Parco: Assemblea fissata il 7 Aprile

ALGHERO – Il Presidente del Parco di Porto Conte Raimondo Tilloca risponde a stretto giro alla richiesta formulata da sette consiglieri dell’Assemblea del Parco che chiedevano la convocazione urgente della stessa Assemblea. Tilloca che “ai sensi e per gli effetti dell’art. 5, comma 3, della L.R. 04/1999 (Legge istitutiva del Parco), l’Assemblea è presieduta dal Presidente del Parco che provvede a convocarla, anche su richiesta di un terzo dei suoi componenti, stante il tenore letterale della norma il numero dei richiedenti della summenzionata nota di richiesta non è sufficiente a poter convocare l’Assemblea”.

“Tuttavia – spiega il Presidente Tilloca – l’Ente scrivente aveva già programmato di procedere alla convocazione dell’Assemblea per il giorno 7 aprile (seguirà convocazione formale), al fine di investire l’Organo assembleare di alcune delicate vicende compresa quella afferente la questione di “Punta Giglio”. La seduta, per esigenze di sicurezza legate all’andamento della pandemia da COVID-19, si svolgerà in modalità telematica con orario che sarà reso noto tramite prossima comunicazione”.

Punta Giglio, M5S: “il Parco cambi passo”

ALGHERO – “L’iter burocratico per la realizzazione del restauro conservativo delle strutture militari di Punta Giglio, con trasformazione dell’edificio principale in struttura ricettiva, con un alto grado di confort, è stato lungo e travagliato e questo ci allarma non poco perchè il bando del Demanio dello Stato dettagliato nei più minimi particolari ma senza la necessaria conoscenza dell’area; infatti il Bando descrive l’area come Sito di Interesse Comunitario non sapendo che è anche Zona di Protezione Speciale per la presenza di colonie di uccelli marini protetti dalla Direttiva Uccelli.

Il comportamento dell’Ente Parco, nella figura del dott. Mariano Mariani, ci lascia interdetti e alquanto contrariati rispetto agli avvenimenti che lo coinvolgono. Il dott. Mariani, Direttore dell’Ente ha reso disponibile, in “Eventi e News”, del sito istituzionale, il parere dell’Ente, con delle prescrizioni, rispetto ai lavori di Punta Giglio. Il problema consiste nel fatto che Noi avevamo classificato come inesistente quel parere in quanto non presente tra gli atti consegnatici dal SUAPE e, dall’Ente Parco, dichiarati coincidenti con le dichiarazioni del dott. Mariani in Conferenza dei Servizi.

Vedere pubblicato ora quel documento importantissimo in quanto è un parere vincolante per la salvaguardia della ZPS soprattutto ora che l’avifauna è in riproduzione. lo stesso documento non compare agli atti del Servizio di Valutazione Ambientale e questo ha reso non congruo il parere di Valutazione di Incidenza Ambientale che nelle prescrizioni non cita le precauzioni da adottare “da marzo a settembre” per l’avifauna di falesia, anzi l’avifauna di falesia non viene contemplata”.

Abbiamo pensato che il recupero tardivo di quel documento corrispondesse a un cambio di passo dell’Ente, pronto ora a fermare i lavori edili a Punta Giglio fino a settembre, ma questo non è, nulla è cambiato, l’Ente non è stato capace di riflettere neanche di fronte alle proprie prescrizioni espresse nel documento redivivo. Questo atteggiamento pregiudica notevolmente, come componenti l’assemblea del Parco, la fiducia nell’amministrazione di questo Ente e chiediamo che il Presidente convochi quanto prima un’Assemblea. Noi abbiamo bisogno di capire, la città ho bisogno di capire.

Maria Antonietta Alivesi e Giusy Di Maio
Membri dell’Assemblea del Parco Naturale Regionale di Porto Conte

Punta Giglio, fare chiarezza: Commissione subito

ALGHERO – “La questione del progetto di Punta Giglio, a seguito degli ultimi interventi, e in particolare di quello dell’ex-assessore regionale Carlo Mannoni, richiede un opportuno chiarimento. È indispensabile che la politica, in particolare il consiglio comunale attraverso le proprie prerogative di indirizzo e controllo, si appropri del suo ruolo e faccia immediata chiarezza sui fatti”. Cosi Enrico Daga Dirigente Partito Democratico di Alghero.

“Nello specifico è opportuno rendere pubblico l’iter burocratico con annessi endoprocedimenti che hanno portato all’approvazione del progetto e relativa assegnazione del bando di riqualificazione del bene pubblico in oggetto. Sarebbe opportuno vagliare le diverse ricostruzioni dei fatti, che hanno visto diversi attori dichiarare tutto, e il contrario di tutto. Per raggiungere l’ obbiettivo della chiarezza, in modo che chiunque possa farsi un’idea in piena autonomia, è necessario convocare le commissioni consiliari competenti del Comune di Alghero in convocazione congiunta, al fine di audire i soggetti decisori e contemporaneamente sgomberare il campo da ogni dubbio, perché il caos emerso in questi giorni, altro non fa che destabilizzare e preoccupare una comunità già allo stremo. Ciò per garantire l’autorevolezza delle istituzioni e contemporaneamente permettere all’impresa vincitrice della gara pubblica, eventualmente, di procedere con i  lavori”.

Punta Giglio, prescrizioni del Parco sui lavori. Lunedi sopralluogo

ALGHERO- Massima l’attenzione dell’Ente Parco sull’andamento dei lavori del cantiere di Punta Giglio. Considerato l’alto livello di attenzione dell’opinione pubblica e della comunità algherese sulle questioni ambientali riguardanti l’intervento di restauro, risanamento conservativo, rifunzionalizzazione e allestimento museale dell’ex Batteria S.R. 413 in località Punta Giglio, la direzione dell’Ente Parco informa che eserciterà un alto livello di sorveglianza sull’andamento dei lavori del cantiere in stretto raccordo con il Corpo Forestale di Vigilanza Ambientale, a partire da un primo sopralluogo già programmato tra la Direzione del Parco e la Direzione del Servizio territoriale di Sassari per la giornata di Lunedi mattina 22 marzo. In attuazione delle proprie funzioni di prevenzione e vigilanza l’Ente Parco, ai sensi delle legge regionale 4/1999, ha impartito questi giorni alla Cooperativa “Quinto Elemento” una serie di precisazioni e di specificazioni interpretative, da adottare in fase di cantiere. A garanzia del massimo rispetto delle componenti ambientali (flora e fauna) e delle prescrizioni già impartite dall’Ente Parco è stato chiesto alla cooperativa “Quinto Elemento” di fornire un piano di cantiere settimanale da sottoporre preventivamente a nulla osta da parte dello stesso Ente Parco. La nota inviata dal Parco precisa in primo luogo l’esigenza del rispetto delle disposizioni contenute nel recente regolamento del SIC ITB 010042 approvato con Decreto dell’Assessore della Difesa dell’Ambiente n. 1007613-16 del 03/11/2020, con particolare riferimento all’articolo 9, commi 7 ed 8, dello stesso Regolamento. Con riferimento alla prescrizione di ordine generale impartita dall’Ente Parco che prevede che tutte le attività di cantiere che si attuano a meno di 100 metri dal margine di falesia dovessero essere interrotte nel periodo compreso fra il 15 marzo e il 30 settembre viene precisato che tale formulazione, espressa in termini generali a scopo precauzionale, vada ora verificata punto, punto, dai tecnici dell’Ente Parco, con riferimento allo specifico avanzamento dei lavori di cantiere. Il riscontro di eventuali criticità comporterà l’interruzione dei lavori del cantiere. A tale fine, precisa l’Ente Parco, di avere completato la terza stagione di monitoraggio dei procellariformi presenti nel parco di Porto Conte e nell’AMP di Capo Caccia – Isola Piana, e di avere a disposizione l’analisi completa dei dati di mappatura di tutti i siti puntuali di nidificazione. Alla luce di tali acquisizioni, il Parco afferma che allo stato attuale nel tratto di falesia compreso fra Capo Bocato e La Piana: a) non sono stati rinvenuti siti di nidificazione di Puffinus yelkouan e i censimenti notturni all’ascolto di quest’anno hanno dato esito negativo, pur in presenza di imponenti raft all’imboccatura della baia di Porto Conte; b) nei due anni precedenti l’unico sito occupato per la nidificazione da parte di Calonectris diomedea è la cavità censita al catasto con n. 0892 SA/SS dove peraltro sono stati trovati tre nidi nella stagione 2020; c) non sono presenti siti di nidificazione di Hydrobates pelagicus. In ragione di tali conoscenze l’Ente Parco ha impartito le seguenti prescrizioni da rispettare in fase di cantiere: 1. tutte le attività che si conducano ad una distanza euclidea inferiore a 100 metri dall’imboccatura della cavità censita al catasto con n. 0892 SA/SS, regolarmente provvista di placchetta identificativa del catasto speleologico regionale, devono essere specificate in un piano di cantiere settimanale da sottoporre preventivamente a nulla osta da parte dell’Ente Parco. L’Ente Parco inoltre ha comunicato alla cooperativa “Quinto Elemento” che si riserva di esprimersi in senso più restrittivo anche su altri tratti di falesia in ragione di eventuali nuove acquisizioni dalle proprie attività di monitoraggio del territorio

Azienda Speciale Parco naturale regionale di Porto Conte

Danni alla piccola pesca, bando dell’Amp

ALGHERO – Bando per i pescatori riguardo i danni causati da parte dei cetacei. L’attività, per la quale i pescatori riceveranno un rimborso spese giornaliero, si svolgerà attraverso l’imbarco periodico di personale qualificato e indicato dall’Agris su pescherecci messi a disposizione dagli operatori del settore della piccola pesca. Le prestazioni richieste agli operatori del settore sono di seguito riportate: verifica del pescato; acquisizione informazioni attraverso intervista diretta; accompagnamento a bordo del personale qualificato indicato dall’Agris Sardegna, al fine di valutare il reale danno causato dai cetacei sia sul pescato sia sulle attrezzature. Il numero di imbarchi può variare da un minimo di 4 a un massimo di 16 per anno per operatore economico e/o imbarcazione.

Le caratteristiche che devono avere le imbarcazioni sono le seguenti: possesso di licenza valida per l’esercizio della piccola pesca artigianale e possibilità di portare a bordo ricercatori, sino a un massimo di due per imbarco; iscrizione presso un Compartimento marittimo della Regione Sardegna; lunghezza Fuori Tutto (LFT): non inferiore a 7 metri; attrezzi da pesca prevalentemente utilizzati: reti da imbrocco. E’ imprescindibile il possesso di regolarità contributiva verificabile tramite DURC.

Gli operatori economici interessati dovranno presentare all’Agenzia Agris Sardegna – Servizio Ricerca per Prodotti Ittici – Loc. Bonassai SS 291 Km 18,6 – 07100 Sassari, la domanda di partecipazione. La domanda dovrà pervenire entro il termine delle ore 13:00 del giorno 29.03.2021, tramite posta elettronica certificata: dirpa@pec.agrisricerca.it Per informazioni potete contattare il referente dell’Area Pesca dell’area marina Dr.ssa Gabriella La Manna

Compendio Punta Giglio, interviene la Soprintendenza

SASSARI – “Considerato l’interesse dell’opinione pubblica in merito all’intervento per il restauro, la rifunzionalizzazione e l’allestimento museale del compendio militare di Punta Giglio, attualmente in fase di avvio, per completezza e correttezza d’informazione, anche in riferimento al comunicato stampa emanato dall’Ente Parco di Porto Conte, questa Soprintendenza precisa quanto segue.

L’azione di tutela di questo ufficio si esplica sulla base dei progetti che proprietari e/o detentori dei beni culturali inviano ai fini del restauro, del riuso o della rifunzionalizzazione. In questo processo raramente veniamo interpellati per la scelta delle destinazioni d’uso future ed è in sede di esame del progetto che tali nuove destinazioni vengono valutate sulla base della compatibilità con il bene e con i suoi valori riconoscibili; nel corso di una lunga fase interlocutoria con il proponente e con il Demanio dello Stato questo Ufficio ha respinto il primo progetto presentato dalla Società e dato indicazioni per una totale rielaborazione del medesimo in senso rigorosamente conservativo; questo Ufficio ha quindi autorizzato, ai sensi dell’art. 21 del Codice dei Beni Culturali, il progetto definitivo per l’esecuzione dell’intervento, con prescrizioni e rinviando comunque all’approvazione del progetto esecutivo (prot. 5275 del 8.06.2020);

questo Ufficio ha emanato, in seguito ad apposito sopralluogo, puntuali disposizioni per l’accantieramento e per l’elaborazione del progetto esecutivo (prot. 2332 del 19.02.2021);

considerata la peculiarità dei luoghi, ha ritenuto di dover richiedere specifico e dettagliato progetto di accantieramento, approvato in data 5.03.2021 con nota prot. 3146;

In base alle competenze attribuite, questa Soprintendenza esplicherà l’alta sorveglianza sui lavori mediante le opportune verifiche in corso d’opera.

Si precisa infine che questa Soprintendenza, pur nello spirito di piena collaborazione con tutti gli Enti che operano nel territorio, esercita in modo esclusivo l’azione di tutela dei beni culturali e non necessita di sollecitazioni o affiancamenti per rendere più incisivo il raggiungimento di questo obiettivo, in quanto tutti gli aspetti che esulano dalle competenze, che il Codice dei Beni Culturali ci affida, vengono posti in secondo piano e risultano secondari rispetto alle scelte che sottendono alla tutela.

Autonomamente rispetto ad eventuali dibattiti e movimenti di opinione, questo ufficio svolge ordinariamente l’azione di controllo o di tutela nel miglior modo possibile: nessuna pressione quindi, nel caso specifico, ha mutato l’approccio al tema che è stato fin dall’inizio trattato con l’approfondimento e il rigore che merita”.

Il Soprintendente
Prof. Arch. Bruno Billeci

Compendio Punta Giglio, dossier del Parco

ALGHERO – “Punta Giglio è un bene prezioso, di altissimo pregio ambientale, ricco di valori storici, culturali ed identitari. Ed è giusto e doveroso che tutta la comunità di Alghero si batta per tutelarlo, preservarlo e difenderlo da qualsiasi possibile rischio per consegnarlo e tramandarlo integro alle generazioni future. Non si può quindi che apprezzare il dibattito acceso, le prese di posizione ed anche le dure critiche che alcune componenti della comunità locale stanno rivolgendo al progetto di valorizzazione del compendio promosso dal Demanio dello Stato ed affidato in concessione ad una cooperativa di giovani imprenditori che ha vinto nel 2018 un bando pubblico. Si tratta di una chiara testimonianza di democrazia, partecipazione e cittadinanza attiva che, tuttavia, ha il preciso dovere del rispetto dei fatti, come oggettivamente si sono verificati e del ruolo effettivo che sulla vicenda ha svolto il Parco di Porto Conte. Per questo motivo il Parco intende concorrere in modo costruttivo a questo dibattito con la massima trasparenza, portando all’attenzione di tutta la comunità la sua posizione affinchè non vi possano essere dubbi e fraintendimenti sul proprio operato. A tale fine ha deciso di pubblicare nel proprio sito istituzionale una ricostruzione dei fatti come si sono svolti – fin dai mesi precedenti la decisione del Demanio e fino alla autorizzazione unica rilasciata dal Comune di Alghero – corredata da allegati di atti e lettere ufficiali che dimostrano in modo inequivocabile quali siano stati gli intendimenti e le azioni poste in essere dal Parco per la massima tutela e valorizzazione del compendio di Punta Giglio (il dossier è consultabile al link https://www.algheroparks.it/news-e-eventi/posts/2021/march/compendio-di-punta-giglio-parco-di-porto-conte-documenti-e-verit%c3%a0/). Come riscontrabile dai documenti pubblicati, i punti salienti dell’operato del Parco possono essere così riassunti:

– fin dai primi mesi della sua effettiva operatività (anno 2008), il Parco cercò in tutti i modi di riportare la disponibilità dei ruderi militari di Punta Giglio, bene dello Stato, nella propria diretta gestione per evitarne il progressivo degrado e per poterlo ricondurre alle finalità istituzionali di tutela, educazione ambientale e fruizione controllata proprie di un’area protetta. Della questione fu anche interessato l’allora Sottosegretario di Stato alla Difesa ma, nonostante le dichiarate disponibilità, il tentativo non condusse ai risultati sperati;

– in tempi più recenti, venuti a conoscenza dei propositi del Demanio dello Stato di mettere a bando il compendio militare, il Parco, unica voce del territorio a prendere una posizione, si mobilitò e cercò di contrastare tali intendimenti manifestando anche formalmente la propria contrarietà ad una ipotesi di sfruttamento turistico di un’area di alto pregio storico-ambientale ricadente all’interno di un’area protetta e non compatibile con la stessa;

– anche in questo caso la posizione chiaramente espressa dal Parco non fu accolta dallo Stato anche perché, nel frattempo, completate le fasi di aggiudicazione, il Demanio chiese ed ottenne la piena disponibilità degli allora vertici dell’Amministrazione comunale di Alghero a sostenere l’iniziativa ed il progetto risultato vincitore, anche al prezzo di introdurre le necessarie modifiche di tipo urbanistico;

– vani furono i tentativi del Parco, anche in quel caso in solitudine, di evidenziare le forti criticità ambientali e di scongiurare la posizione dell’Amministrazione comunale che, al contrario, firmò un protocollo d’intesa che dava il via libera al progetto dichiarato vincitore dal Demanio;

– forti furono le preoccupazione del Parco per le caratteristiche del progetto risultato vincitore, ritenuto non compatibile con l’area naturalistica protetta; il progetto prevedeva, infatti, un intervento di riqualificazione della caserma e degli altri edifici militari, nonché l’aggiunta di ulteriori unità mobili sparse all’interno del compendio al fine di costituire una struttura ricettiva diffusa per un totale di oltre 70 posti letto con annesso ristorante e piscina: propositi del tutto improponibili all’interno di un Parco naturale;

– di fronte a questa evidenza dei fatti al Parco non restava che attivare immediatamente una linea di condotta di diretta interlocuzione con la cooperativa vincitrice per fare in modo che la stessa ridefinisse in modo sostanziale i contenuti della proposta originaria per renderla compatibile con l’area naturale protetta e con i diversi vincoli di natura edilizia e paesaggistica, nonché con la esigenza del pieno rispetto della storia, della salvaguardia della memoria e della identità dei luoghi;

– la cooperativa “Il Quinto Elemento” con spirito di massima collaborazione si rese fin da subito disponibile alla collaborazione richiesta dal Parco ed alla rimodulazione sostanziale della proposta originaria per rispondere alle richieste dei diversi Enti preposti fra i quali, oltre al Parco, la Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Sassari e Nuoro, l’Ufficio Tutela del Paesaggio, il Corpo Forestale dello Stato, il Comune di Alghero;

– il punto di arrivo della rimodulazione può essere così sintetizzato: rinuncia completa alla impostazione turistico-ricettiva con 70 camere, ristorante e piscina e nuova impostazione delprogetto, suggerita dal Parco e del tutto condivisa dalla Soprintendenza, di realizzazione prioritaria di un museo a cielo aperto con annessa foresteria (massimo 20 posti letto), punto ristoro e vasca ludica legata in modo funzionale alle attività dell’Ecomuseo del Parco di Porto Conte;

– la nuova impostazione che rende oggi compatibile il progetto con le esigenze di tutela e sostenibilità ambientale ha trovato puntuale conferma nei nuovi documenti progettuali approvati con il provvedimento finale di autorizzazione unica rilasciato dal Comune di Alghero;

– in fase di realizzazione dei lavori massima dovrà essere l’attenzione agli aspetti ambientali ed alla prescrizioni impartite dalla Regione e dal Parco per il massimo rispetto della flora e della fauna, nonché quelle a tutela della memoria storica impartite dalla Soprintendenza; a tale fine il cantiere sarà monitorato e controllato passo passo da tutti gli Enti pubblici preposti.

In conclusione, è solo grazie alla determinazione ed alla perseveranza del Parco di Porto Conte che è stato possibile scongiurare l’ipotesi originaria di una inaccettabile “aggressione” ambientale del compendio e di sfruttamento dello stesso a fini turistico-ricettivi non compatibili con un’area protetta. Il progetto approvato è un progetto rispettoso dell’ambiente che fermerà il degrado ed eviterà la cancellazione della memoria storica, consegnando alla comunità algherese un museo a cielo aperto che ridimensiona in modo del tutto sostenibile le previste attività di ristoro e pernottamento secondo le logiche tipiche dei rifugi di montagna.

Si tratta di un chiaro esempio che coniuga le finalità conservazionistiche e la tutela ambientale con lo sviluppo locale, creando occasioni di impresa e di occupazione, non solo per i giovani imprenditori della cooperativa, ma per un indotto locale di giovani algheresi che avranno la possibilità di collaborare col Parco nella gestione del museo e nei servizi per la fruizione naturalistica. Ma allora, non è proprio questo quello che un Parco deve fare?”

Azienda Speciale Parco di Porto Conte

“Punta Giglio e Assemblea, che fine ha fatto il Parco?”

ALGHERO – Chi l’ha visto? Per sapere che fine ha fatto la dirigenza del Parco di Porto Conte sul progetto di Punta Giglio ormai non si può far altro che tirare in ballo la famosa trasmissione Rai diretta dalla bravissima giornalista Federica Sciarelli. Se il tema non fosse serio ci sarebbe anche da ridere.

Si convochi l’assemblea del parco. In qualità di Consigliere Comunale e componente dell’Assemblea del Parco di Porto Conte per due volte nel mese di febbraio avevo chiesto pubblicamente attraverso la stampa la convocazione proprio per conoscere il progetto. In quei giorni per sopperire al silenzio dell’Ente Parco era dovuta intervenire addirittura la Cooperativa vincitrice del bando pubblico con una lunga e complessa nota.

Perché di questo mutismo istituzionale? Le dirigenza del Parco in piena pandemia ha trovato il tempo di scrivere e approvare un disciplinare inutile e deleterio sulle riprese foto e video, delibera n° 22 del 12 Marzo 2020. La dirigenza del Parco da quando è in carica ha di fatto evitato di riunire l’assemblea del Parco per temi di interesse generale, tanto che le convocazioni si contano sulle dita di una mano peraltro su temi obbligatori per legge o per prorogare il contratto del direttore senza andare a bando pubblico. Non stupisce quindi la mancanza di volontà della dirigenza di convocare l’Assemblea del Parco sia in generale che sul tema in oggetto. Ciò che davvero lascia perplessi è la motivazione a monte di tale assordante silenzio, soprattutto su un progetto che – dalle informazioni reperite – ha tutte le autorizzazioni del caso.

Colpa o dolo? Faccio davvero fatica a pensare che l’atteggiamento della dirigenza sia semplicemente colposo, dovuto al fatto che non hanno proprio capito l’importante ruolo che rivestono. Appare chiaro che si tratta, invece, della scelta dolosa di chi ben sapendo quali sono i propri compiti decide volontariamente di non condividere con la cittadinanza il progetto sull’ex batteria di Punta Giglio. Un errore da tutti i punti di vista, da quello della partecipazione e del rispetto della cittadinanza e dell’impresa sociale in primis.

Dimissioni. Se la dirigenza del Parco crede che il proprio ruolo si esaurisca nell’occuparsi dei click delle macchine fotografiche allora forse è il caso che faccia un passo indietro e rimetta il proprio mandato, proprio nella mani dell’Assemblea tanto odiata.

Valdo di Nolfo, consigliere comunale e componente assemblea Parco Naturale Regionale di Porto Conte.

Al via la rimozione della posidonia in esubero

ALGHERO – Lunedì scorso si è proceduto ad avviare le operazioni preliminari di movimentazione della posidonia sedimentata sull’arenile di San Giovanni, nelle immediate vicinanze del molo di sottoflutto e dell’omonimo canale. Le operazioni sono state precedute dalla valutazione delle caratteristiche degli accumuli di materiale formatesi nel corso della stagione invernale, alla valutazione delle caratteristiche delle superfici dell’arenile su cui far transitare i mezzi adibiti alle operazioni. Stimate, inoltre, le consistenze dei volumi interessati al fine di consentire la massima riduzione degli impatti sugli ambienti interessati. “Contestualmente – precisa l’Assessore all’ecologia Andrea Montis – si va avanti con la preliminare pulizia dei rifiuti antropici depositati sugli arenili”.

Intanto, la Provincia di Sassari ha autorizzato i lavori per la realizzazione dell’impianto di messa a riserva a San Marco e pertanto, nelle more della realizzazione delle opere, il sito non potrà essere ulteriormente utilizzato quale deposito temporaneo della posidonia per non congestionare l’area da interessare ai lavori. L’intervento rientra nell’Accordo di Programma stipulato ex art 34 del Dlgs 267/2000, tra Comune di Alghero, Consorzio Industriale Provinciale di Sassari e Provincia di Sassari, per l’attuazione di una miglior gestione ambientale della posidonia spiaggiata in esubero al fine di dare impulso alla progettazione e realizzazione di un impianto di trattamento e recupero presso l’ area Industriale di San Marco.

Temporaneamente, quindi, le foglie di posidonia stagionali verranno depositate nell’area di Cuguttu. Parallelamente continua l’operazione di recupero del materiale vegetale misto a sabbia accumulato sia nello stesso sito di Cuguttu che in quello di Punta Negra, per restituire agli arenili di provenienza la sabbia recuperata. “L’amministrazione regionale – spiega ancora Montis – che ha mostrato sensibilità per il caso Alghero, ha già previsto degli appositi capitoli di bilancio da alimentare con prossima manovra; ma ci si farà carico anche localmente, così come avvenuto la scorsa stagione per la spiaggia di Punta Negra”.

Riparte (da lunedi 15/03) “Poetto Pulito”

CAGLIARI – Il Covid-19 non ferma “Poetto Pulito”. Da lunedì 15 marzo 2021 il progetto di innovazione sociale finalizzato all’inclusione socio-lavorativa di persone vulnerabili e a rischio di discriminazione, chiamerà all’azione 5 persone in carico al servizio sanitario per un tirocinio. Con altre 3 che svolgeranno attività di volontariato, raccoglieranno e differenzieranno i rifiuti abbandonati nel lungomare.

Sostenibilità ambientale, impegno civile, senso di comunità e inclusione sociale, saranno dunque al centro di “Poetto Pulito” curato dalla cooperativa sociale Elan e che trova sostegno nel Comune di Cagliari, ATS Sardegna, Regione, Ministero della Giustizia, Unione Europea, quale progetto pilota di eccellenza per l’innovazione (asse prioritario 2 – obiettivo 9.2 – azione 9.2.2 – POR FSE 2014/2020). Attraverso gli open days, saranno inoltre coinvolti nelle attività anche i cittadini e le scuole