Sanità algherese: ancora un incontro

ALGHERO – “C’è la certezza che la sanità algherese non verrà depotenziata come inizialmente ipotizzato, ma acquisirà immediatamente alcuni servizi essenziali, dei quali il territorio e gli algheresi sentivano enorme necessità”. Lo dice il sindaco Mario Bruno che sottolinea la prima importante conquista per la città e i paesi del distretto Socio-sanitario di Alghero ricadenti nella provincia di Sassari. “La delibera con la quale la Giunta approva la riorganizzazione della rete ospedaliera regionale confermando la nascita del nuovo presidio di Alghero e Ozieri, oltre a prevedere tutte le discipline e servizi già esistenti, dispone l’attivazione della funzione di Semintensiva generale e le discipline di Oncologia e Lungodegenza. Iter di legge che ora prevede i passaggi preliminari all’approvazione definitiva del Consiglio regionale nelle competenti Commissioni. Confermata anche l’attività del punto-nascita pediatria e dell’Ostetricia e Ginecologia. C’è di più”, fanno sapere dal Comune di Alghero.

“All’Oculistica, Otorinolaringoiatria, Urologia, Cardiologia, Neurologia, Riabilitazione e Radiologia con Tac, Ecografia e Rmn, si potrà presto aggiungere l’istituzione delle Rianimazione con la conseguente modifica della classificazione in presidio di I livello. E’ quanto prevede il nuovo “nodo della rete ospedaliera regionale” dell’ospedale Civile di Alghero con annesso lo stabilimento riabilitativo del “Marino”, il Segni di Ozieri e i due ospedali di comunità di Ittiri (Alivesi) e Thiesi. Tra gli investimenti regionali in campo sanitario confermata anche la ridefinizione dell’offerta ospedaliera complessiva della città di Alghero che prevede la realizzazione del nuovo ospedale”.

“L’attenzione rimarrà comunque altissima perché si proceda a passo spedito per garantire un adeguato diritto alle cure medico-sanitarie e si concretizzi quell’ammodernamento delle strutture sanitarie in grado di soddisfare le reali necessità dei cittadini fino ad arrivare in tempi rapidi al primo livello” precisa il sindaco. Tutte le novità introdotte in campo sanitario sul presidio di Alghero saranno oggetto di un approfondito confronto in programma lunedì 15 febbraio a Sant’Anna, alla presenza del sindaco Mario Bruno, del Commissario straordinario dell’Asl Agostino Sussarellu, e tutti i Primari sanitari che operano sul territorio.

Nella foto l’ospedale Civile

S.I.

Dramma siccità: usare acque reflue

SASSARI – Programmazione degli interventi per l’utilizzo si tutte le risorse dei bacini, eventuale utilizzo dei reflui e corretta comunicazione nei riguardi degli agricoltori e dei cittadini sui parametri dell’acqua reflua utilizzata per irrigare. Queste le tematiche discusse questa mattina a Palazzo Ducale in una riunione che ha visto seduti attorno al tavolo i Comuni di Sassari, Alghero, Porto Torres e Olmedo, quindi le associazioni di categoria Coldiretti, Cia e Confagricoltura. L’obiettivo è quello di cercare una soluzione per far uscire il territorio dalla grave crisi idrica che rischia di mettere in ginocchio le aziende agricole del nord ovest della Sardegna. E i quasi 10 milioni di metri cubi di reflui prodotti dal depuratore di Sassari, che adesso sfociano in mare, potrebbero essere una risorsa per l’agricoltura del territorio ormai a secco.

«Di siccità si parla già dall’autunno – ha detto in apertura di incontro il sindaco di Sassari Nicola Sanna – e la preoccupazione era già alta. Se aggiungiamo che circa il 52 per cento dell’acqua immessa in rete per uso civile si perde lungo il percorso, si crea una situazione di grande difficoltà». Aggravata dalle perdite dell’acqua nelle condotte per uso agricolo, stimata in circa il 30 per cento. È stato il presidente del Consorzio di bonifica della Nurra, Gavino Zirattu, a tracciare un quadro, preoccupante, della situazione dei bacini che approvvigionano la Nurra. In dieci anni si è verificata una situazione altalenante che ha visto i bacini passare dai 66 milioni di metri cubi nel 2005 sino ai 98 del 2010 per poi ritornare ai 40 del 2015. «Della siccità non bisogna occuparsene in questo periodo – ha detto – e bisogna fare programmazione per tempo. I bacini devono essere tenuti a livelli ottimali, perché soltanto così si possono superare situazioni come queste». Zirattu quindi ha ricordato che l’utilizzo delle acque reflue depurate, in particolare quelle che provengono dal depuratore di Sassari e che ora si gettano a mare, potrebbero essere utlizzate per alimentare i bacini, in particolare quello del Cuga.

Sarà quindi necessario decidere su questo utilizzo «che – ha sottolineato Battista Cualbu di Coldiretti – vede dubbiosi gli agricoltori» per la necessità di conoscere i parametri dell’acqua. Apertura al dialogo sull’uso delle acque reflue depurate è arrivato dall’assessore all’Ambiente del Comune di Porto Torres Cristina Biancu che ha auspicato il conivolgimento delle istituzioni locali e degli agricoltori. Apertura anche da parte del Comune di Olmedo con il vicesindaco Mirko Ferralis e dal presidente della Confagricoltura Matteo Luridiana. Il presidente provinciale della Cia Giovanni Canu, ribadendo la positività dell’idea, ha fatto però presente come si potrebbe incontrare il parere contrario del Comune di Uri che su quello specchio d’acqua vuole avviare iniziative turistiche e ambientali.

Per questo motivo, ha suggerito il sindaco di Sassari, sarà anche opportuno un ulteriore incontro con al tavolo anche i Comuni di Uri e Ittiri che da quel bacino traggono risorse. Risorse economiche, invece, potrebbero arrivare dalla Regione, dove domani saranno i consorzi della Nurra, Gallura e Chilivani-Ozieri. «L’assessore all’Agricoltura – ha aggiunto Gavino Zirattu – si è impegnato a trovare risorse, sta anche a noi proporre le possibili soluzioni». «Se c’è questa disponibilità – ha rimarcaro l’assessore all’Ambiente del Comune di Alghero Natacha Lampis – allora dobbiamo agire e programmare per non doverci più ritorvare in una simile situazione». Quindi un passaggio sull’utilizzo dei reflui. «Da parte nostra non c’è nessuna remora – ha detto – ma dovremo avviare una campagna di comunicazione che consenta di spiegare ai cittadini l’utilizzo di questa risorsa».

E tra le risorse possibili anche quelle che arrivano dalle acque meteoriche che, per effetto della rete stradale vengono smaltite assieme alle acque nere. «Questo diventa un costo notevole per le amministrazioni – ha detto Nicola Sanna – mentre sarebbe utile che queste avessero un trattamento diversificato». «Dobbiamo fare fronte comune per una soluzione che consenta di superare le emergenze attuali – ha chiuso l’assessore alle Politiche ambientali e agricole Fabio Pinna – e che ci veda impegnati in una programmazione a lungo termine».

Nella foto l’incontro di ieri mattina a Sassari

S.I.

Ricorso parcheggi: vince il Comune

ALGHERO – La Corte d’Appello ha dichiarato inammissibile l’opposizione al decreto ingiuntivo nei confronti della Coop Multy Service che ha gestito gli stalli dei parcheggi a pagamento per cinque anni, dal 2005 al 2010. I Giudici della sezione distaccata di Sassari hanno respinto il ricorso avverso la sentenza con la quale veniva ingiunto il pagamento della somma di 420.330,10 euro a titolo di “corrispettivo per la concessione della custodia e gestione degli stalli per il parcheggio in diverse aree della città”.

“La causa civile ha visto la coop proporre opposizione alla sentenza del Tribunale di Sassari, deducendo che il Comune avrebbe omesso la consegna di un centinaio di stalli in alcune aree della città, fatto che avrebbe originato un danno economico. Di tutt’altro avviso il Comune di Alghero che a sua volta aveva eccepito che la convenzione tra le parti prevedeva per l’Amministrazione la possibilità di sopprimere stalli senza che nulla potesse essere rivendicato dalla coop, salva l’esenzione del canone mensile. Il Tribunale ha ritenuto di condividere le argomentazioni del Comune di Alghero, ritenendo che la soppressione degli stalli è sempre dipesa da ragioni oggettive e non da scelte arbitrarie dell’Ente. L’appello è stato quindi dichiarato inammissibile, con condanna alla Coop del pagamento delle spese di lite”.

Nella foto alcune vie di Alghero

S.I.

Fertilia, affitti stracciati: denuncia

ALGHERO – “La Giunta Regionale affitta a prezzi stracciati a non residenti gli immobili pubblici di Fertilia, tradendo in un colpo solo gli esuli, i programmi di rilancio in chiave turistica della nostra Borgata e trascura le pressanti esigenze abitative di alloggi a canone sociale”. La denuncia è di Marco Tedde, vice-capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale, che preannuncia un’interrogazione sul bando pubblicato dalla Giunta Pigliaru e sulla conseguente assegnazione.

“E’ una decisione sconsiderata – prosegue l’esponente azzurro- che cozza anzitutto con la destinazione originaria degli appartamenti a favore degli esuli italiani, violando i vincoli a loro favore consacrati dalla normativa statale e ribaditi dalla costante giurisprudenza del Consiglio di Stato e della Corte di Cassazione, e che mina alla base il “Piano d’azione per il riuso a fini turistici della Borgata di Fertilia” redatto nel 2010 dall’Amministrazione di centrodestra. E per di più dimostra il totale disinteresse della Regione verso le straordinaria carenza di alloggi a canone sociale che affligge il territorio. Ci opporremo con tutte le nostre forze ad un piano che contrasta con la storia italiana, con le aspettative di un territorio e perfino con il buonsenso”.

Nella foto Fertilia

S.I.

Tavolini: privati su tutte le furie

ALGHERO – Una valanga di commenti. Questo ha provocato il il documento di Wwf e Legambiente sulla situazione dei suoli pubblici. Un intervento non a caso. Infatti in questi giorni ha finito di svolgere il ruolo di dirigente Alberto Marrone. Resta nella pianta organica, ma come funzionario. Una scelta totalmente in capo al tecnico evidentemente non soddisfatto dalla situazione a dir poco caotica. D’altra parte a lui, visto il ruolo, è stato chiesto di rendere applicabile un regolamento che a quanto pare fa acqua da tutte le parti. Questo perchè, anche il nuovo assessore Gavino Tanchis è entrato subito in rotta con la collega, Natacha Lampis, che aveva voluto tali norme.

Fatto sta che, ad oggi, nonostante annunci, incontri, documenti e tante chiacchiere, è il regolamento è ancora in vigore. E tutto questo con la stagione turistica alle porte. Ad aggiungere carne al fuoco, come detto, anche l’intervento degli ambientalisti Spada e Deriu. “Mi farebbe piacere sapere che lavoro fanno questi signori, li inviterei ad uscire oggi, giornata di vento, nemmeno una sedia in tutta la città e loro magari belli beati al caldo a casa aspettando il giorno di paga: ma si rendono conto di quali siano davvero i problemi della città? Dov’erano in tutti questi anni nella lotta alla disoccupazione o lotta alla pulizia o al decoro, basta pontificare, troppo bello parlare a pancia”. E’ Alberto Bamonti, gestore dell’Agua de Mar, ed assessore uscente proprio della Giunta Bruno a manifestare l’insofferenza, per non dire altro, della categoria. “Decoro, orgine e regole prima di tutto? Adesso basta, più in basso di cosi non si può, giocate a fare le regole coi vostri soldi, incompetenti”, cosi invece Luca Barbagallo, titolare dell’Arca.

Sulla stessa lunghezza d’onda Antonio Piga del Chez Michel e molti altri cittadini, i quali ricordano il caos normativo e il ritardo nelle concessioni. Ci sono anche alcuni che lamentano l’impossibilità di trovare spazi pubblici dove potersi sedere e passeggiare. A questi, cosi come agli ambientalisti e le loro ramificazioni politiche, chiederemmo di commentare la notizia che vede la Sardegna fra 50anni dimezzare la propria popolazione e Alghero di conseguenza. A questo punto conviene che attendano pochi lustri e avranno spazi infiniti dove fare lunghe ed eterne camminate. Tanto sarà tutto vuoto, spento, silente, morto. Un cimitero.

Nella foto i bastioni con qualche tavolino e lo spazio per passeggiare e sedersi

S.I.

Troppi tavolini, convocare la Consulta

ALGHERO – Non c’è pace per l’amministrazione e purtroppo, di conseguenza, anche per Alghero. Tra le tante questioni aperte e ancora irrisolte, c’è quella dei suoli pubblici. Sul campo c’è rimasto politicamente anche un assessore (Lelle Salvatore). Al momento qualcuno non comprese bene la sua scelta, ma a posteriori è tutto più chiaro. Ed è cosi che anche il successore, Gavino Tanchis, sta trovando nuovi ostacoli soprattutto nei rapporti con la collega di Giunta di Natacha Lampis, oltre che delle incomprensioni col dirigente Marrone (che tra l’altro, forse perchè proprio esausto per la situazione si è dimesso in questi giorni, per ritornare ad essere funzionario). Problemi confermati anche alla stampa vista la visione molto diversa dell’attuale assessore al Demanio rispetto la delegata al Commercio che ha voluto il regolamento ancora in vigore.

Sulla scena irrompono, ancora una volta, le associazioni ambientaliste che, neanche a dirlo, supportano la “linea” più vicina all’assessore Lampis (espressione di Sinistra Civica). “In sintesi, bisogna far rispettare le regole, troppo caos, troppi tavolini e spazi occupati ad Alghero, bisogna convocare subito la Consulta”. Organismo creato dalla Lampis e dagli esercenti, cosi come dagli albergatori per la tassa di soggiorno. A commento potremmo solo dire: “benvenuti su Marte”. Ecco qui di seguito il documento integrale a firma di Carmelo Spada (WWf) e Luciano Deriu (Legambiente).

“Equilibrato utilizzo dei beni comuni per una rigenerazione della qualità e della bellezza urbana
In questi giorni si assiste ad un dibattito concitato sulla concessione del suolo pubblico che vede contrapposte le associazioni di categoria e l’amministrazione comunale, mentre il punto fermo dovrebbe essere quello di un equilibrato utilizzo dei beni comuni per una rigenerazione della qualità e della bellezza urbana. Le associazioni Wwf e Legambiente manifestano, innanzitutto, forti perplessità sul metodo adottato dall’Amministrazione Comunale in merito alla concessione del suolo pubblico, infatti è mancata la discussione nella Consulta Comunale per lo Sviluppo Economico e per il Lavoro promossa dal Sindaco e nella quale sono rappresentate tutte le categorie sociali, i comitati di quartiere, associazioni di volontariato; cioè tutti i portatori di interessi diffusi. Le associazioni Wwf e Legambiente, in merito allo specifico del suolo pubblico, osservano che nell’ultimo anno,
contrariamente a quanto contenuto nel “Piano della zona rossa” dei tavolini presentato oltre un anno fa dal Sindaco e dall’assessore alle Attività Produttive si è assistito, al contrario, alla proliferazione di tavoli nel centro storico, negli slarghi, sui marciapiedi e persino negli stalli dei parcheggi delle auto”.

“Situazioni che lasciano perplessi e che vanno in controtendenza con gli annunci fatti dall’Amministrazione Comunale che aveva manifestato la chiara volontà di rimettere ordine alla situazione caotica dell’occupazione del suolo pubblico. Le associazioni Wwf e Legambiente ritengono che sul tema del suolo pubblico si debba giungere ad un equilibrato utilizzo dei beni comuni per garantire una rigenerazione della qualità e della bellezza urbana evitando che gli spazi per la fruibilità collettiva risultino preclusi alla socialità, al gioco dei bambini, alla visione degli edifici di pregio architettonico. Le associazioni Wwf e Legambiente ritengono inoltre che si debba avviare una riflessione sulle scelte degli arredi che insistono su suolo pubblico, quali tavoli, sedie, tendaggi nella direzione di una qualità congrua alla bellezza del paesaggio urbano, evitando materiali forme e materiali (plastiche scadenti, prodotti malamente “brandizzati”) che mortificano il contesto urbano, ponendo particolare attenzione ai contesti storici della città antica. Le associazioni Wwf e Legambiente auspicano un superamento delle situazione caotica che in passato hanno raggiunto una condizione insostenibile mettendo in atto politiche virtuose con poche e chiare regole che possano consentire un’offerta e un servizio migliore in una città turistica accogliente e vivibile per gli ospiti e i residenti. Le associazioni Wwf e Legambiente chiedono al Sindaco di Alghero Mario Bruno e all’assessore alle Attività Produttive Natasha Lampis di convocare una riunione della Consulta Comunale per lo Sviluppo Economico e per il Lavoro inserendo nell’ordine del giorno il tema del suolo pubblico per consentire l’espressione di tutte le componenti sociali in essa rappresentate”.

Nella foto Luciano Deriu (Legambiente)

Mobilitiamoci per Alghero: Pili |video

ALGHERO – Diversi gli esponenti politici presenti questa mattina. Rappresentate le varie parti politiche per una volta tutte unite per sostenere le ragioni di Alghero e del suo territorio. Non basterà certamente una manifestazione come quella di oggi per cambiare radicalmente gli eventi, ma almeno c’è un piccolo segnale che gli algheresi ci sono e la città, nonostante tutto, è viva.

Video-intervento del Deputato di Unidos Mauro Pili:

Mobilitiamoci per Alghero: Daga |video

ALGHERO – Diversi gli esponenti politici presenti questa mattina. Rappresentate le varie parti politiche per una volta tutte unite per sostenere le ragioni di Alghero e del suo territorio. Non basterà certamente una manifestazione come quella di oggi per cambiare radicalmente gli eventi, ma almeno c’è un piccolo segnale che gli algheresi ci sono e la città, nonostante tutto, è viva.

Senza bandiere, tutti per Alghero

ALGHERO – C’erano gli algheresi. Senza bandierine, appartenenze, stupide e arcaiche divisioni. Tutti uniti per Alghero. Era da tempo che non si respirava un’aria festosa come quella di questa mattina. Sarà stata l’ennesima bella giornata di sole di un inverno più vicino alla primavera che avrebbe dovuto produrre orde di turisti e non tante persone, festose, ma arrabbiate per la condizione in cui si trova Alghero e in generale il suo territorio.

La scintilla della manifestazione di oggi l’ha fatta scattare la cronaca di questi giorni legata alle notizie sull’aeroporto. Inutile nascondersi dietro un dito: l’unica vera industria del territorio (visto che il porto ancora attende una seria e definitiva riqualificazione) è molto a rischio. Sono tanti i motivi alla base di questa situazione e le responsabilità, ovviamente, vanno suddivise equamente in tanti anni di scelte sbagliate fino ad oggi dove questa parte della Sardegna sembra lontano anni luce da Cagliari per non parlare dal resto d’Italia e Europa.

Per questo, andare in piazza, ritrovarsi per qualche ora insieme e lasciare i soliti ritrovi e soprattutto facebook, è probabilmente servito almeno a far capire che Alghero è ancora viva. E questo, certamente, non lo certifica (come scritto da qualcuno) il passaggio del presidente Pigliaru e dell’assessore Deiana. Giunti all’aeroporto unicamente (e tardivamente) per lo svolgimento dell’assemblea dei soci della Sogeaal e, insieme al management, per prendere decisioni utili ad evitare un tracollo dello scalo. Nonostante tutto e tutti, Alghero è viva. Certamente attraversa uno dei momenti più difficili dal dopoguerra ad oggi e per questo c’è bisogno dall’apporto di tutti (soprattutto, in questo caso si, delle persone con maggiore lungimiranza, preparazione, visione e socialità) per risollevarla dall’attuale declino e far realizzare subito progetti radicali e investimenti che portino economia e posti di lavoro, partendo proprio dalla nuova gestione dell’aeroporto che entrerà in scena dalla primavera.

Nella foto alcuni rappresentanti politici presenti alla manifestazione (assenti i rappresentanti di amministrazione e maggioranza)

S.I.

Mobilitiamoci: Psd’Az presente

ALGHERO – Il Partito Sardo d’Azione aderisce in modo convinto alla marcia di domani in difesa del diritto alla mobilità dei sardi. Mobilitiamoci è lo slogan che rappresenta bene la necessità che ci sia la presa di coscienza da parte della gente comune che i diritti fondamentali vanno difesi con un impegno diretto, senza deleghe e senza intermediazioni.

“Il diritto alla mobilità è il diritto alla libertà. La Libertà di muoversi da e per la Sardegna è la condizione essenziale perché ci sia uno sviluppo sociale ed economico senza il quale saremmo tutti condannati alla marginalizzazione e all’impoverimento della nostra terra. La libertà dei giovani di avere opportunità di crescita e di arricchimento culturale, la libertà delle nostre imprese di avere la garanzia di poter investire, crescere e creare lavoro, solo collegate alla libertà di muoversi liberamente e questo diritto non può eresse mai messo in discussione così come regolarmente invece avviene. Oggi tutto questo viene messo in discussione e posto in pericolo da scelte che privilegiano la difesa di poteri forti e di interessi che stanno lontani dalla Sardegna ed anzi ne sono nemici. Questo è il momento della mobilitazione della gente comune, dei sardi che amano la loro terra e non vogliono farsi rubare la libertà”.

Nella foto un incontro del Psd’Az

S.I.