Riaprono gli hotel col Marchio del Parco: sinergia e promozione

ALGHERO – Ripartono anche gli hotel col marchio del Parco naturale regionale di Porto Conte. Punta Negra, Hotel Dei Pini, Corte Rosada, El Faro. Queste le strutture ricettive certificate per la loro qualità e per l’utilizzo di produzioni del territorio facente capo a Casa Gioiosa. Qui gli ospiti possono gustare e godere dei prodotti dell’area di riserva terrestre con una ricaduta positiva anche per le aziende locali e per l’immagine delle strutture stesse e di Alghero. Un rapporto prolifico che vede anche gli hotel promuovere il Parco anche su importanti riviste. “Prenota le tue vacanze nel cuore naturale di Porto Conte” è il pay-off della pagina pubblicata sul settimanale “F” di moda, natura e benessere di Cairo Editore per l’Hotel Corte Rosada. Prima struttura “only adults” di Alghero la struttura in sinergia con il Parco-AMP promuove l’area protetta e la “racconta” ai propri ospiti anche con la predisposizione di una cartellonistica allestita nei suoi ampi spazi verdi.

Sinergia anche con l’Hotel El Faro; la prestigiosa e storica struttura ricettiva che si affaccia davanti all’ingresso della Baia delle Ninfe, entrata recentemente a far parte delle imprese concessionarie del marchio di qualità ambientale, ha stretto una fattiva collaborazione con il M.A.S.E. ospitato nella Torre Nuova e dedicato al noto scrittore-aviatore Antoine de Sant’Exupery, per offrire un’esperienza culturale unica nel suo genere. L’Hotel Punta Negra, la prima struttura ricettiva ad ottenere la certificazione con il marchio del Parco, promuove costantemente il territorio produttivo con l’organizzazione di eventi “a tema” che coinvolgono gli ospiti in esperienze sensoriali singolari e preziose. Anche l’Hotel Pini fa ampio uso dei prodotti del Parco e nello specifico miele, vini e olio, inoltre tramite il suo sito internet e a documentazione diffusa diffonde il Marchio di qualità. “La ripresa del nostro Territorio e in particolare dell’Azienda Speciale del Parco naturale regionale di Porto Conte passa anche attraverso l’interazione tra l’Ente e le imprese che ad esso fanno capo e con cui ci saranno sempre più interazioni e progetti per valorizzarne le loro produzioni e attività”, commentano dall’Ente Parco

Ottima qualità della sabbia della Pelosa

STINTINO – È ottima la qualità della sabbia della Pelosa e del mare antistante la spiaggia gioiello del Nord Sardegna. La situazione è nettamente migliorata, rispetto agli anni precedenti, da quando sono presenti le regole comunali sull’utilizzo delle stuoie e il numero contingentato degli ingressi. Lo dice un recente studio del Dipartimento di Scienze biomediche dell’Università di Sassari che ha condotto un’approfondita analisi sull’arenile stintinese. Nel 2020 un’equipe del Dipartimento, composta dagli studiosi Massimo Deligios e Manuela Murgia e coordinata dai professori Vittorio Mazzarello e Salvatore Rubino in collaborazione con la ricercatrice Maura Fiamma, ha condotto il biomonitoraggio della spiaggia della Pelosa. L’equipe, attraverso una metodica con sequenziamento di nuova generazione, ha prelevato diversi campioni di sabbia nella riva, nel centro e nella duna, durante le diverse stagioni. I campioni sono stati analizzati nei laboratori di Microbiologia del Dipartimento di Scienze biomediche, permettendo di identificare le popolazioni microbiche fungine e batteriche e di valutare lo stato di salute della sabbia e la sua l’origine, con particolare attenzione alla possibile influenza dell’altissimo numero di bagnanti durante il periodo estivo. I dati sono stati inoltre confrontati con analisi effettuate negli anni precedenti, sempre dallo stesso gruppo di ricerca, per evidenziare gli effetti delle normative comunali che hanno imposto l’ingresso dei bagnanti a numero chiuso e l’uso di stuoie.

«Lo studio ci conforta e – afferma il sindaco di Stintino Antonio Diana – conferma le scelte che questa amministrazione ha preso nel tempo. Se da una parte, infatti, le azioni che stiamo portando avanti consentono di preservare la spiaggia, dall’altra determinano una maggior qualità dell’arenile e quindi una maggior sicurezza per i bagnanti stessi». I dati in possesso del Dipartimento, che partono da 2016, sono stati divisi in 2 gruppi: gruppo pre-norme comunali (2016-2018) e gruppo post-norme comunali (2019-2020). «I dati ottenuti – affermano gli studiosi – mostrano l’assenza di coliformi fecali in tutti gli anni studiati. Questo conferma l’assenza di un inquinamento costiero antropico e che i sistemi di depurazione sono nella norma». Diversa, invece, la questione relativa ai funghi: «Nel periodo estivo pre-norme comunali – proseguono –abbiamo riscontrato un’alta percentuale del genere Candida (22%) e la presenza anche di altri generi come Malassezia, Saccharomyces, Rhodotorula e Aspergillus nella sabbia asciutta dell’arenile della Pelosa. Tutti questi sono microrganismi presenti nel microbiota cutaneo, soprattutto dei piedi. A partire dal 2019, sempre nel centro spiaggia, abbiamo osservato una netta riduzione del genere Candida, 0,5%, e di tutti gli altri funghi di origine umana».

«Il lavoro dell’amministrazione va avanti – aggiunge il vicesindaco Angelo Schiaffino – e deve proseguire lungo il solco che è stato tracciato: recuperare le aree a monte della spiaggia, con l’eliminazione della strada asfaltata. Anche così sarà possibile dare respiro e rivitalizzare la spiaggia». La ricerca, infine mette in risalto il fatto che l’arenile nel periodo estivo è sottoposto ad uno stress antropico intenso che può influenzare negativamente la qualità della sabbia. L’alto grado di contatto umano e produzione di immondizia è, probabilmente, uno dei fattori che maggiormente contribuiscono ai più alti valori di contaminazione della sabbia che può costituire un fattore di rischio per la salute pubblica. Infatti, l’ingestione accidentale e il contatto diretto con acque e sabbie contaminate può determinare l’insorgenza di gastroenteriti, dermatiti ed altre infezioni, soprattutto nelle categorie considerate a rischio quali bambini, anziani, donne in gravidanza e soggetti immunocompromessi. Gli studiosi sono dell’opinione che eventuali ulteriori campionamenti potranno confermare la tendenza di queste specie in futuro.

Ichnusa promuova le bellezze della Sardegna

CAGLIARI – Sei giornate per riscoprire tre luoghi del cuore della Sardegna e senza tempo, tre murales in loco (o quasi) che nasceranno dall’incontro tra giovani artisti sardi e esperti del territorio – per celebrare le bellezze nascoste e sorprendenti dell’Isola… e bottiglie di birra in edizione limitata con un’etichetta che invoglia a visitarle e (ri)scoprirle. Ecco gli ingredienti di “Il Nostro Orgoglio”, l’iniziativa che Ichnusa, la birra di Sardegna da sempre impegnata per valorizzare e tutelare la sua Isola, ha messo a punto per l’estate 2021, con esperienze uniche e autentiche che possono fare da volano per la ripresa di territori e comunità locali.

Nello sviluppare l’iniziativa, Ichnusa ha scelto tre luoghi “simbolo” dell’Isola, tra circa 400 “Luoghi del cuore” identificati da 100 giovani sardi. Da questa ricerca sono stati selezionati tre posti evocativi, tra foreste primitive, mare cristallino e rocce che si inerpicano fino al cielo. Si tratta del Canyon di Gorropu, il più grande ok e selvaggio d’Italia, una gola scolpita dal vento e dal Rio Flumineddu in 200 milioni di anni a 46Km da Nuoro, in cui è possibile trovare specie animali e vegetali autoctone, ma anche microclimi diversi e opposti; Capo Pecora, gioiello della Costa Verde e dell’iglesiente, una striscia di granito rosa che si allontana dalla costa per raggiungere il mare cristallino e una vegetazione selvaggia; e il Parco di Porto Conte, che seduce con il suo mare ma conquista con piccoli e grandi tesori nascosti nell’entroterra, tra le sue pianure sorrette da falesie altissime e imponenti.

Tutto parte da un sentimento che accomuna Ichnusa e i sardi: il rispetto e l’orgoglio per la loro terra, ricca di contrasti, di luoghi unici e diversi, creati dalla natura in un equilibrio che toglie il fiato. Un sentire che in Sardegna attraversa le generazioni: secondo una ricerca sviluppata da Ichnusa, per il 40% dei giovani sardi tra i 18-44 anni le questioni locali hanno un’importanza maggiore di quelle nazionali e 1 giovane sardo su 4 (il 27%) si dichiara impegnato attivamente su questioni e problemi della sua comunità. Non solo: 8 giovani sardi su 10 (contro 7 su 10 dei coetanei del resto del Paese) esprimono il loro amore verso il territorio anche acquistando prodotti locali.

L’INIZIATIVA: APRIRE LE PORTE ALLE BELLEZZE NASCOSTE DELL’ISOLA

“Il Nostro Orgoglio” nasce proprio da questo sentimento, con l’obiettivo di far conoscere più in profondità la Sardegna e farla amare, se possibile, ancora di più.

Il Nostro Orgoglio rappresenta l’ideale prosecuzione di un percorso di valorizzazione e tutela del territorio della nostra Sardegna che, nel 2018, ha coinvolto prima i dipendenti del birrificio, poi le comunità locali, nella pulizia di diverse aree e spiagge dell’isola – ha dichiarato Leo Gasparri, Responsabile Comunicazione di Ichnusa. “Con questa iniziativa vogliamo far conoscere la Sardegna, autentica, valorizzando i luoghi più nascosti e incontaminati che l’Isola può offrire. Sono tesori che vanno tutelati e a cui diamo visibilità con lo stesso rispetto che chiediamo a chi verrà a visitarli”.

3 TAPPE, 6 GIORNATE ALLA RISCOPERTA DEL TERRITORIO

Le esperienze alla riscoperta del territorio dureranno in media 4-5 ore e prevedono trekking di difficoltà variabile e, per alcune escursioni, la possibilità di effettuare parte del percorso a cavallo o in e-bike. Si parte con il Canyon di Gorrupu (12/13 giugno), per proseguire con Capo Pecora (26/27 giugno) e infine con il Parco di Porto Conte (10/11 luglio). In ogni tappa, i partecipanti saranno accompagnati da guide ed esperti del posto – orgogliosi sardi che porteranno valore aggiunto grazie alle loro storie personali e alla profonda conoscenza del territorio. Il modulo per le prenotazioni è online su www.birraichnusa.it, le iscrizioni sono aperte fino a esaurimento posti.

 

I MURALES, UN ‘MARCHIO’ SUL TERRITORIO NELLA SCIA DI UNA TRADIZIONE SARDA

Con Il Nostro Orgoglio, la natura incontra un’arte che in Sardegna è tradizione da almeno 50 anni. Al termine di ciascuna esperienza, un giovane artista sardo realizzerà un murale in una località vicina ai tre luoghi del cuore per celebrare la natura sarda e stimolare anche chi non ha partecipato all’iniziativa di Ichnusa a esplorare un territorio ricco di bellezze nascoste. Gli artisti rappresentano le nuove leve della scuola muralistica sarda e sono parte del progetto “100 muri, 100 murales”, promosso dall’Associazione locale Farmacia Politica. I muralisti selezionati, che per realizzare le opere dialogheranno con gli esperti locali, sono Silvia Maxia, graphic artist e designer di Ardauli, che realizzerà a Mamoiada il murale dedicato al Canyon di Gorropu; a Mauro Patta, muralista di Atzara, il compito di realizzare ad Arbus l’opera su Capo Pecora; il sorrese Daniele Pillitu, con la sua esperienza decennale nella decorazione pittorica, prenderà in carico la realizzazione del murale sul Parco di Porto Conte, la cui realizzazione è prevista ad Alghero.

 

BOTTIGLIE CELEBRATIVE E CAMPAGNA A SUPPORTO

Per rendere ciascuna esperienza ancora più unica, Ichnusa ha realizzato bottiglie speciali in edizione limitata con un’etichetta dedicata alle bellezze di Su Gorropu, del Parco di Porto Conte e di Capo Pecora. Le bottiglie non saranno destinate alla vendita ma saranno offerte a chi parteciperà alle esperienze. Per promuovere “Il Nostro Orgoglio” e le bellezze della Sardegna, Ichnusa ha inoltre messo a punto una campagna con un video che vivrà esclusivamente su canali digital. Sviluppata da Publicis Italia, sarà online fino alla fine di settembre. Le riprese sono state realizzate con il sostegno della Fondazione Sardegna Film Commission – Fondo location scouting.

 

QUELLA VOGLIA DI TORNARE A VIAGGIARE… IN SARDEGNA

“Il Nostro Orgoglio” è anche una risposta alla voglia di esperienze, tendenza che negli ultimi 10 anni ha soppiantato viaggi organizzati e destinazioni alla moda nel cuore degli italiani. E che il desiderio di normalità post pandemia ha ulteriormente amplificato. Secondo l’Osservatorio Nomisma/COOP “The World After lockdown”, per 1 italiano su 2 (53%) una gita o un viaggio di piacere fuori regione è la prima cosa che sogna di fare una volta che le riaperture lo permetteranno. 

 Una ricerca DOXA/Ichnusa fotografa il sogno di prendersi il proprio tempo per scoprire la vera anima di un luogo: Il 94% degli italiani decide di partire spinto dal desiderio di conoscere ed esplorare un luogo, la sua cultura, le sue tradizioni. L’84% sogna il contatto con la natura e lasciarsi emozionare da una meta poco nota ai più, ma proprio per questo meritevole di una visita (73%). Le esperienze preferite da chi ama la Sardegna, quelle ritenute più coerenti con questa terra? Niente locali vip o spiagge modaiole, ma mangiare in un vero agriturismo dell’entroterra (73%), scoprire la cultura di un passato lontano, tra nuraghi e rovine fenicie o romane (67%), e bere un bicchiere di birra Ichnusa sotto un albero in riva al mare (44%). A seguire escursioni in luoghi insoliti (41%), trekking nell’Ogliastra (39%) e avventure nella Barbagia più autentica (37%).

 UN VOLANO PER IL RILANCIO DEI TERRITORI A LIVELLO SOCIALE ED ECONOMICO

Iniziative come quella promossa da Ichnusa, che mettono in luce i tesori nascosti della Sardegna, possono essere uno strumento di valorizzazione e riscoperta del territorio con un impatto positivo anche a livello sociale ed economico. Importante per molte realtà locali messe a dura prova dalla pandemia, specie i piccoli comuni dell’entroterra, che, per lo spopolamento e il decremento demografico, rischiano di scomparire nei prossimi 60 anni.  E infatti la popolazione censita in Sardegna al 31 dicembre 2019 ammonta a poco più di 1,6 milioni di persone, con una riduzione di quasi 28mila abitanti (-2,1 per mille in media ogni anno) rispetto al 2011 e oltre 10mila abitanti in meno sull’anno precedente (-6,6 per mille), specie nelle province di Oristano e Sud Sardegna. E i dati provvisori diffusi dall’Istat sull’andamento demografico del 2020 non fanno ben sperare. Rispetto al 2019, tutte le provincie dell’Isola mostrano un tasso negativo che, nel complesso, è superiore di quasi il 30% rispetto alla media nazionale, con punte nelle province di Nuoro e Oristano. La passione per viaggi e esperienze fuori dalle rotte potrebbe portare valore per tante comunità locali espressione dell’“anima sarda” e liberare la loro potenzialità economica e creativa.

Il “Giardino Botanico del Monte Arci” apre al pubblico

Macchia mediterranea, essenze officinali, lecci, mirti e corbezzoli: il “Giardino Botanico del Monte Arci” è pronto per far immergere i visitatori in un’esperienza sensoriale unica, tra scienza, cultura e otium, tra il mondo rurale e il paesaggio naturale.

All’interno dell’iniziativa “Appuntamento in giardino” promossa da APGI – Associazione Parchi e Giardini d’Italia, con il patrocinio del Ministero della Cultura, sabato 5 e domenica 6 giugno il “Giardino Botanico del Monte Arci” aprirà al pubblico.

La porta del Monte Arci – L’appuntamento sarà occasione per scoprire il territorio del Monte Arci, dalla sua formazione al giorno d’oggi: attraverso la visita al giardino si potranno conoscere da vicino tutte le essenze del luogo, nel loro habitat di appartenenza. Il territorio del Parte Montis è lieto di poter riaccogliere i visitatori per scoprire la sorprendente ricchezza storica, artistica, botanica e paesaggistica del luogo dove profumi e colori,  essenze e piante si legano ai piccoli borghi fiabeschi ricchi di leggende e racconti.

Mostre Sensitur – Durante la due giorni l’associazione Mariposas de Sardinia allestirà due mostre Sensitur, itinerari tematici ed esperienziali legati ai cinque sensi: “Borghi nel tempo”, un viaggio della vista nel Parte Montis, alla scoperta degli antichi villaggi e dei nuovi borghi, tra i ricordi e le leggende di ciò che oggi non è più visibile agli occhi e le peculiarità dei paesi ancora abitati, dove esistono e resistono realtà innovative che hanno unito il passato al presente; “I volti del Monte Arci”, viaggio dell’olfatto e dell’udito lungo i sentieri del bosco di un antico vulcano spento, sospesi tra la profondità silenziosa del passato e il suono del presente.

Sarà inoltre possibile visitare il museo Aquilegia, il GeoMuseo MonteArci e la Mostra su Raffaello. Verranno organizzate attività dedicate ai bambini, a cura del CEAS Masullas_Parte Montis.

Orari – Sabato 5 giugno dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 16:00 alle 20:00.

Domenica 6 giugno dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 16:00 alle 20:00.

Costo biglietti – Il costo per la visita al solo Giardino Botanico del Monte Arci è di 3,00 Euro. Il costo della visita del GeoMuseo Monte Arci, biglietto intero 6,00 Euro, biglietto ridotto 4,00 Euro. Il costo della visita alla sola mostra di Raffaello è di 5,00 Euro. Il biglietto cumulativo Giardino Botanico del Monte Arci + GeoMuseo del Monte Arci è di 8,00 euro. Il biglietto cumulativo Giardino del Monte Arci + GeoMuseo del Monte Arci + Mostra di Raffaello è di 10,00 euro.

Modalità di prenotazione  Si potrà prenotare tramite la pagina social del GeoMuseo MonteArci o del CEAS Masullas Parte Montis, oppure tramite mail a coopilchiostro@tiscali.it o chiamando al numero 3891777100.

Alghero riparte, sul lungomare riapre l’Arcafè

ALGHERO – Con l’allentamento delle restrizioni, si spera sempre più marcato e definitivo, per il passaggio in “zona gialla”, riaprono i battenti molti locali della Riviera del Corallo. Tra i tanti anche uno dei più noti e frequentati ovvero l’Arcafè. L’attività del Lungomare Dante ritorna ad essere fruibile grazie ai suoi ampi spazi esterni con splendida vista nel golfo di Alghero e soprattutto con un’area verde e relax che, grazie agli interventi della struttura guidata da Luca Barbagallo, è sempre più curata, decorosa e accogliente per algheresi e turisti. L’offerta del locale viene confermata nei suoi ottimi piatti, caratterizzati dai prelibati burgers, fresche insalate con prodotti a km zero, oltre che dalle tante tipologie di birre e ottimi cocktail realizzati dalla preziose mani di qualificati bartender. Non appena verrà cristallizzato anche l’orario di chiusura, con la speranza della cancellazione al più presto del “coprifuoco”, ritornerà anche la musica con band e dj oltre che l’organizzazione di alcuni eventi e altre sorprese. Gli orari di apertura, almeno per questa settimana, sono dalle 11.30 fino alle 22. 

Suolo pubblico, deroghe ad Alghero

ALGHERO – Suolo pubblico in deroga ai regolamenti comunali per le attività di bar e ristorazione. Da oggi, 17 maggio, in vista dell’entrata in vigore della zona gialla, l’Amministrazione applica una serie di deroghe in via straordinaria per gli esercenti sprovvisti di suolo pubblico ed impossibilitati ad averlo per via delle misure contenute nel Piano del Commercio, per quanto attiene il posizionamento di tavolini all’aperto. È quanto previsto dell’ordinanza firmata ieri dal Sindaco Mario Conoci che va incontro alle attività che a causa dell’emergenza hanno subito più contraccolpi. La decisione arriva a seguito degli incontri tenuti dagli Assessori Giovanna Caria e Giorgia Vaccaro con i rappresentanti delle categorie dei pubblici esercizi di Alghero, nei giorni scorsi, in cui si è definito il percorso che oggi viene attuato con l’ordinanza, definita in coordinamento con l’Assessore all’Urbanistica Emiliano Piras.

“È una deroga vitale per i pubblici esercizi, considerate le restrizioni dei protocolli previsti dallo Stato, ed è assolutamente prioritario intervenire con tempestività e massima apertura, consentire anche agli operatori privi di spazi all’aperto di poter riprendere a lavorare”, afferma il Sindaco Mario Conoci. In considerazione della zona gialla che prevede che bar e ristoranti possono stare aperti a pranzo e a cena, purché all’aperto, dalle 05,00 alle 22,00, l’intervento a firma del Sindaco vuole sostenere le attività impossibilitate ad aprire a causa delle limitazioni del D.L. 21 aprile 2021 n. 52 che seppure consenta la riapertura per gli esercizi di somministrazione introduce notevoli limitazioni per chi, per materia regolamentare, è impossibilitato ad ottenere l’autorizzazione per l’occupazione del suolo pubblico. Per chi non ha verande, spazi pubblici o privati all’aperto, le deroghe per i bar e ristoranti riguardano soprattutto l’autorizzazione, per il periodo in cui è consentita la somministrazione soltanto all’aperto e limitatamente alle attività prive di suolo pubblico o privato aperto al pubblico, l’occupazione di suolo anche in deroga al vigente regolamento segnatamente per gli aspetti disciplinati dai paragrafi 8 e 9 dell’art. 11 sez. 3b del piano del commercio, aspetti legati a: 1) frontalità, 2) visibilità, 3) limiti di distanza dal punto più lontano del suolo pubblico dall’accesso all’esercizio, 4) doppi poligoni. L’ordinanza potrà poi essere integrata o modificata in base alle nuove prescrizioni che dovessero arrivare dal Governo.

Parco, marchio qualità: 7 nuove imprese

ALGHERO – Si arricchisce il numero delle imprese con il marchio di Qualità Ambientale del Parco di Porto Conte. Il Comitato della Rete dei Parchi e delle Aree Protette si è riunito per deliberare il rilascio della Concessione del Marchio a sette imprese del territorio che potranno fregiare i propri servizi e prodotti col marchio del Parco di Porto Conte.

Lo scorso 13 maggio, il Comitato della Rete dei Parchi e delle Aree Protette si è riunito per deliberare il rilascio della Concessione del Marchio a sette imprese del territorio che potranno fregiare i propri servizi e prodotti col marchio del Parco di Porto Conte.  Si tratta di cinque imprese agricole e di due imprese del settore dei servizi turistici. In particolare sono state certificate le aziende Chea De Oro, Saccu Davide, Dolores Salis ed Elia Salis, partner del Parco nella filiera cerealicola promossa dall’Ente, e l’Agriturismo Isidoro per il comparto olivicolo. Nel settore turistico si registrano una new entry di grande rilevanza, quale l’Hotel El Faro e la conferma del prestigioso Hotel dei Pini al suo secondo rinnovo.

«La certificazione ambientale a nuove imprese ci riempie di orgoglio – ha detto il presidente del Parco di Porto Conte Raimondo Tilloca – e conferma che la nostra area protetta è sulla buona strada nelle politiche di sviluppo socio economico secondo i principi della sostenibilità ambientale».  Il Marchio di Qualità, istituito dal 2012, è uno strumento utile per coniugare le azioni di tutela ambientale e la valorizzazione di attività ecocompatibili. Non solo, le imprese certificate, impegnandosi attivamente ad utilizzare prodotti e servizi del sistema della rete dei parchi, contribuiscono a rafforzare il sistema economico locale con un’offerta produttiva e turistica di alta qualità.

 

Pd, la questione giovanile è un’emergenza

ALGHERO – “Da anni la questione giovanile è posta ai margini del dibattito politico, rispetto ai temi nazionali e di rilevanza europea, assorbita e, diremo, quasi silenziata, dalle problematiche finanziarie e dall’unico obbiettivo della crescita economica generale. Dai dati estrapolati dalla Commissione d’inchiesta voluta dal Consigliere regionale del PD Roberto Deriu, unica forza politica che in questo momento si interroga sul futuro di migliaia di giovani sardi, la disoccupazione giovanile nell’isola è pari al 50%, il doppio rispetto a quella nazionale. A questo si aggiunge la dispersione scolastica che in Sardegna si attesta intorno al 23%, mentre nella penisola è ferma al 14.5%. Forte preoccupazione destano i cosiddetti Neet, giovani compresi tra i 15 e i 29 anni, soggetti totalmente emarginati dalla società, che non studiano, non lavorano e non sono inseriti in nessun percorso di formazione. In Sardegna sono in continuo aumento e si attestano al 27.7% della popolazione, mentre la media europea non arriva al 13%. Come aggravante, bisogna ricordare che il 22 per cento dei minori vive nell’isola in condizioni di povertà relativa. La situazione è, quindi, a tutt’oggi, drammatica e Alghero è tutta dentro questo terribile quadro. Tuttavia, qualcosa negli ultimi tempi si sta muovendo, anche grazie all’impegno del Consiglio Nazionale Giovani, il nuovo organo di rappresentanza giovanile, che si è battuto affinché i fondi destinati ai giovani nel PNRR, passassero dal 2 al 9%. Ci sono pressioni dall’UE perché il “Pilastro Giovani”, così definito, venga inserito nel Piano Nazionale, con una cabina di regia di consultazione e proposta attiva nel settore. L’Italia è, infatti, uno dei pochi paesi europei che ne è ancora sprovvisto. In particolare, il Piano prevede 600 milioni di euro a favore dell’occupazione giovanile, compresi sgravi fiscali sulla prima casa e fondi dedicati all’housing sociale a sostegno di studenti e famiglie meno abbienti. Ci sono ancora precise proposte da parte del Consiglio Nazionale Giovani per stanziare un bonus abitazioni per gli under 35, misure di contrasto alla povertà educativa, progetti inerenti alla formazione professionale e all’imprenditoria giovanile. Altre opportunità per i giovani verranno dalle risorse che saranno
investite nell’ambito della transizione ecologica. Mai come adesso è necessario trovare un nuovo protagonismo giovanile e una sinergia attenta da parte delle istituzioni politiche, che dovranno essere capaci di fare sintesi fra i vari progetti e di attrarre investimenti che incidano nel tessuto vivo dell’economia cittadina. Sarà necessario, in primis, lanciare delle convention organizzate dai giovani nei vari territori e una, consuntiva, di grande valenza regionale. La nostra impressione è che siamo ancora lontani dalla comprensione del momento storico che stiamo vivendo. La natura della discussione politica è, in larga parte, vuota e autoreferenziale, con una destra al governo della regione e della città che non sembra all’altezza della sfida che ci attende, persa in diatribe legate a meri ruoli di potere e lontano dal cuore dei problemi, che meriterebbero ben altra attenzione e profondità”.

Giancarlo Balbina, Partito Democratico

 

“Di Nolfo si rassegni, miglioreremo la sanità”

ALGHERO – “Siamo alle solite, l’opposizione sterile non produce frutti commestibili, se si deve cercare il punto debole del sistema è inutile individuarlo sempre nello stesso posto, la Sanità è un campo fertile per muovere accuse su chi ci amministra, ma lo è anche di più per individuare carenze sull’operato di chi ci ha amministrato per anni senza contribuire con soluzioni utili alla causa. E’ inutile e poco proficuo puntare il dito sulle singole azioni o su momentanei accorgimenti necessari a garantire l’erogazione di servizi specialistici in regime di emergenza, pertanto l’opposizione che dagli spalti si inalbera dovrebbe ottimizzare i propri interventi, magari, per suggerire migliori soluzioni o intercettare casi specifici sui quali imputare disservizi a danno della comunità. Per anni i servizi medici specialistici fruibili dal nostro territorio, potevano essere recepiti dall’utente laddove si riusciva a ritagliare uno spazio utile, magari a discapito di altre specialità che bisognava raggiungere in altre sedi in base ad una geografia sanitaria stabilita dalla regione che puntava a centralizzare tutto sui distretti provinciali a capo dei presidi ospedalieri presenti nei capoluoghi, riducendo al minimo l’autonomia operativa dei centri territoriali provinciali. Il consigliere Di Nolfo, pertanto dovrebbe cercare di approcciarsi con un’analisi più sincera in maniera da equilibrare le responsabilità delle parti coinvolte nel processo di trasformazione del sistema territoriale sanitario nella sua evoluzione finalizzata ad una riqualificazione puntuale. Infatti l’ubicazione temporanea del servizio territoriale di diabetologia nei locali di Via Sanzio, è stata funzionale esclusivamente all’esecuzione dei lavori di ristrutturazione strutturale e impiantistico dell’ambulatorio di Diabetologia di Via Manzoni. Un importante intervento che si inserisce nell’ambito della riqualificazione generale dell’edificio e ottimizzazione degli spazi esistenti. L’ambulatorio di Diabetologia, infatti, da tempo si occupa di prevenzione, diagnosi e terapia del diabete di tipo 1 e tipo 2, che hanno un’altissima incidenza nel nostro territorio. Queste opere hanno un valore intrinseco molto elevato e costituiscono un ulteriore tassello all’interno dell’azione di programmazione che la Regione Sardegna sta sviluppando per il potenziamento dei servizi territoriali e di continuità assistenziale. Per la nostra comunità si tratta di un importante traguardo che denota l’attenzione concreta del Presidente Christian Solinas, del Presidente Michele Pais e dell’Assessore alla sanità Mario Nieddu che mai hanno fatto mancare il loro impegno per soddisfare il sacrosanto diritto alla salute. Non bisogna accorgersi solo oggi dei locali di Via Sanzio, per anni destinati dalla sinistra al governo, al servizio di Pneumologia senza che Di Nolfo si scandalizzasse, come fa ora col solo obiettivo politico di attaccare strumentalmente, ma vanamente, un suo avversario politico. La Regione Sardegna oggi, prosegue il lavoro per un nuovo modello di sanità che tenga conto delle esigenze di tutti i cittadini. Dobbiamo continuare a lavorare insieme, rifiutando le polemiche inutili ma credendo nelle potenzialità del nostro territorio. Di Nolfo si rassegni: miglioreremo la sanità algherese rispetto al disastro del passato di cui è responsabile esclusiva la sua parte politica. E gli algheresi se ne stanno accorgendo”.

Monica Chessa, coordinatrice cittadina della Lega

Calcio, il Cagliari di Semplici è salvo

ALGHERO – Il Cagliari è salvo. Il Crotone ha pareggiato al 93esimo contro il Benevento. In questo modo è arrivata la matematica certezza che i rossoblu possono restare nella massima serie anche per la prossima stagione. Un grandissimo risultato per Semplici e per tutti i giocatori vista la condizione in cui si trovavano dopo il periodo molto negativo con la guida di Di Francesco. Intanto, l’ultima di campionato vedrò la sfida tra Torino e Benevento. Mentre il Cagliari chiuderà col Genoa in casa.