Piazza di spaccio: arresti a Sassari

SASSARI – A conclusione di una complessa ed articolata attività d’indagine, condotta dai Carabinieri della Compagnia di Sassari da ottobre scorso, sono state eseguite oggi cinque misure cautelari, delle quali tre in carcere, una agli arresti domiciliari ed una con obbligo di dimora, nei confronti di altrettanti soggetti, tutti resisi responsabili in concorso tra loro di spaccio aggravato e continuato di sostanze stupefacenti. I provvedimenti restrittivi emessi dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Sassari sono stati operati a seguito delle indagini – coordinate dal Sostituto Procuratore dott. Mario Leo – effettuate per diversi mesi dai militari dell’Arma nel centro storico, precisamente nelle vicinanze della scuola di San Donato (asilo ed elementari), dove era stato notato un frequente viavai di noti tossicodipendenti. Sono stati necessari lunghi e faticosi appostamenti per individuare con precisione il luogo in cui avvenivano gli scambi e le dinamiche della cessione dello stupefacente, per giunta in un contesto ambientale ostile agli investigatori, caratterizzato da un non facile accesso e dalla presenza di “vedette” in grado di dare l’allarme al passaggio di forze di polizia. La prassi era sempre la stessa: dopo che il potenziale acquirente effettuava la richiesta dello stupefacente a colui che era in strada con il compito di “procacciare” clienti, la persona veniva monitorata a distanza da altri componenti della banda che, qualora la situazione non presentasse particolari sospetti o anomalie, inviavano allora un corriere con il compito di effettuare materialmente lo scambio denaro-droga.

Nel corso dei servizi di osservazione appositamente predisposti, i Carabinieri in borghese della Compagnia di Sassari, una volta compreso il meccanismo, sono riusciti a fare una serie di riscontri e avere così la prova materiale che i tanti incontri tra i tossici e i sospettati non erano affatto casuali. Chi si recava in quella precisa zona e prendeva contatti con quelle determinate persone, lo faceva con l’unico scopo di approvvigionarsi dello stupefacente. Raccolte prove sufficienti e avuto il via libera dai magistrati, è scattato il blitz. Dopo aver individuato i nascondigli degli spacciatori, i militari dell’Arma hanno fatto irruzione in alcune abitazioni e, nel corso delle relative perquisizioni, sono stati rinvenuti e sequestrati alcuni grammi di eroina, oltre 1000 euro in contanti, frutto di tutta la droga spacciata in precedenza, e vario materiale utile al confezionamento dello stupefacente. Si sono quindi aperte le porte del carcere di Bancali per i cittadini nigeriani Victor Omigo (classe 1988), Paul Okhaforh (classe 1990) e Ahanor Gods Power (classe 1988), dove i tre dovranno restare a disposizione dell’Autorità Giudiziaria con l’accusa di spaccio aggravato e continuato in concorso tra loro. Il sassarese Paolo Stangoni (classe 1993) e il marocchino Mahmoud Ibnou Errida (classe 1993), che hanno avuto un ruolo minore nell’attività di spaccio, restano invece, rispettivamente, sottoposti alla misura cautelare degli arresti domiciliari e dell’obbligo di dimora nel Comune di Sassari.

L’attività odierna è frutto della costante attività di contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti nel centro storico della città di Sassari che, lo scorso mese di luglio, ha visto i militari dell’Arma chiudere una “centrale dello spaccio” ed eseguire 3 ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di altrettanti cittadini nigeriani nella zona di Largo Infermeria San Pietro e, nel corso del 2016, ha fatto registrare complessivamente 8 ulteriori arresti di spacciatori, con il sequestro di oltre 5 kg di varie sostanze stupefacenti e di circa 8000 euro in contanti.

Nella foto i carabinieri a Sassari

S.I.