PORTO TORRES – “Per troppo tempo Porto Torres ha vissuto il tema industriale come una contrapposizione continua tra sviluppo, ambiente e occupazione. Oggi invece abbiamo il dovere di aprire una nuova fase, fondata su una visione moderna, sostenibile e competitiva della riconversione industriale.
La transizione energetica ed ecologica che sta investendo l’Europa produrrà nei prossimi decenni una quantità enorme di materiali da recuperare, trattare e reimmettere nel ciclo produttivo.
Parliamo di: pannelli fotovoltaici a fine vita; pale eoliche; batterie al litio e sistemi di accumulo; moduli elettrici ed elettronici; cavi industriali ed elettrici; rame; alluminio; acciaio; silicio; vetro industriale; terre rare; materiali tecnologici strategici; plastiche industriali materiali compositi; vetroresina derivante dalla nautica; pneumatici fuori uso; Raee; fibre composite; componentistica energetica e industriale.
Questa non è soltanto una sfida ambientale. È una delle più grandi opportunità industriali ed economiche del Mediterraneo. Porto Torres possiede caratteristiche uniche per diventare un hub strategico dell’economia circolare e del recupero di materia: porto industriale; infrastrutture energetiche; aree produttive di grandi dimensioni; collegamenti logistici; competenze industriali consolidate; posizione geografica centrale tra Europa e Nord Africa.
A questo si aggiunge un elemento fondamentale: le vaste aree industriali già compromesse e in parte retrocesse ad Eni, che oggi possono rappresentare il punto di partenza di una nuova stagione produttiva senza ulteriore consumo di territorio. La vera visione industriale del futuro non può più basarsi esclusivamente sui modelli del passato. Serve invece costruire filiere industriali innovative capaci di integrare: energia rinnovabile, recupero di materia, logistica avanzata, ricerca, tecnologia e sostenibilità ambientale.
Per questo motivo è necessario immaginare la produzione di energia da fonti rinnovabili direttamente all’interno delle aree industriali, al fine di alimentare impianti e processi dedicati al riciclo avanzato e alla trasformazione dei materiali. Un modello industriale di questo tipo consentirebbe: riduzione dei costi energetici; maggiore competitività; attrazione di investimenti nazionali e internazionali; creazione di occupazione tecnica e qualificata; sviluppo di nuove competenze industriali; valorizzazione delle infrastrutture esistenti.
La transizione energetica non produrrà soltanto energia verde. Produrrà anche una gigantesca domanda industriale legata al recupero delle materie prime e alla gestione dei materiali derivanti dalle nuove tecnologie. I territori che avranno la capacità di programmare oggi questa trasformazione saranno quelli che guideranno l’economia dei prossimi decenni.
Porto Torres ha tutte le condizioni per tornare protagonista nel Mediterraneo. Non vivendo di nostalgia industriale, ma costruendo una nuova industria moderna, sostenibile, tecnologica e capace di creare lavoro vero. Le grandi città industriali crescono quando riescono ad avere visione, credibilità istituzionale e capacità di programmare il futuro prima degli altri.
Bastianino Spanu Coordinatore Movimento Autonomista “Porto Torres Avanti”