e soprattutto al centro turritano ovvero la distanza, oramai quasi incolmabile, rispetto ad aree politiche e anche partiti (nello specifico di centro-sinistra, ma in generale i vari “moderatismi”) che per anni, e in particolare di recente, hanno governato i comuni maggiori. Di fatto, dunque, una sonora bocciatura per le amministrazioni locali e in particolare per la Giunta Regionale. Del resto i dati isolani sono chiari: 5 Stelle al 42%, Centrodestra al 31% e Centrosinistra al 18%.

Nella foto la chiusura della campagna elettorale del centrodestra a Sassari

S.I.