Emigrati ad Alghero: basta caos

ALGHERO – È stato presentato e protocollato presso gli uffici del Comune di Alghero il documento di Italia Unica dedicato alle proposte in tema di immigrazione e gestione dei flussi di migranti. Ma non solo: si parla anche di sicurezza, qualità urbana e rapporti con le forze dell’ordine. Sono intervenuti il coordinatore cittadino di Italia Unica Leonardo Correddu e Tonina Soggia (del coordinamento algherese). Si tratta di un testo che Italia Unica sta sottoponendo all’attenzione delle amministrazioni comunali di tutto il Paese. In particolare, si chiede al sindaco Mario Bruno «di farsi portavoce di istanze da inoltrare al Governo».

Innanzitutto, prevedere, come in altri paesi europei, finanziamenti specifici per progetti degli enti locali riguardanti le iniziative di sicurezza e qualità urbana, su infrastrutture, trasporti e recupero di aree degradate. Ma anche progetti di prevenzione legati all’aumento dei fenomeni di disagio e di devianza. In questo ragionamento si inserisce la proposta di potenziare l’organico e la dotazione di mezzi delle forze dell’ordine anche nelle piccole e medie borgate, nonché la collaborazione tra Polizia municipale e forze dell’ordine. Occorrerebbe inoltre introdurre una nuova disciplina che semplifichi le procedure amministrative per la concessione o il diniego della residenza e anche contrastare il fenomeno del degrado, del sovraffollamento urbanistico e delle locazioni irregolari. Una soluzione importante potrebbe essere quella di coinvolgere, dopo una debita formazione (solo con funzione di controllo e non di intervento), alcuni volontari tra gli immigrati più responsabili ed inseriti in ausilio alle Forze dell’Ordine.

«È importante consentire una reale integrazione degli stranieri nella nostra società e tutelare il rispetto e la dignità delle persone, mediante una corretta identificazione di chi si trova sul nostro territorio e la predisposizione di idonei progetti di integrazione sociale, anche coinvolgendo in lavori socialmente utili chi accogliamo nella nostra città, senza trascurare chi di residente ha perduto il proprio lavoro», spiega Leonardo Correddu.

Nella foto il protocollo

S.I.