Giovani e droga, aiutare le comunità

ALGHERO – “Se da una parte registriamo, grazie alle azioni di prevenzione e repressione da parte della forze dell’ordine, una’ondata di droga che invade la Sardegna, come ha intitolato giustamente qualche quotidiano in questi giorni, d’altra parte resta troppo esigua la cifra del bilancio dell’Ats che viene destinato alla cura delle persone con problemi di dipendenza della droga”. E’ la consigliera di Centrordestra Monica Pulina a puntare i riflettori su un tema molto delicato che, ad oggi, pare non avere la giusta attenzione vista la gravità del caso connessa nello specifico con l’abbassarsi dell’età di coloro che hanno problemi con le droghe. Perciò la necessità di sostenere maggiormente le comunità e, nello specifico di Alghero, quella Primavera.

L’argomento, oggetto di una nota stampa da parte di Monica Pulina, è stato segnalato, sempre da parte della stessa consigliera, in Consiglio Comunale. Ma dalla massima assise cittadina non è arrivata alcuna risposta dalla Giunta che tra l’altro, come spesso accade, era assente l’assessore ai Servizi Sociali Cavazzuti. Un settore che, dopo il grave problema del Centro Anziani, la povertà diffusa si trova a dover affrontare altri disagi in crescita come le tossicodipendenze.

La Pulina ricorda che “l’azienda sanitaria eroga alle comunità competenti le somme che possono ripagare la presenza giornaliera di pazienti, ma tutto il resto dei costi è in capo alle onlus che si occupano di questo dramma sociale. Problema che si è acuito negli ultimi anni visto il minor costo delle dosi di droga che possono essere acquistate dalle persone e in particolare dai giovani e giovanissimi. E’ grande la preoccupazione per coloro che ne fanno uso sono sempre più piccoli come raccontato anche dai tragici recenti eventi nazionali di Roma e Macerata e pure tanti altri. Per questo ritengo che le comunità, a partire da quella locale denominata Primavera (in cui si trovano circa 10/15 pazienti), ottengano più fondi dalla Regione, tramite Ats, per poter affrontare al meglio una problematica sempre più diffusa”.

“I costi sono tanti, a partire da quelli del personale e delle strutture che non possono essere sostenute dalle produzioni autoctone delle stesse comunità. Giusto combattere la dipendenza dal gioco, ovvero ludopatia, ma è altrettanto, se non ancora più importante, stare in trincea per dare maggiore sostegno a chi combatte la diffusione delle droga e nello specifico a chi aiuta in prima linea, ogni giorno, i pazienti con dipendenze da essa. Inoltre sarebbe opportuno un maggiore coinvolgimento dell’amministrazione comunale e nello specifico della competente commissione consiliare. Perciò sarà mia premura portare all’attenzione del prossimo Consiglio Comunale il dilagante problema della tossicodipendenza in città che purtroppo coinvolge sempre di più fasce di giovani e perfino adolescenti”.

Nella foto la consigliera comunale di Centrodestra, Monica Pulina

S.I.

“4 corsie, referendum farlocco”

ALGHERO – “Per quanto di competenza del Comune, sei favorevole alla prosecuzione della SS291 a quattro corsie?” Si al Referendum consultivo per la Sassari-Alghero. Il Consiglio comunale ha approvato nell’ultima seduta consiliare il quesito referendario proposto da Sindaco e Giunta comunale. “Per la prima volta – fanno sapere dall’amministrazione Bruno – nella storia del Comune così, i cittadini potranno essere chiamati ad esprimersi autonomamente circa la volontà forte del territorio di veder completata la strada SS291 con la realizzazione dell’importante infrastruttura in continuità al precedente tracciato. Sarà adesso la Commissione tecnica prevista dal regolamento e composta da accademici e giuristi ad esprimersi sull’ammissibilità del quesito referendario. Nel frattempo, prosegue senza sosta la mobilitazione popolare e di tutte le forze politiche, sociali e cittadine del Comune di Alghero che attestano attraverso le proprie firme la ferma richiesta inviata ai competenti settori del Governo. La consultazione popolare diventa l’unico strumento dal basso, in grado fare sentire forte e chiara la volontà del territorio, in attesa che il Sottosegretario di Stato e Segretario Generale del Cipe, On. Giancarlo Giorgetti, non rappresenti la disponibilità all’audizione inoltratagli dagli otto Sindaci della Rete Metropolitana del Nord Sardegna e rimasta fino oggi inevasa”.

Marco Tedde. “Basta con i referendum farlocchi. Lo stop imposto alla strada Sassari-Alghero dall’art. 20 del Piano Paesaggistico Regionale, perfettamente conosciuto dal sindaco di Alghero fin dal 2015, deve essere superato con strumenti politici e, soprattutto, tecnico giuridici.” Il consigliere regionale di Forza Italia Marco Tedde ha oggi scritto a Pigliaru proponendo una lettura e un metro interpretativo del PPR e del Codice Urbani giuridicamente sostenibili e politicamente utilizzabili al fine di eliminare gli ostacoli per la realizzazione della 4 corsie. “Abbiamo proposto a Pigliaru una soluzione tecnica che prende le mosse dal Codice Urbani, che assoggetta a copianificazione Stato Regione alcune porzioni del PPR ma lascia libera la Regione di pianificare in riferimento ad altre materie. Soluzione supportata dalla giurisprudenza autorevole del TAR Sardegna.” Secondo Tedde, che ha elaborato la proposta assieme al docente universitario di legislazione dei beni culturali Prof. Mario Tocci, dal disposto della lettera h del comma primo dell’art. 143 del Codice dei Beni Culturali – che non rientra normativamente nella copianificazione necessaria di cui all’art. 135- emerge che la Regione ha facoltà di individuare unilateralmente le misure necessarie per il corretto inserimento, nel contesto paesaggistico, degli interventi di trasformazione del territorio, al fine di realizzare uno sviluppo sostenibile delle aree interessate. “Da tale assunto -precisa l’ex sindaco di Alghero- deriva il potere per la Regione Sardegna di adottare una norma o un provvedimento di interpretazione autentica dell’art. 20 del PPR, che evidenzi che la strada Sassari – Alghero costituisce una infrastruttura determinante per realizzare lo sviluppo sostenibile del territorio ai sensi del citato art. 143, lett. h, del Codice dei beni culturali. Ciò farebbe probabilmente venir meno la necessità del parere della commissione interministeriale VIA, ma certamente, ove si optasse per l’espressione del parere, questo sarebbe certamente favorevole rispetto alla realizzazione della strada a 4 corsie perché disancorato dagli angusti vincoli dell’art. 20 del PPR. Ora attendiamo che Pigliaru sottoponga ai competenti uffici regionali tale impostazione di metodo e di contenuti normativi, al fine di giungere finalmente ad un esito positivo della complessa vicenda che se non affrontata con i corretti strumenti giuridici e politici rischia di vanificare le trentennali attese del territorio. Siamo anche disponibili a confrontarci sul punto con i tecnici del Ministero dell’Ambiente a Roma. Auspichiamo che nel frattempo il sindaco di Alghero smetta di proporre improbabili e sterili proposte referendarie utili solo ad avere qualche titolo sulla stampa –chiude Tedde-.”

Nella foto il presidio per la 4 corsie

S.I.

Treno fantasma, incontro del Cds

ALGHERO – Domani nuova iniziativa del Centrodestra. Questa volta sull’ennesimo e grave schiaffo riguardante i trasporti locali. “Il treno fantasma” non è il titolo di un film ma l’amara realtà che stanno vivendo i cittadini algheresi da quando è stato sospeso il treno Alghero Sassari. “Anche questo è opera della disastrosa politica targata Partito Democratico colpevoli il presidente Pigliaru e la sua giunta ma anche il nostro carissimo sindaco Bruno che non ha protestato coi suoi compagni di Leopolda. Per questo domani 4 dicembre alle ore 10.00 il Centrodestra civico e sardista manifesterà alla stazione e incontrerà i giornalisti per non far calare l’attenzione su questo argomento”.

Nella foto la stazione dei treni ad Alghero dove non parte e non arriva più nessun treno

S.I.

“Torcicollo e incapacità, mix letale”

ALGHERO – “Vivere e ancora di più amministrare col torcicollo è imperdonabile oltre che dannoso. E non poco, visti i risultati, ad esempio, dell’amministrazione Bruno”. Cosi Forza Italia-Alghero, gruppo consiliare e direttivo, che commentano le ultime notizie e dichiarazioni, in particolare quelle del sindaco e assessore Esposito, sul tema della posidonia. “Ma nonostante gli sia stato ricordato più volte e in più occasioni, ancora una volta, giusto per tentare di mettere un pezza ad una barca che sta affondando, il Sindaco e la sua vice, sul problema della posidonia, ritornano al 2007. 11 anni addietro ovvero un’eternità. Sono trascorsi due commissari e sopratutto due amministrazioni, entrambe di Centrosinistra, a guida Partito Democratico e Bruno, ma questi continuano a cercare presunti colpevoli nel passato remoto. Come se l’allora Sindaco Tedde e assessori della sua Giunta, nonostante i problemi affrontati, si mettessero a cercare responsabili negli anni ‘80″.

“E’ da irresponsabili non considerare che il problema della posidonia e più in generale quello della pulizia delle spiagge sia connesso all’aumento degli ultimi anni del materiale presente sul litorale. Perciò le scelte attese, ovvero liberare l’intero litorale dalle posidonia stoccata, andavano fatte per tempo e non ora e se il problema s’è presentato negli ultimi due anni significa che i meriti per assenza del problema dal 2007 al 2017 sono ascrivibili alla Giunta Tedde. Inutile, annunciare in concomitanza con l’avvio della raccolta firme dei balneari e cittadini, la liberazione del litorale tramite stanziamento di 400.000 euro. Il Sindaco dai mille volti e dalle promesse mancate ancora una volta si contraddice. Infatti, solo quattro giorni fa, in Consiglio Comunale, ha detto che questa operazione di smaltimento non poteva essere svolta per i costi esosi (1milione di euro) e perché “non era in linea con la tutela ambientale dei litorali”.

“Bruno si fa forte della mancanza delle registrazioni video dei Consigli, ma restano i verbali dove è impressa la sua labile parola con cui non dava alcuna garanzia e certezza su tale intervento. Una volta scatenatisi la protesta popolare e la raccolta firme, ecco che il pifferaio magico insegue gli avvenimenti facendo ulteriori annunci e tutto questo quando manca sempre meno tempo, oramai pochissimo, alla fine del suo mandato. Bruno e i suoi abbiano l’accortezza di smetterla di guardare al passato, di prendersi le proprie colpe (e non scaricarle agli uffici, come loro solito) e di ammettere il proprio fallimento e soprattutto mettersi a lavorare affinché la prossima amministrazione possa ridare alle spiagge di Alghero, in particolare quelle da San Giovanni a Maria Pia, il volto bianco, cristallino e noto che meritano e che gli stessi attuali amministratori vantano quando devono parlare della loro città”.

“Infine registriamo l’uscita a vanvera del consigliere Cacciotto che ha perso ogni timore di esporsi al ridicolo e e anch’egli oggi cerca di scaricare su amministrazioni di 11 anni fa responsabilità che pro quota dovrebbe accollarsi assieme al sindaco Bruno, posto che per circa 7 anni ha svolto ruoli amministrativi di primo livello nella gestione del fenomeno posidonia, con risultati disastrosi”.

Nella foto un recente incontro di Forza Italia-Alghero

S.I.

Bruno-Esposito su posidonia |video

ALGHERO – E ieri, mentre si apriva la raccolta firme organizzata dai balneari e da diversi cittadini attivi, l’amministrazione Bruno, quasi in concomitanza ha organizzato una conferenza stampa sempre sul tema della spiaggia cittadina di Alghero e in particolare del problema della posidonia e seguenti lavori per eliminarla. Questa mattina l’Amministrazione ha inviato una nota con video di ieri che riassume la conferenza stampa. “Nel 2007 la Giunta Tedde decide di posizionare sul sito di stoccaggio di San Giovanni la posidonia, noi la toglieremo. Non c’è soltanto un percorso avviato, ma un’azione concreta, finanziata con 400mila euro. Potrà dare fastidio a qualcuno, ma è quello che faremo: rimuovere la posidonia che qualcun altro ha messo”. L’ha detto il sindaco di Alghero, Mario Bruno, in apertura di conferenza stampa domenica mattina negli uffici di Porta Terra, alla presenza di tutto l’ufficio Ambiente del Comune, l’assessore Raniero Selva, il dirigente di settore Luca Canessa, i responsabili Massimo Canu e Paola Madau.

“E’ stata l’occasione per presentare tutte le attività in corso e rinnovare la totale solidarietà alle legittime richieste dei balneari. In questa direzione si muovono le iniziative in atto per chiedere alla Regione e al Governo la modifica della normativa per la gestione della posidonia spiaggiata durante l’estate. Confermata anche la gara triennale per la pulizia degli arenili entro il mese di aprile e l’impegno per l’acquisto di mezzi pulisci-spiaggia (per la prima volta)”.

“Attenti a dare messaggi profondamente sbagliati e fuorvianti all’esterno – ha sottolineato l’assessore al Turismo, Gabriella Esposito – perché il litorale di Alghero gode di ottima salute, quella in atto è un’emergenza che sarà definitivamente risolta grazie al rinnovato impegno, un’emergenza sempre sottovalutata e mai affrontata dalle passate amministrazioni con la dovuta serietà”.

Nella foto e video la conferenza stampa di ieri

S.I.

Spiagge pulite, già un mare di firme

ALGHERO – Una grande giornata di democrazia, quella di ieri ad Alghero. Centinaia e centinaia di persone, di ogni estrazione e pure colore politico, si sono recate a firmare per la difesa delle spiagge. “Oro bianco” della Riviera del Corallo che è sotto attacco, come prima evidenziato, poi urlato dagli stessi balneari. Settimane di lotta in difesa del lavoro e dunque dell’economia di questo territorio che non può che essere connessa anche all’utilizzo degli arenili ovviamente sempre nel totale rispetto dell’ambiente e della natura.

Ma, è evidente, e per questo sono scaturite diverse denunce, che i lavori di movimentazione della posidonia e dunque sistemazione del sito di San Giovanni, appaiono pensati e realizzati in maniera poco attinente con quelle che sono le necessità della categoria e in generale di cittadini e turisti. In sintesi, è evidente, anche se qualcuno cerca ancora di nasconderla la realtà, che nei vari cumuli sparsi lungo l’arenile ci sia anche della sporcizia, plastica su tutto. Che derivi dalle mareggiate o dagli accumuli negli anni di alghe, poco conta. Sta di fatto che la spiaggia cittadina pare a serio rischio ambientale. E non solo per questo motivo anche perchè tali accumuli impediscono un normale accesso del mare sulla battigia e in questo modo cessa il rilascio preziosissimo di granelli di sabbia sulla costa.

Insomma il tema è vasto e non di facile soluzione. Tanto è vero che è anche esagerato puntare il dito unicamente contro l’assessore di turno che, d’altra parte, però, avrebbe potuto presenziare in loco e comunque fare un intervento nell’ultimo Consiglio Comunale un poco meno supponente e più comprensivo. Però, è giusto ribadire, che le responsabilità non sono e non possono essere tutte in capo al delegato all’ambiente della Giunta Bruno, Raniero Selva. Il problema, cosi come le eventuale responsabilità, è molto più vasto.

Dietro il fatto di non smaltire tutto questo ammasso di terriccio, alghe putrefatte, sporcizia e altro materiale in discarica, come detto in Consiglio dall’amministrazione Bruno, ci sono alcuni impedimenti che, però, sono legati a doppio filo ad una scelta chiaramente politico: i costi e la tutela ambientale. Entrambi passaggi superabili da una scelta contraria a quella di lasciare in loco questo materiale o ancora peggio di spargerlo sulla restante spiaggia. E’ arrivato il momento, purtroppo tramite anche diverse denunce e interventi di organismi terzi, che quell’area venga totalmente ripulita e sgomberata dal materiale presente al netto, ovviamente, della preziosa sabbia.

Per il resto, rimaste una giornata, quella di ieri, di festa e democrazia che, come detto dai balneari, si protrarrà anche nei prossimi giorni con una raccolta di firme che ha già raggiunto cifre considerevoli e sarà anche predisposta in varie attività e luoghi di Alghero e pure Sassari. “La battaglia non si ferma – fanno sapere i balneari e cittadini – Alghero merita di avere già dalla prossima stagione una spiaggia cittadina, con anche tanti servizi moderni, pulita e disponibile per tutti, algheresi, turisti, famiglie e chiunque, del resto, non si è mai visto nessuno, neppure i talebani dell’ambiente, prendere il sole o farsi il bagno da sopra montagne di alghe e buric”.

Nella foto la raccolta firme di ieri nella zona di San Giovanni

S.I.

Hotel San Marco, vendita annullata

ALGHERO – “La fretta dell’’Agenzia delle Entrate è singolare ed equivoca.” Sono gli amministratori della società che gestisce lo storico Hotel San Marco di Alghero a commentare la notizia della vendita all’asta fissata per il prossimo febbraio dell’albergo che ha fatto la storia del turismo nell’isola. Secondo i titolari dell’azienda ricettiva l’Agenzia delle Entrate non ha atteso l’esito delle serrate trattative in corso con la Regione fin dal mese di maggio, che si sono concluse in modo positivo e hanno portato alla sospensione della procedura esecutiva.

“Per noi è stata una doccia fredda. Un tiro mancino subito mentre eravamo intenti a transare la vertenza con la Regione, che si è chiusa con una positiva conciliazione anche grazie all’impegno dell’On. Marco Tedde che ha seguito passo passo la vicenda presso l’assessorato competente –precisano gli amministratori-.” L’Hotel San Marco di Alghero è uno dei 28 hotels sardi coinvolti nel procedimento d’infrazione aperto dall’Unione europea per aiuti concessi in virtù di un intervento regolato dalla legge regionale 9/98 e poi considerato illegittimo.

“È incredibile – dichiarano i titolari dell’hotel- che per un errore dell’ente regionale sardo alcune importanti imprese rischino di fallire non a causa della cattiva gestione o per scelte imprenditoriali sbagliate, ma solo per un svista della Regione che nell’emanare le direttive di attuazione del bando ha espressamente previsto che potessero accedere ai benefici anche chi aveva già iniziato i lavori o sostenuto spese prima della pubblicazione. Una vicenda “kafkiana”, che ha leso l’immagine aziendale e ha disorientato fornitori e clienti, che ci vede comunque impegnati a difendere le buone ragioni dell’Hotel San Marco davanti alla sedi giudiziarie competenti –chiudono i noti albergatori-.”

Nella foto l’Hotel San Marco

S.I.

Assostampa, Tabasso presidente

ALGHERO – Eletti i vertici del Sindacato dei giornalisti. Gli iscritti all’Associazione della Stampa Sarda hanno eletto, per la prima volta con voto elettronico, i vertici del sindacato dei giornalisti isolani e la delegazione al XXVIII congresso della Fnsi, che si terrà a Levico Terme dal 12 al 14 febbraio. Dove sarà candidata anche la giornalista Daniela Scano.

Per quanto riguarda la Sardegna alla presidenza è stato confermato Celestino Tabasso, vicepresidenti sono Simonetta Selloni e Luca Gentile. Il Direttivo sarà composto inoltre dai consiglieri Giuseppe Meloni, Mario Mossa, Tiziana Simula, Antonella Loi, Alessandro Zorco, Fausto Spano, Paola Cireddu, Cinzia Isola, Saimen Piroddi. “Grazie. La volontà e il coraggio non ci mancano. Porterò avanti il lavoro avviato nel precedente mandato insieme a tutta la squadra. Sarà un grande lavoro e cercheremo di affrontare i problemi e le difficoltà di tutti”, cosi commenta la sua elezione Fausto Spano.

Al presidente, i vice e tutti il direttivo vanno gli auguri di buon lavoro da parte del direttore e redazione di Algheronews Stefano Idili.

Nella foto Celestino Tabasso

Alghe, Riformatori: ecco tutta la verità

ALGHERO – “Ancora una volta il sindaco, ancora per poco, Bruno, dopo aver generato con scelte politiche problemi che minano la stabilità economica e sociale della nostra comunità, cerca di vestire i panni del Super Eroe con finte ricerche di soluzioni ed inutili viaggi a Cagliari”. Cosi i Riformatori Sardi sulla questione degli interventi nelle spiagge da parte dell’amministrazione e in particolare della movimentazione e pulizia degli arenili dalla posidonia.

“Spieghiamo subito il perché: Con Delibera n° 40/13 del 6.7.2016 la giunta Pigliaru ha sfornato gli indirizzi operativi per la gestione dei depositi di posidonia spiaggiata sulle coste, lo ha fatto “fornendo agli Enti locali flessibili soluzioni da adattare alla specificità dei luoghi e delle situazioni sociali ed economiche”, la stessa flessibilità che oggi Bruno evoca a gran voce fingendo di non conoscere le diverse soluzioni prospettate dalla stessa delibera (per non riconoscere l’errore delle sue scelte) e cercando di farci credere che in Regione non conoscano il caso “Alghero”. La delibera in questione prevede infatti che le modalità di gestione possano essere tre: mantenimento in loco dei Banchi di Posidonia; spostamento degli accumuli e riposizionamento degli stessi nel periodo invernale; rimozione permanente e smaltimento”.

“Le tre soluzioni prospettate mostrano inequivocabilmente la sciatteria con cui l’amministrazione Regionale, non volendosi assumere alcun tipo di responsabilità, prospetta tre soluzioni in totale antitesi tra loro demandando agli Enti Locali la scelta. Infatti pur riconoscendo l’importanza della presenza della posidonia spiaggiata quale elemento che “evita l’instaurarsi di processi erosivi delle linee di spiaggia” e suggerendo quale miglior strategia quella di mantenere in loco i banchi di posidonia, prevede anche la totale rimozione e smaltimento (vanificando l’importanza di quanto precedentemente affermato) nonché lo spostamento e l’eventuale riposizionamento senza porre quindi alcun obbligo come vuole farci credere il sindaco”.

“Detto questo, come Riformatori, pur comprendendo i doveri a cui è sottoposto il Sindaco nei confronti delle anime rosse ambientaliste, riteniamo che certe scelte “talebane“ mal si addicano alla realtà locale dove l’applicazione delle norme già esistenti unite ad una buna dose di buon senso sarebbero sufficienti alla risoluzione del problema senza che si vada a contrastare con le esigenze scaturite dalla protesta dei balneari. A tal fine, come da me già prospettato con Ordine del Giorno votato all’unanimità dal Consiglio Comunale nell’anno 2013, ribadiamo la necessità (nei fatti e non a parole) di andare verso l’utilizzo di una macchina vagliatrice, strumento che consente il recupero della sabbia dalle alghe, per poi, dopo il lavaggio, indirizzare il tutto verso la discarica o verso un impianto di compostaggio o, ancora, verso ditte specializzate e accreditate dalla Regione Sardegna che possano riciclare il prodotto. Questa Opzione, assolutamente consentita dalle norme sarebbe ottimali se, naturalmente, per evitare il fenomeno dell’erosione, solo la quantità di posidonia spiaggiata nell’anno andrà stoccata per poi essere riposizionata sulle spiagge in caso non ve ne sia già massiccia presenza”.

Nella foto l’area di San Giovanni con gli ammassi di alghe putrescenti che andrebbero totalmente eliminate

S.I,

San Giovanni, discarica da eliminare

ALGHERO – “Ancora una volta questa amministrazione si rivela incapace di gestire l’ordinario, a tal punto da mutarlo puntualmente, sotto la propria disastrosa guida, in emergenza. E’ il caso della Posidonia spaggiata, quella risorsa trasformatasi in serio problema per la superficialità ed il pressapochismo con la quale è stata trattata da Bruno e sodali, e oggi interessata dalle operazioni di riposizionamento presso l’arenile”. Cosi il direttivo e gruppo consiliare di Forza Italia-Alghero riguardo i lavori dell’ultima seduta della massima assise cittadina sul tema della discarica di alghe divenute rifiuti a San Giovanni e in particolare dell’aggressione verbale subìta dalla consigliera Monica Pulina per cui sarebbe stato opportuno l’intervento, ad esempio, della Rete delle Donne.

“Tonnellate di vegetale marcescente e putrescente, verosimilmente contaminate dalle acque del “canalone” di San Giovanni, frammiste a deiezioni animali, rifiuti e quantità industriali di microplastiche costituenti una seria minaccia per gli esseri viventi marini, i quali tendono a nutrirsene scambiandole per fonti di cibo, vengono distese, trasportate da mezzi pesanti, sulle nostre spiagge; le stesse che, fra soli 4 mesi, saranno interessate dalle operazioni di ripulitura per accogliere i visitatori che ancora vorranno scegliere la nostra città per soggiornarvi (sic!). A farne le spese oltre a turisti e cittadini, i gestori degli stabilimenti balneari, veri custodi e cultori del nostro “oro bianco” destinati a subire ordinanze scriteriate e scelte irragionavoli promosse da questa amministrazione. Almeno fino ad oggi”.

“Intanto, una maggioranza ormai alla deriva, scompostamente, cerca di accampare scuse e inutili viaggi verso Cagliari quasi volesse mostrarsi inconsapevole delle proprie manchevolezze e della risaputa sua proverbiale mancanza di programmazione. Si contorce colpendo improvvidamente chi ha avuto la sciagura di aggiudicarsi l’appalto, fermandone i mezzi e sanzionandoli ma dimenticandosi di come l’onere della gestione del cantiere fosse proprio in capo all’amministrazione ed ai suoi RUP interni. Ci domandiamo, pertanto, per quale motivo non abbiano vigilato fin dal principio sulle norme che regolano la sicurezza e se altre lacune procedurali possano aver concorso a caratterizzare questo cantiere trasformandolo in un pericoloso errore”.

“La scompostezza di questi signori, tuttavia, oltrepassa i confini dell’arenile fino a giungere alle aule della massima assise comunale, il Consiglio, dove una maggioranza ai minimi termini e la sua Giunta, non paga di offendere l’intelligenza degli imprenditori seduti tra il pubblico, rivolge i propri improperi verso la consigliera di minoranza Monica Pulina, orgogliosamente rea, come buona parte dell’opposizione di centrodestra, di denunciare la fallimentare gestione dell’arenile.

“I banchi di governo ancora una volta ci hanno reso, nostro malgrado, spettatori di uno spettacolo indegno nel quale si è tentato di sopperire all’incapacità amministrativa con l’insulto da rivolgere scientemente verso chi si ritiene (erroneamente) più indifeso. Esprimiamo, pertanto, non solo rammarico per l’accaduto, ma, stringendoci attorno alla donna, all’amica e alla consigliera, condanniamo l’accaduto e pretendiamo una ferma posizione di censura da parte del presidente del Consiglio, se ancora fosse garante dell’assemblea cittadina e le immediate scuse di chi, evidentemente, parrebbe aver abdicato al proprio ruolo di rappresentante delle istituzioni”.

Nella foto l’area di San Giovanni diventata una discarica di alghe putrescenti e sporcizia

S.I.