“Crisi della plastica e caos rifiuti, la Regione non ha una governance adeguata”

CAGLIARI – “La sospensione del conferimento degli imballaggi in plastica nell’impianto SO.MA. Ricicla non è un evento imprevedibile, ma la conseguenza di un sistema regionale dei rifiuti ancora privo di una governance adeguata”. Lo dichiara Gianluca Langiu, segretario regionale della Fit Cisl, commentando la richiesta di intervento urgente rivolta dall’assessora regionale dell’Ambiente, Rosanna Laconi, al Governo e al sistema consortile nazionale e ricordando che “il sindacato ha denunciato questa criticità fin dal mese di maggio, ma senza ottenere alcuna attenzione dall’assessorato”. Per Langiu “l’intervento del Governo è necessario, soprattutto considerando le penalizzazioni legate all’insularità, ma non può far passare in secondo piano le responsabilità politiche e amministrative della Regione. Il rallentamento dei ritiri della plastica è soltanto la manifestazione più evidente di un problema strutturale che riguarda l’intero ciclo dei rifiuti e che richiede programmazione, impianti adeguati e una regia pubblica regionale”. Secondo il segretario regionale la frammentazione del sistema è evidente anche nelle diverse modalità di raccolta applicate nei 377 Comuni sardi. Durante la stagione estiva, inoltre, l’aumento della popolazione e dei conferimenti determina maggior carico di lavoro per gli operatori, spesso senza un adeguato rafforzamento degli organici e dei servizi. “La Sardegna ha raggiunto una percentuale di raccolta differenziata superiore al 76 per cento grazie all’impegno dei cittadini e al lavoro quotidiano degli addetti all’igiene ambientale. Questo risultato – sottolinea Langiu – non può essere compromesso dalla mancanza di una strategia regionale e da interventi adottati soltanto quando gli impianti sono ormai prossimi alla saturazione. Non si può continuare a compensare con il sacrificio dei lavoratori le inefficienze organizzative e i ritardi della politica. E’ indispensabile attuare la normativa nazionale sugli Ambiti territoriali ottimali, superando l’attuale frammentazione. Gli ATO permetterebbero di uniformare i servizi, programmare gli impianti sulla base delle reali esigenze dei territori, definire standard omogenei e garantire maggiori tutele occupazionali e contrattuali, attraverso l’applicazione del CCNL dei Servizi ambientali e delle clausole sociali in tutti gli affidamenti”. In chiusura, la Fit Cisl sollecita ancora una volta la Regione a convocare un tavolo permanente con l’ANCI, gli enti territoriali, i gestori degli impianti e le Organizzazioni sindacali. “La crisi della plastica deve essere affrontata con urgenza, ma deve anche segnare la fine della politica delle soluzioni tampone. Servono responsabilità, programmazione e una riforma strutturale del sistema regionale dei rifiuti, perché il costo dei ritardi non può essere scaricato ancora una volta sui lavoratori, sui Comuni, sui cittadini e sul sistema turistico della Sardegna”.