Aeroporti Sardi, unica gestione: sottoscritto il “Term Sheet”

CAGLIARI – Regione Autonoma della Sardegna, Camera di Commercio di Cagliari-Oristano, Fondazione di Sardegna e F2i SGR S.p.A., in qualità di società di gestione dei fondi F2i, hanno sottoscritto il Term Sheet relativo al percorso di realizzazione del sistema degli aeroporti sardi di Cagliari, Olbia e Alghero, con l’obiettivo di delineare un possibile assetto societario e industriale integrato tra le società di gestione aeroportuale Sogaer S.p.A., Geasar S.p.A. e Sogeaal S.p.A.

La finalità strategica del percorso avviato è quella di creare le condizioni per il riconoscimento e la piena operatività della rete aeroportuale sarda, coerentemente con l’impostazione del redigendo Piano Nazionale degli Aeroporti, che individua nella rete tra gli scali di Cagliari, Alghero e Olbia un assetto territoriale idoneo a rafforzarne l’efficienza, la sostenibilità e la competitività. In questa prospettiva, l’integrazione industriale non rappresenta una mera riorganizzazione societaria, ma uno strumento per dotare la Sardegna di un sistema aeroportuale unitario e coordinato, capace di valorizzare le diverse vocazioni degli scali ed i territori di riferimento e di sostenere in modo più efficace le esigenze di mobilità, continuità territoriale, sviluppo turistico e crescita economica dell’Isola.

Il Term Sheet individua, in particolare, alcuni elementi essenziali dell’operazione: il possibile conferimento da parte della Camera di Commercio di Cagliari-Oristano della propria partecipazione in Sogaer S.p.A., nella capogruppo del sistema aeroportuale (“Aeroporti di Sardegna”); l’ingresso della Regione Autonoma della Sardegna nella compagine di “Aeroporti di Sardegna”; la definizione di un modello di governance che preveda un ruolo significativo dei soci pubblici, a presidio dello sviluppo del territorio, ed un ruolo industriale istituzionale dei soci privati, a garanzia della efficace implementazione del progetto e delle connesse sinergie. Il completamento dell’operazione sarà subordinato alle necessarie approvazioni, valutazioni e autorizzazioni.

Particolare rilievo assume il coinvolgimento della Regione Autonoma della Sardegna, che ad oggi ha quote di minoranza nelle società aeroportuali, ed è stata riconosciuta dalle parti come elemento di importanza strategica in ragione dei profili di interesse pubblico territoriale connessi all’operazione. Il Term Sheet prevede inoltre l’istituzione di un Comitato per il monitoraggio delle strategie di sviluppo del territorio e degli investimenti finanziati con fondi pubblici, con funzioni consultive e informative sui piani industriali, sui trend gestionali e sugli interventi infrastrutturali e sulle attività in materia di continuità territoriale.

Il percorso avviato proseguirà ora con gli approfondimenti tecnici, giuridici, economico-finanziari e autorizzativi necessari. In tale quadro, assume particolare rilievo anche il lavoro finalizzato alla presentazione dell’istanza per la designazione della rete aeroportuale sarda, attraverso l’elaborazione di un piano industriale integrato dei tre aeroporti, come espressamente previsto dal Term Sheet.

Olbia, task-force per allungare (veramente) la stagione: asse pubblico, aeroporto e privati

OLBIA – Quattro soggetti in campo per la destagionalizzazione turistica della Gallura: è stato siglato questa mattina “Il Patto – Orizzonte Gallura/ Gallura All Seasons” che vede coinvolti Comune di Olbia, Camera di Commercio di Sassari, Geasar (società di gestione dell’aeroporto Costa Smeralda) e Confcommercio Nord Sardegna in qualità di capofila delle associazioni imprenditoriali del territorio.
Un accordo definito dalle parti un unicum che promuove un modello di intervento coordinato finalizzato allo sviluppo del turismo nei mesi di bassa e media stagione, così scrive l’agenzia Ansa Sardegna.

Nato dalla volontà del sindaco di Olbia Settimo Nizzi, che da tempo lamenta le prolungate chiusure degli esercizi commerciali del centro durante l’inverno, il patto è stato formulato dalla Confcommercio Gallura e dal suo presidente Edoardo Oggiano che ha trovato un accordo comune.

“Abbiamo verificato se ci fosse l’intenzione e l’opportunità di fare qualcosa insieme per cercare di coinvolgere in maniera maggiore le compagnie aeree nel periodo buio di voli, e riuscire ad attirare maggiori flussi di persone – spiega Nizzi – Siamo sicuri che questo sia uno stimolo anche per gli altri Comuni e per la Regione”.
Le parti coinvolte si impegnano a trovare i fondi per portare avanti le iniziative; il Comune di Olbia attingerà da una quota della tassa di soggiorno, senza che questo abbia ulteriori ricadute sugli operatori del territorio. L’accordo ha valore triennale, con l’obiettivo che venga recepito anche da altri centri del nord ovest dell’isola. “Normalmente trovare una sintesi tra gli enti è difficile – dichiara Oggiano – ma noi ci siamo messi a lavorare per creare questo progetto che abbiamo portato all’attenzione del sindaco. Un progetto ambizioso che siamo però sicuri avrà effetti anche immediati. Quando pensiamo ad allungare la stagione ci concentriamo anche su chi può venire non solo per scopi turistici ma anche per lavoro e questo può essere un grande volano per l’economia della Gallura e non solo”

Le cantine algheresi al Vinitaly, Rotelli: “Vetrina straordinaria per la viticoltura del territorio”

ALGHERO – “La provincia di Sassari si conferma protagonista al Vinitaly, una delle più importanti manifestazioni internazionali dedicate al settore vitivinicolo e un’occasione di grande visibilità per le aziende del territorio, che portano in fiera la qualità e l’identità della produzione sarda”. Lo afferma il deputato Mauro Rotelli, presidente della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori pubblici della Camera, che definisce la partecipazione “una vetrina straordinaria per la viticoltura sassarese”, capace di “valorizzare un comparto in forte crescita e sempre più riconosciuto anche sui mercati esteri”. Sono ventuno, in totale, le cantine e le aziende presenti, a testimonianza della diffusione e della ricchezza produttiva dell’area. “Si tratta di un patrimonio enologico straordinario – spiega in conclusione il presidente Rotelli – che racconta la forza, la tradizione e l’innovazione della provincia di Sassari. Il Vinitaly rappresenta un’opportunità concreta per rafforzare la presenza sui mercati e far conoscere sempre di più la qualità delle nostre produzioni”.

“Crisi Jet Fuel, la Regione intervenga subito per salvare la stagione turistica”

ALGHERO – “L’aggravarsi della crisi del carburante aereo, che sta ormai assumendo dimensioni emergenziali in diversi scali italiani, deve fare alzare la guardia alla Giunta regionale e a tutta la politica isolana. I casi registrati negli aeroporti di Brindisi, Pescara e Reggio Calabria – con rifornimenti azzerati o fortemente contingentati – rappresentano un segnale inequivocabile: non siamo più di fronte a un rischio teorico, ma a una criticità già in atto, destinata a produrre effetti diretti sul sistema dei trasporti e sull’economia turistica.
Alla base della crisi vi sono le tensioni internazionali e le difficoltà nei flussi energetici che transitano anche attraverso lo Stretto di Hormuz, snodo strategico da cui dipende una quota rilevante del carburante aereo utilizzato in Europa. Credo occorra fare proprie le preoccupazioni oggi espresse dall’importante imprenditore del settore turistico Giovanni Sanna, che ha evidenziato con grande lucidità il rischio concreto di un ridimensionamento dei voli, della cancellazione dei charter e di un aumento generalizzato dei costi, con conseguenze potenzialmente devastanti per la stagione estiva 2026.
Le prime reazioni delle compagnie aeree – riduzione delle tratte, aumento dei prezzi, revisione delle flotte – confermano che il sistema si sta già adattando a uno scenario di scarsità. Uno scenario che penalizza inevitabilmente i territori insulari come la Sardegna, dove il trasporto aereo rappresenta un’infrastruttura essenziale e non sostituibile.

Il rischio è chiaro: meno voli, meno turisti, meno economia. Un effetto domino che potrebbe richiamare, per intensità, le conseguenze già vissute durante l’emergenza da COVID-19.

In questo quadro, diventa centrale il tema della continuità territoriale, che non può rimanere un principio astratto ma deve tradursi in misure concrete e rafforzate proprio nelle fasi di crisi. Garantire collegamenti certi, accessibili e sostenibili non è solo una questione di mobilità, ma di equità e di sopravvivenza economica per un territorio insulare come la Sardegna.
Per queste ragioni la Regione deve assumere immediatamente un ruolo attivo e responsabile. È indispensabile attivare senza ritardo un’unità di crisi sul trasporto aereo e aprire un confronto urgente con il Governo nazionale e con le autorità competenti. Ma bisogna anche rafforzare e rimodulare gli strumenti della continuità territoriale, adeguandoli allo scenario emergenziale e predisporre misure straordinarie di sostegno al comparto turistico e alla filiera. Valutando strumenti compensativi per contrastare gli effetti del caro carburante e garantire la continuità dei collegamenti da e per l’isola, utilizzando parte delle risorse della variazione di 750 milioni non vincolati che a breve verrà varata dal Consiglio regionale.
Il tempo è un fattore decisivo. Le scelte delle compagnie e dei tour operator per la stagione estiva si stanno compiendo proprio in queste settimane: ogni ritardo o sottovalutazione rischia di compromettere in modo irreversibile il 2026.
La Sardegna non può permettersi di subire passivamente una crisi globale. È necessario pensare e agire rapidamente, con determinazione e visione, per tutelare il tessuto economico, le imprese e i lavoratori del comparto turistico”, lo ha dichiarato il consigliere nazionale di Forza Italia Marco Tedde

“Fusione Aeroporti, a chi conviene veramente?”

ALGHERO – “C’è un momento, nelle scelte pubbliche, in cui è necessario chiedersi non solo se un’operazione sia possibile, ma soprattutto a chi convenga davvero. La proposta di fusione degli aeroporti sardi è un’operazione complessa, che viene presentata come strategica, ma che solleva più dubbi che certezze. Certamente per scarsità di informazioni pubbliche.
Non vi è alcuna contrarietà pregiudiziale alla fusione degli aeroporti né alla creazione di una rete integrata. Al contrario, una visione unitaria del sistema aeroportuale sardo può rappresentare una grande opportunità. Ma a una condizione fondamentale: che la regia resti saldamente in mano pubblica. Deve essere la Regione a detenere il controllo delle scelte strategiche.
Perché in Sardegna il tema degli aeroporti non è generare utili, ma essere utili. Garantire il diritto alla mobilità dei sardi, per studio, lavoro e purtroppo sanitario. Superare l’isolamento geografico e sostenere lo sviluppo economico e sociale dell’isola. Questo deve essere il principio guida. E in questa logica deve essere garantita pari dignità e importanza a tutti e tre gli scali, con un’attenzione particolare a quello più fragile, come Alghero.
Tutto questo nell’operazione non è garantito.
L’architettura dell’accordo sembra chiaramente orientata a rafforzare il ruolo dei privati.
La Regione, infatti, sembrerebbe essere l’unico soggetto disposto a rinunciare ai contenziosi – come quello relativo alla fusione tra gli aeroporti di Alghero e Olbia – e, allo stesso tempo, a sostenere un esborso economico significativo, pur mantenendo partecipazioni sia nella holding sia nei singoli scali. Una scelta difficilmente comprensibile, soprattutto se si considera che le Camere di Commercio conferiscono integralmente le proprie quote nella holding. Perché la Regione non segue lo stesso modello, magari razionalizzando in aumento la propria partecipazione nella holding, facendo così fruttare meglio l’ingente apporto di denaro pubblico?
Ancora più critico è il tema delle garanzie. La Regione entra in questa operazione come socio di minoranza, ma senza ottenere strumenti essenziali di tutela: oltre all’assenza di nessun rendimento minimo garantito da destinare ad investimenti, nessun diritto di prelazione in caso di cambio della maggioranza, ad esempio dopo il 2028. Ma soprattutto nessun ruolo nella governance. E sorprende che anche le Camere di Commercio, pur con una quota rilevante, accettino condizioni simili.
Nel frattempo, i privati rafforzano il proprio controllo attraverso la creazione di una NewCo che diventa socio di maggioranza della holding con il 50,25%, esercitando di fatto direzione e controllo sull’intero sistema aeroportuale. Una costruzione “carta contro carta” che consolida il presidio privato senza un adeguato bilanciamento pubblico.
A questo si aggiunge un ulteriore limite: le restrizioni alla cedibilità delle quote pubbliche. Il risultato è evidente: quote difficili da vendere, meno valore e minore libertà per il pubblico. E meno potere regolatorio.
Non meno rilevante è il tema dei contributi pubblici. L’accordo li esclude dall’equity, determinando un ulteriore indebolimento della posizione della Regione, che rischierebbe di finanziare il sistema senza rafforzare la propria presenza societaria. Un dato: negli ultimi dieci anni la regione ha investito 200 milioni di euro, e si presuppone che nel futuro ne possa e ne debba investire altrettanti. Perché non prevederli nell’operazione?
La Sardegna ha bisogno di una strategia aeroportuale forte, integrata e orientata al futuro. Ma questa strategia deve partire da un principio chiaro: il sistema aeroportuale non è un asset qualsiasi, è un’infrastruttura essenziale per i diritti e lo sviluppo dei cittadini.
Così com’è, questa fusione rischia di trasformarsi in un’operazione in cui il pubblico paga, ma decide meno. E questo, per un’isola come la nostra, non è un dettaglio: è un errore che non possiamo permetterci”.
Michele Pais, consigliere comunale di Centrodestra

Aeroporti, Lubrano sull’addizionale. L’allarme: “Sparita la programmazione invernale di Ryanair”

LAGHERO – “Il dibattito sull’addizionale comunale sui voli può diventare un passaggio decisivo per il futuro dei collegamenti aerei della Sardegna. È però necessario partire da un punto fermo: questa imposta non può essere abolita. Si tratta di un’entrata nazionale, stabile e consistente, destinata in larga
parte a un fondo INPS. L’unica strada praticabile è quindi che la Regione si sostituisca ai passeggeri
nel pagamento.
Ma questo intervento ha senso solo se inserito in una strategia chiara. Se la Regione Autonoma
della Sardegna decidesse di farsi carico dell’addizionale, anche in via sperimentale, dovrebbe farlo
per ottenere risultati concreti, puntando ad avere più collegamenti invernali, oggi il vero punto
debole del sistema, magari guardando ad Alghero per avviare una prima fase sperimentale con la
quale provare ad avviare una nuova connettività invernale con ulteriori tre collegamenti nazionali
e tre internazionali, magari su Regno Unito e Nord Europa. Senza questo salto di qualità, qualsiasi
intervento rischia di ridursi a un semplice trasferimento di risorse senza effetti strutturali.
Il problema è che, mentre si discutono le strategie, continuano a moltiplicarsi segnali in direzione
opposta. Sull’aeroporto di Alghero si assumono decisioni che possono apparire utili per il
territorio, ma che rischiano in realtà di produrre effetti controproducenti. È il caso, ad esempio,
dell’attivazione di un ulteriore collegamento su Venezia operato da Wizz Air tra luglio e inizio
settembre, in sovrapposizione a quello già esistente di Ryanair, attivo da giugno fino a fine
settembre.
Quasi in contemporanea, dal sistema di prenotazione della compagnia irlandese sono scomparse
tutte le rotte invernali che negli anni scorsi garantivano un minimo di continuità nei collegamenti
con Alghero. Difficile pensare a una coincidenza o a un problema tecnico, considerando che su
Cagliari le stesse rotte risultano regolarmente disponibili. È quindi plausibile che si tratti di un
segnale preciso: senza una linea coerente, il rischio è quello di perdere anche quel poco che oggi
esiste.
È qui che si misura la forza della Regione. Non solo nella capacità di mettere risorse, ma nel saper
governare il sistema. Perché parlare di una Regione forte significa anche impedire che scelte non
coordinate vadano nella direzione opposta rispetto agli obiettivi di sviluppo.
Se l’addizionale deve diventare una leva per negoziare nuove rotte, allora serve una regia chiara
che tenga insieme compagnie, aeroporto e strategia territoriale. Diversamente, il rischio è
evidente: investire risorse pubbliche mentre, parallelamente, si consuma uno smantellamento
progressivo dei collegamenti invernali su Alghero”.

 

Stefano Lubrano, imprenditore turistico-alberghiero e già sindaco di Alghero

Il volo Alghero – Cagliari è realtà, dal 3 luglio al 21 agosto: costo 39,99 euro

ALGHERO – L’annunciato volo tra Alghero e Cagliari è realtà. Per adesso, si tratta di una (ennesima) tratta estiva: partenza ufficiale il 3 luglio fino al 31 agosto 2026. Sarà ad AeroItalia ad attuare il collegamento impiegando velivoli Atr 72 da 68 posti, mezzi ideali per le brevi tratte regionali grazie alla loro efficienza operativa. I voli seguiranno una cadenza bisettimanale, concentrandosi nei giorni di lunedì e venerdì per favorire i weekend lunghi. Gli orari prevedono la partenza da Cagliari alle ore 11:00, mentre il volo di rientro da Alghero decollerà alle ore 13:00.

Massimo Di Perna, chief commercial officer di AeroItalia, ha confermato che i prezzi partiranno da 39,99 euro. “Questa soglia tariffaria estremamente competitiva deriva dal supporto istituzionale, sui voli interni esiste il contributo della Regione Sardegna ed è un servizio pensato specificamente per migliorare la mobilità dei cittadini sardi tra le città più importanti dell’Isola”.

Ente Terziario Nord Sardegna, Brichetto presidente

SASSARI  – Cambiano i vertici dell’Ente Bilaterale del Terziario del Nord Sardegna. L’organismo paritetico, pilastro del comparto economico più rilevante del territorio, ha definito la squadra che guiderà l’istituto per il prossimo quadriennio. Al centro dell’agenda: welfare, sicurezza e formazione gratuita per imprese e lavoratori.
Il nuovo assetto vede Salvatore Brichetto (Confcommercio) nel ruolo di presidente, affiancato dal vice Pierfranco Piredda (Fisascat-Cisl).
Il Consiglio Direttivo: Oltre a Brichetto e Piredda, è composto da Massimo Cadeddu e Maurizio Zolesi per Confcommercio Nord Sardegna; Maddalena Ruiu (Filcams Cgil) e Cristiano Ardau (UilTucs-Uil).
Il collegio dei Revisori è presieduto dalla Dott.ssa Sara Chen assieme a Gianni Russo per la Confcommercio e Marzia Flores per la Filcams Cgil.
L’Assemblea è composta dagli associati dell’Ente: Confcommercio Nord Sardegna, Filcams Cgil Olbia Tempio, Filcams Cgil Sassari, Fisascat Cisl Olbia Tempio e Fisascat Cisl Sassari e dalla Uiltucs Sardegna.
Il neopresidente Brichetto ha sottolineato l’importanza di un ente vicino alle reali esigenze produttive, ringraziando il presidente uscente Cristiano Ardau per il lavoro svolto.
«Assumere la presidenza dell’Ente Bilaterale del Terziario del Nord Sardegna rappresenta per me un grande onore e una profonda responsabilità — ha dichiarato Salvatore Brichetto — che intendo portare avanti con impegno, ringraziando della fiducia riposta da tutte le parti, in primis dalla mia associazione Confcommercio Nord Sardegna. In un momento in cui il mondo del lavoro è attraversato da sfide complesse e in continua evoluzione, ritengo essenziale rafforzare il ruolo dell’Ente come punto di riferimento per il dialogo tra le parti sociali, la promozione della formazione, la tutela della sicurezza e il sostegno al welfare contrattuale e sono certo che — sottolinea Salvatore Brichetto — , grazie alla collaborazione attiva di tutte le componenti, potremo migliorare un modello di bilateralità moderno, efficace e vicino alle reali esigenze del mondo produttivo essendo affiancato in questo mandato da una squadra di persone giovani, competenti e di esperienza».
L’Ente, nato nel 2000, continua a proporsi come un’unione strategica tra le anime del settore: i lavoratori (Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uil-Tucs) e le imprese (Confcommercio). «La bilateralità di settore con i suoi servizi resi – prosegue il concetto sottolineato e ribadito dal vicepresidente Pierfranco Piredda – devono rappresentare un’opportunità; non un’ulteriore tassa ma un vantaggio reale di valore aggiunto per le aziende e i lavoratori».
Oltre alla formazione e alla sicurezza, l’organismo garantisce servizi essenziali come le conciliazioni, i pareri di conformità e il supporto dei Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza territoriali

Aeroporti Nord Sardegna, ecco i voli estivi: a Olbia 134 voli, Alghero 46

ALGHERO – Dagli scali aeroportuali di Alghero e Olbia fanno sapere che “gli aeroporti del Nord Sardegna si preparano alla Summer IATA 2026, al via il 29 marzo prossimo, che si annuncia come la migliore stagione di sempre. Con 6,8 milioni di posti disponibili — un aumento del +9% rispetto al 2025 — e un network di 173 collegamenti, 98 destinazioni di cui 75 internazionali e 23 domestiche, 19 nuove rotte e l’ingresso di due nuove compagnie aeree”.

Si apre un nuovo capitolo nella storia dell’aviazione sarda: per la prima volta un volo diretto collega la Sardegna agli Stati Uniti. Aeroporto di Alghero Dopo aver chiuso il 2025 con il miglior risultato di sempre, registrando 1.770.493 passeggeri, l’Aeroporto di Alghero punta a superare nel 2026 la soglia storica dei 2 milioni di passeggeri. La Summer IATA prevede 46 collegamenti — 16 nazionali e 30 internazionali — verso 18 Paesi oltre all’Italia, con 10 nuove rotte internazionali e una crescita del +46% sull’offerta internazionale. Le principali novità internazionali: Transavia (gruppo Air France-KLM) debutta sullo scalo con i nuovi voli per Amsterdam e Parigi da aprile; Wizz Air apre quattro rotte inedite da Varsavia, Belgrado, Tirana e Skopje ed estende da marzo a ottobre l’operatività su Bucarest, Budapest e Sofia, con un aumento complessivo dell’offerta del +190%; Ryanair aggiunge Varsavia e Tirana alle proprie rotte, confermando i voli verso Bruxelles, Francoforte, Monaco, Londra, Cork, Dublino, Katowice, Bratislava, Barcellona, Madrid e Budapest; Volotea rafforza il mercato francese — secondo mercato turistico per Alghero — con il nuovo collegamento su Lione, confermando Bordeaux e Parigi; Air Europa introduce il volo diretto Alghero–Madrid, gateway verso l’America Latina; Air Serbia conferma il collegamento con Belgrado.

Sul fronte domestico, Aeroitalia opera Roma in continuità territoriale e inaugura da giugno il nuovo volo per Genova; ITA Airways copre Milano Linate in continuità territoriale; Ryanair conferma le rotte per Bari, Bergamo, Bologna, Catania, Milano Malpensa, Napoli, Palermo, Pescara, Pisa e Venezia; Volotea collega Alghero con Torino, Verona e Firenze. Aeroporto di Olbia La novità di punta della Summer 2026 all’aeroporto Costa Smeralda è il nuovo collegamento transatlantico con New York operato da Delta Air Lines: dal 21 maggio, con 4 frequenze settimanali, la Sardegna viene collegata per la prima volta agli Stati Uniti con un volo diretto. Con un’offerta complessiva di 4,8 milioni di posti (+7,2% rispetto alla Summer 2025), la programmazione prevede un network di 134 collegamenti, 87 destinazioni di cui 66 internazionali e 21 domestiche, operate da 40 compagnie aeree da/per 24 Paesi. Sul fronte delle nuove rotte, Volotea aggiunge Siviglia, Transavia attiva Eindhoven, Eurowings inaugura due nuovi collegamenti con Berlino e Graz, mentre BA CityFlier (sussidiaria di British Airways) porta Londra Stansted. Complessivamente sei i nuovi collegamenti di linea inaugurati nel corso della stagione. Tutti i principali vettori partner confermano e ampliano il proprio operativo. Un segnale particolarmente significativo arriva dal mese di aprile, che segna un’offerta di voli superiore del +10% rispetto ad aprile 2025: la stagione estiva si sta strutturalmente allungando verso la primavera e l’autunno. Ryanair attiverà già a metà marzo il collegamento con Cracovia, mentre Lufthansa anticipa i voli su Monaco e Francoforte. Anticipi consistenti anche da easyJet, che rispetto allo scorso aprile opererà 5 rotte in più (Edimburgo, Bordeaux, Lione, Nizza e Nantes), da SAS su Copenaghen, da Wizz Air su Varsavia e da Ryanair su Dublino e Vienna.

“Piano Strategico: guardiamo in alto, ma coi piedi per terra”

ALGHERO – “Il Piano Strategico della città di Alghero servirà a mettere in relazione ciò che stiamo facendo con ciò che dovremo ancora costruire, coinvolgendo istituzioni, imprese, associazioni, università, professionisti e cittadini in un processo aperto e responsabile. Per fare questo abbiamo affidato lo sviluppo a Lombardini22, una delle principali realtà italiane di progettazione integrata, che da anni lavora sulle trasformazioni urbane mettendo insieme architettura, ingegneria, sostenibilità, economia dei territori e qualità dello spazio pubblico.  Un lavoro che sarà guidato dal capo progetto Marco Marcatili, economista urbano che per lungo tempo ha guidato le analisi territoriali di Nomisma, uno dei più autorevoli centri di ricerca italiani sull’economia delle città. Non è di certo una scelta di immagine, ma di metodo, di umiltà”. È il pensiero dell’Assessore alla programmazione Enrico Daga in merito all’avvio del percorso di costruzione del Piano Strategico della città cominciato con il primo ciclo di incontri ai quali hanno partecipato l’azienda speciale Parco di Porto Conte, la Fondazione Alghero, la Camera di Commercio di Sassari, il Consorzio del Porto, il Consorzio Turistico Riviera del Corallo, i Consorzi Domos e Wellcome (extra alberghiero) e Sogeaal. “Non abbiamo idea di tralasciare ciò che di buono è stato fatto finora, ma dobbiamo tenere conto che oggi è raro commisurarsi con piani strategici decennali, come accadeva fino a pochi anni fa – spiega Daga. “I tempi cambiano velocemente, le parliamo di  un mondo nuovo.  Le guerre,  i mutamenti, impongono all’Europa di guardare dentro se stessa dove luoghi come il nostro sono ideali per un nuovo protagonismo, anche alla luce del rientro di cervelli Europei da oltre oceano cacciati dalle università e istituzioni americane. Il lavoro che abbiamo avviato ha quindi la funzione di approfondire i temi basilari della nostra città quali l’identità, la cultura, la vocazione turistica e il pregio ambientale, per  orientare l’azione in un quadro strategico e territoriale nuovo, con nuovi indirizzi che questa Amministrazione ha impresso, quali la people strategy e l’innovazione, per accogliere e sfruttare al meglio le nuove opportunità che si presentano grazie al lavoro che stiamo svolgendo insieme ai partner autorevoli quali la fondazione Bruno Kessler, per fare un esempio”.  “Perché – afferma Daga – per essere davvero strategico, un Piano deve essere ambizioso. Non può limitarsi a ciò che abbiamo già collaudato o compreso, ma deve portarci verso obbiettivi nuovi e inediti. Guardiamo in alto, ma con i piedi piantati per terra, consapevoli di tradurre la nostra visione ambiziosa in obiettivi concreti. Questo è lo spirito che ci distingue, rinnovando il nostro impegno con la città. La programmazione territoriale del prossimo settennato – conclude l’Assessore Daga  –  renderà sempre più centrali i comuni che sapranno dare conferma di avere un’idea chiara del proprio modello di sviluppo e della propria strateg