Posidonia, deputati sardi sostengano emendamento

ALGHERO – “Il voto alla Camera dell’emendamento al Decreto Sostegni, già votato in Senato, colmerebbe la “voragine normativa” nella gestione della Posidonia creata dalla recente sentenza della Corte Costituzionale che ha cancellato dal quadro ordinamentale alcune norme regionali per contrasto con il Codice dell’Ambiente.” Così l’ex sindaco di Alghero Marco Tedde commenta l’emendamento al Decreto Sostegni approvato in Senato che disciplina la gestione della Posidonia spiaggiata. “Abbiamo la ragionevole certezza che i parlamentari sardi sosterranno alla Camera questo emendamento al fine di tradurlo in norma di legge all’interno della conversione del Decreto Sostegni –commenta Tedde-. Siamo anche convinti che l’On. Deiana saprà chiedere la collaborazione dei suoi colleghi sardi, che noi tutti abbiamo iniziato a sensibilizzare con esiti positivi, al fine di raggiungere l’indispensabile obbiettivo.”

Secondo Tedde l’emendamento opera una intelligente sintesi tra le esigenze degli enti locali e dei gestori, tutelando la biodiversità e valorizzando anche le opportunità dell’economia circolare. Le foglie di posidonia oceanica, che per troppo tempo sono state considerate alla stregua di un rifiuto, spesso formano cumuli compatti sui nostri litorali e li proteggono dall’erosione, ma quando gli accumuli  raggiungono dimensioni straordinarie e difficilmente gestibili ne impediscono la fruizione e determinano una immagine negativa delle nostre coste. La posidonia, invece, può essere una interessante risorsa se riutilizzata in campo agricolo o in sostituzione di materie prime all’interno di cicli produttivi, in un’ottica di economia circolare. Ovviamente sempre privilegiando la sua funzione tipica di baluardo nella difesa degli arenili. “E’ il momento della compattezza di tutte le forze politiche per salvaguardare la fruizione turistica delle nostre coste e salvare il sistema economico  sardo –chiude Tedde-.” 

 

Amp, confermata per altri 6 anni nell’Aspim

ALGHERO – L’Area Marina Protetta Capo Caccia – Isola Piana ha superato brillantemente la verifica da parte della Commissione Internazionale Tecnica ASPIM grazie alla qualità dei risultati ottenuti in questi anni nella gestione dell’area protetta. La verifica della Commissione si protratta per un’intera giornata di lavoro tenutasi tramite videoconferenza tra il direttore Mariano Mariani, la struttura tecnica dell’AMP (Alberto Ruiu, Carmen Spano e Gabriella La Manna) e la stessa Commissione internazionale, presieduta da Leonardo Tunesi, capo del Dipartimento Tutela degli Habitat e della Biodiversità dell’ISPRA, e costituita dalla francese Christine Pergent-Martini, esperta di fama mondiale per le tematiche di conservazione e tutela, dallo spagnolo Pep Amengual, anche lui con una lunga esperienza nella gestione delle aree marine protette e da Giulia Ceccherelli, docente di Ecologia Marina all’Università degli Studi di Sassari.

La Convenzione di Barcellona del 1978, ratificata con legge 21 Gennaio 1979 n. 30, relativa alla protezione del Mar Mediterraneo, nel 1995 amplia il suo ambito di applicazione geografica diventando “Convenzione per la protezione dell’ambiente marino e la regione costiera del Mediterraneo”, il cui bacino, per la ricchezza di specie, popolazioni e paesaggi, rappresenta uno dei siti più ricchi di biodiversità al mondo.
Con il Protocollo internazionale SPA/BD diversi Paesi del Mediterraneo che hanno sottoscritto questo accordo prevedono, al fine di promuovere la cooperazione nella gestione e conservazione delle aree naturali e della biodiversità, così come nella protezione delle specie minacciate e dei loro habitat, l’istituzione di Aree Speciali Protette di Importanza Mediterranea (ASPIM) o SPAMIs (dall’acronimo inglese Specially Protected Areas of Mediterranean Importance). L’Area Marina Protetta Capo Caccia – Isola Piana è ASPIM dal 2009. Per ottenere e poi mantenere questo prestigioso e importante status, bisogna costantemente promuovere iniziative di studio che permettano di monitorare annualmente lo stato di salute dei fondali, in particolare verificare il mantenimento di un elevato grado di biodiversità, nonché ottimizzare il funzionamento della struttura tecnica e di sorveglianza.

Regione, mobilità elettrica: bando per le colonnine

CAGLIARI – È stato pubblicato il bando finalizzato a incentivare le piccole e medie imprese per la realizzazione di infrastrutture di ricarica lungo le principali reti viarie della Sardegna. Il finanziamento consiste in un contributo a fondo perduto fino al 75% dei costi ammissibili e a un massimo di 30.000 euro a proposta. “Grazie al bando andiamo a rimuovere uno degli ostacoli alla scelta del consumatore, con evidenti riflessi sulla tutela dell’ambiente.

L’infrastruttura di ricarica carente è infatti ritenuta disincentivante nel passaggio al veicolo elettrico e come tale allontana la propensione all’acquisto”, spiega l’assessore regionale dell’Industria, Anita Pili, evidenziando l’importanza del bando da 2.400.000 euro, finanziato con risorse del Fondo di Sviluppo e Coesione 2014/2020. “Prosegue l’importante azione della Regione volta a integrare la mobilità elettrica nel tessuto urbano ed extraurbano in un’ottica di sviluppo ecosostenibile – ha continuato l’Assessore –  Non possiamo immaginare un modello di sviluppo sostenibile per la Sardegna senza utilizzare tutte le leve necessarie a contrastare gli effetti dannosi dei cambiamenti climatici. Un ruolo fondamentale, in questo senso, lo avranno i trasporti, ma affinché la mobilità elettrica sia un valido alleato dell’ambiente servono infrastrutture di ricarica che consentano un utilizzo ottimale e sistematico dei veicoli elettrici”, ha concluso l’esponente della Giunta Solinas.

Al fine di garantire una distribuzione territoriale funzionale all’interconnessione regionale, sarà finanziata almeno una proposta ammissibile ricadente in ciascun comune confinante con una delle reti viarie considerate strategiche: SS 131, SS 131dcn, SS 729 (Nuova Sassari-Olbia), SS 130, SS 125, SS 554 e SS 195. Nello specifico, le infrastrutture di ricarica elettrica dovranno essere integrate con un sistema di generazione da fotovoltaico già in esercizio al momento della presentazione della domanda e con un sistema d’accumulo (Micro grid). Le domande potranno essere presentate a partire dalle ore 9.00 del 25 maggio 2021 e fino alle ore 14.00 del 28 settembre 2021 esclusivamente attraverso il sistema SIPES RAS (la procedura è valutativa a sportello). Eventuali chiarimenti potranno essere richiesti tramite email all’indirizzo: energiaimprese@regione.sardegna.it

Cura ambiente, avviso per associazioni volontari

ALGHERO – Le Associazioni culturali e di promozione sociale coinvolte in progetti di salvaguardia delle aree di pregio ambientale del territorio di Alghero. L’Amministrazione intende avvalersi della collaborazione fattiva con il privato sociale per valorizzare il prezioso contributo di liberi cittadini, volontari, che si adoperano per contribuire al decoro e alla pulizia del territorio anche in concorso con la stessa Amministrazione. La Giunta, con delibera proposta dall’Assessorato all’Ambiente, pubblicherà in questi giorni  un avviso esplorativo mirato all’individuazione di progetti di salvaguardia delle aree di pregio per un sostegno attivo alla comunità locale.  Dal Parco di Porto Conte, che comprende una vasta area dal Calich al Monte Timidone – Capo Caccia, alle spiagge e alle numerosissime cale di incomparabile pregio, gli interventi di bonifica e rimozione di rifiuti non mancano, così come il controllo, compatibilmente con le disponibilità dell’Ente.

“I progetti delle Associazioni potranno intervenire con forme di collaborazione strutturata per rendere più efficace l’attività di protezione ambientale – afferma l’Assessore all’Ambiente Andrea Montis. L’Avviso pubblico potrà rendere un quadro preciso di quanti e come vogliono operare sul nostro territorio e magari cercare di coordinare i vari soggetti interessati, con diverse modalità operative e organizzative per la tutela del nostro ambiente”.  “L’apertura a forme di collaborazione con i privati, sostenuta dagli strumenti normativi che favoriscono l’innovazione e la realizzare maggiori economie, nonché una migliore qualità dei servizi prestati – precisa Montis – può contribuire sicuramente ad un miglioramento della fruibilità turistica e ad un maggior controllo del patrimonio”.

In Sardegna il bosco urbano didattico

CAGLIARI – L’emergenza Covid-19 ha posto anche il mondo della scuola davanti a prove inaspettate e scelte difficili. Ancora maggiori e doverosi di importanti riflessioni saranno gli interventi da attuare alla riapertura dell’anno scolastico di settembre per poter garantire sicurezza e benessere non solo degli alunni, ma dell’intera nazione. Comportamenti corretti, norme igieniche, mantenimento delle distanze saranno il cardine nella gestione del contenimento di questa epidemia. Ed è proprio in questo frangente che prende sempre più forza il progetto di “scuole all’aperto”, già sperimentato a livello internazionale, ma anche in alcune scuole italiane. Progettualità già avviata anche ad Alghero come emerso nelle scorse settimane grazie alla proposta dell’assessorato all’ambiente guidato da Andrea Montis insieme alla Provincia, Parco e Istituto Scientifico.

“Outdoor education” significa letteralmente “educazione all’aperto” e intende tutte le attività educative, anche non strettamente curriculari, che vengono svolte all’aperto dalle scuole. Boschi, giardini, parchi pubblici e cortili: luoghi del divertimento, sì, ma anche dell’apprendimento che sempre più spesso diventano aule a cielo aperto per i bambini e i ragazzi delle scuole di ogni livello e grado. Un metodo didattico che negli ultimi anni ha raccolto moltissime adesioni da nord a sud del paese e che mette d’accordo proprio tutti. Dirigenti scolastici, insegnanti, educatori e genitori sono sempre più convinti dei benefici psico-fisici derivanti dalle lezioni all’aperto e dalla validità di un approccio educativo incentrato sull’interazione con la natura. La pandemia ha causato una restrizione della vita sociale, facendo emergere una forte necessità di natura e spazi comuni. Mai come ora il desiderio di città si è trasformato in desiderio di spazi condivisi, di piazze, parchi e giardini, boulevard e passeggiate. Tali spazi urbani non sono immaginati esclusivamente a scopo ricreativo, ma devono essere deputati allo svolgimento di attività didattiche e sociali. Il clima mite delle città del Mediterraneo consente di fare proprio il concetto, mutuato dai Paesi del nord Europa, di “vita all’aria aperta” a prescindere dalle condizioni meteorologiche.

L’“Outdoor learning” (così lo chiamano anche in Italia) si basa su principi che rivoluzionano il tradizionale modo di concepire la didattica e il rapporto tra giovani e ambiente naturale, senza perdere di vista le discipline e le esperienze educative indispensabili alla formazione. Le pareti scompaiono, via banchi e sedie. Per andare a scuola si esce dalla classe, anche quando piove. E’ possibile pertanto salvaguardare la didattica in presenza attraverso l’uso nelle zone con clima più mite di spazi all’aperto e in quelle con temperature più rigide di tensostrutture normalmente adoperate per le attività sportive in modo da ampliare gli spazi e ridurre i rischi.

«Alla luce di queste considerazioni – spiegano dalla sede di Coldiretti – il progetto “Bosco urbano didattico” consente la riqualificazione di aree esterne di pertinenza di istituti scolastici, attraverso la realizzazione di un “Bosco attrezzato” per lo svolgimento di attività didattiche. L’idea è quella di convertire questi spazi, spesso inutilizzati e con alti costi manutentivi per le Amministrazioni pubbliche, in “aule verdi”, attraverso la realizzazione di un vero e proprio bosco dotato di infrastrutture e attrezzature per poter svolgere l’attività didattica. In quest’ottica, si inserisce il nostro progetto che mette insieme la professionalità dei produttori florovivaistici e realizzatori del verde attrezzato con la conoscenza e l’alta formazione dei progetti portati avanti da Coldiretti Sardegna in questi anni con il progetto “educazione alla Campagna amica” che ci ha visto incontrare circa 10mila bambini e ragazzi all’anno con progetti di educazione alimentare, ambientale e sociale in tutta la Sardegna in cui si alternavano attività a scuola e visite nei mercati di Campagna amica. La nostra proposta è quella di collaborare con le Amministrazioni comunali, provinciali e con i dirigenti scolastici per la realizzazione di tali aree, mettendo a disposizione, in un accordo con gli enti preposti i servizi di formazione, extrascolastica, e di manutenzione delle aree boschive da realizzarsi presso gli istituti scolastici».

Come si costruisce il progetto? L’Ente pubblico investe nella realizzazione degli spazi verdi attrezzati, individuando degli istituti pilota che servono a portare avanti il progetto. La Coldiretti regionale, in coordinamento con i dirigenti scolastici, adatterà i propri programmi formativi, extrascolastici, ai programmi didattici nazionali. La Coldiretti garantirà, tramite le proprie aziende florovivaistiche associate la manutenzione e la gestione delle aree per cinque anni dalla realizzazione delle stesse, a costo zero per l’Amministrazione pubblica. Inoltre, uno staff di progettazione di tecnici associati alla Coldiretti provvederà a realizzare i progetti di massima da presentare agli enti che aderiranno al progetto.

Alghero, riduzione plastica: verso ordinanza

ALGHERO – L’Amministrazione Comunale di Alghero ha deciso di intraprendere un percorso virtuoso che, parallelamente e in linea con gli obbiettivi posti dalla Comunità Europea, contenga il consumo e la vendita degli oggetti in plastica mono-uso non degradabile, sino alla loro graduale eliminazione nei termini previsti dalla Comunità Europea. Sta quindi predisponendo un’ordinanza che riduca l’uso della plastica in tutto il territorio Comunale. Il quantitativo dei rifiuti di plastica nell’ambiente marino è in aumento, a discapito degli ecosistemi, della biodiversità nonché, potenzialmente, della salute umana, ed è causa di diffuse preoccupazioni. Allo stesso tempo, materiale prezioso che potrebbe essere reintrodotto nell’economia va sprecato una volta disperso nell’ambiente. La plastica costituisce l’80-85% del totale dei rifiuti marini, in base ai conteggi degli oggetti rinvenuti sulle spiagge.

“Gli oggetti di plastica raccolti più frequentemente nelle spiagge e nelle aree ad esse contigue sono “monouso” usa e getta” dichiara l’assessore Montis Ma non solo, l’ufficio programmazione ha ricevuto mandato di attivarsi per la ricerca di fonti di finanziamento utili ad attuare quelle azioni, tese alla riduzione dell’uso della plastica, contenute nel PAES Piano di azione per l’energia sostenibile ( Scaturito dal Patto dei Sindaci) adottato nel 2011 dall’amministrazione Lubrano e rispolverato dall’Assessore Montis quale utile strumento a cui son dedicati appositi finanziamenti. Dalla creazione di gruppi d’acquisto tra operatori, che attraverso le proprie azioni promuovano la cultura del rispetto dell’ambiente, l’attenzione agli stili di vita e la ricerca del benessere, alla promozione di protocolli d’intesa con i commercianti, le catene di distribuzione e i produttori locali per diffondere la vendita dei prodotti sfusi o con il sistema del vuoto a rendere, tutti strumenti utili a ridurre l’uso spropositato di imballaggi dannosi per l’ ambiente.

“Dobbiamo iniziare ad accompagnare utenza e operatori al cambiamento che ci attende – afferma Montis – in maniera graduale, rendere sostenibile ( anche economicamente) questa transizione, guardare a forme di riciclo selettivo da incentivare magari con sistemi di premialità, penso alle macchinette mangia plastica – Bottle to Bottle per il P.E.T. – che, dove presenti, producono grandi risultati. Un occhio di riguardo, lo avranno anche i fornitori, per questo procederemo in maniera graduale e condivisa con tutti. Atti doverosi verso il futuro, che son sicuro troveranno l’appoggio e la condivisione anche delle diverse associazioni di categoria”.

Punta Giglio, il Comitato boccia il progetto e la politica locale

ALGHERO – “Il Comitato “Alghero per Punta Giglio”, costituitosi spontaneamente per volontà di 200 firmatari, cheoggi vanta 6000 iscritti al gruppo facebook e 3500 aderenti alla petizione, nasce come movimento dalbasso, multidisciplinare, senza collocazione politica ma con la sola volontà di occupare la sua posizionelegittima di attore nei processi di controllo e vigilanza, considerato che la comunità locale è statacompletamente esclusa nelle fasi decisionale ed autorizzativa nonostante le norme ne prevedano ilcoinvolgimento, con ruolo attivo, in quanto portatrice di interessi generali.

Occupare gli spazi che gli spettano, qui sta la forza di questo Comitato, che di certo non ha bisogno diessere legittimato da chi è portatore di interessiparticolari, come la cooperativa aggiudicataria che,con inutili sotterfugi semantici ribattezzati dal Comitato “semantica creativa”, tenta continuamente di ingannare l’opinione pubblica con narrazioni fattedi “vasca ludica”,

“rifugio a mare”, di “sostenibilità” e “valorizzazione”, evitando accuratamente di indicare che il loro progetto prevede la realizzazione di un ristorante con 100 coperti, con vista sul golfo, un albergo con 7 stanze triple e quadruple, per un numero massimo di 26 ospiti, e una piscina di 23 m x 3,5 m e 3 di profondità al posto della vasca di raccolta dell’acqua piovana.

Questo è quanto emerge dalla lettura del progetto che la cooperativa aggiudicataria invia in Regione il30/09/2020 per richiedere il parere di VincA, valutazione di incidenza ambientale, parere che arriva il 18/11/2020 quando la conferenza dei servizi si era già conclusa con autorizzazione unica favorevole. Procedura irrituale considerato che laVincA è preminente rispetto a tutti gli altri pareri eche un parere negativo dello SVA, serviziovalutazione ambientale della Regione, avrebbe potutoinficiare l’autorizzazione al progetto già ottenuta.

Che la narrazione della cooperativa, quasi un copione recitato attraverso i mezzi di comunicazione, sia smentita dalle fonti documentali,lo dimostra ancora l’autorevole interventodell’ISPRA, Istituto Superiore per la Ricerca eProtezione Ambientale (l’ISPRA è per l’ambiente ciòche l’ISS, Istituto Superiore di Sanità, è per la salute) che nell’esprimere un giudizio sui lavori edili in progetto per l’area costiera di Punta Giglio, stigmatizza l’incompatibilità del progetto stesso, sottolineando che non vi sono forme di mitigazioneper le fonti di disturbo derivanti dall’esercizio di quelle che restano le più impattanti componentiprogettuali (accesso alle postazioni mitraglieredistribuite lungo gran parte del margine della falesia,realizzazione di una piscina, ristorante da 100coperti).

Il Comitato non ha pregiudizi ideologici, non è portatore di una qualche forma di razzismo inversocome qualcuno furbescamente vuole far credereindossando i panni della vittima, ne è costituito dafondamentalisti ambientali. Desidera solo che si rispettino le leggi in vigore, particolarmente da parte di chi quelle leggi deve applicare al fine di garantire la tutela di un’area di pregio come Punta Giglio, tutelata dal PPR, piano paesaggistico regionale, e dai vincoli conseguenti all’essere una zona SIC e ZPS.

I nostri interlocutori sono solo ed esclusivamente gliEnti Pubblici, che devono tutelare gli interessicollettivi, non certo i privati che si sono resiprotagonisti della vicenda della privatizzazione difatto di 8 ettari, i più pregiati, dell’area di Punta Giglio. Una storia emblematica che ha fatto emergere, come neanche noi avremmo immaginato, ilimiti di una politica locale che nella vicenda hamostrato i segni della sua incapacità, assecondando per volontà o per pigrizia culturale e incuria un iterautorizzativo poco trasparente e pieno di ambiguità econtraddizioni che rischia di compromettere il futurodi una parte di territorio, selvaggio ma non certoabbandonato e degradato, dove la natura ha conquistato i suoi spazi rendendo meraviglioso un paesaggio che non ha alcuna necessità di interventidi valorizzazione che paiono far trasparire ben altrefinalità”.

Per il Comitato Alghero per Punta Giglio

Paola Correddu e Sara Piga

Parco, Assemblea su Punta Giglio: tutela e sviluppo |video

–ALGHERO – Ieri si è svolta l’Assemblea dell’Azienda speciale regionale del Parco di Porto Conte. Dalle ore 16 fino ad oltre le 21 si è discusso della questione riguardante la progettualità, affidata in concessione dall’Agenzia del Demanio alla cooperativa Quinto Elemento, tramite bando pubblico, presso l’ex-batteria militare di Punta Giglio.

Dopo l’introduzione del Presidente Raimondo Tilloca e del direttore Mariano Mariani, che hanno illustrato alcuni aspetti centrali della vicenda, andando a ricostruire il percorso storico e la piena legittimità procedurale dell’iniziativa conclusosi con l’autorizzazione unica del Comune di Alghero, si è aperta la discussione. In un clima di dialogo costruttivo, i componenti dell’Assemblea hanno posto i loro quesiti al Direttivo e ai rappresentanti della Cooperativa Quinto Elemento, (presente con Matteo Mangili e col progettista Stefano Govoni dello studio Pixel).

I vertici del Parco hanno replicato punto per punto ricostruendo un quadro che ha consentito una più ampia e chiara rappresentazione di tutte le questioni aperte che nei giorni scorsi avevano suscitato preoccupazioni nella comunità algherese. In particolare è stato posto l’accento sul fatto che il bene e l’intera area restano pubblici, aperti a tutti, senza alcuna privatizzazione; non nascerà alcun albergo di lusso esclusivo, ma un museo a cielo aperto con punto ristoro e possibilità di alloggiare. Tutto questo oltre a garantire la massima tutela all’ambiente e natura circostanti, come indicato dalle prescrizioni dei principali enti aventi titolo a rilasciare le autorizzazioni (oltre al Parco, gli Uffici regionali dell’Assessorato dell’Ambiente, la Sovrintendenza, l’Ufficio tutela del paesaggio e i competenti Uffici del Comune di Alghero).

L’Assemblea, che continuerà nei prossimi giorni, con gli altri punti all’ordine del giorno ancora da discutere, ha messo inoltre in luce il tema centrale riguardante il binomio “tutela – sviluppo”; in quest’ottica, si è sostenuto, come sia sempre più dirimente l’approvazione del Piano del Parco. Spetterà alla prossima Assemblea definire in modo puntuale l’iter di approvazione dello stesso Piano ed eventualmente produrre un documento di indirizzo strategico sui temi centrali emersi nella discussione in merito alla compatibilità tra tutela ambientale e progetti di sviluppo del territorio.

 

Qui di seguito il teaser del progetto:

https://www.facebook.com/rifugiodimare/videos/355483542507750

 

Comitato Punta Giglio, diffida per il Parco

ALGHERO – Riguardo la questione dell’intervento a Punta Giglio, c’è da registrare la “diffida” da parte del Comitato per Punta Giglio nei confronti del Parco di Porto Conte. Qui di seguito il documento integrale e i firmatari.

 

Spett.le Parco Naturale Regionale di Porto Conte

Alla c.a. del Direttore del Parco Dott. Mariano Mariani

Oggetto: Diffida per l’Ente in indirizzo a provvedere, con apposito provvedimento, all’interruzione dei lavori di cantiere presso il sito di Punta Giglio, con decorrenza immediata.

I sottoscritti componenti del Comitato Cittadino “Alghero per Punta Giglio” Premesso che In data 23 marzo 2021, l’Ente Parco ha provveduto a pubblicare sul suo sito istituzionale, sezione “Eventi e News”, il documento relativo al parere favorevole con prescrizioni espresso nei confronti del progetto di restauro, risanamento conservativo, rifunzionalizzazione e allestimento museale dell’ex Batteria S.R. 413 in località Punta Giglio, inviato all’Ufficio SUAP del Comune di Alghero, documento di cui si ignorava l’esistenza in quanto omesso fra quelli consegnati a seguito di accesso agli atti. Considerato che Le prescrizioni emesse dall’Ente Parco, a cui è subordinata l’autorizzazione al progetto prima citato, prevedono che “tutte le attività di cantiere che si attuano a meno di 100 metri dal margine di falesia, siano interrotte nel periodo compreso tra il 15 marzo e il 30 settembre dell’anno solare”. Tenuto conto che Inopinatamente ed in palese contraddizione con le prescrizioni di cui sopra, da ritenersi, per loro stesso contenuto, inderogabili ed insuscettibili di diversa interpretazione se non quella letterale, l’Ente non solo ha consentito l’esecuzione delle opere di accantieramento, ma non ha neppure provveduto, ad oggi, a sospenderle, pur correndo il periodo previsto dalle summenzionate prescrizioni per l’interruzione dell’attività di cantiere e nonostante l’area, oggetto del progetto, ricada inequivocabilmente, in zona ZPS di protezione speciale a tutela dell’avifauna. Tutto ciò premesso Il Comitato Cittadino “Alghero per Punta Giglio” diffida l’Ente in indirizzo a provvedere, con decorrenza immediata e in applicazione delle prescrizioni di cui sopra, alla interruzione, con apposito provvedimento, dei lavori di cantiere presso il sito di Punta Giglio. Un tanto, significando che, in difetto di quanto sopra, si procederà alle dovute segnalazioni alle autorità competenti, anche in sede penale, per i provvedimenti del caso. Il Comitato per Punta Giglio Seguono i nominativi Accardo Paola (manager); Addis Luigi (pensionato, ex consigliere comunale); Alivesi Maria Antonietta (dott. scienze biologiche) ;Almaviva Mauro (medico e storico); Alvau Pier Luigi (promotore culturale); Ajkabache Dyaa (funzionario FAO in pensione); Arras Gavino (insegnante); Angheleddu Anna Maria (infermiera); Azzu Simone (teatro); Ballone Salvatore (studente); Baltolu Giovanna (artigiana); Battistoni Valter (ex direttore aeroporto civile di Alghero); Bonu Giovanna (insegnante); Bradi Yasmin (cantante, insegnante); Cabitta Gianni (artigiano); Buoni Maria Immacolata (Pensionata); Calanche Josefina (casalinga); Campus Stefano ( promotore culturale); Caneo Massimo (dipendente); Capitani Simonetta (cuoca); Caria Barbara (assistente domiciliare); Caria Mary (impiegata); Caria Massimiliano (fotografo); Carraro Ambrogina (collaboratrice domestica); Carrus Lorenzo (pensionato); Carta Renata (pensionata); Castellaccio Sergio (pensionato); Castellaccio Davide (disoccupato); Castellini Marisa (ex dirignte scolastica; presidente ute); Casu Alessandra (docente universitaria); Casule Caterina (consulente); Cataldi Teresa; Cecchini Licia (pensionata); Cilliano Elide; Chessa Lorenzo (ex professore associato di ecologia); Chessa Piergianni (tecnico agricolo); Corbia Roberto (urbanista); Correddu Paola (medico); Covioli Vanda (commerciante in bancarella); Cossu Costantino (giornalista); Cossu Eugenio (ex sindaco di P.Torres, ex presidente Parco Asinara); Costa Tiziana (architetto urbanista); Cubeddu Gian Carlo (pensionato); Cuboni Fabiola (casalinga); Cuccureddu Andrea (studente); Cucureddu Salvatore (commerciante); Cuccureddu Riccardo (studente); Curreli Daniela (agente di commercio) De Nicola Elisabetta (insegnante); Deriu Agata (guida turistica); Deriu Luciano (storico); Dessì Antonio (ex assessore regionale alla difesa dell’ambiente); Dessi Manuela (artigiana); Diana Gavino (primo firmatario e relatore legge 1999 n4, “istituzione parco P.Conte”); Enna Bruno (operatore turistico); Fadda Marcella (bancaria); Farci Maria Celestina (Giardiniera); Felcaro Valentina (editor); Ferrara Roberto (ingegnere); Fioravanti Anita (pensionata); Fiore Giuseppe (guida turistica); Floris Sergio (perito agrario); Fois Nino (ingegnere agrario); Forti Raffaella (imprenditrice); Frulio Tore (architetto); Gaias Michele (pensionato); Galeota Anna Maria; Galleri Giorgia Emanuela (Antropologa); Galligani Rolando (storico); Lai Tiziana (agente immobiliare); Lino Aldo (architetto e artigiano); Loriga Renato (pensionato); Loriga Renata (pensionata); Majoli Giuseppe (salumiere); Maldotti Govanni; Mannoni Carlo (ex dirigente e amministratore regionale); Mannu Antonio (fotografo); Marras Rita (Operatrice culturale); Marras Francesca (cameriera); Marcucci Alessandro (cuoco); Melis Giuseppe (Docente di marketing e marketing turistico); Meloni Giuseppe (pensionato); Migaleddu Maria Vittoria (docente in pensione); Monetti Pierluigi (ingegnere, libero professionista); Monni Antonio (agricoltore); Mori Manuela (pensionata); Mura Ilaria (imprenditrice); Mureddu Pietro (fumettista); Murru Romualdo Roberto (musicista); Nieddu Gianni (imprenditore); Oggiano Anna Rita (imprenditrice); Oliva Giovanni (architetto); Oliva Rosanna (pensionata – ex agente di viaggio); Onnis Nicolò (studente); Paba Bruno (pubblicista); Pacifici Federico (attore e regista); Pais Pier Luca (impiegato); Pala Mario Salvatore (operaio); Pala Giuseppe (tecnico informatico); Palomba Luisa (insegnante); Parisi Candida (dott. scienze biologiche); Piccone Giusy (coordinatrice didattica); Pili Liliana (maestra); Pilisio Paola; Pinna Anna Luisa (biologa); Pinna Giovannina (arredatrice); Pinna Piergiorgio (giornalista); Pinna Salvatore (ambasciatore); Pinna Salvatore (pensionato); Pintadu Maria (studente); Piras Assunta; Piras Gianfranco (insegnante, commercialista); Piras Lilliana (imprenditrice turistica); Piredda Speranza; Pirino Patrizia (insegnante); Pirisi Gianni (artigiano); Pirisi Michele (insegnante); Pirisi Patrizia (imprenditrice); Polese Mauro (impiegato); Porcheddu Cinzia (scultore); Porcu Graziano (imprenditore turistico); Porcu Mariarita; Rondoni Luca (architetto); Roggio Sandro (architetto); Rosnati Chiara (consulente ambientale); Salaris Maria Antonietta (pensionata); Salaris Maria Francesca (aiuto cuoca); Salis Giovanni (operatore culturale); Satta Monia (pedagogista); Scala Tore (insegnante, ex consigliere comunale); Sanna Angelo (pensionato); Sanna Claudio Gabriel (cantautore, maestro); Sanna Enedina (manager culturale); Sanna Mario (artigiano); Sanna Mario (pensionato); Satta Verdina (docente); Saiu Luigi; Scala Raimondo (barista); Scanu Annita; Sechi Carlo (ex sindaco di Alghero, ex consigliere regionale);Schroeder Nicola (traduttore); Sechi Leonardo (medico); Sechi Salvatore; Simula Filippo (operaio);Soggiu Gianpaola (insegnante); Solinas Carlo Pietro (guida turistica); Spreafico Ljuba (artista); Tani Caterina (pensionata); Tedesco Ninni (insegnante in pensione e giornalista); Tilocca Giovanni (geologo); Torre Toni (biologo); Usai Adriano (architetto)

Parco, Comune e We Clean: Sardegna più pulita

ALGHERO – Sono oltre quattromila le tipologie di rifiuti che lo scorso anno sono state censite nelle spiagge sarde. Mozziconi di sigaretta e plastica comandano la classifica, seguiti da vetro e ceramica. Di anno in anno la sporcizia di arenili e in generale di aree di pregio naturalistico intacca l’immagine dell’Isola, con danni che si riflettono non solo a livello ambientale ma anche economico e turistico. Pianificare un progetto generale ed efficace di pulizia che non sia circoscritto alla ripresa della stagione estiva ma determini un reale cambio di passo culturale e contempli l’assunzione di consapevolezza e responsabilità di cittadini e vacanzieri – è la linea da seguire per una reale rinascita dell’isola.

Il Comune di Alghero e l’Ente Parco di Porto Conte hanno così formalizzato nei giorni scorsi un accordo di patrocinio e collaborazione con l’Associazione WeClean, Ente no-profit che ha come obiettivo la pulizia, la salvaguardia e la riqualificazione delle zone di pregio paesaggistico e ambientale del Nord Sardegna e lo sviluppo di attività educative e informative per promuovere, soprattutto nelle giovani generazioni, la sensibilità, l’attenzione e l’azione nel campo della protezione ecologico-ambientale del territorio.

Si tratta di un progetto pilota che parte da una delle aree più belle e apprezzate dell’Isola, e che è destinato a replicarsi nei prossimi mesi in altre parti della Sardegna. WeClean, di concerto con gli Enti Locali e con la collaborazione di Aziende del territorio, operatori del settore turistico e cittadini, svilupperà interventi mirati da compiersi con tecnologie a impatto zero, dallo studio delle aree con impiego di droni, all’intervento di pulizia e risanamento con l’ausilio di mezzi elettrici.

 

“Crediamo che in un momento complesso dal punto di vista economico, sociale e turistico – dichiara Mario Conoci, sindaco di Alghero – sia importante dare un chiaro segnale di fiducia nel futuro mettendo al centro l’importanza dell’ambiente e il protagonismo dei giovani nella promozione di una nuova sensibilità, nella tutela e valorizzazione della straordinaria ricchezza che ci circonda”.

 “Le porte del Parco di Porto Conte e dell’Area Marina Protetta sono sempre aperte ad iniziative del genere volte a sensibilizzare cittadini e turisti sulle tematiche ambientali per ridurre sempre più, fino a cancellarlo, l’uso della plastica e altro materiale inquinante – commenta il presidente del Parco di Porto Conte Raimondo Tilloca – Sono azioni e progettualità virtuose, condivisibili e da sostenere al fine di percorrere quel tracciato di tutela e preservazione della nostra natura che costituisce da tempo il dna del Parco e Area Marina”.

Il progetto non poteva non raccogliere il plauso del Parco di Porto Conte e dell’Area Marina dal momento che risponde ad una prioritaria esigenza di responsabilizzare i cittadini e i turisti sul danno causato dall’abbandono di rifiuti – ha aggiunto la consigliera del direttivo del Parco Lina Bardino.

 

La nostra collaborazione con WeClean sarà ampia e qualificata e prevederà anche il coinvolgimento del nostro centro di educazione ambientale per uno scambio culturale di progetti ed iniziative di comune interesse a partire dalla spiaggia di Mugoni” ha commentato il direttore del Parco Mariano Mariani.

 

“L’impegno a salvaguardare la splendida realtà territoriale algherese – sottolinea a sua volta l’assessore all’Ambiente Andrea Montis – richiede non solo un costante impegno da parte degli organi preposti alla pulizia del territorio, ma il vero obiettivo è rendere evidente alle persone, soprattutto ai giovani, che occorre un cambio di mentalità. Proteggere e valorizzare la natura deve diventare ‘naturale’”.

 

Anche per questo WeClean, come spiega la Presidente dell’Associazione Elisabetta Murenu, promuoverà un programma di “adozione” di spiagge, dune, sentieri, luoghi storici al quale potranno aderire, oltre alle Istituzioni, anche Aziende, operatori del settore del turismo e della ricettività, semplici cittadini, scuole. Chi adotterà virtualmente una porzione  di territorio, avrà accesso a una Community che, nel condividere medesimi ideali e valori, offrirà opportunità di partecipazione diretta alle iniziative dell’Associazione e riconoscerà questo impegno con un efficace sistema di punteggi, bonus, specifici privilegi.

Attraverso la campagna “Adotta i Tuoi Luoghi Del Cuore”, Enti pubblici, Aziende private, singoli cittadini, possono così tutelare specifiche porzioni di territorio, sulle quali l’Associazione interverrà con azioni di valorizzazione e tutela condotte da personale specializzato e retribuito, eseguite con professionalità nell’arco dell’intero anno. E’ naturalmente previsto anche il coinvolgimento di volontari (Cleaners), che possono partecipare individualmente o in gruppo iscrivendosi attraverso una apposita app o tramite i nostri social network, e ottenendo in cambio riconoscimenti e vantaggi concreti legati a un sistema di punteggio. Sarà quindi l’intero tessuto sociale a essere coinvolto e a promuovere una rete virtuosa di partecipazione e impegno. L’inizio dell’attività operativa di WeClean è previsto per il prossimo mese di giugno, con una serie di interventi programmati per l’intero anno 2021