Pietraia, nuovo micronido comunale

ALGHERO – UnLa Commissione per i Lavori Pubblici, presieduta da Monica Pulina, capogruppo consiliare di Fratelli d’Italia, sta effettuando una dettagliata supervisione dei progressi delle principali opere pubbliche all’interno della città.
Durante la mattinata del 31 Agosto, la commissione ha attentamente valutato lo stato di avanzamento del Micronido comunale ubicato nel quartiere Pietraia, una zona densamente popolata. In occasione di questa valutazione erano presenti l’Assessore ai Lavori Pubblici, Antonello Peru, e il Responsabile Unico del Procedimento, Geometra Chelo. Questo progetto, avviato nel 2012 con la stesura di un progetto preliminare del valore di €450.000, ha attraversato una fase di finanziamento che è culminata nel 2017 con l’assegnazione di €360.000 da parte della Regione Autonoma della Sardegna (RAS) tramite l’assessorato alla Sanità e Servizi Sociali. Tale finanziamento è stato ottenuto attraverso i fondi FSC 2007/2013 al quale si è poi aggiunto un ulteriore contributo da parte del Comune portando la cifra a circa 700.000€ . Nel 2020 sono stati avviati i lavori, con l’obiettivo di completare la struttura in tempo per l’apertura prevista nel mese di ottobre, salvo eventuali imprevisti.

È bene ricordare che Alghero è parte integrante del network delle “Città Amiche della Famiglia,” un’iniziativa che sottolinea ulteriormente l’impegno dell’amministrazione nel favorire politiche familiari inclusive. Il Micronido comunale avrà la capacità di ospitare fino a 19 bambini, con un’età compresa tra i 3 mesi e i 3 anni. Questa struttura si inserisce all’interno del più ampio polo scolastico della Pietraia, il quale comprende già una scuola dell’infanzia, una scuola Primaria e una scuola Media. Il Micronido svolgerà un ruolo cruciale nel supportare sia i bambini stessi che le madri che lavorano, fornendo un sostegno prezioso durante la fase di crescita e sviluppo dei piccoli, fino al momento del loro ingresso nella scuola dell’infanzia.

Monica Pulina, presidente della Commissione Lavori Pubblici, ha commentato: “Siamo profondamente soddisfatti nel vedere il Micronido nel quartiere Pietraia prendere forma. Questo progetto rappresenta un tangibile segno dell’impegno dell’amministrazione nei confronti delle politiche familiari e del sostegno alle madri lavoratrici. La struttura non solo promuoverà il benessere dei bambini, ma costituirà anche una solida rete di supporto per le famiglie durante la delicata fase di crescita dei loro figli. Continueremo a lavorare instancabilmente per creare un ambiente in cui ogni famiglia possa sentirsi accolta e sostenuta.”

Ecosistemi marini, protezione biodiversità e pesca sostenibile: proseguono le attività dell’AMP

ALGHERO – Proseguono a pieno ritmo, con il diretto coinvolgimento dei pescatori locali, le attività del progetto “protezione e ripristino della biodiversità degli ecosistemi marini e dei regimi di compensazione nell’ambito delle attività di pesca sostenibili” promosso dalla AMP Capo Caccia Isola Piana, finanziato dal Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste – divisione pesca, nell’ambito del programma operativo PO – FEAMP.

La protezione e il ripristino della biodiversità degli ecosistemi marini e le attività di pesca sostenibile rappresentano importanti priorità per tutte le Aree Marine Protette del nostro Paese che giocano un ruolo essenziale nell’ambito di queste attività di salvaguardia e nel contempo per la crescita di attività compatibili con lo sviluppo sostenibile del territorio. La pesca è una importante attività economica del territorio di Alghero in particolare per il ruolo che storicamente ha sempre giocato la marineria algherese e la piccola pesca locale. La pesca per non alterare i delicati equilibri eco-sistemici marini va realizzata in modo sostenibile soprattutto all’interno di un’area protetta. Se, al contrario, viene esercitato un eccessivo sfruttamento della risorsa ittica, questo può produrre effetti negativi sulle comunità marine e sui loro delicati equilibri ecologici; questo ha ancora maggiore rilevanza quando i prelievi riguardano specie ittiche commerciali che hanno anche un importante ruolo ecologico. Questo rischio evidenzia quanto sia necessario adottare modelli gestionali e misure di tutela adeguati per proteggere la biodiversità marina, ma anche per “proteggere” le attività di pesca ed il reddito dei pescatori. Non sempre facile è stato il rapporto fra i pescatori locali di Alghero e la AMP Capo Caccia – Isola Piana. Superate diverse criticità, tuttavia, un nuovo rapporto di collaborazione è stato costruito ed pescatori della AMP stanno dando un contributo decisivo alla attuazione del progetto.

“Grazie anche al progetto ____- commenta il direttore della AMP Mariano Mariani – stiamo costruendo con il diretto coinvolgimento dei pescatori della nostra AMP una nuova politica di gestione e protezione, non solo basata sulla conservazione delle specie, ma anche sull’individuazione di metodi per un prelievo sostenibile delle risorse nella prospettiva di un uso durevole delle stesse e per tutela il reddito dei pescatori”. Sono circa 15 i pescatori professionisti autorizzati ad operare in AMP attivamente coinvolti nel progetto che con le loro imbarcazioni partecipano alle attività di monitoraggio del pescato coordinate dalla Università di Sassari. In particolare si sta procedendo all’acquisizione di dati ed informazioni del comparto della piccola pesca artigianale in continuità con le informazioni raccolte nel corso delle passate annualità. Inoltre sono anche partite le ulteriori attività riguardanti: la raccolta dati socio- economici sulla filiera, l’acquisizione di informazioni da enti di competenza (associazioni di categoria, organi di controllo e vigilanza, enti regionali di ricerca e di assistenza tecnica, i rappresentanti locali della categoria dei produttori e le indagini sulla fauna ittica “Fish Visual Census” (censimento visivo della fauna ittica). “Ancora una volta – commenta il presidente del Parco Raimondo Tilloca – stiamo mettendo in campo importanti progettualità non solo volte alla tutela ambientale dell’ecosistema marino e terrestre, ma anche a sostegno delle categorie produttive legate, in questo caso, alla fruizione del mare in termini di pesca sostenibile e di promozione delle attività culturali e tradizionali connesse ad essa”.

“L’Ex-Caserma diventi un polo della creatività e design”

ALGHERO – Il Direttivo e il Gruppo consiliare cittadini di Forza Italia plaudono agli importanti passi avanti fatti per il rilancio dell’ex Caserma dei Carabinieri di via Simon, oggetto di un finanziamento di oltre 3 milioni reperiti attraverso il Pnrr grazie all’impegno dell’Amministrazione e dell’Assessore Peru. Il recupero di alcuni spazi storici della città per fini pubblici è stato uno dei principali obiettivi programmatici realizzati dalle Giunte di centrodestra guidate da Forza Italia e Marco Tedde dal 2002 al 2011. Ricordiamo, solo a titolo di esempio, il Quarter e Piazza Pino Piras, Piazza Santa Croce, la vecchia Capitaneria di Porto, l’Ex Circolo Marinai, l’ex Ospedale che ospita attualmente il Dipartimento di Architettura dell’Università di Sassari, il Museo Manno e l’ex Carceretto dove è stato realizzato il Museo della città.

Per quanto riguarda l’ex Caserma dei Carabinieri, nel 2004 l’Amministrazione Tedde ne perfezionò l’acquisto dalla Provincia di Sassari e nelle strategie locali doveva essere recuperata strutturalmente e funzionalmente a sostegno di attività culturali, creative, artistiche, tecnologiche, educative, artigianali e a polo formativo per il Fashion design. Anche approfittando della presenza in città del grande Maestro Antonio Marras, e di tanti talenti locali che avrebbero potuto contribuire a creare un sistema del “Fashion design”. Ricordiamo che in quegli anni il genio di Marras venne letteralmente “brandito” per promuovere il territorio attraverso eventi annuali in cui Marras si coniugava artisticamente con grandissimi artisti in spazi comunali. Con Maria Lai presso il Caval Marì, Claudia Losi e Mario Cocco nella Ex Caserma dei Carabinieri, Carol Rama presso il Museo del Corallo. O in cui si cimentava in prove d’artista presso il Liceo “Manno. Eventi coperti mediaticamente dalla grande stampa nazionale e internazionale. Crediamo sia necessario recuperare questo progetto strategico, magari aggiornandolo, per costruire un forte “brand Alghero”, legandolo alla reputazione internazionale di Marras, ulteriormente corroborata dal suo recente connubio artistico e imprenditoriale con Sandro Veronesi, fondatore del Gruppo Calzedonia e titolare di prestigiosi marchi nel campo della moda. Magari progettando assieme alla Regione uno strumento per valorizzare tutta la creatività sarda intesa nella accezione più generale del termine, e dando a Marras un ruolo che ne esalti le sue visioni creative a fini di promozione dell’isola. Ma occorre programmare, scegliere, decidere e perseguire obiettivi strategici che abbiano ricadute benefiche durature su Alghero. Non limitiamoci alla riqualificazione. Rigeneriamo l’urbano con la visione di Alghero dei prossimi decenni. Noi ci siamo.

Babudieri (FDI): “Solidarietà agli agenti di Polizia penitenziaria”

SASSARI – La situazione interna all’istituto penitenziario di Bancali a Sassari è diventata insostenibile dopo una lunga serie di atti di violenza da parte dei detenuti nei confronti degli agenti di polizia penitenziaria. Interviene per esprimere la solidarietà Luca Babudieri, Coordinatore cittadino di Sassari di Fratelli d’Italia a seguito dell’ennesima aggressione avvenuta nei giorni scorsi.

“Fratelli d’Italia manifesta tutta la solidarietà al Corpo di Polizia penitenziaria che opera all’interno del Carcere sassarese di Bancali – dichiara Luca Babudieri, Coordinatore cittadino di Sassari – perché ormai la situazione di atti di violenza nei loro confronti non è più accettabile. Gli agenti che operano nella struttura sono sotto organico e occorrono nuovi strumenti da fornire in dotazione”.

“Sarà certamente fondamentale la nomina del Direttore del carcere, che oggi è solo provvisorio – prosegue Babudieri – affinché ci sia maggiore programmazione e razionalità nella gestione del servizio. Il penitenziario di Bancali ospita detenuti considerati ad alta pericolosità nella zona riservata al regime del 41-bis, compresi terroristi ed esponenti della criminalità organizzata, oltre alla presenza anche di pazienti psichiatrici. Inoltre, il Comandante della Polizia penitenziaria è provvisorio e il personale impiegato è formato solo da 294 tra agenti, ispettori e assistenti in servizio su 395 che dovrebbero essere previsti. Una carenza di organico che deve essere integrata, così come servirebbero anche strumenti idonei alla difesa per gli agenti di polizia penitenziaria”.

“Come Coordinamento cittadino di Fratelli d’Italia – conclude Luca Babudieri – abbiamo provveduto a segnalare ai nostri rappresentanti in Parlamento la grave situazione in cui versa il Carcere di Bancali, affinché la questione venga presa in esame dal Governo e dal Ministero della Giustizia al fine di intervenire prontamente e in maniera risolutiva”.

Bretella Latte Dolce – viale Porto Torres, partono i lavori

SASSARI – Da lunedì 4 settembre inizieranno i lavori di sostituzione dei giunti di dilatazione stradali danneggiati sul cavalcaferrovia di via Papa Giovanni XXIII, nota come la “Bretella” che collega viale Porto Torres con il quartiere di Latte Dolce.

Le operazioni, salvo contrattempi, dovrebbero concludersi in 4 giorni. Durante le lavorazioni, per garantire le condizioni di sicurezza, sarà istituito un senso unico alternato con segnalazione semaforica e personale che supporterà gli automobilisti. Pertanto la circolazione potrebbe subire rallentamenti.

Come anticipato nelle scorse settimane, l’Amministrazione comunale aveva deciso che questo importante intervento sarebbe stato svolto prima della riapertura della scuole. E così è stato. Proseguono intanto i lavori di bitumatura in diverse zone del territorio. In questi giorni il settore Infrastrutture delle Mobilità è impegnato nell’area di Predda Niedda di competenza del Comune.

Ambulatori mobili: parte a settembre il progetto pilota della Asl 1

SASSARI – “Viaggio nel cuore della prevenzione e delle cure primarie. Siamo da te, con te, per te”: è il progetto sperimentale della Asl di Sassari che punta ad avvicinare medici e professionisti della salute alla popolazione del nord ovest della Sardegna più lontana dai grossi centri sanitari.

Si parte da Nughedu San Nicolò il 09 settembre 2023 per chiudere a Tergu
il 27 aprile 2024: sono venti, in questa prima fase, le amministrazioni
comunali coinvolte.
“In questo avvio di progetto abbiamo individuato una ventina di comuni,
tutti i sotto i mille abitanti (si va dai 109 di Monteleone Roccadoria
ai 763 di Nughedu San Nicolo’) e lontani dai centri di Sassari, Alghero
e Ozieri: saranno i nostri professionisti, a bordo di un Motorhome, una
sorta di ambulatorio mobile, a raggiungere la popolazione target e a
sottoporla a visite e esami a pochi passi dalle loro abitazioni”, spiega
il direttore generale della Asl di Sassari, Flavio Sensi, che insieme
alla Direzione aziendale, ha fortemente voluto la realizzazione del
progetto che vede coinvolte le strutture di Prevenzione e promozione
della salute, i Distretti di Sassari, Alghero e Ozieri e la struttura di
Anestesia territoriale e cure palliative.

“Seguendo le linee di indirizzo strategico del Piano Nazionale e
Regionale della Prevenzione, abbiamo deciso di intercettare la
popolazione maggiormente a rischio di quelle che sono le malattie
croniche non trasmissibili (MCNT), quali le malattie cardiovascolari, i
tumori, il diabete, oltre alle malattie respiratorie, che rappresentano
, a livello mondiale, le principali cause di morte”, aggiunge il Dg
Sensi, “e che In Sardegna (dati 2018) sono ritenute responsabili di
circa il 93% dei decessi”.

In accordo con le amministrazioni comunali, la popolazione target verrà
invitata a sottoporsi, gratuitamente, alla visita a bordo
dell’ambulatorio mobile: sono due i motorhome a disposizione, oltre ai
locali messi a disposizione dagli stessi enti locali e un ambulanza
medica base.
La popolazione verrà sottoposta a visita e valutazione del diabetologo e
cardiologo per lo screening cardio-metabolico, del ginecologo per
screening ginecologico-ostetrico mirato alla valutazione di
problematiche inserenti le algie pelviche croniche, malattie
sessualmente trasmesse, gravidanza e menopausa, alla visita del
pneumologo per lo screening delle malattie respiratorie croniche, come
la broncopneumopatia cronica ostruttiva e l’enfisema polmonare, sarà
inoltre possibile ritirare i kit per la ricerca del sangue occulto nelle
feci per la prevenzione del tumore del colon retto e programmare
l’adesione agli screening per la prevenzione del tumore del seno e del
collo dell’utero.

Le errate abitudini alimentari, l’insufficiente attività fisica, il
consumo di alcol, l’abitudine al fumo rappresentano i principali fattori
di rischio modificabili delle malattie croniche non trasmissibili, ai
quali si può ricondurre il 60% del carico di malattia sia in Europa che
in Italia. Tali fattori di rischio comportamentali sono prevenibili e,
reversibili, qualora diagnosticate e trattate per tempo (si parla di
ipertensione arteriosa, sovrappeso/obesità, dislipidemia, iperglicemia,
lesioni precancerose e cancerose in fase iniziale).
“Per limitarne l’impatto la Asl di Sassari intende intercettare le fasce
di popolazione più vulnerabili e socialmente svantaggiate, considerato
che queste sono più esposte a fattori di rischio e che hanno un accesso
più difficoltoso ai servizi socio-sanitari. Da qui la decisione di
raggiungerli sino a casa. Questo è il primo dei progetti che la Asl di
Sassari sta avviando per invertire la tendenza che va verso lo
spopolamento dei territori, mettendo i piccoli comuni della nostra
provincia al centro delle principali istituzioni e dei servizi erogati
sul territorio”, conclude Sensi.

Durante gli incontri verranno inoltre diffuse informazioni sui corretti
stili di vita oltre all’indicazione, dove necessario, ad effettuare
ulteriori accertamenti di secondo livello secondo percorsi dedicati.

Elezioni 2024, Alleanza Rosso Verde: “Tavolo di coalizione non è più rinviabile”

CAGLIARI – “Riteniamo siano molto positive le tante iniziative proposte dai partiti e dai movimenti che animano l’alleanza del centrosinistra e progressista. Da queste emerge un’energia che ci deve aiutare nei prossimi passi indispensabili per offrire ai cittadini ed alle cittadine sarde una chiara e limpida alternativa all’attuale maggioranza che sta portando la nostra Isola allo sfascio. Pensiamo sia a questo punto non più rinviabile la convocazione del tavolo di coalizione per discutere ed individuare il prima possibile il candidato/a che ci guiderà nella sfida elettorale e nella discussione con i cittadini di un ambizioso progetto di governo che ridia speranza e fiducia ai sardi. È questo il monito dei segretari dei partiti Europa Verde, Sinistra Sarda, Possibile con i consiglieri regionali del gruppo Alleanza Rosso – Verde Eugenio Lai, Antonio Piu, Diego Loi, Daniele Cocco Maria Laura Orrù e Laura Caddeo.

È nostra responsabilità quella di offrire un’idea di Sardegna capace di affrontare le disparità economiche e sociali che sono presenti sul nostro territorio, di valorizzare il ruolo degli enti locali nella pianificazione dello sviluppo e di rispondere ai bisogni che i cittadini manifestano in ambito sanitario e di mobilità interna ed esterna. Per farlo nel modo più efficace possibile rinnoviamo la richiesta, già fatta un mese fa, alle due forze più rappresentative del tavolo PD e Movimento cinque stelle, di coordinare il tavolo e di convocarlo.

Noi – concludono i segretari e i consiglieri – siamo e rimaniamo a disposizione per una discussione franca e leale che abbia come priorità quella della tenuta dell’alleanza e della discussione di un percorso che ci porti in tempi certi ad iniziare il percorso per vincere le regionali nel 2024”.

Segretari regionali di Europa verde, Sinistra sarda e Possibile con i Consiglieri regionali del gruppo Alleanza Rosso – Verde .

Camera di Commercio e Promocamera sostengono l’export del Vermentino

SASSARI – La Camera di Commercio di Sassari e Promocamera sostengono l’export e la commercializzazione del Vermentino. Ultimi posti per prendere parte ai B2B. In continuità con l’azione informativa e formativa in modalità webinar svolta lo scorso anno e all’interesse riscontrato verso i Paesi target di riferimento, nell’ambito delle iniziative finalizzate al supporto dell’internazionalizzazione, Promocamera sta organizzando per le aziende della filiera agroalimentare e settore vinicolo un’azione rivolta ai mercati esteri di centro e nord Europa. In questo contesto è stata definita l’organizzazione di incontri d’affari B2B con potenziali buyer di Francia, Svezia, Norvegia, Danimarca e Svizzera.

Gli incontri B2B individuali si svolgeranno in presenza ad Olbia nelle giornate tra il 2 e 5 ottobre, in occasione dell’edizione 2023 di “Benvenuto Vermentino”, secondo un’agenda prestabilita e saranno riservati alle aziende del settore agroalimentare (max 15 aziende) e aziende vinicole (max 25 Cantine).

“Benvenuto Vermentino” di fatto rappresenta uno dei fiori all’occhiello tra le azioni ideate e promosse dal Sistema camerale del nord Sardegna, un prezioso strumento di marketing territoriale e rigenerazione urbana che ha la capacità di stimolare un percorso virtuoso di sviluppo economico, sociale e culturale del territorio.

“L’obiettivo della Camera di Commercio e della sua Azienda Speciale Promocamera, è quello di realizzare un evento che possa rappresentare per la collettività socio-economica che lo ospiterà – sostiene il presidente di Promocamera, Francesco Carboni- un importante strumento di marketing territoriale per via della capacità di attirare turisti, diffondere e migliorare l’immagine turistica e culturale, attivando veri e propri processi di relazione tra imprese.

A ciascuna azienda verrà garantito un minimo di 4 incontri con i buyers selezionati in collaborazione con le Camere di Commercio dei Estere. Le aziende interessate a prendervi parte potranno compilare e trasmettere l’adesione a internazionalizzazione@promocamera.it. Tutte le info su www.promocamera.it.

Granchio Blu nel Calich: massima attenzione, rigore e competenza

ALGHERO – Granchio blu nella laguna del Calich. Il problema esiste, fenomeno globale, ma non è allarmante come in altre Regioni italiane. Va comunque affrontato in tempi brevi con rigore e competenza scientifica a partire da una puntuale conoscenza dei dati e con il coinvolgimento delle istituzioni, dell’Università, degli enti di ricerca e degli operatori economici a diverso titolo coinvolti. Il Parco con le sue professionalità non farà certo mancare il proprio supporto. Sterili le polemiche dettate da protagonismo politico locale. Il contratto di laguna strumento adeguato per affrontare correttamente il fenomeno.

I tecnici del Parco naturale regionale di Porto Conte hanno preso parte nei giorni scorsi sia alla riunione, che al sopralluogo, convocato dalla Commissione comunale ambiente sulle sponde del Calich per verificare fisicamente la presenza ormai nota del granchio blu (Callinectes sapidus) specie aliena ormai radicata nel Mediterraneo, da quasi mezzo secolo, e che però da qualche tempo sta costituendo un serio problema agli allevamenti di mitilicoltura e in generale ai pescatori delle zone umide dove la specie trova elettivamente spazio. Se, da un lato, l’aumento della densità di tale specie aliena rappresenta al livello locale fonte di preoccupazione in primis per il comparto produttivo ittico, il fenomeno è certamente da inquadrarsi su scala globale e nazionale dove, in alcune Regioni, ha superato i livelli di guardia e l’emergenza è tale da diventare difficilmente gestibile. Nel nostro caso non è così, e come è stato detto da più parti, la situazione del nostro contesto lagunare e costiero può essere adeguatamente affrontata in tempi brevi, con rigore e competenza scientifica. Serve una puntuale conoscenza dei dati sullo stato dell’arte del fenomeno da attuarsi rapidamente con il coinvolgimento delle istituzioni, dell’Università, dell’agenzia regionale di ricerca (Agris) e degli operatori economici a diverso titolo coinvolti. Il proliferare di opinioni e sterili polemiche, spesso infondate e dettate da protagonismo politico, non contribuisce di certo ad una corretta impostazione tecnico-scientifica delle soluzioni.

La presenza del granchio blu è nota e registrata dagli uffici del Parco naturale regionale di Porto Conte già da qualche tempo, tanto è vero che negli strumenti di pianificazione e gestione quali il più recente aggiornamento del piano di gestione del SIC (sito di interesse comunitario) oggi zona speciale di conservazione (ZSC) in cui è inclusa anche la laguna del Calich, per la questione delle specie aliene (dove è incluso anche il granchio blu) sono già stati previsti specifici programmi di monitoraggio e contenimento, al momento in attesa di risorse finanziarie per la loro attuazione. Non compete certo al Parco di Porto Conte, invece, intervenire su specie ittiche che hanno o possono avere una valorizzazione commerciale, azioni che competono ad altri enti. Resta l’interesse ambientale del Parco per le implicazioni del fenomeno sulle specie e gli habitat prioritari per la conservazione ed in tale ottica ambientale, la laguna del Calich ha problemi molto più seri da affrontare sui quali invece il Parco è particolarmente impegnato.

Il focus principale di attenzione e lo sforzo prioritario di attività del Parco di Porto Conte è concentrato sullo stato eutrofico delle acque da cui a cascata possono derivare molte criticità in ordine alla salvaguardia delle specie autoctone e al proliferare invece delle specie invasive e aliene. L’approccio al problema granchio blu messo in campo dal Parco, pertanto, è stato fino ad oggi indiretto e focalizzato sugli aspetti ecologici ed in particolare eco-sistemici. Di fronte ad una scelta di priorità ed al quesito se sia più urgente, oggi, “salvare” la laguna del Calich dal granchio blu o tutelare la stessa laguna prima di tutto dalle conseguenze delle attività antropiche impattanti su scala locale e che sono quelle che oggi stanno minacciando la sopravvivenza dell’area umida stessa, il Parco continua a preferire la seconda strada. Non a caso, in stretta sinergia con il Comune di Alghero, si sta lavorando per l’aggiornamento e il rilancio del contratto di laguna, unico vero strumento di governance, al cui interno sono chiamati a fare la propria parte tutti i portatori di interesse e gli attori istituzionali del territorio, con l’obbiettivo di affrontare la questione della salute, della tutela e della valorizzazione della laguna in modo veramente integrato ed eco-sistemico e non puntiforme.

Il contenimento del granchio blu può diventare una specifica azione del contratto di laguna da attuarsi il prima possibile a partire da un maggiore sforzo di pesca e conseguente valorizzazione commerciale del granchio e da un auspicabile alleggerimento del prelievo nei confronti delle specie ittiche commerciali che rappresentano invece potenziali antagonisti nella lotta biologica. A tutela della laguna, inoltre, proseguono senza sosta le azioni già programmate dal contratto di laguna e attuate dal Parco di Porto Conte grazie all’ottenimento di specifici finanziamenti. Queste riguardano l’installazione di una stazione monitoraggio in continuo del parametri chimico – fisici delle acque e la realizzazione di un impianto di fitodepurazione a bocca dell’impianto di Santa Maria La Palma allo scopo di affinare ulteriormente le acque in uscita dall’impianto di depurazione, prima della loro immissione in laguna. Infine sono da ricordare i recenti provvedimenti dell’Area marina protetta Capo Caccia –Isola Piana del fermo pesca nel golfo di Porto Conte che vanno indirettamente anche a vantaggio del controllo biologico del granchio blu in quanto tutelano i principali predatori dello stesso, fra i quali anche il polpo comune (Octopus vulgaris), predatore potenziale del granchio blu a partire dagli stadi giovanili della specie.

Regione, al via le nuove norme di Urbanistica

CAGLIARI – Con l’approvazione da parte del Consiglio regionale del capitolo del Collegato alla manovra relativo all’urbanistica riprende il percorso di riqualificazione del patrimonio edilizio esistente e si dà impulso alla pianificazione delle zone costiere. Le norme proposte dalla Giunta si basano su tre direttrici: la limitazione del consumo di suolo, il rispetto dell’ambiente, l’adeguamento dell’offerta turistica ai nuovi standard richiesti. “In un farwest dove, guardando agli ambienti costieri, solo 27 Comuni su quasi 110 hanno adeguato il Puc al Ppr ci siamo posti come obiettivo quello di riqualificare e pianificare per indirizzare meglio le volumetrie con una idea di Sardegna precisa, tarata su uno sviluppo duraturo e sostenibile”, ha detto l’Assessore degli Enti locali, Aldo Salaris in Aula.

RIQUALIFICAZIONE ZONE COSTIERE (ZONE F). I Comuni, nell’adeguamento degli strumenti urbanistici al Piano Paesaggistico Regionale, seguendo l’obiettivo di favorire la riqualificazione degli insediamenti costieri e il rafforzamento e la diversificazione dell’offerta turistica, possono recuperare il 25% della capacità volumetrica a suo tempo “congelata” dalla salvacoste (sempre e solo mediante adeguamento del Puc al Ppr). Queste volumetrie devono essere destinate esclusivamente alla realizzazione di nuovi alberghi a 5 stelle o superiori purché localizzati oltre la fascia dei 300 metri dal mare, ridotta a 150 metri per le isole minori. In sostanza, tutti i Comuni che hanno raggiunto il 50% di volumetrie (come stabilito dalla salvacoste), possono programmare il 25% del restante 50 per cento fino a oggi inutilizzabile. Se un Comune ha già impegnato il 90%, potrà disporre del 25% del solo 10% di volumetrie residue. “A differenza dell’offerta indiscriminata di volumetrie proposte in passato – ha spiegato l’Assessore Salaris – la previsione delle nuove strutture è contestualizzata in quanto subordinata alla dimostrazione del fabbisogno di ulteriori posti letto e alla verifica della compatibilità del carico sostenibile del litorale”.

Guardando invece all’esistente, l’incremento del 25% può essere utilizzato per elevare lo standard qualitativo delle strutture ricettive già operative a prescindere dalla loro classificazione, fino a un massimo del 15% del volume realizzato dalla singola struttura in base al titolo abilitativo originario, senza aumento dei posti letto. In questo secondo caso l’intervento è ammissibile a condizione che sia finalizzato alla riqualificazione generale del complesso edilizio esistente e delle relative aree di pertinenza, senza incremento delle superfici impermeabili (adeguamento spazi comuni, spa, piscine, estensione hall e via dicendo); in arretramento rispetto all’edificio preesistente e non verso il mare; nel rispetto del limite fondiario massimo e della dotazione degli spazi pubblici per le zone F. Le disposizioni possono trovare applicazione solo in seguito all’adeguamento del Piano urbanistico comunale al Piano paesaggistico regionale, nel rispetto degli indirizzi applicativi che l’Assessore dell’urbanistica emanerà previa condivisione con il Ministero della Cultura.

RIQUALIFICAZIONE DEL PATRIMONIO EDILIZIO. Previsto il riuso a fini abitativi e il recupero di sottotetti, piani pilotis, seminterrati e locali a piano terra a patto che siano situati in zone non a rischio. Il tutto, commenta l’Assessore Salaris, permette di limitare il consumo di suolo. È consentita la realizzazione di soppalchi e l’ampliamento volumetrico fino a 120 mc per adeguare gli spazi destinati a persone diversamente abili con gravi patologie (non è previsto il cambio di destinazione d’uso). Per allungare la stagione turistica è consentita la chiusura di verande per 240 giorni l’anno per le strutture ricettive. Tutto resta vietato in zone a rischio idrogeologico e dove eventualmente non consentito dal piano paesaggistico regionale. Aumenta inoltre il cofinanziamento regionale dei bandi della Legge regionale 29/1998 in favore dei comuni per la tutela e valorizzazione degli edifici pubblici nei centri storici (la quota passa dal 60 al 90%).

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Ufficio Stampa Regione Sardegna