ALGHERO – «Siamo profondamente meravigliati dalle dichiarazioni dei capigruppo di maggioranza sul Parco di Porto Conte. Il loro tentativo di mettere sullo stesso piano la proposta di legge del 2014 e la bozza di riforma oggi in discussione rivela, quantomeno, una scarsa conoscenza dei contenuti della proposta che citano. Basterebbe leggerla per accorgersi che si tratta di due impostazioni profondamente diverse».
Lo dichiarano i capigruppo del centrodestra algherese Marco Tedde per Forza Italia, Raffaele Salvatore per UDC–Patto per Alghero, Michele Pais per Lega, Alessandro Cocco per Fratelli d’Italia, Massimiliano Fadda per Prima Alghero e Giovanna Caria per Riformatori Sardi.
«La proposta del 2014 era un’iniziativa di un gruppo di opposizione in Consiglio regionale e non è mai approdata all’esame della commissione competente né del Consiglio regionale. Non è stata quindi avviata alcuna istruttoria che potesse condurre alle audizioni e al confronto con i portatori di interesse. La comunità algherese non fu coinvolta semplicemente perché quella proposta non ebbe seguito nell’iter legislativo. È dunque singolare che oggi la maggioranza utilizzi proprio quel precedente per impartire lezioni di partecipazione».
«Ma il punto decisivo è un altro: la proposta del 2014 manteneva la governance del Parco in capo al Comune di Alghero. Prevedeva una semplificazione amministrativa senza alcun trasferimento di competenze fuori dal territorio algherese, senza attribuire quote di governo del Parco alla Regione, alla Città metropolitana o a FoReSTAS. Prevedeva inoltre uno stanziamento annuale adeguato per sostenere la tutela, la valorizzazione e la promozione del Parco».
«La differenza con la bozza oggi contestata è sostanziale. La disposizione che ci è stata sottoposta attribuisce il 10% dei voti alla Regione, il 5% alla Provincia o Città metropolitana e il 5% a FoReSTAS, quando ricorrono le condizioni previste. E stabilisce che, nel caso di un parco ricadente interamente nel territorio di un solo Comune, a quest’ultimo spetti il 45% dei voti. Se confermata e applicata a Porto Conte, questa impostazione ridurrebbe sensibilmente il peso decisionale di Alghero, introducendo altri soggetti nella governance di un Parco che insiste interamente sul territorio comunale».
«La maggioranza dovrebbe spiegare questa differenza, invece di rifugiarsi in un confronto improprio con il 2014. Riformare gli organi del parco è cosa ben diversa dal sottratte il potere decisionale alla città per regalarlo a soggetti istituzionali lontani e avulsi dal territorio. Sono scelte differenti, con conseguenze differenti».
«Prima di accusare l’opposizione di contraddizione, sarebbe stato opportuno leggere la relazione e gli articoli della proposta che si cita. E, soprattutto, sarebbe stato necessario esaminare la bozza attuale nella sua interezza, verificando quali competenze restino al Consiglio comunale e quali vengano attribuite agli altri enti. La dichiarazione secondo cui la leadership di Alghero sarebbe intatta non può sostituire l’analisi delle norme».
«Noi non siamo contrari a priori a una riforma del Parco. Siamo contrari a qualsiasi modifica che indebolisca il ruolo di Alghero senza un confronto preventivo, trasparente e pubblico. Chiediamo che il testo integrale venga reso disponibile e discusso con il Consiglio comunale, le borgate, gli operatori e la comunità. La maggioranza smetta di polemizzare su una proposta di dodici anni fa e chiarisca, invece, che cosa intenda sostenere oggi».
«Il Parco di Porto Conte è un patrimonio ambientale, economico e identitario di Alghero. La sua riforma non può essere affrontata con superficialità né sulla base di rassicurazioni generiche. Servono atti, norme chiare e un confronto vero. È questo che la città si aspetta dai suoi rappresentanti»