Incidente mortale: arresto ad Olbia

OLBIA – I Carabinieri del Reparto Territoriale hanno arrestato per omicidio stradale F. P., olbiese di 24 anni, che si trovava alla guida della VW Polo che a Pittulongu, intorno alle ore 22,30 di ieri, invadendo la corsia opposta si è scontrato frontalmente con una Citroen C3 condotta dall’ingegnere trentaduenne di Olbia Vito Sparta. Quest’ultimo è apparso ai soccorritori in gravissime condizioni ed è stato estratto dalle lamiere grazie all’intervento dei Vigili del Fuoco, che hanno dovuto lavorare intensamente per circa due ore a causa delle condizioni del veicolo, completamente deformato dal violento impatto.

Il giovane è deceduto durante il trasporto all’Ospedale di Olbia, durante la quale ogni tentativo di rianimarlo è stato vano per via dei gravi traumi subiti. I rilievi effettuati dai militari della Sezione Radiomobile sono andati avanti per diverse ore sulla SP.82 altezza Pozzo Sacro, teatro della tragedia. Da quanto appurato dagli investigatori, Vito Sparta stava percorrendo regolarmente la strada di Pittulongu in direzione di Olbia quando poco prima di una curva è arrivata a forte velocità la VW Polo condotta da F.P., la quale invadendo la corsia opposta non ha lasciato scampo all’ingegnere che non ha potuto evitare il violentissimo urto. I primi tentativi di rianimazione sono stati effettuati dal personale del 118 in attesa dell’arrivo dei Vigili del Fuoco.

Il debole battito cardiaco si è interrotto definitivamente pochi minuti dopo, durante la corsa in ospedale. Sia il conducente della VW Polo che un ragazzo che si trovava a bordo dell’auto hanno riportato lievi ferite. F.P., recidivo perché già in passato era risultato positivo all’alcoltest, è stato subito sottoposto ad esami ematici i quali hanno evidenziato un tasso alcolemico almeno due volte superiore al limite consentito e per lui, in forza della recente normativa, sono scattate le manette con l’accusa di omicidio stradale.

Nella foto l’incidente mortale di ieri notte

P.S.

Alghero, appalto rifiuti: primi indagati

ALGHERO – Primi indagati nell’inchiesta sull’appalto del Comune di Alghero per l’affidamento del servizio di raccolta dei rifiuti. Le indagini della Guardia di Finanza di Sassari avrebbero portato all’individuazione di alcuni dipendenti comunali sul cui comportamento gli inquirenti stanno attuando delle verifiche [Leggi]

“Per questo motivo – fa sapere l’Agenzia Ansa – i militari si sono presentati di nuovo negli uffici del Comune, hanno notificato l’avviso di garanzia e portato via diversi documenti, a iniziare da quelli relativi al capitolato di gara sino alle buste con le offerte tecniche ed economiche delle società che hanno partecipato. Il percorso del nuovo appalto parte nel 2012. L’anno scorso il servizio è stato aggiudicato ad Ambiente 2.0, consorzio di cui fa parte anche Aimeri, aggiudicataria del vecchio appalto, che ha operato in proroga sino a pochi mesi fa”.

Nella foto la Guardia di Finanza

S.I.

Finanza sui rifiuti. Altra tegola per Bruno

ALGHERO – La notizia circolava da diversi mesi. Era noto da tempo, infatti, che la Guardia di Finanza stesse facendo più volte visita a Sant’Anna e non sicuramente per farsi qualche selfie o per un caffè ma, come poi è stato confermato dalla notizia data in anteprima da Sardinia Post [Leggi], dobbiamo registrare l’ennesimo grave problema in seno al Comune di Alghero: indagini sull’appalto di igiene urbana.

A ciò si lega una sequela di questioni negative che sta investendo da qualche anno il centro catalano dove oramai in ogni settore si registrano gravi complicazioni nel rapporto tra tessuto sociale e istituzione locale. Una su tutte, forse la più importante, non fosse altro per la cifra che costa l’appalto (60milioni circa), è proprio la gestione della nettezza urbana. Questo nonostante le ultime due amministrazioni abbiano vinto elezioni puntando quasi tutto sul fare meglio rispetto al passato, soprattutto in tema di ambiente e decoro, ma la città, al contrario, è precipitata dentro un baratro.

L’inchiesta della finanza al netto della disamina tecnica e contabile degli incartamenti punta dritto al cuore dell’amministrazione trascinandola verso chiare responsabilità politiche riferibili a chi gestisce quei settori dal momento della fine del precedente appalto. Dunque, dal 2012 ad oggi. Due commissari e due sindaci (Lubrano e Bruno) e i rispettivi assessori che, tra l’altro, nel caso di Caciotto hanno seguito fin dal principio la vicenda essendo anche già stato presidente della commissione ambiente poi, com’è noto, è avvenuto il passaggio di testimone a Selva. Un percorso che ha visto gli attuali governanti gettare acqua sul fuoco e puntare il dito contro il passato. Ed i risultati sono sotto gli occhi di tutti: proroga record (entriamo nel quinto anno) e adesso la Magistratura (che già si sta occupando delle nomine alla Meta e del Parco di Porto Conte).

Ad oggi l’amministrazione di Mario Bruno ha assegnato ad Ambiente 2.0 il servizio. Su tale iter ci sono stati i ricorsi di De Vizia e Ciclat. Nel frattempo la gestione è passata ad EnergeticAmbiente ovvero siamo sempre nella “galassia” dell’Aimeri. Insomma un pasticcio che non potrà che creare nuovi e gravi problemi al decoro e pulizia di Alghero. Un vero e proprio scandalo se si considera che l’alleanza politica che ha conquistato Sant’Anna aveva sempre garantito di mettere l’ambiente al primo posto. Ecco, invece, accadimenti alla mano: siamo nel periodo più buio proprio nella gestione dell’Ambiente.

Nella foto il Comune di Alghero con sede a Sant’Anna

S.I.

Processo fondi: prima maxi-sentenza

ALGHERO – Procede con grande solerzia il lavoro del Tribunale di Cagliari rispetto alla vicenda dei fondi ai gruppi. Una impegno totalizzante che vede implicati oltre una sessantina di onorevoli ed ex che sono finiti nella rete della giustizia per l’uso improprio dei soldi pubblici. Spese pazze, sono state definite e per questo, infatti, le richieste del Pubblico Ministero e le condanne già assegnate palesano quale sia chiaramente l’indirizzo della Magistratura cagliaritana.

Carmelo Cachìa 4 anni, Giuseppe Atzeri 7 anni, Tore Amadu 3 anni, Mariolino Floris 5 anni, Maria Grazia Caligaris 5 anni, Oscar Cherchi 4 anni, Sergio Marracini 4 anni, Raffaele Farigu 4 anni, Salvatore Serra 4 anni, Alberto Randazzo 3 anni, Vittorio Randazzo 3 anni, Giommaria Uggias 2 anni e due mesi, Raimondo Ibba 2 anni e due mesi e Pierangelo Masia 2 anni e due mesi. Queste le richieste di Cocco per i 14 politici coinvolti in quello che è detto il “primo filone” che riguarda la legislatura 2004-2009. E la notizia più importante è che c’è una data: il 12 dicembre 2016. Ovvero entro meno di un mese ci sarà l’arringa difensiva e subito dopo la sentenza definitiva per questa prima tranche di inchiesta che, come detto, vede ancora sulla graticola 14 onorevoli. Tre sono stati già condannati: Adriano Salis (un anno e otto mesi), l’ex sardista Beniamino Scarpa (quattro anni e sei mesi) e l’ex Fortza Paris Silvestro Ladu (sei anni). Assolti invece Peppino Balia e Renato Lai. Mentre l’ex-sindaco di Alghero, Pino Giorico, com’è noto, è deceduto.

Chiusa questa porzione, si procederà al “secondo filone”. Quello che, ha già visto finire in carcere Diana, Murgioni e Sanjust, coinvolge larga parte della classe politica sarda anche tutt’ora in sella compreso il sindaco di Alghero Mario Bruno (all’epoca consigliere regionale e tesoriere di Progetto Sardegna) e poi i consiglieri regionali Gavino Manca, Attilio Dedoni ed ex come Nicola Rassu, Claudia Lombardo e Gavino Cassano, i deputati Pierpaolo Vargiu, Francesco Sanna, Luciano Uras, il senatore Giuseppe Luigi Cucca e tanti altri nomi. Da Cagliari filtrano voci che vedono a brevissimo (entro l’anno o prime settimane del 2017) l’invio delle missive agli indagati contenenti il rinvio a giudizio o archiviazione. A quel punto, per coloro che saranno mandati a processo, inizierà il calvario delle udienze. Entro pochi mesi, senza perdere tempo, viste anche le implicazioni per anche per alcune amministrazioni, si dovrebbero avere già le richieste di Cocco per i vari imputati e le sentenze di primo grado. E’ evidente, come confermano i bene informati e assistendo alle richieste già inoltrate, che la linea del Pubblico Ministero è molto dura e intransigente verso chi ha compiuto il reato di “peculato aggravato” e, cosa ancora più importante che avrà evidenti riflessi su una grossa fetta della politica sarda, il Tribunale sta accogliendo in toto la linea di Cocco. E’ evidente che siamo vicini ad un vero e proprio terremoto politico di magnitudo record.

Nella foto un momento del processo sui fondi ai gruppi col Pm Cocco e il collegio giudicante

S.I.

Ruba bancomat al cognato: denunciata

URI – I Carabinieri della Stazione di Uri, al termine di una mirata indagine, hanno denunciato in stato di libertà una casalinga 33enne del posto che, dopo aver sottratto dalla corrispondenza indirizzata al cognato una carta di credito e il relativo codice pin, l’ha utilizzata per effettuare prelievi di denaro e acquisti vari per un importo di oltre duemila euro. Nello scorso mese di ottobre, i militari dell’Arma avevano infatti ricevuto la denuncia di un 44enne del posto, il quale si era trovato addebitate numerose spese effettuate, a suo dire, tramite una carta di credito mai ricevuta e mai utilizzata.

Gli accertamenti effettuati presso l’istituto di credito interessato avevano poi permesso ai Carabinieri di riscontrare che era effettivamente stata emessa e spedita, a seguito di un regolare contratto di finanziamento, una carta di credito intestata al denunciante, ma che questa non era evidentemente mai giunta a destinazione. A quel punto, è stato sufficiente localizzare le banche e gli esercizi commerciali nei quali erano stati effettuati i prelievi di denaro e gli acquisti non autorizzati, per capire che l’utilizzatore abusivo della carta di credito non andava cercato tanto lontano.

Restringendo il cerchio delle persone che erano a conoscenza del contratto di finanziamento e confrontandolo con quello di coloro che avevano accesso alla cassetta della posta dell’interessato, si è arrivati così a scoprire che le spese erano comunque state fatte – anche se indebitamente – in famiglia, visto che la responsabile della sottrazione della corrispondenza e del successivo utilizzo abusivo della carta era appunto la cognata del denunciante, che dovrà ora rispondere di vari reati.

Nella foto un bancomat

S.I.

Caccia al sommerso: incontro

ALGHERO – Il sindaco Mario Bruno ha ricevuto a Sant’Anna il colonnello Antonello Reni, comandante provinciale della Guardia di Finanza di Sassari. All’incontro hanno preso parte il comandante della Polizia Municipale di Alghero Guido Calzia e il Comandante della Compagnia di Alghero delle Fiamme Gialle, Francesco Tatulli.

“L’incontro è servito per approfondire i temi portati avanti congiuntamente da Comune di Alghero e Guardia di Finanza, relativamente all’opera di sensibilizzazione nei confronti del comparto ricettivo sommerso al quale si chiede di operare nelle regole, senza intenti punitivi ma con l’invito a mettersi a sistema. L’azione congiunta tra Comune, Guardia di Finanza e Polizia Locale sta producendo buoni risultati. Tutte misure richieste con forza dalle associazioni di categoria e alla base di una sana concorrenza tra operatori e imprenditori”.

Nella foto l’incontro a Sant’Anna

S.I.

Droga in Gallura: sgominata banda

SASSARI – Nelle prime ore della mattinata odierna, la Polizia di Stato ha dato esecuzione ad un provvedimento emesso dal Gip presso il Tribunale di Tempio Pausania di 24 misure cautelari di cui 13 di custodia cautelare in carcere, 6 agli arresti domiciliari e 5 obblighi di presentazione alla Polizia Giudiziaria. Di queste misure cautelari, 2 provvedimenti sono stati eseguiti nella provincia di Cagliari e 2 in provincia di Napoli i rimanenti tutti in provincia di Sassari. All’operazione hanno preso parte oltre a personale del Commissariato di Porto Cervo che ha condotto le indagini, anche agenti appartenenti ad altri Commissariati della provincia, alla Squadra Mobile e al Reparto Prevenzione Crimine Sardegna di Abbasanta.

L’attività ha consentito di smantellare un’organizzazione dedita al traffico di sostanze stupefacenti che avveniva in numerose località turistiche della costa nord-orientale della Sardegna (Costa Smeralda ed Arcipelago di La Maddalena). Nei mesi scorsi era già stato effettuato un sequestro di ben 2 Kg di cocaina purissima, destinata anche ai consumatori delle località turistiche della Costa Smeralda. L’indagine, condotta dal Commissariato di Porto Cervo, è stata coordinata dalla Procuratore Capo della Repubblica di Tempo Pausania, Dr. Domenico Fiordalisi e dal Sostituto Procuratore della Repubblica, Dr. Ginevra Grilletti.

Nella foto della polizia uno dei momenti della vendita della droga

P.S.

Cede binario, stop al treno

ALGHERO – L’abbondante pioggia di questo fine settimana ha creato diversi problemi nella Nurra. In particolare sono rimaste allagate diverse strade e collegamenti dal centro alla periferia dei maggiori comuni della zona. Ad Alghero, fatto oramai diventato non più occasionale e che palesa la mancanza di interventi adeguati per liberare canali dalle erbacce e tratti viari dal materiale che ostruisce caditoie e tombini, sono andate sott’acqua diverse porzioni della città. Disagi e ritardi negli spostamenti con la Riviera del Corallo trasformata ancora di più in luogo fantasma vista la cronica assenza di illuminazione pubblica.

Stop anche al treno che collega Alghero con Sassari. Infatti a seguito delle precipitazioni una parte del terreno è stata “slavata” andando a cedere sotto una condotta del Consorzio delle Bonifiche che si è rotta. In questo modo alla pioggia si è aggiunta anche l’acqua per l’irrigazione che correndo lungo il binario lo ha fatto crollare e così ha creato dei danni ingenti. Per questo motivo la tratta è stata interrotta. E dal centro catalano non si può raggiungere Sassari per almeno un paio di giorni. Sono stati messi a disposizione degli autobus sostituivi, ma sono tanti i disagi per i pendolari, lavoratori e studenti, che hanno necessità di spostarsi.

Nella foto il binario allagato tra Olmedo e Alghero

S.I.

Terrore ad Alghero: banditi in market

ALGHERO – Terrore ad Alghero. Intorno alle 20.00 c’è stata un tentativo di rapina a mano armata alla Conad del nucleo San Michele nella parte sud di Alghero a due passi dal campo da basket e da altre attività e sopratutto dentro un gruppo di palazzine dove vivono tante famiglie.

In questo contesto, come detto, una banda composta da almeno due persone più sicuramente almeno un palo si sono introdotti nel market col volto coperto e armati. Pistola in mano hanno minacciato il personale presente chiedendo l’incasso. Sono arrivati addirittura a sparare dei colpi in alto per far accelerare le operazioni.

Attimi di forte tensione e panico dentro all’attività. Ma l’azione criminale è fallita perché è scattato l’allarme e i banditi sono scappati facendo perdere le loro tracce.

Nella foto la Conad dove è stata fatto il tentativo di rapina

S.I.

Terremoto: tecnici sardi a Norcia

CAGLIARI – Tre tecnici della direzione regionale della Protezione civile sono oggi in partenza, su richiesta del Dipartimento nazionale assieme ai colleghi di altre Regioni, per Macerata e le zone colpite dal terremoto.
“La Regione Sardegna, con il suo sistema di Protezione civile, anche questa volta è pronta a fare la sua parte in stretta collaborazione con il Dipartimento nazionale”, afferma l’assessora della Difesa dell’Ambiente con delega alla Protezione civile Donatella Spano. Si tratta di tre tecnici esperti che hanno già operato in contesti emergenziali. Avranno il compito di fornire supporto alla Regione Marche nelle attività di raccordo tra i Comuni colpiti e la Regione stessa. La disponibilità è richiesta per una durata tra i 15 e i 30 giorni per turno. I tecnici si aggiungono ai volontari farmacisti sardi del sistema di Protezione civile già sul campo.

Nella foto la distruzione del terremoto a Norcia

S.I.