“Ferrara non faccia il moralizzatore”

ALGHERO – “Ferrara che insorge contro un mio stringato comunicato a difesa della politica diversa da quella del M5S ricorda la volpe della favola di Esopo alla quale regalarono una bellissima coda di paglia”. Replica da parte di Lina Bardino, del Circolo Popolare Europeo, alla nota del consigliere comunale di 5 Stelle Roberto Ferrara riguardo la polemica scaturita dall’analisi post-voto.

“Si rassereni Ferrara e smetta di contraddire Porcu, che invece molto sommessamente ha chiesto scusa per avere definito assieme a lui “marciume” la politica non grillina. Per il resto, confermo ogni passaggio del comunicato. Cosa che, di fatto, involontariamente fa anche Ferrara. E gli suggerisco di uscire dalla sbornia elettorale. Anche perché nessun contributo ha dato al risultato dei grillini. Salvo per una riunione poco partecipata in cui ha esposto il surreale credo grillino privo di fondamenta politiche e finanziarie. E smetta di indossare i panni del novello manicheo. Anche perché da qualche anno i media raccontano le vicissitudini poco edificanti di tanti, troppi grillini che meritano condanna morale e politica tanto quanto la meritano esponenti di altri partiti che sbagliano”.

Nella foto Lina Bardino

S.I.

Ferrara non ci sta, Bardino denunci

ALGHERO – Continuano a farsi sentire gli effetti dell’esito del voto. E così sarà per tutto ancora quest’anno. Del resto, come ripetuto più volte, in 15 mesi ci sono altri due fondamentali appuntamenti (regionali e comunali). E in quest’ottica c’è stato anche uno scontro tra 5 Stelle e Centrodestra. In particolare scambio di accuse rispetto il rispettivo agire presente e passato. In questo caso è il consigliere comunale pentastellato Roberto Ferrara a replicare alle accuse della rappresentante del Circolo Popolare Europeo, Lina Bardino [Leggi]

“Gentile Dottoressa Bardino,
sono all’estero per lavoro e non ho la possibilità di seguire le esternazioni dei tanti commentatori politici algheresi, comprese le sue. Mi è stata però inviata una sua uscita della scorsa settimana [https://goo.gl/mg2yQQ] che mi ha colpito personalmente e non mi può lasciare silente.
Nella sua nota stampa ha fatto gli auguri alla nuova e prima donna algherese eletta in Parlamento e poi ha stigmatizzato una brutta parola utilizzata in un nostro comunicato.
Stante il fatto che la brutta parola da noi utilizzata era genericamente indirizzata alla politica nazionale che ci ha governato negli ultimi trent’anni, come d’altronde ho più volte specificato, ma evidentemente per come scritta ha dato adito a diverse interpretazioni e ha suscitato un certo clamore. Come recentemente sottolineato dal collega Graziano Porcu, a parte la brutta parola utilizzata, noi siamo lontani da un certo modo di far politica che purtroppo riscontro in chi ci vorrebbe redarguire.
Infatti, Lei non contenta, a margine del suo intervento, ha scritto pesanti illazioni nei confronti miei e del mio collega consigliere Graziano Porcu. Nello specifico si è permessa di scrivere “conosciamo anche il loro presente e il loro passato che suggerirebbero di guardarsi allo specchio”. Non si capisce bene cosa vorrebbe insinuare, agiamo o abbiamo agito illegalmente? Abbiamo avuto dei favoritismi o degli incozzi? Mi spieghi bene, abbiamo violato la legge?
Bene, è giusto precisare che Graziano Porcu ha vissuto vent’anni all’estero raggiungendo con le sue sole forze importanti risultati nel campo turistico alberghiero, oggi vive ad Alghero dove gestisce un’impresa autonoma. Mentre, per quanto mi riguarda, il riferimento al passato mi fa sorridere, ho lavorato anche per il Comune di Alghero, all’epoca della Giunta Tedde. Lavorai dal 2004 fin quando mi licenziai nel 2010 (sottolineo mi licenziai avendo un contratto a tempo indeterminato), durante quel periodo dimostrai capacità e competenza, tant’è che ricevetti anche pubblici attestati di stima dall’ormai ex sindaco Tedde durante un Consiglio comunale nel 2012.
Mentre per quel che concerne il presente l’illazione diventa ancor più misteriosa. Se perciò passiamo dalle illazioni alla valutazione delle professionalità, informandosi realmente su chi tenta di infangare, magari scoprirebbe che lavoro per il Consiglio Nazionale delle Ricerche, dopo aver vinto un concorso pubblico, per il quale non devo niente assolutamente a nessuno, ovvero nessun incozzo per intenderci.
La rassicuro che tutti i giorni mi guardo allo specchio e vedo una faccia magari non bella ma sicuramente pulita.
Ora, nel caso avesse notizie diverse, la prego di recarsi immediatamente alla Procura della Repubblica per denunciare pratiche o procedure a suo avviso poco trasparenti o irregolari, altrimenti taccia, porga le sue scuse e in futuro eviti esternazioni di questo genere, altrimenti se ne assumerà tutte le responsabilità”.

Nella foto Roberto Ferrara

S.I.

Bruno traballa a sinistra. Nuova crisi?

ALGHERO – Inutile nascondersi dietro un dito, le fibrillazioni ci sono e sono sempre maggiori. Del resto la politica cittadina, soprattutto negli ultimi anni, non ha lesinato notizie quasi quotidiane rispetto alle varie dinamiche. Spesso legate agli attuali governanti, ma non solo. A riattizzare la fiamma è stata la notizia divulgata da Algheronews [Leggi] e dalle pagine locali della Nuova Sardegna sull’ipotesi, più che realistica, delle ricandidature dei sindaci Bruno e Sanna. Eventualità che ha fatto sobbalzare alcuni, ma in generale ha dato una sveglia (si spera non momentanea) a chi ancora non ha compreso che, in questi 15 mesi, si gioca il futuro sociale, economico e politico dei prossimi 10 anni.

Com’era lecito attendersi, però, i riflessi maggiori li ha avuti nell’area di appartenenza dei due sindaci ovvero il centrosinistra. Una connessione tra Alghero e Sassari che però vedono più oltre Rudas rispetto a quella che è la realtà dei fatti. Infatti se il capoluogo turritano è stato sempre una roccaforte proprio di chi oggi siede a Palazzo Ducale, Alghero l’esatto opposto. E’ stato Bruno, grazie però proprio ai voti anche del centrodestra, col partito dell’Udc, a rompere, per un lasso di tempo così prolungato, tale “tradizione”. Per questo connettere le due realtà è alquanto azzardato. L’unico tangibile link è l’avversario comune: i 5 Stelle.

Ma il resto è piuttosto piuttosto differente. Tanto che alcuni, all’ombra della Torre di Sulis, soprattutto dell’area più a sinistra, stanno meditando se non sia il caso di far finire anticipatamente questa esperienza amministrativa. La classica goccia che ha fatto traboccare il vaso sono state le recenti, e rese pubbliche dai media, consultazioni del sindaco con altre forze politiche e nello specifico (salvo smentite, non diffuse da nessuno) con rappresentanti dell’area di centro/centrodestra come Upc, Riformatori e pare pure porzioni dell’Udc. Un’agire lecito e normale da parte di Mario Bruno, e delle sua area, che, giustamente, prova a tracciare un percorso che lo possa rivedere ricandidato o comunque nella posizione di poter esprimerne uno.

Ma, a bloccare, o meglio, a raddrizzare tale tracciato, è arrivato il monito del Partito Democratico: se Bruno, o chi per lui, vorrà candidarsi, dovrà passare per le primarie. Eventualità mal digerita da chi, invece, vorrebbe attuare una strada parallela, forse, per arrivare alla creazione di una coalizione allargata. Fatto sta che, a parte l’avviso del Pd, in queste ore, come detto, sta montando il malumore di alcune porzioni del centrosinistra che sostiene la Giunta. Non sono casuali, del resto, le assenze nell’ultimo Consiglio (a certificare l’assenza del numero legale) di Mario Nonne, Giampietro Moro e Alessandro Nasone. Non è chiaro cosa potrà accadere. Difficile che arrivi lo strappo finale per andare al voto (anticipato) già da questo maggio. Troppe le incertezze e poi il vento soffia verso tutt’altra parte (centrodestra soprattutto).

Una cosa è certa, mugugni e frizioni (presenti anche nel Partito dei Sardi di Tanchis) ci sono ed è possibile che saranno sempre più diffusi. In cosa sfoceranno non è (ancora) dato saperlo, di sicuro i maggiorenti, locali e turritani della compagine governativa, stanno osservando molto, molto da vicino i vari accadimenti e in particolare le azioni del sindaco. Ma, non è detto che, come accaduto in tutti questi mesi, Bruno ne esca ancora da vincitore e ottenga il via libera per condurre la partita anche per le prossime (imminenti o meno) elezioni comunali. Ad oggi, nonostante non ci siano i numeri (spesso) in Consiglio, a parte qualche protesta estemporanea, pare esserci una diffusa (nonchè particolare) volontà di andare avanti così. Anche se, la politica algherese ci ha abituato a tutto, vedremo.

Segreteria Pd, Dolores Lai c’è

ALGHERO – Nella bufera che ha colpito il Partito Democratico nel dopo-elezioni, c’è chi cerca di riportare la barca nella giusta rotta. A livello nazionale tocca al ministro uscente Martina, mentre in Sardegna si affaccia l’ipotesi di un segretario donna. Dolores Lai, cugina del senatore Silvio, sassarese e nello staff della presidenza del Consiglio Regionale, Ganau, si auto candida a ricoprire questo importante e delicato ruolo.

Lo fa annunciando la scelta tramite una post su Facebook che è più una lettera aperta di amore per il proprio partito. Certo, però, se i dem cosi come le altre forze politiche sono convinte che bastino dei cambi al vertice, magari anche con lodevoli svolte verso giovani e donne, per ritornare ad essere competitivi, ci si sbaglia. La gente, a parte un giusto e atteso rinnovamento dei vertici politici, vuole risposte. Concrete e reali. Investimenti, sviluppo e lavoro. Soprattutto in Sardegna e ancora di più nel Nord-Ovest, ex provincia, proprio della possibile prossima segretaria Lai. Qui si seguito le parole postate sui social a firma di Dolores Lai in cui si avanza la sua proposta per guidare il Partito Democratico in Sardegna.

“So che vi sembrerà strano, forse in molti non mi crederanno e altri ancora immagineranno le più fantasiose dietrologie.
Niente di tutto questo, cari amici e care compagne.
Qualora nella direzione di sabato, come da molti auspicato, si deciderà di andare verso l’elezione di un nuovo segretario – attraverso l’assemblea o con primarie aperte – ho fin da ora deciso di propormi quale candidata alla segreteria regionale del PD.
L’ho deciso senza consultarmi con nessuno, senza alcuna telefonata esplorativa ma soltanto perché, per la prima volta da quando faccio politica, sento nel mio profondo la necessità di ribellarmi e reagire alla troppo pesante sconfitta del mio partito.
Milito nel Pd da sempre e nei Ds mi ero iscritta che avevo appena vent’anni. Nei successivi vent’anni ho militato con molta passione e impegno, ampiamente ripagata da soddisfazioni personali e politiche. Ho ricoperto incarichi istituzionali e amministrativi, fatto errori più o meno gravi ma anche cose giuste.
Ho combattuto nei congressi, nelle battaglie elettorali, ho fatto parte di correnti, di aree più o meno vaste e più o meno sensate.
Non ho niente di cui pentirmi e nessuno da rinnegare, anzi sono molti quelli che devo ringraziare per gli insegnamenti ricevuti e l’esperienza condivisa, ma non possono più essere questi i modi e i metodi della politica.
Il voto ci consegna un Paese ancora più diviso dove la distanza tra nord e sud in questi anni invece che attenuarsi si è addirittura accentuata e, in ogni caso, nord e sud non ci vedono come interlocutori credibili.
SASSARI – Resto convinta che il PD, il centro sinistra, sia ancora la soluzione alle fratture economiche e sociali del nostro tempo e durante la difficile campagna elettorale ho avuto un’unica consolazione: vedere che siamo ancora un partito radicato nel territorio, forse l’unico vero partito che può essere capace di rispondere e di riorganizzarsi.
Voglio riprendere quel filo interrotto con i sardi, con i nostri militanti prima di tutto perché non sopporto più il distacco sempre più marcato tra il partito democratico e la Sardegna.
Non voglio più fare una campagna elettorale senza poter regalare un sogno, una speranza ai tanti sardi senza più possibilità e ai troppi giovani senza opportunità.
Forse abbiamo smesso di essere un partito che ha una visione, che ha un progetto, un partito che prova a costruire e trasmettere fiducia e speranza.
Anche per questo in Sardegna la sconfitta è stata più dura ma serve rialzarsi in fretta per assumerci la responsabilità di fare e di guidare le scelte del nostro domani, soprattutto quelle del nostro partito.
Io, infatti, il 4 Marzo ho perso ma non mi sento vinta e non voglio partecipare alla caccia al colpevole: per questo dico subito che il PD ha perso per colpa anche mia.
Voglio però combattere la rassegnazione che ho visto nei volti di tanti e di tante e voglio far rivivere a tutti noi quel senso di comunità che abbiamo smarrito.
Ho fretta di riprendere il mio cammino di sarda e di democratica, con umiltà e passione, con sacrificio e un po’ di sfrontatezza ma soprattutto perché mi piace l’idea di camminare con voi per far riprendere a correre la Sardegna”.

Nella foto Dolores Lai e Gianfranco Ganau

S.I.

Non c’è maggioranza, Bruno lasci

ALGHERO – “Per problemi di salute non ho potuto presenziare al consiglio comunale convocato per lunedì 12 marzo 2018. Ciò che è accaduto offende per l’ennesima volta l’intera città. Non è possibile restare indifferenti di fronte ad una situazione in cui viene continuamente mortificata la credibilità del Consiglio e cancellato il significato ed il valore della Democrazia”. Cosi Donatella Marino che, in linea con la collega di centrodestra Monica Pulina, ritorna sull’andamento del Consiglio Comunale, denunciando la palese assenza di numeri della maggioranza che si trova ad andare avanti da tempo in “seconda convocazione” anche su temi importanti.

“Sono mesi che si è costretti ad assistere ad una situazione che ancora oggi vede il fallimento di questa Amministrazione con grande rammarico di coloro che siedono nei Banchi del Consiglio Comunale con l’intento di dare risposte ai bisogni della nostra collettività che, con il voto, ci ha dato la delega della Rappresentanza”.

“In ragione di quanto sopra mi sento di condividere quanto dichiarato dalla collega consigliera Monica Pulina che nel corso della seduta di cui sopra, ha preso atto della tracotanza con cui la pseudo Maggioranza continua ad approvare il ricorso alla seconda convocazione del Consiglio nel corso della quale sono sufficienti 8 voti per deliberare anche quegli Atti che richiederebbero un forte consenso.

“Giustificare con il Regolamento simili procedure è la perdita totale del rispetto della democrazia partecipata e condivisa . Ritengo che i nostri cittadini meritino più rispetto non è accettabile continuare ad amministrare e ad approvare atti importanti per il futuro di Alghero, con il voto di un numero esiguo di consiglieri. Sono mesi che si procede con una maggioranza che non c’è, una maggioranza in perenne conflitto. Non ci sono ragioni che possano giustificare queste procedure che in primis hanno contribuito a far perdere alle persone la fiducia nelle istituzioni”.

“Chiedo al Sindaco di riportare nell’Aula Consiliare il clima che possa garantire il rispetto dei valori che la politica richiede quando si onora il ruolo che la delega della rappresentanza ci ha conferito. Diversamente condivido l’invito fatto dalla Consigliera Pulina affinchè il Sindaco rimetta ai cittadini il diritto di scegliersi nuovi Amministratori che sappiano porsi al servizio dell’intera città”.

Nella foto Lelle Salvatore e Donatella Marino (firmataria della nota) dell’Udc

S.I.

Ex-Caserma, ancora polemiche

ALGHERO – “Nonostante anche il sindaco Mario Bruno li abbia di fatto sfrattati dall’ex-caserma, gli “occupanti” continuano, non solo a usare in maniera non idonea la struttura di via Simon, ma addirittura persistono nel fare politica”. Cosi il partito e gruppo consigliare di Forza Italia rispetto alle manifestazioni di questi giorni ad Alghero sull’anti-fascismo e in particolare, ancora, sulla gestione dell’ex-caserma dei Carabinieri di via Simon.

“A dispetto di quanto ripetuto da mesi dalle forze di opposizione e ora pure dall’amministrazione, questo manipolo di persone, dietro la scusa di dare spazio alla cultura e arte, continua ad “occupare” uno stabile del valore immenso che dovrebbe e potrebbe produrre economia, posti di lavoro e lustro alla centralissima via Simon e non invece disperazione e utopie legate a ideologie che la storia ha già archiviato. Proprio come quella fascista di cui i pseudo anti-fascisti si nutrono per continuare ad esistere e soprattutto provare a fare proseliti. Ma, come dimostrano i recenti esiti elettorali, gli italiani hanno ben altro a cui pensare rispetto alle pantomime animate da qualche ragazzotto che non si rassegna al passare degli anni. Ormai nel 2018 abbiamo sì l’antifascismo, ma manca l’antitetica figura del fascismo. Sono i misteri delle dottrine politiche declinate in modo opportunistico. È come giocare in solitario allo schiaffo del soldato. Se poi gli antifascisti si incontrano in uno spazio pubblico (ex Caserma dei Carabinieri, acquistata con milioni di risorse di tutti i cittadini algheresi) acquisito in modo equivoco l’enigma è da cruciverba a schema libero”.

“Un’ennesima grande truffa politica in capo a Bruno e alla sinistra. Prima hanno illuso diversi loro sostenitori copiando male l’idea del centrodestra di creare in città un “Distretto della creatività”, poi, con un paio d’articoli dei solerti media di riferimento, tale progetto è stato cancellato con dei di colpi di cimosa dalla lavagna delle finte-promesse di Bruno e compagni per ritornare alla proposta delle forze di centrodestra (che gli hanno permesso di vincere le elezioni) di ospitare degli uffici comunali”.

“Se non fosse che gli algheresi sono stanchi e stremati da circa sette anni governi di centrosinistra, sarebbe arrivato il momento di scendere in massa in piazza e protestare contro questo modo ripugnante e bislacco di fare politica. Noi, come Forza Italia, da sempre denunciamo tale situazione e proviamo a proporre delle soluzioni che, una volta al governo della città, proveremmo a realizzare al contrario di chi, come i 5 Stelle, con quello che può sembrare un compiacente silenzio, invece preferisce tacere e proporre candidati fantasma e chimere sociali utili solo a fare cassa elettorale e poco altro.

Nella foto il gruppo consigliare di Forza Italia

L.F.

Consiglio intimo: critiche. Passa il Pai

ALGHERO – Ogni qualvolta si avvicina, o meglio si annuncia, un momento catartico nel Consiglio Comunale, questo improvvisamente svanisce. Non si verifica. Almeno non nell’entità prevista con gli ovvi risvolti politici attesi che ne conseguirebbero. Anche ieri solo la “seconda convocazione”, di fatto, ha “salvato” la maggioranza che sostiene l’attuale Giunta e Sindaco. Tra i banchi del centrosinistra mancavano Giampietro Moro, Mario Nonne e Alessandro Nasone andando a ridurre le fila dei governanti a sole 11 unità ovvero il medesimo numero degli oppositori. Situazione che impedirebbe di approvare gli atti che transitano in via Columbano.

Ma, per diversi motivi, ieri c’erano assenze anche tra tra i banchi di minoranza. Tra cui quella di Monica Pulina andata via proprio per protestare contro “il reiterato e scriteriato uso della seconda convocazione che porta a decidere e votare su atti fondamentali coi i voti di pochi pochi consiglieri, procedura che oramai si porta avanti da mesi, è una vergogna”, ha tuona l’esponente di centrodestra prima di lasciare via Columbano. E proprio per evitare di approvare importante provvedimenti con pochi esponenti politici e dunque con una minima rappresentanza dei cittadini, l’opposizione, per bocca di Emiliano Piras, ha chiesto di rinviare il punto relativo alla “Presa d’atto del Piano d’Assetto Idrogeologico” ad una prossima seduta e discutere e approvare nel frattempo il regolamento per le associazioni che tutelano la lingua algherese-catalana.

Proposta messa ai voti ma, come detto, pur essendo inferiori rispetto al numero legale, ma essendo in “seconda convocazione”, dove bastano 8 consiglieri per procedere coi lavori e non essendoci tutti i rappresentanti delle minoranze, la proposta è stata bocciata. A quel punto si è andati avanti. Dopo le brevi segnalazioni, l’assessore Balzani ha illustrato la delibera del Pai che ha visto diverse critiche da parte dei consiglieri di Forza Italia per l’iter procedurale adottato che pone l’Ente Pubblico a diversi rischi. Al momento del voto le opposizioni sono uscite e, com’era noto, la delibera è passata coi voti dei 9 consiglieri, più Presidente e Sindaco presenti in Aula.

Caso politico. Non può non saltare agli occhi l’assenza dei tre consiglieri di maggioranza: Moro, Nonne e Nasone. A margine dei lavori si è parlato di improrogabili impegni personali, ma sembra che ci siano invece anche alcuni malumori legati a diverse questioni politiche ancora irrisolte. A partire dalla discorso del tesseramento del Pd fino alla definizione degli assetti nelle partecipate (Parco e Meta) e anche della nomina del sostituto di Cacciotto (nuovo consigliere regionale). Insomma, non è tutto rose e fiori e restano i soliti problemi, anche se, come capita oramai da mesi, ogni qualvolta arriva la riunione del Consiglio, rispetto a quanto previsto e prevedibile fuori dalla massima assise, tutto, o quasi, rientra.

Nella foto il Consiglio Comunale

S.I.

Bruno e Sanna pronti a ricandidarsi

ALGHERO – Fra un anno esatto avremo già votato per le elezioni regionali e sarà tempo per la comunicazione dei candidati a sindaco per le comunali che sono fissate per maggio 2019. Non ci sarebbe bisogno di ripeterlo, ma è d’uopo ricordare che questi 15 mesi e le scelte che ne deriveranno sono fondamentali per almeno i prossimi 10 anni di questo territorio e in generale dell’intera Isola. Non è un caso, infatti, che qualcosa nei vari schieramenti già si muove e, a parte la particolare novità dei 5 Stelle che affideranno (anche in questo caso) la selezioni al web, anche se pure essi iniziano a fare ragionamenti “interni”, nei partiti, movimenti e associazioni si inizia a discutere, fare riunioni, incontri, ascoltare e soprattutto sondare la cosi detta “base” Del resto, come detto, la scelta sulla prossima classe dirigente di Alghero, Sassari e Regione sarà cruciale visto anche il periodo difficile e ancora di crisi che avvolge la Sardegna.

Nel frattempo, a rompere gli indugi sono due sindaci: Nicola Sanna e Mario Bruno. Il primo in maniera esplicita, il secondo (ancora) no, ma da entrambi risulta esserci la volontà di ricandidarsi. Nonostante diffuse difficoltà, reiterati problemi legati alle rispettive maggioranze e soprattutto “amore e odio” nei confronti del partito di appartenenza o, per Bruno, di provenienza, il Pd, Sanna, tramite la stampa, e Bruno attraverso qualche ammissioni più confidenziale, hanno confermato tale intenzione.

Ed è questo il percorso su sui si starebbero muovendo. A parte l’ovvia azione da amministratori che contempla anche una perenne esposizione sui media e cura di relazioni a 360°, ci sarebbero delle prime “avanches” verso la definizione di primi singoli sostegni a tali ricandidature in vista di creare delle vere e proprie coalizioni. In entrambi casi, partendo sempre da posizioni interne o comunque parallele ai dem, pare ci sia la volontà di andare oltre le classiche coalizioni. In realtà questo Bruno lo ha già fatto con l’Udc ed i risultati non sono stati per positivi fino alla rottura con lo Scudo Crociato, ma non è detto che si ripercorra una strada simile. Del resto, nonostante questi intoppi, anche lo stesso Bruno è arrivato, di fatto, salvo sorprese, a chiudere la consigliatura.

Per adesso, comunque, vista la fluidità del momento sociale, economico e dunque politico, siamo ancora nel campo delle ipotesi. Una cosa pare certa, i due Primi Cittadini (uscenti) o alle regionali di febbraio oppure alle comunali di maggio vorranno essere protagonisti. Anche se ci sono da considerare diversi (piccoli) particolari a partire dai “compagni” di partito, vicende extra-politiche, eventuali alleati, sponsor e soprattutto l’elettorato.

Nella foto Bruno e Sanna che festeggiano dopo l’elezione a sindaci nel 2014

S.I.

Consiglio salta: ancora irresponsabili

ALGHERO – “Da una parte Bruno fa appelli continui all’unità del Consiglio Comunale chiedendo maturità e perfino sostegno alle opposizioni rispetto ai vari provvedimenti che vengono portati in Aula, dall’altra ha oramai adottato l’uso della “seconda convocazione” come prassi per procedere nei lavori dello stesso Consiglio”. Nuova denuncia e forte critica di Forza Italia al Sindaco e in particolare alle forze di maggioranza di centrosinistra che, anche ieri, non hanno garantito il numero legale per poter svolgere il Consiglio Comunale che infatti, in prima convocazione, è saltato e si svolgerà, salvo sorprese, nella giornata di domani alle ore 18.

“Siamo al paradosso, anzi alla presa in giro dei consiglieri, tutti, e in particolare di quelli di opposizione e di più di quelli, come i rappresentanti di Forza Italia, che sono sempre presenti o cercano di esserlo, nonostante problemi di lavoro e personali. Eppure, come oggi, ci si trova davanti ad un Aula totalmente vuota, a parte i sottoscritti Maurizio Pirisi e Nunzio Camerada (Michele Pais ha avuto degli impegni personali), presenti e pronti a lavorare per il bene della città. Invece niente. Numero legale assente e seduta annullata e rinviata a lunedi in “seconda convocazione”.

“Ma tutto questo perché? Si domanderanno gli algheresi. Perchè la maggioranza di centrosinistra, Mario Bruno e suoi compagni e compagne devono ancora mettersi d’accordo sulla spartizione delle ultime poltrone disponibili utili a fare propaganda e prebende in vista delle prossime elezioni. Ma ciò che fa più specie è l’assenza pure dei consiglieri di 5 Stelle. Sempre pronti a catechizzare, ma raramente all’altezza di rispettare quanto enunciato. Anche in questo caso, pura propaganda, del resto, come si è scoperto nelle ultime elezioni: grillini e sinistra hanno lo stesso dna politico e Alghero, suo malgrado, se ne sta accorgendo”.

Nella foto i consiglieri comunali di Forza Italia-Alghero (Michele Pais, Maurizio Pirisi e Nunzio Camerada)

S.I.

Analisi voto, Becchi a Sassari

SASSARI – Il moviimento civico SASSARI LIBERA ha organizzato un incontro sul “Dopo voto” delle recenti elezioni politiche. L’appuntamento è fissato per domenica 11 marzo alle ore 17.30 nella Sala Mimosa dell’hotel Vittorio Emanuele, nel cuore del centro storico in corso Vittorio Emanuele. L’introduzione dell’incontro “L’importanza del Civismo per la riaffermazione della politica: analisi dei risultati elettorali del 4 marzo” sarà introdotto dal responsabile politico del Movimento Sassari Libera. Luciano Sana e moderato dall’avvocato Luigi Satta.

A discutere con rappresentanti politici invitati all’incontro sarà il professor Paolo Becchi (Laureato in filosofia, si è poi trasferito in Germania dove ha collaborato come assistente alla cattedra di Filosofia e Sociologia del Diritto della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università del Saarland, e in seguito come borsista per il Deutscher Akademischer Austauschdienst (DAAD). Attualmente è professore ordinario di Filosofia del Diritto presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Genova. Inoltre fino al 2017 è stato professore presso l’Università di Lucerna ]. Ha prodotto circa 200 pubblicazioni su temi concernenti la filosofia del diritto, la storia della cultura giuridica e la bioetica[.Collabora con diverse riviste accademiche e non. È editorialista di Libero e ha un blog sul Fatto Quotidiano online.

Qualche giornalista lo ha definito l’“ideologo del M5S alla fine del 2015 ha lasciato il Movimento (avvicinandosi successivamente alla Lega Nord) scrivendo il libro Cinque Stelle & Associati. Sua la tesi del Colpo di Stato permanente (spiegata in un libro col medesimo titolo) all’origine della caduta dell’ultimo governo Berlusconi. Di recente ha focalizzato il discorso politico sulla categoria del sovranismo. Con Bagnai e Borghi è stato in Italia tra i primi critici dell’euro). L’appuntamento è per domenica 11 marzo alle ore 17.30 nell’hotel Vittorio Emanuele. Il Movimento Sassari Libera invita alla partecipazione i cittadini e soprattutto i rappresentanti dei Media vista la delicatezza dell’argomento in un momento così importante della vita politica italiana. Sassari Libera ringrazia per la pubblicazione della notizia e per la partecipazione.

Nella foto Paolo Becchi

S.I.