Il segretario Canessa a Sant’Anna

ALGHERO – Da oggi inizia l’attività il nuovo segretario generale del Comune di Alghero, il dr. Luca Canessa. Stamani a Sant’Anna il primo incontro di benvenuto e insieme al Sindaco Mario Bruno una visita ai dipendenti per una iniziale reciproca conoscenza.

Laureato in Giurisprudenza con master in scienze giuridiche dell’Ambiente, avvocato, il nuovo segretario, 44 anni, livornese, proviene dal Comune di Massarosa (Lucca) dove ha maturato una significativa esperienza in pianificazione strategica e programmazione del territorio, con innovazioni apportate sulla performance dei dipendenti, sui sistemi di valutazione della qualità dei servizi offerti dall’ente e il livello di partecipazione attiva dei cittadini alla cura e manutenzione del territorio.

Docente in numerose scuole universitarie di alta formazione, anche su incarico del Ministero dell’Interno, tra le altre cose è specializzato in gestione delle risorse umane negli enti locali. Al vice segretario generale, dr. Salvatore Masia, il particolare ringraziamento del sindaco per l’assoluta professionalità con cui ha operato negli ultimi mesi.

Nella foto il sindaco Bruno e il segretario Canessa

S.I.

Alghero Sud: eletto il direttivo

ALGHERO – E’ nato il comitato di quartiere Alghero Sud. L’area della città di Alghero rappresentata dal neonato organismo è quella delimitata da via Xx Settembre, Giovanni 23° e lungomare. Eletti gli undici componenti del direttivo che durerà in carica i prossimi tre anni.

Questi i cittadini votati: Maria Grazia Pes, voti 179, Giuseppe Mancino, voti 125, Alberto Bamonti, 88, Gabriella Caria, 60, Bebella Farris, 60, Antonello Muroni, 54, Massimo Battaglia,49, Giuseppe Balzani, 42, Fabio Bruno Fabio, 41, Gianfranco Russino, 40, Riccardo Moni, 31. La prima riunione vedrà la alla nomina del presidente, vice presidente, segretario e tesoriere.

Nella foto il brindisi del neonato comitato

M.S.R.

Via Gramsci: lavori fognature

ALGHERO – Abbanoa sta intervenendo per la sostituzione della condotta fognaria di via Gramsci, nel tratto compreso tra via Petrarca e il Lungomare Dante. I lavori hanno avuto inizio oggi, 11 gennaio, e si protrarranno fino alla fine del mese. Le opere in corso consistono nella rimozione della vecchia condotta realizzata in muratura, franata in vari punti e completamente ostruita da sedimentazioni stratificate, e la sostituzione con una nuova condotta in pvc.

Lungo il tracciato della condotta verranno realizzati due pozzetti di raccolta, uno all’incrocio con via Petrarca e uno sullo sfioro con la condotta di collegamento al vascone di Piazza Sulis. Per tutta la durata dei lavori si renderà necessario la chiusura al traffico veicolare in via Gramsci e l’apposizione del divieto di sosta temporaneo nel Lungomare Dante.

Nella foto alcuni lavori fognature

S.I.

Antenne, manca un monitoraggio

ALGHERO – E’ nato ad Alghero il comito “No-elettrosmog”. Carmelo Spada, Paola Correddu e Salvatore Costantino hanno presentato, sabato mattina, il neonato organismo. Un problema, quello dell’inquinamento derivante dalle onde elettromagnetiche delle antenne telefoniche, sempre più diffuso a seguito anche numero crescente di strutture impiantante anche nel territorio comunale algherese. Da ricordare le forti polemiche di qualche mese fa riguardo il posizionamento dell’antenna nella piazza centrale e storica del quartiere di Sant’Angostino. A pochi metri da abitazioni, scuole e altre residenze molto frequentate dai cittadini era stato confermato il via libera alla sistemazione del punto vodafone. Tra le proteste dei cittadini, l’amministrazione Bruno, seguito di un pronunciamento del Consiglio, decise di andare avanti.

Da quel momento è cresciuta maggiormente la volontà da parte dei cittadini di vederci meglio ed è cosi che ha preso i primi passi il comitato. E collegato a quella vicenda lascia perplessi che non ci sia ancora alcun monitoraggio. Solo uno nel 2012, dove però si preso solo atto delle emissioni senza chiarire le reali dinamiche. Ma non solo Sant’Agostino, ovviamente. Non bisogna dimenticare le antenne presenti a due passi dall’ospedale civile, “doveva essere provvisoria, visto che la sua destinazione nella rotatoria all’ingresso della Due Mari, ma poi è diventata definitiva”, ha detto Spada, e poi alcune tra le più vecchie sopra l’Hotel Catalunya e anche in altre zone baricentriche della cità, come via De Gasperi.

“Ciò che però maggiormente preoccupa – ha ribadito il referente regionale del Wwf – è che, oltre a non avere dei dati sulle emissioni, c’è un solo un vecchio piano delle radiofrequenze risalente al 2002”. Questo ha spiegato ulteriormente Paola Correddu “fa si che vediamo spuntare sempre più antenne in maniere anche in terreni privati e senza un adeguato controllo”. Ma Costantino, noto medico radiologo, esperto della materie, ha subito precisato, “la nostra non è una battaglia contro le compagnie e nemmeno per ritornare a comunicare coi segnali di fumo, ma vogliamo, anzi pretendiamo chiarezza da parte delle Istituzioni”. Il limite previsto dalla legge è di 6 volt al metro. Ma senza un piano aggiornato c’è poco da fare, al contrario se ci fosse un documento in vigore, vista anche la recente sentenza della Cassazione di Macerata, le compagnie dovrebbero attenersi totalmente a quanto scritto”.

Ma si può andare oltre. “Come comitato potremmo anche commissariare il Comune se le scelte effettuate non rispettano la salute dei cittadini”. Questo è un passaggio fondamentale. “Per adesso siamo disponibili a collaborare con l’amministrazione ma chiediamo chiarezza e chiediamo che finisca il rimpallo di responsabilità tra Comune e Arpas rispetto la verifica delle emissioni, dati indispensabili per comprendere la salubrità, o meno, delle antenne posizionate in città”. Quello che chiede il comitato è anche la creazione di un tavolo tecnico tra comune, compagnie e cittadinanza attiva al fine di avere maggiori garanzie per tutti. Questo anche all’interno delle normative previste dallo Iarc, l’istituto che studia i danni tumorali creati alle persone proprio da tali emissioni.

Nella foto la presentazione del comitato

S.I.

Agro, Puc e Ppr: l’opinione di Manconi

ALGHERO – Incentivi in agricoltura, Puc e Ppr: una difficile convivenza…almeno ad Alghero
La Commissione Europea, il 19 agosto dello scorso anno, con la Decisione di esecuzione C(2015) 5893 approvava il Programma di Sviluppo Rurale (Psr) a valere per gli anni 2014-2020 della Regione Sardegna. Il Psr – è bene saperlo – rappresenta il principale strumento di programmazione finanziaria a disposizione delle Regioni italiane (e non) in ambito agricolo e, prima di giungere, con circa due anni di ritardo (sic!), alla sua stesura definitiva, ha dovuto attraversare una serie di difficili step autorizzativi.

Le imprese agricole, di piccole, medie e grandi dimensioni, si avvalgono di questo vitale strumento, non solo per accedere agli aiuti da destinare alla salvaguardia e miglioramento dell’ambiente rurale e agli investimenti non produttivi (Indennità compensative, Agricoltura biologica, Benessere degli Animali, ecc.) ma anche per quanto concerne gli investimenti produttivi ricompresi nel cosiddetto Asse 1.
Tra quest’ultimi rivestono particolare importanza la Misura 4, ed in particolare la Sottomisura 4.2 “Sostegno a investimenti nelle aziende agricole” (ex Mis. 121), alla quale vengono destinate risorse per circa 260 milioni di euro, e la Misura 6, ed in particolare l’intervento 6.4.1 “ Sostegno ad investimenti nelle aziende agricole per la diversificazione e lo sviluppo di attività extra agricole (ex Mis. 311), alla quale vengono destinate risorse per 80 milioni euro. In sintesi si tratta di circa 340 milioni di euro da destinare al miglioramento delle aziende agricole sia dalla prospettiva infrastrutturale (recinzioni, viabilità, ecc.) che da quella strutturale (magazzini, depositi, fienili, agriturismo, fattorie didattiche, laboratori agroalimentari, ecc.).

Vivere un territorio agricolo come il nostro significa, infatti, investire nel suo sviluppo, migliorarlo e adeguarlo alle nuove condizioni offerte dal mercato. L’UE, Stato Italiano e Regione Sardegna, proprio per tale motivo, sostengono queste esigenze con contributi in conto capitale in grado di coprire, a fondo perduto, fino al 70% dell’investimento. Fin qui tutto bene, sosterremo noi, al pari di chi, cadendo dalla finestra, ancora non è giunto al suolo. Ma il nostro schianto si chiama “cantierabilità” e, di fatto, impedisce a gran parte degli imprenditori agricoli algheresi di accedere a questi finanziamenti ovvero di competere ad armi pari con i loro dirimpettai sassaresi e con il resto della Sardegna. Per “cantierabilità” intendiamo la somma dei requisiti che un’opera deve possedere per essere cantierata. Il primo tra questi è avere un progetto esecutivo approvato: senza tale condizione, non solo si perderebbe ogni priorità di accesso al bando ma, nel concreto, non potremo avere alcuna opera da finanziare!

Il Piano Paesaggistico Regionale individua all’interno delle Norme Tecniche di Attuazione (NTA), “alcuni sistemi storico-culturali che rappresentano le più significative relazioni sussistenti tra viabilità storica, archeologia e altre componenti di paesaggio”. Nello specifico viene annoverato, al punto 23, il “Complesso territoriale delle bonifiche di Alghero-Fertilia”. Per quanto riperimetrato attraverso la Delibera G.R. n.26/33 del 06.07.2010, tale compendio territoriale rappresenta una quota parte di notevole estensione dell’agro algherese, comprendendo al suo interno le borgate agricole di Sa Segasa, S.M. La Palma, Guardia Grande, Maristella, Corea, ecc.. In quanto caratterizzate da “forte identità in relazione a fondamentali processi produttivi di rilevanza storica”, le aree di Bonifica vengono normate in qualità di Beni Identitari. Questo comporta che la nuova edificazione venga consentita solo se prevista nei PUC adeguati al PPR.

Alghero non possiede un Puc nè, tantomeno, un Puc adeguato al Ppr; per questo motivo non è permessa l’edificazione all’interno dell’area perimetrata comprendente il Sistema delle Bonifiche.
Ora, senza voler entrare nel merito del PPR o del travagliato iter del PUC algherese, è tuttavia doveroso evidenziare questa empasse normativa che, in buona sostanza, impedirà a gran parte delle imprese agricole algheresi di beneficiare dei fondi pubblici a sostegno degli investimenti aziendali per le ragioni sopra spiegate. Qui prodest? A chi giova tutto questo? Non ci resta, nostro malgrado, che confidare nel “Piano Casa” di turno, avanzare a piccoli passi da 90 metri cubi alla volta, mentre altrove, in modo forse più lungimirante, si decolla beneficiando di tutte le risorse pubbliche messe in campo a sostegno del mondo agricolo.

Ferdinando Manconi
Dottore Agronomo

Nella foto il dott. Manconi mentre fa lezione

Ostetricia: Alghero rischia. Tutti dati

ALGHERO – Allarme in Sardegna riguardo i reparti di ostetricia. In base alle direttive ministeriali del Governo Renzi, infatti, gli ospedali che registrano meno di 500 nascite all’anno dovranno chiudere il reparto di riferimento. Un’ennesima iattura per quei territori dove i presidi statali sono sempre meno e la desertificazione sociale pare purtroppo un processo irreversibile.

Timori anche ad Alghero. Dove da anni si manifesta tale nefasta eventualità. Questo al netto della riconosciuta qualità dei medici e operatori del servizio. Ma tutto è legato ai numeri. Alle fredde cifre. Ed così che molte località sono a rischio: Ozieri, Maddalena, Iglesias, Carbonia, Tempio e Lanusei. Proprio dal capoluogo dell’Ogliastra è partita la protesta. L’amministrazione ha emesso un comunicato fortemente critico contro il Ministro Lorenzin avvisando la Giunta Pigliaru affinchè non si azzardasse a toccare il reparto nell’ospedale di Lanusei. Da Alghero ancora nessuna alzata di scudi ufficiale. Ma, nonostante i dati, il presidio della Riviera catalana dovrebbe salvarsi. Ma per andare al nocciolo della questione abbiamo chiesto all’Asl di fornirci il numero esatto delle nascite degli ultimi anni. Appare subito un trend in chiara descrescita e il numero 500 è ben lontano.

Nel 2010 i nati ad Alghero sono stati 194 (chiusi per 6 mesi), l’anno seguente si registrano 319 nati, poi si sale fino a 395 e ancora nel 2013 a 398. Poi una diminuzione. Nel 2014 i parti sono 358 fino all’anno scorso dove si registrano solo 338 nascituri. Negli anni precedenti, l’Unità Operativa di Ostetricia e Ginecologia ha registrato dei dati comunque piuttosto altalentnati: 2009 è un anno in crescita 323, con il numero più alto di nascite dal 2005 quando i nati furono 320; nel 2006 i bambini nati furono 277 e infine 316 nel 2007. Mentre 295 nel 2008. Insomma dei numeri, com’è putroppo evidente, sempre inferiori la cifra ministeriale ddi 500. Ma c’è da evidenziare che l’ospedale di Alghero serve un territorio molto vasto e soprattutto garantisce un servizio fondamentale nei mesi estivi dove la popolazione locale si radoppia per l’arrivo dei turisti.

Scuola infanzia Sa Segada: lavori

ALGHERO – Primi passi del progetto Iscol@, primi finanziamenti di un ingente investimento straordinario sull’edilizia scolastica finanziato dalla Regione con 6,5 milioni complessivi tra interventi di messa in sicurezza e manutenzione ( Asse II ) e “Scuole del nuovo millennio” ( Asse I ).Il programma della Regione Sardegna al quale l’Amministrazione Bruno ha aderito con una decisiva serie di interventi negli istituti scolastici cittadini, a seguito di una mappatura degli edifici e dell’individuazione delle molteplici priorità di intervento, mette in moto una lunga serie di cantieri. Il primo è quello della scuola dell’infanzia della borgata di Sa Segada, istituto comprensivo n.1, che impiega 36 mila euro per la manutenzione straordinaria e messa in sicurezza delle parti esterne.

All’intervento che partirà a breve nella borgata si aggiungeranno diverse opere in tutti gli istituti cittadini, per un programma triennale di 3,5 milioni. La Scuola del Nuovo Millennio, così è definito l’altro asse di riferimento degli interventi regionali, avrà il volto in Sardegna delle nuove scuole medie di via Tarragona, progetto pilota dove, con un finanziamento di 3 milioni, sarà costruito un moderno e funzionale auditorium per sostenere la vocazione musicale che in questi anni l’istituto comprensivo ha sviluppato con ottimi risultati.

Radici in via Costa: presto lavori

ALGHERO – Partono tra poco i lavori di ripristino la viabilità nella via Costa, ormai compromessa dalle radici dei pini che hanno trasformato la sede stradale in una trappola per automobilisti. Il tratto interessato dalla manutenzione straordinaria, oltre 100 metri, riguarda la zona adiacente al parcheggio pubblico prossimo all’ufficio di igiene mentale e l’ufficio postale.

Il tratto di strada risulta pressoché impercorribile a causa degli alberi di pino, in alcuni tratti le radici hanno infatti raggiunto il marciapiede opposto, che hanno provocato gravi danni al manto stradale provocandone il rialzamento e a tratti anche il distacco di considerevoli parti di asfalto. Le opere, approvate dalla Giunta su proposta dell’Assessore ai Lavori Pubblici Gianni Cherchi, prevedono interventi radicali, con il taglio degli alberi e lo sradicamento delle radici, al fine di eliminare la causa del dissesto e procedere al ripristino.

Durante le opere previste per il verde, le piante di pitosforo esistenti andranno temporaneamente spostate dalla loro posizione per poi essere ripiantumate. Una volta liberata l’area, la lavorazione successiva riguarderà la demolizione del marciapiede compromesso e il taglio del manto stradale danneggiato. Si procederà poi alla ricostruzione del marciapiede, con le relative discese per disabili a ridosso delle strisce pedonali e al ripristino dello strato bituminoso del manto carrabile. Le parti verdi resteranno tali da poter accogliere nuovamente le piante di pitosforo precedentemente asportate.

Nella foto il tratto di via Costa interessato dai lavori

S.I.

Porto: molo come una discarica

ALGHERO – “Lungo il camminamento sulla diga foranea o molo di sopraflutto del porto di Alghero si trovano almeno tre cumuli di materiale plastico, verosimilmente lasciati lì in balìa delle intemperie da quando i volontari della campagna Alghero Pulita li ripescarono dai fondali e dalla superficie del mare non ricordo se a settembre o ottobre”. Ennesima segnalazione, in questo caso da parte di un cittadino, riguardo la condizione in cui si trova quel tratto dell’approdo. Tra l’altro una porzione del porto che, se messa a regime come previsto anche dal progetto di riqualificazione dell’infrastruttura, potrebbe creare economia e sviluppo vista la posizione strategica finalizzata ad ospitare numerose e importanti imbarcazioni. Ed invece ci troviamo davanti, come del resto in quasi tutto il resto dello scalo marittimo, ad uno spettacolo indegno. Sporcizia e rifiuti che oramai sono presenti anche nei mesi di bassa stagione, senza considerare gli scandali estivi.

“Ora io mi chiedo: per quale ragione si rischia che il vento, la pioggia o i vandali li facciano finire di nuovo da dove furono recuperati? Costa così tanto dare disposizioni a uno dei mezzi che svolgono il servizio di raccolta della plastica affinché li rimuovano?”. Lamenta il cittadino algherese sui social e chiude: “quel posto è inoltre disseminato di residui dei fuochi artificiali anch’essi inquinanti e a rischio di finire in mare”. Un quadro pessimo, anche dal punto di vista ambientale e sanitario, per il porto di Alghero sempre più in totale decadenza.

Nella foto uno dei cumuli dei rifiuti nel molo di sopraflutto

S.I.

Camper al porto: colpa del Comune

ALGHERO – L’articolo di Algheronews, datato 31 dicembre, riguardo la condizione del Porto ha fatto molto discutere. Numerose letture, condivisioni e commenti. Per la maggior parte pareri favorevoli rispetto a quanto è stato scritto, ma anche qualche voce contraria. Tra queste è corretto e giusto mettere in evidenza quella di alcuni camperitisti che presenti in quei giorni ad Alghero hanno voluto scriverci per palesare la loro posizione da cui si evince che la loro scelta di ubicarsi al porto è quasi obbligata non avendo il Comune di Alghero un’area pubblica attrezzata dove far sostare e dare assistenza adeguata ai camper. Visto la massiccia presenza di veicoli, mai registrata prima, la vicenda è stata battezzata “Camperalguer”.

La lettera firmata inviata ad Algheronews.it
Saluti alla redazione sono una camperista e ho voluto scrivervi in merito all’articolo uscito dopo capodanno: Alghero vergogna, la mia presente nn vuole innescare polemiche, ma solo puntualizzare alcuni aspetti, infatti sinceramente sono stanca di dover puntualizzare sempre cose del tipo pago il bollo, le tasse ,scarico le reflue nei posti preposti che sono camperista da anni etc, cio’ che mi rammarica e’ che invece di centrare il problema vero di fondo e cioe’ aree sosta attrezzate a spese comunali “aperte tutto l’anno” automatizzate ,si va’ sempre a colpevolizzare una categoria magari anche di chi si e’ sempre comportato bene , perche’ cosi’ e’ piu’ semplice e’ la mentalita’ sarda del lasciare tutto statico, tanto chi qui nn viene piu’ non ci interessa ne verranno altri! In parole povere mi scusi se glielo dico in maniera un po’ brutale ma Alghero non offre nulla e cio’ che offre lo offre male dire che i camperisti non lasciano nemmeno un euro mi scusi mi ha colpito piu’ di qualsiasi epiteto si possa dare al camperista ormai i luoghi comuni spopolano ma l’ignoranza purtroppo fa’ parte anche di questo mondo. I camperisti che erano li a capodanno hanno speso, hanno portato soldi al vostro Comune lo provi a chiedere ai ristoratori se la pensano come voi e invece di promuovere un evento che in questi tempi di crisi e’ una manna per un isola martoriata dall’inefficienza di amministrazioni incompetenti che uccidono il turismo giorno dopo giorno che si fa? Un bell’articolo capro espiatorio tanto il camperista tiene le spalle larghe, per quanto riguarda il parcheggio tasto dolente dell’articolo vi invito a leggervi l’art. 185 cs e le faccio solo una domanda: avete aree attrezzate a totali spese comunali con continuo ricambio di afflussi?? In Francia e in Spagna anche in paesini sperduti le hanno ormai inventate da un pezzo e sono aperte tutto l’anno, ma non perche’ una mattina si sono alzati e gli è venuta la voglia ma proprio per evitare problemi e promuovere il turismo. E’ la mentalita’ di fondo che va’ cambiata e all’estero questi problemi non li ho mai incontrati quindi io direi civilizziamoci e poi ne riparliamo vorra’ dire che la prossima volta raccoglieremo tutti gli scontrini e ve li porteremo in redazione non scrivete articoli sugli eventi se poi voi stessi nn gradite la gente.

Nella foto l’invasione dei camper e auto nel porto di Alghero

S.I.